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	<title>ictus &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Aug 2021 16:22:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fare sport dimezza il rischio di morte dopo un ictus?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2021 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[fare sport dopo ictus]]></category>
		<category><![CDATA[fare sport riduce rischio morte dopo ictus]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[La risposta viene da un ampio studio In un ampio studio canadese su un gruppo di sopravvissuti all&#8217;ictus, i ricercatori hanno scoperto che coloro che trascorrevano 3-4 ore alla settimana camminando, facendo giardinaggio o andando in bicicletta 2-3 ore a settimana, avevano un rischio di morte per qualsiasi causa diminuito del 54% – il rischio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116035" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-2090181_1280.jpg" alt="fare sport riduce il rischio di morte dopo un ictus " width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-2090181_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-2090181_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-2090181_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">La risposta viene da un ampio studio</h3>
<p><span id="more-116034"></span></p>
<p align="justify">In un ampio studio canadese su un gruppo di sopravvissuti all&#8217;ictus, i ricercatori hanno scoperto che coloro che trascorrevano 3-4 ore alla settimana camminando, facendo giardinaggio o andando in bicicletta 2-3 ore a settimana, avevano un <strong>rischio di morte per qualsiasi causa diminuito del 54%</strong> – il rischio ha iniziato a diminuire con qualsiasi quantità di esercizio superiore allo zero, hanno osservato.</p>
<p align="justify">Lo <a href="https://n.neurology.org/content/early/2021/08/11/WNL.0000000000012535" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>ha esaminato 895 persone con un&#8217;età media di 72 anni che avevano avuto un precedente di ictus e 97.805 persone con un&#8217;età media di 63 anni che non avevano mai avuto un ictus.</p>
<h4 align="justify">L&#8217;attività fisica media settimanale è stata valutata da domande e poi i partecipanti sono stati seguiti per una media di circa quattro anni e mezzo.</h4>
<p align="justify">Dopo aver tenuto conto di altri fattori che avrebbero potuto influenzare il rischio di morte, come l&#8217;età e il fumo, i ricercatori hanno scoperto che il 25% delle persone che avevano avuto precedenti di ictus sono morte per qualsiasi causa, rispetto al 6% delle persone che non avevano mai avuto un ictus.</p>
<p align="justify">Nel gruppo con ictus, è morto il 15% delle persone che facevano esercizio fisico (per almeno l&#8217;equivalente di tre o quattro ore di camminata ogni settimana) rispetto al 33%, che non ha fatto esercizio per quella minima quantità di tempo.</p>
<h4 align="justify">Nel gruppo di persone che non hanno mai avuto ictus, è morto il 4% delle persone che fatto esercizio rispetto all&#8217;8% che non l&#8217;ha fatto.</h4>
<p align="justify">I ricercatori hanno trovato la più grande riduzione del tasso di mortalità tra le persone che hanno avuto un precedente ictus ma avevano meno di 75 anni. In quel gruppo, è morto l&#8217;11% degli &#8220;sportivi&#8221; rispetto al 29% di chi non ha fatto esercizio. Le persone con un precedente ictus che avevano meno di 75 anni e hanno raggiunto il livello minimo di attività fisica avevano circa l&#8217;80% in meno di probabilità di morire durante il follow-up dello studio rispetto a quelle che non facevano movimento.</p>
<h4 align="justify">Le persone di età superiore ai 75 anni hanno avuto meno benefici, ma avevano ancora il 32% in meno di probabilità di morire.</h4>
<p align="justify">Risultati importanti, che potrebbero avere implicazioni per le linee guida per i sopravvissuti all&#8217;ictus in futuro.</p>
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		<title>Esistono malattie che si possono leggere nei nostri occhi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/esistono-malattie-che-si-possono-leggere-nei-nostri-occhi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 18:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[retinopatia]]></category>
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					<description><![CDATA[In che modo gli occhi potrebbero aiutare a segnalare il rischio di alcune malattie? Gli occhi, a quanto pare, non sono solo lo specchio dell&#8217;anima ma anche una finestra sulla salute del nostro cervello, a sentire la notizia di un nuovo studio del governo statunitense, riportata da US News. I ricercatori hanno scoperto che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94004" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/eye-4559763_1280-e1617707245334.jpg" alt="occhi" width="800" height="534" /></h3>
<h3>In che modo gli occhi potrebbero aiutare a segnalare il rischio di alcune malattie?</h3>
<p><span id="more-94003"></span></p>
<p>Gli occhi, a quanto pare, non sono solo lo specchio dell&#8217;anima ma anche una finestra sulla salute del nostro cervello, a sentire la notizia di un nuovo studio del governo statunitense, riportata da <a href="https://www.usnews.com/news/health-news/articles/2021-03-11/your-eyes-may-signal-your-risk-for-stroke-dementia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">US News</a>.</p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che <strong>gli anziani affetti da retinopatia sonno maggiormente a rischio di avere un ictus</strong>, così come di avere i possibili sintomi di demenza, e che, in media, tendono a morire prima dei loro coetanei che non soffrono la medesima condizione degli occhi.</p>
<h4>La retinopatia si riferisce a una malattia della retina, il tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell&#8217;occhio.</h4>
<p>È spesso causato dal diabete o dall&#8217;ipertensione, che possono entrambi danneggiare i piccoli vasi sanguigni che riforniscono la retina.</p>
<p><strong>La retinopatia può portare a cambiamenti della vista, come difficoltà a leggere o vedere oggetti lontani</strong>. Nelle fasi successive, i vasi sanguigni danneggiati possono fuoriuscire e causare disturbi visivi come macchie scure o strisce simili a ragnatele, secondo il National Eye Institute (<a href="https://www.nei.nih.gov/learn-about-eye-health/eye-conditions-and-diseases/diabetic-retinopathy" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NEI</a>).</p>
<h4>Gli studi hanno collegato una retinopatia più grave a un rischio di ictus più elevato, probabilmente perché entrambi coinvolgono i vasi sanguigni malati.</h4>
<p>Nel nuovo studio, in attesa di pubblicazione, i ricercatori hanno scoperto che le persone con segni di retinopatia avevano il <strong>doppio delle probabilità di riportare una storia di ictus</strong>, rispetto a quelle senza evidenza della malattia degli occhi. Allo stesso modo, avevano il <strong>70% di probabilità in più di segnalare problemi di memoria</strong>, un potenziale indicatore di demenza.</p>
<p>Non è chiaro se la retinopatia predice effettivamente un futuro ictus o futuri problemi di memoria, così come non è chiaro quale condizione si sia verificata per prima. Il punto, ora, è <strong>continuare a seguire i pazienti per poter sapere se la retinopatia predice un rischio di ictus più elevato</strong> e se rilevare la retinopatia fa la differenza in tale rischio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Covid-19 e rischio di ictus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 18:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[correlazione fra ictus e coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[maggiore rischio ictus]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti covid19]]></category>
		<category><![CDATA[rischio di ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[I pazienti COVID hanno maggiore rischio di ictus, secondo un nuovo studio Un nuovo studio aggiunge alla crescente evidenza che i pazienti COVID-19 hanno un rischio aggiuntivo di ictus. I ricercatori hanno analizzato i dati su oltre 20.000 adulti statunitensi ricoverati in ospedale con COVID-19 tra gennaio e novembre 2020. L&#8217;analisi ha rilevato che il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93290" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/covid-19-4922384_1280-e1617189204760.jpg" alt="rischio di ictus" width="800" height="600" /></h3>
<h3>I pazienti COVID hanno maggiore rischio di ictus, secondo un nuovo studio</h3>
<p><span id="more-93285"></span></p>
<p>Un nuovo studio aggiunge alla crescente evidenza che<strong> i pazienti COVID-19 hanno un rischio aggiuntivo di ictus</strong>. I ricercatori hanno analizzato i dati su oltre 20.000 adulti statunitensi ricoverati in ospedale con COVID-19 tra gennaio e novembre 2020. L&#8217;analisi ha rilevato che <strong>il loro rischio di ictus era maggiore rispetto a pazienti con altri tipi di infezioni, compresa l&#8217;influenza</strong>.</p>
<p>Anche se non è ancora chiaro il motivo per cui questo accada, gli scienziati hanno rilevato che <strong>l&#8217;1,4% dei pazienti COVID ha avuto un ictus confermato dalla diagnostica per immagini</strong>. Di questi:</p>
<ul>
<li>il 52,7% ha avuto un ictus ischemico (causato dal blocco del flusso sanguigno al cervello);</li>
<li>il 45,2% ha avuto un sanguinamento o un tipo di ictus non specificato;</li>
<li>il 2,5% ha avuto un attacco ischemico transitorio (chiamato anche mini-ictus o TIA).</li>
</ul>
<p>I pazienti COVID che hanno subito un ictus avevano maggiori probabilità di essere maschi (64%) e anziani (età media: 65 anni) rispetto a quelli che non avevano avuto un ictus (età media: 61 anni).</p>
<p>Lo studio ha rivelato che il 44% dei pazienti con ictus ischemico aveva il diabete di tipo 2, rispetto a circa un terzo dei pazienti che non avevano un ictus.</p>
<h4>Otto pazienti su 10 con ictus ischemico avevano la pressione alta, rispetto al 58% dei pazienti non colpiti da ictus.</h4>
<p>I pazienti colpiti da ictus hanno trascorso una media di 22 giorni in ospedale, 12 giorni in più rispetto ai pazienti che non hanno avuto un ictus. Le morti in ospedale erano più del doppio tra i pazienti colpiti da ictus (37%) rispetto a quelli senza ictus (16%).</p>
<p>I pazienti neri rappresentavano il 27% dei pazienti COVID nello studio e il 31% dei casi di ictus ischemico, secondo i risultati presentati in una riunione virtuale dell&#8217;<a href="https://newsroom.heart.org/news/stroke-risk-higher-than-expected-among-covid-19-patients" target="_blank" rel="noopener noreferrer">American Stroke Association</a>. La ricerca presentata alle riunioni è generalmente considerata preliminare fino a quando non viene pubblicata in una rivista peer-reviewed.</p>
<p>Sempre più evidenze portano a dire che &#8220;<strong>il coronavirus non è solo una malattia respiratoria, ma una malattia vascolare che può colpire molti sistemi di organi</strong>&#8220;, come ha detto il dottor Saate Shakil, autore principale dello studio, in un comunicato stampa dell&#8217;incontro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ecco cosa può fare alle donne una sola bevanda zuccherata al giorno</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ecco-cosa-puo-fare-alle-donne-una-sola-bevanda-zuccherata-al-giorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 18:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bevande gassate]]></category>
		<category><![CDATA[bevande zuccherate]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio racconta che anche una sola bevanda zuccherata al giorno può aumentare le malattie cardiache e il rischio di ictus nelle donne Quando pensiamo alla vita sostenibile, pensiamo alle energie pulite, all&#8217;eliminazione della plastica, al rispetto degli spazi della natura, ma un&#8217;altra cosa alla quale dovremmo pensare è fare scelte di vita salutari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60186" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/coffee-563797_1280.jpg" alt="bevanda zuccherata" width="800" height="447" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/coffee-563797_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/coffee-563797_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/coffee-563797_1280-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio racconta che anche una sola bevanda zuccherata al giorno può aumentare le malattie cardiache e il rischio di ictus nelle donne</h3>
<p><span id="more-60185"></span></p>
<p>Quando pensiamo alla vita sostenibile, pensiamo alle energie pulite, all&#8217;eliminazione della plastica, al rispetto degli spazi della natura, ma un&#8217;altra cosa alla quale dovremmo pensare è fare scelte di vita salutari per la nostra persona.</p>
<h4>Più siamo sani, noi singolarmente e noi come popolazione, più possiamo essere sostenibili.</h4>
<p>Visto che le malattie costano tantissimo in termini di risorse. Per non parlare del fatto che occuparci della nostra salute ci fa sentire meglio e ci permette di vivere più a lungo.</p>
<p>Dovremmo quindi <strong>prestare molta attenzione a tutti i suggerimenti che ci vengono dati in questo senso</strong>, come quello molto recente derivante da un nuovo <a href="https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/JAHA.119.014883">studio </a>sul bere bevande dolci, pubblicato dall&#8217;American Heart Association.</p>
<p>La ricerca racconta <strong>cosa succede alle donne che, ogni giorno, bevono una o più bevande ricche di zucchero</strong> (come bibite gassate, acqua e tè zuccherati e bevande di frutta zuccherate):</p>
<ul>
<li>il rischio di malattie cardiovascolari aumenta del 23% rispetto alle donne che le bevono raramente;</li>
<li>per le bevande alla frutta con aggiunta di zucchero, il rischio associato aumenta fino al 42% in più nella probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari;</li>
<li>la probabilità di aver bisogno di una procedura per aprire le arterie ostruite, come l&#8217;angioplastica, aumenta del 26%;</li>
<li>la possibilità di avere un ictus aumenta del 21%.</li>
</ul>
<p>Per la ricerca, il team ha utilizzato i dati del <a href="https://www.calteachersstudy.org/">California Teachers Study</a>, uno studio iniziato nel 1995, che comprende dati riguardanti 106.000 donne che hanno riferito ciò che bevono e quanto. <strong>Le partecipanti, la cui età media è di 52 anni, non avevano malattie cardiache pregresse</strong>, ictus o diabete quando si sono iscritti allo studio.</p>
<p>Come <a href="https://www.heart.org/en/news/2020/05/13/even-1-sugary-drink-a-day-could-boost-heart-disease-stroke-risk-in-women">hanno spiegato i ricercatori</a>, sono molti i motivi per cui questo accade. Per difendersi, <strong>bisognerebbe imparare a gestire in maniera diversa ciò che si beve</strong>: imparare a bere solo acqua normale, tè freddi e altre bevande che non siano zuccherate.</p>
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		<title>Salute e inquinamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 13:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[arresti cardiaci]]></category>
		<category><![CDATA[arresto cardiaco]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[rischio salute]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ricerca ha rilevato un aumento nel numero di ictus e attacchi di cuore nei giorni ad alto inquinamento in Inghilterra Un nuovo studio&#160;pubblicato dal King&#8217;s College di Londra fornisce un report riguardo al fatto che i livelli elevati di inquinamento atmosferico contribuiscono ad aumentare arresti cardiaci, ictus e asma. Si tratta di una vera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38623" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_inquinamento_e_salute.jpg" alt="" width="796" height="489" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_inquinamento_e_salute.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_inquinamento_e_salute-300x184.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_inquinamento_e_salute-768x472.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>Una ricerca ha rilevato un aumento nel numero di ictus e attacchi di cuore nei giorni ad alto inquinamento in Inghilterra</p>
<p>  <span id="more-38624"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo <a href="http://www.erg.kcl.ac.uk/Research/home/projects/personalised-health-impacts.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio&nbsp;</a>pubblicato dal King&#8217;s College di Londra fornisce un report riguardo al fatto che <strong>i livelli elevati di inquinamento atmosferico contribuiscono ad aumentare arresti cardiaci, ictus e asma. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria che ha indotto il governo britannico a impegnarsi maggiormente per raggiungere i suoi obiettivi di sostenibilità che puntano a migliorare gli standard di qualità dell&#8217;aria .</p>
<p style="text-align: justify;">Il team di ricerca ha esaminato i dati di nove città – Londra, Birmingham, Bristol, Derby, Liverpool, Manchester, Nottingham, Oxford e Southampton – e ha scoperto, per esempio, che Londra ha avuto un grande aumento di ricoveri causati da determinati problemi di salute (legati a cuore, cervello e polmoni) durante i giorni in cui i livelli di inquinamento erano più elevati. Nella capitale inglese, infatti, ci sono stati ben 124 arresti cardiaci extraospedalieri, 231 ricoveri per ictus e 193 ricoveri per asma in più a causa della cattiva qualità dell&#8217;aria – e i dati raccolti hanno chiaramente rivelato una correlazione causa-effetto tra le due condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica, <strong>un aumento dell&#8217;inquinamento atmosferico causato dalla direzione e dalla forza del vento ha influito sulla salute delle persone</strong> in un breve periodo di tempo: questo è quello che è successo.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati della ricerca sono stati pubblicati in vista del <a href="https://www.uk100.org/our-clean-air-asks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">British National Clean Air Summit</a>, ospitato da UK100, una rete britannica di leader governativi locali che subito si sono mossi a sostegno di azioni di vario tipo per evitare che questa situazioni continui e arrivi chissà dove.</p>
<p style="text-align: justify;">È assurdo pensare a quello che l&#8217;inquinamento riesce a fare, non solo con le sue conseguenze a lungo termine, ma anche con l&#8217;induzione di crisi nell&#8217;immediato dell&#8217;aumento dei suoi livelli.</p>
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		<title>Ecco perché bisognerebbe dormire almeno 6 ore a notte</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ecco-perche-bisognerebbe-dormire-almeno-6-ore-a-notte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 19:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[antiipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[diabete di tipo 2]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
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		<category><![CDATA[Sonnno]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori hanno svelato che una buona igiene del sonno, determinata da un numero di ore normale di riposo, può aiutare le persone che soffrono di varie patologie Lo sappiamo che dormire bene dà al nostro corpo molti vantaggi, ma non è solo questo il punto. Secondo una nuova ricerca,&#160;recentemente pubblicata sul Journal of American [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38527" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene.jpg" alt="" width="808" height="418" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Dormire_fa_bene-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>I ricercatori hanno svelato che una buona igiene del sonno, determinata da un numero di ore normale di riposo, può aiutare le persone che soffrono di varie patologie</p>
<p>  <span id="more-38528"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo sappiamo che dormire bene dà al nostro corpo molti vantaggi, ma non è solo questo il punto. Secondo una nuova <a href="https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/JAHA.119.013043" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>,&nbsp;recentemente pubblicata sul <em>Journal of American Heart Association</em>, il sonno normale può proteggere da una morte precoce le persone che hanno determinate problematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, infatti le persone che soffrono dei seguenti disturbi potrebbero beneficiare in maniere davvero incredibili del semplice dormire a sufficienza. Si tratta degli adulti con: <br />• Elevata pressione sanguigna<br />• Diabete di tipo 2<br />• Malattie cardiache<br />• Ictus<br />che, a quanto dice la ricerca, potrebbero essere ad alto rischio di cancro e morte precoce, quando la loro igiene del sonno è alterata da un totale di meno sei ore al giorno di riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo studio, sono stati esaminati i dati di oltre 1.600 uomini e donne di età compresa tra i 20 ed i 74 anni. I soggetti sono stati divisi in due gruppi, da una parte quelli affetti da ipertensione arteriosa allo stadio 2 o diabete di tipo 2 e dall&#8217;altra quelli con malattie cardiache o ictus. I partecipanti sono stati studiati in un centro per il sonno (dal 1991 al 1998) e i ricercatori hanno monitorato le loro cause di morte fino alla fine del 2016.<br />Hanno trovato che:<br />• le persone che avevano la pressione alta o il diabete e dormivano meno di 6 ore avevano il doppio del rischio di morire per malattie cardiache o ictus.<br />• le persone che avevano malattie cardiache o ictus e dormivano meno di 6 ore avevano un rischio tre volte maggiore di morire di cancro.<br />• l&#8217;aumento del rischio di morte precoce per le persone con ipertensione o diabete era trascurabile, se dormivano per più di 6 ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, è davvero il caso di imparare a riposare per bene – che, poi, oltretutto è una cosa che piace e fa bene a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un micro-robot per le arterie cerebrali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/un-micro-robot-per-le-arterie-cerebrali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 22:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[aneurisma]]></category>
		<category><![CDATA[arterie]]></category>
		<category><![CDATA[arterie cerebrali]]></category>
		<category><![CDATA[health tech]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[lesioni cervello]]></category>
		<category><![CDATA[micro-robot]]></category>
		<category><![CDATA[Mit]]></category>
		<category><![CDATA[polimero]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie a un magnete, un piccolo verme robotico potrebbe essere guidato attraverso le minuscole arterie del cervello umano Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha inventato un piccolo verme robotico, che potrebbe aprire nuove porte per quanto riguarda gli interventi chirurgici al cervello. Potendo essere guidato attraverso le piccole arterie cerebrali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38444" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Robot_per_cervello.jpg" alt="" width="809" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Robot_per_cervello.jpg 809w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Robot_per_cervello-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Robot_per_cervello-768x379.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></p>
<p>Grazie a un magnete, un piccolo verme robotico potrebbe essere guidato attraverso le minuscole arterie del cervello umano</p>
<p>  <span id="more-38445"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un <em>team</em> di ricercatori del <em>Massachusetts Institute of Technology</em> (<a href="http://www.mit.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MIT</a>) ha inventato un piccolo verme robotico, che potrebbe aprire nuove porte per quanto riguarda gli interventi chirurgici al cervello. Potendo essere guidato attraverso le piccole arterie cerebrali grazie all&#8217;uso di un magnete, questo <em>micro-robot</em> potrebbe permettere operazioni alla testa minimamente invasive, accedendo a punti del cervello che finora erano rimasti irraggiungibili.&nbsp;Potrebbe trattare le lesioni e aiutare a sbloccare le ostruzioni nel cervello, che altrimenti potrebbero provocare aneurismi e ictus.</p>
<p style="text-align: justify;">Il verme è costituito da uno speciale polimero, composto da microparticelle ferromagnetiche e ha uno spessore inferiore a 0,6 millimetri, circa dieci volte la larghezza di un capello umano, secondo quanto raccontato nello <a href="https://robotics.sciencemag.org/content/4/33/eaax7329" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista <em>Science Robotics</em>. È proprio grazie a questa sua composizione ferromagnetica che sarà possibile muoverlo all&#8217;interno delle vene del cervello, grazie all&#8217;uso di un magnete.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il momento, i ricercatori hanno testato il loro robot su modelli in silicone del cervello e, per assicurarsi che il verme potesse muoversi liberamente attorno alle arterie, gli hanno fornito una pelle autolubrificante che riduce l&#8217;attrito, poiché la resistenza potrebbe causare danni alle arterie sensibili. <br /><strong>Si tratta del primo robot su scala ridotta che ha raggiunto una simile grandezza</strong> e che è riuscito a mantenere le caratteristiche che tanto sono importanti in dispositivi di questo genere – ovvero quelle che garantiscono il movimento e la possibilità di rotazione, vitale per muoversi in ogni tipo di spazio, tanto più di questa minima grandezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questo primo step, i ricercatori hanno in programma di testare il verme per le arterie cerebrali sugli animali. E pare che si stiano già muovendo in questo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Giovani, adulti e ipertensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 11:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci per la pressione]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[interruzione trattamento]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento farmacologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, sono molti i pazienti affetti da pressione alta che evitano i farmaci L&#8217;ipertensione&#160;è una malattia molto seria, eppure, secondo un nuovo studio&#160;uscito di recente sulla rivista Hypertension, oltre la metà dei pazienti relativamente «più giovani» – ovvero quelli di età inferiore ai 65 anni – a cui sono prescritti farmaci per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38348" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT.jpg" alt="" width="813" height="430" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT.jpg 813w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Ipertensione_CUT-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, sono molti i pazienti affetti da pressione alta che evitano i farmaci</p>
<p>  <span id="more-38349"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ipertensione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ipertensione</a>&nbsp;è una malattia molto seria, eppure, secondo un <a href="https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/HYPERTENSIONAHA.118.12495" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>&nbsp;uscito di recente sulla rivista <em>Hypertension</em>, oltre la metà dei pazienti relativamente «più giovani» – ovvero quelli di età inferiore ai 65 anni – a cui sono prescritti farmaci per la pressione alta o smettono di prenderli entro pochi mesi o non li prendono come prescritto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;interruzione del trattamento per l&#8217;ipertensione può rivelarsi una scelta molto pericolosa,</strong> <strong>soprattutto per i più giovani</strong>. Il flusso sanguigno, infatti, è qualcosa che succede fisicamente e, ogni volta che il cuore pompa, i vasi vengono colpiti da ondate di sangue; se si pensa che, per chi si ammala di questa patologia da giovane, lo stress di esposizione dura per più di 10, 20 anni, ci si rende conto di quanti danni la pressione sanguigna alta provochi al sistema vascolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio, il <em>team</em> guidato dal professore della <em>Temple University di Philadelphia</em>, <a href="https://cph.temple.edu/healthadminpolicy/faculty/gabriel-tajeu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gabriel Tajeu</a>, ha monitorato il tasso di rinnovamento delle prescrizioni per i farmaci per la pressione sanguigna rilasciate a oltre 370.000 pazienti di età inferiore ai 65 anni – tutti avevano un&#8217;assicurazione privata, informazione molto importante negli Stati Uniti, perché elimina la possibilità che sia per mancanza di soldi che si rinuncia ai farmaci. <br />I ricercatori hanno scoperto che il 23,5% dei pazienti ha smesso di assumere i farmaci entro i primi nove mesi dalla diagnosi, e che, tra quelli che hanno continuato a usarli, il 40% ha fatto la cura in maniera impropria, prendendo la quantità prescritta meno dell&#8217;80% delle volte. Complessivamente, oltre la metà (54%) dei pazienti non ha assunto i farmaci come prescritto o ha smesso di usarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi numeri molto importanti segnalano il fatto che, <strong>essendo l&#8217;ipertensione una malattia asintomatica e silenziosa, tende ad essere presa molto sottogamba</strong>, ma questo è un atteggiamento rischioso visto che, quando non è trattata, questa malattia porta a <strong>infarti</strong> e <strong>ictus</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Acido folico: una risorsa contro l’ictus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 07:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli integratori di acido folico possono ridurre il rischio di ictus del 73% nei pazienti ipertesi Nelle mamme in dolce attesa una quantità adeguata di acido folico aiuta a prevenire problemi alla nascita, come la spina bifida. Anche un’altra categoria di persone, però, potrebbe essere capace di trarre grandi benefici da questo principio attivo: gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36811" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_acidofolicoipertensione-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Gli integratori di acido folico possono ridurre il rischio di ictus del 73% nei pazienti ipertesi</p>
<p>  <span id="more-36812"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Nelle mamme in dolce attesa una quantità adeguata di acido folico aiuta a prevenire problemi alla nascita, come la spina bifida. Anche un’altra categoria di persone, però, potrebbe essere capace di trarre grandi benefici da questo principio attivo: gli adulti con ipertensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109718336313?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology</a>, gli adulti con ipertensione che hanno assunto un integratore con acido folico ed enalapril (una molecola appartenente alla classe degli ACE inibitori) hanno avuto una riduzione del 73% del rischio di avere un primo ictus rispetto a quelli che avevano assunto solo enalapril. È una scoperta straordinaria visto che l&#8217;ictus è la seconda causa di mortalità sulla Terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno raggiunto questa conclusione dopo aver analizzato più di 10.000 persone, di età compresa tra 45 e 75 anni, che avevano l’ipertensione o avevano dovuto assumere una medicina anti-ipertensiva. Chi aveva una storia di ictus o di importanti malattie cardiovascolari non è stato incluso nello studio.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli autori, il dott. Yong Huo, ha affermato: “Un conteggio basale delle piastrine, assieme ai livelli di omocisteina, può dare l’indice di rischio di un primo ictus. Pertanto, queste misurazioni possono essere utilizzate per identificare i pazienti che hanno bisogno di un trattamento preventivo. La cosa più interessante è che l&#8217;acido folico è un trattamento sicuro, economico e senza complicazioni.”</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acido folico è una forma sintetica di vitamina B9. E’ presente in una varietà di cibi, tra cui le verdure a foglia verde come spinaci, asparagi, bietole, broccoli e cavoli. Si trova anche in noccioline, mais, funghi e latte. Alcuni alimenti sono rinforzati con acido folico, come cereali e pane, ma è sempre meglio prendere le vitamine dagli alimenti in cui ci sono naturalmente. Si dice sia fantastico anche per la <a href="http://ecoseven.net/scienze/scienze-della-salute/la-vitamina-b-alleato-contro-lo-smog" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stabilizzazione dell’umore e sia un alleato contro lo smog</a>.</p>
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		<title>Trovato il gene dell&#8217;ictus. È colpevole anche della demenza</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/trovato-il-gene-dell-ictus-e-colpevole-anche-della-demenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 09:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[ictus]]></category>
		<category><![CDATA[lancet neurology]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova scoperta mette in relazione il nostro patrimonio genetico con il rischio ictus e demenza Alla Boston University School of Medicine è stato identificato il gene che potrebbe essere causa di due dei disagi neurologici più diffusi e pericolosi: ictus e demenza. Ne parla la rivista &#8216;Lancet Neurology&#8216; sottolineando come questa scoperta potrebbe aiutare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31188" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Ictus-17888-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una nuova scoperta mette in relazione il nostro patrimonio genetico con il rischio ictus e demenza</p>
<p>  <span id="more-31189"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Alla Boston University School of Medicine è stato identificato il gene che potrebbe essere causa di due dei disagi neurologici più diffusi e pericolosi: ictus e demenza.</span></p>
<p>Ne parla la rivista &#8216;<a href="http://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(16)00102-2/abstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lancet Neurology</a>&#8216; sottolineando come questa scoperta potrebbe aiutare la medicina a capire come trattare e prevenire l&#8217;ictus ischemico ed emorragico o l&#8217;Alzheimer.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11382" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’ictus si previene a tavola, con un’alimentazione ricca di meloni, pomodori, pere e cioccolato fondente.</a></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In tutto il mondo è proprio l&#8217;ictus la prima causa di morte tra quelle di origine neurologica. </span></p>
<p>I ricercatori, dopo aver preso in considerazione l&#8217;intero genoma e alcune meta-analisi hanno identificato &#8216;Foxp2&#8217;, un nuovo gene che fa aumentare il rischio di ictus a causa di disturbi nei piccoli vasi sanguigni del cervello. <span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">E questi problemi di ordine vascolare non farebbero solo aumentare il rischio ictus, ma sarebbero anche alla base della demenza.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=30440" target="_blank" style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Capire cosa ci sta accadendo potrebbe aiutarci a limitare i danni: ecco i 5 sintomi da temere</a><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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