<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>INGV &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/ingv/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2020 13:07:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>Ecco come si è propagata l’onda sismica: guarda il video dell’INGV</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ecco-come-si-e-propagata-l-onda-sismica-guarda-il-video-dell-ingv/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ecco-come-si-e-propagata-l-onda-sismica-guarda-il-video-dell-ingv/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 11:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[Onde sismiche]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33192</guid>

					<description><![CDATA[L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia&#160;ha realizzato il video dell&#8217;animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche Un nuovo terremoto ha colpito le province di L’Aquila e Rieti il 18 gennaio. Le onde sismiche si sono avvertite anche nella capitale. L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha realizzato il video dell&#8217;animazione della propagazione sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-33191" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/01/images_video_onde_sismiche.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_video_onde_sismiche.jpg 400w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/01/images_video_onde_sismiche-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia&nbsp;ha realizzato il video dell&#8217;animazione della propagazione sulla superficie terrestre delle onde sismiche</p>
<p>  <span id="more-33192"></span>  </p>
<p>Un nuovo terremoto ha colpito le province di L’Aquila e Rieti il 18 gennaio. Le onde sismiche si sono avvertite anche nella capitale. <a href="http://www.ingv.it/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia</a> ha realizzato il video dell&#8217;animazione della propagazione sulla superficie terrestre di queste onde.</p>
<p>Le onde di colore blu &#8220;indicano che il suolo si sta muovendo velocemente verso il basso, quelle di colore rosso indicano che il suolo si sta muovendo verso l’alto. L’intensità del colore è maggiore per spostamenti verticali più veloci&#8221; informa l&#8217;istituto, sottolineando che &#8220;ogni secondo dell’animazione rappresenta un secondo in tempo reale&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=4783" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopriamo cos&#8217;è un terremoto e come si forma.</a></p>
<p>La velocità e l’ampiezza delle onde, aggiunge, &#8220;dipende dalle caratteristiche della sorgente sismica, dal tipo di suolo che attraversano e anche dalla topografia. Esse, quindi, non si propagano in maniera uniforme nello spazio e luoghi posti alla stessa distanza dall’epicentro risentono del terremoto in maniera completamente diversa&#8221;.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8nYkVF3mjfI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ecco-come-si-e-propagata-l-onda-sismica-guarda-il-video-dell-ingv/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terremoto tra Lazio e Abruzzo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-tra-lazio-e-abruzzo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-tra-lazio-e-abruzzo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 06:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=25589</guid>

					<description><![CDATA[Trema la terra in Italia: una scossa di terremoto ha colpito la penisola tra il Lazio e l’Abruzzo     Terremoto tra Lazio e Abruzzo. Una scossa di magnitudo 3.2 si è verificata la notte scorsa, alle ore 01.42.38. Il sisma ha avuto profondità di 9,3 chilometri ed è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell&#8217;Ingv, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25588" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_20150427_terremotoabruzzo-15035-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Trema la terra in Italia: una scossa di terremoto ha colpito la penisola tra il Lazio e l’Abruzzo</p>
<p>  <span id="more-25589"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Terremoto tra Lazio e Abruzzo. Una scossa di magnitudo 3.2 si è verificata la notte scorsa, alle ore 01.42.38. Il sisma ha avuto profondità di 9,3 chilometri ed è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell&#8217;Ingv, nel distretto sismico Monti Ernici-Simbruini. L&#8217;epicentro è stato registrato tra Broccostella, Castelliri, Isola del Liri, Pescosolido, Sora nel Frusinate, Balsorano e San Vincenzo Valle Roveto in provincia dell&#8217;Aquila. Non sono stati segnalati danni a cose o persone.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-tra-lazio-e-abruzzo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terremoto a Catania</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-a-catania/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-a-catania/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 06:31:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto a Catania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=25432</guid>

					<description><![CDATA[Terremoto  a Catania nella notte. Le info dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia   Trema la Sicilia: una scossa di terremoto, di magnitudo 3.6, è stata alle 3:07 nel nordest della provincia di Catania, nel distretto sismico dell&#8217;Etna. Secondo l’Ingv, l&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 2,7 km [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25431" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_images__4_-14959-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Terremoto  a Catania nella notte. Le info dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia</p>
<p>  <span id="more-25432"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Trema la Sicilia: una scossa di terremoto, di magnitudo 3.6, è stata alle 3:07 nel nordest della provincia di Catania, nel distretto sismico dell&#8217;Etna.</p>
<p class="MsoNormal">Secondo l’Ingv, l&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 2,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Castiglione, Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte e Sant&#8217;Alfio.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Fortunatamente, non si registrano segnalazioni di danni a persone o cose.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-a-catania/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metano abiotico, piu&#8217; diffuso del previsto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/metano-abiotico-piu-diffuso-del-previsto/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/metano-abiotico-piu-diffuso-del-previsto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 14:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[gas metano]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[metano]]></category>
		<category><![CDATA[metano abiotico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=13273</guid>

					<description><![CDATA[L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha scoperto quattro aree in Europa, tra cui l’Italia, dove sono presenti notevoli quantità di metano abiotico     Il metano (CH4) che si estrae dai giacimenti petroliferi e che influenza insieme al petrolio l’economia mondiale, è prodotto dalla degradazione della sostanza organica contenuta nelle rocce sedimentarie, per opera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13272" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_images-8702-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha scoperto quattro aree in Europa, tra cui l’Italia, dove sono presenti notevoli quantità di metano abiotico</p>
<p>  <span id="more-13273"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>metano</strong> (CH4) che si estrae dai <strong>giacimenti petroliferi</strong> e che influenza insieme al petrolio l’economia mondiale, è prodotto dalla degradazione della sostanza organica contenuta nelle rocce sedimentarie, per opera di microrganismi (metano microbico) o della temperatura (metano termogenico). Complessivamente questo metano è detto “biotico”, perché all’origine vi è sempre un materiale biologico. In rocce non sedimentarie, ovvero in quelle ignee formate a grandi profondità sotto la crosta terrestre, può però formarsi metano abiotico o abiogenico, il quale si produce indipendentemente dalla presenza di materia organica. Da tempo questo metano abiotico è noto nelle esalazioni vulcaniche, nei sistemi idrotermali e in microscopiche inclusioni nei minerali di certe rocce, ed è prodotto da reazioni inorganiche, in genere sopra i 200°C. Le sue quantità sono generalmente molto basse, dell’ordine di poche parti per milione o al massimo di alcune unità percentuali, non sufficienti per uno sfruttamento commerciale.</p>
<p class="MsoNormal">Grazie ad una ricerca condotta dall’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma</strong> negli ultimi cinque anni è stato però scoperto che il <strong>metano abiotico</strong> è presente in quantità percentuali, fino all’80-90%, in certe rocce ignee (peridotiti) che affiorano sulla superficie terrestre a seguito dei movimenti tettonici del pianeta, e che sono state alterate dal contatto con l’acqua piovana; questa alterazione, detta “serpentinizzazione” (a causa della formazione di un minerale secondario detto “serpentino”), produce idrogeno (H2) che combinato con  anidride carbonica (CO2) forma metano attraverso la reazione di Sabatier: CO2 + 4H2 = CH4 + 2H2O. Questa reazione in genere avviene in presenza di catalizzatori metallici ed è riproducibile in laboratorio. Una sua variante, un po’ più complessa, la reazione Fischer-Tropsch, fu usata durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi per produrre “benzina sintetica”.</p>
<p class="MsoNormal">La ricerca dell’INGV, coordinata dal geologo Giuseppe Etiope in collaborazione con vari istituti di ricerca internazionali, ha portato alla scoperta di quattro aree in Europa dove sono presenti notevoli quantità di metano abiotico: dal 2008 al 2011 sono state trovate rilevanti quantità di metano abiotico in Turchia, nel sito archeologico di Chimera; solo nel 2012 tre scoperte sono avvenute in Grecia, Portogallo e in Italia. Nel nostro paese il metano abiotico è stato trovato in sorgenti sulle colline che sovrastano Genova, in particolare nelle Terme di Genova ad Acquasanta. Questi studi, pubblicati su sei diverse riviste internazionali*, tra cui la prestigiosa Reviews of Geophysics, mettono in luce che il metano abiotico è più diffuso di quanto previsto.</p>
<p class="MsoNormal">“Non dobbiamo confondere queste scoperte con la teoria del petrolio abiogenico, proposta in passato da alcuni ricercatori russi e americani” spiega Etiope, “il gas naturale dei giacimenti commerciali è certamente biotico; ciò che abbiamo rilevato è però che gas abiotico, diverso da quello tradizionale, è prodotto naturalmente in rocce ignee a bassa temperatura, al di sotto di 100°C, in quantità significative e in numerose aree.”</p>
<p class="MsoNormal">“Questo fatto ha almeno tre importanti implicazioni: in varie parti del mondo i serbatoi dei giacimenti di gas naturale sono costituiti almeno in parte da queste rocce serpentinizzate, le quali possono rilasciare gas abiotico nel giacimento; dunque una piccola parte del gas nel giacimento potrebbe essere abiotico. Non possiamo, in questa fase della ricerca, affermare che questo gas abiotico sia in grado di formare giacimenti autonomi ed essere sfruttato commercialmente, dobbiamo ancora capire la velocità di generazione del gas e le reali quantità in gioco.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">La seconda implicazione è che questo gas potrebbe essere prodotto su altri pianeti, in particolare su Marte, dove sono state scoperte rocce serpentinizzate simili a quelle terrestri.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Terzo, la reazione di Sabatier è uno dei tasselli fondamentali per l’origine della vita; la reazione che parte dalla CO2 e produce CH4 rappresenta il passaggio dalla chimica inorganica a quella organica; diversi scienziati della NASA ritengono infatti che la serpentinizzazione sia alla base dell’origine della vita sulla Terra. Il fatto che questo passaggio, da chimica inorganica a organica, possa avvenire a basse temperature suggerisce che l’origine della vita non è legata necessariamente a sistemi idrotermali, come ipotizzato nelle teorie della NASA. Il metano prodotto a basse temperature, anche sui continenti, può avere innescato il ciclo organico alimentando i primi batteri.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/metano-abiotico-piu-diffuso-del-previsto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ingv, il centro di ricerca piu’ innovativo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ingv-il-centro-di-ricerca-piu-innovativo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ingv-il-centro-di-ricerca-piu-innovativo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 12:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[geoficica]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[vulcanologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=13029</guid>

					<description><![CDATA[L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia risulta tra i centri pubblici di ricerca piu’ innovativo nel confronto tra dimensione e qualità delle strutture   Fra i grandi enti pubblici di ricerca il piu’ innovativo nel confronto tra dimensione e qualità delle strutture risulta l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con una percentuale del 22,2%. Seguito dall’Istituto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-13028" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/07/images_igallery_resized_ambientetest_Terremoto_previsto_al_Sud_Gresta_attacca_gruppo_Ingv_Allarmismo_per_accaparrarsi_soldi-8571-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia risulta tra i centri pubblici di ricerca piu’ innovativo nel confronto tra dimensione e qualità delle strutture</p>
<p>  <span id="more-13029"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Fra i grandi enti pubblici di ricerca il piu’ innovativo nel confronto tra dimensione e qualità delle strutture risulta l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (INGV), con una percentuale del 22,2%. Seguito dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il 19,7%.</span></p>
<p class="MsoNormal">La Valutazione<span style="line-height: 1.3em;"> della Qualità della <strong>Ricerca</strong> (VQR)</span><span style="line-height: 1.3em;">  </span><span style="line-height: 1.3em;">dell’Anvur</span><span style="line-height: 1.3em;">  </span><span style="line-height: 1.3em;">(Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha interessato 14 aree tematiche del sistema ricerca in Italia sottoponendo a valutazione 133 strutture. Nello specifico si tratta di 95 Università, 12 Enti di ricerca vigilati dallo stesso Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) e 26 Enti che si sono volontariamente sottoposti alla valutazione. I dati della VQR si riferiscono al settennio 2004-2010.</span></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Il Presidente, Prof. Stefano Gresta, in una mail indirizzata al personale INGV ha dichiarato: ‘Grazie a tutti voi, che con l&#8217;impegno e la passione che mettete nel vostro lavoro avete permesso all&#8217;<strong>INGV</strong> di raggiungere un eccellente risultato nella valutazione dell&#8217;ANVUR. Risultato ancor più da sottolineare, visto il grosso impegno che molti di voi mettono anche nelle attività di sorveglianza.  E&#8217; un risultato di cui essere orgogliosi, ottenuto anche grazie al lavoro di tanti di voi, che non hanno ancora raggiunto una meritata posizione a tempo indeterminato.’</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/ingv-il-centro-di-ricerca-piu-innovativo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stromboli, Ingv inizia esperimenti unici per studio vulcani</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/stromboli-ingv-inizia-esperimenti-unici-per-studio-vulcani/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/stromboli-ingv-inizia-esperimenti-unici-per-studio-vulcani/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2013 09:34:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[Stromboli]]></category>
		<category><![CDATA[studio dei vulcani]]></category>
		<category><![CDATA[vulcani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=12229</guid>

					<description><![CDATA[Sulla vetta del vulcano Stromboli e&#8217; in corso in questi giorni un esperimento unico per lo studio dell&#8217;attivita&#8217; esplosiva dei vulcani Sulla vetta del vulcano Stromboli e&#8217; in corso in questi giorni un esperimento unico per lo studio dell&#8217;attivita&#8217; esplosiva dei vulcani. Nell&#8217;ambito del progetto europeo NEMOH 15 ricercatori dell&#8217;INGV di Roma e Catania, insieme [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12228" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambientetest_Stromboli-8112-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Sulla vetta del vulcano Stromboli e&#8217; in corso in questi giorni un esperimento unico per lo studio dell&#8217;attivita&#8217; esplosiva dei vulcani</p>
<p>  <span id="more-12229"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Sulla vetta del vulcano <strong>Stromboli</strong> e&#8217; in corso in questi giorni un esperimento unico per lo studio dell&#8217;attivita&#8217; esplosiva dei vulcani. </span><span style="line-height: 1.3em;">Nell&#8217;ambito del progetto europeo NEMOH 15 ricercatori </span><span style="line-height: 1.3em;">dell&#8217;<strong>INGV</strong></span><span style="line-height: 1.3em;"> di Roma e Catania, insieme a colleghi provenienti dalle Universita&#8217; di Palermo, Berlino, Monaco di Baviera e Lancaster sono impegnati nella raccolta di dati relativi alle esplosioni del vulcano, utilizzando le tecnologie piu&#8217;avanzate applicate in campo vulcanologico. </span></p>
<p>Microfoni, telecamere termiche e ad alta velocita&#8217;, sismografi e camere a ultravioletti di ultima generazione sono state installate sul vulcano estanno registrando simultaneamente ogni tipo di segnale emesso dal vulcano durante le esplosioni. I dati, una volta elaborati e confrontati con quelli raccolti su altri vulcani del mondo, contribuiranno a migliorare le conoscenze sui meccanismi eruttivi dello <strong>Stromboli</strong> contribuendone alla valutazione della sua pericolosita&#8217;. (red/com)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/stromboli-ingv-inizia-esperimenti-unici-per-studio-vulcani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terremoto in Emilia: Ingv ad Ecoseven.net, potrebbero arrivare nuove forti scosse</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-in-emilia-i-sismologi-di-ingv-nuove-scosse-in-arrivo/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-in-emilia-i-sismologi-di-ingv-nuove-scosse-in-arrivo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2012 07:25:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[liquefazione delle sabbie]]></category>
		<category><![CDATA[nuove scosse terremoto in Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[scosse Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Emilia Romagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=6555</guid>

					<description><![CDATA[Nuove scosse potrebbero verificarsi in Emilia Romagna, con magnitudo anche superiore a 6. L&#8217;intervista di Ecoseven.net a Salvatore Barba, sismologo di Ingv &#160; Il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna non ha ancora concluso la sua sequenza e durante tutta la notte ha provocato circa una cinquantina di scosse. Dopo la scossa di terremoto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6554" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_ambiente_cavezzo_terremoto-4822-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="text-align: justify;">Nuove scosse potrebbero verificarsi in Emilia Romagna, con magnitudo anche superiore a 6. L&#8217;intervista di Ecoseven.net a Salvatore Barba, sismologo di Ingv</span></p>
<p>  <span id="more-6555"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/terremoto-una-scossa-di-magnitudo-58-ha-colpito-lemilia-romagna-e-il-nord-italia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna</a></strong> non ha ancora concluso la sua sequenza e durante tutta la notte ha provocato circa una cinquantina di scosse. Dopo la scossa di terremoto di magnitudo 5.8 verificatasi ieri mattina, che ha provocato 16 morti, 350 feriti 3 migliaia di sfollati, la terra ha continuato a tremare. Anche questa notte non è stata per nulla tranquilla per gli abitanti della Pianura Padana: sono state 58 le scosse di&nbsp;<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/terremoto-ecco-come-si-forma" target="_blank" rel="noopener noreferrer">terremoto</a></strong>&nbsp;avvertite dalle 22 di ieri sera fino alle 7.30 di questa mattina. La scossa più intensa ha avuto una magnitudo di 3.4 ed è stata registrata alle 3.54 con epicentro tra i paesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello di San Giovanni del Dosso, nel Mantovano.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E purtroppo il terremoto potrebbe colpire ancora. A dichiararlo è l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Per saperne di più, Ecoseven.net ha intervistato Salvatore Barba, un sismologo dell’Ingv.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>E’ vero che nuove scosse di terremoto potrebbero colpire l’Emilia Romagna?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Si, purtroppo si. La sequenza del terremoto non è ancora finita e nuove scosse potrebbero colpire i paesi della Pianura Padana. Le frequenze di terremoto hanno durata molto variabile e purtroppo non è possibile predire quando le scosse finiranno.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>Cosa ci si deve aspettare? Le scosse saranno forti?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E’ difficile dirlo. Non si può prevedere nulla. Viste le strutture della zona non si escludono scosse di terremoto di magnitudo anche pari a 6.1-6.2, ma con questo non voglio allarmare nessuno. Non possiamo dire che nelle prossime ore le scosse saranno di questa intensità.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong>E il fenomeno della <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/ancora-terremoto-in-emilia-si-teme-per-la-liquefazione-delle-sabbie-il-video" target="_blank" rel="noopener noreferrer">liquefazione delle sabbie</a>?</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il<strong> fenomeno della liquefazione delle sabbie</strong> si è verificato in seguito al terremoto, ma non dipende da esso. Il fenomeno è dovuto alle falde acquifere superficiali che non danno stabilità al terreno. Il terremoto ha certamente acuito il problema, ma la liquefazione delle sabbie sarebbe potuta verificarsi anche con una pioggia molto forte.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">(gc)&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-in-emilia-i-sismologi-di-ingv-nuove-scosse-in-arrivo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terremoto in Emilia: sono state piu&#8217; faglie in movimento</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-emilia-romagna-piu-faglie-in-movimento/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-emilia-romagna-piu-faglie-in-movimento/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 06:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[scosse Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Modena]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=6397</guid>

					<description><![CDATA[Il terremoto in Emilia e’ stato generato dal movimento di piu’ faglie. Le scosse sismiche al momento sono state piu’ di 100, il comunicato dell&#8217;Istituto di geofisica e vulcanologia &#160; La sequenza sismica di Modena-Ferrara ha interessato un’area a pericolosità medio-bassa della penisola italiana. L’evento più forte è avvenuto alle 4:03 del 20 maggio e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6396" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_ambiente_terremoto_emilia_romagna_2-4713-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il terremoto in Emilia e’ stato generato dal movimento di piu’ faglie. Le scosse sismiche al momento sono state piu’ di 100, il comunicato dell&#8217;Istituto di geofisica e vulcanologia</p>
<p>  <span id="more-6397"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">La<strong> <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/terremoto-in-emilia-morti-feriti-e-danni-al-patrimonio-storico" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sequenza sismica di Modena-Ferrara </a></strong>ha interessato un’area a pericolosità medio-bassa della penisola italiana. L’evento più forte è avvenuto alle 4:03 del 20 maggio e ha avuto magnitudo Richter (Mi) 5.9 (Mw5.9). La replica più forte è avvenuta alle 15:18 del 20 maggio, con Mi 5.1 (Mw 5.0). Finora sono state localizzate oltre 100 repliche, di cui 6 di magnitudo compresa tra 4 e 5; 27 di magnitudo tra 3 e 4, e oltre 75 di magnitudo inferiore.</p>
<p class="MsoNormal">La <strong>sismicità</strong> si distribuisce lungo un’area allungata per circa 40 km in direzione est-ovest. I terremoti più forti della sequenza sono dovuti a un fenomeno di compressione attiva in direzione nord-sud, legato alla spinta dell’Appennino settentrionale verso nord, al di sopra della placca adriatica. L’estensione della zona attiva, confrontata con la magnitudo degli eventi principali, suggerisce che ad essersi attivato sia un sistema di faglie complesso, e non una singola faglia.</p>
<p class="MsoNormal">La <strong>sequenza sismica</strong> ha interessato la regione padana, già sede di <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/terremoto-ecco-come-si-forma" target="_blank" rel="noopener noreferrer">terremoti</a></strong> rilevanti nei mesi passati. In particolare, a gennaio 2012 la zona appenninica di Reggio Emilia e Parma fu colpita da terremoti di magnitudo 4.9 e 5.4, a distanza di pochissimi giorni. I due terremoti di gennaio, sebbene avvenuti a profondità molto diverse (30 e 60 km) rispetto ai 6-8 km di quelli odierni, sono anch’essi legati ai movimenti della stessa “microplacca adriatica”, che negli ultimi mesi ha avuto un’attività piuttosto intensa.</p>
<p class="MsoNormal">Le informazioni storiche per l’area sismogenica attivatasi, evidenziano un’attività non molto frequente, con alcuni terremoti significativi nelle aree adiacenti. In particolare, un evento sismico che appare simile a quello odierno colpì Ferrara nel 1570, causando danni fino all’ottavo grado Mercalli (Mcs). Un altro evento storico di interesse, studiato di recente, è quello avvenuto nel 1639 con epicentro nei pressi di Finale Emilia, ove produsse effetti del VII-VIII grado Mcs.</p>
<p class="MsoNormal">L’Ingv sta seguendo il fenomeno dalla sala di monitoraggio sismico. Inoltre, alcune squadre di sismologi e geologi sono sul campo per le verifiche degli effetti del terremoto e per installare strumenti che permettano un monitoraggio ancora più dettagliato del fenomeno. (com)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/terremoto-emilia-romagna-piu-faglie-in-movimento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Erebus, il Vulcano del Polo Sud in costante attivita’</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/montagna/vulcani-erebus-in-antartide-e-in-costante-attivita/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/montagna/vulcani-erebus-in-antartide-e-in-costante-attivita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 15:24:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Erebus]]></category>
		<category><![CDATA[Erebus in attività]]></category>
		<category><![CDATA[eruzione Erebus]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[vulcani in attività]]></category>
		<category><![CDATA[Vulcano]]></category>
		<category><![CDATA[vulcano al Polo Sud]]></category>
		<category><![CDATA[vulcano Antartide]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=5678</guid>

					<description><![CDATA[Erebus e’ un vulcano che si trova al Polo Sud ed e’ in costante attivita’. Gaetano Giudice, un ingegnere, racconta la sua spedizione in posto spettacolare e temibile Un Vulcano al Polo Sud, l&#8217;avreste mai immaginato? In Antartide, infatti, tra i mari glaciali e uno scenario tutto bianco, c’è Erebus, un vulcano in costante attività [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5677" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/03/images_igallery_resized_viaggiare_Mt_erebus-4245-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Erebus e’ un vulcano che si trova al Polo Sud ed e’ in costante attivita’. Gaetano Giudice, un ingegnere, racconta la sua spedizione in posto spettacolare e temibile <span id="more-5678"></span> </p>
<p class="MsoNormal">Un <strong>Vulcano al Polo Sud</strong>, l&#8217;avreste mai immaginato? In <strong>Antartide</strong>, infatti, tra i mari glaciali e uno scenario tutto bianco, c’è <strong>Erebus</strong>, un<a href="https://www.ecoseven.net//?p=5342" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> vulcano</a> in costante <a href="ambiente/eruzione-delletna-spettacolo-della-natura-guarda-il-video" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attività</a> dal 1972. Il vulcano Erebus è alto 3.794 metri e si trova sull’isola di Ross. Scoperto nel&nbsp;1841&nbsp;dall’esploratore britannico Sir&nbsp;James Clark Ross, prende nome da una delle due navi della spedizione del suo scopritore, la&nbsp;HmsErebus.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>Vulcano del Polo Sud</strong> dal momento della sua scoperta è oggetto di studio e ammirazione. Anche diversi italiani hanno avuto il piacere di osservare e conoscere da vicino questo vulcano. Uno tra questi è Gaetano Giudice, un ingegnere, Primo Tecnologo dell’Ingv sezione di Palermo, che nel 2011 ha fatto parte della spedizione americana Erebus Field Team USAP, Event G-081.</p>
<p class="MsoNormal">Concetta Felli lo ha intervistato per<strong> Ingv newsletter</strong>, e noi di Ecoseven.net vi riportiamo l’intervista integrale.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Ingegnere, cosa l’ha spinto a compiere questo viaggio?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Un invito da parte del Dott. Oppenheimer dell’Università di Cambridge (UK), membro anziano del Team, con cui collaboriamo dal 2010 per le misure dei componenti maggiori dei gas vulcanici (plume) in Islanda ed in Antartide. Uno strumento portatile (Multigas) costruito nei nostri laboratori era già stato testato nel 2010 sull’Erebus, e l’insieme sia di risultati interessanti che di problemi tecnici, dovuti al clima estremo, hanno portato alla mia presenza sul vulcano, necessaria per gestire la strumentazione sul posto, arricchita di una stazione fissa con trasmissione dati remota e da altri dispositivi, in modo da potere apportare direttamente le migliorie possibili.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quale è stata la sua esperienza interiore sia nella permanenza in base che in cima al vulcano e nelle grotte di ghiaccio?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Essendo speleologo da oltre 30 anni, ho partecipato a molte spedizioni anche in condizioni estreme, ma mai mi era capitato di andare così d’accordo con altre 11 persone, in un ambiente ristretto, difficile e scomodo, e per così lungo tempo. L’impresa è stata impegnativa, sia dal punto di vista fisico (altitudine, freddo e bassissima umidità, niente affatto un problema banale), che per lo stress dovuto alle tante cose da imparare (sicurezza, ambiente, guida dei mezzi, sopravvivenza, comunicazioni ecc.). In grotta ed in montagna non ho avuto particolari problemi, avendo esperienza pregressa.</p>
<p class="MsoNormal">Certo lo scenario del vulcano, del mare ghiacciato, gli orizzonti pennellati da nuvole incredibili e le mirabolanti concrezioni all’interno della Warren e della Periscope Cave, mi rimarranno dentro l’anima in maniera indelebile. Ma l’esperienza umana e professionale assolutamente indimenticabile, a contatto con altre realtà in cui il denominatore comune è l’aiuto reciproco, che ti viene offerto senza che tu nemmeno lo chieda: forse questa è la cosa che mi ha colpito di più, una solidarietà spontanea, pur se imposta dall’ambiente estremo e dalle affinità scientifiche.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Ha intenzione di ripetere l’esperienza?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La reciproca soddisfazione e il know how acquisito lo imporrebbero, mi sento ormai parte del team e sono stato invitato di nuovo. La voglia di tornare è tanta, ma dovrò fare i conti anche con esigenze familiari, un bimbo di 4 anni è un impegno altrettanto importante.</p>
<p class="MsoNormal">Di seguito potete osservare il video dell’eruzione:</p>
<p><iframe loading="lazy" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/R40m04jPDZI" frameborder="0" allowfullscreen="true"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/montagna/vulcani-erebus-in-antartide-e-in-costante-attivita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>179</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eolie, 18 nuove specie di minerali sull’isola di Vulcano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/eolie-18-nuove-specie-minerali-sullisola-di-vulcano/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/eolie-18-nuove-specie-minerali-sullisola-di-vulcano/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 13:28:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Vulcano]]></category>
		<category><![CDATA[Isole Eolie]]></category>
		<category><![CDATA[minerali]]></category>
		<category><![CDATA[specie minerali]]></category>
		<category><![CDATA[Vulcano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=4516</guid>

					<description><![CDATA[Scoperte diciotto nuove specie di minerali alle Eolie, nell&#8217;isola di Vulcano. Lo comunica l’Ingv annunciando che una parte dei minerali scoperti si trova solo sull’isola italiana &#160; L’isola di Vulcano sorprende tutti e regala 18 nuove specie minerali al mondo. Ad annunciare la scoperta è stata l’Ingv, l&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4515" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/01/images_igallery_resized_ecoseven_0-3500-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Scoperte diciotto nuove specie di minerali alle Eolie, nell&#8217;isola di Vulcano. Lo comunica l’Ingv annunciando che una parte dei minerali scoperti si trova solo sull’isola italiana</p>
<p>  <span id="more-4516"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’isola di Vulcano sorprende tutti e regala 18 nuove specie minerali al mondo. Ad annunciare la scoperta è stata l’Ingv, l&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che in collaborazione con l&#8217;Osservatorio Vesuviano e il Dipartimento di Chimica Strutturale e Stereochimica Inorganica dell’Università degli studi di Milano, è andato alla ricerca negli ultimi cinque anni di minerali di origine fumarolica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E Vulcano diventa di importanza mondiale. Delle 18 specie ritrovate, una parte è presente solo ed esclusivamente sull&#8217;isola. Le specie mineralogiche salgono così a quota 4700.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A condurre la ricerca è stato un team di studiosi di cui fanno parte Massimo Russo dell’INGV, Italo Campostrini, Carlo Maria Gramaccioli e Francesco De Martin dell’Università di Milano. Ma a fare la gran parte del lavoro sono state le moderne tecnologie, tra cui un microscopio elettronico a scansione (SEM) con analizzatore (EDS) per valutare la composizione chimica e un diffrattometro a raggi-X per polveri e per cristallo singolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le nuove specie di minerali sono state approvate da una Commissione dell’International Mineralogical Association (IMA), composta dai mineralogisti di tutto il Mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(GC)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/eolie-18-nuove-specie-minerali-sullisola-di-vulcano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
