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	<title>ghiacci &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Un incredibile scioglimento dei ghiacciai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 18:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, l&#8217;Antartide sta perdendo una quantità record di ghiaccio Sono state le immagini satellitari la base da cui si è mosso un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che ha rivelato che i ghiacciai dell&#8217;Antartide hanno raggiunto un notevole picco di scioglimento negli ultimi cinque anni. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38026" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_antartide.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_antartide.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_antartide-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_antartide-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Secondo un nuovo studio, l&#8217;Antartide sta perdendo una quantità record di ghiaccio</p>
<p>  <span id="more-38027"></span>  </p>
<p>Sono state le immagini satellitari la base da cui si è mosso <a href="https://www.pnas.org/content/pnas/early/2019/06/25/1906556116.full.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che ha rivelato che i ghiacciai dell&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=19998:dove-sono-finiti-i-pinguini-reali&amp;catid=119&amp;Itemid=2429">Antartide</a> hanno raggiunto un notevole picco di scioglimento negli ultimi cinque anni. Sebbene essi si stessero espandendo dal 1974 al 2014, dopo è iniziata una grande perdita: si sono sciolti 2,1 milioni di chilometri quadrati e l&#8217;estensione è passata da 12,8 milioni a 10,7 milioni – numeri incredibili che si traducono in un fortissimo impatto sull&#8217;ecosistema del Polo Sud.</p>
<p>Siccome un problema del genere c&#8217;era già stato negli anni &#8217;70, i ricercatori non sono certi di poter dare la colpa ai cambiamenti climatici e al riscaldamento del pianeta così come non possono essere certi sul futuro di questo affare e su quanto la situazione odierna sarà permanente. Quello che ci possono raccontare è che, appunto, negli ultimi cinque anni le perdite sono state allarmanti e che cè stata una crescita incredibile di scioglimenti nel 2017. In un certo senso, quindi, viste queste oscillazioni, si potrebbe anche sperare di essere all&#8217;interno di un ciclo del ghiaccio relativamente normale, ma non lo possiamo sapere.</p>
<p>In ogni caso, qualsiasi siano le cause e le caratteristiche di questo fenomeno, le sue conseguenze sono molto complesse sia per le specie locali (pinguini, balene, foche, krill e molti altri animali e piante marine) sia per il riscaldamento globale di tutto mondo – anche perché il ghiaccio riflette circa il 50-70% dei raggi solari nello spazio, quindi aiuta a mantenere fredda la superficie della Terra.</p>
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		<title>Una piccola speranza contro lo scioglimento dei ghiacciai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 10:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
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					<description><![CDATA[In Antartide occidentale sta sorgendo un substrato roccioso che potrebbe fornire una certa protezione al ghiaccio che si scioglie Ogni volta che si inizia un discorso sulle calotte glaciali dell&#8217;Antartide si sa già dove si andrà a parare: senza dubbio, si tratterà di una cattiva notizia – anche perché è proprio lì che ci sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36771" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920.jpg" alt="" width="800" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fryxellsee-553028_1920-768x382.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>In Antartide occidentale sta sorgendo un substrato roccioso che potrebbe fornire una certa protezione al ghiaccio che si scioglie</p>
<p>  <span id="more-36772"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che si inizia un discorso sulle calotte glaciali dell&#8217;Antartide si sa già dove si andrà a parare: senza dubbio, si tratterà di una cattiva notizia – anche perché è proprio lì che ci sono due dei più veloci ghiacciai in scioglimento del mondo. Fortunatamente, però, questa volta, il punto è un altro: un argine, una reazione, una piccola speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella stessa regione occidentale del continente che è teatro di scioglimenti, infatti, è anche sede di una caratteristica geologica insolita che può fornire un sollievo agli effetti del cambiamento climatico. Lo racconta <a href="http://science.sciencemag.org/content/360/6395/1335" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>&nbsp;pubblicato sulla rivista «Science», in cui i ricercatori raccontano di come la superficie terrestre sembra espandersi quando oggetti pesanti, come i ghiacciai, non sono più presenti a spingere contro il suolo. Secondo i dati che gli scienziati hanno raccolto tramite sensori GPS, la terra sotto l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_di_Amundsen" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Amundsen Sea Embayment</a>&nbsp;in Antartide occidentale sta aumentando ad un ritmo di circa 5 centimetri all&#8217;anno – uno dei tassi di crescita più veloci mai registrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scoperta davvero importante questa del fondamento roccioso che si sta creando come reazione allo scioglimento dei ghiacciai che, come spesso accade, è stata fatta un po&#8217; per caso visto che i sensori sono stati posizionati con pochissime possibilità che ci fosse davvero qualcosa di interessante da registrare. <br />I ricercatori hanno spiegato che la terra sotto l&#8217;Amundsen Sea Embayment si ingrandisce a causa di un mantello relativamente fluido sotto la superficie, che è più capace di rispondere ai cambiamenti che avvengono sopra. E infatti i tempi di reazione sono molto più veloci di quanto si pensasse in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Comprendere questo fenomeno e l&#8217;impatto che può avere consente ai ricercatori di valutare con maggiore precisione la perdita di ghiaccio, la cui misurazione è sempre stata incompleta a causa della mancanza di conoscenza sull&#8217;aumento del roccia sottostante. Inoltre, lo studio fornisce anche qualche speranza alle persone che vivono nelle zone costiere, che potrebbero trarre beneficio dal potenziale rallentamento dello scioglimento dei ghiacci dovuto a questa potenziale stabilizzazione.</p>
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		<title>Quanto ghiaccio stiamo perdendo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 13:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[scioglimento]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;incredibile quantità di ghiaccio persa dall&#8217;Antartide negli ultimi 25 anni è pari a 3 trilioni di tonnellate In un nuovo studio, il più completo fino ad oggi sullo stato del ghiaccio nel nostro continente, un gruppo internazionale di 84 ricercatori ha analizzato i dati di più sondaggi satellitari, dal 1992 al 2017, per arrivare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36644" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/06/images_icy-429133_antartide0.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_icy-429133_antartide0.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_icy-429133_antartide0-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/06/images_icy-429133_antartide0-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;incredibile quantità di ghiaccio persa dall&#8217;Antartide negli ultimi 25 anni è pari a 3 trilioni di tonnellate</p>
<p>  <span id="more-36645"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">In un nuovo studio, il più completo fino ad oggi sullo stato del ghiaccio nel nostro continente, un gruppo internazionale di 84 ricercatori ha analizzato i dati di più sondaggi satellitari, dal 1992 al 2017, per arrivare a concludere che l&#8217;Antartide ha perso 3 trilioni di tonnellate di ghiaccio negli ultimi 25 anni, con una rapida un&#8217;accelerazione negli ultimi cinque.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studiosi hanno infatti scoperto che l&#8217;Antartide sta attualmente perdendo ghiaccio circa tre volte più velocemente di quanto abbia fatto fino al 2012, raggiungendo un tasso di oltre 219 miliardi di tonnellate all&#8217;anno. La perdita totale di ghiaccio durante gli ultimi 25 anni ha contribuito all&#8217;innalzamento del livello del mare di circa 8 millimetri, il 40% dei quali – circa 3 mm – si è verificato negli ultimi cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove scoperte suggeriscono che la copertura di ghiaccio del continente potrebbe non essere così resistente al riscaldamento globale come si pensava, presentando un&#8217;immagine molto diversa dei potenziali contributi dell&#8217;Antartide a un oceano in aumento: se tutto il ghiaccio del continente si sciogliesse, l&#8217;acqua risultante potrebbe elevare il livello del mare di circa 58 metri, secondo i ricercatori.<br /><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-018-0179-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><br /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-018-0179-y" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il loro studio</a>, pubblicato sulla rivista «Nature Research», ha combinato i dati di tre diversi tipi di misurazioni satellitari per tenere traccia dei cambiamenti nel ghiaccio nel tempo, rendendo maggiormente sicuri i dati.</p>
<p style="text-align: justify;">I segnali raccolti dicono che il ritmo della ritirata di ghiaccio in Antartide, stimato in passato a circa 50 metri all&#8217;anno, è aumentato ad oggi di almeno 20 volte, arrivando a più di un chilometro all&#8217;anno. <br />Non facciamo altro che ripeterlo, ma dobbiamo stare molto attenti, tutti. Quello che facciamo a discapito dell&#8217;ambiente ha delle conseguenze: queste.</p>
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		<title>Poco, troppo poco ghiaccio al Polo Nord</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/poco-troppo-poco-ghiaccio-al-polo-nord/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2018 08:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Nord]]></category>
		<category><![CDATA[record]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&#160; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979 Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del Mare di Bering&#160;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), il ghiaccio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36355" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg" alt="" width="797" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-300x152.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_polonordrecord-768x388.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Il ghiaccio del mare di Bering è arrivato a un livello di record&nbsp; negativo, quest&#8217;anno, che non raggiungeva dal 1979</p>
<p>  <span id="more-36356"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il livello del ghiaccio del Mar glaciale Artico è davvero basso, ma non è il solo, anche quello del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mare_di_Bering" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mare di Bering</a>&nbsp;lo è: secondo il National Snow and Ice Data Center (<a href="https://nsidc.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>), il ghiaccio di questo mare posizionato a sud dell&#8217;Alaska (e connesso con il Mar glaciale Artico da uno stretto) è al livello più basso che sia mai stato registrato dal 1979.</p>
<p style="text-align: justify;">Come <a href="https://twitter.com/AlaskaWx/status/997094015978885120" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha scritto su Twitter</a> il meteorologo Rick Thoman, il livello del ghiaccio del Mare di Bering è il 5% di quello che dovrebbe essere normalmente a metà maggio: «non rimane quasi più nulla, tranne il ghiaccio vicino alle spiagge nelle aree protette». <br /><a href="http://nsidc.org/arcticseaicenews/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">NSIDC</a>&nbsp;ha spiegato che, già ad aprile, il ghiaccio del Mare glaciale Artico copriva un&#8217;area di 980.000 chilometri quadrati in meno della media a cui si è attestato dal 1981 al 2010 e che una situazione simile si era già verificata nel 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Mare di Bering, il livello del ghiaccio ha iniziato a scendere a febbraio, quando invece sarebbe dovuto salire, poi è aumentato leggermente a marzo, ma alla fine ha proceduto verso il tracollo totale ad aprile. Colpa degli oceani caldi, certo, che hanno portato le temperature della sua superficie a livelli record e poiché le acque calde sono difficili da congelare, questo ha innescato (e innesca) un meccanismo ancora più complesso da scardinare per la formazione del ghiaccio – che, infatti, latita.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ha tutta una serie di conseguenze, con infiltrazioni di acqua che scongelano in anticipo anche altri ghiacciai e il sempre maggiore aumento sia delle temperature dell&#8217;oceano che di quelle della Terra – senza contare il via a fenomeni come l&#8217;erosione delle coste, le grandi tempeste e le onde.<br />Una situazione molto preoccupante se si pensa, oltretutto, che ci sono ancora altri 4 mesi di caldo davanti a noi.</p>
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		<title>Temperatura record in Antartide: +17,5 gradi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/temperatura-record-in-antartide-17-5-gradi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 09:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[Everest]]></category>
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		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
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					<description><![CDATA[Temperaturre primaverili al Polo Sud e altri dati preoccupanti La colonnina di mercurio in Antartide ha toccato i 17,5 gradi. È la temperatura massima mai registrata alla base dell&#8217;Argentina &#8220;Esperanza&#8221;, sulla punta nord della Penisola antartica. Il dato risale al 24 marzo 2015 ed è stato reso noto solo ora dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). &#8220;Questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33459" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming.jpg" alt="" width="1920" height="1080" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming.jpg 1920w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming-768x432.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming-1536x864.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/03/images_8845010-stop-global-warming-1200x675.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Temperaturre primaverili al Polo Sud e altri dati preoccupanti</p>
<p>  <span id="more-33460"></span>  </p>
<p>La colonnina di mercurio in Antartide ha toccato i 17,5 gradi. È la temperatura massima mai registrata alla base dell&#8217;Argentina &#8220;Esperanza&#8221;, sulla punta nord della Penisola antartica. Il dato risale al 24 marzo 2015 ed è stato reso noto solo ora dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (<a href="https://www.wmo.int/pages/index_en.html">WMO</a>).</p>
<p>&#8220;Questa ricerca mostra la necessità di monitorare continuamente tutta la regione antartica e garantire di avere i migliori dati possibili per l&#8217;analisi sul cambiamento climatico su scala regionale e globale&#8221;, ha detto Randall Carveny del WMO.</p>
<p>E questa non è l’unica notizia preoccupante che arriva dal Polo Sud: il mese scorso, scrive l’Ansa, ricercatori statunitensi e australiani hanno reso noto che la superficie di mare ghiacciato intorno all&#8217;Antartide ha raggiunto il suo nuovo minimo, solo 2.123.790 chilometri quadrati.</p>
<p>Le piattaforme di ghiaccio antartiche perdono ogni anno, secondo i calcoli, fra 63 e 80 miliardi di tonnellate di massa, pari a 10 metri di spessore. In questi giorni una porzione di questa superficie grande come la Liguria, 5.200 km quadrati, è prossima a staccarsi, formando un iceberg gigantesco.</p>
<p>Anche<a href="https://www.ecoseven.net//?p=26428" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> i ghiacci dell’Everest sono in pericolo</a>: a causa delle emissioni di gas serra, il monte potrebbe presto cambiare il suo volto.</p>
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		<item>
		<title>Ötzi, l’uomo dei ghiacci, fu ucciso in un agguato</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/oetzi-l-uomo-dei-ghiacci-fu-ucciso-in-un-agguato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 07:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Mummia]]></category>
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					<description><![CDATA[Continuano le “indagini” sulla mummia dell’Alto Adige, uccisa 5000 anni fa Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci, la mummia ritrovata dopo migliaia di anni, il 19 settembre del 1991 in Alto Adige, usava armi toscane, soffriva di arterosclerosi ed è stato ucciso in un vile agguato. Queste sono le rivelazioni che i ricercatori di tutto il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32335" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_Otzi.jpg" alt="" width="600" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Otzi.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Otzi-300x205.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Continuano le “indagini” sulla mummia dell’Alto Adige, uccisa 5000 anni fa</p>
<p>  <span id="more-32336"></span>  </p>
<p>Ötzi, l’uomo venuto dai ghiacci, la mummia ritrovata dopo migliaia di anni, il 19 settembre del 1991 in Alto Adige, usava armi toscane, soffriva di arterosclerosi ed è stato ucciso in un vile agguato.</p>
<p>Queste sono le rivelazioni che i ricercatori di tutto il mondo presenteranno questi giorni al <a href="http://www.eurac.edu/it/research/health/iceman/conferences/Pages/3rd-Bolzano-Mummy-Congress-oetzi-25-years-of-research.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Congresso internazionale sulle mummie a Bolzano</a>.</p>
<p>Il rame di cui è fatta l&#8217;ascia di Ötzi, secondo gli esperti, potrebbe non provenire dalle Alpi, come ritenuto finora, ma dai giacimenti della Toscana meridionale.<br />Inoltre le analisi hanno confermato che, nonostante avesse un peso nella norma e facesse molto movimento, il nostro antenato soffriva di arteriosclerosi.</p>
<p>&#8220;Per gli scienziati il ritrovamento di Ötzi non è paragonabile a nessuna altra scoperta di un corpo antico: l&#8217;Iceman è un tipico europeo, vissuto oltre 5000 anni fa. Il suo studio fornisce risposte continue ed entusiasmanti&#8221;, spiega l&#8217;antropologo Albert Zink di Eurac Research, direttore scientifico del congresso. &#8220;La conservazione ottimale della mummia, grazie al ghiaccio, rende Ötzi un modello unico per noi ricercatori: possiamo sviluppare metodi scientifici da applicare anche per lo studio di altre mummie&#8221;, continua Zink.</p>
<p>&#8220;Oggi ci concentriamo in particolare su chi fosse, sul suo ruolo nella società e su ciò che successe nei giorni precedenti alla sua morte. I metodi innovativi a disposizione degli esperti fanno sì che si ottengano sempre nuovi risultati&#8221;, afferma Angelika Fleckinger, direttrice del Museo archeologico dell&#8217;Alto Adige, che organizza il congresso insieme a Eurac Research.</p>
<p>Il fatto che sia stato assassinato si capisce dalla punta della freccia scoperta nel 2001 nella sua spalla sinistra. Tuttavia le circostanze non sono ancora note.<br />Sappiamo però che la freccia che lo ha colpito a morte è venuta da lontano e in modo inaspettato; questo, secondo gli esperti, “potrebbe far pensare a un gesto vile”.</p>
<p>Il fatto che siano stati ritrovati alcuni oggetti di valore, come l&#8217;ascia di rame, sul luogo del delitto, fa pensare che il furto non fosse un valido movente. <br />Si ipotizza che a scatenare l&#8217;agguato sia stata una situazione di conflitto personale, &#8220;uno scontro precedente, una dinamica che del resto si evidenzia anche oggi nella grande maggioranza dei delitti&#8221;, spiega Horn.</p>
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		<title>Addio al  più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 12:38:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciaio vallivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli   Sos ghiacci d&#8217;Italia. Anche il &#8220;gigante&#8221; dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, risente dei cambiamenti climatici: il più grande ghiacciaio vallivo si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli. È questo uno dei più grandi segni dell&#8217;aumento delle temperature: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-29394" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_timthumb-16957-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Il più grande ghiacciaio vallivo d&#8217;Italia si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli</p>
<p>  <span id="more-29395"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Sos ghiacci d&#8217;Italia. Anche il &#8220;gigante&#8221; dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, risente dei cambiamenti climatici: il più grande ghiacciaio vallivo si è spaccato in tre <a href="https://www.ecoseven.net//?p=28151" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ghiacciai</a> più piccoli. È questo uno dei più grandi segni dell&#8217;aumento delle temperature: negli ultimi 26 anni i ghiacciai italiani delle Alpi Centrali hanno perso duemila miliardi di litri di acqua, pari a 800 mila piscine olimpiche e 4 volte il Lago Trasimeno. I dati arrivano dall&#8217;aggiornamento del &#8216;Nuovo Catasto dei Ghiacciai italiani&#8217;, presentato nel corso dell&#8217;incontro &#8216;La febbre del ghiaccio&#8217; organizzato dall&#8217;Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia alla Camera dei Deputati.</p>
<p> </p>
<p align="LEFT">Realizzato dopo 60 anni, il censimento mostra &#8216;una generale tendenza al regresso&#8217; dei ghiacci: na riduzione del 30% (da 527 kmq a 370 kmq) negli ultimi 50 anni, a cui si è aggiunta un&#8217;ulteriore contrazione del 5% dal 2007 al 2012. Per avere un&#8217;idea: la superficie glaciale persa è pari al Lago di Como ed è conseguente al rimpicciolimento dei ghiacciai e alla estinzione di quasi 200 apparati.</p>
<p>Il Nuovo Catasto dei Ghiacciai è stato realizzato dall&#8217;Università Statale di Milano, con la partnership dell&#8217;Associazione EvK2CNR e della società Sanpellegrino Spa e con il contributo scientifico del Comitato Glaciologico Italiano.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
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		<title>Anche Obama in campo per l’Artico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 13:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[globl warming]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Surriscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Urgono soluzioni per evitare lo scioglimento dei ghiacci, lo sottolinea anche Obama Gli stati aderenti al Consiglio Artico, un forum intergovernativo che raccoglie le nazioni e le popolazioni delle regioni artiche, hanno approvata una dichiarazione nella quale si afferma: ‘[…] la forte determinazione a lavorare insieme e con altri per raggiungere un risultato positivo e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-28414" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/09/images_igallery_resized_ambientetest_Artico-16454-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Urgono soluzioni per evitare lo scioglimento dei ghiacci, lo sottolinea anche Obama</p>
<p>  <span id="more-28415"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli stati aderenti al Consiglio Artico, un forum intergovernativo che raccoglie le nazioni e le popolazioni delle regioni artiche, hanno approvata una dichiarazione nella quale si afferma: ‘[…] la forte determinazione a lavorare insieme e con altri per raggiungere un risultato positivo e ambizioso nei negoziati internazionali sul clima a Parigi quest’anno’.</span></p>
<p>È un segnale significativo perché gli stati hanno chiesto maggiori ricerche sugli impatti del cambiamento climatico in Artico e maggiori investimenti nelle soluzioni “low carbon” per migliorare le condizioni di vita e promuovere la crescita economica sostenibile delle comunità artiche.</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il WWF è intervenuto chiedendo anche altre misure per contenere i cambiamenti climatici e promuovere la resilienza in un Artico che sta rapidamente cambiando volto per effetto dei cambiamenti climatici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Alla conferenza è intervenuto anche il presidente USA Barack Obama che nel suo discorso ha sottolineato come la situazione climatica stia precipitando e come sia urgente una azione forte per limitare l’utilizzo di gas serra.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">‘Il Presidente Obama reclama un’azione significativa per il clima, ci auguriamo che questo diventi una priorità assoluta della sua Amministrazione e di tutti i Governi del mondo, con massima coerenza –ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia &#8211; Costruire delle comunità ‘resilienti’, ovvero, capaci di reagire agli effetti del cambiamento climatico fondate su energie pulite e nuovi posti di lavoro , proteggere la natura e i paesaggi, salvaguardare la cultura e la prosperità delle comunità artiche sono i pilastri fondamentali per dare un futuro all’Artico. Le trasformazioni che stanno avvenendo nelle regioni artiche a partire dagli anni ’60, con il drammatico aumento delle emissioni di CO2 a livello globale, hanno un’influenza sul clima di tutto il Pianeta, in un vortice di meccanismi di feedback positivi che accelerano la fusione dei ghiacci e del permafrost, liberando nuove riserve di carbonio sotto forma sia di metano che di CO2. Vedere in tutto questo solo un’occasione per trivellare e liberare nuove riserve fossili sarebbe folle, gli interessi di una visione corta  hanno portato tutti noi a questa situazione: occorre dire basta, raccogliendo anche l’invito di Papa Francesco, che proprio oggi ha indetto una Giornata di Preghiera per la Salvaguardia del Creato, e che nella sua Enciclica Laudato si’ ha richiamato a fare della salvaguardia della casa comune una priorità che superi di gran lunga gli appetiti individuali’.</span></p>
<p> </p>
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		<title>Cambiamenti climatici: gli orsi mangiano i delfini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 15:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[I cambiamenti climatici hanno fatto incontrare per la prima volta delfini e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi   I cambiamenti climatici portano allo scioglimento dei ghiacci, al riscaldamento degli oceani e al cambio di abitudini alimentari. Sì, proprio così. Secondo uno studio norvegese, il riscaldamento globale ha fatto incontrare per la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26859" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_Orsi_polari_18_892x406-15668-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I cambiamenti climatici hanno fatto incontrare per la prima volta delfini e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi</span></span></p>
<p>  <span id="more-26860"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I <a href="https://www.ecoseven.net//?p=25732" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici</a> portano allo scioglimento dei ghiacci, al riscaldamento degli oceani e al cambio di abitudini alimentari. Sì, proprio così. Secondo uno studio norvegese, il riscaldamento globale ha fatto incontrare per la prima volta <a href="https://www.ecoseven.net//?p=22679" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delfini</a> e orsi polari, con conseguenze tragiche per i primi.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Nell&#8217;aprile 2014, come viene spiegato su Polar Research, nelle acque delle Isole Svalbard i ricercatori hanno osservato un orso che divorava carcasse di delfini lagenorinco rostrobianco, un mammifero che solitamente vive in questo arcipelago del mare Glaciale Artico nei mesi estivi, ma non durante l&#8217;inverno o la primavera, quando il mare è ricoperto di ghiacci. I delfini sono stati spinti a trovare acque più fresche fin da aprile a causa del clima anomalo. Una brusca ondata di freddo, però, avrebbe poi ricongelato queste acque, intrappolando i delfini nei ghiacci, rendendoli prede per gli orsi. Secondo i ricercatori, i mammiferi marini sarebbero stati attaccati dagli orsi quando uscivano in superficie per respirare da una piccola apertura tra i ghiacci.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non solo questo. I ricercatori hanno anche sottolineato che l&#8217;orso, dopo aver mangiato il delfino, ha seppellito gli avanzi sotto i ghiacci, forse per scarsità di cibo. L&#8217;orso, sostengono gli studiosi, potrebbe aver cercato di nascondere la carcassa ad altri predatori per mangiarla anche nei giorni seguenti. &#8216;Il riscaldamento dell&#8217;Artico &#8211; avvertono i ricercatori &#8211; sta cambiando in modo significativo l&#8217;ecosistema e le relazioni tra le specie&#8217;. </span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
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		<title>Addio ai motori diesel, per salvare l&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/mobilita/news-mobilita/addio-ai-motori-diesel-per-salvare-l-ambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 13:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacci]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[motori diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[Basterebbe eliminare i motori diesel del pianeta per ridurre la temperatura ambientale e fermare lo scioglimento dei ghiacci   L&#8217;Università dell&#8217;Aquila punta il dito contro i motori diesel: per salvare il pianeta, anzi per salvare soprattutto l&#8217;Artico, basterebbe eliminare questo tipo di auto. In questo modo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Atmosphere, sarà possibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26784" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_inquinamento_diesel_fumo_scarico_586x384-15632-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Basterebbe eliminare i motori diesel del pianeta per ridurre la temperatura ambientale e fermare lo scioglimento dei ghiacci</p>
<p>  <span id="more-26785"></span>  </p>
<p> </p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.univaq.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università dell&#8217;Aquila</a> punta il dito contro i motori diesel: per salvare il pianeta, anzi per salvare soprattutto l&#8217;Artico, basterebbe eliminare questo tipo di auto. In questo modo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Atmosphere, sarà possibile ridurre la temperatura di 1°C in primavera, stagione più&#8217; critica per lo scioglimento dei grandi ghiacciai.</p>
<p> </p>
<p>Per affermare che basterebbe eliminare solo i motori diesel per ridurre lo scioglimento dei ghiacci, gli studiosi hanno analizzato modelli numerici che hanno sfruttato dati<a href="https://www.ecoseven.net//?p=26765" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> climatologici</a>. È stato quindi calcolato l&#8217;impatto delle polveri sottili generate dai motori a gasolio circolanti su strada. Quantificando l&#8217;effetto di migazione climatica se venissero eliminati i diesel, gli scienziati sono giunti alla conclusione che si potrebbe rallentare lo scioglimento dei ghiacci dell&#8217;Artico.</p>
<p>gc</p>
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