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	<title>giornata mondiale dell&rsquo;alimentazione; spreco del cibo; cibo; spreco; obesità; fame; povertà &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Lo spreco del cibo tra fame e obesita&#8217;: come possiamo uscirne?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 15:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale dell’alimentazione; spreco del cibo; cibo; spreco; obesità; fame; povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Alimentando la catena dello spreco e peggiorando la nostra salute noi occidentali e italiani dimostriamo di avere scarsa consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, la Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione ce lo ricorda. Oltre ogni vuoto ritualismo e retorica &#160; di Antonio Galdo &#160; www.nonsprecare.it &#160; La giornata mondiale dell&#8217;alimentazione (15 ottobre), al di l&#224; di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-3327" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_non-sprecare-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Alimentando la catena dello spreco e peggiorando la nostra salute noi occidentali e italiani dimostriamo di avere scarsa consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni, la Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione ce lo ricorda. Oltre ogni vuoto ritualismo e retorica</p>
<p> <span id="more-3328"></span> </p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p>di Antonio Galdo</p>
<p><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p><a href="http://www.nonsprecare.it/">www.nonsprecare.it</a></p>
<p><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p>La giornata mondiale dell&rsquo;alimentazione (15 ottobre), al di l&agrave; di un rituale piuttosto stanco di convegni, allarmi e improbabili impegni planetari, ha sicuramente il merito di mettere al centro dell&rsquo;attenzione dell&rsquo;opinione pubblica la grande contraddizione che viviamo in materia di cibo. Una sorta di paradigma della globalizzazione quando diventa ingiusta e inefficace. Negli ultimi vent&rsquo;anni, infatti, sono aumentati gli affamati (Sud del mondo) e gli obesi (Nord del mondo) raggiungendo, in entrambi i casi, la stratosferica cifra di circa un miliardo di uomini e donne. Due mali paralleli, che per&ograve; hanno in comune un elemento essenziale: lo spreco del cibo. Una quantit&agrave; gigantesca di alimenti che noi occidentali, i cittadini del regno del benessere, siamo abituati ad acquistare in modo compulsivo (anche quando non servono) alimentando la catena dello spreco e peggiorando la nostra salute.</p>
<p>Qualche numero per tutti: il 50 per cento degli italiani &egrave; in sovrappeso, di almeno sei chili, e un bambino su dieci risulta obeso. Lo spreco, pensate agli alimenti che buttiamo nel cestino dell&rsquo;immondizia quando sono ancora perfettamente commestibili, indica, come la luce rossa di una spia, diverse patologie: cattive abitudini alimentari, mentre l&rsquo;Italia &egrave; la culla della dieta mediterranea; una pervasiva azione pubblicitaria a favore di prodotti, specie per i bambini, troppo carichi di grassi e di zuccheri; una difficolt&agrave; del sistema Paese a sostenere l&rsquo;agricoltura locale, la filiera corta della rete di distribuzione dei prodotti alimentari, gli acquisti a chilometro zero.</p>
<p>Dunque, il nostro modello alimentare &egrave; profondamente sbagliato. Bisogna, certamente, puntare&nbsp; sullo sviluppo dell&rsquo;industria di cibi sani, a partire dal biologico (quando non &egrave; una speculazione di mercato),&nbsp; e incentivare i produttori locali a reggere l&rsquo;impatto della concorrenza per fare crescere, e non uccidere, un&rsquo;agricoltura ecosostenibile. Ma bisogna, innanzitutto, correggere i nostri stili di vita, a partire dai regimi alimentari delle famiglie. Padri e madri, figli e nipoti, zii e nonni. E questa nuova cultura della tavola, che poi &egrave; un ritorno alle buone abitudini, deve trovare una sponda innanzitutto nel mondo della scuola. In proposito, mi hanno appena recapitato un libro (Cibo tra abbondanza e scarsit&agrave;, Itacalibri), a cura della Fondazione Banco Alimentare, che contiene due parti. In una si traccia una mini-guida del consumo alimentare sano e responsabile per insegnanti e genitori; nell&rsquo;altra parte Jeanne Perego racconta storie di sprechi assurdi &ldquo;per ragazze e ragazzi intelligenti&rdquo;.</p>
<p>E&rsquo; una lettura istruttiva, che vi consiglio, ed anche molto utile perch&eacute; per rompere il muro dell&rsquo;indifferenza, di fronte al doppio scandalo del pianeta allo stesso tempo affamato e obeso, sono indispensabili tanti piccoli e semplici gesti. Li possiamo fare tutti, a casa ed a scuola, in famiglia e in classe.</p>
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