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	<title>golfo &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Ritratto della manta da giovane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 13:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[golfo]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperto nel Golfo del Messico un vivaio gigante di piccoli mante I ricercatori hanno identificato un luogo molto importante per lo studio della fauna marina: nel Flower Garden Banks National Marine Sanctuary&#160;del Golfo del Messico, a circa 70 miglia al largo di Galveston, in Texas, è stato trovato un vivaio gigante di giovani mante.&#160; Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36746" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920.jpg" alt="" width="798" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Scoperto nel Golfo del Messico un vivaio gigante di piccoli mante</p>
<p>  <span id="more-36747"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno identificato un luogo molto importante per lo studio della fauna marina: nel <a href="https://flowergarden.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flower Garden Banks National Marine Sanctuary</a>&nbsp;del Golfo del Messico, a circa 70 miglia al largo di Galveston, in Texas, è stato trovato un vivaio gigante di giovani mante.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il dottorando e direttore esecutivo del <a href="https://www.mantatrust.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Manta Trust</a>, Josh Stewart, ha fatto questa scoperta mentre stava studiando dei manta adulti della zona. Alla vista di un esemplare maschio giovane, molto raro da vedere, Stewart si è galvanizzato e ha parlato con alcuni ricercatori locali che gli hanno spiegato che gli avvistamenti delle manta giovani da quelle parti erano piuttosto comune. A quanto pare, però, fino a quel momento, questi altri ricercatori della <a href="http://www.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Oceanic Atmospheric Administration</a>&nbsp;avevano erroneamente identificato le giovani mante come un&#8217;altra specie: per questo a quel luogo non era stata riconosciuta l&#8217;importanza che meritava – e che, da ora, invece, avrà.</p>
<p style="text-align: justify;">Tipicamente, le mante adulte vivono in acque tropicali e subtropicali profonde, cosa che rende piuttosto difficile lo studio di queste maestose creature marine. Le manta giovani, dal canto loro, non venendo quasi mai viste insieme con le adulte, sono ancora più difficili da osservare e da comprendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questo vivaio che è stato trovato, però, non solo gli esemplari potranno essere osservati ma verranno protetti – le mante, infatti, in tutto questo, sono una specie in via di estinzione negli Stati Uniti. In più, si potrà fornire anche agli altri ricercatori una guida per proteggere simili habitat giovanili in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Caccia delle microplastiche, arriva a Napoli il veliero Tara</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/caccia-delle-microplastiche-arriva-a-napoli-il-veliero-tara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 16:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[Tara Mediterranée]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio di sedicimila km nel Mediterraneo per studiare gli effetti di questi microframmenti sull&#8217;ambiente marino e sulla biodiversita&#8217; E&#8217; Napoli la tappa italiana del viaggio di Tara Mediterranée, il veliero protagonista del progetto di esplorazione scientifica volto a quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull&#8217;ambiente, la biodiversità, la salute [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21256" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_veliero_ambiente-12856-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un viaggio di sedicimila km nel Mediterraneo per studiare gli effetti di questi microframmenti sull&#8217;ambiente marino e sulla biodiversita&#8217;</p>
<p>  <span id="more-21257"></span>  </p>
<p>E&#8217; Napoli la tappa italiana del viaggio di Tara Mediterranée, il veliero protagonista del progetto di esplorazione scientifica volto a quantificare la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo e i conseguenti effetti sull&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=3" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ambiente</strong></a>, la biodiversità, la salute dell&#8217;uomo. A Napoli il veliero si fermerà dal 9 al 13 ottobre, ma il suo viaggio dura sette mesi, da maggio a novembre 2014, è composto da 22 tappe in 11 diversi Paesi per un totale di sedicimila chilometri. Già finora purtroppo l&#8217;esplorazione ha mostrato risultati preoccupanti: nel Mare Nostrum c&#8217;è molta più plastica di quanta ne vediamo, si parla di almeno 250 miliardi di microframmenti. Le microplastiche hanno dimensioni minime (tra gli 0.3 e i 20 millimetri di lunghezza) ma ciò non le rende meno dannose. Basta pensare che impiegano circa trecento anni per decomporsi.</p>
<p>A Napoli, il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13603" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>veliero</strong></a> Tara effettuerà naturalmente dei prelievi di campioni delle acque del golfo ma l&#8217;appuntamento avrà anche carattere divulgativo e informativo con un ricco programma di eventi, conferenze e incontri tra ricercatori, studenti, pubblico e istituzioni.</p>
<p>Il programma è curato dalla stazione zoologica partenopea Anton Dohrn (<a href="http://www.szn.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.szn.it</a>) che partecipa al progetto con alcuni suoi ricercatori come Daniele Iudicone (il cui compito è identificare il ruolo delle correnti marine nel determinare la diversità planctonica), Maria Grazia Mazzocchi (studiosa del plancton che vive insieme ai frammenti di microplastica), Gabriele Procaccini (esperto di diversità molecolare degli organismi marini) e Adriana Zigone (che rileva al microscopio la biodiversità del fitoplancton raccolto da Tara). Tutti gli esperti hanno partecipato anche alla missione precedente “Tara Oceans” che ha studiato gli effetti del riscaldamento globale sulla biodiversità nei mari del mondo.</p>
<p>AS</p>
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		<title>La corrente del Golfo rallenta, rischio glaciazione per il nord Europa?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/la-corrente-del-golfo-rallenta-rischio-glaciazione-per-il-nord-europa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua dolce]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[corrente]]></category>
		<category><![CDATA[corrente oceanica]]></category>
		<category><![CDATA[glaciazione]]></category>
		<category><![CDATA[golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; ancora allarme per la troppa acqua dolce che arriva nell&#8217;oceano Atlantico e ostacola il percorso dell&#8217;acqua calda che viene dal Messico Tutti sappiamo che la corrente del Golfo, la corrente oceanica calda che si sviluppa all&#8217;interno del golfo del Messico, ha degli effetti importantissimi sul clima europeo. Purtroppo già da tempo gli scienziati avvertono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-21043" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_glaciazione_corrente_del_Golfo-12746-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>E&#8217; ancora allarme per la troppa acqua dolce che arriva nell&#8217;oceano Atlantico e ostacola il percorso dell&#8217;acqua calda che viene dal Messico</p>
<p>  <span id="more-21044"></span>  </p>
<p>Tutti sappiamo che la corrente del Golfo, la corrente oceanica calda che si sviluppa all&#8217;interno del golfo del Messico, ha degli effetti importantissimi sul clima europeo. Purtroppo già da tempo gli scienziati avvertono del pericoloso rallentamento della Circolazione Meridionale Atlantica, una delle principali correnti mondiali da cui dipende la Corrente del Golfo. Da ultimo l&#8217;allarme viene da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Ocean Science. Il rischio secondo gli scienziati è di una relativamente rapida glaciazione, un po&#8217; come narrato in &#8216;The day after tomorrow&#8217;, il film del 2004 diretto dal regista Roland Emmerich.</p>
<p>Il rallentamento sarebbe causato da grandi quantità di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14073" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>acqua</strong></a> dolce che stanno confluendo nell’Oceano Atlantico, anche a causa dell&#8217;azione umana che stimola lo scioglimento dei ghiacciai a ritmi ormai rapidissimi. Questa acqua dolce confluisce nel nord dell&#8217;Oceano e si &#8216;scontra&#8217; con l&#8217;acqua salata in arrivo invece da sud. Ciò naturalmente potrebbe causare vere e proprie rivoluzioni climatiche soprattutto nel Nord Europa. Queste regioni infatti riescono a godere di un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15794" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>clima</strong></a> relativamente temperato pur trovandosi a latitudini simili alla Groenlandia. L’acqua calda proveniente dal Golfo del Messico è più leggera di quella fredda quindi, grazie alla Corrente del Golfo, il calore arriva fino al nord Europa. Con un Oceano sempre più pieno di acqua dolce questo percorso però verrebbe ostacolato, perchè l&#8217;acqua salata e calda del golfo, più pesante proprio grazie al sale, troverebbe grosse difficoltà a &#8216;salire&#8217; fino al nord Europa.</p>
<p>AS</p>
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