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	<title>inquinamento oceani &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Oltre 46 miliardi di mascherine utilizzate in Italia da gennaio 2020</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/oltre-46-miliardi-di-mascherine-utilizzate-in-italia-da-gennaio-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 08:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[Gran parte di queste finisce negli oceani e nella catena alimentare, fino alle nostre tavole Sono tantissime le mascherine che quotidianamente vengono utilizzate e gettate via dall’inizio della pandemia da Covid-19 e una quantità elevatissima di queste finisce in mare, dove inquina, si deteriora, inquinando a livelli anche microscopici, danneggiando ambienti e animali acquatici di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-156709" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/07/mascherine-mare-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h3>
<h3 align="justify">Gran parte di queste finisce negli oceani e nella catena alimentare, fino alle nostre tavole</h3>
<p><span id="more-156708"></span></p>
<p align="justify">Sono tantissime le mascherine che quotidianamente vengono utilizzate e gettate via dall’inizio della pandemia da Covid-19 e <b>una quantità elevatissima di queste finisce in mare</b>, dove inquina, si deteriora, inquinando a livelli anche microscopici, danneggiando ambienti e animali acquatici di ogni tipo.</p>
<p align="justify">I numeri sono allarmanti. Ben 46 miliardi le mascherine utilizzate nel nostro paese dall’inizio della pandemia fino ad oggi.</p>
<p align="justify">E ben <b>129 </b><b>miliardi</b><b> sono le mascherine che ogni mese vengono consumate in tutto il mondo</b> e la maggior parte di queste alla fine del proprio “ciclo vitale” finisce in mare.</p>
<p align="justify">I dati arrivano dalle stime della <b>Società Italiana di Medicina Ambientale</b> SIMA che, per quanto favorevole all’utilizzo di mascherine per evitare il contagio, fa presente come ad oggi siano <b>disponibili misure alternative di prevenzione</b>, come sistemi speciali di ventilazione e sistemi di purificazione dell’aria, altrettanto efficaci e molto meno invasive, sia per le persone che per l’ambiente.</p>
<p align="justify">Secondo <a href="https://www.journals.elsevier.com/environmental-advances/news/plastic-fibres-from-face-masks-pose-problems-for-the-sea" target="_blank" rel="noopener">un recente studio apparso su Environmental Advances</a> infatti, si stima che sono circa 5500 le tonnellate metriche di plastica derivata dalle mascherine che ogni anno viene riversata in mare, e <b>una singola mascherina è in grado di rilasciare in acqua ogni giorno fino a 173 mila microfibre di plastica</b> che vengono ingerite involontariamente dai pesci provocandone la morte.</p>
<p align="justify">Ma ciò che preoccupa ancora di più è la capacità di queste microfibre di deteriorarsi fino a diventare così piccole da essere in grado di attraversare le barriere biologiche e di <b>approdare quindi sulle nostre tavole attraverso la catena alimentare</b>, e nel nostro organismo senza che noi ce ne possiamo rendere conto.</p>
<p align="justify"><i><b>Luna Riillo</b></i></p>
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		<title>Plastica in mostra a Miami</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/plastica-in-mostra-a-miami/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2019 12:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Balena]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento oceani]]></category>
		<category><![CDATA[Miami]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante l&#8217;Art Basel Miami Beach, il museo della plastica ha riaperto per due giorni Il Museum of Plastic&#160;è tornato alla ribalta, stavolta all&#8217;EDITION Hotel dell&#8217;Art Basel Miami Beach, da venerdì 6 a domenica 8 dicembre. L&#8217;associazione Lonely Whale&#160;ha progettato questa installazione artistica per sensibilizzare sull&#8217;inquinamento da plastica negli oceani – l&#8217;aveva svelata per la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38842" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_museo_plastica.jpg" alt="" width="800" height="495" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_museo_plastica.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_museo_plastica-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/12/images_dicembre_2019_museo_plastica-768x475.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Durante l&#8217;Art Basel Miami Beach, il museo della plastica ha riaperto per due giorni</h2>
<p>  <span id="more-38843"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://museumofplastic.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Museum of Plastic</a>&nbsp;è tornato alla ribalta, stavolta all&#8217;<a href="https://www.artbasel.com/miami-beach" target="_blank" rel="noopener noreferrer">EDITION Hotel dell&#8217;Art Basel Miami Beach</a>, da venerdì 6 a domenica 8 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;associazione <a href="https://www.lonelywhale.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lonely Whale</a>&nbsp;ha progettato questa installazione artistica per sensibilizzare sull&#8217;inquinamento da plastica negli oceani – l&#8217;aveva svelata per la prima volta all&#8217;inizio di quest&#8217;anno a New York, durante la <a href="https://www.worldoceansday.org/events-current-year/world-oceans-week" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Oceans Week</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Lonely Whale è nota per le sue campagne ambientaliste, come quella contro l&#8217;uso delle cannucce, che si chiama <a href="https://www.lonelywhale.org/stopsucking" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Stop Sucking</a>&nbsp;e quella contro l&#8217;uso delle bottiglie d&#8217;acqua in plastica monouso, che si chiama <a href="https://www.hydratelike.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Question How You Hydrate</a>. La sensibilizzazione parte sempre dallo stesso punto, ovvero da come possiamo cambiare i nostri comportamenti personali al fine di generare meno inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul suo sito, Lonely Whale si definisce: «un&#8217;incubatrice di idee coraggiose che guidano cambiamenti di impatto a favore del nostro oceano» e spiega che l&#8217;ispirazione viene dal potere che hanno le comunità di cambiare le cose in modo da garantire un pianeta sano, lavorando tutte insieme. Ci vuole «una nuova era di collaborazione radicale», dicono.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto ha preso ispirazione in seguito alla visione di un documentario sulla ricerca di questa balena che parla a una frequenza in cui nessun&#8217;altra balena conosciuta parla, ovvero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Balena_52-hertz" target="_blank" rel="noopener noreferrer">52 hertz</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, è stata definita la balena più solitaria del mondo. Questa solitudine è la stessa che vive anche l&#8217;oceano, vista la lontananza delle persone dalle sue problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo il museo della plastica e le altre iniziative dell&#8217;associazione mirano a far prendere coscienza alla gente che l&#8217;oceano è in gravi difficoltà e che la colpa è nostra, perché c&#8217;è molto che possiamo fare per contribuire a renderlo un posto migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il primo vero successo della Ocean Cleanup</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/il-primo-vero-successo-della-ocean-cleanup/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 13:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi marini]]></category>
		<category><![CDATA[immondizia oceanica]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento oceani]]></category>
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		<category><![CDATA[Ocean Cleanup]]></category>
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		<category><![CDATA[pacific trash vortex]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente è stata raccolta della plastica dal Pacific Trash Vortex, la grande chiazza d&#8217;immondizia situata in mezzo al Pacifico L&#8217;Ocean Cleanup&#160;è un&#8217;organizzazione no profit olandese, che ha come obiettivo quello di eliminare l&#8217;inquinamento da plastica negli oceani&#160;e ha recentemente annunciato il suo primo successo. Dopo svariati tentativi, infatti, il nuovissimo prototipo di dispositivo dell&#8217;organizzazione è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38543" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ocean_Cleanup.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ocean_Cleanup.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ocean_Cleanup-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ocean_Cleanup-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Finalmente è stata raccolta della plastica dal Pacific Trash Vortex, la grande chiazza d&#8217;immondizia situata in mezzo al Pacifico</p>
<p>  <span id="more-38544"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://theoceancleanup.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ocean Cleanup</em></a>&nbsp;è un&#8217;organizzazione no profit olandese, che ha come obiettivo quello di eliminare l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/addio-plastica-nel-mare-al-via-progetto-mondiale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">inquinamento da plastica negli oceani</a>&nbsp;e ha recentemente annunciato il suo primo successo. Dopo svariati tentativi, infatti, il nuovissimo prototipo di dispositivo dell&#8217;organizzazione è riuscito a raccogliere plastica con costanza e continuità dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Pacific Trash Vortex</em></a>&nbsp;– e, tra l&#8217;altro, non solo gli oggetti grandi e visibili, ma anche le microplastiche di un solo millimetro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono almeno sette anni che è iniziato questo progetto, quindi per gli ideatori è arrivata una conferma importante: la loro visione, il loro sogno, è raggiungibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La grande chiazza di immondizia oceanica, situata nelle acque tra le Hawaii e la California, è famosa come l&#8217;area con il più grande accumulo di detriti di plastica al mondo: si tratta di una specie di vortice della spazzatura, il cui movimento circolare continua ad attirare rifiuti dentro di sé, intrappolando tutta la spazzatura in una massa concentrata. Ovviamente, il <em>Pacific Trash Vortex</em> è pericoloso oltre che per se stesso anche per le sostanze chimiche che contiene: di certo, danneggia la vita marina in tante di quelle maniere che si enumerano moltissime segnalazione di interruzioni nei modelli di alimentazione e migrazione degli animali, che risultano minacciati nella loro sopravvivenza e nella capacità riproduttiva della loro specie.</p>
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		<item>
		<title>Un catamarano per pulire l&#8217;oceano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/barche/un-catamarano-per-pulire-l-oceano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 21:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Barche]]></category>
		<category><![CDATA[catamarano]]></category>
		<category><![CDATA[eco-nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[Salpa al largo delle coste di Ibiza, un&#8217;imbarcazione a energia rinnovabile con un sistema di pulizia per la plastica accumulata nelle acque La Bella Verde&#160;è una compagnia di noleggio di catamarani a energia solare per crociere di breve durata, che ha deciso di fare la sua parte per tenere a bada la crescente quantità di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38496" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Catamarano_CUT.jpg" alt="" width="805" height="406" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Catamarano_CUT.jpg 805w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Catamarano_CUT-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Catamarano_CUT-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></p>
<p>Salpa al largo delle coste di Ibiza, un&#8217;imbarcazione a energia rinnovabile con un sistema di pulizia per la plastica accumulata nelle acque</p>
<p>  <span id="more-38497"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://www.labellaverde.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Bella Verde</a></em>&nbsp;è una compagnia di noleggio di catamarani a energia solare per crociere di breve durata, che ha deciso di fare la sua parte per tenere a bada la crescente quantità di rifiuti che si accumula nel Mediterraneo, anche a causa del turismo che affolla le regioni costiere delle Spagna – dove si muove il loro business verde (precisamente, la compagnia ha sede a Ibiza) e dove <em>La Bella Verde</em> gestisce anche una fondazione senza scopo di lucro, che si occupa della conservazione delle acque oceaniche.</p>
<p style="text-align: justify;">E così è stato lanciato l&#8217;unico catamarano a noleggio a energia solare e zero emissioni del Mediterraneo, dotato di un esclusivo sistema di filtraggio oceanico, che rimuove la plastica dalle acque.&nbsp;Secondo l&#8217;etica aziendale, il servizio di eco-nautica ruota attorno al godimento della vita e alla cura dell&#8217;ambiente, ma adesso, oltre ad offrire ai turisti e alle persone del posto un&#8217;esperienza in mare che non generi emissioni di carbonio, si occupa anche di pulizia attiva dell&#8217;ambiente marino da eventuali detriti presenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;innovativo sistema integrato <em>IBI Clean-Up Boat</em> include una struttura in acciaio inossidabile di alta qualità con una stretta rete in nylon, che è collegata tra i due scafi della barca. Azionata con un argano centrale, la rete viene abbassata nell&#8217;acqua per raccogliere i rifiuti di plastica. Il sistema è progettato in modo tale che la vita marina e le alghe possano passare facilmente attraverso la rete, senza nessun rischio. Inoltre, quando non viene abbassato per la pulizia marina, il complesso delle reti funge da confortevole salotto in stile amaca.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Quali sono i rifiuti di plastica maggiormente presenti sulle nostre spiagge?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 11:28:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[bicchieri monouso]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;International Coastal Clenaup stila una Top 10, dove entrano per la prima volta le posate di plastica Come ogni anni arrivano, implacabili, i risultati dell&#8217;International Coastal Cleanup (ICC), che mostrano i dati raccolti nel corso dello scorso anno. Da quanto raccontato nel loro report, quello che è venuto fuori quest&#8217;anno è che molto grave la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38428" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare.jpg" alt="" width="807" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare.jpg 807w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Plastica_nel_mare-768x390.jpg 768w" sizes="(max-width: 807px) 100vw, 807px" /></p>
<p>L&#8217;International Coastal Clenaup stila una Top 10, dove entrano per la prima volta le posate di plastica</p>
<p>  <span id="more-38429"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni anni arrivano, implacabili, i risultati dell&#8217;<em>International Coastal Cleanup</em> (<a href="https://oceanconservancy.org/trash-free-seas/international-coastal-cleanup/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ICC</a>), che mostrano i dati raccolti nel corso dello scorso anno. Da quanto raccontato nel loro <a href="https://oceanconservancy.org/wp-content/uploads/2019/09/Final-2019-ICC-Report.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a>, quello che è venuto fuori quest&#8217;anno è che molto grave la maniera in cui mangiamo: tra i 10 articoli più comuni trovati sulle coste nei 120 paesi battuti, infatti, ben 7 sono legati all&#8217;alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di involucri per alimenti, cannucce e bacchette per girare, posate di plastica, bottiglie per bevande, tappi di bottiglia, coperchi di plastica e bicchieri e piatti monouso. Le altre tre categorie erano sacchetti di plastica per la spesa, altri sacchetti di plastica (in realtà entrambi questi rifiuti potevano, comunque, essere collegati al cibo) e, infine, <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/cicche-di-sigaretta-a-terra-multe-salate-per-chi-sporca.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mozziconi di sigarette</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base dei precedenti risultati, l&#8217;<strong>ICC afferma che è la prima volta che forchette, coltelli e cucchiai di plastica compaiono nella Top 10, con quasi 2 milioni di pezzi</strong>. Forse dipende dal fatto che, in qualche modo e nonostante tutto, ancora questa oggettistica alimentare usa e getta è sinonimo di convenienza – ma quale convenienza? Posate, cannucce, tazze da caffè da asporto e bottiglie di plastica sono tutti esempi di prodotti che non dovrebbero nemmeno esistere, che <strong>sono sinonimo di</strong> <strong>una velocità di fare le cose che non contiene alcun tipo di coscienza sociale e ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, l&#8217;ICC racconta anche di strani ritrovamenti sulle spiagge, tipo un lampadario, un finto albero di Natale, una porta da garage e un registratore di cassa – negli anni passati, erano stati ritrovati abiti da sposa, lavatrici, materassi e altro.<br />Esempi assurdi di inquinamento, sui quali dobbiamo agire, cambiando la nostra cultura alimentare e pensando a dove andrà finire ognuna delle cose con cui entriamo in contatto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>L&#8217;era della plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/l-era-della-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 15:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
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		<category><![CDATA[Fossile]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo gli scienziati, questo periodo sarà ricordato per l&#8217;immensità di rifiuti non biodegradabili che si sta lasciando dietro, in forma ormai fossile Secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista Science Advanced, l&#8217;inquinamento della plastica è diventato talmente abnorme che ormai si è depositato nella nostra documentazione fossile: bottiglie d&#8217;acqua, buste e microfibre sono i protagonisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38380" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT.jpg" alt="" width="808" height="419" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Era_della_plastica_CUT-768x398.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Secondo gli scienziati, questo periodo sarà ricordato per l&#8217;immensità di rifiuti non biodegradabili che si sta lasciando dietro, in forma ormai fossile</p>
<p>  <span id="more-38381"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un recente <a href="https://advances.sciencemag.org/content/5/9/eaax0587.full" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato sulla rivista<em> Science Advanced</em>, <strong>l&#8217;inquinamento della plastica</strong> è diventato talmente abnorme che ormai <strong>si è depositato nella nostra documentazione fossile</strong>: bottiglie d&#8217;acqua, buste e microfibre sono i protagonisti di quella che già in molti chiamano «<strong><em>l&#8217;età della plastica</em></strong>».</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati spiegano che, ogni anno, <strong>nell&#8217;oceano</strong>, entrano <strong>dai 4,8 e i 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica</strong> e che visto che, «popolazioni più grandi producono più rifiuti e si prevede che la popolazione mondiale aumenterà in modo sproporzionato nelle regioni costiere», c&#8217;è da porsi l&#8217;enorme problema del deposito delle particelle di microplastica nei sedimenti oceanici costieri, che non farà che aumentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio si è posto questo problema analizzando «i sedimenti costieri del bacino di Santa Barbara, in California, per i cambiamenti storici nella deposizione della microplastica, utilizzando un nucleo scatolato, che copriva un intervallo tra il 1834 e il 2009». In questo modo, gli scienziati hanno potuto raccontare come l&#8217;aumento del deposito della plastica sia <strong>diventato esponenziale dopo il 1945</strong>, con un tempo di raddoppio di 15 anni, e come le particelle di plastica trovate siano principalmente fibre di tessuti sintetici, che indicano che le materie plastiche si muovono volontariamente sull&#8217;oceano attraverso le acque reflue.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-align: justify;">«</span>E così, dopo l&#8217;età della pietra, l&#8217;età del bronzo e quella del ferro, questa sarà l&#8217;età della plastica<span style="text-align: justify;">»</span></em>&nbsp;– lo ha detto il ricercatore capo, Jennifer Brandon, in un&#8217;<a href="https://www.theguardian.com/environment/2019/sep/04/plastic-pollution-fossil-record" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intervista</a>&nbsp;al <em>The Guardian</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Una rete da traino per scovare le microplastiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 15:11:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Babylegs]]></category>
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					<description><![CDATA[Babylegs è un modo economico ed educativo per monitorare l&#8217;inquinamento marino da plastica Plastiche e microplastiche sono uno degli argomenti più frequenti per quanto riguarda il danneggiamento del pianeta (marino e non solo) causato dagli uomini. Soprattutto le microplastiche sono molto discusse perché, non essendo visibili a occhio nudo, sono molto difficili da individuare e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38274" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_babylegs.jpg" alt="" class="caption" title="Plastiche e microplastiche, difficili da trovare e recuperare" width="802" height="407" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_babylegs.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_babylegs-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_babylegs-768x390.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" />
<p>Babylegs è un modo economico ed educativo per monitorare l&#8217;inquinamento marino da plastica</p>
<p>  <span id="more-38275"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Plastiche e microplastiche</strong> sono uno degli argomenti più frequenti per quanto riguarda il danneggiamento del pianeta (marino e non solo) causato dagli uomini. Soprattutto le microplastiche sono molto discusse perché, non essendo visibili a occhio nudo, <strong>sono molto difficili da individuare e recuperare</strong>. Per questo è stato ideato <em><strong>Babylegs</strong></em>, <strong>una rete da traino e raccolta</strong> che permette di raccogliere campioni da tutti i corsi d&#8217;acqua per capire se le microplastiche sono presenti o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente in finanziamento sul sito di <em>crowdfunding <a href="https://www.kickstarter.com/projects/publiclab/babylegs" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kickstarter</a></em>, <em>Babylegs</em> è stato inventato dal <em>Civic Laboratory for Environmental Action Research</em> (<a href="https://civiclaboratory.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CLEAR</a>), un collettivo che si autodefinisce un laboratorio anticoloniale e femminista, specializzato nel monitoraggio delle plastiche oceaniche. Per questo specifico progetto, il CLEAR sta collaborando con un&#8217;altra organizzazione, che si chiama <a href="https://publiclab.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Public Lab</em></a>, una comunità che sviluppa strumenti <em>open source</em>,<em>&nbsp;</em>nella speranza di motivare il coinvolgimento delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi due gruppi, insieme, hanno cercato di creare un dispositivo che le persone possono utilizzare per aiutare a raccogliere più informazioni possibili sui problemi di qualità ambientale, quindi non per fare profitto. Nel caso di <em>Babylegs</em>, inoltre, visto che si tratta anche di uno strumento creato con materiali economici e riciclati (è <strong>un kit fai-da-te</strong> che si mette insieme prima dell&#8217;uso), <strong>può essere costruito da chiunque</strong>: bastano calze da bambini, una bottiglia vuota, carta vetrata, un trapano, delle forbici, una corda, un morsetto da idraulico e un cacciavite.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo le indicazioni, si può fabbricare lo strumento e dirigersi verso il corso d&#8217;acqua più vicino per prelevare e valutare campioni attraverso i quali sarà possibile creare un database il più ampio possibile sulla situazione della plastica nelle acque mondiali. <br />In questo modo, oltre a monitorare, si informa e si educa.</p>
<p>Sapete che la plastica in mare potrebbe trasformarsi in carburante per le barche? Scoprite di più su questa curiosa <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/ecoinvenzione-la-plastica-degli-oceani-diventa-carburante-per-barche.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ecoinvenzione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Anche quando non li uccide, la plastica fa molto male agli uccelli marini</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/anche-quando-non-li-uccide-la-plastica-fa-molto-male-agli-uccelli-marini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 05:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[alterazioni fisiche]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[avifauna]]></category>
		<category><![CDATA[IMAS]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento oceani]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[uccelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio esamina gli effetti non letali dell&#8217;ingestione di plastica da parte dell&#8217;avifauna Non facciamo altro che parlarne di quanto la plastica – nella forma di microplastica ma non solo – sia un problema enorme per la fauna selvatica, ma finora gli studi si sono concentrati soprattutto sull&#8217;aspetto letale di questa combinazione, mostrandoci immagini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38185" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_plastica_e_uccelli_CUT.jpg" alt="" width="800" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_plastica_e_uccelli_CUT.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_plastica_e_uccelli_CUT-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_plastica_e_uccelli_CUT-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo studio esamina gli effetti non letali dell&#8217;ingestione di plastica da parte dell&#8217;avifauna</p>
<p>  <span id="more-38187"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Non facciamo altro che parlarne di quanto la <strong>plastica</strong> – nella forma di microplastica ma non solo – sia un problema enorme per la fauna selvatica, ma finora gli studi si sono concentrati soprattutto sull&#8217;aspetto letale di questa combinazione, mostrandoci immagini tremende di stomaci animali pieni di pezzi di plastica. <br />Secondo un nuovo <a href="https://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/acs.est.9b02098" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista<em> Environmental Science&amp;Technology</em>, però, il punto non è solo questo.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell&#8217;<em>Institute for Marine and Antarctic Studies</em> (<a href="http://www.imas.utas.edu.au/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IMAS</a>&nbsp;&#8211; Università della Tasmania)&nbsp;<a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/www.imas_.utas_.edu_.au___data_assets_pdf_file_0003_1253847_Seabird-plastic-ingestion-Jennifer-Lavers-MR.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno spiegato</a>&nbsp;che le <strong>interazioni dei detriti con gli uccelli marini</strong> producono anche effetti non letali, meno visibili e scarsamente documentati, che raccontano un altro pezzo dei problemi che la plastica crea, il cui <strong>vero impatto è sottovalutato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;IMAS ha deciso di indagare su come l&#8217;ingestione di plastica danneggi gli uccelli che riescono a sopravvivere: per farlo, ha analizzato campioni di sangue e plastica raccolti nelle <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/troppa-plastica-in-mare-fauna-marina-in-pericolo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">acque austrialiane</a> intorno a Lord Howe Island. In questo modo, i ricercatori hanno scoperto che gli uccelli che ingerivano plastica e non morivano, avevano ridotti livelli di calcio nel sangue, una minore massa corporea, una minore lunghezza delle ali, della testa e del becco, nonché problemi col colesterolo, con gli enzimi e con le loro funzioni renali, che gli causavano una maggiore concentrazione di acido urico nel corpo. La cosa incredibile è che la quantità di plastica ingerita non era necessariamente correlata al danno arrecato: la semplice presenza nel corpo era sufficiente a causare danni.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa che ci dovrebbe far riflettere una volta di più su quello che genera, in natura, il nostro smodato consumo di plastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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