<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>import &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/import/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Feb 2020 21:03:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Formaggio tossico: bimbo ricoverato. Ministero: ‘ritirarlo dal mercato’</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/formaggio-tossico-bimbo-ricoverato-ministero-ritirarlo-dal-mercato/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/formaggio-tossico-bimbo-ricoverato-ministero-ritirarlo-dal-mercato/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 11:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bradet]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[Romania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=30990</guid>

					<description><![CDATA[Sotto accusa un formaggio importato dalla Romania Un bimbo di 14 mesi è stato ricoverato all’ospedale Mayer di Firenze per una sospetta Sindrome Emolitico Uremica dopo aver mangiato un formaggio a pasta molle della ditta romena Sc Bradet. E casi simili sono stati riscontrati anche in Romania: Sindrome emolitico Uremica associata ad infezione da Escherichia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-30989" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Bimbi_formaggio-17787-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sotto accusa un formaggio importato dalla Romania<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30990"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un bimbo di 14 mesi è stato ricoverato all’ospedale Mayer di Firenze per una sospetta Sindrome Emolitico Uremica dopo aver mangiato un formaggio a pasta molle della ditta romena Sc Bradet.</span></p>
<p>E casi simili sono stati riscontrati anche in Romania: Sindrome emolitico Uremica associata ad infezione da Escherichia Coli. In Romania, in gennaio, ha colpito 15 bambini e causato 3 morti.</p>
<p>Il ministero ha allertato gli assessorati delle regioni dove questo formaggio è distribuito,  Lazio, Toscana e Campania, affinché procedano alle dovute verifiche. Per precauzione il ministero invita i cittadini a non consumare prodotti della Bradet e a riconsegnarli ai punti vendita.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=19852" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Una classifica dei 7 formaggi piu&#8217; gustosi e puzzolenti in commercio, stilata dalla Cranfield University d&#8217;Inghilterra</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/formaggio-tossico-bimbo-ricoverato-ministero-ritirarlo-dal-mercato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>15</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Invasione di olio dalla Tunisia? È battaglia a Bruxelles</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/invasione-di-olio-dalla-tunisia-e-battaglia-a-bruxelles/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/invasione-di-olio-dalla-tunisia-e-battaglia-a-bruxelles/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 11:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=30599</guid>

					<description><![CDATA[I produttori italiani temono l&#8217;invasione di olio a basso prezzo Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;importazione senza dazi di 35.000 tonnellate di olio di oliva tunisino all&#8217;anno per due anni. Una cifra che si aggiunge alle 56.700 tonnellate già previste dagli accordi precedenti. Ma sulla questione non è ancora detta l&#8217;ultima parola. È in corso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-30598" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/01/images_igallery_resized_ambientetest_Olio_tunisino_in_Italia-17582-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I produttori italiani temono l&#8217;invasione di olio a basso prezzo</p>
<p>  <span id="more-30599"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;importazione senza dazi di 35.000 tonnellate di olio di oliva tunisino all&#8217;anno per due anni. Una cifra che si aggiunge alle 56.700 tonnellate già previste dagli accordi precedenti.</span></p>
<p>Ma sulla questione non è ancora detta l&#8217;ultima parola. È in corso una battaglia in Commissione agricoltura, come spiega l&#8217;eurodeputato Paolo de Castro all&#8217;Ansa: &#8216;faremo partire l&#8217;iter per presentare un emendamento che ci permetta di portare in Plenaria il parere della ComAgri che depotenzia le misure fino ad oggi previste. Chiederemo il dimezzamento di quel contingente (35.000 tonnellate nel 2016 e la possibilità, nel 2017, di usare l&#8217;eventuale parte non utilizzata dell&#8217;anno precedente); l&#8217;introduzione di licenze di importazione mensili da gennaio a ottobre per non competere con la nostra produzione di extra-vergine; la possibilità di sospendere l&#8217;intervento qualora si verifichino distorsioni sui mercati. A questo si aggiunge una valutazione di impatto a carico della Commissione europea&#8217;.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un massiccio import di olio dalla Tunisia solleva ovviamente alcune preoccupazione per la produzione nazionale e anche timori per ipotetiche truffe. Di sicuro dobbiamo essere dubbiosi se troviamo olio poi venduto come &#8216;italiano&#8217; a 3 o 4 euro al chilo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;allarme era già stato lanciato lo scorso anno da Coldiretti: &#8216;c</span>on l’invasione storica di olio di oliva tunisino, che ha visto aumentare del 734 per cento le importazioni nel 2015, aumenta il rischio di frodi che allontanano i consumatori italiani e sporcano l’immagine del Made in Italy sui mercati internazionali.&#8217;</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Come ha spiegato <a href="http://www.lafucina.it/2016/01/22/olio-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Oreggia</a> nella sua inchiesta, in alcuni casi &#8216;veniva etichettato come 100% italiano, olio che attraverso una nuova tecnica che è quella del Dna, che è una pratica che però purtroppo ancora deve passare legalmente in ottica giudiziaria, sono stati riscontrati all’interno della composizione del blend dell’olio una serie di oli provenienti da nazioni extra italiane&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il problema nel mercato italiano è che operano molti piccoli produttori che faticano a inserirsi in un mercato difficile dove si trovano oli di importazione a prezzi stracciati. Alcuni celebri marchi italiani in realtà non usano oli italiani, come prima cosa va sempre guardata l&#8217;etichetta.</span></p>
<p>Inoltre non possiamo illuderci di mettere in tavola un olio italiano di qualità con 3 o 4 euro al litro, ne servono almeno il doppio</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=14061" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Olio extra vergine a bassissimo prezzo? Ecco perché diffidarne.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/invasione-di-olio-dalla-tunisia-e-battaglia-a-bruxelles/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Olio di palma con colorante cancerogeno: il Ministero lancia l&#8217;allarme</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/olio-di-palma-con-colorante-cancerogeno-il-ministero-lancia-l-allarme/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/olio-di-palma-con-colorante-cancerogeno-il-ministero-lancia-l-allarme/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 11:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Allerta]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[olio di palma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=29666</guid>

					<description><![CDATA[Da evitare l&#8217;acquisto sul web di olio di palma e di quello importato direttaemnte in alcuni negozi etnici Il sistema di allerta di Roma (RASFF) ha avvisato le autorità sanitarie in ogni regione: vanno fatti accertamenti ed eventualmente va ritirato dal mercato l&#8217;olio di palma di provenienza ghanese e importato dall&#8217;Olanda. Il caso interessa 10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29665" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Olio_di_palma-17100-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Da evitare l&#8217;acquisto sul web di olio di palma e di quello importato direttaemnte in alcuni negozi etnici</p>
<p>  <span id="more-29666"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il sistema di allerta di Roma (RASFF) ha avvisato le autorità sanitarie in ogni regione: vanno fatti accertamenti ed eventualmente va ritirato dal mercato l&#8217;olio di palma di provenienza ghanese e importato dall&#8217;Olanda.</span></p>
<p>Il caso interessa 10 paesi:  Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ghana, Irlanda, Olanda e Spagna.</p>
<p>L&#8217;allarme è iniziato quando la la Food and Drugs Authority del Ghana ha annunciato che le analisi compiute su cinquanta campioni prelevati nella regione della capitale hanno riscontrato la presenza di un colorante potenzialmente cancerogeno.</p>
<p>Sarebbe stato usato per aggiungere una tonalità rossastra.</p>
<p>Le aziende europee alimentari che lo utilizzano non corrono rischio in quanto l&#8217;olio di palma viene sottoposto a un processo di decolorazione, raffinamento e deacidificazione.  Tuttavia nel nostro continente, quindi anche in Italia, alcuni negozi etnici importano direttamente dal Ghana olio di palma rosso. O alcuni lo ordinano direttamente via internet.</p>
<p>Il<a href="https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sistema rapido di allerta europea</a> il 30 ottobre ha segnalato la vendita in Francia la vendita di olio di palma proveniente dall&#8217;Olanda e contenente il colorante &#8216;Sudan IV&#8217;.</p>
<p>Per questo va prestata molta attenzione agli oli importati direttamente e alla vendita on-line di questi prodotti.</p>
<p>Ecco secondo<a href="http://www.ilfattoalimentare.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Il fatto alimentare</a> un elenco di oli potenzialmente pericolosi</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 15.808px;">Tropigold </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Palminor</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">olio di palma grezzo cpo Ghana senza etichetta</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">olio di palma rosso senza etichetta della Afodak Company ltd</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">olio di palma con etichetta illeggibile della mcasai INC</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">olio di palma e creme di frutti di palma da Pham Import Export</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">varie marche e prodotti della società di import export dal Ghana Koas Foods</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">varie marche di olio di palma e creme di frutti di palma da Global Trading srl.</span></li>
</ul>
<p>Oltre a questo specifico allarme approfondiamo l&#8217;argomento olio di palma: <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25728" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qual è la composizione dell’olio di palma? Quali sono i benefici? E quali le conseguenze negative per chi ne fa uso?</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/olio-di-palma-con-colorante-cancerogeno-il-ministero-lancia-l-allarme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>7</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Logistica, import ed export: il futuro economico dell’Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/logistica-import-ed-export-il-futuro-economico-dell-italia/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/logistica-import-ed-export-il-futuro-economico-dell-italia/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 12:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[festa dell'europa]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[logistica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=17202</guid>

					<description><![CDATA[Presentato ‘Il viaggio delle merci’, un documentario su logistica, import ed export, che mostra un’Italia efficiente, ma che tanto ancora puo’ fare per migliorare   È stato presentato oggi, in occasione della Festa dell’Europa, il documentario ‘Il viaggio delle merci’, realizzato dal giovane regista Andrea Martelli e prodotto dal PON Reti e Mobilità 2007-2013, nell&#8217;ambito delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17201" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambientetest_download__4_-10830-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Presentato ‘Il viaggio delle merci’, un documentario su logistica, import ed export, che mostra un’Italia efficiente, ma che tanto ancora puo’ fare per migliorare</p>
<p>  <span id="more-17202"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È stato presentato oggi, in occasione della <strong>Festa dell’Europa</strong>, il documentario ‘<strong>Il viaggio delle merci</strong>’, realizzato dal giovane regista Andrea Martelli e prodotto dal <a href="http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&amp;o=vd&amp;id=39">PON Reti e Mobilità 2007-2013</a>, nell&#8217;ambito delle attività di comunicazione promosse dal Programma Operativo Nazionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti -dedicato alle regioni del Sud Italia.  Il video racconta un’Italia, parte integrante dell’Europa e del Mondo, che vale e che funziona, al centro degli scambi commerciali del Mediterraneo:  l’Italia è il primo partner commerciale dell’are Med e il primo Paese dell’Unione Europea per merci movimentate in Short Sea Shipping. I porti italiani movimentano 466 milioni di tonnellate all’anno: tutti i container che arrivano e partono dall’Italia corrispondono ad un volta e mezza la circonferenza della Terra. Il tutto si traduce in 1 milione di persone che lavorano nel settore del trasporto delle merci, in 200 miliardi di giro d’affari l’anno e nel 12,7% del PIL Nazionale.</p>
<p class="MsoNormal">I risultati sono buoni, ma ancora tanto può e deve esser fatto. Ed è per questo che Italia ed Europa si impegnano nel finanziare  e seguire numerosi progetti del <strong>Pon Reti e Mobilità</strong>, che puntano a ridisegnare la rete di Trasporto di Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.</p>
<p class="MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://smartmobilityworld.it/wp-content/uploads/2013/07/Migliaccio-foto-150x150.jpg" border="0" width="95" height="95" style="border: 0; float: left;" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">‘Serve una riforma dei porti, degli interporti e della logistica, in linea con la politica europea sui porti, che è attualmente all’esame della commissione europea’ ha dichiarato ad Ecoseven.net al termine della presentazione <strong>Maria Margherita Migliaccio</strong>, Direttore generale, Dip.to per le Infrastrutture e gli Affari generali e il Personale &#8211;  &#8211; PON RETI E MOBILITÀ <span style="line-height: 1.3em;">‘Ci vogliono le persone competenti al posto giusto, ci vuole una governance che sappia regolamentare e programmare bene questo lavoro. Come si è detto oggi durante la conference, la logistica rappresenta in Italia il 12,7% del Pil, quindi è un argomento appetibile per la nostra realtà economica. Il Governo deve prestare attenzione a questo aspetto fondamentale, crendo i presupposti che facciano dell’Italia un grande terminal’, ha affermato Gualtiero Tarantino, Amministratore unico Caronte &amp; Tourist Logistics S.r.l.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">&#8216;Perché l’Italia divenga una pietra miliare dell’import e dell’<strong>export mondiale</strong> serve snellire principalmente la burocrazia. I colleghi del Nord Europa per sdoganare un contenitore ci mettono pochissime ore, le operazioni doganali vengono avviate quando ancora il container si trova a bordo della nave, in mare aperto, mentre noi in Italia siamo costretti a delle regole che ci fanno perdere ore e giorni. Un cliente a cui serve una merce urgentemente non si rivolge, ovviamente, a noi. Dobbiamo lavorare per essere competitivi’, ha riferito Francesco Tarantino , Operation manager Saimare Gioia Tauro S.r.l.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/logistica-import-ed-export-il-futuro-economico-dell-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carne e salumi, mezzo milione di italiani li mangia tutti i giorni. Ma a rifiutarli sono oltre un milione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/carne-e-salumi-mezzo-milione-di-italiani-li-mangia-tutti-i-giorni-ma-a-rifiutarli-sono-oltre-un-milione/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/carne-e-salumi-mezzo-milione-di-italiani-li-mangia-tutti-i-giorni-ma-a-rifiutarli-sono-oltre-un-milione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[denominazioni di origine]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[Ismea]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[prosciutto di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[salame]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=3532</guid>

					<description><![CDATA[Il salvagente del settore è l’export ma bisogna fare attenzione anche all’import di questi prodotti. Per fare ciò bisogna puntare sulle denominazioni di origine controllata. Gli italiani che mangiano carne lo fanno anche tre volte a settimana, oltre un milione chi non consuma affatto questo prodotto Prosciutto di Parma, salame di Milano? Prodotti di eccellenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3531" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_prosciutto-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il salvagente del settore è l’export ma bisogna fare attenzione anche all’import di questi prodotti. Per fare ciò bisogna puntare sulle denominazioni di origine controllata. Gli italiani che mangiano carne lo fanno anche tre volte a settimana, oltre un milione chi non consuma affatto questo prodotto</p>
<p> <span id="more-3532"></span>  </p>
<p>Prosciutto di Parma, salame di Milano? Prodotti di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Ma a rischio. Se l&rsquo;export cresce, aumenta infatti anche l&rsquo;import. L&rsquo;unico modo reale per tutelare il made in Italy agroalimentare &egrave; quello di puntare sulle denominazioni di origine.</p>
<p>E a parlare sono i dati. Tra il 2000 e il 2010 l&rsquo;import delle carni ha viaggiato ad una media del +2,3 per cento mentre l&rsquo;export si &egrave; attestato ad un +5,1 per cento; se i consumi pro capite hanno fatto registrare +0,7 per cento, l&rsquo;indice de prezzi, specularmente, &egrave; calato dello 0,7 per cento, a fronte di un incremento dell&rsquo;indice costi del 2,6 per cento; l&rsquo;indice di redditivit&agrave;, infine, ha progressivamente perduto il 3,2 per cento. L&rsquo;export si rivela, dunque, il solo salvagente del settore: i pi&ugrave; importanti importatori sono la Germania, la Francia e il Regno Unito.</p>
<p>Ma sono le denominazioni di origine il &ldquo;plus&rdquo; dell&rsquo;Italia. Nel periodo recente si rileva una crescita delle denominazioni del 27 per cento, il cui mercato al consumo nazionale nel 2010 &ldquo;vale&rdquo; 2,7 miliardi di euro. Cifra che raggiunge i 3,3 miliardi di euro se si comprende l&rsquo;export. In una recente analisi redatta da Ismea in occasione della Fiera internazionale del Bovino da latte di Cremona, emerge che il clima di fiducia delle imprese di seconda lavorazione delle carni risulta nel 2011 ampiamente superiore a quello del complesso dell&rsquo;industria alimentare: le attese di produzione trainano pi&ugrave; dell&rsquo;incremento degli ordini e della riduzione. A migliorare le attese circa gli ordini sono soprattutto i paesi dell&rsquo;area extra europea. Sempre secondo l&rsquo;analisi di Ismea sono 500mila i consumatori che mangiano carne e salumi tutti i giorni. Mentre sono 1,2 milioni quelli che li rifiutano. Ma pi&ugrave; in generale ogni italiano li mangia almeno tre volte a settimana.&nbsp;</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/carne-e-salumi-mezzo-milione-di-italiani-li-mangia-tutti-i-giorni-ma-a-rifiutarli-sono-oltre-un-milione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>20</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
