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	<title>Infiammazioni &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Feb 2024 08:17:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Integratori alimentari antinfiammatori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/integratori-alimentari-antinfiammatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 08:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori a largo spettro]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari antinfiammatori]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimedi naturali contro le infiammazioni Nel contesto della crescente attenzione verso un approccio naturale alla salute, gli integratori alimentari antinfiammatori hanno guadagnato una notevole popolarità. La loro azione è ridurre l&#8217;infiammazione nel corpo, un meccanismo che è alla base di molte malattie croniche. In questo articolo, esploriamo il ruolo di questi integratori, la loro efficacia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-204464" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/02/no-one-3143629_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/02/no-one-3143629_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/02/no-one-3143629_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/02/no-one-3143629_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2024/02/no-one-3143629_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Rimedi naturali contro le infiammazioni</h3>
<p><span id="more-204463"></span></p>
<p>Nel contesto della crescente attenzione verso un approccio naturale alla salute, gli integratori alimentari antinfiammatori hanno guadagnato una notevole popolarità. La loro azione è ridurre <strong>l&#8217;infiammazione nel corpo, un meccanismo che è alla base di molte malattie croniche</strong>. In questo articolo, esploriamo il ruolo di questi integratori, la loro efficacia e le considerazioni da tenere in mente prima del loro utilizzo.</p>
<h4><strong>Cos’è l’infiammazione</strong></h4>
<p>L&#8217;infiammazione è una risposta naturale del sistema immunitario a infezioni e lesioni. Tuttavia, quando diventa cronica, può contribuire allo sviluppo di diverse patologie, tra cui malattie cardiache, artrite e alcuni tipi di cancro. <strong>Gli integratori antinfiammatori mirano a ridurre questa risposta infiammatoria prolungata e sostenere la salute generale</strong>.</p>
<h4><strong>Gli integratori antinfiammatori </strong></h4>
<p>Gli integratori antinfiammatori sono formulati per agire su diverse vie biochimiche nel corpo, riducendo i marker dell&#8217;infiammazione. Essi spesso <strong>contengono componenti naturali come erbe, spezie e nutrienti che sono stati studiati per le loro proprietà antinfiammatorie</strong>. Questi componenti possono influenzare le citochine pro-infiammatorie e le vie enzimatiche, come la cicloossigenasi e la lipoossigenasi, per<a href="https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/antinfiammatori-a-largo-spettro/"> ridurre l&#8217;infiammazione</a>.</p>
<h4><strong>Gli alimenti che possono indurre l’infiammazione </strong></h4>
<p>Gli alimenti principali che promuovono l&#8217;infiammazione includono quelli di origine animale (ad eccezione del pesce ricco di omega-3), come carne, insaccati, uova e formaggi. Questi prodotti sono particolarmente ricchi di acido arachidonico, dal quale il corpo sintetizza prostaglandine infiammatorie.</p>
<h4>Gli alimenti antinfiammatori</h4>
<ul>
<li><em>Pesce grassi</em>: salmone, sgombro, sardine e altri pesci grassi sono ricchi di acidi grassi omega-3, noti per le loro proprietà antinfiammatorie.</li>
<li><em>Verdure a foglia verde</em>: spinaci, cavolo riccio e altre verdure a foglia verde scuro contengono elevate quantità di antiossidanti e polifenoli che aiutano a combattere l&#8217;infiammazione.</li>
<li><em>Frutti di bosco</em>: mirtilli, fragole, lamponi e altri frutti di bosco sono ricchi di antiossidanti come le antocianine, che hanno proprietà antinfiammatorie.</li>
<li><em>Oli extra vergine di oliva</em>: L&#8217;olio extravergine di oliva è una fonte di grassi sani e contiene oleocantale, un composto con effetti simili all&#8217;ibuprofene.</li>
<li><em>Noci e semi</em>: noci, semi di lino, semi di chia e altre varietà sono fonti di omega-3 vegetali e possono avere effetti antinfiammatori.</li>
<li><em>Curcuma</em>: questa spezia contiene curcumina, un potente composto antinfiammatorio.</li>
<li><em>Aglio e cipolla</em>: entrambi sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie, grazie alla presenza di composti solforati.</li>
<li><em>Tè verde</em>: il tè verde è ricco di polifenoli e catechine, noti per le loro proprietà antinfiammatorie.</li>
<li><em>Peperoni e pomodori</em>: questi ortaggi contengono antiossidanti come la vitamina C e il licopene, che hanno proprietà antinfiammatorie.</li>
<li><em>Frutta a guscio</em>: mandorle, noci e altre frutta a guscio sono ricche di vitamina E, che può aiutare a ridurre l&#8217;infiammazione.</li>
</ul>
<p>Integrare questi alimenti nella dieta può contribuire a ridurre l&#8217;infiammazione cronica e migliorare la salute generale.</p>
<p>Tuttavia, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute per una guida nutrizionale personalizzata, specialmente in presenza di condizioni mediche specifiche.</p>
<p><em><strong>Luna Riillo</strong></em></p>
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		<title>Le microplastiche e la morte delle cellule</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/le-microplastiche-e-la-morte-delle-cellule/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 10:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabile]]></category>
		<category><![CDATA[cellule immunitarie]]></category>
		<category><![CDATA[corpi estranei]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazione]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[morte cellulare]]></category>
		<category><![CDATA[particelle]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, l&#8217;esposizione alle microplastiche accelera la morte cellulare di tre volte il tasso normale I ricercatori della University Medical Center (UMC) di Utrecht hanno recentemente annunciato che le cellule esposte a microplastiche subiscono la morte cellulare tre volte più velocemente di quelle che non lo sono – un risultato che, vista la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38551" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cellule_e_microplastiche.jpg" alt="" width="802" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cellule_e_microplastiche.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cellule_e_microplastiche-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cellule_e_microplastiche-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, l&#8217;esposizione alle microplastiche accelera la morte cellulare di tre volte il tasso normale</p>
<p>  <span id="more-38552"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori della <a href="https://www.umcutrecht.nl/en/Research" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>University Medical Center (UMC)</em></a> di Utrecht hanno recentemente annunciato che le cellule esposte a microplastiche subiscono la morte cellulare tre volte più velocemente di quelle che non lo sono – un risultato che, vista la grande patologia ambientale da inquinamento da microplastiche che ci affligge, è davvero poco rassicurante.</p>
<p style="text-align: justify;">La plastica, infatti, non si biodegrada facilmente, ma si frammenta in pezzi progressivamente più piccoli; quando la grandezza di questi frammenti è meno di 5 millimetri di lunghezza si può parlare di microplastiche – che sono particella praticamente invisibili a occhio nudo. <br />È proprio su questo argomento che gli scienziati della UMC hanno presentato le loro <a href="https://www.umcutrecht.nl/nl/Nieuws/Wat-doen-microplastics-met-onze-afweer" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerche</a>&nbsp;al <a href="https://www.plastichealthsummit.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Plastic Health Summit</em></a>&nbsp;di Amsterdam. Hanno spiegato che «non appena batteri o virus che non gli appartengono invadono il nostro corpo, il nostro sistema invia cellule immunitarie contro di loro. Queste cellule immunitarie hanno un&#8217;intera scatola di trucchi con cui cercano di disinnescare l&#8217;intruso. Di solito con successo». Quello che i ricercatori volevano sapere era cosa fanno le cellule immunitarie quando l&#8217;intruso non è un batterio o un virus, ma una particella di microplastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Essi hanno scoperto, infatti, che le cellule immunitarie che attaccano le microplastiche hanno tre volte più probabilità di essere danneggiate irreparabilmente, provocando di conseguenza una risposta infiammatoria immediata. Si tratta di un tasso di morte cellulare che supera di molto le normali conseguenze subite dalle cellule immunitarie, quando si tratta di avere a che fare con batteri o corpi estranei.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, questi risultati sollevano molte domande su quello che le microplastiche stanno facendo alla nostra salute immunitaria e spingono gli scienziati verso ulteriori ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Aglio crudo?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/rimedi-naturali/aglio-crudo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 20:23:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali ed Erboristeria]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotico]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco una lista di cose che dovresti sapere, prima di mangiarlo L&#8217;aglio crudo ha un odore pungente. Questo aspetto scoraggia molti a mangiarlo, mentre affascina altri. Quali sono le sue proprietà? Perchè molti superano il limite del sapore, introducendolo nella propria dieta? Secondo la medicina popolare, l&#8217;aglio crudo è un rimedio per la tosse, per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37540" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/01/images_garlic-17268.jpg" alt="" width="798" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_garlic-17268.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_garlic-17268-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/01/images_garlic-17268-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Ecco una lista di cose che dovresti sapere, prima di mangiarlo</p>
<p>  <span id="more-37541"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aglio crudo ha un odore pungente. Questo aspetto scoraggia molti a mangiarlo, mentre affascina altri. Quali sono le sue proprietà? Perchè molti superano il limite del sapore, introducendolo nella propria dieta?</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la medicina popolare, l&#8217;aglio crudo è un rimedio per la tosse, per la bronchite, per i problemi digestivi, i problemi cardiaci, l&#8217;influenza, la polmonite e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diversi tipi di infiammazione</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni di questi benefici sono stati già confermati dalla ricerca scientifica, che si è concentrata soprattutto sugli effetti dell&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Allicina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allicina</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Allicina">https://it.wikipedia.org/wiki/Allicina</a>) e dell&#8217;organosulfur.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando l&#8217;aglio fresco viene tagliato, infatti, rilascia un enzima chiamato alliinasi, che provoca la formazione dell&#8217;allicina. L&#8217;alchina si rompe e forma composti di organosulfur, un principio che possiede proprietà antimicotiche, antimicrobiche e antivirali. Masticare regolarmente l&#8217;aglio crudo, quindi, può aiutare a combattere i microrganismi nocivi che originano le malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, l&#8217;alliinasi può venire disattivata dal calore, quindi dalla cottura. Gli esperti suggeriscono di frantumare l&#8217;aglio e lasciarlo riposare per almeno 10 minuti prima di cuocerlo, in modo da ottenere una buona concentrazione di alliinase prima che il calore l&#8217;inattivi del tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca ha anche determinato che le quantità di aminoacidi, vitamine e minerali presenti nell&#8217;aglio possono contribuire sensibilimente alla salute generale. I dati di uno studio, che è stato pubblicato sulla rivista Advances in Therapy, hanno dimostrato che consumare aglio regolarmente può aiutare a <a href="https://www.naturalnews.com/2018-08-21-garlic-is-a-safe-delicious-and-inexpensive-way-to-improve-your-health.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rinforzare il sistema immunitario</a>, soprattutto se questo avviene a stomaco vuoto, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=27319" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima dei pasti</a>.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>“Influenze pericolose”</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/influenze-pericolose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2018 23:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Casi acuti di influenza possono danneggiare il cervello Avere l&#8217;influenza non è sicuramente divertente: febbre, brividi e dolori sono solo alcuni dei sintomi che possono accompagnare la sindrome influenzale, insieme a tosse e congestione. Nuove ricerche&#160;hanno dimostrato che i pericoli dati dall&#8217;influenza non si limitano a questo: alcuni casi acuti possono portare a un&#8217;infiammazione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37479" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_thermometer-3656065.jpg" alt="" width="798" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_thermometer-3656065.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_thermometer-3656065-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_thermometer-3656065-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Casi acuti di influenza possono danneggiare il cervello</p>
<p>  <span id="more-37480"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Avere l&#8217;influenza non è sicuramente divertente: febbre, brividi e dolori sono solo alcuni dei sintomi che possono accompagnare la sindrome influenzale, insieme a tosse e congestione. <a href="http://www.jneurosci.org/content/early/2018/02/28/JNEUROSCI.1740-17.2018" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nuove ricerche</a>&nbsp;hanno dimostrato che i pericoli dati dall&#8217;influenza non si limitano a questo: alcuni casi acuti possono portare a un&#8217;infiammazione del cervello e del sistema nervoso centrale (SNC), con conseguenti danni anche a lungo termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio condotto da un team di ricercatori tedeschi ha recentemente scoperto che l&#8217;infezione da “influenza A” può portare a infiammazioni del cervello e del SNC, con ripercussioni sull&#8217;ippocampo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ippocampo si trova nel lobo frontale, nelle pieghe della parte centrale inferiore del cervello. Le sue funzioni primarie riguardano l&#8217;apprendimento e la memoria. L&#8217;ippocampo fa anche parte del sistema limbico, che è associato a sentimenti e reazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando l&#8217;ippocampo è danneggiato, sia la capacità di memoria a breve che a lungo termine possono essere soggette a modifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In uno studio su topi infettati con due diversi ceppi di influenza, H7N7 e H3N2, gli scienziati hanno scoperto che la neuroinfiammazione da influenza può causare una diminuzione della forza delle connessioni neuronali nell&#8217;ippocampo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella fase acuta dell&#8217;infezione influenzale, la neuroinfiammazione può portare ad alterazioni della morfologia neuronale dell&#8217;ippocampo e a deficit cognitivi&#8221;, hanno affermato i ricercatori dello studio, pubblicato su The Journal of Neuroscience.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione non è solo quella di fare una vaccinazione antinfluenzale, ma piuttosto quella di sostenere il sistema immunitario tutto l&#8217;anno, attraverso l&#8217;introduzione di integratori, una dieta equilibrata, la meditazione o <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36768" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tecniche di controllo dello stress</a>&nbsp;e controlli regolari.</p>
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		<title>Correre fa bene alle ginocchia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/correre-fa-bene-alle-ginocchia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2018 07:17:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[correre]]></category>
		<category><![CDATA[Ginocchia]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo rivelano recenti studi scientifici Un nuovo studio scientifico cambia le carte in tavola: la corsa non distrugge le ginocchia. Al contrario, correre fa bene, purché siate sani e non abbiate già avuto un infortunio che abbia interessato le gambe. Per questa ricerca, gli studiosi hanno reclutato partecipanti sani di età inferiore a 30 anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_woman-1822459_1920e.jpg" alt="" width="799" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_woman-1822459_1920e.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_woman-1822459_1920e-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_woman-1822459_1920e-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Lo rivelano recenti studi scientifici</p>
<p>  <span id="more-37128"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo studio scientifico cambia le carte in tavola: la corsa non distrugge le ginocchia. Al contrario, correre fa bene, purché siate sani e non abbiate già avuto un infortunio che abbia interessato le gambe.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://health.usnews.com/health-care/for-better/articles/2018-06-25/running-good-for-the-knees" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per questa ricerca</a>, gli studiosi hanno reclutato partecipanti sani di età inferiore a 30 anni e hanno chiesto loro di correre o rimanere seduti per 30 minuti. Dopo queste attività, hanno raccolto i campioni di sangue dalle ginocchia, per individuare le cellule associate all&#8217;infiammazione, le stesse che partecipano allo sviluppo dell&#8217;artrite.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver analizzato i campioni, i risultati hanno rivelato che le ginocchia dei corridori mostravano livelli molto più bassi di cellule infiammatorie e marker dell&#8217;artrite. Al contrario, i campioni di fluido di chi era rimasto seduto per 30 minuti suggerivano che in futuro il “rischio artite” poteva essere realistico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;effetto della corsa sulle ginocchia può essere paragonato agli effetti degli esercizi con i pesi. Gli studi hanno dimostrato che il sollevamento pesi aumenta sia la massa muscolare che quella ossea, rafforzandole nel tempo. Per tenersi in forma non occorre però iscriversi in palestra: <a href="benessere/vuoi-allenarti-a-casa.html?highlight=WyJhbGxlbmFtZW50byJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">basta allenarsi a casa, con attenzione e costanza</a>.</p>
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		<item>
		<title>I cinorroidi e il loro effetto benefico sulla pelle</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/i-cinorroidi-e-il-loro-effetto-benefico-sulla-pelle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 07:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cinorroidi]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>
		<category><![CDATA[rosa canina]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla rosa canina rimedi per gli stati infiammatori e principi nutritivi utili per il tono della pelle Sapete cosa sono i cinorrodi? Sono falsi frutti derivanti da diverse strutture floreali. I più famosi sono quelli della rosa canina, efficaci nei casi di obesità&#160;e ricchissimi di vitamina C. Loro, assieme ai petali stessi della rosa, rendono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36837" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_cinorroidiesalutepelle.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_cinorroidiesalutepelle.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_cinorroidiesalutepelle-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_cinorroidiesalutepelle-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Dalla rosa canina rimedi per gli stati infiammatori e principi nutritivi utili per il tono della pelle</p>
<p>  <span id="more-36838"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sapete cosa sono i cinorrodi? Sono falsi frutti derivanti da diverse strutture floreali. I più famosi sono quelli della rosa canina, efficaci nei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36571" target="_blank" rel="noopener noreferrer">casi di obesità</a>&nbsp;e ricchissimi di vitamina C.</p>
<p style="text-align: justify;">Loro, assieme ai petali stessi della rosa, rendono questa pianta uno dei migliori rimedi naturali per la pelle. Per questo sono da sempre impiegati nella produzione di creme. La supplementazione di rosa canina influenza, infatti, la profondità delle zampe di gallina, l&#8217;elasticità e il contenuto d’acqua della pelle. I risultati sono paragonabili a quelli della astaxantina, un carotenoide famoso come agente anti-invecchiamento</p>
<p style="text-align: justify;">La rosa canina è la specie di rosa spontanea più comune in Europa, ma cresce anche in Nord America, in Canada, in Africa del Nord e in Asia. Ha bellissimi fiori di cinque petali, che vanno dal rosa chiaro al bianco. <br />Sempre più studi stanno confermando le proprietà antinfiammatorie della pianta e gli effetti benefici sulla salute in generale. Oltre alla vitamina C, contiene composti bioattivi come amminoacidi, carotenoidi, oli essenziali, acidi grassi, pectine, tannini e tocoferoli. I semi di rosa canina sono ricchi di fibre alimentari che possono supportare il microbiota intestinale, migliorando l&#8217;assorbimento dei nutrienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei paesi europei, la rosa canina è un prodotto comune: viene usata nei dessert e nelle gelatine. Negli Stati Uniti, diversi popoli indigeni, come le tribù Chumash e Samish, consumano la rosa selvatica nativa (R. californica) cruda o cotta, o la utilizzano per la produzione di vino.</p>
<p style="text-align: justify;">Conosciamo allora la ricetta per confezionare un’ottima marmellata.</p>
<p>Ingredienti:<br />1 tazza di rosa canina essiccata e senza semi<br />1/2 tazza di succo di frutta a scelta (mela, ciliegia o melograno)<br />1 cucchiaino di scorza d&#8217;arancia grattugiata</p>
<p>Procedimento:</p>
<p>Unisci i cinorrodi e il succo di frutta in un contenitore medio. Metti a bollire la miscela.<br />Abbassa la fiamma e fai sobbollire il tutto per almeno quattro-cinque minuti. Togli la pentola dal fornello e copri.<br />Travasa la miscela in un contenitore e lascia riposare in frigorifero per una notte.<br />Dopo la refrigerazione, metti la miscela di rosa canina / succo e la scorza d&#8217;arancia in un robot da cucina o in un frullatore e falla diventare una purea.</p>
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		<title>L&#8217;aglio riduce le infiammazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 06:09:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il suo estratto invecchiato riduce gli indici d&#8217;infiammazione negli individui obesi Uno studio&#160;pubblicato su Clinical Nutrition ha messo in luce gli effetti antinfiammatori dell&#8217;estratto di aglio invecchiato sulle persone che hanno problemi di peso. L&#8217;obesità colpisce più di 600 milioni di adulti in tutto il mondo ed è spesso associata a uno stato d&#8217;infiammazione cronica. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36654" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_agliostagionatto.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agliostagionatto.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agliostagionatto-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_agliostagionatto-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Il suo estratto invecchiato riduce gli indici d&#8217;infiammazione negli individui obesi</p>
<p>  <span id="more-36655"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405457717302590" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio</a>&nbsp;pubblicato su Clinical Nutrition ha messo in luce gli effetti antinfiammatori dell&#8217;estratto di aglio invecchiato sulle persone che hanno problemi di peso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obesità colpisce più di 600 milioni di adulti in tutto il mondo ed è spesso associata a uno stato d&#8217;infiammazione cronica. Per questo i ricercatori stanno cercando nuovi principi attivi che possano essere utili nel trattamento di queste condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa ricerca, sono stati presi in esame 51 soggetti sani, divisi in due gruppi: uno assumeva aglio stagionato, l&#8217;altro un placebo. In entrambi i casi venivano assunte 6 capsule al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo sei settimane, il consumo dell&#8217;estratto d&#8217;aglio invecchiato aveva modulato l&#8217;espressione delle cellule immunitarie, influendo sulle concentrazioni di alcune citochine proinfiammatorie: bloccando la TNF-a e riducendo il IL-6.</p>
<p style="text-align: justify;">Vista la breve durata dell&#8217;esperimento, verranno condotte ulteriori ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto sappiamo che l&#8217;aglio fa comunque bene al nostro organismo: aiuta il sistema immunitario, contrasta la perdita di densità ossea nelle donne, stimola il fegato e la produzione di enzimi disintossicanti. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=35903" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per questo è tra i 14 alimenti che naturalmente rimuovono le tossine</a>.&nbsp;</p>
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		<title>Il morbo di Alzheimer compromette il sistema immunitario e il cervello</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/il-morbo-di-alzheimer-compromette-il-sistema-immunitario-e-il-cervello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2018 06:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[marker]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla ricerca sulla demenza, un’ulteriore conferma del forte legame tra gli organi umani Diversi studi hanno confermato che il morbo di Alzheimer può verificarsi prima che i sintomi clinici si manifestino e che l&#8217;infiammazione è una delle componenti principali della malattia. Sono stati rilevati, infatti, collegamenti tra i livelli dei marcatori infiammatori nel liquido cerebrospinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36566" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_alzheimereinfiammazioni.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_alzheimereinfiammazioni.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_alzheimereinfiammazioni-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_alzheimereinfiammazioni-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Dalla ricerca sulla demenza, un’ulteriore conferma del forte legame tra gli organi umani</p>
<p>  <span id="more-36567"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Diversi studi hanno confermato che il morbo di Alzheimer può verificarsi prima che i sintomi clinici si manifestino e che l&#8217;infiammazione è una delle componenti principali della malattia. Sono stati rilevati, infatti, collegamenti tra i livelli dei marcatori infiammatori nel liquido cerebrospinale e nel sangue e il deterioramento cognitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo. L&#8217;aumento dei marcatori infiammatori può comparire anche decenni prima che compaiano i sintomi. Per questo, i ricercatori dell’ Anschutz Medical Campus dell’università del Colorado, dell’ Alzheimer’s Disease Research Center dell’università del Wisconsin e del San Francisco Memory and Aging Center dell’Università della California hanno voluto condurre&nbsp;<a href="https://www.iospress.nl/ios_news/immune-system-dysfunction-may-occur-early-in-alzheimers-disease/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuove indagini</a> per capire se i marcatori di infiammazione nel plasma sanguigno indicassero un&#8217;infiammazione del sistema nervoso centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno esaminato i campioni di sangue e di liquido cerebrospinale di 173 adulti di mezza età e anziani che si sono iscritti al Centro di ricerca sulle malattie di Alzheimer del Wisconsin. I partecipanti erano tutti sani e non avevano sintomi clinici di Alzheimer, ma alcuni avevano storie familiari di demenza attribuite dai medici all’Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati hanno mostrato che i marcatori del plasma e quelli del liquido cerebrospinale dell&#8217;infiammazione davano entrambi informazioni sulla patologia e sul danno neuronale correlati all&#8217;Alzheimer, indipendentemente gli uni dagli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio, pubblicato sul Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, suggerisce quindi che esiste un legame tra i biomarcatori dell&#8217;infiammazione nel plasma e nel liquido cerebrospinale e i marcatori della patologia associata alla malattia di Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre si cerca di comprendere ancora meglio la patologia, altri scienziati possono parlare di risultati senza precedenti nella cura del morbo. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=31986" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un nuovo farmaco, chiamato Lmtx, sembrerebbe rallentare la malattia dell&#8217;80%</a>.&nbsp;</p>
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		<title>Il sistema immunitario ricorda</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/il-sistema-immunitario-ricorda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 13:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[microglia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;infiammazione può lasciare un segno sulla memoria del sistema immunitario, specialmente sulle cellule immunitarie conosciute come microglia Per microglia si intende un tipo specializzato di cellule immunitarie che si trova solo nel cervello e sono note per avere un ciclo di vita atipicamente lungo. Ci sono sospetti che le modifiche alla microglia possano contribuire all&#8217;insorgenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36552" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_microgliacambiamenti.jpg" alt="" width="798" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_microgliacambiamenti.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_microgliacambiamenti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_microgliacambiamenti-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>L&#8217;infiammazione può lasciare un segno sulla memoria del sistema immunitario, specialmente sulle cellule immunitarie conosciute come microglia</p>
<p>  <span id="more-36553"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Per microglia si intende un tipo specializzato di cellule immunitarie che si trova solo nel cervello e sono note per avere un ciclo di vita atipicamente lungo. Ci sono sospetti che le modifiche alla microglia possano contribuire all&#8217;insorgenza di condizioni neurodegenerative come la demenza o il morbo di Alzheimer. Per questo, gli scienziati si sono chiesti quali fattori ambientali possano incidere e lasciare un segno su di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Studi epidemiologici hanno dimostrato che le malattie infettive e le infiammazioni subite durante la vita possono influenzare la gravità della malattia di Alzheimer, che insorge molto più tardi. <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2018/04/180411131652.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I ricercatori del DZNE (Deutsches Zentrum fur Neurodegenerative Erkrankungen) e dell&#8217;HIH (Hertie-Insitut fur klinische Hirnforschung) si sono chiesti se una memoria immunologica nelle microglia potesse comunicare questo rischio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sperimentazione è avvenuta sui topi, ai quali è stata iniettata una componente batterica che prepara il terreno alle infiammazioni. Dopo ripetute somministrazioni si registrava un aumento della formazione della placca amiloide &#8211; il segno distintivo del morbo di Alzheimer &#8211; con conseguente malattia più grave.</p>
<p style="text-align: justify;">Persino mesi dopo, questi cambiamenti alla microglia erano ancora rilevabili, indicativi di alterazioni epigenetiche. Anche se la capacità della microglia di &#8220;ricordare&#8221; è piuttosto impressionante, non è esattamente una buona notizia. In effetti, sembra che l&#8217;infiammazione in altre parti del corpo possa ancora significare grandi problemi per il tuo cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">“È possibile che anche negli esseri umani, le malattie infiammatorie che si sviluppano principalmente al di fuori del cervello possano scatenare la riprogrammazione epigenetica all&#8217;interno del cervello&#8221;, ha affermato Dr. Jonas Neher, il principale autore dello studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Che la scienza confermi o meno questo, di sicuro potrebbe essere fondamentale evitare o ridurre le nostre infiammazioni. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36191" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E il boro potrebbe fare al caso nostro</a>.&nbsp;</p>
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		<title>Bicarbonato e artrite reumatoide</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/bicarbonato-e-artrite-reumatoide/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 06:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[artrite]]></category>
		<category><![CDATA[bicarbonato]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Utile in casa quasi per tutto, il bicarbonato potrebbe avere un ruolo importante nel trattamento di alcune patologie Il bicarbonato di sodio è utile in casa, per la cottura dei cibi, per far brillare pentole e padelle, pulire la verdura&#160;o come deodorante. Ma non finisce qui. I suoi utilizzi sono quasi infiniti. Secondo una ricerca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36467" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_ilbicarbonatodisodium.jpg" alt="" width="797" height="394" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ilbicarbonatodisodium.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ilbicarbonatodisodium-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_ilbicarbonatodisodium-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Utile in casa quasi per tutto, il bicarbonato potrebbe avere un ruolo importante nel trattamento di alcune patologie</p>
<p>  <span id="more-36468"></span>  </p>
<p>Il bicarbonato di sodio è utile in casa, per la cottura dei cibi, per far brillare pentole e padelle, <a href="rubriche/biologo-nutrizionista/7-regole-per-preparare-delle-conserve-casalinghe-e-scongiurare-il-botulino.html?highlight=WyJiaWNhcmJvbmF0byJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pulire la verdura</a>&nbsp;o come deodorante. Ma non finisce qui. I suoi utilizzi sono quasi infiniti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.jimmunol.org/content/early/2018/04/14/jimmunol.1701605" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Immunology</a>, il bicarbonato potrebbe avere un ruolo nel trattamento dell’artrite reumatoide: mescolato all’acqua potabile, potrebbe ridurre la probabilità di contrarre malattie come l’artrite reumatoide e il lupus.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio sono stati presi in esame uomini e ratti, sani e malati, ai quali veniva somministrata una bevanda a base di acqua e bicarbonato di sodio. Gli scienziati hanno scoperto che dopo solo due settimane dall’inizio dell’assunzione, le cellule immunitarie (macrofagi), invece di favorire l’infiammazione per il processo “autoimmune”della malattia, agivano diversamente: si concentravano sulla riduzione dell’infiammazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno notato che una trasformazione di questo tipo, con un passaggio dalle azioni autoimmuni e infiammatorie a quelle antinfiammatorie, avveniva a livello di stomaco, milza, reni e sangue periferico. Alla scoperta seguiranno ulteriori studi: questo potrebbe essere un modo economico, sicuro, accessibile ed efficace per trattare condizioni come l’artrite e altre malattie autoimmuni a tutte le latitudini.</p>
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