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	<title>Ghiacciaio &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>L&#8217;iceberg più grande del mondo si è staccato dall&#8217;Antartide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2021 11:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[iceberg]]></category>
		<category><![CDATA[iceberg più grande del mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un enorme pezzo di ghiaccio ha lasciato l&#8217;Antartide per il mare aperto Dice Ben Turner su LiveScience che si tratta di un iceberg un po&#8217; più grande del Rhode Island. Insomma, ha la portata di uno stato americano l&#8217;enorme pezzo di ghiaccio che si è staccato dal lato occidentale della piattaforma di ghiaccio Ronne, in Antartide, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-105076" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/expedition-5559244_1280-e1622841089732.jpg" alt="iceberg " width="800" height="533" /></h3>
<h3>Un enorme pezzo di ghiaccio ha lasciato l&#8217;Antartide per il mare aperto</h3>
<p><span id="more-105075"></span></p>
<p>Dice Ben Turner su <a href="https://www.livescience.com/biggest-iceberg-breaks-free.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LiveScience</a> che si tratta di <strong>un iceberg un po&#8217; più grande del Rhode Island</strong>. Insomma, <strong>ha la portata di uno stato americano</strong> l&#8217;enorme pezzo di ghiaccio che si è staccato dal lato occidentale della piattaforma di ghiaccio Ronne, in Antartide, e che ora galleggia liberamente sul mare di Weddell, una grande baia nell&#8217;Antartico occidentale.</p>
<p>L&#8217;iceberg a forma di dito, lungo circa 170 chilometri e largo 25, sarebbe secondo <a href="https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2021/05/Meet_the_world_s_largest_iceberg" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;ESA </a>il più grande del mondo.</p>
<h4>Misura 4.320 chilometri quadrati ed è stato chiamato A-76, dal quadrante antartico in cui è stato individuato per la prima volta.</h4>
<p>È stato catturato dal Copernicus Sentinel dell&#8217;Unione europea, una costellazione di due satelliti che orbita intorno ai poli della Terra: i satelliti hanno confermato una precedente osservazione fatta dal British Antarctic Survey, che è stata la prima organizzazione a notare il distacco.</p>
<p>A quanto racconta Turner, poiché la piattaforma di ghiaccio da cui è nato questo iceberg galleggiava già sull&#8217;acqua, <strong>questo distaccamento non avrebbe dovuto avere un impatto diretto sul livello del mare</strong>. Tuttavia, le piattaforme di ghiaccio aiutano a rallentare il flusso dei ghiacciai e delle correnti di ghiaccio nel mare, quindi indirettamente lo farà – la perdita di parti di una piattaforma di ghiaccio alla fine contribuisce all&#8217;innalzamento dei mari.</p>
<h4>Come sappiamo, l&#8217;Antartide si sta riscaldando.</h4>
<p>Secondo il <a href="https://nsidc.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Snow and Ice Data Center</a>, lo sta facendo a un ritmo più veloce rispetto al resto del pianeta e siccome <strong>questo continente di ghiaccio contiene abbastanza acqua ghiacciata per aumentare il livello globale del mare di 60 metri</strong> dobbiamo stare molto attenti.</p>
<p>Gli scienziati hanno spiegato che non è stato il cambiamento climatico indotto dall&#8217;uomo a causare questo distaccamento, che <strong>fa parte del ciclo naturale della piattaforma di ghiaccio</strong>, ma che non per questo si deve pensare che non sia necessario monitorare questi movimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Siamo a un passo dal declino: il mistero del ghiaccio antartico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2020 06:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antardide]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[polinia]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio fa luce sul mistero del ghiaccio marino antartico, ecco cosa è emerso Lo scioglimento dei ghiacci polari è causato dal riscaldamento globale: dov&#8217;è il mistero? Secondo gli scienziati, nel via vai del ghiaccio marino che circonda l&#8217;Antartide. In Antartide, infatti, il ghiaccio marino è noto per essere molto dinamico: si contrae e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62208" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/arctic-ocean-1255676_1280.jpg" alt="mistero del ghiaccio antartico" width="799" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/arctic-ocean-1255676_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/arctic-ocean-1255676_1280-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/arctic-ocean-1255676_1280-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio fa luce sul mistero del ghiaccio marino antartico, ecco cosa è emerso</h3>
<p><span id="more-62199"></span></p>
<p>Lo scioglimento dei ghiacci polari è causato dal riscaldamento globale: dov&#8217;è il mistero? Secondo gli scienziati, nel via vai del ghiaccio marino che circonda l&#8217;Antartide. <strong>In Antartide, infatti, il ghiaccio marino è noto per essere molto dinamico:</strong> si contrae e si estende stagionalmente, ma in modo imprevedibile.</p>
<h4>La perdita del ghiaccio marino dal 2015 al 2016 è stata sbalorditiva: 1,2 milioni di chilometri quadrati, circa il doppio della Francia.</h4>
<p>L&#8217;anno seguente, un buco delle dimensioni dell&#8217;Olanda si è sciolto dentro il ghiaccio marino. <strong>I geologi definiscono questa distesa non congelata di acque aperte nel ghiaccio una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polinia">polinia</a></strong> (un&#8217;area di acqua marina libera dai ghiacci e circondata dalla banchisa).</p>
<p>Per capire cosa sta succedendo, recentemente <em>Geophysical Research Letters</em> ha  pubblicato una nuova <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2020GL087127">ricerca </a>che <strong>ha mescolato i dati satellitari a quelli raccolti dai galleggianti oceanici</strong>.</p>
<p>La ricerca suggerisce che tempeste estremamente potenti nel Mare di Weddell hanno suscitato venti caldi, che hanno sferzato il ghiaccio e provocato lo scioglimento dell&#8217;enorme massa di ghiaccio del 2015-2016.</p>
<p>Le tempeste sono iniziate a settembre 2015 e il caldo è continuato, causando il record del novembre più caldo della regione.</p>
<p>Questo clima ha creato la prima polinia dell&#8217;Antartide in quasi quarant&#8217;anni. A quel punto, l&#8217;acqua scura della polinia ha assorbito più calore solare, portando a una maggiore fusione. Poi, un&#8217;altra tempesta ha colpito a dicembre, riducendo ulteriormente il ghiaccio.</p>
<h4>Il 24 marzo 2015, l&#8217;Antartide ha  registrato la sua temperatura più alta mai registrata di 63,5 gradi. Questo febbraio, il continente ghiacciato ha battuto quel record quando ha toccato i 65 gradi.</h4>
<p>«La variabilità dell&#8217;estensione del ghiaccio marino antartico è molto ampia e sarà difficile individuare un segnale antropogenico», ha dichiarato John Turner, esperto di clima del British Antarctic Survey, come riportato da <a href="https://earther.gizmodo.com/the-mystery-of-antarcticas-record-drop-in-sea-ice-has-b-1844071053">Earther</a>.</p>
<p>«L&#8217;aumento fino al 2014 è stato una sorpresa, considerando la perdita di ghiaccio nell&#8217;Artico, e <strong>la rapida caduta nel 2016 ha aggiunto alla lunga lista di domande sul ghiaccio marino antartico</strong>. Non è chiaro se l&#8217;estensione del ghiaccio marino tornerà ai valori del 2014 o se questo è l&#8217;inizio del declino a lungo termine previsto   all&#8217;aumentare delle concentrazioni di gas a effetto serra».</p>
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		<title>Una piccola speranza contro lo scioglimento dei ghiacciai</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/una-piccola-speranza-contro-lo-scioglimento-dei-ghiacciai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 10:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[In Antartide occidentale sta sorgendo un substrato roccioso che potrebbe fornire una certa protezione al ghiaccio che si scioglie Ogni volta che si inizia un discorso sulle calotte glaciali dell&#8217;Antartide si sa già dove si andrà a parare: senza dubbio, si tratterà di una cattiva notizia – anche perché è proprio lì che ci sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36771" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920.jpg" alt="" width="800" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Antartide occidentale sta sorgendo un substrato roccioso che potrebbe fornire una certa protezione al ghiaccio che si scioglie</p>
<p>  <span id="more-36772"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che si inizia un discorso sulle calotte glaciali dell&#8217;Antartide si sa già dove si andrà a parare: senza dubbio, si tratterà di una cattiva notizia – anche perché è proprio lì che ci sono due dei più veloci ghiacciai in scioglimento del mondo. Fortunatamente, però, questa volta, il punto è un altro: un argine, una reazione, una piccola speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella stessa regione occidentale del continente che è teatro di scioglimenti, infatti, è anche sede di una caratteristica geologica insolita che può fornire un sollievo agli effetti del cambiamento climatico. Lo racconta <a href="http://science.sciencemag.org/content/360/6395/1335" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Science», in cui i ricercatori raccontano di come la superficie terrestre sembra espandersi quando oggetti pesanti, come i ghiacciai, non sono più presenti a spingere contro il suolo. Secondo i dati che gli scienziati hanno raccolto tramite sensori GPS, la terra sotto l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_di_Amundsen" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Amundsen Sea Embayment</a>&nbsp;in Antartide occidentale sta aumentando ad un ritmo di circa 5 centimetri all&#8217;anno – uno dei tassi di crescita più veloci mai registrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scoperta davvero importante questa del fondamento roccioso che si sta creando come reazione allo scioglimento dei ghiacciai che, come spesso accade, è stata fatta un po&#8217; per caso visto che i sensori sono stati posizionati con pochissime possibilità che ci fosse davvero qualcosa di interessante da registrare. <br />I ricercatori hanno spiegato che la terra sotto l&#8217;Amundsen Sea Embayment si ingrandisce a causa di un mantello relativamente fluido sotto la superficie, che è più capace di rispondere ai cambiamenti che avvengono sopra. E infatti i tempi di reazione sono molto più veloci di quanto si pensasse in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprendere questo fenomeno e l&#8217;impatto che può avere consente ai ricercatori di valutare con maggiore precisione la perdita di ghiaccio, la cui misurazione è sempre stata incompleta a causa della mancanza di conoscenza sull&#8217;aumento del roccia sottostante. Inoltre, lo studio fornisce anche qualche speranza alle persone che vivono nelle zone costiere, che potrebbero trarre beneficio dal potenziale rallentamento dello scioglimento dei ghiacci dovuto a questa potenziale stabilizzazione.</p>
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		<title>Lo scioglimento dei ghiacciai sta già cambiando la circolazione dell&#8217;oceano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/lo-scioglimento-dei-ghiacciai-sta-gia-cambiando-la-circolazione-dell-oceano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 11:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Artico sta infondendo acqua calda nell&#8217;oceano e questo ha delle conseguenze sui suoi moti convettivi: il futuro non è così lontano Gli scienziati hanno scoperto nuove prove&#160;di un insolito versamento di acqua dolce nell&#8217;oceano nel nord dell&#8217;Atlantico che potrebbe avere già una forte influenza sulla circolazione delle acque. La maggior parte di questa acqua dolce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35807" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_scioglimentoartico.jpg" alt="" width="799" height="506" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_scioglimentoartico.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_scioglimentoartico-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_scioglimentoartico-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>L&#8217;Artico sta infondendo acqua calda nell&#8217;oceano e questo ha delle conseguenze sui suoi moti convettivi: il futuro non è così lontano</p>
<p>  <span id="more-35808"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno scoperto <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-018-0105-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuove prove</a>&nbsp;di un insolito versamento di acqua dolce nell&#8217;oceano nel nord dell&#8217;Atlantico che potrebbe avere già una forte influenza sulla circolazione delle acque. La maggior parte di questa acqua dolce proviene, molto probabilmente, dallo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia o dal ghiaccio marino artico.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che succede è che l&#8217;acqua dolce rimane sulla superficie dell&#8217;oceano più a lungo della più densa acqua salata e questo potrebbe influire sui moti convettivi dell&#8217;oceano, che sono quel processo naturale in cui l&#8217;acqua di superficie verso nord diventa più densa e più fredda, tanto da affondare e quindi viaggiare verso sud a grandi profondità. <br />Il gruppo di ricerca ha raccolto dati sul Mare di Irminger a sud-est della Groenlandia, dove ha usato gli ormeggi oceanici per effettuare misurazioni sulla circolazione delle acque nei principali siti di convezione. Anche se non sono stati fatti studi che potessero portare a previsioni specifiche su come la convezione potrà essere influenzata o quanto rapidamente potrà cambiare, si è comunque arrivati alla conclusione che l&#8217;acqua dolce proveniente dallo scioglimento dei ghiacciai o dal ghiaccio marino artico potrebbe stare già in qualche modo influenzando la convezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010, il 40% di questa acqua dolce è rimasta in superficie durante l&#8217;inverno e nell&#8217;anno successivo: una capacità di tenuta che suggerisce un circuito di feedback positivo che potrebbe guidare ulteriormente la miscelazione. Potrebbe anche esserci, però, una soglia da non superare, oltre la quale la troppa acqua dolce che rimane in superficie e si mescola con la nuova acqua dolce che arriva, improvvisamente aumenta troppo, diventando difficile da portare a fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">È già stato accertato che la circolazione atlantica è stata più debole della media dal 2008, ma questo nuovo cambiamento riscontrato è stato davvero molto più rapido del previsto. Forse si è superata la soglia ed ora è complesso poter tornare indietro.</p>
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		<title>E se si sciogliessero anche questi due ghiacciai?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un meteorologo avverte che il crollo di questi due enormi ghiacciai in Antartide potrebbe provocare un&#8217;inondazione di tutte le città costiere del mondo Sono due i ghiacciai dell&#8217;Antartide che tengono in ostaggio la nostra civiltà, secondo quanto scritto dal meteorologo Eric Holthaus sulla rivista «Grist». Pine Island e Thwaites sono tra i ghiacciai più grandi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35172" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_Pine_Island_Ghiacciaio.jpg" alt="" width="660" height="330" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Pine_Island_Ghiacciaio.jpg 660w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_Pine_Island_Ghiacciaio-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></p>
<p>Un meteorologo avverte che il crollo di questi due enormi ghiacciai in Antartide potrebbe provocare un&#8217;inondazione di tutte le città costiere del mondo</p>
<p>  <span id="more-35173"></span>  </p>
<p>Sono due i ghiacciai dell&#8217;Antartide che tengono in ostaggio la nostra civiltà, secondo quanto scritto dal meteorologo Eric Holthaus sulla rivista «<a href="https://grist.org/article/antarctica-doomsday-glaciers-could-flood-coastal-cities/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grist</a>». Pine Island e Thwaites sono tra i ghiacciai più grandi del continente e si stanno sciogliendo. La loro capacità finale è quella di innalzare di quasi 3,5 metri il livello del mare in caso di collasso: abbastanza per inondare ogni città costiera del nostro pianeta.</p>
<p>Il punto, di fatto, non è se si scioglieranno, ma quando: visto che una tale catastrofe lascerebbe senza casa centinaia di milioni di persone. E poiché parliamo di un range che potrebbe andare dai 20 ai 50 anni a partire da ora, siamo avvero nei guai.</p>
<p>Due climatologi, in uno <a href="https://www.nature.com/articles/nature17145" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio pubblicato su «Nature»</a> lo scorso anno, hanno dichiarato che un aumento di due metri è più probabile di un aumento di 1 metro, entro il 2100, ma se le emissioni di carbonio continuano ad aumentare, nel peggiore dei casi, i 3,5 metri di innalzamento possibile non saranno frenati e l&#8217;Antartide potrebbe liberarsi.</p>
<p>Nonostante l&#8217;estrema grandezza di questi ghiacciai, purtroppo, non possiamo fare affidamento su un tempo lungo di conservazione, visto i problemi che abbiamo con i cambiamenti climatici.</p>
<p>Ovviamente non tutti gli scienziati la pensano allo stesso modo. Ted Scambos, scienziato del National Snow and <a href="https://nsidc.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ice Data Center</a>, ha detto che i due ghiacciai potrebbero non crollare tutti in una volta e che anche un rapido collasso potrebbe produrre comunque diversi iceberg che rallenterebbero il ritmo di ritirata e agirebbero come una piattaforma di ghiaccio temporanea.</p>
<p>Il punto, in ogni caso, è che bisogna fare maggiori ricerche e, nel dubbio, cercare di migliorare il nostro approccio al clima. Ogni motivo è buono per ricordarlo.</p>
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		<title>Cadaveri svelati dallo scioglimento del ghiacciaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 06:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ghiaccio sciolto sulle Alpi svizzere scopre i corpi di persone scomparse 70 anni fa Un uomo e donna, intatti, i corpi vicini, indosso vestiti risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale: è questo quello che è stato ritrovato vicino ad uno skilift sul ghiacciaio Tsanfleuron da un uomo che lavora per una società turistica. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34586" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg" alt="" width="780" height="438" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg 780w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_coppia_svizzera_ghiacciaio-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>Il ghiaccio sciolto sulle Alpi svizzere scopre i corpi di persone scomparse 70 anni fa</p>
<p>  <span id="more-34588"></span>  </p>
<p>Un uomo e donna, intatti, i corpi vicini, indosso vestiti risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale: è questo quello che è stato ritrovato vicino ad uno skilift sul ghiacciaio Tsanfleuron da un uomo che lavora per una società turistica. È stato lo scioglimento del ghiacciaio a far sì che i due cadaveri venissero fuori.&nbsp;</p>
<p>La storia che è dietro a questo ritrovamento è vecchia di decenni e sembra quasi l&#8217;incipit crudelmente banale di un thriller: una mattina qualsiasi di 70 anni fa una coppia lascia la sua casa sulle Alpi svizzere per andare a mungere le mucche, nessuno dei due coniugi fa mai ritorno.</p>
<p>Si chiamavano Marcelin e Francine Dumoulin e quel giorno era il 15 agosto del 1942, secondo le ricostruzioni fatte anche grazie all&#8217;aiuto della loro figlia più giovane, Marceline Udry-Dumoulin, ora settantanovenne – che, come ha raccontato, insieme ai suoi fratelli non aveva mai smesso di cercare i propri genitori. Questo ritrovamento è qualcosa che finalmente chiude una brutta storia nera, dandole un senso, una forma di pace.</p>
<p>La versione di Bernhard Tschannen, direttore di <a href="https://www.glacier3000.ch/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Glacier 3000</a>, è che molto probabilmente la coppia sia caduta in un crepaccio, dove è rimasta per decenni, coperta dal ghiaccio, fino a quando, oggi, quello stesso ghiaccio non si è ritirato.</p>
<p>La figlia ha anche raccontato che a rendere il destino ancora più terribile c&#8217;è il ricordo del fatto che era la prima volta che sua madre accompagnava suo padre in quella camminata per andare dalle mucche perché, prima, non aveva mai potuto risalire il ghiacciaio per via del fatto che era stata sempre incinta.<br />Il loro funerale, atteso da tempo, vedrà Marceline indossare vestiti bianchi invece che neri per dimostrare che, nonostante tutto, la speranza non è mai stata persa.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34587" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg" alt=" coppia svizzera ghiacciaio" width="730" height="412" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio.jpg 730w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images__coppia_svizzera_ghiacciaio-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></p>
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		<title>Segnali preoccupanti per la calotta antartica occidentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 09:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ghiacciaio chiave in Antartide è a rischio crollo: se succedesse, sarebbe una catastrofe Nel 2015, un iceberg di 583 chilometri quadrati ha occupato i titoli di molti giornali quando ha deciso di separarsi dal Pine Island Glacier, un ghiacciaio che insieme al suo partner Thwaites si trova ai margini ovest della calotta antartica ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33057" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_ghiacci_deriva.jpg" alt="" width="777" height="522" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_ghiacci_deriva.jpg 777w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_ghiacci_deriva-300x202.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_ghiacci_deriva-768x516.jpg 768w" sizes="(max-width: 777px) 100vw, 777px" /></p>
<p>Un ghiacciaio chiave in Antartide è a rischio crollo: se succedesse, sarebbe una catastrofe</p>
<p>  <span id="more-33058"></span>  </p>
<p>Nel 2015, un iceberg di 583 chilometri quadrati ha occupato i titoli di molti giornali quando ha deciso di separarsi dal Pine Island Glacier, un ghiacciaio che insieme al suo partner Thwaites si trova ai margini ovest della calotta antartica ed è una delle lastre di ghiaccio più attive del continente – i due ghiacciai, infatti, lavorano per tappare il flusso di ghiaccio ed evitare che circa il 10% della calotta antartica occidentale fuoriesca in mare.&nbsp;</p>
<p>Gli scienziati ritengono che il crollo totale della calotta antartica occidentale porterebbe ad un innalzamento del livello del mare di circa 3 metri, visto che più della metà dell&#8217;acqua dolce del mondo è congelata in Antartide.</p>
<p>Recentemente, mentre facevano delle verifiche su un nuovo software di elaborazione delle immagini, i ricercatori della <a href="https://www.osu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ohio State University</a>&nbsp;hanno notato qualcosa di insolito nelle immagini satellitari scattate prima del disfacimento del 2015.</p>
<p>Le immagini hanno provato che una spaccatura presente alla base della piattaforma di ghiaccio nel 2013, interna di quasi 32 chilometri, si è propagata verso l&#8217;alto per più di due anni, fino a quando non ha spaccato la superficie creando il famoso iceberg che se ne è andato alla deriva per più di 12 giorni tra la fine di luglio e i primi di agosto del 2015.</p>
<p>Quindi il ghiaccio si è spaccato dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, un comportamento che non si era mai verificato in una calotta antartica e che potrebbe implicare che qualcosa ha indebolito il centro della piattaforma di ghiaccio – la spiegazione più probabile è che sia un crepaccio fuso a livello roccia dal riscaldamento dell&#8217;oceano.</p>
<p>Si ritiene che, poiché la parte inferiore della calotta antartica occidentale si trova sotto il livello del mare, l&#8217;acqua dell&#8217;oceano può entrare di nascosto verso l&#8217;interno e rimanere invisibile: questo vorrebbe dire però che si stanno formando valli nel ghiaccio che si sciolgono dal basso e che potrebbero accelerare lo scioglimento dei ghiacciai e il crollo della calotta.</p>
<p>Per chi volesse ricordare quanto accaduto nel 2015, ecco qui.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/F9vIj6sH-Vo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Addio al  più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:38:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio vallivo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli   Sos ghiacci d&#8217;Italia. Anche il &#8220;gigante&#8221; dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, risente dei cambiamenti climatici: il più grande ghiacciaio vallivo si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli. È questo uno dei più grandi segni dell&#8217;aumento delle temperature: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29394" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_timthumb-16957-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Il più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli</p>
<p>  <span id="more-29395"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Sos ghiacci d&#8217;Italia. Anche il &#8220;gigante&#8221; dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, risente dei cambiamenti climatici: il più grande ghiacciaio vallivo si è spaccato in tre <a href="https://www.ecoseven.net//?p=28151" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ghiacciai</a> più piccoli. È questo uno dei più grandi segni dell&#8217;aumento delle temperature: negli ultimi 26 anni i ghiacciai italiani delle Alpi Centrali hanno perso duemila miliardi di litri di acqua, pari a 800 mila piscine olimpiche e 4 volte il Lago Trasimeno. I dati arrivano dall&#8217;aggiornamento del &#8216;Nuovo Catasto dei Ghiacciai italiani&#8217;, presentato nel corso dell&#8217;incontro &#8216;La febbre del ghiaccio&#8217; organizzato dall&#8217;Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia alla Camera dei Deputati.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">Realizzato dopo 60 anni, il censimento mostra &#8216;una generale tendenza al regresso&#8217; dei ghiacci: na riduzione del 30% (da 527 kmq a 370 kmq) negli ultimi 50 anni, a cui si è aggiunta un&#8217;ulteriore contrazione del 5% dal 2007 al 2012. Per avere un&#8217;idea: la superficie glaciale persa è pari al Lago di Como ed è conseguente al rimpicciolimento dei ghiacciai e alla estinzione di quasi 200 apparati.</p>
<p>Il Nuovo Catasto dei Ghiacciai è stato realizzato dall&#8217;Università Statale di Milano, con la partnership dell&#8217;Associazione EvK2CNR e della società Sanpellegrino Spa e con il contributo scientifico del Comitato Glaciologico Italiano.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Montagna: il ghiaccio quest&#8217;anno si scioglie prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 12:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento]]></category>
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					<description><![CDATA[È un&#8217;estate caldissima e il ghiaccio in quota si scioglie prima del tempo In Val d&#8217;Aosta la fusione dei ghiacciai è anticipata di due mesi rispetto al normale. È un estate caldissima, ce ne siamo accorti tutti, e a soffrire non sono solo le persone. Anche i ghiacciai hanno riesntito di questo clima torrido. Infatti sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28150" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/08/images_igallery_resized_ambientetest_Ghiacciaio_sciolto-16318-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>È un&#8217;estate caldissima e il ghiaccio in quota si scioglie prima del tempo</p>
<p>  <span id="more-28151"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">In Val d&#8217;Aosta la fusione dei ghiacciai è anticipata di due mesi rispetto al normale. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">È un estate caldissima, ce ne siamo accorti tutti, e a soffrire non sono solo le persone. Anche i ghiacciai hanno riesntito di questo clima torrido. Infatti sono già state raggiunte le le condizioni di fusione della neve e del ghiacciaio che negli ultimi anni si potevano osservare solamente a fine settembre. A spiegarlo è la Fondazione montagna sicura, che sta svolgendo i rilievi per il bilancio di massa dei ghiacciai di Petit Grapillon (M. Bianco), Rutor (La Thuile) e Grand Vallon e Timorion (G. Paradiso). Il 2015 sarà &#8220;un anno fortemente negativo per i ghiacciai valdostani&#8217;. </span></p>
<p>Questi rilievi, ha spiegato la Fondazione all&#8217;ANSA, &#8216;non forniscono un dato definitivo ai fini della misura conclusiva del bilancio di massa, che intende quantificare le entrate totali, costituite dall&#8217;accumulo di neve, e le uscite totali, dovute alla fusione della neve e del ghiaccio che interessano il ghiacciaio nel corso di un intero anno&#8221;, tuttavia consentono di &#8216;tastare con mano&#8217; l&#8217;andamento della stagione estiva&#8217;.</p>
<p>Gli effetti di questa calda estate appaiono comunque visibili e per l&#8217;ambiente non è un buon segnale. Purtroppo stiamo notando che il surriscaldamento globale non è un&#8217;invenzione e che il clima sta cambiando anche nel nostro paese.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=19869" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco uno dei ghiacciai che tra qualche anno potrebbe scomparire.</a></p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
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		<title>Addio al ghiacciaio italiano dei Forni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 01:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio dei forni]]></category>
		<category><![CDATA[glaciale]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[valanghe]]></category>
		<category><![CDATA[vallivo]]></category>
		<category><![CDATA[valtellina]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra pochi anni potremmo dire addio al  più grande ghiacciaio vallivo italiano   Tra soli 86 anni possiamo dire addio al più grande ghiacciaio vallivo italiano: &#8216;La potenziale evoluzione del ghiacciaio dei Forni porta a stimare per il 2100 ad una riduzione di oltre l&#8217;80% del volume glaciale valutato nel 2007&#8242;, si legge nello studio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19868" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/08/images_igallery_resized_ambientetest_forni01-12158-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra pochi anni potremmo dire addio al  più grande ghiacciaio vallivo italiano</p>
<p>  <span id="more-19869"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tra soli 86 anni possiamo dire addio al più grande <strong>ghiacciaio</strong> vallivo italiano: &#8216;La potenziale evoluzione del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17270"><strong>ghiacciaio</strong></a> dei <strong>Forni</strong> porta a stimare per il 2100 ad una riduzione di oltre l&#8217;80% del volume glaciale valutato nel 2007&#8242;, si legge nello studio, pubblicato sulla rivista dell&#8217;Associazione interregionale neve e valanghe,in cui è stata anche simulata la risposta del <strong>ghiacciaio</strong> dell&#8217;alta Valtellina &#8216;a diversi scenari potenziali di precipitazione e temperatura fino a fine secolo&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La riduzione drastica del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15822"><strong>ghiacciaio </strong></a>&#8216;impatterà sicuramente sulla disponibilità idrica estiva derivante dalla fusione glaciale e se ne dovrà tenere conto nei diversi scenari evolutivi, non solo ambientali, ma anche socio economici che vedono nel più grande ghiacciaio vallivo italiano una risorsa importante, non solo dal punto di vista idrico ed energetico ma anche paesaggistico, turistico e ambientale&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il <strong>ghiacciaio</strong> dei <strong>Forni</strong> oggi vanta una superficie di 11,36 chilometri quadrati. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">GC</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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