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	<title>infezione &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>La salute parte dai denti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 19:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cure canalari]]></category>
		<category><![CDATA[denti]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
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					<description><![CDATA[Quale potrebbe essere il legame tra cure canalari e salute generale? Il canale radicolare ti fa star male? Attento, perchè potrebbe custodire un grande numero di agenti patogeni, mettendo a rischio la tua salute. Ad affermarlo medici e dentisti interpellati da Netflix per un recente documentario. Secondo loro, a mettere a repentaglio il nostro benessere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38041" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_maldidenti.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_maldidenti.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_maldidenti-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_maldidenti-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Quale potrebbe essere il legame tra cure canalari e salute generale?</p>
<p>  <span id="more-38042"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10039:sette-regole-per-una-bocca-sana-e-denti-bianchi&amp;catid=79&amp;Itemid=2433" target="_blank" rel="noopener noreferrer">canale radicolare ti fa star male</a>? Attento, perchè potrebbe custodire un grande numero di agenti patogeni, mettendo a rischio la tua salute. Ad affermarlo medici e dentisti interpellati da <a href="https://www.wakingtimes.com/2019/02/16/could-a-root-canal-be-the-cause-of-your-chronic-health-problem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Netflix</a> per un recente documentario. Secondo loro, a mettere a repentaglio il nostro benessere potrebbero essere proprio le cure canalari.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il processo, tutto il tessuto nervoso viene rimosso dal dente, il che significa che non è più possibile avvertire il dolore e, di conseguenza, l&#8217;avanzare di un&#8217;infezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dott. Thomas Rau, direttore medico dell&#8217;Accademia Paracelso in Svizzera, ha affermato che i canali radicolari sono sempre infetti. “L&#8217;unica differenza sta nella tossicità degli agenti patogeni o elementi infettivi”.</p>
<p style="text-align: justify;">I denti infetti aprono le porte ad altre malattie, che possono interessare altri sistemi corporei.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Dr. Levy, i denti trattati sono una delle principali cause non riconosciute di malattie cardiache. E, come citato dalle fonti, gli scienziati hanno stabilito che le infezioni dentali non trattate aumentano effettivamente il rischio di malattie cardiache.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il dottor Rau i canali radicolari potrebbero perfino partecipare all&#8217;insorgenza di alcuni tipi di cancro. Esaminando 150 pazienti donne con carcinoma mammario, ha scoperto che il 97% di loro aveva fatto almeno una cura canalare. Seguiranno ovviamente ricerche molto più appofondite.</p>
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		<title>Le infezioni contratte in ospedale causano più morti degli incidenti stradali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-infezioni-contratte-in-ospedale-causano-piu-morti-degli-incidenti-stradali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 10:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antibioici]]></category>
		<category><![CDATA[Batteri]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale Sembra un paradosso, ma fa più morti l’ospedale che la strada. Nel nostro paese le infezioni ospedaliere causano, ogni anno, più vittime degli incidenti stradali: 4.500-7.000 morti da un lato, 3.419 dall’altro. Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-33260" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale.jpg" alt="" width="736" height="475" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale.jpg 736w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_ospedale-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" /></p>
<p>Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale</p>
<p>  <span id="more-33261"></span>  </p>
<p>Sembra un paradosso, ma fa più morti l’ospedale che la strada. Nel nostro paese le infezioni ospedaliere causano, ogni anno, più vittime degli incidenti stradali: 4.500-7.000 morti da un lato, 3.419 dall’altro.</p>
<p>Questo perché ogni anno, il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione all’ospedale. Si tratta di 450-700 mila casi, soprattutto infezioni urinarie, della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi. E tutto ciò ha un costo significativo per le casse pubbliche: per ogni infezione ospedaliera si stimano circa 9.000-10.500 euro.</p>
<p>&#8220;I microrganismi causa di infezioni associate alle procedure assistenziali, tra le quali quelle contratte in ospedale, provengono sia da flora batterica endogena, cioè già presente nel paziente, che esogena, cioè provenienti dall’esterno – spiega all’Adnkronos Nicola Petrosillo, direttore del Dipartimento Clinico e di Ricerca in Malattie Infettive dell’Irccs Lazzaro Spallanzani di Roma – Non dobbiamo dimenticare che spesso parliamo di persone fragili, debilitate e con basse difese immunitarie, e di pazienti frequentemente affetti da comorbosità, cioè altre malattie non infettive, renali, cardiache, respiratorie, oncologiche, oppure pazienti critici in terapia intensiva sottoposti a varie e prolungate procedure invasive&#8221;</p>
<p>Purtroppo in alcuni reparti si fa un largo uso di antibiotici e questo fa aumentare la presenza di microrganismi resistenti al farmaco d’elezione che dovrebbe debellarlo. Purtroppo, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33081" target="_blank" rel="noopener noreferrer">se non ci fossero gli antibiotici nel mondo morirebbero 300 milioni di persone entro il 2050</a>.</p>
<p>L’analisi dei costi delle infezioni ospedaliere (mediante database amministrativi) è stato lo scopo della ricerca &#8216;Burden economico delle infezioni ospedaliere in Italia&#8217;, realizzata da Francesco Saverio Mennini, Research Director Ceis Economic Evaluation and HTA, Università di Roma Tor Vergata. Fonte dei dati sono state le schede di dimissione ospedaliera (Sdo) nazionali e regionali (con data di dimissione compresa tra il 1 gennaio 2006 ed il 31 dicembre 2014).</p>
<p>“La prospettiva del nostro studio – ha spiegato Mennini all’Adnkronos – è quella di mettere in luce quanto pesano, in termini di impatto economico diretto e indiretto&#8221; le infezioni ospedaliere &#8220;in Italia, sia dal punto di vista della salute del paziente, sia della loro incidenza sul Ssn. Partendo dal presupposto che, come prova lo studio, le infezioni ospedaliere compaiano in circa 3 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, la loro valorizzazione mediante valutazione delle giornate aggiuntive per singolo Drg ha comportato una stima media annua di € 69,1 milioni. Mentre la valorizzazione mediante Drg specifici (418 e 579) ha comportato una stima media annua di € 21,8 milioni. Numeri che devono far riflettere soprattutto sul tema dell’appropriatezza, cioè sull’adozione di misure innovative, come trattamenti e device tecnologici, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza nel limite delle risorse disponibili&#8221;.</p>
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		<title>Sepsi: cos&#8217;è e come si cura</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/sepsi-cos-e-e-come-si-cura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 12:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cura sepsi]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[Sepsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos&#8217;è la Sepsi? Come si cura? E come si previene? Facciamo attenzione: la malattia causa più vittime dell&#8217;infarto   La Sepsi fa più vittime dell&#8217;infarto: conta 60mila morti ogni anno solo in Italia. Cos&#8217;è? E&#8217; una grave forma di infezione caratterizzata da un&#8217;abnorme risposta infiammatoria messa in atto dall&#8217;organismo. Proprio come l&#8217;infarto, la malattia può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-28597" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_sepsi-16544-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Cos&#8217;è la Sepsi? Come si cura? E come si previene? Facciamo attenzione: la malattia causa più vittime dell&#8217;infarto</p>
<p>  <span id="more-28598"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">La Sepsi fa più vittime dell&#8217;infarto: conta 60mila morti ogni anno solo in Italia. Cos&#8217;è? E&#8217; una grave forma di infezione caratterizzata da un&#8217;abnorme risposta infiammatoria messa in atto dall&#8217;organismo. Proprio come l&#8217;infarto, la malattia può colpire chiunque e i più esposti sono bambini e anziani.</p>
<p align="LEFT">Conoscere la malattia può aiutare a sconfiggerla: è fondamentale una rapida diagnosi e una corretta terapia antibiotica.</p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><strong> Cos&#8217;è la sepsi?</strong></p>
<p align="LEFT">Come abbiamo già detto, si tratta di un&#8217;infezione che coinvolge l’organo infettato e poi tutto l’organismo.</p>
<p align="LEFT">Si verifica tutte le volte che la risposta dell’organismo ad un’infezione danneggia gli stessi tessuti e organi della persona. L’infezione è in grado di provocare una severa infiammazione nel sito di insorgenza.</p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><strong> Quali sono i sintomi?</strong></p>
<p align="LEFT">È il caso di allarmarsi quando persiste febbre alta, accompagnata da fatica a respirare, malessere e ipotensione con svenimenti; riduzione consistente della diuresi per 24-48 ore; stato di coscienza alterato; gonfiore alle gambe o alle braccia; comparsa di petecchie. Nei bambini sono ulteriori importanti campanelli di allarme il vomito, il mal di testa e la sonnolenza.</p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><strong> Come si previene?</strong></p>
<p align="LEFT">Prevenendo, in generale le infezioni.</p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><strong> Come si cura? </strong></p>
<p align="LEFT">Se l&#8217;infezione è localizzata, sarà sufficiente il trattamento a domicilio con antibiotici.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Troppe infezioni per piercing e tatuaggi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/troppe-infezioni-per-piercing-e-tatuaggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 09:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[piercing]]></category>
		<category><![CDATA[tatuaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Tor Vergata]]></category>
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					<description><![CDATA[Fate attenzione a piercing e tatuaggi, a dove e come li fate. Troppe infezioni e poca informazione   Piercing e tatuaggi? Sì, ma attenzione a come e dove. Un quarto dei ragazzi che si sono sottoposti a tatuaggi e piercing, come afferma una ricerca condotta dall&#8217;Università di Tor Vergata su 2500 studenti liceali coinvolti con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27127" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_l43_110321210316_big-15798-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Fate attenzione a piercing e tatuaggi, a dove e come li fate. Troppe infezioni e poca informazione</p>
<p>  <span id="more-27128"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Piercing e tatuaggi? Sì, ma attenzione a come e dove. <span><span>Un quarto dei ragazzi che si sono sottoposti a tatuaggi e piercing, come afferma una ricerca condotta dall&#8217;<a href="http://web.uniroma2.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Tor Vergata </a>su 2500 studenti liceali coinvolti con questionario anonimo, ha avuto problemi di infezioni. La ricerca ha evidenziato che ben il 24% di essi abbia avuto complicanze infettive; solo il 17% ha firmato un consenso informato; e uno scarno 54% è sicuro della sterilità degli strumenti che sono stati utilizzati.</span></span></p>
<p><span><span>È bene sapere, prima di fare un piercing o un tatuaggio, che se gli strumenti e il luogo non sono sterilizzati, irischi sono molto gravi: dal virus dell&#8217;epatite B e C fino al virus dell&#8217;AIDS. E non solo: è stato provato che </span></span> l&#8217;inoculazione nella cute di sostanze chimiche non controllate costituisce un rischio di reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione allergica.</p>
<p> </p>
<p>&#8216;Se l&#8217;80% dei ragazzi ha affermato di essere a conoscenza dei rischi d&#8217;infezione, solo il 5% è informato correttamente sulle malattie che possono essere trasmesse. <span><span>Eppure il 27% del campione ha dichiarato di avere almeno un piercing, il 20% sfoggia un tatuaggio e sono ancora di più gli &#8216;aspiranti&#8217;: il 20% degli intervistati ha dichiarato l&#8217;intenzione di farsi un piercing e il 32% di ornare la pelle con un tatuaggio&#8217;, spiega la dottoressa Carla Di Stefano, autrice dell&#8217;indagine. &#8216;Il dato scientificamente più interessante sta nei tempi di sopravvivenza del virus rilevati negli aghi e nell&#8217;inchiostro, variabile da pochi giorni nell&#8217;ambiente a quasi un mese nell&#8217;anestetico: dato ancor più preoccupante se incrociato con la scelta degli adolescenti verso locali spesso economici e non a norma di legge&#8217;.</span></span></p>
<p>&#8216;<span><span>Per quello che riguarda <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18663" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tatuaggi</a> e piercing non ci sono casistiche da procedure effettuate in studi professionali ma il rischio aumenta quando tali procedure vengono eseguite talora da principianti, in strutture con scarse condizioni igieniche e sterilità degli strumenti o con strumenti improvvisati, come corde di chitarra, graffette o aghi da cucito, ma anche nelle carceri o in situazioni non regolate come l&#8217;ambiente domestico&#8217;, commenta il Professor Vincenzo Bruzzese, Presidente Nazionale del Congresso della SIGR di GastroReumatologia dove è presentata la ricerca.</span></span></p>
<p><span><span>gc </span></span></p>
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		<item>
		<title>Tubercolosi, pronto il test del respiro a risposta rapida</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/tubercolosi-pronto-il-test-del-respiro-a-risposta-rapida/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 13:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[batterio]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[respiro]]></category>
		<category><![CDATA[Tbc]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[tubercolosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; del New Mexico ha sviluppato un test del respiro per valutare in tempi rapidi l&#8217;eventuale contagio da tubercolosi Un test del respiro per valutare in tempi rapidi l’eventuale contagio da tubercolosi. Si tratta dello straordinario risultato raggiunto da un team di ricercatori dell’Università del New Mexico, i cui dati sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20789" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_benessere_test.respiro.tubercolosi-12621-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un team di ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; del New Mexico ha sviluppato un test del respiro per valutare in tempi rapidi l&#8217;eventuale contagio da tubercolosi</p>
<p>  <span id="more-20790"></span>  </p>
<p>Un test del respiro per valutare in tempi rapidi l’eventuale contagio da tubercolosi. Si tratta dello straordinario risultato raggiunto da un team di ricercatori dell’Università del <a href="http://www.unm.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New Mexico</a>, i cui dati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista ‘<a href="http://www.nature.com/ncomms/2014/140923/ncomms5989/full/ncomms5989.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Communications</a>’.</p>
<p>In particolare, il nuovo test del respiro non solo consente di diagnosticare rapidamente la Tbc, ma permette anche di capire se l&#8217;infezione in atto è più o meno resistente a determinati farmaci.</p>
<p>Il test del respiro per la diagnosi della Tbc, si basa su un metodo di valutazione relativamente semplice: il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=1859" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>batterio</strong></a> infatti emette una traccia gassosa ‘unica’ entro 10 minuti dall&#8217;esposizione ad un certo antibiotico (fenomeno verificato attraverso un esperimento su alcuni conigli di laboratorio).</p>
<p>Proprio sfruttando questa firma, i ricercatori del New Mexico hanno messo a punto questo nuovo test che si basa sulla capacità da parte di una particolare molecola di antibiotico, la ‘isoniazide’, di legarsi al batterio della Tbc. Così i ricercatori hanno somministrato una forma speciale e marcata a livello molecolare di isoniazide ai soggetti di laboratorio. In presenza della Tbc, l&#8217;azoto &#8216;marcato&#8217; viene rilasciato dai polmoni degli animali e rilevato da uno spettrometro di massa. Un risultato positivo, indica quindi che i bacilli della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17320" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>tubercolosi</strong></a> sono presenti e trattabili con l&#8217;isoniazide. Il test permette quindi d&#8217;identificare la presenza di infezione immediatamente. Al contrario, con le tecniche attuali è possibile avere una diagnosi certa soltanto dopo circa 4-6 settimane perché è necessario aspettare i risultati della coltura in laboratorio.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Salute: una proteina riparera&#8217; il cuore</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/salute-una-proteina-riparera-il-cuore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 14:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[cellule]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[infezione]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stata recentemente scoperta la proteina Alstrom, in grado di riparare i tessuti del cuore, grazie alla sua capacita&#8217; di regolare il processo di divisione cellulare Una proteina sarà in grado di riparare il cuore dopo un infarto o altre malattie. La scoperta arriva da uno studio della John Hopkins University, pubblicato recentemente sulla rivista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18721" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_benessere_proteina.danni_.cuore-11594-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>E&#8217; stata recentemente scoperta la proteina Alstrom, in grado di riparare i tessuti del cuore, grazie alla sua capacita&#8217; di regolare il processo di divisione cellulare</p>
<p>  <span id="more-18722"></span>  </p>
<p>Una <strong>proteina</strong> sarà in grado di riparare il <strong>cuore</strong> dopo un infarto o altre malattie. La scoperta arriva da uno studio della John Hopkins University, pubblicato recentemente sulla rivista ‘Nature Communications’. </p>
<p>La nuova <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18656" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>proteina</strong></a>, battezzata con il nome di Alstrom, è in grado di riparare i tessuti del <strong>cuore</strong>, grazie alla sua capacità di regolare il processo di divisione cellulare (che, in condizioni normali, smettono di ‘rigenerarsi’ subito dopo la nascita). A differenza di molti altri tipi di <strong>cellule</strong> infatti, che muoiono regolarmente e si rigenerano, le <strong>cellule</strong> cardiache (così come quelle cerebrali) non continuano a dividersi dopo la nascita. Per questo nel momento in cui queste <strong>cellule</strong> sono danneggiate da un <strong>infarto</strong> o da un’<strong>infezione</strong> il danno diventa irreparabile. </p>
<p>Grazie agli studi sulla proteina Alstrom, si potranno quindi sperimentare dei metodi innovativi in grado di ripristinare la capacità delle cellule del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11532" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>cuore</strong></a> di dividersi in risposta al danno subito.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Vaccini: in Puglia, profilassi gratuita contro la meningite per i neonati</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 14:27:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[infezione]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Puglia ha annunciato l&#8217;approvazione di un nuovo provvedimento che introdurra&#8217; nel Calendario vaccinale l&#8217;offerta attiva e gratuita per tutti i neonati della vaccinazione anti-meningococco B La Regione Puglia ha recentemente annunciato l’approvazione di un nuovo provvedimento che introdurrà nel Calendario vaccinale l&#8217;offerta attiva e gratuita per tutti i neonati della vaccinazione anti-meningococco B. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18450" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_benessere_vaccino_gratuito_meningite_Puglia-11448-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La Regione Puglia ha annunciato l&#8217;approvazione di un nuovo provvedimento che introdurra&#8217; nel Calendario vaccinale l&#8217;offerta attiva e gratuita per tutti i neonati della vaccinazione anti-meningococco B</p>
<p>  <span id="more-18451"></span>  </p>
<p>La Regione Puglia ha recentemente annunciato l’approvazione di un nuovo provvedimento che introdurrà nel Calendario vaccinale l&#8217;offerta attiva e gratuita per tutti i neonati della vaccinazione anti-meningococco B. Secondo l’assessore Politiche della Salute e Welfare della Regione, Elena Gentile, ‘La Regione Puglia &#8211; è all&#8217;avanguardia oggi in Italia per la copertura vaccinale e il nuovo Calendario, varato con questo provvedimento, è il frutto dell&#8217;intenso lavoro svolto in questi anni in collaborazione con gli specialisti di igiene e prevenzione, i pediatri e i <strong>medici</strong> di <strong>medicina</strong> generale.’</p>
<p>Dopo l&#8217;introduzione nel 2012 dell&#8217;offerta attiva e gratuita del <a href="adnkronos/lavoro-e-salute/pediatria-esperto-con-crisi-piu-latte-vaccino-ma-3-bebe-allergico" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vaccino</strong></a> anti-meningococcico tetravalente coniugato a tutti gli adolescenti e ai soggetti a rischio, la Puglia conferma quindi il suo impegno nei confronti dei <strong>neonati</strong>, offrendo loro la possibilità di essere protetti contro tutti i ceppi della meningite meningococcica. L&#8217;offerta avverrà secondo le modalità indicate dal Board nazionale del Calendario per la Vita (SItI, Fimp, Sip, Fimmg), che ha condiviso un documento nel quale viene supportato l&#8217;inserimento del <strong>vaccino</strong> anti-meningococco B tra quelli offerti attivamente e gratuitamente a tutti i lattanti con 3 dosi nel primo anno di vita e una al compimento del dodicesimo mese del bambino. </p>
<p>La vaccinazione gratuita dei <a href="https://www.ecoseven.net//?p=4363" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>neonati</strong></a> contro la meningite rappresenta quindi un passo importante per la Puglia, che nelle sue politiche di prevenzione e profilassi sanitaria aggiunge un altro importante tassello nella sua lotta per debellare alcune tra le malattie infettive più insidiose presenti in Italia. Basti pensare che secondo i dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive, rilevati dal Sistema informativo delle malattie infettive, solo nel 2012 si sono verificati in Italia 132 casi di <strong>infezioni</strong> da meningococco.</p>
<p>L&#8217;<strong>infezione</strong> da meningococco è particolarmente pericolosa in quanto attacca le persone sane senza alcun segnale di preavviso e può portare al decesso entro 24-48 ore. Su dieci persone che contraggono l&#8217;<strong>infezione</strong>, circa una è destinata a morire anche se sottoposta a cure adeguate. E su cinque persone che sopravvivono, una rischia di riportare devastanti disabilità permanenti.</p>
<p>(ml)</p>
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