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	<title>Indonesia &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>La top 10 delle città più esposte a rischi ambientali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 18:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[caldo estremo]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[città più esposte a rischi ambientali]]></category>
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		<category><![CDATA[giacarta]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
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		<category><![CDATA[rischi ambientali]]></category>
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					<description><![CDATA[Su 100 città più esposte a rischi ambientali, 99 si trovano in Asia, tranne 1 In un report pubblicato su Verisk Maplecroft, si racconta di come siano le città asiatiche quelle che stanno affrontando i maggiori rischi derivanti dai pericoli ambientali come il caldo estremo, i cambiamenti climatici e i disastri naturali. Secondo lo studio, infatti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103071" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/05/flood-2317782_1280-e1621868916766.jpg" alt="città più esposte a rischi ambientali" width="800" height="531" /></h3>
<h3>Su 100 città più esposte a rischi ambientali, 99 si trovano in Asia, tranne 1</h3>
<p><span id="more-103070"></span></p>
<p>In un <a href="https://www.maplecroft.com/insights/analysis/asian-cities-in-eye-of-environmental-storm-global-ranking/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report </a>pubblicato su Verisk Maplecroft, <strong>si racconta di come siano le città asiatiche quelle che stanno affrontando i maggiori rischi derivanti dai pericoli ambientali </strong>come il caldo estremo, i cambiamenti climatici e i disastri naturali.</p>
<h4>Secondo lo studio, infatti, tra le 100 città più vulnerabili a queste problematiche, 99 si trovano in Asia – e di queste, 37 in Cina e 43 in India.</h4>
<p>A livello globale, il rapporto ha rilevato che <strong>414 città in tutto il mondo</strong>, con una popolazione di oltre 1 milione ciascuna (e un totale complessivo di 1,4 miliardi di persone), sono a rischio &#8220;alto&#8221; o &#8220;estremo&#8221; a causa di una miscela di inquinamento, scarsità delle risorse idriche, ondate di calore mortali, disastri naturali e cambiamenti climatici.</p>
<p>In prima posizione, c&#8217;è <strong>Giacarta</strong> (Indonesia), seguita nella top 10 da altre due città indonesiane: Subaraya (quarta) e Bandung (ottava). Al secondo e terzo posto, Delhi (India) e Chennai (India), seguite da altre cinque città indiane: Chandigarh (quinta), Agra (sesta), Meerut (settima), Aligarh (nona) e Kanpur (decima) – l&#8217;India, che ospita 13 delle 20 città più rischiose del mondo, è forse il paese messo peggio.</p>
<p>Secondo il rapporto, Cina e India rappresentano 286 milioni dei 336 milioni di persone che vivono in città a estremo rischio di inquinamento.</p>
<h4>Le città dell’Asia orientale sono più a rischio di disastri naturali.</h4>
<p>Trentacinque delle 50 città in tutto il mondo più colpite dall&#8217;inquinamento idrico si trovano in Cina; Guangzhou e Dongguan sono soggette a inondazioni; Shenzhen (così come Tokyo e Osaka in Giappone) è minacciata da terremoti e tifoni.</p>
<p><strong>Al di fuori dell&#8217;Asia, il Medio Oriente e il Nord Africa hanno la percentuale più alta di città &#8220;ad alto rischio&#8221;</strong>. Quando si parla di riscaldamento globale e dei suoi impatti, infatti, l&#8217;attenzione si sposta nettamente sull&#8217;Africa subsahariana, sede di 40 delle 45 città più vulnerabili al clima del pianeta.</p>
<p>E così, il continente meno responsabile dell&#8217;aumento delle temperature globali sarà colpito più duramente non solo a causa della peggiore siccità, ondate di caldo, tempeste e inondazioni, ma anche perché è terribilmente male equipaggiato per difendersene.</p>
<p>Lima (Perù) è l&#8217;unica città non asiatica a rientrare tra le prime 100 di questa classifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La plastica che invade l&#8217;Indonesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 13:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[20.000 volontari indonesiani si sono mobilitati per ripulire il paese dalla plastica L&#8217;Indonesia è il secondo più grande inquinante al mondo: ogni anno sono più di 10 miliardi i sacchetti di plastica che vengono usati nel paese e che vanno ad accrescere l&#8217;inquinamento e l&#8217;immondizia. Proprio per affrontare questo disastro di numeri e di ambiente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37193" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_bali-314046_1920.jpg" alt="" width="799" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bali-314046_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bali-314046_1920-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_bali-314046_1920-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p style="text-align: justify;">20.000 volontari indonesiani si sono mobilitati per ripulire il paese dalla plastica</p>
<p>  <span id="more-37194"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Indonesia è il secondo più grande inquinante al mondo: ogni anno sono più di 10 miliardi i sacchetti di plastica che vengono usati nel paese e che vanno ad accrescere l&#8217;inquinamento e l&#8217;immondizia. Proprio per affrontare questo disastro di numeri e di ambiente, migliaia di volontari si sono riuniti in tutto il paese e hanno deciso di muoversi, partecipando a una delle più grandi pulizie di plastica avvenute fino ad oggi. L&#8217;obiettivo dell&#8217;evento era di educare i cittadini ai pericoli dell&#8217;inquinamento e promuovere migliori pratiche di riciclaggio tra i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Più di 20.000 persone provenienti da 76 diverse aree del paese hanno partecipato all&#8217;evento, che gli organizzatori hanno soprannominato «Face the Sea». I volontari hanno perlustrato le spiagge dell&#8217;Indonesia per trovare ed eliminare la spazzatura di plastica al fine non solo di ripulire ma anche di far accrescere la coscienza ambientale sulla situazione degli oceani e sul loro inquinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella classifica dei paesi più inquinanti, l&#8217;Indonesia viene solo dopo la Cina, visto che, in totale, il paese del sudest asiatico produce circa 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno, un quarto dei quali viene scaricato nell&#8217;oceano.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta che la plastica entra nell&#8217;oceano, le correnti la raccolgono e creano enormi aree di spazzatura galleggiante – la più grande delle qualie è situata nell&#8217;Oceano Pacifico ed è due volte più grande dello stato del Texas. Fortunatamente, paesi come l&#8217;Indonesia stanno iniziando a cambiare atteggiamento e comprendendo l&#8217;importanza di preservare l&#8217;oceano e la fauna marina – che spesso scambia la plastica per cibo e finisce per morirne. <br />Oltre al recente evento, il paese ha anche promesso di ridurre i suoi rifiuti di plastica del 70 per cento nei prossimi sette anni. Incrociamo le dita per loro e per noi.</p>
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		<title>Un corallo che batte il riscaldamento globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2018 07:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barriera Corallina]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno trovato una barriera corallina che resiste ai cambiamenti climatici Il riscaldamento globale sta provocando molti danni alla flora e alla fauna del nostro pianeta e, tra le altre cose, sta anche distruggendo le barriere coralline della Terra: di fronte all&#8217;oceano che si scalda e che diventa più acido, infatti, gli ecosistemi sottomarini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37114" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_coralli_s123282_1920-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno trovato una barriera corallina che resiste ai cambiamenti climatici</p>
<p>  <span id="more-37115"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il riscaldamento globale sta provocando molti danni alla flora e alla fauna del nostro pianeta e, tra le altre cose, sta anche distruggendo le barriere coralline della Terra: di fronte all&#8217;oceano che si scalda e che diventa più acido, infatti, gli ecosistemi sottomarini non riescono a sopravvivere. <br />O almeno la gran parte di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno recentemente scoperto un tipo di corallo, al largo dell&#8217;isola indonesiana di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sulawesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sulawesi</a>, che sembra essere resistente al riscaldamento globale: una rivelazione incredibile che potrebbe aiutarci a garantire che almeno alcune delle barriere coralline del mondo sopravvivano ai cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a <a href="https://50reefs.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">50 Reefs</a>, un&#8217;iniziativa pensata proprio per identificare i coralli resistenti ai cambiamenti climatici, i ricercatori hanno trascorso sei settimane tra giugno e luglio a bordo di scooter subacquei dotati di telecamere a 360° per catturare oltre 56.000 immagini di barriere coralline – in totale, hanno scattato immagini di 3.851 chilometri quadrati.<br />Successivamente, grazie a un&#8217;intelligenza artificiale appositamente addestrata per identificare i diversi tipi di coralli e gli invertebrati all&#8217;interno delle foto, hanno analizzato tutte quelle immagini e le hanno catalogate. <br />In questo modo, il team è riuscito a stabilire che le barriere coralline di Sulawesi erano effettivamente in condizioni migliori nel 2018 rispetto a quando erano state inizialmente rilevate nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevano resistito, insomma. <br />Questo segna un punto importante a favore delle barriere coralline perché significa che, tra le molte sbiancate e morenti, ce ne sono alcune che potrebbero continuare a segnare la biodiversità degli oceani, a ospitare le specie marine e a difendere le nostre coste. <br />Ma questo non deve farci smettere la nostra lotta per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dell&#8217;inquinamento, anche perché gli scienziati ritengono che gli ecosistemi delle barriere coralline del mondo potrebbero crollare completamente nel 2050.<br />Non lasciamolo accadere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Imballaggi a base di alghe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 11:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi biodegradabili]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;azienda indonesiana trasforma le alghe in confezioni biodegradabili al 100% e pure commestibili Le materie plastiche sono state un vantaggio per l&#8217;industria, ma ora sono la rovina del pianeta. Secondo la Plastic Pollution Coalition, circa il 33% di tutta la plastica è usato una sola volta e gettato via, il che contribuisce a un immenso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35385" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_imballaggio_a_base_di_alghe.JPG" alt="" width="897" height="553" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_imballaggio_a_base_di_alghe.JPG 897w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_imballaggio_a_base_di_alghe-300x185.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_imballaggio_a_base_di_alghe-768x473.jpg 768w" sizes="(max-width: 897px) 100vw, 897px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;azienda indonesiana trasforma le alghe in confezioni biodegradabili al 100% e pure commestibili</p>
<p>  <span id="more-35386"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le materie plastiche sono state un vantaggio per l&#8217;industria, ma ora sono la rovina del pianeta. Secondo la <a href="http://www.plasticpollutioncoalition.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Plastic Pollution Coalition</a>, circa il 33% di tutta la plastica è usato una sola volta e gettato via, il che contribuisce a un immenso problema globale. Anche se potremmo idealisticamente chiedere un divieto per la produzione e l&#8217;uso di plastica, un riciclaggio obbligatorio, o almeno dei tassi pesanti da aggiungere ai costi di ogni articolo di plastica «usa e getta», una delle poche cose che sembrano essere promettenti come reazione a questa problematica è quella di passare a materiali più ecologici, fatti di risorse rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una soluzione potrebbe provenire da un&#8217;azienda indonesiana, la <a href="http://www.evoware.id/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Evoware</a>, che ha trovato un metodo per produrre imballaggi biodegradabili di alghe marine, che rimangono stabili per un massimo di due anni e che sono solubili in acqua calda.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;azienda, questo tipo di produzione in Indonesia ha il potenziale per affrontare diversi problemi: il primo è sicuramente che la nazione è «il secondo più grande fornitore di plastica al mondo che va a finire nell&#8217;oceano» – inoltre, del 90% dei rifiuti di plastica che finiscono nell&#8217;oceano, il 70% proviene da imballaggi per alimenti e bevande; il secondo problema è che l&#8217;Indonesia è «il più grande paese produttore di alghe», ma questa peculiarità non riesce a creare un introito, visto che gli agricoltori rimangono sempre molto poveri.</p>
<p style="text-align: justify;">I prodotti di imballaggio a base di alghe di Evoware sono disponibili in due varietà base: uno biodegradabile che può essere utilizzato per il confezionamento di saponi e altri articoli non consumabili e uno commestibile che può essere utilizzato come involucro per alimenti, per bustine aromatizzanti o bustine di tè. L&#8217;imballaggio commestibile, che è «quasi insapore e inodore», si dissolve in acqua tiepida ed è considerato nutriente, in quanto «contiene fibre, vitamine e minerali».</p>
<p style="text-align: justify;">Evoware è stata recentemente scelta come vincitrice del <a href="http://socialventurechallenge.asia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Social Venture Challenge Asia 2017</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Indonesia: brucia l&#8217;ultimo rifugio degli oranghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 13:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[olio di palma]]></category>
		<category><![CDATA[orango]]></category>
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					<description><![CDATA[Continuano gli incendi (dolosi) nel paese del sud est asiatico Ogni anno, in questo periodo, gli incendi bruciano le foreste dell&#8217;Indonesia: c&#8217;è una nube di fumo e cenere che si espande fino ai paesi confinanti rilasciando migliaia di tonnellate di Co2 nell&#8217;atmosfera. Non si tratta di un fenomeno naturale, è la conseguenza di pratiche illegali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29162" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_Orango_Indonesia-16827-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Continuano gli incendi (dolosi) nel paese del sud est asiatico</p>
<p>  <span id="more-29163"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ogni anno, in questo periodo, gli incendi bruciano le foreste dell&#8217;Indonesia: c&#8217;è una nube di fumo e cenere che si espande fino ai paesi confinanti rilasciando migliaia di tonnellate di Co2 nell&#8217;atmosfera.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Non si tratta di un fenomeno naturale, è la conseguenza di pratiche illegali che Greenpeace definisce: &#8216;un duro promemoria dell’eredità distruttiva dei settori dell&#8217;olio di palma e della produzione di cellulosa&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Purtroppo ormai gli incendi circondano le principali aree protette del paese; la situazione più grave è causata da alcuni focolai in prossimità del Parco Nazionale di Gunung Palung (Borneo), habitat dell’ultima grande popolazione di oranghi selvatici al mondo. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">&#8216;Al di fuori del parco nazionale &#8211; spiega Greenpeace -, l’habitat dell’orango è già stato totalmente distrutto dall’espansione indiscriminata delle piantagioni industriali di palma da olio e acacia per la produzione di cellulosa. In Indonesia, oltre il 75 per cento dei focolai di incendio si verificano nelle torbiere, foreste umide in cui la biomassa si accumula sotto il pelo dell&#8217;acqua ed è sottoposta a un lento processo di macerazione che la trasforma in torba. In una foresta integra, è praticamente impossibile che la torba venga consumata dalle fiamme. Ma quando le foreste vengono abbattute, si scavano canali per drenare il suolo e per far posto alle piantagioni industriali, la torba diventa estremamente vulnerabile agli incendi, spesso appiccati illegalmente.&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il vertice del clima di Parigi si avvicina e l&#8217;Indonesia è ancora infuocata. Il fenomeno ha ormai assunto enormi proporzioni e il disastro riguarda il pianeta intero.</span></p>
<p> </p>
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		<title>Aereo precipita su zona abitata</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/aerei/aereo-precipita-su-zona-abitata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 07:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Maden]]></category>
		<category><![CDATA[vittime aereo c130]]></category>
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					<description><![CDATA[Un aereo C-130, è precipitato a Maden, in Indonesia. Per ora 113 vittime accertate   Una vera e propria tragedia. Un aereo, un C-130, è precipitato a Maden, in Indonesia. Il mezzo sarebbe precipitato poco dopo il decollo dall&#8217;aeroporto Polonia alle 11.48 locali. Secondo i media indonesiani, prima di precipitare, il pilota avrebbe chiesto alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27254" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/07/images_igallery_resized_ambientetest_sumatraLapresseFo_46751711_300-15863-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un aereo C-130, è precipitato a Maden, in Indonesia. Per ora 113 vittime accertate</p>
<p>  <span id="more-27255"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Una vera e propria tragedia. Un aereo, un C-130, è precipitato a Maden, in Indonesia. Il mezzo sarebbe precipitato poco dopo il decollo dall&#8217;aeroporto Polonia alle 11.48 locali. Secondo i media indonesiani, prima di precipitare, il pilota avrebbe chiesto alla torre di controllo di poter rientrare alla base.</p>
<p>I morti accertati, al momento, secondo quanto riferito dal comandante dell&#8217;aeronautica Agus Dwi Putranto, sarebbero 113. Si tratta delle persone che si trovavano a bordo dell&#8217;aereo. Non è ancora noto il bilancio di eventuali vittime a terra.</p>
<p>Un team di soccorritori è sul posto.</p>
<p> </p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Rinnovabili: centrali idroelettriche Made-in-Italy in Indonesia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 12:01:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[centrali idroelettriche Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
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					<description><![CDATA[ADRE Hydropower impegnata nella progettazione e costruzione di nuove centrali elettriche in Indonesia   Il made in Italy delle rinnovabili arriva in Indonesia: ADRE Hydropower, azienda italiana leader nell&#8217;Engineering &#38; Construction, ha firmato oggi un memorandum of understanding con la società indonesiana Vitager Mandiri Energi per la progettazione, lo sviluppo e la costruzione di nuove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20476" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambientetest_th__7_-12466-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">ADRE Hydropower impegnata nella progettazione e costruzione di nuove centrali elettriche in Indonesia</p>
<p>  <span id="more-20477"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Il made in Italy delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>rinnovabili</strong> </a>arriva in <strong>Indonesia</strong>: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20182">ADRE Hydropower</a>, azienda italiana leader nell&#8217;Engineering &amp; Construction, ha firmato oggi un memorandum of understanding con la società indonesiana Vitager Mandiri Energi per la progettazione, lo sviluppo e la costruzione di nuove infrastrutture e di una centrale idroelettrica a nord di Sumatra. La concessione edilizia, rilasciata dalla provincia di Dairi, nel territorio di Sukandebi, prevede la progettazione e realizzazione di un impianto, immerso nel fiume Lae Renun, che avrà una potenza installata di 8,5 MWh e una produzione annua di circa 49 mila MWh, coprendo il fabbisogno energetico di circa 24.500 famiglie. L’impegno di Adre Hydropower prevede anche la costruzione delle infrastrutture civili necessarie alla realizzazione della centrale ed al territorio, come strade e bacini idrici.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">‘L’<strong>Indonesia</strong> – sottolinea Claudio Barbano, Ceo e Chairman di Adre Hydropower, offre numerose e interessanti opportunità per le imprese italiane; è un Paese in pieno sviluppo economico e le infrastrutture, in particolare quelle energetiche, sono fondamentali per il suo futuro. Per questo Adre Hydropower ha messo a  disposizione del governo e degli enti locali il proprio know how nella progettazione e realizzazione di beni infrastrutturali durevoli, costruendo opere civili e contribuendo alla produzione di energia elettrica sostenibile, garantendo la crescita per l’economia e lo sviluppo per la popolazione”. “Per i nostri progetti infatti,<a name="1487af22f2647aa7__GoBack"></a> – prosegue Barbano &#8211; impieghiamo sempre maestranze locali a cui diamo formazione specialistica oltreché lavoro. Ci impegniamo per diffondere consapevolezza tecnica e tecnologica a vantaggio di una crescita sostenibile per tutta la società.  Il nostro intervento inoltre – conclude &#8211; permette di produrre energia laddove effettivamente viene consumata, rispondendo alle nuove politiche energetiche mondiali che stimolano la realizzazione di sistemi di produzione di energia elettrica localizzati, per minimizzare l’impatto ambientale, ridurre i costi di trasmissione e distribuzione e le relative perdite energetiche’.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>Il drago di Komodo, il discendente dei rettili preistorici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2014 13:41:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[drago di komodo]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[komodo]]></category>
		<category><![CDATA[lucertola]]></category>
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					<description><![CDATA[  E&#8217; considerata la lucertola più grande e pericolosa del mondo e attacca anche l&#8217;uomo. Ma la sua ferocia non lo mette al riparo dall&#8217;estinzione Sembra arrivato direttamente dalla preistoria con il suo corpo ricoperto di squame e la sua saliva mortale. E&#8217; il drago di Komodo, un animale praticamente sconosciuto fino a 100 anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19416" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_download__3_-11935-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; considerata la <strong>lucertola</strong> più grande e pericolosa del mondo e attacca anche l&#8217;uomo. Ma la sua ferocia non lo mette al riparo dall&#8217;estinzione</p>
<p>  <span id="more-19417"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Sembra arrivato direttamente dalla preistoria con il suo corpo ricoperto di squame e la sua saliva mortale. E&#8217; il </span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=17888"><strong style="line-height: 1.3em;">drago di Komodo</strong></a><span style="line-height: 1.3em;">, un animale praticamente sconosciuto fino a 100 anni fa, la più grande lucertola vivente. Lunghi fino a tre metri, da adulti possono pesare oltre 100 chili, i draghi vivono solo nell&#8217;arcipelago delle isole della Sonda, in Indonesia. Sono potenti </span><strong style="line-height: 1.3em;">predatori</strong><span style="line-height: 1.3em;">: possono mangiare cinghiali, cervi e anche uomini. I </span><strong style="line-height: 1.3em;">draghi </strong><span style="line-height: 1.3em;">si nascondono e mimetizzano nella foresta dove attendono pazientemente le loro prede che possono dilaniare con i loro artigli e la poderosa dentatura. Ma hanno anche un&#8217;altra arma letale: la loro saliva può uccidere nell&#8217;arco di 24 ore. Si stima ne sopravvivono alcune migliaia di esemplari. Gli studiosi considerano il </span><strong style="line-height: 1.3em;">drago di Komodo</strong><span style="line-height: 1.3em;"> l&#8217;unico discendente dei grandi rettili che popolavano l&#8217;era preistorica.</span></p>
<p class="MsoNormal">La crescita dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=14251"><strong>animale</strong></a> è molto lenta e i piccoli vivono i loro primi tre anni al riparo sugli alberi. Devono infatti difendersi dai predatori ma anche dai loro stessi genitori che nella loro voracità arrivano a mangiare anche i loro piccoli. Nonostante la sua ferocia, è considerato un animale vulnerabile e la legge indonesiana lo protegge. Proprio per salvare questo unico rappresentante dei giganti della preistoria è stato istituito il Parco nazionale di <strong>Komodo</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">In Italia, l&#8217;unica struttura zoologica dove è possibile ammirarlo è il Bioparco di Roma. Solo pochi mesi fa è stata inaugurata l&#8217;area dei <strong>draghi di Komodo</strong> che ospita due giovani maschi, Ivan e Richard, di quasi tre anni di età, entrambi nati allo zoo di Los Angeles. </p>
<p class="MsoNormal">as</p>
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		<title>Sumatra, rientrato l&#8217;allarme Tsunami</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/sumatra-rientrato-lallarme-tsunami/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 13:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[allerta tsunami]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[sumatra]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[tsunami Sumatra]]></category>
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					<description><![CDATA[Rientrato l’allarme Tsunami a Sumatra. Dopo le scosse di terremoto si temeva per l’arrivo di onde anomale in 28 paesi dell&#8217;Oceano Indiano Rientrato a Sumatra l’allarme Tsunami. Un violento terremoto ha colpito l&#8217;Indonesia, al largo della provincia nord-occidentale di Aceh, sull&#8217;isola di Sumatra. La prima scossa di terremoto, 8,6 gradi della scala Richter, è stata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5850" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_ambiente_tsu-4348-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Rientrato l’allarme Tsunami a Sumatra. Dopo le scosse di terremoto si temeva per l’arrivo di onde anomale in 28 paesi dell&#8217;Oceano Indiano</p>
<p>  <span id="more-5851"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Rientrato a Sumatra l’<a href="ambiente/allarme-tsunami" target="_blank" rel="noopener noreferrer">allarme Tsunami</a>. Un violento <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5545" target="_blank" rel="noopener noreferrer">terremoto</a> ha colpito l&#8217;Indonesia, al largo della provincia nord-occidentale di Aceh, sull&#8217;isola di Sumatra. La prima <a href="ambiente/terremoto-come-e-dove-nasce-come-si-forma-un-fenomeno-sismico/scheda" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scossa di terremoto</a>, 8,6 gradi della scala Richter, è stata registrata alle 10,38 italiane mentre la seconda, di 8,2 gradi, si è verificata un po&#8217; più a nord alle 12,43. In seguito è stato lanciato l’allarme Tsunami, e alcune onde anomale alte circa un metro si sono abbattute a Meulaboh, sempre in Indonesia.</p>
<p class="MsoNormal">L’allarme Tsunami ha coinvolto 28 paesi, tra cui anche le coste africane della Tanzania e del Kenya, ma verso le 15.00, ora italiana, il Pacific Tsunami warning center del Noaa statunitense ha reso noto che l&#8217;allarme è rientrato, con l&#8217;avvertenza però di non abbassare la guardia per la possibilità di forti correnti locali. Qualche minuto dopo, anche i Governi dell’Indonesia, dell&#8217;India e dello Sri Lanka hanno revocato l&#8217;allerta Tsunami, emessa in seguito alla potente scossa di terremoto avvenuta al largo dell&#8217;isola di Sumatra.</p>
<p class="MsoNormal">Centinaia di persone erano state evacuate, mentre ci si preparava al peggio. Quello che ha colpito l&#8217;Indonesia è l&#8217;ottavo terremoto più forte dal 1900, solo di poco inferiore a quello, di magnitudo 9.0, che l&#8217;11 marzo 2011 ha devastato il Giappone &#8211; con il conseguente incidente alla centrale nucleare di <a href="energia/fukushima-un-anno-dopo-il-disastro-nucleare-speciale-ecoseven" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fukushima </a>&#8211; ma più potente di quello, di magnitudo 8.6, che il 28 marzo 2005 uccise più di 1.300 persone sempre a Sumatra.</p>
<p class="MsoNormal">(GC)</p>
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		<title>Il soggiorno ecochic in Indonesia&#8230; Ecco dove andare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 11:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Giava]]></category>
		<category><![CDATA[Indonesia]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[resort]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Un soggiorno non proprio “low cost” in un resort in Indonesia, strutturato attorno a una piantagione di caffè verde degli inizi del XX secolo. Una vacanza attenta all’ambiente e immersa nella natura esotica, dove rilassarsi e godere di paesaggi incontaminati Lusso e responsabilit&#224; ambientale: non sono concetti in contraddizione se si sceglie una vacanza nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1664" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_viaggiare_giava-isola-in-indonesia-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Un soggiorno non proprio “low cost” in un resort in Indonesia, strutturato attorno a una piantagione di caffè verde degli inizi del XX secolo. Una vacanza attenta all’ambiente e immersa nella natura esotica, dove rilassarsi e godere di paesaggi incontaminati  </p>
<p> <span id="more-1665"></span> </p>
<p class="ecxMsoNormal">Lusso e responsabilit&agrave; ambientale: non sono concetti in contraddizione se si sceglie una vacanza nel &ldquo;Losari Coffee Plantation Resort and Spa&rdquo;, Magelang, Indonesia. Un complesso di circa 22 ettari, spalmati su una piantagione di caff&egrave; verde. Un luogo che mescola insieme l&rsquo;esotico e il naturalistico, dove i turisti possono passeggiare nella natura pi&ugrave; selvaggia, cavalcare gli elefanti, fare un tour in visita agli antichi templi. Ma anche giocare a golf, tennis, fare rafting, pescare, scegliere escursioni e giri a bordo di un treno a vapore del 1902. L&rsquo;attenzione per la tutela del paesaggio &egrave;, naturalmente, parte integrante del soggiorno. Tutto &egrave; rigorosamente studiato per mantenere intatta la natura circostante, la vera attrattiva della zona. Il cibo &egrave; locale, le ricette mostrano il volto culinario dell&rsquo;Indonesia, ma sono anche aperte a soluzioni pi&ugrave; &ldquo;occidentali&rdquo;. Praticamente scontata la possibilit&agrave; di usufruire di centri benessere: percorsi hammam, bagno turco, massaggi con oli naturali, scrub, trattamenti per il corpo e pratiche di yoga. Tutto il complesso &egrave; progettato in stile locale, con ville edificate con legno di teak finemente intagliato. I costi non sono proprio accessibili a tutti: si parte da una base di circa 350 dollari a notte per una stanza matrimoniale in bassa stagione, fino ai 500 dollari. (Umberto Di Giacomo)</p>
<p class="ecxMsoNormal">&nbsp;</p>
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