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	<title>golfo del messico &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Che cos&#8217;è la &#8220;corrente del golfo&#8221; e perché dobbiamo temere la sua fine?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Aug 2021 11:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[corrente del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[fine della corrente del golfo]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Oceano Atlantico]]></category>
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					<description><![CDATA[La corrente oceanica nota come &#8220;corrente del golfo&#8221; sta arrivando a un punto di non ritorno Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, la corrente oceanica comunemente nota come Corrente del Golfo sta precipitando verso un terrificante punto di non ritorno. Come spiega The Guardian, questa corrente ha subito una quasi completa perdita di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-114529" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-5346146_1280.jpg" alt="corrente del golfo" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-5346146_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-5346146_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/08/beach-5346146_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">La corrente oceanica nota come &#8220;corrente del golfo&#8221; sta arrivando a un punto di non ritorno</h3>
<p><span id="more-114528"></span></p>
<p align="justify">Secondo un <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-021-01097-4.epdf" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, la corrente oceanica comunemente nota come Corrente del Golfo sta precipitando verso un terrificante punto di non ritorno.</p>
<p align="justify">Come spiega <a href="https://www.theguardian.com/environment/2021/aug/05/climate-crisis-scientists-spot-warning-signs-of-gulf-stream-collapse" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>, questa corrente <strong>ha subito una quasi completa perdita di stabilità nell&#8217;ultimo secolo</strong> e potrebbe essere vicina a un collasso che potrebbe minacciare la civiltà per come la conosciamo.</p>
<p align="justify">La forte corrente, che gli scienziati chiamano<strong> Atlantic Meridional Overturning Circulation</strong> (AMOC) porta acqua calda di superficie dal Golfo del Messico al nord dell&#8217;Oceano Atlantico e invia verso sud acqua fredda, profonda e a bassa salinità.</p>
<h4 align="justify">In sostanza, influenza il clima della costa orientale del Nord America e delle coste dell&#8217;Africa nordoccidentale e dell&#8217;Europa occidentale.</h4>
<p align="justify">Se si interrompesse, <strong>il livello del mare si alzerebbe sulla costa atlantica degli Stati Uniti, minacciando le città</strong>. Ciò potrebbe anche a <strong>decimare l&#8217;approvvigionamento alimentare mondiale</strong>, poiché influenzerebbe le precipitazioni dal Sud America all&#8217;India e all&#8217;Africa occidentale. Inoltre, <strong>le calotte glaciali antartiche e la foresta pluviale amazzonica sarebbero ancora più in difficoltà di quanto non siano già</strong>.</p>
<p align="justify">Come spiega l&#8217;articolo di Niklas Boers, grazie all&#8217;analisi dei dati di carotaggio del ghiaccio degli ultimi 100.000 anni, <strong>si è scoperto che l&#8217;AMOC ha uno stato veloce e forte e uno stato lento e debole</strong>.</p>
<h4 align="justify">Per millenni, si è mossa velocemente, ma con l&#8217;aumento delle temperature globali, potrebbe improvvisamente rallentare.</h4>
<p align="justify">Questo potrebbe accadere tra 10 anni o tra 50, nessuno sa quando perché non si sa quanta CO<sub>2 </sub>sia necessaria per distruggere l&#8217;AMOC.</p>
<p align="justify">Anche se questo studio non ci dà una data in cui potrebbe esserci il collasso della Corrente del Golfo, mostra che <strong>la sua destabilizzazione è già avvenuta e che siamo vicini a questa fine spaventosa</strong>. Anche in questo caso, l&#8217;unica cosa che possiamo fare per evitare che accada è <strong>tenere le emissioni più basse possibili</strong> perché più inquiniamo più aumentano le possibilità che questo terribile evento accada prima.</p>
<p align="justify">
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		<title>Ritratto della manta da giovane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 13:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[golfo]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
		<category><![CDATA[mante]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperto nel Golfo del Messico un vivaio gigante di piccoli mante I ricercatori hanno identificato un luogo molto importante per lo studio della fauna marina: nel Flower Garden Banks National Marine Sanctuary&#160;del Golfo del Messico, a circa 70 miglia al largo di Galveston, in Texas, è stato trovato un vivaio gigante di giovani mante.&#160; Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36746" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920.jpg" alt="" width="798" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_manta-ray-3488474_1920-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Scoperto nel Golfo del Messico un vivaio gigante di piccoli mante</p>
<p>  <span id="more-36747"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno identificato un luogo molto importante per lo studio della fauna marina: nel <a href="https://flowergarden.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flower Garden Banks National Marine Sanctuary</a>&nbsp;del Golfo del Messico, a circa 70 miglia al largo di Galveston, in Texas, è stato trovato un vivaio gigante di giovani mante.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il dottorando e direttore esecutivo del <a href="https://www.mantatrust.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Manta Trust</a>, Josh Stewart, ha fatto questa scoperta mentre stava studiando dei manta adulti della zona. Alla vista di un esemplare maschio giovane, molto raro da vedere, Stewart si è galvanizzato e ha parlato con alcuni ricercatori locali che gli hanno spiegato che gli avvistamenti delle manta giovani da quelle parti erano piuttosto comune. A quanto pare, però, fino a quel momento, questi altri ricercatori della <a href="http://www.noaa.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Oceanic Atmospheric Administration</a>&nbsp;avevano erroneamente identificato le giovani mante come un&#8217;altra specie: per questo a quel luogo non era stata riconosciuta l&#8217;importanza che meritava – e che, da ora, invece, avrà.</p>
<p style="text-align: justify;">Tipicamente, le mante adulte vivono in acque tropicali e subtropicali profonde, cosa che rende piuttosto difficile lo studio di queste maestose creature marine. Le manta giovani, dal canto loro, non venendo quasi mai viste insieme con le adulte, sono ancora più difficili da osservare e da comprendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questo vivaio che è stato trovato, però, non solo gli esemplari potranno essere osservati ma verranno protetti – le mante, infatti, in tutto questo, sono una specie in via di estinzione negli Stati Uniti. In più, si potrà fornire anche agli altri ricercatori una guida per proteggere simili habitat giovanili in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Quando il mare muore a causa dei fertilizzanti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/quando-il-mare-muore-a-causa-dei-fertilizzanti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 10:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Dead zone]]></category>
		<category><![CDATA[fertilizzanti]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
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					<description><![CDATA[I fertilizzanti arrivano nel mare attraverso i fiumi e qui sconvolgono l&#8217;ecosistema causando la morte di molte specie L&#8217;abuso di fertilizzanti è alla base di un&#8217;area del mare che ha poco ossigeno ed è stata ribattezzata &#8216;dead zone&#8217; nel Golfo del Messico, davanti alle coste di Texas e Louisiana.  i fiumi che affluiscono nell&#8217;oceano in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-23890" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_Dead_Zone-14184-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I fertilizzanti arrivano nel mare attraverso i fiumi e qui sconvolgono l&#8217;ecosistema causando la morte di molte specie</p>
<p>  <span id="more-23891"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;abuso di fertilizzanti è alla base di un&#8217;area del mare che ha poco ossigeno ed è stata ribattezzata &#8216;dead zone&#8217; nel Golfo del Messico, davanti alle coste di Texas e Louisiana. </span></p>
<p>i fiumi che affluiscono nell&#8217;oceano in queste zone, ad esempio il Mississippi, immettono nel golfo una grande quantità di fertilizzanti che stimolano una crescita abnorme di alghe. Queste poi affondano, si decompongono e in questo processo consumano gran parte dell&#8217;ossigeno necessario all&#8217;ecosistema del mare.</p>
<p>La locale agenzia di protezione ambientale ha creato nel 2008 un piano per ridurre l&#8217;impatto dell&#8217;agricoltura sull&#8217;ecosistema del Golfo del Messico: l&#8217;obiettivo è ridurre del 45%l&#8217;inquinamento da nitrati per ridurre la &#8220;dead zone&#8221; nelle acque.</p>
<p>Il problema non riguarda solo il Golfo del Messico: è un processo in atto in altre zone del mondo, dall&#8217;Europa all&#8217;Asia. La mancanza di ossigeno nel mare causa la morte di molte specie marine.</p>
<p>E a preoccupare la salute dei mari c&#8217;è anche il petrolio, fortunatamente cinque studenti della Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino hanno messo a punto una <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23753" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova innovativa barriera di contenimento contro gli sversamenti di greggio in mare</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Delfino colpito da un arpione muore dopo 5 giorni di agonia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/delfino-colpito-da-un-arpione-muore-dopo-5-giorni-di-agonia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 09:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arpione]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
		<category><![CDATA[Strage]]></category>
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					<description><![CDATA[Prosegue la lenta strage di delfini nel Golfo del Messico, si sospetta dei pescatori Era incinta ed è sopravvissuta per cinque gironi dopo essere stata colpita da un&#8217;arpione. La ferita le ha causato un&#8217;infezione, probabile causa del decesso. È stata ritrovata priva di vita sulla spiaggia di Orange Beach in Alabama (USA). È il secondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-22678" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/12/images_igallery_resized_ambientetest_Delfino_ucciso-13567-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Prosegue la lenta strage di delfini nel Golfo del Messico, si sospetta dei pescatori<br /></span></p>
<p>  <span id="more-22679"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Era incinta ed è sopravvissuta per cinque gironi dopo essere stata colpita da un&#8217;arpione. La ferita le ha causato un&#8217;infezione, probabile causa del decesso. È stata ritrovata priva di vita sulla spiaggia di Orange Beach in Alabama (USA).</span></p>
<p>È il secondo delfino ucciso nel golfo del Messico nel giro di due settimane.</p>
<p>Le <a href="http://sero.nmfs.noaa.gov/news_room/press_releases/2014/news_advisory_noaa_seeks_tips_on_dolphin_killed_with_hunting_arrow_in_orange_beach.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autorità americane</a> stanno cercando segnalazioni per risalire al colpevole e hanno attivato un numero per raccogliere informazioni sul caso.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Ci si interroga sul movente di una tale crudeltà. Tra le ipotesi si considera anche il ruolo di qualche pescatore. I delfini infatti sono animali intelligenti e in alcuni casi hanno imparato ad associare gli esserei umani al cibo: alcuni di loro cercano le esche dei pescatori per cibarsene. Questo potrebbe aver infastidito qualche pescatore poco paziente che per vendetta potrebbe averlo ucciso. Ovviamente un&#8217;esca non giustificherebbe un tale crimine. N</span><span style="line-height: 1.3em;">on sono esclusi nemmeno atti di stupida violenza gratuita. Dal 2002 ben </span><a href="http://www.reuters.com/article/2014/12/10/us-usa-dolphin-killing-idUSKBN0JO1MR20141210" target="_blank" style="line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">17 delfini feriti a morte</a><span style="line-height: 1.3em;"> sono stati ritrovati sulla costa del Golfo del Messico.</span></p>
<p>Ricordiamo che nelle acque degli Stati Uniti è proibito infastidire, ferire, uccidere e anche dar da mangiare ai delfini. Vanno lasciati giustamente liberi di vivere la loro vita. Anche dall&#8217;Onu è giunto il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22098" target="_blank" rel="noopener noreferrer">divieto di catturare delfini e cetacei</a>.</p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Sversamento petrolio nel Golfo del Messico: Bp costretta a multa di diversi miliardi di dollari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 15:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[British petroleum]]></category>
		<category><![CDATA[Deepwater Horizon]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[multa British Petroleum]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[A causa dello sversamento di petrolio che ha interessato il Golfo del Messico nel 2010, per ben 87 giorni, la British Petroleum sara’ costretta a pagare una multa tra i tre e i cinque miliardi di dollari La British Petroleum dovrà pagare tra i tre e i cinque miliardi di dollari a causa del disastro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-9367" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/11/images_igallery_resized_ambientetest_bp_disaster-6361-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>A causa dello sversamento di petrolio che ha interessato il Golfo del Messico nel 2010, per ben 87 giorni, la British Petroleum sara’ costretta a pagare una multa tra i tre e i cinque miliardi di dollari</p>
<p>  <span id="more-9368"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">La <strong>British Petroleum</strong> dovrà pagare tra i tre e i cinque miliardi di dollari a causa del disastro ambientale che ha causato nel 2010, nel <strong>Golfo del Messico</strong>. In particolare, British Petroleum è colpevole per la fuoriuscita di petrolio dal pozzo Macondo, a seguito dell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, e per aver mentito&nbsp;al Congresso Usa sulla quantità di <strong><a href="http://energia.ecoseven.net/news-energia/petrolio-usa-diventeranno-primi-esportatori-prezzo-salira-a-125-dollari" target="_blank" rel="noopener noreferrer">petrolio</a></strong> che stava fuoriuscendo dalla&nbsp;piattaforma, esplosa nell&#8217;aprile del 2010. Nell’esplosione, ricordiamo, ci furono 11 vittime.</p>
<p class="MsoNormal">La <strong>British Petroleum</strong> si è dichiarata colpevole del disastro ecologico provocato nelle acque del Golfo del Messico e ha patteggiato il pagamento della penale con il dipartimento americano di Giustizia, ottenendo in cambio l&#8217;esenzione da ulteriori futuri procedimenti penali.</p>
<p class="MsoNormal">Nel disastro &nbsp;della <strong>Deepwater Horizon</strong>, il <strong>Golfo del Messico</strong> e l&#8217;ambiente in generale subirono uno choc micidiale: milioni di barili di greggio furono riversati in mare per oltre 87 giorni. Dalle indagini, emerse che l&#8217;allarme anti fuga di petrolio era stato disattivato mesi prima.</p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Golfo del Messico, la Bp vuole riprendere le trivellazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 07:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[brtish petroleum]]></category>
		<category><![CDATA[golfo del messico]]></category>
		<category><![CDATA[louisiana]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Era solo un anno fa quando la più grande tragedia ambientale al largo della Louisiana ha colpito l&#8217;immaginazione di tutto il mondo. Oggi la British Petroleum vuole riprendere le trivellazioni nel Golfo del Messico dando garanzia di osservare regole più rigide, cosa farà l&#8217;amministrazione americana? L&#8217;edizione on line del New York Times di oggi cita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1035" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/04/images_igallery_resized_ambiente_golfo-del-messico-la-bp-vuole-riprendere-le-trivellazioni-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Era solo un anno fa quando la più grande tragedia ambientale al largo della Louisiana ha colpito l&#8217;immaginazione di tutto il mondo. Oggi la British Petroleum vuole riprendere le trivellazioni nel Golfo del Messico dando garanzia di osservare regole più rigide, cosa farà l&#8217;amministrazione americana?</p>
<p> <span id="more-1036"></span> </p>
<p>L&rsquo;edizione on line del New York Times di oggi cita fonti informate secondo le quali la British Petroleum ha chiesto al Governo americano di riprendere le trivellazioni nel Golfo del Messico nei 10 pozzi esistenti. Il disastro di un anno fa, era Aprile del 2010, ha prodotto un danno ancora oggi incalcolabile ed &egrave; ancora vivo nella memoria di tutto il mondo. La British Petroleum ha dato garanzia di osservare regole pi&ugrave; rigide nelle nuove, eventuali trivellazioni che ha chiesto di svolgere a iniziare da Luglio prossimo. Cosa far&agrave; l&rsquo;amministrazione Obama?</p>
]]></content:encoded>
					
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