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	<title>glucosio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Nutraceutica: le proprietà dei ribes neri sui livelli di insulina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 12:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[frutti di bosco]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[livelli di insulina]]></category>
		<category><![CDATA[ribes neri e insulina]]></category>
		<category><![CDATA[ribes neri e metabolismo del glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[ribes nero]]></category>
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					<description><![CDATA[I ribes neri migliorano il metabolismo del glucosio e la risposta all&#8217;insulina In uno studio condotto dalla University of Eastern Finland e dalla Savonia University, i ricercatori hanno scoperto che il ribes nero, una bacca ricca di polifenoli, antociani e antiossidanti, è in grado di regolare in modo benefico il metabolismo del glucosio, attenuando i picchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-76902" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/currants-3496178_1280-e1608727184844.jpg" alt="ribes neri" width="800" height="533" /></h3>
<h3>I ribes neri migliorano il metabolismo del glucosio e la risposta all&#8217;insulina</h3>
<p><span id="more-76901"></span></p>
<p>In uno studio condotto dalla <strong>University of Eastern Finland e dalla Savonia University</strong>, i ricercatori hanno scoperto che <strong>il ribes nero</strong>, una bacca ricca di polifenoli, antociani e antiossidanti, <strong>è in grado di regolare in modo benefico il metabolismo del glucosio</strong>, attenuando i picchi di glucosio nel sangue e ritardandone la caduta dopo un pasto.</p>
<p>Il ribes nero viene spesso consumato con aggiunta di zucchero a causa del suo sapore aspro, ma è molto interessante notare che <strong>consumarlo con lo zucchero non ha le stesse conseguenze negative per la salute dello zucchero consumato senza bacche</strong>.</p>
<h4>Un effetto significativo sulla risposta al glucosio post-pasto è stato ottenuto con soli 75 g di ribes nero.</h4>
<p>Gli autori dello studio hanno affermato essere notevolmente più piccoli rispetto alle porzioni utilizzate negli studi precedenti.</p>
<p>Lo studio ha coinvolto 26 partecipanti sani (22 femmine, 4 maschi) che hanno consumato tre diversi prodotti di prova e acqua zuccherata come prodotto di controllo in quattro visite di studio separate.</p>
<p>I risultati hanno portato gli autori a poter affermare che <strong>il ribes nero potrebbe essere un buon candidato come ingrediente naturale con benefici per la gestione del diabete di tipo II</strong> se usato per un periodo di tempo prolungato, soprattutto grazie alle piccole variazioni che genera nei livelli di glucosio e insulina nel sangue, ma anche alla migliore sensibilità all&#8217;insulina osservata durante lo studio.</p>
<p>Sebbene l&#8217;UE non abbia autorizzato alcuna indicazione sulla salute per i frutti di bosco, gli autori si appellano a molti studi che, negli ultimi anni, hanno fornito prove che le bacche scure, come il ribes nero e il mirtillo, hanno i risultati più convincenti quando si tratta di effetti sul metabolismo del glucosio.</p>
<p>Inoltre, i composti polifenolici possono ridurre lo stress ossidativo e modulare in modo benefico l&#8217;infiammazione, hanno detto gli autori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La perdita di peso dei pazienti con Alzheimer</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/la-perdita-di-peso-dei-pazienti-con-alzheimer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 16:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dimagrimento dei malati di Alzheimer è legato a una diminuzione del metabolismo del glucosio nel cervello Una nuova ricerca condotta attraverso un sistema di neuroimaging multimodale sui malati di Alzheimer (MULNIAD), condotta dal National Center for Geriatrics and Gerontology (NCGG) e pubblicata sul Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, ha dimostrato che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37650" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920.jpg" alt="" width="800" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/03/images_man-2546100_1920-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il dimagrimento dei malati di Alzheimer è legato a una diminuzione del metabolismo del glucosio nel cervello</p>
<p>  <span id="more-37651"></span>  </p>
<p>Una nuova ricerca condotta attraverso un sistema di neuroimaging multimodale sui malati di Alzheimer (MULNIAD), condotta dal National Center for Geriatrics and Gerontology (NCGG) e pubblicata sul Journal of Alzheimer&#8217;s Disease, ha dimostrato che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali mediali dei pazienti è legato a successivi problemi nutrizionali.</p>
<p>I partecipanti allo studio erano 34, tra individui positivi, con compromissione cognitiva lieve o malattia di Alzheimer precoce, e pazienti cognitivamente normali (CN). I soggetti sono stati mappati, mediante analisi multiple, utilizzando la mappatura parametrica statistica, i corrispettivi stati nutrizionali (indice di massa corporea, indice di massa senza grasso, indice di massa grassa, rapporto altezza-vita) e <a href="https://www.iospress.nl/ios_news/decreased-glucose-metabolism-in-medial-prefrontal-areas-in-a%CE%B2-positive-individuals-linked-to-weight-loss-in-ad/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i cambiamenti cerebrali</a>.</p>
<p>&#8220;I risultati suggeriscono che l&#8217;ipometabolismo nelle aree prefrontali mediali è associato alla perdita di peso correlata alla malattia di Alzheimer, e la diminuzione della massa grassa può avere un ruolo chiave. Tuttavia, questo studio trasversale fornisce risultati preliminari, abbiamo bisogno quindi di ulteriori indagini longitudinali&#8221;, ha dichiarato il dott. Takashi Sakurai, responsabile della Memory Clinic presso NCGG e autore della ricerca.</p>
<p>Questo studio è il primo a mostrare le associazioni tra lo stato nutrizionale e i cambiamenti cerebrali correlati alla malattia di Alzheimer utilizzando le modalità multi-imaging come la topografia dell&#8217;emissione beta-amiloide &#8211; positrone (PET), 18-F-fluorodeossiglucosio (FDG) -PET e la risonanza magnetica strutturale.</p>
<p>In conclusione, i risultati del ridotto metabolismo del glucosio nelle aree prefrontali mediali degli individui A -positivi possono dare una risposta al meccanismo di perdita di peso nella malattia di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alzheimer</a>, ma serviranno ulteriori studi.</p>
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		<title>Evitiamo i dolcificanti artificiali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/evitiamo-i-dolcificanti-artificiali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 08:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[I dolcificanti artificiali innescano l&#8217;intolleranza al glucosio Lo zucchero porta a una lunga lista di problemi di salute e a una forma di dipendenza. Sfortunatamente però anche le alternative artificiali possono essere pericolose e innescare un&#8217;intolleranza al glucosio. I ricercatori dell&#8217;Istituto israeliano di scienza “Weizmann” hanno dimostrato che, optando per la saccarina, il sucralosio o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37427" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/12/images_sugar-485055_k.jpg" alt="" width="799" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_sugar-485055_k.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_sugar-485055_k-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/12/images_sugar-485055_k-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>I dolcificanti artificiali innescano l&#8217;intolleranza al glucosio</p>
<p>  <span id="more-37428"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=37289" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo zucchero porta a una lunga lista di problemi di salute e a una forma di dipendenza</a>. Sfortunatamente però anche le alternative artificiali possono essere pericolose e innescare un&#8217;intolleranza al glucosio.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell&#8217;Istituto israeliano di scienza “Weizmann” hanno dimostrato che, optando per la saccarina, il sucralosio o l&#8217;aspartame, si potrebbero creare le basi per una intolleranza al glucosio, <a href="https://www.naturalhealth365.com/artificial-sweeteners-gut-bacteria-2724.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poiché questi prodotti alterano la funzione e la composizione dei batteri intestinali</a>.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver alimentato i topi con questi tre dolcificanti artificiali per 11 settimane, gli studiosi hanno notato significative alterazioni batteriche intestinali, che li hanno resi intolleranti al glucosio. La dieta, in questo caso, non aveva nessun tipo di effetto.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori sono quindi passati agli esseri umani. Innanzitutto, hanno esaminato i dati di uno studio clinico sulla nutrizione che ha coinvolto circa 400 israeliani. Hanno scoperto una correlazione tra i segni clinici del disturbo metabolico, come l&#8217;aumento di peso o il declino dell&#8217;efficienza del metabolismo del glucosio, e il consumo di dolcificanti artificiali. Hanno constatato che le persone che stavano ingrassando erano più propense a scegliere alimenti dietetici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone che poi interrompevano un consumo alimentare normale, iniziando a prendere cibi dietetici, sviluppavano un&#8217;intolleranza al glucosio. Buona parte dei partecipanti erano diventati intolleranti al glucosio e l&#8217;equilibrio nei loro microbiomi intestinali era cambiato, diventando più suscettibili alle malattie metaboliche.</p>
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		<title>Inquinamento e diabete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2018 12:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche a livelli controllati, l&#8217;inquinamento può aumentare il rischio di diabete, lo dicono i ricercatori Non finiscono mai i danni che l&#8217;inquinamento può procurarci, a diversi livelli. Studi precedenti lo avevano collegato a malattie cardiache, ictus, cancro e malattie renali, ma recentemente una nuova ricerca, pubblicata su «The Lancet Planetary Health», ha aggiunto anche il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36799" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_diabeteeinquinamentoa.jpg" alt="" width="799" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_diabeteeinquinamentoa.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_diabeteeinquinamentoa-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_diabeteeinquinamentoa-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Anche a livelli controllati, l&#8217;inquinamento può aumentare il rischio di diabete, lo dicono i ricercatori</p>
<p>  <span id="more-36800"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Non finiscono mai i danni che l&#8217;inquinamento può procurarci, a diversi livelli. Studi precedenti lo avevano collegato a malattie cardiache, ictus, cancro e malattie renali, ma recentemente <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanpla/article/PIIS2542-5196(18)30140-2/fulltext" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una nuova ricerca</a>, pubblicata su «The Lancet Planetary Health», ha aggiunto anche il diabete ai problemi che possono essere causati dall&#8217;inquinamento – anche quando i suoi livelli sono al di sotto della soglia che li fa considerare sicuri.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno detto, come conseguenza di questi risultati, che diminuire l&#8217;inquinamento atmosferico potrebbe ridurre il tasso di diabete nei paesi che lo subiscono, sia a livelli più alti che a livelli più bassi. Nello studio, è stato stimato che l&#8217;inquinamento atmosferico ha contribuito a 3,2 milioni di nuovi casi di diabete in tutto il mondo nel 2016, ovvero circa il 14% di tutti i nuovi casi di quell&#8217;anno. Inoltre, gli studiosi hanno stimato che nel 2016 sono stati persi 8,2 milioni di anni di vita in buona salute a causa del diabete legato all&#8217;inquinamento, in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa malattia colpisce oltre 420 milioni di persone in tutto il mondo. Finora le cause principali conclamate del diabete di tipo 2 comprendevano una dieta non sana, l&#8217;inattività e l&#8217;obesità, ma, dopo questo studio, si deve pensare di cominciare a mettere in evidenza anche l&#8217;inquinamento, visto quanto pesa la sua presenza nel mettere in pericolo la nostra salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ritiene che la motivazione di questo legame tra inquinamento e diabete stia nel fatto che l&#8217;inquinamento atmosferico riduce la produzione di insulina e innesca le infiammazioni, impedendo al corpo di convertire lo zucchero presente nel sangue in energia di cui il corpo ha bisogno di mantenersi in salute.</p>
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		<title>Il fascino discreto delle lenticchie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/il-fascino-discreto-delle-lenticchie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 07:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[lenticchie]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati hanno scoperto che le lenticchie hanno alcuni effetti sorprendenti La notizia arriva dagli studi scientifici della University of Guelph: le lenticchie potrebbero essere davvero un tesoro alimentare. Secondo questo primo studio, infatti, le lenticchie sono sorprendentemente efficaci nell&#8217;abbassare i livelli di glucosio nel sangue: eliminando carboidrati come riso e patate e sostituendoli con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36719" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_lenticchieebenefici.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_lenticchieebenefici.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_lenticchieebenefici-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_lenticchieebenefici-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Gli scienziati hanno scoperto che le lenticchie hanno alcuni effetti sorprendenti</p>
<p>  <span id="more-36720"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La notizia arriva dagli studi scientifici della <a href="https://www.uoguelph.ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Guelph</a>: le lenticchie potrebbero essere davvero un tesoro alimentare. <a href="https://www.eurekalert.org/pub_releases/2018-06/uog-lsr061318.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo questo primo studio</a>, infatti, le lenticchie sono sorprendentemente efficaci nell&#8217;abbassare i livelli di glucosio nel sangue: eliminando carboidrati come riso e patate e sostituendoli con questo legume potremmo far ridurre la nostra glicemia fino al 35%.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante lo studio, che è il primo del suo genere, a 24 partecipanti adulti sono stati dati quattro piatti da mangiare – uno con un riso bianco semplice, uno con metà riso bianco e metà lenticchie verdi grandi, uno con metà riso bianco e metà lenticchie verdi piccole, uno con metà riso bianco e metà lenticchie rosse piccole. I ricercatori hanno misurato i livelli di glucosio nel sangue prima del pasto e dopo due ore. Il procedimento è stato ripetuto anche con altri due piatti: un intero piatto di patate bianche e uno con metà patate e metà lenticchie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le combinazioni di riso e lenticchie hanno visto un calo del 20% dei livelli di glucosio nel sangue, mentre la sostituzione delle patate con le lenticchie ha portato ad una riduzione del 35%. Una scoperta davvero preziosa, che potrebbe aiutare le molte persone che soffrono di malattie croniche associate a livelli di glucosio mal gestiti, per non parlare del miglioramento della salute generale della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I legumi, come le lenticchie, insomma possono rallentare la digestione e il rilascio nel sangue degli zuccheri trovati nell&#8217;amido, riducendo i nostri livelli di glucosio; eppure non c&#8217;è molto interesse per questo alimento in Occidente – a differenza di quello che accade in India e in Medio Oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori sperano che questo studio aumenti il fascino culinario delle lenticchie, in modo che le persone possano beneficiare dei loro effetti.</p>
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		<title>Diabete, bacche di Maqui e i chiodi di garofano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/diabete-bacche-di-maqui-e-i-chiodi-di-garofano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jun 2018 07:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[chiodi di garofano]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[maqui]]></category>
		<category><![CDATA[zuccheri]]></category>
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					<description><![CDATA[Da questi due meravigliosi prodotti una risposta al diabete: lo dice la ricerca Dopo un pasto abbondante il livello degli zuccheri nel sangue aumenta. Questo innesca il rilascio di insulina, un tipo di ormone che aiuta il corpo a convertire il glucosio in energia. Tuttavia, un aumento eccessivo e ripetuto di glucosio, il famoso “picco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36489" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_chiodigarofanod.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_chiodigarofanod.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_chiodigarofanod-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_chiodigarofanod-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Da questi due meravigliosi prodotti una risposta al diabete: lo dice la ricerca</p>
<p>  <span id="more-36490"></span>  </p>
<p>Dopo un pasto abbondante il livello degli zuccheri nel sangue aumenta. Questo innesca il rilascio di insulina, un tipo di ormone che aiuta il corpo a convertire il glucosio in energia. Tuttavia, un aumento eccessivo e ripetuto di glucosio, il famoso “picco di zuccheri nel sangue”, può essere pericoloso per la vita.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;aumento ripetuto ed eccessivo dei livelli di zucchero nel sangue comporta effetti a breve termine come un calo di concentrazione, umore alterato, ed effetti a lungo termine che vanno dalle malattie cardiovascolari e renali al cancro.</p>
<p>L&#8217;aumento dell&#8217;età, uno stile di vita sedentario e diete ad alto contenuto di zuccheri e carboidrati attivano la produzione di insulina nel corpo, portando talvolta all&#8217;insulino resistenza. Quando questo avviene, l&#8217;ormone non regola più la glicemia, questa si rialza e stimola il rilascio di ancora più insulina. Il &#8220;circolo vizioso&#8221; crea elevate quantità di insulina nel sangue (iperinsulinemia) che può portare a condizioni debilitanti come diabete di tipo 2, un aumento di peso, la pressione alta e un’infiammazione cronica.</p>
<p>L&#8217;iperinsulinemia raddoppia il rischio di cancro al seno e aumenta il rischio di cancro allo stomaco del 100%, il rischio di cancro al colon del 42% e il cancro dell&#8217;endometrio del 45%.</p>
<p>La prima risposta è la prevenzione, la seconda <a href="https://www.ecoseven.net//?p=36348" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il controllo del peso che, secondo recentissime ricerche, potrebbe invertire il diabete di tipo 2</a>, e una terza risposta potrebbe venire dalla natura e, in particolare, dalle bacche di Maqui (Aristotelia chilensis) e dai chiodi di garofano (Syzygium aromaticum).</p>
<p>Nel 2014 e nel 2016 sono state pubblicate due ricerche dedicate agli effetti delle bacche di Maqui <a href="https://www.hindawi.com/journals/bmri/2016/9070537/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul rischio di diabete</a> e <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24861886" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul controllo del glucosio nel sangue</a>.</p>
<p>A metà 2017, invece, il Journal of Medicinal Food ha divulgato i risultati di uno studio sul rapporto tra chiodi di garofano e glucosio nel sangue. I ricercatori hanno scoperto che i chiodi di garofano abbassano il livello di zuccheri nel sangue senza causare un improvviso calo, <a href="https://www.liebertpub.com/doi/abs/10.1089/jmf.2016.3835" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come accade per alcuni farmaci</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lo zucchero per i bimbi è come l’alcol per gli adulti. Sotto accusa il &#8220;fruttosio aggiunto&#8221;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/lo-zucchero-per-i-bimbi-e-come-l-alcol-per-gli-adulti-sotto-accusa-il-fruttosio-aggiunto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fruttosio]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[Dimostrata correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi Attenti a esagerare con lo zucchero, soprattutto per i bimbi. Infatti rischia di trasformarsi in “veleno” per il loro piccolo fegato. &#8220;L&#8217;abuso sistematico del fruttosio aggiunto ai cibi e alle bevande ha gli stessi effetti pericolosi dell&#8217;alcol: ogni grammo in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33341" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_Bamnini_zucchero_fruttosio.png" alt="" width="770" height="395" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Bamnini_zucchero_fruttosio.png 770w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Bamnini_zucchero_fruttosio-300x154.png 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_Bamnini_zucchero_fruttosio-768x394.png 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>Dimostrata correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi</p>
<p>  <span id="more-33343"></span>  </p>
<p>Attenti a esagerare con lo zucchero, soprattutto per i bimbi. Infatti rischia di trasformarsi in “veleno” per il loro piccolo fegato.</p>
<p>&#8220;L&#8217;abuso sistematico del fruttosio aggiunto ai cibi e alle bevande ha gli stessi effetti pericolosi dell&#8217;alcol: ogni grammo in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero (circa 25 grammi) accresce di una volta e mezza il rischio di sviluppare malattie epatiche gravi”.</p>
<p>Lo spiega uno<a href="http://www.ospedalebambinogesu.it/troppo-fruttosio-danneggia-il-fegato#.WKRBSxIrK_N" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> studio dei ricercatori dell&#8217;area di Malattie epato-metaboliche dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma</a>.</p>
<p>È la prima volta che vengono rivelati i danni del fruttosio sulle cellule del fegato dei più piccoli. I risultati dell&#8217;indagine sono stati pubblicati sul &#8216;Journal of Hepatology&#8217;.</p>
<p>Lo studio, si legge in una nota, è stato condotto tra il 2012 e il 2016 su 271 bambini e ragazzi affetti da fegato grasso. In 1 bambino su 2 gli esami effettuati hanno rilevato livelli eccessivi di acido urico in circolo. L&#8217;acido urico è uno dei prodotti finali della sintesi del fruttosio nel fegato. Quando è prodotto in grandi quantità diventa tossico per l&#8217;organismo e concorre allo sviluppo di diverse patologie. Attraverso ulteriori indagini, incrociate con i dati emersi dal questionario alimentare somministrato ai pazienti, i ricercatori hanno dimostrato l&#8217;associazione tra gli alti livelli di acido urico e l&#8217;aggravarsi del danno al fegato, soprattutto tra i grandi consumatori di fruttosio: quanto più zucchero ingerivano con la dieta abituale, tanto maggiore era il danno riportato dalle loro cellule epatiche.</p>
<p>Il nemico dei bambini, spiegano i medici del Bambino Gesù, è il fruttosio aggiunto presente negli sciroppi e nei dolcificanti largamente utilizzati dall&#8217;industria nelle varie preparazioni alimentari (marmellate, bevande, merendine, succhi di frutta, caramelle). Basti pensare che una sola lattina di bevanda zuccherata contiene il doppio della quantità giornaliera di fruttosio indicata per l&#8217;età pediatrica (circa 25 grammi). Un barattolo di marmellata confezionata ha una concentrazione di fruttosio 8 volte maggiore del fabbisogno quotidiano; una merendina ne contiene mediamente il 45% in più, mentre una bottiglietta di succo di frutta poco più della metà.</p>
<p>Approfondiamo il tema dolcificanti. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29823" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopriamo quali sono naturali e quali no, cosa significa indice glicemico e come si misura il potere dolcificante</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33342" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/02/images_INFOGRAFICA_MERENDINE_FRUTTOSIO_HOME_2.jpg" alt="INFOGRAFICA MERENDINE FRUTTOSIO HOME 2" width="700" height="520" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_INFOGRAFICA_MERENDINE_FRUTTOSIO_HOME_2.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/02/images_INFOGRAFICA_MERENDINE_FRUTTOSIO_HOME_2-300x223.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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		<item>
		<title>Le proprietà delle pere, zuccheri buoni anche per i diabetici</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/le-proprieta-delle-pere-zuccheri-buoni-anche-per-i-diabetici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 13:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[pere]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[Una frutta gustosa che va bene anche per chi soffre di diabete Le pere crescono in estate, ma il frutto si conserva bene al fresco e quindi lo troviamo sui banchi dei supermercati a lungo. Oltre a essere molto gustose, le per sono ricche di proprietà nutrizionali e quindi possiamo consumarle spesso soprattutto se vogliamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28346" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_pere-16418-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una frutta gustosa che va bene anche per chi soffre di diabete</p>
<p>  <span id="more-28347"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Le pere crescono in estate, ma il frutto si conserva bene al fresco e quindi lo troviamo sui banchi dei supermercati a lungo.</span></p>
<p>Oltre a essere molto gustose, le per sono ricche di proprietà nutrizionali e quindi possiamo consumarle spesso soprattutto se vogliamo variare il tipo di frutta che mettiamo in tavola.</p>
<p>Ecco perché ci piacciono:</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Danno energia</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Sono digeribili</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Prevengono l&#8217;osteoporosi</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Aiutano a regolare la pressione del sangue</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Aiutano a perdere peso</span></li>
<li><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Rinforzano il sistema immunitario</span></li>
</ul>
<p>Le pere sono un alimento zuccherino che possono consumare anche le persone affette da diabete del tipo 2. Infatti gli zuccheri delle pere sono monosaccaridi, nello specifico si tratta di fruttosio. Non può essere utilizzato direttamente per produrre energia e quindi deve essere convertito dal fegato in glucosio. È questo processo metabolico che determina un basso indice glicemico e le rende adatta anche a chi è affetto da alterazioni della tolleranza al glucosio.</p>
<p>Ricordiamoci che è sempre preferibile consumarle fresche, le pere cotte infatti perdono gran parte della loro concentrazione di vitamine.</p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Diabete, la glicemia si controllerà con un tatuaggio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/diabete-la-glicemia-si-controllera-con-un-tatuaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 09:50:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[UCSD]]></category>
		<category><![CDATA[Università della California]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta fastidiose punture per controllare il livello di glucosio nel sangue Scienziati dell&#8217;Università della California di San Diego hanno sviluppato e testato un tatuaggio &#8216;temporaneo&#8217; che si appiccica alla pelle e senza darci alcun fastidio monitora il livello di glucosio nel nostro sangue. Tecnicamente il tatuaggio &#8216;succhia&#8217; il glucosio in maniera impercettibile e delicata e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-23402" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/01/images_igallery_resized_ambientetest_Sensore_per_diabete-13934-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Basta fastidiose punture per controllare il livello di glucosio nel sangue<br /></span></p>
<p>  <span id="more-23403"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Scienziati dell&#8217;</span><a href="http://ucsdnews.ucsd.edu/pressrelease/temporary_tattoo_offers_needle_free_way_to_monitor_glucose_levels" target="_blank" style="line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Università della California di San Diego</a><span style="line-height: 1.3em;"> hanno sviluppato e testato un tatuaggio &#8216;temporaneo&#8217; che si appiccica alla pelle e senza darci alcun fastidio monitora il livello di glucosio nel nostro sangue.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Tecnicamente il tatuaggio &#8216;succhia&#8217; il glucosio in maniera impercettibile e delicata e ne misura il livello grazie a un sensore integrato.</span></p>
<p>Altra virtù de tatuaggio: è estremamente economico e funziona bene come i metodi tradizionali. <span style="font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1.3em;">Nonostante il progetto sia in fase sperimentale si spera che un giorno possa sostituire i metodi più dolorosi come il prelievo quotidiano di sangue.</span></p>
<p>Centinaia di milioni di persone nel mondo soffrono il diabete e, nonostante i passi avanti fatti dalla medicina, rimane uno delle principali cause di mortalità nel mondo. I malati sono costretti a tener monitorato il tasso di glucosio nel sangue costantemente: questo comporta frequenti prelievi di sangue e molti pazienti lo vivono come un disagio. Il &#8216;tatuaggio&#8217; adesivo sarebbe un sicuro sollievo per chi sta combattendo contro il diabete.</p>
<p>Il tatuaggio è stato sperimentato su sette volontari di età compresa tra i 20 e i 40 anni, non diabetici. Nessuno ha lamentato alcun fastidio, al massimo un formicolio di qualche secondo.</p>
<p>Lo scorso anno avevamo anche trattato un altro <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21720" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metodo indolore per misurare il diabete</a>: un sensore simile a una moneta dotato di micro ago da applicare sul braccio.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Rischio diabete con i dolcificanti artificiali</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/biologia-dell-alimentazione/rischio-diabete-con-i-dolcificanti-artificiali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 19:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[artificiali]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti artificiali]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio di alcuni esperti del Weizmann Institute of Science di Rehovot, ha evidenziato come il consumo di dolcificanti artificiali potrebbe favorire l&#8217;insorgere di problemi diabetici Il consumo di dolcificanti artificiali potrebbe favorire l’insorgere di problemi diabetici. Lo sostiene uno studio condotto su modello animale e umano, pubblicato recentemente sulla rivista &#8216;Nature&#8217;.  Il consumo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20544" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_enogastronomia_dolcificanti_artificiali_diabete-12499-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Uno studio di alcuni esperti del Weizmann Institute of Science di Rehovot, ha evidenziato come il consumo di dolcificanti artificiali potrebbe favorire l&#8217;insorgere di problemi diabetici</p>
<p>  <span id="more-20545"></span>  </p>
<p>Il consumo di <strong>dolcificanti artificiali</strong> potrebbe favorire l’insorgere di problemi diabetici. Lo sostiene uno studio condotto su modello animale e umano, pubblicato recentemente sulla rivista &#8216;Nature&#8217;.</p>
<p> Il consumo di <strong>dolcificanti artificiali</strong> ‘non calorici’, come aspartame, saccarina, sucralosio, isomalto etc., può aumentare il rischio di sviluppare un’intolleranza al <strong>glucosio</strong> (con conseguenti livelli elevati di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15612" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>zucchero</strong></a> nel sangue). </p>
<p>Secondo lo studio presentato gli esperti del ‘<a href="http://www.weizmann.ac.il/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Weizmann Institute of Science di Rehovot</a>’ (Israele), alcuni topi nutriti con diete in cui erano presenti <strong>dolcificanti</strong>, hanno dimostrato di soffrire di un alterato metabolismo energetico che sembra essere modulato dagli effetti degli edulcoranti stessi sulla composizione e sulla funzionalità dei microbi intestinali. Un&#8217;associazione simile tra consumo di edulcoranti, squilibri microbici e metabolismo del <strong>glucosio</strong> è stata osservata anche nell&#8217;uomo. </p>
<p>Questo significa, in sostanza, che il consumo di <strong>dolcificanti artificiali</strong>, utilizzati ampiamente in alcuni <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17204" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alimenti</strong></a> e bevande energetiche creati appositamente per perdere peso e per prevenire disturbi metabolici di vario tipo, dovrebbe essere ‘rivisto’ alla luce delle nuove considerazioni scientifiche. I risultati dello studio infatti, indicano che questi prodotti potrebbero esacerbare, anziché combattere, i disordini metabolici come l&#8217;intolleranza al <strong>glucosio</strong> e il diabete.</p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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