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	<title>gorilla &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Coronavirus e animali: il Covid può infettare i gorilla?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 11:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus e animali]]></category>
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					<description><![CDATA[Dallo zoo di San Diego all&#8217;Africa, il timore degli esperti È la prima volta dall&#8217;inizio della pandemia che due gorilla risultino affetti da COVID-19. Sono stati controllati perché hanno mostrato i sintomi, compresa la tosse, mentre si trovavano nello zoo che li ospita, a San Diego. Secondo un comunicato stampa rilasciato dallo zoo, la direttrice Lisa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-81612" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/01/gorilla-2318998_1280-e1611489110595.jpg" alt="gorilla" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Dallo zoo di San Diego all&#8217;Africa, il timore degli esperti</h3>
<p><span id="more-81611"></span></p>
<p>È la prima volta dall&#8217;inizio della pandemia che <strong>due gorilla risultino affetti da COVID-19</strong>. Sono stati controllati perché hanno mostrato i sintomi, compresa la tosse, mentre si trovavano nello zoo che li ospita, a San Diego.</p>
<p>Secondo un <a href="https://zoo.sandiegozoo.org/pressroom/news-releases/gorilla-troop-san-diego-zoo-safari-park-test-positive-covid-19" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a> rilasciato dallo zoo, la direttrice Lisa Peterson ha dichiarato che: &#8220;A parte un po&#8217; di congestione e tosse, i gorilla stanno bene. La truppa rimane insieme in quarantena e sta mangiando e bevendo. Speriamo in una piena guarigione&#8221;.</p>
<h4>I funzionari dello zoo pensano che gli animali potrebbero aver contratto la malattia da un membro asintomatico del personale.</h4>
<p>Gli specialisti considerano questo incidente come una prova che <strong>il rischio maggiore nella trasmissione del virus è la vicinanza alla persona infetta.</strong></p>
<p>Durante tutta la pandemia, ci sono state preoccupazioni sulla possibilità che gli esseri umani infettassero gli animali e viceversa. Ci sono state alcune <strong>segnalazioni di esseri umani che hanno trasmesso il virus ad animali domestici come cani e gatti</strong>, ma non ci sono stati studi che si occupassero di accertare il rischio che gli animali corrono.</p>
<h4>I casi più gravi sono stati segnalati in Europa, dove <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/il-coronavirus-se-la-prende-anche-con-i-visoni/">sono stati abbattuti milioni di visoni</a> negli allevamenti da pelliccia.</h4>
<p>A New York, nello zoo del Bronx, un totale di cinque tigri e tre leoni si sono ammalate nel corso dello scorso anno.</p>
<p>La notizia dei gorilla dello zoo di San Diego sta già destando preoccupazione tra gli ambientalisti. <strong>Ci si preoccupa soprattutto per l&#8217;Africa</strong>, dove ci sarebbe il rischio maggiore: lì si trovano le uniche popolazioni rimaste di gorilla selvatici, bonobo e scimpanzé.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, dato che <strong>i gorilla e altre grandi scimmie condividono circa il 95% del genoma umano</strong>, è probabile che subiscano effetti del virus simili a quelli degli esseri umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;impatto della produzione degli smartphone sui gorilla</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/limpatto-della-produzione-degli-smartphone-sui-gorilla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2020 19:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[coltan]]></category>
		<category><![CDATA[Congo]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[rischio estinzione]]></category>
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					<description><![CDATA[La nascita di una baby gorilla fa riflettere sull&#8217;uso e l&#8217;abuso dei nuovi modelli dei nostri telefoni cellulari La nascita di una baby gorilla fa riflettere sull&#8217;uso e l&#8217;abuso dei nuovi modelli dei nostri telefoni cellulari. Il primo esemplare di gorilla di pianura (sottospecie del gorilla occidentale) nato nello zoo di Los Angeles  in vent&#8217;anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La nascita di una baby gorilla fa riflettere sull&#8217;uso e l&#8217;abuso dei nuovi modelli dei nostri telefoni cellulari</h3>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48929" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/gorilla-3489893_1280.jpg" alt="gorilla" width="797" height="443" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/gorilla-3489893_1280.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/gorilla-3489893_1280-300x167.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/gorilla-3489893_1280-768x427.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>La nascita di una baby gorilla fa riflettere sull&#8217;uso e l&#8217;abuso dei nuovi modelli dei nostri telefoni cellulari.<span id="more-48928"></span></p>
<p>Il primo esemplare di gorilla di pianura (sottospecie del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gorilla_gorilla">gorilla occidentale</a>) nato nello zoo di <a href="https://www.lazoo.org/2020/02/gorilla-baby-name/">Los Angeles</a>  in vent&#8217;anni è stato lanciato in un&#8217;impresa molto importante: cercare di aumentare la consapevolezza delle persone sulla connessione tra la produzione dei cellulari e la situazione critica dei gorilla.</p>
<p>È proprio intorno a questo che si sta formando la fan base della piccola Angela, nata da poco da mamma N&#8217;dijia e papà Kelly – che, insieme a Rapunzel ed Evelyn, compongono la famiglia di 5 esemplari di gorilla di pianura dello zoo.</p>
<p>Questa specie è originaria della Repubblica Centrafricana, del Camerun, della Guinea Equatoriale, del Gabon, dell&#8217;Angola e della Repubblica Democratica del Congo.</p>
<h4>Poiché solo circa 100.000 gorilla occidentali di pianura sopravvivono ancora in natura, ogni nuova nascita è motivo di festa.</h4>
<p>Questa, in particolare, ha permesso di ricordare alle persone che, oltre ai pericoli che minacciano i gorilla allo stato brado – tra cui bracconieri, malattie, azioni umane – e che sembrano così lontani dalla loro vita, la maggior parte di noi ha una responsabilità sulla vita di questi animali e dipende dall&#8217;uso del telefono cellulare.</p>
<p>Il bacino del Congo, infatti, è ricco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Columbite-tantalite">coltan</a>, un minerale utilizzato proprio nella produzione dei compagni elettronici della nostra vita.</p>
<p>I minatori che lo estraggono non solo rovinano gli habitat e la vita dei gorilla, ma spesso, facendo questo lavoro illegalmente, cacciano la fauna selvatica – compresi i gorilla – per poter mangiare.</p>
<p>Il messaggio che nasce da questa notizia, quindi, è che si può fare qualcosa per aiutare la vita dei gorilla: riciclare i vecchi smartphone in modo da diminuire la quantità di minerali di conflitto che vengono estratti per produrre elettronica.</p>
<p>Una società di riciclaggio attiva in questo senso è <a href="https://www.eco-cell.com/">ECO-CELL</a>, visto che collabora con molti gruppi di conservazione e finora ha riciclato circa 1 milione di telefoni cellulari.</p>
<p>Come ha detto il fondatore dell&#8217;azienda, <strong>Eric Ronay</strong>, a <a href="https://news.mongabay.com/2019/01/cellphones-are-still-endangering-gorillas-but-recycling-old-ones-can-help/">Mongabay</a>, «Se riusciamo a raggiungere la massa dei consumatori, in particolare i giovani consumatori, e ispirarli a richiedere prodotti etici e sicuri per i gorilla, l&#8217;intero panorama dell&#8217;elettronica cambierà in modo drammatico».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Muore Koko, la gorilla che interagiva con la lingua dei segni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/muore-koko-la-gorilla-che-interagiva-con-la-lingua-dei-segni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 13:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[koko]]></category>
		<category><![CDATA[lingua dei segni]]></category>
		<category><![CDATA[LIS]]></category>
		<category><![CDATA[scimmia]]></category>
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					<description><![CDATA[Rimane una delle scimmie che hanno mostrato al mondo cosa possono fare i primati, Koko, benché sia recentemente scomparsa Lo ha annunciato in un comunicato The Gorilla Foundation: all&#8217;età di 46 anni, la femmina di gorilla Koko ci ha lasciato, è morta nel sonno, dopo aver ispirato milioni di persone con la sua vita.&#160; Nata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36740" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_gorilla-2277695_1920.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_gorilla-2277695_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_gorilla-2277695_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_gorilla-2277695_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Rimane una delle scimmie che hanno mostrato al mondo cosa possono fare i primati, Koko, benché sia recentemente scomparsa</p>
<p>  <span id="more-36741"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha annunciato in un comunicato <a href="https://www.koko.org/node/2257" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Gorilla Foundation</a>: all&#8217;età di 46 anni, la femmina di gorilla Koko ci ha lasciato, è morta nel sonno, dopo aver ispirato milioni di persone con la sua vita.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nata nello zoo di San Francisco il 4 luglio del 1971, Koko, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gorilla_gorilla_gorilla" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una gorilla di pianura occidentale</a>, ha iniziato a imparare la lingua dei segni nelle prime fasi della vita, grazie alla dottoressa Francine &#8220;Penny&#8221; Patterson. Poi, nel 1974, i ricercatori che si occupavano di lei – insieme alla dottoressa Patterson, anche il dottor Ronald Cohn – la trasferirono a Stanford e fondarono «The Gorilla Foundation», appunto, un&#8217;organizzazione senza scopo di lucro che lavora per preservare e proteggere i gorilla. In seguito, la fondazione si trasferì sulle montagne di Santa Cruz, insieme a Koko, Michael – un altro gorilla di pianura occidentale – e poi si unì a loro anche Ndume.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto è stato raccontato, Koko conosceva circa 2000 parole in lingua inglese e di solito poteva tenere il passo con le conversazioni; era ambasciatrice della sua specie in via di estinzione, «un&#8217;icona per la comunicazione interspecie e l&#8217;empatia», dice il comunicato stampa. «La capacità di Koko per il linguaggio e l&#8217;empatia ha aperto la mente e il cuore di milioni di persone».<br />Koko, infatti, ha fatto molto per la sensibilizzazione verso la sua specie, per la comprensione del mondo dei gorilla: per esempio, ha partecipato a numerosi documentari ed è apparsa due volte sulla copertina del National Geographic – la prima volta, tra l&#8217;altro, con una foto che si era scattata da sola in uno specchio, raccontano dalla Fondazione; mentre la seconda con All Ball, il suo gattino, dal cui rapporto è nato anche il libro «Koko&#8217;s Kitten», usato nelle scuole elementari di tutto il mondo. Per non dire che Koko è stata anche esposta come pittrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una perdita davvero gigante.</p>
<p style="text-align: justify;">La fondazione, ovviamente, continuerà i suoi lavori sulla conservazione dei gorilla anche ora che Koko non c&#8217;è più, ma, di certo, come molti altri non la dimenticheranno mai.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Una speranza per i gorilla di montagna</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/animali/una-speranza-per-i-gorilla-di-montagna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 07:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Aumento]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo censimento, il numero degli esemplari dei gorilla di montagna è cresciuto Per una volta, una buona notizia: i gorilla di montagna&#160;sono in crescita. Il numero delle scimmie (in pericolo di estinzione) che risiedono sull&#8217;altipiano di Virunga è arrivato a 604 da 480 che era nel 2010 – lo dice il Dian Fossey [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36497" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_gorilla-406528_1920.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_gorilla-406528_1920.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_gorilla-406528_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_gorilla-406528_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Secondo un nuovo censimento, il numero degli esemplari dei gorilla di montagna è cresciuto</p>
<p>  <span id="more-36498"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Per una volta, una buona notizia: i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gorilla_beringei_beringei" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gorilla di montagna</a>&nbsp;sono in crescita. Il numero delle scimmie (in pericolo di estinzione) che risiedono sull&#8217;altipiano di Virunga è arrivato a 604 da 480 che era nel 2010 – lo dice il <a href="https://gorillafund.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dian Fossey Gorilla Fund International</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1981, erano solo 242 i gorilla di montagna che vivevano in quella zona, un&#8217;area transfrontaliera che comprende il Ruanda, l&#8217;Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. In totale, adesso, ci sono 1.000 gorilla di montagna nel mondo, se si aggiungono agli esemplari di Virunga anche quelli che vivono in una popolazione separata in Uganda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conteggio di questa specie proviene da un recente censimento coordinato dalla <a href="http://greatervirunga.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Greater Virunga Transboundary Collaboration</a>, al quale hano partecipato anche il Karisoke Research Center del Fossey Fund e l&#8217;<a href="http://igcp.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">International Gorilla Conservation Program</a>, un programma di coalizione che include anche il WWF tra i suoi partner e che ha sostenuto il censimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Sessanta persone hanno preso parte a questo censimento e hanno camminato tra i gorilla in due diverse perlustrazioni fatte a circa tre mesi di distanza una dall&#8217;altra. I ricercatori, inoltre, hanno raccolto informazioni da peli e campioni di letame durante retate notturne per lavorare meglio al conteggio della popolazione e identificare anche i singoli gorilla.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Fossey Fund, l&#8217;aumento della popolazione dei gorilla di montagna è dovuto alla protezione quotidiana che ovviamente non è finita, deve continuare: le grandi scimmie potrebbero essere colpite da trappole, malattie, riduzione del loro habitat a causa dei cambiamenti climatici e chissà quant&#8217;altro.<br />Speriamo di continuare a vedere il numero di questi animali salire.</p>
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		<title>Anche i gorilla hanno bisogno di essere abbracciati</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/anche-i-gorilla-hanno-bisogno-di-essere-abbracciati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Sep 2017 10:36:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Abbraccio]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
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					<description><![CDATA[Un video di due fratelli di gorilla che si abbracciano dovrebbe bastare per insegnarci a trattare gli animali con il rispetto che meritano I ricercatori della WCS (Wildlife Conservation Society) Programma Congo () hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook un filmato di 11 secondi molto tenero in cui si vedono due fratelli gorilla che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34564" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_helping-others-708x553.jpg" alt="" width="699" height="452" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_helping-others-708x553.jpg 699w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_helping-others-708x553-300x194.jpg 300w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></p>
<p>Un video di due fratelli di gorilla che si abbracciano dovrebbe bastare per insegnarci a trattare gli animali con il rispetto che meritano</p>
<p>  <span id="more-34565"></span>  </p>
<p>I ricercatori della WCS (Wildlife Conservation Society) <a href="https://programs.wcs.org/congo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Programma Congo</a> () hanno pubblicato sulla loro<a href="https://www.facebook.com/TheWCS/videos/1742595222420651/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> pagina Facebook</a> un filmato di 11 secondi molto tenero in cui si vedono due fratelli gorilla che si abbracciano. Hanno avuto la possibilità di immortalare questo momento grazie a una piattaforma di osservazione a Mbeli Bai, immersa nel <a href="https://programs.wcs.org/congo/Wild-Places/Nouabale-Ndoki-NP.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Parco Nazionale Nouabale Ndoki</a>, una zona che WCS aiuta a gestire.&nbsp;</p>
<p>I ricercatori che hanno osservato i due esemplari di gorilla – a cui hanno dato i nomi di Avatar e Jingles – hanno raccontato che quell&#8217;abbraccio faceva parte di una sessione di gioco e hanno spiegato che i gorilla sono molto fisici nei loro comportamenti di approccio uno all&#8217;altro. Oltre alla lotta, al colpirsi e al mordere, ci sono anche tocchi, annusate, baci e abbracci. E proprio l&#8217;abbraccio, a quanto dicono i ricercatori, è la forma di conferma del legame sociale che intercorre tra di loro.</p>
<p>Questa osservazione non è il frutto del sentimento che un video così dolce e così «umano» provoca quando lo si guarda, bensì è la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori nell&#8217;ambito di uno studio, il <a href="https://www.mbelibaistudy.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mbeli Bai Study</a>, che è il più lungo mai fatto sull&#8217;organizzazione sociale, la vita e la <a href="https://www.mbelibaistudy.org/gorilla" target="_blank" rel="noopener noreferrer">demografia dei gorilla</a>&nbsp;delle pianure occidentali – uno studio che è in corso dal 1995.</p>
<p>Come si legge sul loro sito, «nonostante il fatto che essi rappresentano oltre il 90% di tutti i gorilla selvatici e di quasi tutte le popolazioni in cattività, rimane scarsa la quantità di dati sulla storia naturale di questi animali sfuggenti». Di certo, adesso possiamo dire di sapere una cosa in più, di averla vista con i nostri occhi: anche i gorilla delle pianure occidentali hanno bisogno di essere abbracciati</p>
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		<item>
		<title>Senza Gorilla e tucani sarebbe difficile combattere il cambiamento climatico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/senza-gorilla-e-tucani-sarebbe-difficile-combattere-il-cambiamento-climatico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 10:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamneto climatico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[Fortuna che gorilla, scimpanzé e tucani esistono. Loro ci aiutano a combattere il cambiamento climatico   Senza gorilla, scimpanzé, tapiri e tucani non solo il mondo sarebbe più triste e meno colorato, ma anche più in difficoltà. Sì, Senza i grandi animali che abitano le foreste tropicali sarebbe molto più difficile contrastare i cambiamenti climatici. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30144" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/12/images_igallery_resized_ambientetest_images__1_-17349-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Fortuna che gorilla, scimpanzé e tucani esistono. Loro ci aiutano a combattere il cambiamento climatico</p>
<p>  <span id="more-30145"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Senza <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26355" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gorilla</a>, scimpanzé, tapiri e tucani non solo il mondo sarebbe più triste e meno colorato, ma anche più in difficoltà. Sì, Senza i grandi animali che abitano le foreste tropicali sarebbe molto più difficile contrastare i cambiamenti climatici. Perché? Perché questa fauna contribuisce alla crescita delle foreste, indispensabili per rimuovere la CO2 dall&#8217;atmosfera. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista <a href="http://comments.sciencemag.org/content/10.1126/science.1251654" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Science Advances</a>.</p>
<p>Ci spieghiamo meglio. I grandi animali che vivono le foreste tropicali e che mangiano i frutti contribuiscono a  spargere i semi più grandi, spesso associati alle specie di albero più imponenti e a maggiore densità legnosa, in grado quindi di assorbire e immagazzinare meglio l&#8217;anidride carbonica rispetto agli alberi di piccola taglia.</p>
<p> </p>
<p>‘I grandi mammiferi e uccelli provvedono da soli alla quasi totalità dello spargimento dei semi, ma sono minacciati dalla caccia, dal traffico illegale e dalla perdita di habitat’, spiegano gli esperti. ‘Nel tempo il declino e l&#8217;estinzione della megafauna indurrà una perdita delle grandi latifoglie, e questo a sua volta avrà un impatto negativo sulla capacità delle foreste tropicali di immagazzinare carbonio e dunque di contrastare il cambiamento climatico’.</p>
<p>gc </p>
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		<title>La strana storia, il Gorilla latin lover</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 14:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[Gorilla Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Gorilla latin lover]]></category>
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					<description><![CDATA[Un latin lover davvero speciale: il Gorilla Shabani ammalia le donne del Giappone   Una storia davvero strana. Accade in Giappone, nello zoo di Higashiyama, a Nagoya, dove è ospite dal 2007 Shabani,un gorilla speciale nato in Olanda e cresciuto a Sydney. Perchè speciale? Ve lo diciamo subito: questo gorilla di 18 anni è davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-27189" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_set_shabani_handsome_gorilla_640-15829-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Un latin lover davvero speciale: il Gorilla Shabani ammalia le donne del Giappone</p>
<p>  <span id="more-27190"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Una storia davvero strana. Accade in Giappone, nello zoo di Higashiyama, a Nagoya, dove è ospite dal 2007 Shabani,un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26355" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gorilla</a> speciale nato in Olanda e cresciuto a Sydney. Perchè speciale? Ve lo diciamo subito: questo gorilla di 18 anni è davvero bello e ha un &#8216;fisico bestiale&#8217;. Ha uno sguardo affascinante e profondo, un fisico scolpito e si atteggia come un divo di Hollywood.</p>
<p align="LEFT">Da quando lui è ospite dello zoo, le visite sono aumentate, soprattutto le visite delle donne, che fanno la fila pur di ammirarlo. La sua fama ha preso piede grazie a Twitter, dove centinaia di donne ammirate hanno condiviso le sue foto.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.66cm; orphans: 1;" align="LEFT">gc</p>
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		<title>Gorilla in pericolo. Estinzione vicina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 11:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Wwf e le Nazioni Unite lanciano l&#8217;allarme: i Gorilla stanno per scomparire   Gorilla in pericolo: &#8216;Negli ultimi 65 anni la popolazione di gorilla si è ridotta dell&#8217;80%, decimata da ebola, dal commercio alimentare e dalla distruzione delle foreste&#8217;. A lanciare l&#8217;allarme è il Wwf, con un focus che partirà nei prossimi giorni. &#8216;Alcune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26354" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_images-15414-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT"><span><span>Il Wwf e le Nazioni Unite lanciano l&#8217;allarme: i Gorilla stanno per scomparire</span></span></p>
<p>  <span id="more-26355"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><span><span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=22185" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gorilla</a> in pericolo: &#8216;Negli ultimi 65 anni la popolazione di gorilla si è ridotta dell&#8217;80%, decimata da ebola, dal commercio alimentare e dalla distruzione delle foreste&#8217;. A lanciare l&#8217;allarme è il Wwf, con un <a href="http://www.wwf.it/gorilla" target="_blank" rel="noopener noreferrer">focus</a> che partirà nei prossimi giorni</span></span><span><span>.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>&#8216;Alcune popolazioni sono del tutto sparite la sottospecie del gorilla occidentale denominato il gorilla &#8216;Cross River&#8217;, che vive in una piccola area di foreste tropicali di altitudine collocate tra i 1.500 ed i 3.500 metri di altitudine&#8217;, in una zona &#8216;tra Nigeria e Camerun, conta appena 250-300 individui&#8217;.</span></span></p>
<p> </p>
<p align="LEFT"><span><span>Ad essere preoccupate sono anche le Nazioni Unite, secondo le quali, &#8216;entro il 2032 sarà rimasto solo il 10% dell&#8217;habitat dei gorilla e nei prossimi 10 anni i &#8216;re della foresta&#8217; potrebbero scomparire&#8217;.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>gc </span></span></p>
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		<title>Riabbraccia il Gorilla dopo anni di lontananza. Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 08:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[abbraccio bambina e Gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bambina]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto uomo-animale]]></category>
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					<description><![CDATA[Gorilla e ‘bambina’ si riabbracciano dopo anni di lontananza: ecco il video Un video davvero emozionante, che ci fa riflettere sul legame che si crea tra uomo ed animale (non solo domestico). Le immagini che seguono mostrano il momento in cui gorilla Djalta e Tansy Aspinall, una donna, si sono riabbracciati. Il primo incontro tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22184" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th-13314-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Gorilla e ‘bambina’ si riabbracciano dopo anni di lontananza: ecco il video</p>
<p>  <span id="more-22185"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 12.222222328186px; line-height: 1.3em;">Un video davvero emozionante, che ci fa riflettere sul legame che si crea tra uomo ed animale (non solo domestico). Le immagini che seguono mostrano il momento in cui gorilla Djalta e Tansy Aspinall, una donna, si sono riabbracciati. Il primo incontro tra i due avvenne quando la donna aveva 18 mesi, in Inghilterra, nel Howlett Wild Animal Park nel Kent, all&#8217;interno del giardino zoologico gestito dal padre. La bambina è cresciuta a contatto con il primate.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">Nel 2002, però, il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=10545"><strong>Gorilla</strong></a> era stato poi liberato per tornare nella foresta. Dopo anni papà e figlia si erano messi sulle sue tracce e hanno trovato Djalta nella foresta equatoriale del Gabon.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/KCA63RsSyVw" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">gc</p>
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		<title>Zoo nel Bronx: nati due gorilla. Il video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 13:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[baby gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[Bronx]]></category>
		<category><![CDATA[gorilla]]></category>
		<category><![CDATA[Zoo]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono nati due baby gorilla nello zoo del Bronx: un eventi speciale. Il video   Nati due gorilla nello zoo del Bronx: un evento davvero speciale, perché sono nati due gorilla dopo otto anni che non ne nascevano. I piccoli hanno lo stesso padre, Ernie, un esemplare di 31 anni, ma due madri differenti. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16975" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambientetest_44d8d7713a576f1eb4b9af82f182ffc2-10717-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Sono nati due baby gorilla nello zoo del Bronx: un eventi speciale. Il video</p>
<p>  <span id="more-16976"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Nati due <strong>gorilla nello zoo del Bronx</strong>: un evento davvero speciale, perché sono nati due gorilla dopo otto anni che non ne nascevano. I piccoli hanno lo stesso padre, Ernie, un esemplare di 31 anni, ma due madri differenti. Il primo gorilla è nato il 10 marzo da Julia, un gorilla di 33 anni. Il secondo è figlio di Tuti, un esemplare di 19 anni, ed è nato il 17 aprile. Ancora non si conosce il sesso dei cuccioli e sarà possibile vederli ai visitatori del parco fino alla tarda primavera.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">I <strong>baby-gorilla</strong>, che fanno parte di uno speciale programma di allevamento volto al miglioramento della possibilità di sopravvivenza degli animali dello zoo, sono i primi gorilla nati nello Zoo del Bronx dal 2006. Attualmente nel parco sono presenti più di 20 gorilla, il più grande gruppo di questa specie di scimmia in tutto il Nord America. I gorilla della pianura occidentale sono elencati come in pericolo di estinzione dall&#8217;Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). In natura la specie vive nelle foreste tropicali e subtropicali dell&#8217;Africa equatoriale.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/tgCHVLyLDYY" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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