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	<title>governo &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Apr 2020 14:04:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Solo le buone intenzioni non fanno ripartire l’economia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 14:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
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					<description><![CDATA[Rapidità, facilità di accesso, 100% delle garanzie dello stato almeno per piccole e medie imprese e tasso calmierato. Notiamo con piacere che il dibattito sulla crisi di liquidità per le imprese scatenato dall&#8217;emergenza Covid19 si è sviluppato notevolmente in questi giorni.  Sono molti ormai i politici e gli analisti che concordano che l&#8217;unico modo per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51898" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/cliff-2699812_1280.jpg" alt="economia" width="800" height="414" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/cliff-2699812_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/cliff-2699812_1280-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/cliff-2699812_1280-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Rapidità, facilità di accesso, 100% delle garanzie dello stato almeno per piccole e medie imprese e tasso calmierato.</h3>
<p><span id="more-51897"></span></p>
<p>Notiamo con piacere che il dibattito sulla crisi di liquidità per le imprese scatenato dall&#8217;emergenza Covid19 si è sviluppato notevolmente in questi giorni.  Sono molti ormai i politici e gli analisti che concordano che <strong>l&#8217;unico modo per evitare fallimenti a catena</strong>, che partirebbero dalle piccole imprese per arrivare alle grandi aziende, mettendo a rischio milioni di occupati e la tenuta del sistema bancario, <strong>sia garantire l&#8217;accesso al credito per le imprese attraverso una garanzia di 200 miliardi messa a disposizione dallo Stato. </strong></p>
<p>A nostro giudizio la cifra potrebbe non essere sufficiente, ma è comunque un importante passo avanti verso l&#8217;unica strada percorribile.</p>
<p>Sebbene sia quindi ormai diffusa la consapevolezza che questa è l&#8217;unica opzione disponibile, <strong>non sono altrettanto chiare le implicazioni di alcune regole attuative che rischierebbero di vanificare drammaticamente l&#8217;efficacia di questo provvedimento</strong>.</p>
<h4>Ci limitiamo <strong>a citare due aspetti</strong>, a nostro avviso i più significativi.</h4>
<p><strong>In primis</strong>, circola <strong>l&#8217;ipotesi che la garanzia pubblica copra il 90% degli affidamenti richiesti</strong>. Qui facciamo notare che questo potrebbe essere un grave impedimento soprattutto per le piccole aziende (le meno patrimonializzate), dato che le banche non sarebbero in grado di accollarsi l&#8217;onere e gli accantonamenti patrimoniali richiesti per la quota di affidamento non coperta dalla garanzia pubblica.</p>
<p><strong>Semmai sarebbe più utile tarare la dimensione della garanzia in funzione alla dimensione dell&#8217;azienda</strong> (evitando però formule complesse o astruse), ma <strong>la garanzia deve necessariamente coprire l&#8217;intero affidamento</strong>, altrimenti nessun affidamento verrebbe plausibilmente erogato.</p>
<p><strong>Notiamo inoltre con rammarico che</strong>, tra le ipotesi in circolazione, si parla di un <strong>costo del finanziamento a condizioni di mercato.</strong> Si trascura però che <strong>la garanzia pubblica è necessaria proprio perché in questo momento il mercato finanziario non riesce ad offrire credito alle imprese o comunque lo farebbe a tassi estremamente onerosi.</strong></p>
<p>Anche in questo caso, prevedere il richiamo a generiche condizioni di mercato rischierebbe di snaturare l&#8217;intero provvedimento. <strong><u>Non ci sono, a nostro avviso, alternative alla formula di un finanziamento a tasso calmierato (non più del 2% annuo) e fisso nel tempo</u></strong>. Occorre chiarezza e semplicità.</p>
<p>Ci auguriamo che in questi momenti così concitati, si agisca in fretta sì, ma con la giusta lucidità e razionalità, ponderando tutte le esigenze e le implicazioni delle misure introdotte.</p>
<p>Cosimo Santoro<br />
<em>Finance Director<br />
</em><em>Value Partners</em></p>
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		<title>COVID19: quando i conti non tornano. La prima delibera risale al 31 gennaio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 11:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[misure di contenimento]]></category>
		<category><![CDATA[prima delibera 31 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[primo decreto 23 febbraio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 31 gennaio una delibera a firma Conte dichiarava lo stato d’emergenza per 6 mesi. Il 23 febbraio il primo decreto di contenimento. Una domanda fra tutte. Perché, se già il 31 gennaio il Governo Conte firmava una delibera  del Consiglio dei Ministri (pubblicata in gazzetta ufficiale il 1 febbraio 2020) in cui si dichiarava “(…) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49971" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4923544_1280.jpg" alt="coronavirus delibera 31 gennaio" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4923544_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4923544_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/coronavirus-4923544_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il 31 gennaio una delibera a firma Conte dichiarava lo stato d’emergenza per 6 mesi. Il 23 febbraio il primo decreto di contenimento.</h3>
<p><span id="more-49969"></span></p>
<p>Una domanda fra tutte.</p>
<p>Perché, se già il <strong>31 gennaio il Governo Conte firmava una delibera</strong>  del Consiglio dei Ministri (pubblicata in gazzetta ufficiale il 1 febbraio 2020) in cui si dichiarava “(…) <strong><em>per 6 mesi dal presente provvedimento</em></strong><em>, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all&#8217;insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”</em>, il primo decreto, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19», risale solo <strong>al 23 febbraio 2020?</strong></p>
<p>Perché da 31 gennaio al 23 febbraio, nonostante lo stato di emergenza, tutti noi potevamo girare, fare feste, andare in palestra, prendere mezzi pubblici stipati come nella stiva di un treno merci?</p>
<p>E, ancora, <strong>se sei mesi a partire dal 31 gennaio </strong>ci portano<strong> fino al 31 luglio 2020</strong>, per quale ragione tutte le misure, anche quelle economiche, adottate dal Governo si fermano molto prima?</p>
<p>Il fatto che ci troviamo tutti, dai politici, agli economisti, ai cittadini, difronte ad un’emergenza pari forse solo all’ultima guerra mondiale, e ad una situazione che richiede assunzione di responsabilità a volte superiori all’umana sostenibilità, è ormai evidente.</p>
<p>Ma non riusciamo a non pensare se e cosa sarebbe cambiato per le tante persone che oggi non sono più tra noi per via del virus, qualora certe misure di contenimento fossero state prese fin dal 31 gennaio 2020 quando il Governo era già pienamente cosciente dell’entità del pericolo.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/delibera-del-31-gennaio-2020.pdf">Leggi il testo integrale della delibera del 31 gennaio </a></p>
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		<item>
		<title>È scontro tra il governo centrale e la Regione Veneto sul decreto vaccini</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/e-scontro-tra-il-governo-centrale-e-la-regione-veneto-sul-decreto-vaccini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il decreto vaccini è costituzionale? Secondo il Veneto no. Scontro col governo La Regione Veneto ha notificato il 15 luglio il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge 73 del 2017 sulle vaccinazioni obbligatorie. &#8220;Quello che rifiutiamo &#8211; ha spiegato il presidente Luca Zaia &#8211; è un intervento statale che impone un obbligo collettivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34434" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_zaia_vaccini.jpg" alt="" width="450" height="350" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_zaia_vaccini.jpg 450w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_zaia_vaccini-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>Il decreto vaccini è costituzionale? Secondo il Veneto no. Scontro col governo</p>
<p>  <span id="more-34435"></span>  </p>
<p>La Regione Veneto ha notificato il 15 luglio il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge 73 del 2017 sulle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=33198" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vaccinazioni obbligatorie</a>.</p>
<p>&#8220;Quello che rifiutiamo &#8211; ha spiegato il presidente Luca Zaia &#8211; è un intervento statale che impone un obbligo collettivo di ben dodici vaccinazioni, una coercizione attuata per di più con decreto d&#8217;urgenza, senza precedenti storici a livello internazionale, nemmeno in periodi bellici, che rendere l&#8217;Italia il Paese con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa&#8221;.</p>
<p>La risposta del governo non si è fatta attendere: il Consiglio dei ministri, come riporta l’Ansa, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la determinazione di intervento nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dalla Regione Veneto avverso il decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, recante &#8220;Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale&#8221;. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm. Il governatore del Veneto Luca Zaia aveva presentato ricorso contro il decreto del governo.</p>
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		<item>
		<title>Australia pronta ad abbattere 1 milione di canguri</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/australia-pronta-ad-abbattere-1-milione-di-canguri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 10:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[Canguri]]></category>
		<category><![CDATA[Canguro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il governo vuole adottare le maniere forti, ma gli ambientalisti temono che ciò possa mettere a rischio la specie Il governo australiano ha deciso che andranno abbattuti quest’anno un milione di canguri. Il piano di riduzione è stato proposto dalle autorità per evitare danni all&#8217;ambiente e alle altre specie animali. Ma gli ambientalisti non ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33365" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_canguri.jpg" alt="" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_canguri.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_canguri-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_canguri-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il governo vuole adottare le maniere forti, ma gli ambientalisti temono che ciò possa mettere a rischio la specie</p>
<p>  <span id="more-33366"></span>  </p>
<p>Il governo australiano ha deciso che andranno abbattuti quest’anno un milione di canguri. Il piano di riduzione è stato proposto dalle autorità per evitare danni all&#8217;ambiente e alle altre specie animali.</p>
<p>Ma gli ambientalisti non ci stanno perché, spiegano, gli abbattimenti controllati si andranno a sommare alle uccisioni illegali e agli incidenti automobilistici e potrebbero mettere a rischio la specie.</p>
<p>Ogni proprietario terriero avrà un tot di “Licenze di uccidere”: di fatto si tratta di etichette che devono essere attaccate alla carcassa dell’animale per certificare che l&#8217;abbattimento sia stato legale.</p>
<p>Ma, come spiega l’associazione animalista Upper Hunter Valley Wildlife Aid, che soccorre i canguri feriti, agricoltori e allevatori uccidono i marsupiali anche senza autorizzazioni e li danno in pasto ai loro cani. Nelle loro proprietà la polizia non può entrare senza mandato e quindi non vengono puniti.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovo governo: Galletti rimane all’Ambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/nuovo-governo-galletti-rimane-all-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 10:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[galletti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[Confermato il ministro dell&#8217;ambiente uscente Cosa significa il nuovo governo per l’ambiente? Sembra si vada verso la continuità perché anche in questo ministero è stato confermato il ministro precedente, cioè Gian Luca Galletti. In questi mille giorni il suo operato è stato contraddistinto da battaglie come quella sugli OGM e sulle buste monouso, ma anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32930" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_news_img1_85283_galletti.jpg" alt="" width="600" height="390" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_news_img1_85283_galletti.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_news_img1_85283_galletti-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Confermato il ministro dell&#8217;ambiente uscente</p>
<p>  <span id="more-32931"></span>  </p>
<p>Cosa significa il nuovo governo per l’ambiente? Sembra si vada verso la continuità perché anche in questo ministero è stato confermato il ministro precedente, cioè Gian Luca Galletti. In questi mille giorni il suo operato è stato contraddistinto da battaglie come quella sugli OGM e sulle buste monouso, ma anche da polemiche come quella sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sulla compatibilità ambientale del progetto TAP (Gasdotto Trans-Adriatico), nonostante l&#8217;avversione di Provincia di Lecce, Regione Puglia e Ministero Beni Culturali.&nbsp;</p>
<p>Galletti è anche il ministro che ha rappresentato il nostro paese alla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30020" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza sul clima di Parigi</a>, dove 195 Paesi del mondo hanno sottoscritto un accordo sul clima.</p>
<p>Come ricorda l’Adnkronos, Galletti, nato a Bologna il 15 luglio del 1961, sposato con 4 figli, ha esordito in politica come consigliere comunale a Bologna, dove è rimasto dal 1990 al 2009, ricoprendo anche la carica di assessore al Bilancio, dal luglio 1999 al giugno 2004. Nel 2006 viene eletto deputato e riconfermato nelle successive legislature. Al governo esordisce a maggio 2013, nominato sottosegretario all&#8217;Istruzione nell&#8217;esecutivo presieduto da Enrico Letta.</p>
<p>Durante i mesi di presidenza italiana dell’UE <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23389" target="_blank" rel="noopener noreferrer">disse</a>: “La riduzione della CO2 è una grande opportunità economica e non una sventura e se saremo capaci di accettare questa sfida saremo più competitivi”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il governo promette 9 miliardi per le rinnovabili</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/il-governo-promette-9-miliardi-per-le-rinnovabili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 10:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il governo punta sulle rinnovabili: pronti 9 miliardi Il Ministero dello sviluppo economico sta per emanare un decreto sulle energie rinnovabili del valore di 9 miliardi. Lo ha spiegato il premier, Matteo Renzi, durante la conferenza sulle rinnovabili con Eni e Enel a Palazzo Chigi. Secondo Renzi &#8216;c&#8217;è una strategia verde del governo e del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31812" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Rinnovabili.jpg" alt="" width="1024" height="694" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Rinnovabili.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Rinnovabili-300x203.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Rinnovabili-768x521.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il governo punta sulle rinnovabili: pronti 9 miliardi</p>
<p>  <span id="more-31813"></span>  </p>
<p>Il Ministero dello sviluppo economico sta per emanare un decreto sulle energie rinnovabili del valore di 9 miliardi. Lo ha spiegato il premier, Matteo Renzi, durante la conferenza sulle rinnovabili con Eni e Enel a Palazzo Chigi.</p>
<p>Secondo Renzi &#8216;c&#8217;è una strategia verde del governo e del Paese su cui chiamiamo a orientarsi tutti i partner che vogliono investire nel territorio&#8217;. Proprio oggi, prosegue il premier, &#8216;presentiamo numeri, priorità e strategia di Eni e Enel nel settore delle rinnovabili&#8217;.</p>
<p>&#8216;Abbiamo aspettato volutamente la fine delle polemiche post referendarie e la fine della discussione sulle amministrative per presentare il lavoro di squadra che questo Paese intende fare sulle energie rinnovabili, partendo innanzitutto dalle aziende&#8217;, progegue Renzi, fiducioso nelle possibilità delle azienfde italiane di incidere inquesto settore: &#8216;le migliori tecnologie e competenze stanno nelle aziende italiane che lavorano in questo settore, il pianto e le lamentazione tradizionali per cui sulle rinnovabili non siamo in prima linea devono finire&#8217;.</p>
<p>Verranno installati impianti fotovoltaici nei terreni bonificati ma non utilizzabili per altri scopi, e, dopo il fotovoltaico, nella seconda fase si punterà anche al solare a concentrazione e all&#8217;eolico.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=6367" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sondaggio Ecoseven sull&#8217;eolico: gli italiani dicono di sì.</a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In pensione a 63 anni? Ecco come funzionerà la riforma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2016 09:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ape]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[Prepensionamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il governo introdurrà l&#8217;Ape, una nuova forma di prepensionamento Si torna a parlare di pensioni dopo che il premier Matteo Renzi ha annunciato la creazione di un nuovo sistema più flessibile di pensionamento che dovrebbe prevedere la possibilità di anticipare il pensionamento a fronte di alcune piccole penalizzazioni. In realtà con il sistema attuale (contributivo) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31405" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/05/images_igallery_resized_ambientetest_Pensioni_APE-18001-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il governo introdurrà l&#8217;Ape, una nuova forma di prepensionamento</p>
<p>  <span id="more-31406"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Si torna a parlare di pensioni dopo che il premier Matteo Renzi ha annunciato la creazione di un nuovo sistema più flessibile di pensionamento che dovrebbe prevedere la possibilità di anticipare il pensionamento a fronte di alcune piccole penalizzazioni.</span></p>
<p>In realtà con il sistema attuale (contributivo) è già possibile una forma di pensionamento anticipato a 63 anni alle seguenti condizioni:</p>
<p> </p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">63 anni e 7 mesi di età</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">20 anni di contributi</span></li>
<li><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">assegno pari ad almeno 2,8 volte l&#8217;assegno sociale </span></li>
</ul>
<p> </p>
<p>Per accedervi i lavoratori non devono avere contributi precedenti al 1996 e hanno meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e almeno 5 anni di contributi versati dal 1996 in poi, se optano per il computo nella Gestione Separata.</p>
<p><strong>L&#8217;Ape</strong></p>
<p>La nuova pensione anticipata proposta dal Governo si chiama &#8216;Ape&#8217; e dovrebbe sempre prevedere una uscita dal lavoro a 63 anni. Non si conoscono ancora nel dettaglio i requisiti di accesso, anche se le penalizzazioni per i lavoratori disoccupati saranno minori, in quanto verranno graduate in base al reddito.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è uniformare i requisiti previsti per la pensione nel 2018. Il prepensionamento sarà consentito a coloro ai quali mancano 3 anni e quindi dovrebbero rientrarvi i nati fino al 1953, cioè quelli che avranno compiuto 63 anni e 11 mesi all&#8217;entrata in vigore della norma.</p>
<p>Per chi anticipa sarà prevista una penalizzazione. Verrà calcolata sulla quota retributiva della pensione. Si ipotizza un taglio del 2 al 4% per ogni anno di prepensionamento da valutare anche in base al reddito.</p>
<p>Lo stato dovrebbe farsi carico dei costi per i disoccupati, mentre per i lavoratori in esubero dovrebbero intervenire le aziende.</p>
<p>Coloro che sceglieranno volontariamente la pensione anticipata avranno anche la possibilità di ricorrere a un prestito bancario.</p>
<p>Bisogna attendere i dettagli della riforma e la sua entrata in vigore per calcolare la differenza tra la pensione anticipata contributiva (quella già possibile ora) e l&#8217;Ape. Quest&#8217;ultima dovrebbe comunque essere più conveniente.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=31213" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le pensioni sono ferme, negli ultimi 5 anni sono aumentate solo di circa 50 euro.</a></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In arrivo 12 nuovi inceneritori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/in-arrivo-12-nuovi-inceneritori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 08:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[I nuovi inceneritori saranno costruiti nelle regioni del sud. Il governo accelera, perplessi gli ambientalisti Nel nostro paese bruceremo due milioni di tonnellate di rifiuti in più all&#8217;anno se andrà il porto il piano di costruzione di nuovi inceneritori. Saranno 8, ma il programma completo ne prevede 12. In Italia ci sono già 40 inceneritori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31277" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_12_nuovi_inceneritori_Italia-17933-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I nuovi inceneritori saranno costruiti nelle regioni del sud. Il governo accelera, perplessi gli ambientalisti</p>
<p>  <span id="more-31278"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nel nostro paese bruceremo due milioni di tonnellate di rifiuti in più all&#8217;anno se andrà il porto il piano di costruzione di nuovi inceneritori.</span></p>
<p>Saranno 8, ma il programma completo ne prevede 12.</p>
<p>In Italia ci sono già 40 inceneritori in funzione e i nuovi andrebbero costruiti al sud, dato che il nord del paese già copre il proprio fabbisogno di smaltimento.</p>
<p>Si tratta di un aumento del 30% su base nazionale dei rifiuti bruciati che vedrà coinvolte le seguenti regioni:  Sicilia, in Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna e Umbria. </p>
<p>Come ha già spiegato il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=28479" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wwf</a>: &#8216;il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo&#8217;.</p>
<p>Secondo uno studio dell&#8217;Arpa-Emila Romagna, ripreso dall&#8217;<a href="http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/04/14/news/arrivano-dodici-nuovi-inceneritori-ma-per-il-ministero-non-c-e-impatto-sull-ambiente-1.260449" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Espresso</a>, il surplus di incenerimento comporterà ogni anno la produzione di &#8216; 450 mila tonnellate in più di scorie e ceneri, 2 mila tonnellate di ossidi di azoto, 545 chili di mercurio e altrettanti del velenoso tallio. Senza dimenticare 110 tonnellate in più di polveri sottili, 1,1 grammi di diossine e furani e 1 milione e mezzo di tonnellate di anidride carbonica&#8217;.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Passare al part-time negli anni prima della pensione, la proposta del governo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/passare-al-part-time-negli-anni-prima-della-pensione-la-proposta-governo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 12:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Part Time]]></category>
		<category><![CDATA[Poletti]]></category>
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					<description><![CDATA[Per chi si avvicina alla pensione in arrivo il &#8216;contratto di lavoro a tempo parziale agevolato’ I lavoratori del settore privato che hanno lavorato full-time a tempo indeterminato e versato i contributi per almeno 20 anni (requisito contributivo minimo) e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018, potranno concordare col datore di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31222" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/04/images_igallery_resized_ambientetest_Poletti_part_time-17905-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per chi si avvicina alla pensione in arrivo il &#8216;contratto di lavoro a tempo parziale agevolato’<br /></span></p>
<p>  <span id="more-31223"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">I lavoratori del settore privato che hanno lavorato full-time a tempo indeterminato e versato i contributi per almeno 20 anni (requisito contributivo minimo) e che maturano il requisito anagrafico entro il 31 dicembre 2018, potranno concordare col datore di lavoro il passaggio al part-time.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L’orario verrebbe ridotto al 40 o al 60% e, oltre alla retribuzione per il lavoro svolto a mezza giornata, il lavoratore riceverebbe anche una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Questa misura vene definita ‘invecchiamento attivo’ e prevede una uscita più graduale dal mondo del lavoro.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per questo periodo di particolare part time lo stato riconosce al lavoratore la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione non effettuata, in modo che alla maturazione dell’età pensionabile il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ora il decreto del ministro del lavoro Poletti è al vaglio della Corte dei Conti.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per accedere al programma si può farne richiesta all <a href="https://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=2&amp;ServAction=elencoTipoUtente&amp;link=Per+tipologia+di+utente&amp;ServID=526" target="_blank" rel="noopener noreferrer">INPS</a> in via telematica, ci si può rivolgere agli sportelli dell’istituto o è possibile consultare un patronato.</span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Medici: sospeso lo sciopero del 17 e 18 marzo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/medici-sospeso-lo-sciopero-del-17-e-18-marzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 09:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzin. Madia]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[Sospeso lo sciopero dei camici bianchi previsto per la prossima settimana Una buona notizia per tutti i pazienti: non ci sarà lo sciopero di medici il 17 e 18 marzo.  Lo comunicano i sindacati di categoria dopo aver incontrato ieri, 9 marzo, i ministri della salute, Beatrice Lorenzin e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30943" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_Sciopero_medici-17764-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Sospeso lo sciopero dei camici bianchi previsto per la prossima settimana</p>
<p>  <span id="more-30944"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Una buona notizia per tutti i pazienti: non ci sarà lo sciopero di medici il 17 e 18 marzo. </span></p>
<p>Lo comunicano i sindacati di categoria dopo aver incontrato ieri, 9 marzo, i ministri della salute, Beatrice Lorenzin e della Pubblica amministrazione, Marianna Madia.</p>
<p>Lo sciopero è stato posticipato di 60 giorni.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Precisano i sindacati che lo sciopero non è stato revocato, ma ‘sospeso per 60 giorni perché dal Governo c&#8217;è stato un segnale di attenzione importante’. </span></p>
<p>È stato fissato per il 14 marzo un nuovo incontro tra i rappresentanti dei camici bianchi e del governo. I temi caldi, come spiegano i sindacati, sono la formazione e l’accesso dei professionisti al Servizio sanitario nazionale.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘La disponibilità del Governo apre un processo importante a partire da tre punti principali. In primo luogo la difesa della sanità pubblica, e quindi del diritto alla salute dei cittadini. In secondo luogo c&#8217;è stato il riconoscimento del ruolo dei medici e del lavoro che svolgono all&#8217;interno del sistema sanitario nazionale. Infine, c&#8217;è l&#8217;impegno alla presa in carico della questione del precariato medico e della formazione post-laurea come questione che riguarda la tenuta stessa del Ssn’, ha spiegato Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘Dal Governo oggi sono stati presi impegni importanti, ma da verificare. Vedremo poi i conti, alla prova del Mef e delle Regioni, perché oggi di soldi non si è parlato’, ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici. </span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=11087" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopriamo il kit medico per il pronto soccorso a energia solare.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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