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	<title>G20 &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Chi continua a sovvenzionare i combustibili fossili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 18:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[G20]]></category>
		<category><![CDATA[paesi del g20]]></category>
		<category><![CDATA[punto di non ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo report smaschera le nazioni che hanno sovvenzionato i combustibili fossili Secondo un report di BloombergNEF e Bloomberg Philanthropies, i paesi del G20 hanno continuato a sovvenzionare i combustibili fossili a spese dell&#8217;ambiente. Nonostante l&#8217;impegno che si sono presi ad affrontare il cambiamento climatico, i paesi del G20 hanno fornito oltre 3,3 trilioni di dollari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-112911" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/07/fire-3592_1280-e1627469743270.jpg" alt="combustibili fossili" width="800" height="600" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Un nuovo report smaschera le nazioni che hanno sovvenzionato i combustibili fossili</h3>
<p><span id="more-112902"></span></p>
<p align="justify">Secondo un <a href="https://about.bnef.com/blog/new-report-finds-g-20-member-countries-support-fossil-fuels-at-levels-untenable-to-achieve-paris-agreement-goals/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report </a>di BloombergNEF e Bloomberg Philanthropies, <strong>i paesi del G20 hanno continuato a sovvenzionare i combustibili fossili a spese dell&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p align="justify">Nonostante l&#8217;impegno che si sono presi ad affrontare il cambiamento climatico, i paesi del G20 hanno fornito oltre 3,3 trilioni di dollari (equivalenti a 2,8 trilioni di Euro) in sussidi ai combustibili fossili a partire dal 2015, anno dell&#8217;accordo di Parigi sul clima.</p>
<p align="justify">Come racconta <a href="https://www.theguardian.com/environment/2021/jul/20/g20-states-subsidised-fossil-fuels-2015-coal-oil-gas-cliamte-crisis" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>, Antha Williams, responsabile dell&#8217;ambiente presso Bloomberg Philanthropies, ha dichiarato che<strong> i paesi si sono impegnati ad affrontare il cambiamento climatico sulla carta, ma che le loro azioni raccontano una storia diversa</strong>.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Sulla carta, i leader e i governi globali stanno riconoscendo l&#8217;urgenza della sfida climatica e tutti i paesi del G20 hanno preso impegni ambiziosi per ridimensionare lo sviluppo dei combustibili fossili e la transizione verso un&#8217;economia a basse emissioni di carbonio</em> &#8220;, ha affermato Williams.</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Ma, in realtà, l&#8217;azione intrapresa da questi paesi fino a questo punto è ben lontana da ciò che è necessario. Mentre una serie di emergenze climatiche si intensifica in tutto il mondo, il continuo sviluppo delle infrastrutture per i combustibili fossili è a dir poco avventato. Abbiamo bisogno di più delle semplici parole: abbiamo bisogno di azione</em>&#8220;.</p>
<h4 align="justify">Come urla dal suo sito The Guardian, questo sostegno al carbone è davvero &#8220;sconsiderato&#8221;.</h4>
<p align="justify">Di fronte alla situazione di escalation dell&#8217;emergenza climatica in cui ci troviamo, non è possibile sostenere un&#8217;industria come quella dei combustibili fossili – che dovrebbe sparire. <strong>I 3,3 trilioni di dollari avrebbero potuto costruire impianti solari equivalenti a tre volte la rete elettrica degli Stati Uniti, afferma il rapporto.</strong></p>
<p align="justify">Essendo i paesi del G20 responsabili di quasi i tre quarti delle emissioni globali di carbonio, è bene che nei nuovi impegni che stanno per discutere si occupino (anche) di questo.</p>
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		<title>G20: avanti sul clima anche senza Trump</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/g20-avanti-sul-clima-anche-senza-trump/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 11:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[G20]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[I leader europei proseguono con gli accordi di Parigi, incassano il sì di Putin e anche l&#8217;appello dei sindaci dei paesi del G20 Gli Stati Uniti a guida Trump hanno recentemente annunciato il desiderio di sfilarsi dagli accordi di Parigi sul clima. Ma gli altri grandi del mondo, riuniti al G20 di Amburgo, hanno rinnovato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34152" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_G20.jpg" alt="" width="649" height="340" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_G20.jpg 649w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_G20-300x157.jpg 300w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></p>
<p>I leader europei proseguono con gli accordi di Parigi, incassano il sì di Putin e anche l&#8217;appello dei sindaci dei paesi del G20</p>
<p>  <span id="more-34153"></span>  </p>
<p>Gli Stati Uniti a guida Trump hanno recentemente annunciato il<a href="https://www.ecoseven.net//?p=33882" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> desiderio di sfilarsi dagli accordi di Parigi sul clima</a>. Ma gli altri grandi del mondo, riuniti al G20 di Amburgo, hanno rinnovato il proprio impegno a proseguire sulla strada tracciata nella capitale francese.</p>
<p>Anche la Russia è allineata ai paesi europei: “abbiamo adottato delle decisioni su questa questione e intendiamo rispettarle&#8221;, ha affermato Vladimir Putin.</p>
<p>A margine del G20, da Bruxelles è arrivato l&#8217;appello dei sindaci dei Paesi del G20 affinché vengano rispettati gli impegni sul clima. &#8220;Rispettate i vostri impegni nella lotta al cambiamento climatico&#8221;, si legge nell&#8217;appello lanciato da decine di sindaci di grandi città in tutto il mondo, al quale ha aderito anche il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala. Promosso dalla rete internazionale C40, dove Sala è parte del comitato direttivo, il documento è anche una petizione che in due settimane ha già raggiunto quasi 41mila sottoscrizioni sulla piattaforma web change.org. &#8220;Vista l&#8217;intenzione degli Stati Uniti di ritirarsi dall&#8217;Accordo di Parigi, la decisione degli altri 19 leader al prossimo summit del G20 è più importante che mai per la salvaguardia del futuro del nostro pianeta&#8221;, scrivono i sindaci guidati da Anne Hidalgo, prima cittadina di Parigi e presidente del network C40.</p>
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		<title>Continuano le sovvenzioni ai combustibili fossili. È ora di dire basta!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/continuano-le-sovvenzioni-ai-combustibili-fossili-e-ora-di-dire-basta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 15:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[G20]]></category>
		<category><![CDATA[Global warming]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante l&#8217;entusiasmo per l&#8217;energia pulita, non si interrompono i finanziamenti per le fonti non rinnovabili Secondo un rapporto dell&#8217;Overseas Development Institute (ODI), i governi di tutto il mondo stanno appoggiando la produzione di carbone, petrolio e gas &#8211; con conseguenze disastrose per i cambiamenti climatici. L&#8217;accordo era che gran parte delle rimanenti riserve di combustibili [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29795" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Combustibili_fossili-17169-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Nonostante l&#8217;entusiasmo per l&#8217;energia pulita, non si interrompono i finanziamenti per le fonti non rinnovabili<br /></span></p>
<p>  <span id="more-29796"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Secondo un rapporto dell&#8217;Overseas Development Institute (<a href="http://www.odi.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ODI</a>), i governi di tutto il mondo stanno appoggiando la produzione di carbone, petrolio e gas &#8211; con conseguenze disastrose per i cambiamenti climatici. L&#8217;accordo era che gran parte delle rimanenti riserve di combustibili fossili del mondo non potevano essere utilizzate se l&#8217;obiettivo era quello di fermare i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=23502" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cambiamenti climatici pericolosi</a>; ma la relazione ODI Promesse vuote: sussidi G20 a petrolio, gas e produzione di carbone racconta l&#8217;esistenza di un piano di salvataggio finanziato pubblicamente per alcune delle più grandi e inquinanti aziende di tutto il mondo.</span></p>
<p>I Paesi del G20 stanno creando uno scenario senza via d&#8217;uscita fornendo sovvenzioni per la produzione di combustibili fossili (secondo gli ultimi dati, le sovvenzioni più consistenti sarebbero fornite dalla Gran Bretagna, dalla Russia, dall’Australia e dagli Stati Uniti, ma anche in Brasile,  Cina, India, Messico, Russia e Arabia Saudita il sistema è lo stesso): oltre a finanziare attività inquinanti, questi sostegni sottraggono soldi agli investimenti per le energie rinnovabili a basso tenore di carbonio come la solare, l&#8217;eolica e l&#8217;idroelettrica. Il rapporto chiama, per questo, di nuovo in causa l&#8217;impegno dei governi per raggiungere un accordo realistico e arrestare davvero il cambiamento climatico.</p>
<p>Uno dei casi citato è quello del Regno Unito, che ha elargito una media di 5,9 miliardi di sterline all&#8217;anno (equivalenti a circa 8,3 miliardi di Euro) di sussidi (sotto forma di agevolazioni fiscali) per aziende come BP e Shell, nel corso del 2013 e 2014, tagliando il supporto per l&#8217;energia solare e l&#8217;efficienza energetica con la motivazione di un onere troppo alto, e il rapporto ODI nel raccontarlo, aggiunge anche che è stato l&#8217;unico paese tra quelli del G7 &#8211; Regno Unito, Canada, Francia, Stati Uniti, Germania, Italia e Giappone &#8211;  ad aver aumentato in maniera così considerevole i suoi finanziamenti. Proprio di recente, il governo ha dovuto ammettere che il Regno Unito rischia di perdere il suo obiettivo chiave per le energie rinnovabili, mentre ha già perso la sua classe AAA. </p>
<p>Nel frattempo, la previsione dell&#8217;IPCC Intergovernmental <a href="http://www.ipcc.ch/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Panel on Climate Change</a>, è che entro la fine del secolo, ci sarà un aumento di quattro gradi della temperatura terrestre. E quindi la domanda è: perché continuare a inquinare?</p>
<p> </p>
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		<title>Dal Pc all&#8217; aratro, al G20 Bill Gates parla di agricoltura. E invoca una Rivoluzione Verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 23:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Prendere esempio da Cina e Brasile che hanno fatto fruttare gli aiuti ricevuti per ridurre fame e povertà A scendere in campo per l&#8217;agricoltura sar&#224; Bill Gates in persona. Al G20 di Cannes il fondatore di Microsoft non parler&#224; di informatica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3629" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_bill-gates-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Prendere esempio da Cina e Brasile che hanno fatto fruttare gli aiuti ricevuti per ridurre fame e povertà </p>
<p> <span id="more-3630"></span>  </p>
<p> A scendere in campo per l&rsquo;agricoltura sar&agrave; Bill Gates in persona. Al G20 di Cannes il fondatore di Microsoft non parler&agrave; di informatica, ma di agricoltura. Il miliardario &ldquo;rivale&rdquo; di Steve Jobs, gi&agrave; da qualche anno &egrave; molto attivo in una serie di progetti nei Paesi pi&ugrave; poveri del mondo, come Etiopia, Kenya e Somalia. Praticamente in quel &ldquo;Sud del mondo&rdquo; in cui la malnutrizione &egrave; ancora il primo problema da superare.</p>
<p>Secondo gli ultimi dati della Fao infatti, sono 925 i milioni di affamati nel mondo, dei quali il 98 per cento vive nei Paesi in via di sviluppo. Ma il dato che maggiormente induce a riflessione &egrave; che il 75 per cento di tutti gli affamati del mondo vive in zone rurali. Vale a dire in economie che dipendono totalmente o quasi &ndash; come quella asiatica o africana &ndash; dal settore primario. Anche perch&eacute; non ci sono alternative di reddito o di impiego. L&rsquo;esempio da seguire, secondo Gates, &egrave; quello del Brasile e della Cina. I cosiddetti paesi Bric che sono stati in grado di far &ldquo;fruttare&rdquo; gli aiuti ricevuti dai paesi sviluppati per ridurre la povert&agrave; del proprio territorio. Praticamente quella che invoca Bill Gates &egrave; una nuova Rivoluzione verde.</p>
<p>Termine coniato per l&rsquo;approccio innovativo nato in Messico nel 1944 che tendeva a incrementare la produzione agricola attraverso l&rsquo;accoppiamento di variet&agrave; vegetali geneticamente selezionate a sufficienti dosi di fertilizzanti, acqua ed altri prodotti agrochimici. Anche perch&eacute; il miglior investimento per ridurre la povert&agrave; &ndash; ha dimostrato di recente la Banca Mondiale &ndash; &egrave; quello di lavorare verso lo sviluppo dell&rsquo;agricoltura. Sempre a patto che i &ldquo;venti grandi&rdquo; del mondo mantengano tutti gli impegni presi per la promozione alimentare stanziati nel G8 del 2009, quando era presente per l&rsquo;Italia Luca Zaia. Ovvero 22 miliardi di dollari.</p>
<p>Nereo Brancusi</p>
<p> <i style="font-size: 11px; line-height: normal;"><br /> </i></p>
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