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	<title>india &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Covid-19: Variante Delta cosa sappiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 18:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[AstraZeneca]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
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		<category><![CDATA[variante delta]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le ultime novità da sapere sulla variante Delta Mentre la variante Delta del Coronavirus, ufficialmente designata B.1.617.2 e altamente trasmissibile, continua a devastare l&#8217;India e a diffondersi in altre nazioni, gli esperti della salute stanno ribadendo la necessità di vaccinarsi contro il COVID-19 pienamente, ovvero fare entrambe le dosi del vaccino. Come riporta BBC, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-107099" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/hand-6276264_1280-e1623953846694.jpg" alt="variante delta" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Ecco le ultime novità da sapere sulla variante Delta</h3>
<p><span id="more-107060"></span></p>
<p>Mentre la variante Delta del Coronavirus, ufficialmente designata B.1.617.2 e altamente trasmissibile, continua a devastare l&#8217;India e a diffondersi in altre nazioni, gli esperti della salute stanno ribadendo la <strong>necessità di vaccinarsi contro il COVID-19 pienamente</strong>, ovvero fare entrambe le dosi del vaccino.</p>
<p>Come riporta <a href="https://www.bbc.com/news/health-57441677" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>, uno studio condotto nel Regno Unito, ha rilevato che <strong>una dose del vaccino Pfizer ha fornito una protezione di circa il 33% contro la variante delta</strong>, mentre due dosi hanno fornito una protezione di circa l&#8217;88% – lo studio è in attesa di pubblicazione perché non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria.</p>
<h4>&#8220;Sembra che questa variante possa superare la nostra prima dose di vaccino&#8221;, afferma Connor Bamford, virologo della Queen&#8217;s University di Belfast, secondo la <a href="https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-57424707" target="_blank" rel="noopener noreferrer">BBC</a>.</h4>
<p>&#8220;Quindi, dobbiamo assicurarci che il maggior numero possibile di persone ottenga le loro due dosi e anche pensare di ridurre la lunghezza tra la prima e la seconda dose perché sarà fondamentale in futuro&#8221;. Si parla di Astrazeneca e Pfizer, gli studi non hanno incluso il vaccino Moderna a due dosi né il vaccino Johnson &amp; Johnson a una dose.</p>
<p>La variante Delta è stata rilevata per la prima volta in India nel dicembre 2020 e ora si è diffusa in 60 nazioni. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità lo ha designato come <strong>la quarta variante a destare preoccupazione a livello globale</strong>, dopo quelle identificate (per la prima volta) nel Regno Unito, in Sudafrica e in Brasile.</p>
<h4>A quanto dicono gli scienziati, la variante sembra causare <strong>sintomi allarmanti</strong>.</h4>
<p>Mal di stomaco, nausea, vomito, perdita di appetito, perdita dell&#8217;udito e dolori articolari sono tra i sintomi che si vedono ora in India, dove si pensa che la variante sia alla base di una seconda ondata mortale di infezioni che ha fatto raggiungere il terribile record mondiale di 6000 morti in un giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>India: “fungo nero”, cos’è e che effetti ha sull’uomo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 18:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia in india]]></category>
		<category><![CDATA[funghi che attaccano il cervello umano]]></category>
		<category><![CDATA[fungo nero]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[mucormiosi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;India segnala più di 11.000 casi di funghi che attaccano il cervello umano e lo “mangiano” Il numero di infezioni mortali da funghi neri, note anche come mucormicosi, tra i pazienti affetti da coronavirus e i sopravvissuti ha raggiunto livelli allarmanti in India. La New Delhi Television (NDT) ha segnalato la registrazione di 11.717 casi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104458" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/covid19-5051314_1280-e1622535160563.jpg" alt="fungo nero" width="800" height="533" /></h3>
<h3>L&#8217;India segnala più di 11.000 casi di funghi che attaccano il cervello umano e lo “mangiano”</h3>
<p><span id="more-104454"></span></p>
<p>Il numero di infezioni mortali da funghi neri, note anche come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mucormicosi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mucormicosi</a>, tra i pazienti affetti da coronavirus e i sopravvissuti ha raggiunto livelli allarmanti in India.</p>
<p>La New Delhi Television (<a href="https://www.ndtv.com/india-news/coronavirus-11-717-cases-of-black-fungus-so-far-in-india-says-health-ministry-2449502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NDT</a>) ha segnalato la registrazione di 11.717 casi in corso da parte del governo, <strong>un dato che ha spinto il ministero della salute del paese a dichiarare l&#8217;epidemia e ad adottare misure di emergenza</strong>.</p>
<p>Il &#8220;fungo nero&#8221; (Black Fungus), che attacca il cervello, i polmoni e i seni paranasali, è in realtà comune in natura: <strong>un sistema immunitario sano può facilmente respingerlo</strong>.</p>
<h4>Ma quando prende piede in sistemi fragili o resi fragili da una malattia, uccide fino alla metà delle persone che infetta.</h4>
<p>Rispetto alla manciata di casi segnalati in India e poi in Pakistan all&#8217;inizio di questo mese, <strong>si tratta di un&#8217;impennata allarmante di nuove infezioni</strong>. Parte del motivo di questo aumento astronomico potrebbe derivare dai medici che tengono d&#8217;occhio i casi che in precedenza potrebbero essere passati inosservati. Ma con alcuni stati indiani che segnalano migliaia di nuovi casi, <strong>NDTV riferisce che il governo si sta mobilitando per distribuire decine di migliaia di dosi di farmaci per le infezioni</strong>.</p>
<h4>I casi di mucormicosi sono particolarmente comuni tra i pazienti diabetici che hanno avuto infezioni gravi da Covid-19 trattate con steroidi.</h4>
<p>La combinazione di diabete e regimi steroidei aggressivi può indebolire il sistema immunitario, consentendo al fungo di procedere indisturbato.</p>
<p>Ora che si conoscono meglio i segni e i rischi della mucormicosi, <strong>i medici possono avere maggiori possibilità di individuare e curare l&#8217;infezione prima che vada fuori controllo</strong>. Ma molte persone acquistano e si auto-somministrano da sole alte dosi di steroidi, secondo NDTV, il che probabilmente aggrava il problema.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Covid19: scimmie rubano campioni di sangue infetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2020 06:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[rapina laboratorio]]></category>
		<category><![CDATA[sangue infetto]]></category>
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					<description><![CDATA[Come se non bastasse già il resto, in India, una banda di scimmie ha rubato campioni di sangue di pazienti contagiati dal Coronavirus Sembra l&#8217;inizio di un film: il mondo è sotto scacco di un virus che i paesi stanno cercando di combattere con una serie di piani che potrebbero distruggere l&#8217;economia, il commercio, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58867" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/monkeys-1314826_1280.jpg" alt="scimmie" width="797" height="447" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/monkeys-1314826_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/monkeys-1314826_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/monkeys-1314826_1280-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></h3>
<h3>Come se non bastasse già il resto, in India, una banda di scimmie ha rubato campioni di sangue di pazienti contagiati dal Coronavirus</h3>
<p><span id="more-58864"></span></p>
<p>Sembra l&#8217;inizio di un film: il mondo è sotto scacco di un virus che i paesi stanno cercando di combattere con una serie di piani che potrebbero distruggere l&#8217;economia, il commercio, la socialità&#8230; e proprio quando l&#8217;ondata di contagi sembra iniziare a calare, <strong>una banda di scimmie ruba una serie di campioni di sangue prelevati da pazienti che erano risultati positivi a quel virus</strong> e poi si si disperde chissà dove.</p>
<p>Invece non è per niente l&#8217;inizio di un film distopico. Come racconta <a href="https://www.nytimes.com/reuters/2020/05/29/world/asia/29reuters-health-coronavirus-india-monkey.html">Reuters</a>, è successo davvero, in India.</p>
<h4>Un gruppo di scimmie ha fatto irruzione in un laboratorio medico della città indiana di Meerut, ha afferrato i campioni di sangue di quattro pazienti contagiati dal Covid-19 ed è fuggito.</h4>
<p>Una vera e propria rapina, che non ha avuto la semplice conseguenza di dover prelevare nuovamente i campioni di sangue dai pazienti, ma che, ovviamente, ha fatto esplodere una grande paura per quello che questo avrebbe potuto comportare.</p>
<p>Le autorità hanno detto di non essere sicure riguardo a quello che è successo dopo, quindi ovviamente <strong>le persone hanno iniziato a temere che un eventuale sversamento di quel sangue potesse portare a qualche nuovo focolaio</strong> nei dintorni del laboratorio.</p>
<p>Quello che però ha un po&#8217; rassicurato gli animi è che non è stata trovata alcuna prova che le scimmie possano contrarre l&#8217;infezione da quando il virus ha fatto il suo salto di specie ed è arrivato a noi, quindi <strong>se non c&#8217;è stato sversamento, l&#8217;evento potrebbe anche non avere nessuna conseguenza.</strong></p>
<p>Quello che è successo non è un fenomeno nuovo in India: <strong>il comportamento aggressivo delle scimmie è molto diffuso</strong>.</p>
<h4>Secondo gli esperti, queste «scorribande» sarebbero in parte causate dalla distruzione del loro habitat naturale.</h4>
<p>Ancora una volta una prova che il nostro alterato rapporto con gli animali e l&#8217;ambiente può portare a una reazione di animali e ambiente che finisce molto spesso per ritorcersi proprio contro di noi.</p>
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		<title>Una difesa fatta di bambù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 13:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[comunità indiana]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[inondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[no profit]]></category>
		<category><![CDATA[palafitte]]></category>
		<category><![CDATA[palafitte di bambù]]></category>
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					<description><![CDATA[Per proteggere una comunità indiana dalle inondazioni, un&#8217;associazione no profit ha costruito delle palafitte (rinforzate) Dopo che le catastrofiche inondazioni dell&#8217;India nord-orientale del 2017 hanno devastato lo stato di Assam, le organizzazioni no profit SEEDS (Sustainable Environment and Ecological Development Society)&#160;hanno collaborato con l&#8217;organizzazione locale NEADS (North-East Affected Area Development Society) per creare 80 case [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38579" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_Immagini_ottobre_2019_una_difesa_fatta_di_bamb%C3%B9.jpg" alt="" width="800" height="478" /></p>
<p>Per proteggere una comunità indiana dalle inondazioni, un&#8217;associazione no profit ha costruito delle palafitte (rinforzate)</p>
<p>  <span id="more-38580"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo che le catastrofiche inondazioni dell&#8217;India nord-orientale</strong> del 2017 hanno devastato lo stato di Assam, le organizzazioni no profit SEEDS (<a href="https://www.seedsindia.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sustainable Environment and Ecological Development Society</a>)&nbsp;hanno collaborato con l&#8217;organizzazione locale NEADS (North-East Affected Area Development Society) per creare <strong>80 case in grado di resistere alle inondazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettate e realizzate in collaborazione con la comunità locale della suddivisione di Golaghat in Assam, queste 80 unità si sono <strong>ispirate alla tradizione </strong><strong>regionale delle case sulle palafitte fatte di bambù</strong>, a cui sono state aggiunte altri materiali per rafforzarle e rendere più resistenti ai disastri.</p>
<p style="text-align: justify;">Situato all&#8217;interno della più grande riserva di bambù dell&#8217;India, vicino al fiume Brahmaputra, Golaghat si trova nella valle dell&#8217;Assam e presenta un clima tropicale monsonico che porta forti piogge e inondazioni quasi ogni anno – problemi che sono aggravati da una notevole attività sismica della regione. Il completamento delle case su palafitte di bambù è stato possibile grazie al sostegno finanziario del conglomerato indiano Godrej.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciascuna casa è di 23 metri quadrati</strong> ed è stata progettata per soddisfare gli <a href="https://www.spherestandards.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sphere Humanitarian Standards</a>. I trampoli che elevano la palafitta sono abbastanza alti da creare una spaziosa area ombreggiata al di sotto delle case che può essere utilizzata per una varietà di scopi – come la tessitura, l&#8217;allevamento del bestiame, lo stoccaggio di barche o la ricreazione. La flessibilità che è stata creata nella struttura <br />dell&#8217;edificio consente inoltre ai proprietari di ogni abitazione di alzare il pavimento ancora più in alto in caso di allagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, la costruzione è stata rinforzata con fondali di bambù inseriti più in profondità e racchiusi nel cemento, colonne di bambù gommate per una migliore impermeabilizzazione e un rinforzo incrociato per la stabilità.</p>
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		<title>Pagare al bar con l&#8217;immondizia raccolta</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/pagare-al-bar-con-l-immondizia-raccolta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 01:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione sana]]></category>
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					<description><![CDATA[In India un locale ha deciso che il costo di un caffè o un pasto possono essere ripagati con i rifiuti raccolti per strada La città di Ambikapur, nello stato indiano di Chhattisgarh, ha lanciato un&#8217;idea interessante: un locale dove chiunque può mangiare pasti sani in cambio di un&#8217;altrettanto sana raccolta dei rifiuti. Il caffè, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38181" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Pagare_bar_plastica_CUT.jpg" alt="" class="caption" title="Cibo sano in cambio di plastica da riciclare nel caffè pubblico di Ambikapur" width="800" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Pagare_bar_plastica_CUT.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Pagare_bar_plastica_CUT-300x154.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Pagare_bar_plastica_CUT-768x394.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
<p>In India un locale ha deciso che il costo di un caffè o un pasto possono essere ripagati con i rifiuti raccolti per strada</p>
<p>  <span id="more-38182"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La città di <strong>Ambikapur</strong>, nello stato indiano di Chhattisgarh, ha lanciato un&#8217;idea interessante: un locale dove chiunque può <strong>mangiare pasti sani in cambio di un&#8217;altrettanto sana raccolta dei rifiuti</strong>. <br />Il caffè, che sarà situato in posizione centrale, nel terminal degli autobus più trafficato della città, è di proprietà del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene tali caffè esistano in altre città del mondo, <strong>la spazzatura di plastica</strong> che verrà raccolta per il caffè di Ambikapur è speciale, perché <strong>andrà direttamente nell&#8217;asfalto</strong> che sarà usato per costruire le strade della città.<br />La pratica di fondere la plastica e incorporarla nei materiali di pavimentazione non è nuova in India. In effetti, il governo ha imposto che tutte le aree urbane utilizzino rifiuti di plastica nelle loro strade dal 2015, ma la maggior parte delle città non ha ancora iniziato a seguire la prescrizione. La città di Ambikapur, per ora, lo ha fatto solo in una strada – mentre, intanto, in tutta l&#8217;India, ci sono circa 100.000 chilometri di strade fatte con la plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo innovativo processo chimico, guidato dal professor <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rajagopalan_Vasudevan" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rajagopalan Vasudevan</a>, è stato anche replicato, modificato e utlizzato dagli ingegneri di tutto il mondo – tra cui il gigante della plastica <em>Dow Chemical</em>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde non è la prima volta che l&#8217;immondizia da scarto diventa risorsa: una startup inglese,&nbsp;<em>Pentatonic</em>, aveva già avviato una collaborazione attiva con aziende e cittadini-consumatori, proponendo mobili totalmente realizzati con la spazzatura, resistenti e reciclabili all&#8217;infinito: leggi&nbsp;<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/mobili-fatti-con-l-immondizia.html">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto dicono gli esperti, <strong>le strade di plastica durano tre volte di più</strong> rispetto alle strade convenzionali e richiedono meno manutenzione, sono più resistenti alle inondazioni e hanno meno probabilità che si formino buche – gli ingegneri assicurano, inoltre, che i prototipi vengono creati in modo da non scomporsi poi in microplastiche, che vanno a rovinare gli ecosistemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, basta uscire di casa con una busta e raccogliere tutta la plastica che s&#8217;incontra per strada: in questo modo si avrà sicurezza di un&#8217;alimentazione sana, della pulizia delle strade e della creazione di ottime infrastrutture.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I was a Sari: un modello italiano d&#8217;impresa sostenibile e inclusiva</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/i-was-a-sari-un-modello-italiano-d-impresa-sostenibile-e-inclusiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane &#160;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene MUHAMMAD YUNUS, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37970" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_foto2019_tessuto_seta.jpg" alt="" width="800" height="450" /></p>
<p>Quando la moda incontra l’arte del riciclo e i diritti delle donne indiane</p>
<p>  <span id="more-37971"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;“Il primo passo [di ogni economia] dev&#8217;essere quello di accendere l’interruttore della creatività di ogni persona”, sostiene <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MUHAMMAD YUNUS</a>, Premio Nobel per la Pace 2006, padre del microcredito moderno. Ed è proprio ispirandosi al concetto d’impresa sociale, capace di coniugare economia e inclusione lavorativa di fasce deboli, che Stefano Funari ha fondato nel 2011 <a href="https://iwasasari.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>I was a Sari</em></a>.<a href="https://iwasasari.com/"><br /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da top manager in area media in Svizzera a imprenditore sociale in India, a fianco di donne e bambini degli slum, il percorso è stato intenso, sfidante, ma ricco di soddisfazioni.<br />Com’è stato possibile collegare moda, riuso ed emancipazione femminile?<br />Un giorno, a Mumbai, durante un’accaldata mattina di mercato, in una bottega nella quale si vendevano rotoli di vecchi sari l’esperienza dirigenziale ha incontrato l’idea originale: l’“upcycle”, il recupero della seta dei sari usati per trasformarli in accessori moda e nuovi capi d’abbigliamento. Solo dopo &#8211; trasferendosi in India e approfondendone la cultura &#8211; Stefano ha scoperto che tale pratica era già presente nella tradizione indiana, ma nessuno aveva mai pensato prima che proprio da ciò che era considerato scarto avrebbe potuto generarsi lavoro, formazione artigianale di alto livello, economia circolare e dignità delle persone di una comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 si attiva la collaborazione con il <a href="http://www.fashioninprocess.com/the-collective" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fashion in Progress Collective</a> (FIP Collective) del Politecnico di Milano, un gruppo di ricerca multidisciplinare tutto al femminile anch’esso del Dipartimento di Design, che promuove l’evoluzione positiva e sostenibile del mondo del fashion e delle industrie creative. Vengono studiati nome del brand, logo e nel 2013 viene disegnata e realizzata la prima linea di prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bellezza, qualità e accessibilità dei prezzi incontrano riscatto sociale e competenza artigianale, perché per formare chi non ha mai lavorato richiede tempi lunghi e una buona dose di rischio, che le regole del mercato globale sono pronte ad ignorare.<br />Ma la “via del Sari” si è ramificata e da un laboratorio si è passati a cinque, nei quartieri della popolosa città, da risanare attraverso la seta e l’impegno quotidiano. Anche la linea di prodotto è cresciuta e si è diversificata, sino ad arrivare ad avere preziosi incarti di piccoli fazzoletti di seta per le bomboniere. Un <a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=12914:prova-la-seta-per-i-pacchi-regalo-piu-green-e-piu-chic&amp;catid=69&amp;Itemid=2429" target="_blank" rel="noopener noreferrer">packaging </a>non certo comune, ma sicuramente ecologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare sino ad oggi, alle collaborazioni importanti con Oxfam Italia (che importa e distribuisce i prodotti attraverso il canale fair trade italiano) e Altro Mercato, sino a quella con Gucci, con il progetto “Now I can”. Nasce dalla scelta del marchio di lusso e della sua piattaforma <a href="http://equilibrium.gucci.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gucci Equilibrium</a>&nbsp;di sostenere I was a Sari. Attraverso la sua catena di fornitura di case da ricamo nella capitale commerciale indiana, la maison di lusso ha scelto di far insegnare l’affascinante arte del ricamo a mano dei karigari alle donne, divenute preziose e &#8211; di certo &#8211; ricercate artigiane.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ero un Sari” e “Ora posso” racchiude, come in un cerchio perfetto, tutto il senso di un sogno diventato opportunità concreta di un’impresa dall’anima green e sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le acque contaminate dell&#8217;India</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:32:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[In tutto il territorio sotterraneo indiano è stato trovato uranio nelle falde acquifere Un nuovo studio&#160;della Duke&#160;University&#160;racconta che la contaminazione da uranio nelle falde acquifere indiane è molto comune in 16 stati. Un problema davvero importante,&#160;soprattutto se si pensa che gli alti livelli di uranio nell&#8217;acqua potabile sono&#160;stati collegati a malattie renali croniche e non [&#8230;]]]></description>
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<p>In tutto il territorio sotterraneo indiano è stato trovato uranio nelle falde acquifere</p>
<p>  <span id="more-36636"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.estlett.8b00215" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un nuovo studio</a>&nbsp;della <a href="https://www.duke.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Duke&nbsp;University</a>&nbsp;racconta che la contaminazione da uranio nelle falde acquifere indiane è molto comune in 16 stati. Un problema davvero importante,&nbsp;soprattutto se si pensa che gli alti livelli di uranio nell&#8217;acqua potabile sono&nbsp;stati collegati a malattie renali croniche e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo di ricerca della Duke University ha raccolto i suoi dati da 324 pozzi negli stati di Rajasthan e Gujarat, avendo già altri 68 precedenti studi sulla geochimica delle acque sotterranee nelle stesse aree. L&#8217;uranio, che si trova spesso&nbsp;naturalmente nelle rocce, in condizioni ambientali variabili riesce a penetrare più facilmente nell&#8217;acqua circostante e, infatti, gran parte della ghiaia, dell&#8217;argilla e del limo che si trovano nelle falde acquifere indiane sono state portate lì attraverso gli agenti atmosferici delle montagne dell&#8217;Himalaya, le cui rocce contengono alti livelli di uranio. Poiché le falde acquifere indiane sono super-sfruttate per sostenere l&#8217;industria agricola, l&#8217;ossidazione di queste rocce permette all&#8217;uranio di fuoriuscire e contaminare l&#8217;ambiente circostante.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità abbia stabilito uno standard di sicurezza provvisorio per il contenuto di uranio nell&#8217;acqua potabile, nessun regolamento simile è stato mai adottato nel paese. Questo studio mira a sensibilizzare tutti gli organi di competenza su questo punto, sperando che si possano rivedere i programmi attuali di monitoraggio della qualità dell&#8217;acqua, che si possano esplorare nuovi metodi per prevenire o trattare questa contaminazione e che si riesca a permettere l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile sicura per decine di milioni di persone in India.</p>
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		<title>Andiamo “all’indiano” a far prevenzione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 07:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[anticancro]]></category>
		<category><![CDATA[assafetida]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
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		<category><![CDATA[spezie]]></category>
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					<description><![CDATA[L’assafetida, una spezia tipica della cucina indiana, ha proprietà antiossidanti e anti-tumorali L’assafetida o assa fetida (Ferula assa-foetida L), chiamata anche “finocchio fetido o concime del diavolo” è una pianta diffusa in Asia e nel bacino del Mediterraneo, utilizzata soprattutto nella cucina indiana, per insaporire verdure, funghi e riso. Può perfino sostituire l’aglio e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36449" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_spazieindiane.jpg" alt="" width="800" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_spazieindiane.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_spazieindiane-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_spazieindiane-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L’assafetida, una spezia tipica della cucina indiana, ha proprietà antiossidanti e anti-tumorali</p>
<p>  <span id="more-36450"></span>  </p>
<p>L’assafetida o assa fetida (Ferula assa-foetida L), chiamata anche “finocchio fetido o concime del diavolo” è una pianta diffusa in Asia e nel bacino del Mediterraneo, utilizzata soprattutto nella cucina indiana, per insaporire verdure, funghi e riso. Può perfino sostituire l’aglio e la cipolla in caso di intolleranza.</p>
<p>Secondo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0975947616303977?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un recente studio</a>&nbsp;pubblicato sul Journal of Ayurveda and Integrative Medicine, potrebbe avere un effetto anti-tumorale. La ricerca, condotta dai ricercatori della Shahid Sadoughi University of Medical Sciences e Ahvaz Jundishapur University of Medical Sciences in Iran, ha esaminato l’effetto della resina ricavata dalla pianta nei topi a cui era stato indotto il cancro al seno.</p>
<p>I risultati hanno mostrato che i topi trattati con assafetida avevano un ridotto volume del tumore. Inoltre, il loro peso corporeo era migliore di quello del gruppo di controllo. Sulla base dell&#8217;analisi dei tessuti ricavati da polmoni, fegato e reni, il tasso di diffusione del tumore era, inoltre, oggettivamente minore.</p>
<p>I ricercatori hanno concluso che l&#8217;assafetida contiene principi anti-tumorali e anti-metastasi per il cancro al seno.</p>
<p>L’assafetida non è l’unica spezia benefica utilizzata nella cucina indiana. Tra tutte, non possiamo non menzionare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34326" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la cannella, alla quale si potrebbe dedicare un libro intero</a>.</p>
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		<title>Il più grande impianto solare-eolico del mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 10:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[centrale ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[impianto solare-eolico]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[solare-eolico]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;India si distingue anche stavolta nell&#8217;ambito green con la pianificazione di una centrale che ibrida sole e vento per ottenere energia elettrica Quando si parla di energia pulita, poche nazioni si fanno sentire come l&#8217;India. Il Ministero che si occupa di energie rinnovabili ha annunciato i suoi piani per costruire il più grande impianto ibrido [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35375" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_impianto_solare_eolico.jpg" alt="" width="792" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_impianto_solare_eolico.jpg 792w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_impianto_solare_eolico-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_impianto_solare_eolico-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;India si distingue anche stavolta nell&#8217;ambito green con la pianificazione di una centrale che ibrida sole e vento per ottenere energia elettrica</p>
<p>  <span id="more-35376"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di energia pulita, poche nazioni si fanno sentire come l&#8217;India. Il Ministero che si occupa di energie rinnovabili ha annunciato i suoi piani per costruire il più grande impianto ibrido solare-eolico del mondo nel distretto di Anantapur, nello stato dell&#8217;Andhra Pradesh. L&#8217;impianto avrà una capacità di 160 Megawatt, 120 provenienti dal solare e gli altri 40 provenienti dal vento.</p>
<p style="text-align: justify;">In linea con l&#8217;impegno di porre fine agli investimenti nei combustibili fossili, la <a href="http://www.worldbank.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Banca Mondiale</a>&nbsp;ha deciso di investire 155 milioni di dollari sul progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;enorme complesso di energia rinnovabile coprirà circa 400 ettari di terreno e includerà un sistema di accumulo con batterie che gli consentiranno di funzionare 24 ore su 24 indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Anantapur, negli ultimi anni, ha lottato parecchio con i guasti della rete e le fluttuazioni di potenza: la speranza è che il nuovo sistema offrirà un flusso di energia stabile e affidabile ai residenti, anche grazie allo stoccaggio di energia. Se tutto va come previsto, il progetto pilota sarà ridimensionato per servire anche altre aree dell&#8217;Andhra Pradesh che subiscono guasti alla rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se questa non è la prima volta che questo tipo di tecnologia viene proposto, si tratta di certo del più grande progetto ibrido solare-eolico mai proposto o realizzato. Per metterlo in piedi, la Banca Mondiale collaborerà con la <a href="http://www.seci.gov.in/content/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Solar Energy Corporation of India</a> (SECI), con la <a href="http://nredcap.in/Default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New &amp; Renewable Energy Development Corporation of Andhra Pradesh</a> (NREDCAP) e con la Andhra Pradesh Transco.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo dell&#8217;Andhra Pradesh si sta organizzando per arrivare ad avere 10 GW di energia solare e 8 GW di eolica entro il 2022. Si prevede che gli impianti ibridi solari-eolici rappresenteranno 3 GW del totale.</p>
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		<title>L&#8217;aria irrespirabile di Nuova Dehli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 14:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>
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					<description><![CDATA[I medici responsabili hanno dichiarato l&#8217;emergenza sanitaria data dall&#8217;inquinamento atmosferico nella città indiana A Nuova Delhi è emergenza nera: i livelli di inquinamento atmosferico sono talmente elevati nella città che il semplice respirare equivale a un consumo di 50 sigarette al giorno. L&#8217;Associazione Medica Indiana&#160;ha chiesto ai residenti di rimanere all&#8217;interno delle case per proteggersi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35257" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_Smog_Nuova_Delhi.jpg" alt="" width="1100" height="619" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Smog_Nuova_Delhi.jpg 1100w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Smog_Nuova_Delhi-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Smog_Nuova_Delhi-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Smog_Nuova_Delhi-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>I medici responsabili hanno dichiarato l&#8217;emergenza sanitaria data dall&#8217;inquinamento atmosferico nella città indiana</p>
<p>  <span id="more-35258"></span>  </p>
<p>A Nuova Delhi è emergenza nera: i livelli di inquinamento atmosferico sono talmente elevati nella città che il semplice respirare equivale a un consumo di 50 sigarette al giorno. L&#8217;<a href="http://www.ima-india.org/ima/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Associazione Medica Indiana</a>&nbsp;ha chiesto ai residenti di rimanere all&#8217;interno delle case per proteggersi dall&#8217;inquinamento.&nbsp;</p>
<p>Il capo dei ministri Arvind Kejriwal ha descritto la città come «una camera a gas» e si è detto al lavoro, insieme ad altri funzionari, per trovare una risposta efficace per questa crisi. Intanto le scuole sono state chiuse e i trasporti sono stati rallentati a causa della riduzione di visibilità, provocando molto ritardi.</p>
<p>Come è noto, tra le sostanze chimiche nocive che lo smog contiene, le più distruttive sono le concentrazioni di polveri sottili inferiori a 2,5 micrometri, così piccole da riuscire a superare i filtri naturali del corpo umano. Queste polveri sottili – che includono il piombo, l&#8217;arsenico, il cadmio e il mercurio – a Nuova Delhi hanno raggiunto concentrazioni undici volte il livello definito sicuro dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>Qualcosa di davvero terribile per i polmoni degli abitanti.</p>
<p>L&#8217;aria di Nuova Delhi è inquinata per gran parte dell&#8217;anno a causa dell&#8217;incenerimento dei rifiuti all&#8217;aperto, della polvere stradale, dello scarico dei veicoli e dei sottoprodotti dell&#8217;attività industriale. Tuttavia, l&#8217;aria diventa ancora più irrespirabile in inverno, quando i cambiamenti stagionali intrappolano l&#8217;inquinamento più vicino al suolo.</p>
<p>A questo punto, i tentativi che si stanno facendo includono il razionamento del traffico, la chiusura delle centrali elettriche locali e persino il divieto dei fuochi d&#8217;artificio durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diwali" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Diwali</a>. Purtroppo, per affrontare veramente questo problema urgente, i governi locali, statali e federali dovranno esaminare i complessi sistemi che portano a questo tipo assurdo di inquinamento per scoraggiare le pratiche malsane e incoraggiare i buoni comportamenti.</p>
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