<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fukushima. fauna selvatica &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/fukushima-fauna-selvatica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Jan 2020 21:33:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Quando gli uomini scompaiono&#8230;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/quando-gli-uomini-scompaiono/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/quando-gli-uomini-scompaiono/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 21:33:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima. fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[ripopolazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=39030</guid>

					<description><![CDATA[Nei luoghi abbandonati dopo il disastro di Fukushima prospera la fauna selvatica È sempre colpa nostra. Già. E anche se può sembrare una battuta, il senso è profondamente vero: dove l&#8217;uomo inizia a costruire, si estinguono le specie e si perde la biodiversità, causando effetti a cascata sugli ecosistemi. È proprio così che si apre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-39029" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wolf-2984865_1280.jpg" alt="" width="800" height="476" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wolf-2984865_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wolf-2984865_1280-300x179.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_wolf-2984865_1280-768x457.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h2>Nei luoghi abbandonati dopo il disastro di Fukushima prospera la fauna selvatica</h2>
<p>  <span id="more-39030"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">È sempre colpa nostra. Già. E anche se può sembrare una battuta, il senso è profondamente vero: <strong>dove l&#8217;uomo inizia a costruire, si estinguono le specie e si perde la biodiversità</strong>, causando effetti a cascata sugli ecosistemi.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio così che si apre un nuovo <a href="https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/fee.2149" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;dell&#8217;Università della Georgia, pubblicato sulla rivista Journal of Frontiers in Ecology and the Environment, prevedendo che questi effetti sulla Terra peggioreranno man mano che la popolazione umana continuerà a crescere.</p>
<p style="text-align: justify;">Vicino a questa pessima notizia, ce ne è anche un&#8217;altra, che racconta come, però, alcuni ecosistemi abbiano dimostrato che forse si può tornare indietro: visto che sono come «rinati», dopo che sono stati liberati dalle pressioni artificiali dell&#8217;Antropocene. Infatti, quello che di solito è il risultato degli sforzi di conservazioni, in qualche caso può avvenire in maniera naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che, quasi un decennio dopo l&#8217;incidente nucleare di Fukushima Daiichi dell&#8217;11 marzo 2011, le aree prive di vita umana si sono ripopolate di animali selvatici, nonostante la presenza di contaminazione radiologica.</p>
<p style="text-align: justify;">È successo lo stesso anche a Chernobyl, che ormai è diventato un santuario della fauna selvatica accidentale in cui si fanno anche dei tour naturalistici .</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questa scoperta, il team ha utilizzato i dati fotografici di 106 siti di telecamere che inquadravano tre diversi tipi di zone:<br /> quelle in cui gli umani erano assenti;<br /> quelle in cui gli umani erano limitati;<br /> quelle in cui gli umani erano presenti e abitavano. </p>
<p style="text-align: justify;">Hanno individuato almeno 80 esemplari tra cinghiali, procioni, lepri giapponesi, macachi, tassi, volpi e molti altri, trovando prove del fatto che gli esemplari erano aumentati in seguito dell&#8217;evacuazione delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo non sappiamo come stanno come questi animali, perché lo studio non si occupava di questo. E quindi non sappiamo nemmeno cosa gli possa succedere in futuro. Quello che sappiamo è che quando gli uomini scompaiono, la natura si riprende il suo spazio.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/quando-gli-uomini-scompaiono/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
