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	<title>impatto &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>2068, l’appuntamento pericoloso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 19:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Apophis]]></category>
		<category><![CDATA[asteroide]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una possibilità che un asteroide gigante colpisca e distrugga la Terra nel 2068 Tra 48 anni, nel 2068, un asteroide che prende il nome dal dio egizio del caos Apophis potrebbe colpire la Terra. Secondo Popular Mechanics, Apophis passerà particolarmente vicino alla Terra nel 2068 e poiché la sua orbita si sta spostando a poco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73515" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/asteroid-3642332_1280-e1606822512532.jpg" alt="asteroide 2068" width="800" height="450" /></h3>
<h3>C&#8217;è una possibilità che un asteroide gigante colpisca e distrugga la Terra nel 2068</h3>
<p><span id="more-73514"></span></p>
<p>Tra 48 anni, nel 2068, un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/99942_Apophis" target="_blank" rel="noopener noreferrer">asteroide</a> che prende il nome dal dio egizio del caos <strong>Apophis potrebbe colpire la Terra.</strong></p>
<p>Secondo <a href="https://www.popularmechanics.com/space/solar-system/a34511043/god-of-chaos-asteroid-headed-for-earth/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Popular Mechanics</a>, Apophis passerà particolarmente vicino alla Terra nel 2068 e poiché la sua orbita si sta spostando a poco a poco, c&#8217;è la possibilità che ci colpisca davvero.</p>
<h4>Le probabilità che ciò accada sono piuttosto basse, ma il rischio, dicono gli scienziati, è reale.</h4>
<p>Anche prima di quel momento, Apophis passerà a trovarci per una semplice visita. <strong>Nel 2029, infatti, farà una capatina tre la Terra e una rete di satelliti che ci permetterà di vederlo nel cielo</strong>, a occhio nudo.</p>
<p>Ma in quel caso, gli astronomi dell&#8217;Università delle Hawaii che si sono occupati di questo studio – e che non hanno potuto escludere l&#8217;impatto del 2068 –, hanno rassicurato tutti, affermando che <strong>quel primo transito sarà sicuramente innocuo.</strong></p>
<p>Il loro <a href="https://www.hawaii.edu/news/2020/10/26/new-massive-asteroid-findings/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavoro</a>, che è stato presentato a una riunione del 2020 dell&#8217;<a href="https://aas.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">American Astronomical Society</a>, ha seguito l&#8217;orbita mutevole di <strong>Apophis </strong>da quando<strong> è stato scoperto nel 2004</strong>.</p>
<h4>Anche se la probabilità che Apophis rappresenti effettivamente una minaccia per noi sono scarse, le conseguenze di questa eventualità sarebbero catastrofiche.</h4>
<p>Per questo, le agenzie spaziali si stanno preparando: come racconta Popular Mechanics, la NASA e SpaceX stanno lanciando la missione <a href="https://www.nasa.gov/planetarydefense/dart" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DART</a>, che <strong>servirà per fare pratica nel caso di necessità di un piano per deviare gli asteroidi potenzialmente assassini</strong>. Gli scienziati russi, invece, hanno affermato che stanno sviluppando un <strong>missile nucleare che intendono sparare contro Apophis</strong>, nel caso peggiore.</p>
<p>La speranza, insomma, è che la roccia spaziale non ci colga alla sprovvista.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maiali in decomposizione per salvare l&#8217;Australia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/maiali-in-decomposizione-per-salvare-l-australia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 09:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[carcasse]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
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		<category><![CDATA[positivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio sugli animali necrofagi potrebbe fornire un&#8217;interessante soluzioni per le terre australiane devastate dagli incendi Gli incendi che hanno devastato l&#8217;Australia hanno ucciso circa un miliardo di animali e potrebbero addirittura portare all&#8217;estinzione di alcune intere specie. Tutte queste morti influenzeranno senza dubbio l&#8217;ecosistema australiano a lungo, anche dopo che i vigili del fuoco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-39003" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_forest-1818690_1280.jpg" alt="" width="800" height="455" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_forest-1818690_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_forest-1818690_1280-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_forest-1818690_1280-768x437.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Uno studio sugli animali necrofagi potrebbe fornire un&#8217;interessante soluzioni per le terre australiane devastate dagli incendi</h2>
<p>  <span id="more-39004"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli incendi che hanno devastato l&#8217;Australia hanno ucciso circa un miliardo di animali e potrebbero addirittura portare all&#8217;estinzione di alcune intere specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste morti influenzeranno senza dubbio l&#8217;ecosistema australiano a lungo, anche dopo che i vigili del fuoco avranno spento l&#8217;ultimo incendio, ma <strong>i cadaveri in decomposizione di 15 tonnellate di maiali selvatici in Oklahoma potrebbero aiutarlo a riprendersi dalla devastazione</strong>.<br />Un affermazione strana, vero?</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, tutto nasce nella primavera del 2019, quando i ricercatori della Mississippi State University e della University of Florida hanno avviato un esperimento per studiare le conseguenze ecologiche di un evento di mortalità di massa – come raccontato in un <a href="https://theconversation.com/rotting-feral-pig-carcasses-teach-scientists-what-happens-when-tons-of-animals-die-all-at-once-as-in-australias-bushfires-124251" target="_blank" rel="noopener noreferrer">saggio</a>&nbsp;pubblicato da The Conversation.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente i ricercatori hanno raccolto dati sul sito del loro esperimento all&#8217;aperto, campionando tutto, dal suolo alla vita vegetale. Quindi hanno quindi preso 15 tonnellate di maiali selvatici uccisi da cacciatori professionisti e li hanno sistemati a marcire sotto terra. Nelle settimane successive, il team ha studiato l&#8217;impatto a breve termine delle carcasse sull&#8217;ecosistema, con piani per continuare a monitorare il sito per i prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esperimento ha già prodotto un importante risultato: gli animali necrofagi sono fondamentali per ridurre gli effetti negativi di un evento di mortalità di massa. Infatti, poiché essi mangiano i cadaveri degli animali morti prima che possano decomporsi, prevengono l&#8217;avvelenamento del suolo e l&#8217;allevamento di batteri.</p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta, quindi, fornisce già un prima soluzione all&#8217;Australia: una volta che avrà sotto controllo gli incendi, potrebbe prendere in considerazione dei modi per supportare le sue popolazioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canis_lupus_dingo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dingo</a>, aquile, aquila e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Varanus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">varani</a>, senza lasciarle diventare così abbondanti da causare problemi, però.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I portapacchi non piacciono all&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/auto/i-portapacchi-non-piacciono-all-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 10:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[Portapacchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio ha stabilito che i portapacchi sono responsabili di un aumento dello 0,8% del nostro consumo di carburante I ricercatori del Berkley Lab&#160;si sono concentrati sullo spreco di energia causato dal massiccio uso del portapacchi come metodologia di trasporto di oggetti e merci ingombranti che non entrano nel bagagliaio delle nostre auto. Quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-31521" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/05/images_igallery_resized_ambientetest_portapacchi-18058-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Un nuovo studio ha stabilito che i portapacchi sono responsabili di un aumento dello 0,8% del nostro consumo di carburante<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31522"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I ricercatori del <a href="http://www.lbl.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Berkley Lab</a>&nbsp;si sono concentrati sullo spreco di energia causato dal massiccio uso del portapacchi come metodologia di trasporto di oggetti e merci ingombranti che non entrano nel bagagliaio delle nostre auto. Quello che ne è risultato è che i portapacchi sono responsabili di un aumento dello 0,8% del nostro consumo di carburante. Una percentuale che potrebbe non sembrare molto elevata, ma che impone immediatamente la sua importanza – in negativo, sia per l&#8217;ambiente che per le nostre tasche – quando si pensa che parliamo di 100 milioni di litri di benzina ogni anno per la sola California, a quanto dicono i dati raccolti dai ricercatori.</span></p>
<p>L&#8217;uso del portapacchi richiede ai veicoli una spesa energetica maggiore a causa della resistenza aerodinamica: per fare un confronto, nel <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301421516300714" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa della ricerca</a>, gli studiosi hanno rivelato che il consumo aggiuntivo di carburante causato dal portapacchi è di circa sei volte più grande del risparmio di carburante previsto dall&#8217;uso di veicoli alimentati da celle a combustibile e circa il 40% del risparmio previsto dall&#8217;uso dei veicoli elettrici a batteria nel 2040.</p>
<p>In altre parole, anche se sembra incredibile: se noi rimuovessimo i nostri portapacchi produrremmo un vantaggio per l&#8217;ambiente più grande di quello determinato dall&#8217;introduzione delle vetture a idrogeno, al costo di chissà quanti miliardi di euro di infrastrutture.&nbsp;</p>
<p>I ricercatori hanno proposto l&#8217;introduzione di portapacchi progettati per essere rimossi facilmente e di una politica che riduca al minimo i portapacchi vuoti: già solo questo, in combinazione con dei design che minimizzano il consumo energetico, porterebbe a un grandissimo risparmio – 1,2 miliardi di litri di benzina nel corso dei prossimi 26 anni, hanno detto i ricercatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Un asteroide distruggera&#8217; la Terra?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/un-asteroide-distruggera-la-terra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroide]]></category>
		<category><![CDATA[gravità]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo Pat Robertson sara&#8217; un asteroide a distruggere la Terra. L&#8217;impatto potrebbe avvenire anche la prossima settimana Un asteroide, la prossima settimana, potrebbe ‘colpire la Terra’. A lanciare l’allarme è una dichiarazione di Pat Robertson, 84enne predicatore, durante una trasmissione televisiva americana sul canale ABC. Secondo Pat Robertson la Terra sarebbe in pericolo a causa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16890" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambiente_Asteroide_Terra-10673-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Secondo Pat Robertson sara&#8217; un asteroide a distruggere la Terra. L&#8217;impatto potrebbe avvenire anche la prossima settimana</p>
<p>  <span id="more-16891"></span>  </p>
<p>Un <strong>asteroide</strong>, la prossima settimana, potrebbe ‘colpire la <strong>Terra</strong>’. A lanciare l’allarme è una dichiarazione di Pat Robertson, 84enne predicatore, durante una trasmissione televisiva americana sul canale ABC. Secondo Pat Robertson la <a href="https://www.ecoseven.net//?p=16749"><strong>Terra</strong></a> sarebbe in pericolo a causa, come scrive nel libro ‘The End of th Day’, di un imminente <strong>impatto</strong>. </p>
<p>‘State pronti’, ha intimato il conduttore durante ‘The 700 club’, ‘potrebbe accadere la prossima settimana, o a mille anni da oggi, ma comunque dobbiamo essere pronti’. Come mai sarà un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=5334"><strong>asteroide</strong></a> a distruggere la <strong>Terra</strong>?  Pat Robertson prova a dare anche una spiegazione razionale: ‘Sarà la <strong>gravità</strong> di Giove a spingere verso di noi un <strong>asteroide</strong>’. </p>
<p>L’affermazione sull’imminente <strong>impatto</strong> <strong>Terra</strong>-Asteroide non è provata scientificamente da alcuno <strong>studio</strong>, quindi, cari italiani e cittadini del mondo, state tranquilli.</p>
<p>(gc)</p>
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		<title>Agricoltura Blu, una pratica ancora tutta da scoprire</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/agricoltura-blu-una-pratica-ancora-tutta-da-scoprire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 16:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura blu]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[costi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[problematiche agronomiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il nostro viaggio alla scoperta dell&#8217;agricoltura blu. Due le fasi: l’accertamento dei problemi e dei fattori critici, e la successiva valutazione delle soluzioni di contrasto ai fenomeni negativi. L&#8217;agricoltura blu è ancora tutta da scoprire Agricoltura che conserva l’ecosistema e che “ottimizza” la resa. È l’agricoltura “Blu” o anche detta “conservativa” che mira a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3380" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_agricoltura-blu-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Continua il nostro viaggio alla scoperta dell&#8217;agricoltura blu. Due le fasi: l’accertamento dei problemi e dei fattori critici, e la successiva valutazione delle soluzioni di contrasto ai fenomeni negativi. L&#8217;agricoltura blu è ancora tutta da scoprire <span id="more-3381"></span> <span style="line-height: 19px; text-align: justify;">Agricoltura che conserva l’ecosistema e che “ottimizza” la resa. È </span><a href="news/Enogastronomia/L_agricoltura_nel_blu_dipinto_di_blu__6279" style="line-height: 19px; text-align: justify;">l’agricoltura “Blu”</a><span style="line-height: 19px; text-align: justify;"> o anche detta “conservativa” che mira a ridure al minimo gli sforzi energetici e l’impatto sull’ambiente. Quindi meno acqua, meno gasolio e meno tempo da passare nei campi. Risultato: costi aziendali minimi e tutela dell’ambiente. Unico problema è la resa, che per il periodo iniziale potrebbe diminuire. Per definire al meglio i pro e i contro dell’agricoltura Blu, le aziende che si prestano a questo tipo di sperimentazione in campo lasciano i &#8220;protocolli aperti&#8221; al fine di verificare le possibili problematiche agronomiche ed economiche nell’applicazione delle tecniche di questa pratica.</span></p>
<p>E vengono di volta in volta analizzate le problematiche agronomiche/economiche nell’applicazione delle misure attraverso la verifica dell’efficacia delle misure rispetto agli obiettivi per cui sono state decise. Questo di solito avviene in due fasi: l’accertamento dei problemi e dei fattori critici; e la successiva valutazione delle soluzioni di contrasto ai fenomeni negativi. Insomma, quella dell’Agricoltura Blu è un’agricoltura ancora tutta da scoprire.</p>
<p>Per questo vengono normalmente allestite prove definite di “lungo periodo” in cui sono monitorate le tecniche agronomiche il cui obiettivo è ridurre i fattori di variabilità e facilitare il confronto nel tempo. Oltre ad analisi volte ad approfondire problematiche specifiche relative agli appezzamenti dove si svolgono le sperimentazioni, denominati “appezzamenti aggiuntivi”.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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