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	<title>idrocarburi &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Governo sopprime norme Air Gun per ricerca idrocarburi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 08:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Camera sopprime le norme che vietavano l&#8217;uso della tecnica air gun per la ricerca di idrocarburi sui fondali marini e dà il via libera alla proposta di legge sugli Ecoreati   Sono state soppresse dalla Camera le norme che vietano l&#8217;uso della tecnica air gun per la ricerca di idrocarburi sui fondali marini. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-25802" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_images-15135-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">La Camera sopprime le norme che vietavano l&#8217;uso della tecnica air gun per la ricerca di idrocarburi sui fondali marini e dà il via libera alla proposta di legge sugli Ecoreati</p>
<p>  <span id="more-25803"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Sono state soppresse dalla Camera le norme che vietano l&#8217;uso della <strong>tecnica air gun per la ricerca di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21680" target="_blank" rel="noopener noreferrer">idrocarburi</a></strong> sui fondali marini. La tecnica prevede, spiega Greenpeace, la prospezione geosismica, che consiste nel sondare il fondo del mare sparando ripetutamente e con alta frequenza aria compressa contro i fondali. Grazie a questi spari si generano onde di rifrazione, usate per mappare la composizione geologica degli strati sottostanti il fondo del mare. Secondo il ministro Galletti gli articoli sull&#8217;air gun erano inopportuni ed eccessivamente stringenti.</p>
<p class="MsoNormal">Non solo. La Camera ha anche dato il via libera alla proposta di legge sugli <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25388" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecoreati</a>. Il provvedimento torna al Senato dove potrebbe avviarsi verso l’approvazione definitiva. Del vicino traguardo della legge ne è convinto il ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti secondo cui ‘l&#8217;Italia e&#8217; vicina a un risultato epocale’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;Aula ha licenziato il provvedimento sugli Ecoreati con 353 sì, 19 no e 34 astenuti e il provvedimento soppressivo dell&#8217;air gun con 283 sì, 160 no e 2 astenuti.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Trivelle in Campania? La vera ricchezza è il vino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 14:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricerca di idrocarburi potrebbe compromettere la produzione di vino di un&#8217;area apprezzata per i suoi prodotti naturali In Irpinia temono l&#8217;arrivo delle trivelle: il progetto si chiama Gesualdo-1 ed è previsto, come dice il nome, a soli 300 metri dal castello baronale del comune di Gesualdo.  Perplessi i sindaci della zona e i comitati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-24740" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_vini_irpinia-14611-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La ricerca di idrocarburi potrebbe compromettere la produzione di vino di un&#8217;area apprezzata per i suoi prodotti naturali</p>
<p>  <span id="more-24741"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In Irpinia temono l&#8217;arrivo delle trivelle: il progetto si chiama Gesualdo-1 ed è previsto, come dice il nome, a soli 300 metri dal castello baronale del comune di Gesualdo. </span></p>
<p>Perplessi i sindaci della zona e i comitati e anche il <a href="http://consorziovinidirpinia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio di tutela dei Vini d&#8217;Irpinia</a>, che ha preso posizione contro il progetto: &#8216;L’ Irpinia è attualmente interessata da due progetti che coinvolgono decine di Comuni in cui si vorrebbe cercare ed estrarre petrolio, gli stessi Comuni e la stessa Provincia da cui provengono ben 3 delle 4 DOCG campane: Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo e gli stessi territori in cui vengono coltivate le eccellenze della produzione agroalimentare campana e nazionale, apprezzate sulle tavole di tutto il mondo. Il Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia composto da produttori di uve e aziende vitivinicole opera per la promozione e la tutela delle 3 DOCG e rappresenta circa l’80% della produzione dei vini irpini certificati DOP&#8217;.</p>
<p>I viticoltori fanno notare che l&#8217;estrazioen di idrocarburi genera effetti negativi sulle condizioni socio-economiche dell&#8217;ambiente locale: &#8216;produce un grave inquinamento delle falde acquifere, una bassissima intensità occupazionale per il territorio e una instabilità dell’economia legata alle attività estrattive. Parallelamente le iniziative di questo genere provocano l’immediata distruzione del valore di immagine della produzione agricola, fortemente correlata alla salubrità e integrità ambientale. L’Irpinia è da sempre legata a tali risorse: intere generazioni di famiglie irpine hanno vissuto e vivono delle economie agroalimentari tipiche di questa terra, olio, vino, formaggi, castagne, nocciole, molte delle quali hanno ottenuto il riconoscimento di denominazione d’origine protetta e una legittimazione qualitativa internazionale&#8217;.</p>
<p>I produttori di vino dell&#8217;Irpinia richiamano l&#8217;esperienza delle Langhe, in Piemonte, dove si producono Barolo e Barbaresco: recentemente sono state inserite nel patrimonio dell&#8217;Unesco. Un&#8217;idea di qualità difficilmente compatibile con le trivelle e il petrolio.</p>
<p>A livello nazionale è in<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24680" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> crescita il vino bio</a>, un altro modo per puntare sul territorio e il rispetto dell&#8217;ambiente e dei frutti che ci dona.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un accordo per il rilancio del sito di Priolo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/un-accordo-per-il-rilancio-del-sito-di-priolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2013 11:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[sito Priolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Versalis firma accordo di partnership tecnologica nel campo delle resine idrocarburiche per il rilancio del sito di Priolo   Versalis (Eni) ha siglato un accordo di partnership strategica con Neville Venture per la produzione di resine idrocarburiche da realizzarsi presso lo stabilimento Versalis di Priolo, e ha finalizzato un accordo di licenza relativo alle materie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-13239" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/08/images_igallery_resized_ambientetest_1363893040_petrol_chimico_priolo_n-8684-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Versalis firma accordo di partnership tecnologica nel campo delle resine idrocarburiche per il rilancio del sito di Priolo</p>
<p>  <span id="more-13240"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="line-height: 1.3em;"><strong>Versalis (Eni)</strong> ha siglato un accordo di partnership strategica con Neville Venture per la produzione di resine idrocarburiche da realizzarsi presso lo stabilimento Versalis di Priolo, e ha finalizzato un accordo di licenza relativo alle materie prime destinate alla produzione delle resine stesse. Queste nuove produzioni ad alto valore aggiunto, sinergiche in particolare con il business degli elastomeri, saranno destinate a settori applicativi specialistici come quelli degli adesivi, degli inchiostri, delle vernici e delle gomme.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;">Neville Venture è una joint venture tra le società americane Neville Chemical, produttore di <strong>resine sintetiche</strong>, e GTC, società di ingegneria e tecnologia nel settore chimico, della raffinazione e del gas.</span></p>
<p class="MsoNormal">La partnership costituisce un passo significativo all’interno del progetto di <strong>rilancio del sito di Priolo</strong>, confermandone la centralità nel piano strategico di Versalis. Le nuove tecnologie permetteranno, infatti, di realizzare gli impianti di produzione di resine idrocarburiche consentendo una maggiore valorizzazione dei feedstock provenienti dal cracker. La presenza di un promettente mercato per questi prodotti a livello europeo, dove Versalis ha una presenza commerciale capillare e consolidata, rappresenta un ulteriore fattore qualificante, che rende questo progetto estremamente importante per la società.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">“Il programma di riconversione di Priolo rappresenta un esempio di modello industriale integrato e l’accordo appena siglato è un segno tangibile dell’impegno di Versalis nell’innovazione e nell’applicazione delle eccellenze tecnologiche necessarie alla valorizzazione del sito – commenta Daniele Ferrari Ad Versalis &#8211; “Il percorso intrapreso ci permette di trovare soluzioni di business innovative, che si traducono a loro volta in opportunità per il territorio e per le comunità dove operiamo”.</p>
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		<title>Eni Award: assegnati i riconoscimenti per l’edizione 2013</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/eni-award-assegnati-i-riconoscimenti-per-l-edizione-2013/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 13:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eni ha assegnato i riconoscimenti per l’edizione 2013 della sesta edizione di Eni Award, per sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori   Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella sesta edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-12261" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/05/images_igallery_resized_ambientetest_idrocarburi_estrazione-8130-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Eni ha assegnato i riconoscimenti per l’edizione 2013 della sesta edizione di Eni Award, per sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori</p>
<p>  <span id="more-12262"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="line-height: 1.3em;"><strong>Eni</strong> rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella sesta edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell&#8217;energia e dell&#8217;ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=6"><strong>fonti energetiche</strong></a> e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell&#8217;importanza  assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità.</span></p>
<p class="MsoNormal">In particolare, il Premio “Nuove frontiere degli <strong>idrocarburi</strong>” è stato assegnato, per la sezione Downstream, a Rajamani Krishna, professore presso il Van’t Hoff Institute for Molecular Sciences dell’Università di Amsterdam, per le sue ricerche che consentono il miglioramento dei processi di separazione e purificazione dei gas attraverso la comprensione dei fenomeni chimico-fisici che avvengono a livello molecolare e microscopico.</p>
<p class="MsoNormal">Per la sezione upstream il riconoscimento è andato a Philip G. Jessop, professore di Chimica Inorganica e Canada Research Chair in Green Chemistry presso il dipartimento di Chimica della Queen’s University a Kingston (Ontario) che ha scoperto come far modificare a comando le proprietà di solventi  “intelligenti” , tramite composti chimici che funzionano da interruttori. In tal modo è possibile  separare petrolio e acqua e quindi purificare acque contaminate da idrocarburi senza l’utilizzo di solventi organici, consentendo quindi di ottenere significativi miglioramenti in campo ambientale.</p>
<p class="MsoNormal">Il Premio “<strong>Energie rinnovabili e non convenzionali</strong>” è stato conferito ex aequo a Frances Arnold, professore di ingegneria chimica, biochimica e bioingegneria presso il California Institute of Technology, e a James Liao, Parson Foundation professor e direttore del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biomolecolare presso la University of California. La professoressa Arnold è stata premiata per aver sviluppato, insieme ai suoi collaboratori, metodi innovativi per la progettazione dei biocatalizzatori per la produzione ad alta selettività, di combustibili e prodotti chimici a partire da biomasse. Il professor Liao ha selezionato microrganismi per convertire biomasse lignocellulosiche, proteine di scarto e anidride carbonica in composti chimici pregiati e in combustibili utilizzando forme modificate del batterio E. coli, raggiungendo elevate conversioni ed efficienze energetiche.</p>
<p class="MsoNormal">Roberto Danovaro, professore di <strong>Biologia</strong> ed <strong>ecologia marina</strong> presso l’Università politecnica delle Marche, si è aggiudicato il Premio “Protezione dell’ambiente”. La ricerca del professor Danovaro consente di comprendere il ruolo cruciale dei virus nel mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema marino e nel controllo della capacità di assorbimento della CO2. Gli studi di frontiera del suo team di ricerca nell&#8217;ambito degli attuali scenari di cambiamento ambientale, indicano che i virus marini possono da un lato ridurre l&#8217;accumulo di anidride carbonica negli ecosistemi marini e dall&#8217;altro che possiedono il potenziale di ridurre l&#8217;impatto del cambiamento climatico attraverso complessi meccanismi di feedback. </p>
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		<title>Vita su Marte a causa del metano? Si allontana l&#8217;ipotesi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/vita-su-marte-il-metano-non-e-una-prova-certa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 09:02:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vita su Marte e’ un’ipotesi ancora da dimostrare. La presenza di metano sul Pianeta Rosso non sembra essere dovuta ad attivita’ biologica, ma ad asteroidi e meteoriti colpiti da raggi ultravioletti La vita su Marte è un’ipotesi lontana, soprattutto dopo lo studio, apparso su Nature e riportato da Inaf, secondo cui la presenza di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6738" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/06/images_igallery_resized_ambiente_Marte_e_Phobos-4931-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La vita su Marte e’ un’ipotesi ancora da dimostrare. La presenza di metano sul Pianeta Rosso non sembra essere dovuta ad attivita’ biologica, ma ad asteroidi e meteoriti colpiti da raggi ultravioletti</p>
<p>  <span id="more-6739"></span>  </p>
<p>La vita su <strong>Marte</strong> è un’ipotesi lontana, soprattutto dopo lo studio, apparso su Nature e riportato da Inaf, secondo cui la <strong>presenza di metano sul <a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/marte-l-ipotesi-della-vita-sotto-la-superficie" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pianeta Marte</a></strong> potrebbe esser dovuta ad asteroidi e micro meteoriti che, irraggiati da intensi flussi di raggi ultravioletti, avrebbero prodotto il gas.&nbsp;</p>
<p>Alla scoperta della presenza del <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/biomasse/su-marte-ce-il-metano-abiogenico-si-apre-il-futuro-per-produzione-artificiale" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gas metano su Marte</a></strong>, nel 2003, diversi studiosi avevano avanzato l’ipotesi che questa fosse una prova certa di attività biologica sul pianeta. Altri, invece, più cauti, hanno sostenuto che a generare la presenza di metano su Marte fossero stati in passato processi geologici, come le eruzioni vulcaniche. Ad oggi nasce una terza ipotesi, non proprio felice per chi sperava in una <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/kepler-22-b-il-pianeta-gemello-della-terra-sara-abitato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vita marziana</a></strong>.&nbsp;Una ricerca del Max Planck Institute for Chemistry e delle Università di Utrecht ed Edimburgo ha dimostrato che un campione del meteorite Murchison, rinvenuto in Australia nel 1969 e considerato proveniente dal <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/eruzione-solari-le-conseguenze-sulla-terra-della-tempesta-geomagnetica-il-video" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pianeta rosso</a></strong>, è in grado di emettere molecole di metano se investito da un intenso fascio di luce ultravioletta. E quindi la presenza dell’idrocarburo nell’atmosfera marziana sarebbe dovuta ad asteroidi e micro meteoriti, colpiti da luce ultraviolette.&nbsp;</p>
<div>(gc)</div>
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		<title>Eni Award, assegnati i riconoscimenti per l’edizione 2012</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/eni-award-assegnati-i-riconoscimenti-per-ledizione-2012/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:57:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premiati da Eni i migliori ricercatori e scienziati del 2012, per i contributi nei settori idrocarburi, energie rinnovabili, protezione ambiente e ricerca Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella quinta edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-6363" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/05/images_igallery_resized_energia_scienziati-4691-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Premiati da Eni i migliori ricercatori e scienziati del 2012, per i contributi nei settori idrocarburi, energie rinnovabili, protezione ambiente e ricerca</p>
<p>  <span id="more-6364"></span>  </p>
<p><strong>Eni</strong> rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella quinta edizione di <strong>Eni Award</strong>, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell&#8217;energia e dell&#8217;ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell&#8217;importanza assegnata da Eni alla <strong>ricerca scientifica</strong> e ai temi della <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/le-ambasciate-italiane-allestero-diventano-ecosostenibili" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sostenibilità</a></strong>.</p>
<p class="MsoNormal">In particolare, il Premio “Nuove frontiere degli idrocarburi” è stato assegnato, per la sezione upstream, a Fabio Rocca, professore emerito di Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano e ad Alessandro Ferretti, Amministratore Delegato di “Tele-Rilevamento Europa” (Tre) &#8211; spin-off del Politecnico di Milano &#8211; per lo sviluppo di un nuovo algoritmo di&nbsp; elaborazione di dati provenienti da sistemi di rilevamento satellitare, che, combinati con tutte le altre informazioni che si raccolgono normalmente durante la coltivazione dei giacimenti, possono&nbsp; riuscire a&nbsp; migliorarne&nbsp; lo sfruttamento, individuando le aree più promettenti per eventuali operazioni di ottimizzazione, permettendo di ottenere più idrocarburi a parità di interventi, sempre nel più assoluto rispetto della sicurezza e protezione dell’ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">Per la sezione downstream lo stesso premio è stato assegnato a Enrique Iglesia, Professore di Ingegneria Chimica presso la Università di California a Berkeley, per lo sviluppo di catalizzatori per la sintesi di idrocarburi in grado di migliorare l’efficienza dei processi,&nbsp; riducendo gli scarti e la richiesta energetica. Quindi, migliore sfruttamento delle risorse, con minore consumo di energia e minore impatto ambientale dell’intero processo. Tra i principali interessi di Iglesia vi sono le reazioni di attivazione del metano e di semplici molecole da esso derivate per dare prodotti liquidi utilizzabili come materie prime per la produzione di carburanti, lubrificanti e polimeri a partire non solo dal petrolio, ma anche dal gas naturale, dalle biomasse e dal carbone.</p>
<p class="MsoNormal">Il Premio “<a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/aumento-bolletta-incidono-di-piu-i-combustibili-fossili" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Energie rinnovabili </a>e non convenzionali” è stato conferito a Harry A. Atwater &#8211; professore di Fisica Applicata e Scienza dei Materiali presso il California Institute of Technology – e&nbsp; Albert Polman &#8211; Direttore e scientific group leader del Fom institute Amolf di Amsterdam – che insieme hanno realizzato celle solari ultrasottili di nuova generazione, di maggiore efficienza e ridotti costi di realizzazione, che aprono nuove prospettive allo sviluppo di tecnologie basate sull&#8217;energia solare.</p>
<p class="MsoNormal">Barbara Sherwood Lollar, titolare della cattedra di Geologia presso l’University of Toronto si è aggiudicata il Premio “Protezione dell’<a href="http://ambiente.ecoseven.net/news-ambiente/sole-una-macchia-solare-preannuncia-una-grande-eruzione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ambiente</a>” per la messa a punto di tecniche che attraverso il monitoraggio della presenza e quantità di isotopi stabili di carbonio in acque sotterranee, sono in grado di rilevarne il grado di inquinamento e indicare l’efficacia della biodegradazione in-situ ad opera di microorganismi.</p>
<p class="MsoNormal">I due Premi “Debutto nella ricerca”, riservati a ricercatori under 30, sono stati assegnati a Silvia Comba e Jijeesh Ravi Nair, entrambi del Politecnico di Torino. Silvia Comba ha sviluppato una tesi di dottorato sulla depurazione delle falde acquifere contaminate per mezzo di una tecnica innovativa basata sull&#8217;utilizzo di nano e micro-particelle di ferro. Nella sua tesi Jijeesh Ravi Nair ha sviluppato una metodologia per la preparazione di membrane elettrolitiche per batterie al litio in grado di fornire energia elettrica in modo efficiente e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;La Commissione scientifica di Eni Award è composta da 24 membri tra cui i due Premi Nobel Harold Kroto e Robert Richardson, rettori di università, ricercatori e scienziati espressione dei più importanti&nbsp;centri di studio e ricerca a livello mondiale. Gli Eni Award saranno consegnati il 15 giugno prossimo al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestualmente ai riconoscimenti all’Innovazione Eni conferiti a tre team di ricerca interni che si sono particolarmente distinti per il livello di innovazione e di rilevanza per il business dei risultati ottenuti. (com)</p>
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