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	<title>Grecia &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Jun 2022 10:32:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>True Italian Taste: l’arte dell’alta cucina italiana in Grecia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/true-italian-taste-larte-dellalta-cucina-italiana-in-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 10:32:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alta cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cosimo durante]]></category>
		<category><![CDATA[cucina calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[cucina pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[terra d’Arneo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una serata di alta cucina italiana promossa dalla Camera di commercio Italo-Ellenica e firmata GAL Terra d’Arneo Martedì 14 giugno presso il ristorante “Giacomo” a Kifissia, lo chef della Terra d’Arneo Domenico Simone, ha coordinato la preparazione di un menù di piatti di alta cucina pugliese e calabrese, le due regioni sede dell’Antenna della Camera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-155008" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/1.jpg" alt="" width="1440" height="1080" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/1.jpg 1440w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/1-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/1-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></h3>
<h3 align="justify">Una serata di alta cucina italiana promossa dalla Camera di commercio Italo-Ellenica e firmata GAL Terra d’Arneo</h3>
<p><span id="more-155007"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Martedì 14 giugno presso il ristorante “<i>Giacomo</i>” a Kifissia, lo <b>chef della Terra d’Arneo Domenico Simone</b>, ha coordinato la preparazione di un menù di piatti di alta cucina pugliese e calabrese, le due regioni sede dell’<b>Antenna della Camera di Commercio Italo-ellenica</b> di Atene in Italia, organizzatrice dell’evento. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">L’evento svoltosi ad Atene rientra nell’ambito del progetto “<i>True Italian Taste</i>”, organizzato sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri italiano con l’obiettivo di <b>promuovere i prodotti della cucina italiana autentica</b>, basata su scelte di sostenibilità.</span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-155009" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/3.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/3.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/06/3-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Hanno partecipato all’evento anche l’Ambasciatrice d’Italia ad Atene <b>Patrizia Falcinelli</b> e il Vice Ministro per gli Investimenti e lo Sviluppo <b>Nikos Papathanasis</b> e, fra gli altri, anche il Presidente del GAL Terra d’Arneo nonché Consigliere della Camera di Commercio italo-ellenica di Atene, <b>Cosimo Durante</b>. </span></p>
<blockquote>
<p align="justify">“<span style="font-size: medium;"><i>Siamo onorati di rappresentare l’italia e la sua cucina in un contesto internazionale come quello offerto dal progetto True Italian Taste</i> – commenta <b>Cosimo Durante</b>. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"><i>Abbiamo affidato la scelta dei piatti e delle materie prime da esaltare a Domenico Simone, chef di grande esperienza e sensibilità che ha esaltato piatti tradizionali e cucina povera, trasmettendo l’amore per le cose semplici e genuine vera identità della cucina del Sud Italia.</i> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"><i>Anche questo evento è frutto di una collaborazione proficua che lega il GAL Terra d’Arneo alla Camera di Commercio Italo ellenica di Atene che ringrazio per l’opportunità data alle nostre aziende e ai nostri artigiani. </i></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"><i><b>È sicuramente questa la via per promuovere al meglio le produzioni di qualità</b></i><i>”.</i></span></p>
</blockquote>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;">Alle sue parole si sono aggiunte quelle dell’Ambasciatrice Falcinella, che ha voluto ribadire e sottolineare<strong> l’unicità e l’autenticità della cucina italiana</strong> sulla scena gastronomica mondiale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size: medium;"><i><b>Luna Riillo</b></i></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il primo museo sottomarino della Grecia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/il-primo-museo-sottomarino-della-grecia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Immersioni]]></category>
		<category><![CDATA[immersioni subacquee]]></category>
		<category><![CDATA[museo sottomarino]]></category>
		<category><![CDATA[nave sommersa]]></category>
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					<description><![CDATA[Un antico naufragio apre ai turisti acquatici la possibilità di visitare un museo sottomarino in Grecia Si tratta di vere e proprie immersioni archeologiche: come altro potremmo chiamare queste immersioni nelle acque cristalline del Mar Egeo che mirano a osservare cumuli di vasi di vino di 2.500 anni che segnano il sito di un antico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-113418" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/diving-1564384_1280-e1627902168457.jpg" alt="museo sottomarino" width="800" height="450" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Un antico naufragio apre ai turisti acquatici la possibilità di visitare un museo sottomarino in Grecia</h3>
<p><span id="more-113417"></span></p>
<p align="justify">Si tratta di vere e proprie <strong>immersioni archeologiche</strong>: come altro potremmo chiamare queste immersioni nelle acque cristalline del Mar Egeo che mirano a osservare cumuli di vasi di vino di 2.500 anni che segnano il sito di un antico naufragio e il primo museo sottomarino della Grecia?</p>
<p align="justify">Il museo sotto Peristera, uno sperone roccioso al largo dell&#8217;isola di Alonissos, è stato aperto nel 2020, sebbene il sito sia stato in gran parte messo fuori servizio fino ad ora a causa delle restrizioni di Covid-19. Le rovine sottomarine coinvolgono il relitto di una nave che trasportava vino e altre merci quando è affondata, intorno al V secolo a.C.</p>
<h4 align="justify">Nella sabbia sono ancorate più di 4.000 anfore a due anse, le cui posizioni segnano il profilo della nave di legno, i cui resti sono stati portati via dal tempo.</h4>
<p align="justify">Adesso, mentre la Grecia apre la sua vitale industria turistica, il sito offre un esempio di una nuova e più sostenibile fonte di reddito per il paese, come dice e mostra in un video <a href="https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2021/07/25/grecia-un-tuffo-nella-storia-al-museo-sottomarino-di-alonissos_4d29fc45-28f6-4d14-ae74-b6cfa38848a0.html">l&#8217;Ansa</a>.</p>
<p align="justify">Ci sono persone disposte a pagare 95 euro per un&#8217;immersione, circa il 50% in più del costo di una normale escursione subacquea ricreativa, per <strong>una visita guidata di un sito che un tempo potevano visitare solo gli archeologi professionisti e che ora si è aperto anche al pubblico</strong> – anche se, a causa delle difficoltà tecniche dell&#8217;immersione, solo le persone altamente qualificate in tal senso possono partecipare al tour.</p>
<p align="justify">La Grecia ha fatto delle immersioni una parte della sua attrazione per attivare visitatori da quando nel 2020 è stata approvata la legislazione che consente di accedere a tali siti, ha detto il ministro del turismo Harry Theoharis ad AFP secondo<a href="https://www.france24.com/en/live-news/20210725-greece-s-first-underwater-museum-opens-ancient-world-to-dive-tourists" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> France 24</a>.</p>
<p align="justify">&#8220;Questo è un tipo di turismo che attrae persone tutto l&#8217;anno, un pubblico speciale che paga generosamente per immergersi&#8221;, ha detto, aggiungendo che <strong>10 nuovi parchi subacquei sono pronti per essere autorizzati</strong> secondo la procedura prevista dalla normativa.</p>
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		<title>Rendere contemporanee le rovine grazie ai colori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/rendere-contemporanee-le-rovine-grazie-ai-colori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2018 06:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[antica grecia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[rovine]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare è stata creata in mezzo a delle rovine greche di 400 anni, unendo il mondo analogico e quello digitale Gli artisti Thomas Granseuer e Tomislav Topic dello studio di progettazione tedesco Quintessenz&#160;hanno trasformato le antiche rovine di pietra rimaste a Kagkatika, in Grecia, in un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare che si trova a cavallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36987" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/08/images_rovineolorategrecia-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare è stata creata in mezzo a delle rovine greche di 400 anni, unendo il mondo analogico e quello digitale</p>
<p>  <span id="more-36988"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti Thomas Granseuer e Tomislav Topic dello studio di progettazione tedesco <a href="https://quintessenz.art/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quintessenz</a>&nbsp;hanno trasformato le antiche rovine di pietra rimaste a Kagkatika, in Grecia, in un&#8217;opera d&#8217;arte spettacolare che si trova a cavallo tra l&#8217;analogico e il digitale.<br />Commissionata dal <a href="https://paxosprojects.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paxos Contemporary Art Project</a>, l&#8217;installazione artistica creata da Quintessenz è stata realizzata su larga scala utilizzando 120 diversi colori: soprannominata <a href="https://quintessenz.art/kagkatikas-secret" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kagkatikas Secret</a>, l&#8217;opera fluttua nel vento, creando una dimensione particolare e surreale nell&#8217;ambiente in cui si trova.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco, ovviamente, è il contrasto tra il contemporaneo e il passato, tra i colori e la pietra.</p>
<p style="text-align: justify;">I pannelli di Quintessenz sono stati verniciati a spruzzo con una varietà di colori e poi tagliati in diverse dimensioni. Quando sono stati appesi nella maglia che viene creata all&#8217;interno dello spazio sono stati sistemati in ordine di dimensione – i più grandi sono stati posizionati nella parte posteriore vicino alle finestre in pietra che incorniciano le vedute del mare – per creare l&#8217;illusione della profondità. Questa installazione si basa assolutamente sullo stile di Quintessenz, che trae ispirazione dalla cultura dei graffiti, dal design grafico e dai cromatismi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, l&#8217;idea era quella di distaccarsi dal quotidianità della vita cittadina, in una luce e in un buio che non comprendono illuminazioni private, lampioni, altri colori artificiali: l&#8217;opera sfrutta la natura dell&#8217;assenza di altri stimoli per abbandonarsi al sole e al vento, in modo da diventare un «corpo digitale nel mondo reale» – così hanno spiegato gli artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quintessenz è stato selezionato insieme ad altri sette artisti per l&#8217;inaugurale Paxos Contemporary Art Project, un&#8217;iniziativa artistica site-specific sull&#8217;isola ionica di Paxos, appunto.</p>
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		<item>
		<title>La più antica birra in Grecia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/la-piu-antica-birra-in-grecia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 15:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[acheologia]]></category>
		<category><![CDATA[antica grecia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[Birrifici ellenici]]></category>
		<category><![CDATA[età del bronzo]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio scopre due potenziali birrifici ellenici nell&#8217;età del bronzo Gli antichi greci amavano il vino, ma non solo. A quanto pare, secondo un nuovo studio&#160;pubblicato sulla rivista «Vegetation History and Archaeobotany», amavano molto anche la birra. La ricerca, infatti, descrive la scoperta di due potenziali birrifici risalenti all&#8217;età del bronzo, una notizia che designa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35569" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_birra_in_Grecia.jpg" alt="" width="758" height="452" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_birra_in_Grecia.jpg 758w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_birra_in_Grecia-300x179.jpg 300w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></p>
<p>Uno studio scopre due potenziali birrifici ellenici nell&#8217;età del bronzo</p>
<p>  <span id="more-35570"></span>  </p>
<p>Gli antichi greci amavano il vino, ma non solo. A quanto pare, secondo un nuovo <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s00334-017-0661-8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Vegetation History and Archaeobotany», amavano molto anche la birra. La ricerca, infatti, descrive la scoperta di due potenziali birrifici risalenti all&#8217;età del bronzo, una notizia che designa quella che potrebbe essere la più antica fabbrica di birra in Grecia e smentisce l&#8217;idea che l&#8217;antica bevanda della regione fosse solo il vino.</p>
<p>Gli archeologi hanno trovato i resti di diversi edifici che potrebbero essere stati utilizzati per la produzione della birra: alcuni ad Archondiko, nel nord della Grecia, e un altro ad Agrissa, un sito a sud di Archondiko, sul lato orientale della penisola. Entrambi i siti erano stati distrutti da un incendio, il che li aveva lasciati cristallizzati nel tempo. Dopo l&#8217;incendio, avvenuto nella preistoria, le persone si erano evidentemente trasferite, lasciando dietro di sé innumerevoli artefatti bruciati, tra cui i resti di chicchi di cereali germogliati.</p>
<p>Ad Archondiko, gli archeologi ne hanno trovati circa 100 di chicchi di cereali germogliati e li hanno trovati essere risalenti alla prima età del bronzo, dal 2100 al 2000 a.C. Ad Agrissa, invece, ne hanno trovati circa 3.500 risalenti all&#8217;età del bronzo medio, dal 2100 al 1700 a.C. Circa.<br />Una scoperta significativa visto che per produrre la birra, un birraio è proprio questo che fa, fa germogliare i chicchi di cereali per trasforma l&#8217;amido del grano in zuccheri. Questa ed altre scoperte – una struttura di due camere ad Archodiko che sembrava essere fatta a posta per i processi di produzione della birra e alcune tazze speciali (molto complesse) – hanno spinto i ricercatori a pensare che questi uomini producessero (una qualche forma di) birra.</p>
<p>Non è la birra più antica del mondo, ma è sicuramente la birra più antica della Grecia e, a quanto pare, come in altri casi, veniva bevuta con l&#8217;aiuto di una cannuccia – ecco perché le tazze avevano una forma così strana.</p>
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		<title>Italia invasa da olio tunisino e greco nonostante la produzione interna. Coldiretti: &#8216;rischio frodi&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/italia-invasa-da-olio-tunisino-e-greco-nonostante-la-produzione-interna-coldiretti-rischio-frodi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 14:55:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Frodi]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia produce molto olio ma ne importa tantissimo, secondo Coldiretti si rischiano frodi e poca chiarezza  Nel 2015 l&#8217;importazione di olio tunisino è aumentata di otto volte rispetto al 2014 secondo i dati diffusi da Coldiretti sulla base delle rilevazioni dell&#8217;Istat basate sui primi sette mesi di quest&#8217;anno. E secondo questi dati anche la Grecia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29878" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_olio_di_oliva-17211-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;Italia produce molto olio ma ne importa tantissimo, secondo Coldiretti si rischiano frodi e poca chiarezza </p>
<p>  <span id="more-29879"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nel 2015 l&#8217;importazione di olio tunisino è aumentata di otto volte rispetto al 2014 secondo i dati diffusi da Coldiretti sulla base delle rilevazioni dell&#8217;Istat basate sui primi sette mesi di quest&#8217;anno.</span></p>
<p>E secondo questi dati anche la Grecia ci ha fornito moltissimo olio: l&#8217;export ellenico verso lo stivale è aumentato del 517%.</p>
<p>Ma il dato paradossale, sempre diffuso da Coldiretti, è che l&#8217;Italia è il principale importatore mondiale di olio di oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale.</p>
<p>&#8216;Il rischio concreto &#8211; sostiene Coldiretti &#8211; è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all&#8217;estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. Sulle bottiglie di extravergine &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è infatti quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte &#8216;miscele di oli di oliva comunitari&#8217;, &#8216;miscele di oli di oliva non comunitari&#8217; o &#8216;miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari&#8217; obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva&#8217;.</p>
<p>In queste condizioni, per garantire la trasparenza di mercato occorre anche dare concreta applicazione alle norme già varate con la legge &#8216;salva olio&#8217;, la n.9 del 2013&#8242;, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29585" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Recentemente abbiamo anche assistito allo scandalo dell&#8217;olio extravergine contraffatto.</a></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29585" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Infatti, come avevamo già scritto,</a><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29585" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> l&#8217;olio extravergine di oliva della distribuzione moderna (Gdo), venduto sottocosto come prezzo civetta presenta numerosi difetti.</a></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26130" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E riguardo all&#8217;olio di oliva ricordiamo 5 errori da evitare</a>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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			</item>
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		<title>Le Grecia vende una sua Isola. E scattano le proteste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 13:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[isola greca di Elafonisos]]></category>
		<category><![CDATA[isole greche]]></category>
		<category><![CDATA[vendita isole Greche]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro la crisi, la Grecia mette in vendita la bellissima isola di Elafonisos, situata a soli 300 metri dalla costa meridionale del Peloponneso   La crisi continua a colpire la Grecia e Atene. Ed è per questo che l’isola greca di Elafonisos (Cervi in italiano), situata a soli 300 metri dalla costa meridionale del Peloponneso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-17402" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/05/images_igallery_resized_ambientetest_13588386-10933-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Contro la crisi, la Grecia mette in vendita la bellissima isola di Elafonisos, situata a soli 300 metri dalla costa meridionale del Peloponneso</p>
<p>  <span id="more-17403"></span>  </p>
<p> </p>
<p>La crisi continua a colpire la <strong>Grecia</strong> e <strong>Atene</strong>. Ed è per questo che l’<a href="http://www.elafonissos.it/"><strong>isola greca di Elafonisos</strong></a> (Cervi in italiano), situata a soli 300 metri dalla costa meridionale del Peloponneso, sarà messa in vendita. A darne notizia è  il sito web GreekReporter secondo cui l&#8217;isola è stata inserita nella lista delle località che saranno privatizzate dall&#8217;Ente ellenico per la valorizzazione delle proprietà dello Stato (Taiped).</p>
<p>Ci spieghiamo meglio. Secondo la fonte, il <strong>Taiped</strong> intende mettere in vendita 175 ettari delle due spiagge mozzafiato di Sarakiniko e Simos.</p>
<p>La notizia, ovviamente, non è esente da proteste. A non volere la vendita sono i residenti e le organizzazioni ambientaliste greche e internazionali, che protestano contro la vendita della bellissima isola sostenendo che l&#8217;area è sotto la protezione del programma europeo &#8220;<a href="http://www.minambiente.it/pagina/rete-natura-2000"><strong>Natura 2000</strong></a>&#8221; a causa delle numerose specie vegetali endemiche esistenti sulle spiagge dell&#8217;isola e in tutta la zona di Elafonisos. </p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Deindustrializzazione e produttività. Come siamo finiti in fondo alla classifica Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2013 11:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[deindustrializzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia e&#8217; un paese deindustrializzato. Ora tutti scoprono questo fenomeno: politica, giornalisti, burocrazia, imprenditori. Ma abbiamo fatto tutti il nostro dovere?   Da qualche giorno a questa parte tutti hanno riscoperto la parola deindustrializzazione. Speriamo che non finisca come nell&#8217;estate di due anni fa, dove tutti scoprirono la parola spread. Dal caso Telecom, oramai sotto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-2596" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/08/images_igallery_resized_ambiente_italia-degli-innovatori-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;Italia e&#8217; un paese deindustrializzato. Ora tutti scoprono questo fenomeno: politica, giornalisti, burocrazia, imprenditori. Ma abbiamo fatto tutti il nostro dovere?</p>
<p>  <span id="more-14014"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Da qualche giorno a questa parte tutti hanno riscoperto la parola <strong>deindustrializzazione</strong>. Speriamo che non finisca come nell&#8217;estate di due anni fa, dove tutti scoprirono la parola spread. Dal caso <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14006">Telecom, oramai sotto il controllo dei soci spagnoli di Telefonica, </a>tutti riscoprono, in netto ritardo, che l&#8217;Italia è un paese in cui la produttività, specialmente quella legata all&#8217;industria manifatturiera, sta seguendo un crinale pericoloso, che ci pone fanalino di coda in <strong>Europa</strong>, dopo <strong>Spagna</strong> e, persino, <strong>Grecia</strong>.</p>
<p>Il problema italiano della <strong>produttività</strong> è in gran parte legato al cosiddetto cuneo fiscale, cioè alla discrasia di quanto un lavoratore costa all&#8217;azienda e quanto poi lo stesso lavoratore intasca di salario. Ma non finisce qui! Tra i grandi nemici di una buona produttività ci sono burocrazia e lentezza della Pubblica Amministrazione, che se fossero legate ai tempi delle aziende private sarebbero fallite da secoli.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia</strong> appare, ed è, un paese ingessato. Però esporta tantissimo, e il nostro <strong>export</strong> è famoso per qualità e immagine e contribuisce molto sulla produzione nazionale. Ripartiamo da qui. Ma sappiamo che non basta, fino a quando tutti non faranno la propria parte. Volete un esempio? Dopo 11 mesi dall&#8217;entrata in vigore delle norme che regolano l&#8217;entrata di soci nelle <strong>&#8216;start up innovative&#8217;</strong> (con la possibilità per le persone fisiche e le società che investono in queste attività di avere detrazioni su Irpef e Ires) non sono stati ancora emanati i regolamenti che attuano la legge prevista dal Decreto Sviluppo Bis del 2012.</p>
<p>Chissà in quale stanza, di quale ministero si sarà perso questo regolamento. A noi piacerebbe saperlo.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Produttività vuol dire anche che un paese come l&#8217;Italia, per esempio, non può rinunciare all&#8217;acciaio dall&#8217;oggi al domani, chiudendo <strong>l&#8217;Ilva</strong> di <strong>Taranto</strong>, senza tentare un piano che salvi e coniughi lavoro, ambiente, ma soprattutto dignità. La storia industriale del nostro paese, in molti casi è già andata a rotoli. Ma rinunciarci del tutto sarebbe deleterio. A quel punto meglio andare a vivere all&#8217;estero. Se poi dobbiamo rinunciare al nostro futuro. (mig)</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Spread oggi ai minimi da Marzo. Sotto i 300 punti base</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[borsa di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[spread oggi]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[Spread oggi sotto i 300 punti, non era cosi&#8217; basso da Marzo, si abbassa il rendimento dei nostri titoli di Stato. Effetto delle notizie buone di Grecia e Cina Spread oggi ai minimi, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi scende sotto la soglia dei 300 punti e si assesta a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7477" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambientetest_Spread_Btp_Bund_a_533_punti_h_partb-5351-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Spread oggi sotto i 300 punti, non era cosi&#8217; basso da Marzo, si abbassa il rendimento dei nostri titoli di Stato. Effetto delle notizie buone di Grecia e Cina</p>
<p>  <span id="more-9682"></span>  </p>
<p><strong><a href="http://www.teleborsa.it/spread.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Spread ogg</a>i</strong> ai minimi, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi scende sotto la soglia dei 300 punti e si assesta a circa 297 punti. Non accadeva da mesi, per la precisione dallo scorso mese di marzo. A pesare in modo positivo sono i dati della <strong>Grecia</strong>, che annuncia un piano per il riacquisto di propri titoli (per un equivalente di 10 miliardi di euro circa) e del <strong>manifatturiero cinese</strong> che torna a sorridere dopo quasi 13 mesi.</p>
<p>Lo <strong><a href="http://www.teleborsa.it/spread.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spread oggi</a></strong> in calo sta vedendo anche Piazza Affari in positivo, con Milano che sta guadagnando trascinata dai titoli bancari che sono quelli più esposti con i titoli di Stato. Il differenziale dei bonos spagnoli inoltri sta sotto i 500 punti base, a 483 punti circa, e vede i rendimenti sei titoli di Stato attestarsi al 5,21. I rendimenti invece dei nostri Btp a dieci anni sono del 4,4%.</p>
<p>Non solo lo spread oggi a tenere banco, ma anche il <strong>cambio euro/dollaro</strong> fa guadagnare alla nostra moneta che arriva ad oltre 1,30 euro in relazione alla moneta statunitense. Anche questo dato dipende molto fortemente dai dati sulla produzione manifatturiera cinese. (red)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Record dei bambini obesi: l&#8217;Italia come la Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 10:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo un altro tratto in comune con la Grecia: il record di bambini obesi. Anche per l&#8217;uso e l&#8217;abuso di bibite e snack gonfiati dagli spot. Ma qualcosa sta cambiando: in Sicilia l’assemblea regionale ha chiesto che nelle scuole ci siano spremute di agrumi locali di Antonio Galdo &#160; www.nonsprecare.it &#160; Con la Grecia non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3845" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_non-sprecare_316-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Abbiamo un altro tratto in comune con la Grecia: il record di bambini obesi. Anche per l&#8217;uso e l&#8217;abuso di bibite e snack gonfiati dagli spot. Ma qualcosa sta cambiando: in Sicilia l’assemblea regionale ha chiesto che nelle scuole ci siano spremute di agrumi locali</p>
<p> <span id="more-3846"></span>  </p>
<div>
<p class="ecxMsoNormal" style="background:white"><span style="color:black">di Antonio Galdo</span></p>
</p></div>
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<p class="ecxMsoNormal" style="background:white"><span style="color:black">&nbsp;</span></p>
</p></div>
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<p class="ecxMsoNormal" style="background:white"><span style="color:black"><a href="http://www.nonsprecare.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.nonsprecare.it</a></span></p>
</p></div>
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<p class="ecxMsoNormal" style="background:white"><span style="color:black">&nbsp;</span></p>
</p></div>
<div>
<p class="ecxMsoNormal" style="background:white">Con  la <strong>Grecia</strong> non condividiamo soltanto il rischio default e l&rsquo;iscrizione  nel club dei paesi pi&ugrave; spreconi in Europa in materia di soldi pubblici,  ma abbiamo in comune anche un altro singolare primato: l&rsquo;enorme numero  di <strong>bambini grassi</strong>. Siamo a livelli di alto allarme, secondo i dati del  ministero della Salute e non per le bizze di qualche associazione  salutista: il 36 per cento degli scolari italiani in et&agrave; tra i 6 e gli  11 anni risultano in sovrappeso. Grassi, e spesso obesi.</p>
<p>Tra i maggiori  imputati per questo fenomeno, piuttosto singolare nel Paese della dieta  mediterranea, ci sono le cattive abitudini alimentari, la scarsa  attivit&agrave; fisica, lo spreco di tempo davanti alla tv o al computer che si  traduce in vite sedentarie e in bombardamenti mediatici con la  pubblicit&agrave; di bevande zuccherate e gassate, snack e merendine gonfie di  calorie e di grassi.</p>
<p>Un circolo vizioso, nel quale famiglia e scuola non  rappresentano un argine per contenere i cattivi stili di vita, ma  piuttosto un volano per alimentare le peggiori abitudini alimentari.</p>
<p>Senza fare crociate ideologiche e lasciando a tutti, grandi e piccoli,  la libert&agrave; di bere una Coca Cola o una qualsiasi bibita gassata (che  contiene, in ogni lattina, 10 cucchiaini di zucchero), basterebbe un  piccolo sforzo di semplice buon senso per invertire la tendenza e fare  uscire i bambini italiani dal pozzo nero dove si trovano con i coetanei  greci. Per esempio utilizzando, con un&rsquo;azione di sistema, gli strumenti  in mano alle amministrazioni pubbliche, alle scuole e alle famiglie.</p>
<p>Qualcosa di molto importante sta gi&agrave; avvenendo: in <strong>Sicilia</strong>, per esempio,  l&rsquo;assemblea regionale (specializzata, di solito, in finanziamenti  clientelari e in sprechi perfino scandalosi) ha votato un provvedimento  con il quale si impone a tutte le scuole dell&rsquo;isola di dare spazio, nei  distributori automatici utilizzati dagli studenti, alle spremute di  agrumi locali, arance e limoni siciliani doc.</p>
<p>Pu&ograve; sembrare demagogia, ma  invece &egrave; una scelta saggia e, speriamo, molto efficace se le scuole  rispetteranno la decisione dell&rsquo;assemblea regionale e se le famiglie  orienteranno anche in casa i bambini a questo tipo di consumi  alimentari.</p>
<p>D&rsquo;altra parte, in Emilia, in Toscana, in Piemonte e perfino  in Basilicata sono stati adottati provvedimenti simili, anche se non  direttamente dalle amministrazioni regionali.</p>
<p>E se guardiamo ad altri  paesi, la battaglia contro il &ldquo;cibo spazzatura&rdquo; (la definizione &egrave;  pesante, ma rende l&rsquo;idea) &egrave; gi&agrave; molto avanti. A Los Angeles le bibite  gassate sono bandite dalle scuola da alcuni anni, a New York il sindaco  ha deciso di escluderle perfino dai buoni-pasto per i poveri, a Parigi &egrave;  stata introdotta una tassa ad hoc per scoraggiarne i consumi, in  Scozia, in Danimarca e in Germania, le mense scolastiche impongono  frutta e verdura per i pasti degli alunni.</p>
<p>Dunque, &egrave; il mondo che va in  questa direzione: e le <strong>scuole italiane</strong> farebbero bene a darsi una mossa.&nbsp;</p>
</p></div>
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		<title>CRETA A PIEDI, UN SALTO NEL TEMPO DELLA CIVILTA&#8217;  &#8216;MINOICA&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 00:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Agios Pavlos]]></category>
		<category><![CDATA[Agiua Irini]]></category>
		<category><![CDATA[Creta]]></category>
		<category><![CDATA[gole di Aradena]]></category>
		<category><![CDATA[gole di Samaria]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Lissos]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[Trekking a Creta, l&#8217;isola che nelle epoche passate dominava il mediterraneo. Un viaggio alla scoperta di un territorio che ha davvero tanto da raccontare. Un tempo era la culla di un fiorente impero marittimo, che animava il commercio nel mediterraneo tra l&#8217;Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l&#8217;Occidente. Una &#8217;porta&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1261" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/04/images_igallery_resized_viaggiare_fotoarticolo-1566-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Trekking a Creta, l&#8217;isola che nelle epoche passate dominava il mediterraneo. Un viaggio alla scoperta di un territorio che ha davvero tanto da raccontare.</p>
<p> <span id="more-1262"></span> </p>
<p>Un tempo era la culla di un fiorente impero marittimo, che animava il commercio nel mediterraneo tra l&rsquo;Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l&rsquo;Occidente.</p>
<p>Una &rsquo;porta&rsquo; marina verso l&rsquo;oriente, che oggi si pu&ograve; riscoprire in chiave &rsquo;sostenibile&rsquo;.<br /> <strong>Creta</strong> &egrave; una grande isola a sud della <strong>Grecia</strong>. L&igrave; &egrave; nata la prima civilt&agrave; mediterranea che risale all&rsquo;et&agrave; del bronzo, circa nel 3000 a.C.. I &rsquo;<em>minoici&rsquo;</em>, che misero in piedi una delle civilt&agrave; pi&ugrave; all&rsquo;avanguardia dei tempi. <br /> Oggi il turista che ha intenzione di conoscerla e viverla a fondo ha una grande possibilit&agrave;: girarla a piedi, continuamente in bilico tra costa ed entroterra. Senza strumenti tecnologici, niente telefonini, i-pod o simili. Solo le proprie gambe. Visitare i sentieri sul mare, i villaggi dell&rsquo;interno, le <strong>gole di Aradena</strong>, la chiesetta bizantina di <strong>Agios Pavlos</strong>, le <strong>gole di Samaria</strong>, quelle di <strong>Agiua Irini</strong>, passando per le rovine di <strong>Lissos</strong>, fino a <strong>Paleohora</strong>, dove termina la settimana di trekking.</p>
<p>Nel percorso capiter&agrave; di incrociare gli agrimi, le tipiche capre selvatiche che assomigliano a camosci. <br /> La partenza &egrave; prevista per il 29 aprile, il rientro l&rsquo;8 maggio. L&rsquo;organizzazione, manco a dirlo, &egrave; affidata alla &rsquo;<em>Compagnia dei cammini</em>&rsquo;.</p>
<p style="text-align: right;">Umberto Di Giacomo</p>
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