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	<title>frane &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Maltempo, bombe d&#8217;acqua al Centro. 4 morti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 07:30:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bombe d&#8217;acqua, frane e allagamenti e anche quattro vittime: il bilancio di un giorno di maltempo   E&#8217; il Centro la zona più colpita dal maltempo nelle ultime 24 ore. Bombe d&#8217;acqua, frane e allagamenti e anche quattro vittime. Due in Abruzzo, una donna travolta da una frana a Civitella Roveto (L&#8217;Aquila) e un uomo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-29166" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_4a3613294f267c13d38cbef99e27069b-16831-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span><span>Bombe d&#8217;acqua, frane e allagamenti e anche q</span></span><span><span>uattro vittime: il bilancio di un giorno di maltempo</span></span></p>
<p>  <span id="more-29167"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span><span>E&#8217; il Centro la zona più colpita dal maltempo nelle ultime 24 ore. Bombe d&#8217;acqua, frane e allagamenti e anche q</span></span><span><span>uattro vittime</span></span><span><span>. D</span></span><span><span>ue in Abruzzo</span></span><span><span>, una donna travolta da una frana a Civitella Roveto (L&#8217;Aquila) e un uomo trovato morto nella cantina allagata di casa sua a Tagliacozzo (L&#8217;Aquila). La </span></span><span><span>terza vittima nel Lazio</span></span><span><span>, un uomo finito con l&#8217;auto in una voragine stradale a Paliano (Frosinone).</span></span><span><span>La quarta vittima </span></span><span><span>si registra nel Beneventano, a Pago Veiano, dove una donna 70enne è stata travolta dall&#8217;acqua nella propria abitazione.</span></span></p>
<p><span><span>Danni anche a Tivoli, dove è esondato l&#8217;Aniene, con case allagate e persone bloccate.</span></span></p>
<p> </p>
<p><span><span>Anche per oggi è previsto maltempo su gran parte dell&#8217;Italia. Rischio rosso in Sicilia, dove è stata disposta anche la chiusura di alcune scuole. Piogge, per oggi, anche su Campania, alta Puglia, Lucania e medio-bassa Sicilia.</span></span></p>
<p><span><span>gc</span></span></p>
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		<title>Ambiente: dal Cnr arriva il semaforo che prevede le frane</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 14:51:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Cnr ha realizzato uno speciale dispositivo collegato ad un semaforo che e&#8217; in grado di avvisare con estrema precisione dell&#8217;arrivo di una frana Prevedere le frane grazie ad uno speciale semaforo realizzato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr (Irpi-Cnr). Il Cnr infatti, ha presentato oggi a Torino, nell’ambito del XII congresso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-20575" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/09/images_igallery_resized_ambiente_frane_semaforo_Cnr-12513-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il Cnr ha realizzato uno speciale dispositivo collegato ad un semaforo che e&#8217; in grado di avvisare con estrema precisione dell&#8217;arrivo di una frana</p>
<p>  <span id="more-20576"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Prevedere le <strong>frane</strong> grazie ad uno speciale <strong>semaforo</strong> realizzato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr (<a href="http://www.irpi.cnr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Irpi-Cnr</a>).</span></p>
<p>Il Cnr infatti, ha presentato oggi a Torino, nell’ambito del XII congresso dell’International Association of Engineering Geology and the Environment (IAEG), un innovativo sistema di <strong>monitoraggio</strong> per il rilevamento delle colate detritiche. Si tratta dell’Almond-F (ALarm and MONitoring system for Debris-Flow), un particolare dispositivo collegato ad un &#8216;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15169" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>semaforo</strong></a>&#8216; che è in grado di avvisare con estrema precisione dell’arrivo di una <strong>frana</strong>. Questo dispositivo, in pratica, è dotato di uno speciale lampeggiante che rileva l’evento mediante specifici algoritmi, che analizzano e interpretano il segnale proveniente da una rete di ‘geofoni’, sensori microsismici in grado di attivarsi con le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15622" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vibrazioni</strong></a> del <strong>suolo</strong>.</p>
<p>Il prototipo è stato testato con successo in Alto Adige nel bacino del torrente Gadria, una zona particolarmente soggetta a colate detritiche.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Frane ed alluvioni? I rischi si possono valutare in anticipo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/frane-ed-alluvioni-i-rischi-si-possono-valutare-in-anticipo/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2014 14:31:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr, ha recentemente sviluppato un nuovo algoritmo che permette di prevedere i rischi di frane ad alluvioni in Italia Prevedere i rischi di frane ad alluvioni in Italia. Con questo obiettivo, l&#8217;Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr (Irpi-Cnr), ha sviluppato un nuovo algoritmo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-18678" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_download-11579-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr, ha recentemente sviluppato un nuovo algoritmo che permette di prevedere i rischi di frane ad alluvioni in Italia</p>
<p>  <span id="more-18679"></span>  </p>
<p>Prevedere i rischi di <strong>frane</strong> ad <strong>alluvioni</strong> in Italia. Con questo obiettivo, l&#8217;Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Cnr (<a href="http://www.irpi.cnr.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Irpi-Cnr</a>), ha sviluppato un nuovo <strong>algoritmo</strong> che permette di valutare in anticipo, attraverso rilevazione satellitare, i rischi di inondazioni e <strong>frane</strong> anche dove non è possibile condurre misurazioni a terra. </p>
<p>Il nuovo <strong>algoritmo</strong>, denominato  ‘Sm2Rain’, serve soprattutto per misurare le precipitazioni e quantificarle con precisione a livello del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17284" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>suolo</strong></a>, in modo da ridurre il rischio idrogeologico in Italia. Conoscere con anticipo quali zone d’Italia sono maggiormente esposte al rischio idrogeologico, consentirebbe inoltre di attuare più agevolmente delle azioni ‘mirate’ per la prevenzione e messa in sicurezza dei territori e delle popolazioni direttamente ‘coinvolte’. </p>
<p>L’<strong>algoritmo</strong> ‘Sm2Rain’, nello specifico, prende in considerazione il quantitativo d&#8217;<strong>acqua</strong> rimasto sui terreni dopo una precipitazione, anziché utilizzare le informazioni relative alle nubi (come invece avviene nei metodi tradizionali). I dati dell&#8217;<strong>algoritmo</strong>, calcolano sia la quantità d&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=18658" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>acqua</strong></a> assorbita dal terreno, sia la quantità evaporata e quella rimasta in superficie. </p>
<p>Lo sviluppo del nuovo sistema di calcolo rientra, tra l’altro, in un progetto più ampio del Cnr che si occupa in particolar modo della valutazione delle piene dei principali fiumi italiani e della prevenzione e previsione di fenomeni franosi a grande rischio.</p>
<p>Secondo i ricercatori del Cnr: ‘Sm2Rain fa riferimento all&#8217;inversione dell&#8217;equazione di bilancio idrologico del <strong>suolo</strong> calcolando la ripartizione delle precipitazioni in infiltrazione, evapo-traspirazione e deflusso. Assumendo che l&#8217;evapo-traspirazione e il deflusso durante un evento di pioggia sono trascurabili, si ottiene una relazione esplicita che fornisce la stima delle precipitazioni in funzione del solo contenuto del <strong>suolo</strong>’. Per maggiori informazioni è possibile fare riferimento a questo <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/%28ISSN%292156-2202" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(ml)</p>
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		<title>Come stanno le capitali europee ?</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2014 15:02:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi occupazionale]]></category>
		<category><![CDATA[dissesto]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tiene a Roma la convention dei geologi europei che si confronteranno sulla crisi occupazionale e sul dissesto in Italia e in Europa   ‘In Europa le frane sono 700.000. Il Paese con il maggior numero di frane è l’Italia : 500.000. Franano alcuni  centri storici, alcuni preziosi beni culturali eppure il nostro è il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16141" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/03/images_igallery_resized_ambientetest_capitali_europee-10293-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Si tiene a Roma la convention dei geologi europei che si confronteranno sulla crisi occupazionale e sul dissesto in Italia e in Europa</p>
<p>  <span id="more-16142"></span>  </p>
<p> </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">‘In Europa le <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15695"><strong>frane</strong></a> sono 700.000. Il Paese con il maggior numero di frane è l’Italia : 500.000. Franano alcuni  centri storici, alcuni preziosi beni culturali eppure il nostro è il Paese europeo con il maggior numero di geologi. Ben 15.000  sui 30.000 europei sono italiani’, ha affermato Domenico Calcaterra , Segretario Generale della Federazione Europea dei Geologi ed esponente del Consiglio Nazionale dei Geologi. </span></p>
<p>Di tutto questo e della crisi occupazionale e delle opportunità di lavoro provenienti dall’Europa, si parlerà alla convention nazionale in programma a Roma, al Campidoglio, lunedì 17 marzo a cui interverranno: </p>
<p><strong>Vitor Correia</strong> – Presidente della Federazione Europea dei Geologi </p>
<p><strong>Gian Vito Graziano</strong> – Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi </p>
<p><strong>Domenico Calcaterra</strong> – Segretario Generale della Federazione Europea dei Geologi </p>
<p> </p>
<p>Invitati :</p>
<p><strong>Antonio Tajani</strong> – Vice Presidente della Commissione Europea </p>
<p><strong>Sergio Cofferati</strong> – Vice Presidente della Commissione per il mercato interno del Parlamento Europeo</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In Italia 1.260.000 edifici a rischio idrogeologico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-italia-1-260-000-edifici-a-rischio-idrogeologico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 15:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
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		<category><![CDATA[idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[rischio idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 6.251 edifici scolastici e 547 ospedali a rischio idrogeologico   Nel nostro Paese vi sono 1.260.000 edifici a rischio idrogeologico e di questi 6.251 sono edifici scolastici e 547 ospedali e gli interventi necessari sono 3.400: a denunciare questa situazione è Anbi, Associazione nazionale bonifiche irrigazioni,nel Piano pluriennale anti-dissesto presentato a Roma. ‘L&#8217;adeguamento delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15777" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_images__3_-10077-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Oltre 6.251 edifici scolastici e 547 ospedali a rischio idrogeologico</p>
<p>  <span id="more-15778"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Nel nostro Paese vi sono 1.260.000 edifici a <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15559">rischio idrogeologic</a><a href="https://www.ecoseven.net//?p=15559">o</a></strong> e di questi 6.251 sono edifici scolastici e 547 ospedali e gli interventi necessari sono 3.400: a denunciare questa situazione è Anbi, Associazione nazionale bonifiche irrigazioni,nel Piano pluriennale anti-dissesto presentato a Roma.</p>
<p>‘L&#8217;adeguamento delle opere di <strong>bonifica idraulica</strong> è condizione fondamentale per la sicurezza del territorio’ per ‘qualunque attività economica’, afferma l’Anbi. I Consorzi, spiega il presidente Massimo Gargano, sono pronti e ‘qualificati’ per contribuire e fornire supporto alle istituzioni; poi ‘occorre cogliere anche le opportunità che offrono i fondi comunitari per la Pac 2014-2020’.</p>
<p> Per Gargano ‘non è più procrastinabile un programma di messa in sicurezza del <strong>territorio</strong> che garantisca le condizioni di conservazione del suolo indispensabili alla vita civile ed alle attività produttive’. Molta ‘preoccupazione’ destano i dati sul dissesto idrogeologico in Italia, osserva l&#8217;Anbi, la cui ‘responsabilità, oltre che alla variabilità climatica, con il conseguente regime di piogge intense, è da attribuire all&#8217;impetuosa urbanizzazione ed al disordine nell&#8217;uso del suolo’. </p>
<p> Secondo Ispra ‘ogni secondo nel nostro Paese vengono occupati 8 metri quadrati di suolo’, pari a 70 ettari al giorno. Per comprendere ‘l&#8217;urgenza’ basti ricordare che ‘dal 2002 al 2014 si sono registrati circa 2000 eventi alluvionali con la perdita di 293 vite umane, oltre ai danni alle popolazioni, alle produzioni e alle infrastrutture’.</p>
<p>gc</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Frane e alluvioni: oltre 6 milioni di persone esposte al pericolo</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/frane-e-alluvioni-oltre-6-milioni-di-persone-esposte-al-pericolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2014 16:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni]]></category>
		<category><![CDATA[frane]]></category>
		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[rischio idrogeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Abitazioni in aree a rischio nell’82% dei comuni italiani, nel 58% ci sono fabbricati industriali   Sono ben 6.633 i comuni italiani in cui sono presenti aree a rischio idrogeologico, l’82% del totale; oltre 6 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni. In ben 1.109 comuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15694" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_frana_montagna-10027-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Abitazioni in aree a rischio nell’82% dei comuni italiani, nel 58% ci sono fabbricati industriali</p>
<p>  <span id="more-15695"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Sono ben 6.633 i comuni italiani in cui sono presenti <strong>aree a rischio idrogeologico</strong>, l’82% del totale; oltre 6 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni. In ben 1.109 comuni (l’82% fra i 1.354 analizzati nell’indagine) sono presenti abitazioni in aree a rischio e in 779 amministrazioni (il 58% del nostro campione) in tali zone sorgono impianti industriali.</p>
<p class="MsoNormal">Nonostante le ripetute tragedie, anche nell’ultimo decennio sono state edificate nuove strutture in zone esposte a pericolo di <strong>frane e alluvioni</strong> (in 186 comuni fra quelli intervistati).  </p>
<p class="MsoNormal">Nel contempo, soltanto 55 amministrazioni hanno intrapreso azioni di delocalizzazione di abitazioni dalle aree esposte a maggiore pericolo e in appena 27 comuni si è provveduto a delocalizzare insediamenti industriali. Ancora in ritardo anche le attività finalizzate all’informazione dei cittadini (dichiarano di farle in 472 comuni), essenziali per preparare la popolazione ad affrontare situazioni di emergenza.</p>
<p class="MsoNormal">Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge da Ecosistema Rischio 2013, il dossier annuale di<strong> Legambiente</strong> e Dipartimento della Protezione Civile che ha monitorato le attività per la mitigazione del rischio idrogeologico di oltre 1.500 amministrazioni comunali italiane tra quelle in cui sono presenti zone esposte a maggiore pericolo.<span style="line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p class="MsoNormal">Ecco i tre i comuni risultati più virtuosi nelle attività di mitigazione del rischio idrogeologico: Calenzano (FI), Agnana Calabra (RC) e Monasterolo Bormida (AT). Nel punto opposto della classifica si posizionano, invece, San Pietro di Caridà (RC), Varsi (PR) e San Giuseppe Vesuviano (NA), con un punteggio particolarmente basso.</p>
<p class="MsoNormal">“<strong>Frane e alluvioni</strong> comportano ogni anno un bilancio pesantissimo per il nostro Paese sia per le perdite di vite umane che per gli ingenti danni economici – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -. E se è ormai chiaro il ruolo determinante dell’eccessivo consumo di suolo, dell’urbanizzazione diffusa e caotica, dell’abusivismo edilizio e dell’alterazione delle dinamiche naturali dei fiumi nell’amplificazione del rischio, le politiche di mitigazione faticano a diffondersi. Ma non solo. Anche le risorse stanziate dopo ogni tragedia finiscono spesso a tamponare i danni, ripristinando lo stato esistente mentre sarebbe ora di pianificare interventi concreti di ripensamento di quei territori in termini di sicurezza e gestione corretta del rischio”.</p>
<p class="MsoNormal">«Purtroppo, in dieci anni di Ecosistema Rischio ci siamo ritrovati a dire spesso le stesse cose: il tempo è passato ma sembra sia cambiato poco o nulla nell’attenzione rivolta ai temi della protezione civile e della salvaguardia del nostro territorio» ha detto il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli. «Anche di fronte agli ultimi avvenimenti, che confermano come il rischio idrogeologico interessi la massima parte del territorio italiano e constatando una prevenzione strutturale non immediata per tempi e risorse economiche, dobbiamo tutti concentrarci sulla prevenzione di protezione civile e su una corretta informazione ai cittadini, strumenti che nell’immediato possono consentirci di salvare vite umane. Detto ciò, rimango convinto dell’urgenza di passare dalle parole ai fatti, dell’urgenza di compiere scelte importanti che pongano al vertice delle nostre preoccupazioni la salvaguardia dell’intero territorio che sta letteralmente crollando a pezzi. Per questo ho lanciato, da mesi, la proposta di una revisione delle politiche di uso del territorio, sospendendo, magari, quei progetti che possano provocare un ulteriore aggravio del rischio in un paese sempre più fragile come il nostro e investendo le poche risorse che abbiamo sulla messa in sicurezza».<span style="line-height: 1.3em;">             </span></p>
<p class="MsoNormal">L’indagine Ecosistema rischio 2013 mette ancora una volta in luce quanto sia pesante nel nostro Paese l’urbanizzazione delle aree più fragili ed esposte a rischio: in 1.109 comuni (l’82% di quelli analizzati in Ecosistema rischio 2013) sono presenti abitazioni in aree golenali, in prossimità degli alvei e in aree a rischio frana, e nel 32% dei casi (439 comuni) in tali zone sono presenti addirittura interi quartieri. Nel 58% dei comuni campione della nostra indagine (779 amministrazioni) in aree a rischio sono presenti fabbricati industriali che, in caso di calamità, compartano un grave pericolo oltre che per le vite dei dipendenti, per l’eventualità di sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni circostanti. Nel 18% dei comuni intervistati (242 amministrazioni) sono state costruite in aree a rischio idrogeologico strutture sensibili come scuole e ospedali, e nel 24% dei casi (324 comuni) sia strutture ricettive che commerciali. Anche nell’ultimo decennio sono state edificate nuove strutture in zone esposte a pericolo di frane e alluvioni: in 186 comuni intervistati. In 147 di questi (il 79%) sono state costruite abitazioni, in 31 comuni addirittura interi quartieri, mentre in 60 comuni l’edificazione recente ha riguardato fabbricati industriali. In 15 comuni, invece, le nuove edificazioni hanno riguardato anche strutture sensibili come scuole e ospedali, e in 27 comuni (15%) strutture ricettive. Sempre in 31 amministrazioni comunali, in zone esposte a pericolo di frane e alluvioni sono sorte strutture commerciali.</p>
<p class="MsoNormal">Infine, in 153 comuni sono stati tombinati e coperti tratti dei corsi d’acqua con la conseguente urbanizzazione degli spazi sovrastanti.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>DissestoItalia: ecco l&#8217;Italia che crolla</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2014 12:46:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ance, Architetti, Geologi e Legambiente presentano la prima grande inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico in Italia     Frane e alluvioni in Italia continuano ad aumentare, da poco più di 100 eventi l’anno tra il 2002 e il 2006 siamo gradualmente arrivati ai 351 del 2013 e ai 110 solo nei primi 20 giorni del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15602" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_sel03_480x360-9980-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Ance, Architetti, Geologi e Legambiente presentano la prima grande inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico in Italia</p>
<p>  <span id="more-15603"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Frane</strong> e <strong>alluvioni in Italia</strong> continuano ad aumentare, da poco più di 100 eventi l’anno tra il 2002 e il 2006 siamo gradualmente arrivati ai 351 del 2013 e ai 110 solo nei primi 20 giorni del 2014. Senza prevenzione e politiche efficaci di mitigazione del <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15559"><strong>rischio idrogeologico</strong> </a>questi numeri sono  destinati a peggiorare. Ad essere in gioco non è solo la salute del nostro territorio ma la vita dei cittadini: negli ultimi 12 anni hanno perso la vita 328 persone.</p>
<p class="MsoNormal">Sono solo alcuni dei dati raccolti in #<strong>DissestoItalia</strong>, la prima grande inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico presentata oggi a Roma da Ance, Architetti, Geologi e Legambiente e realizzata dal gruppo di giornalisti indipendenti di Next New Media.</p>
<p class="MsoNormal">Con l’obiettivo di fare luce su cause e dimensioni del fenomeno in Italia ma soprattutto di proporre soluzioni concrete e condivise, imprenditori, professionisti e ambientalisti hanno collaborato per tre mesi realizzando un reportage attraverso i luoghi simbolo del dissesto. Analisi, immagini, dati e testimonianze sono state raccolte in un webdoc (www.dissestoitalia.it) e verranno diffusi e utilizzati per sensibilizzare politica, istituzioni e opinione pubblica.</p>
<p class="MsoNormal"> “Non possiamo continuare ad aspettare che siano le cronache dei giornali ad accendere i riflettori sul problema del dissesto idrogeologico – commenta il <strong>presidente dell’Ance Paolo Buzzetti</strong>. Ci sono risorse stanziate per la prevenzione ferme da 4 anni. Facciamo appello alle istituzioni perché vengano immediatamente sbloccate. Occorre, inoltre, mettere fine al paradosso che permette di spendere le risorse dopo i disastri mentre il Patto di Stabilità non consente ai Comuni di intervenire prima che questi avvengano”.</p>
<p class="MsoNormal">&#8220;Il Paese – dichiara <strong>Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti</strong> &#8211; ha bisogno di quella grande infrastruttura chiamata manutenzione del territorio da realizzare attraverso un  piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico: anche volano per sviluppare occupazione, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14409"><strong>green economy</strong></a>, nuove tecnologie e per proteggere il nostro immenso – e immensamente importante – patrimonio paesaggistico&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal">&#8220;Non è pensabile affrontare una questione così complessa come il dissesto idrogeologico senza prima conoscerla almeno nelle sue componenti essenziali. &#8211; Afferma <strong>Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi</strong>-. L&#8217;informazione che si vuol dare ai cittadini attraverso questo documentario assume una funzione strategica, perché contribuirà a renderli più consapevoli del fenomeno ed a pretendere una reale azione di difesa del suolo, che purtroppo ancora manca nel programma politico italiano&#8221;.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">&#8220;Parole ne sono state dette troppe, spesso accompagnate da lacrime di coccodrillo &#8211; dichiara il <strong>presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza</strong> &#8211; ora subito tre misure: impedire che i fondi per la riparazione vengano impiegati per ricostruire le stesse opere che hanno causato le situazioni di rischio destinandole invece alla loro delocalizzazione, avviare un piano d’informazione alla cittadinanza, stabilire un piano finanziario consistente sulla base di un adeguamento tecnico-scientifico dei piani di bacino”.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>Frana a Capri: si sfiora la tragedia. Il video</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 08:43:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Anacapri]]></category>
		<category><![CDATA[Capri]]></category>
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					<description><![CDATA[Tragedia sfiorata a Capri: un grosso masso si e’ staccato lungo la strada provinciale Capri-Anacapri, bloccandosi sul ciglio della strada   Una grossa frana ha spaventato gli automobilisti che viaggiavano, ieri sera, lungo la strada provinciale Capri-Anacapri, unica arteria di collegamento tra i due comuni dell&#8217;isola azzurra. Il maltempo ha causato il distacco di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15582" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/02/images_igallery_resized_ambientetest_20140205_sam_4602-9969-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Tragedia sfiorata a Capri: un grosso masso si e’ staccato lungo la strada provinciale Capri-Anacapri, bloccandosi sul ciglio della strada</p>
<p>  <span id="more-15583"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Una grossa<strong> frana</strong> ha spaventato gli automobilisti che viaggiavano, ieri sera, lungo la strada provinciale Capri-Anacapri, unica arteria di collegamento tra i due comuni dell&#8217;isola azzurra. Il<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15567"><strong> maltempo</strong></a> ha causato il distacco di un grosso masso dalla parete che sovrasta la strada provinciale, sfiorando la tragedia. Il masso, infatti, è scivolato per alcuni metri fino a fermarsi sul ciglio della strada, in un punto in cui ci sono un restringimento di carreggiata ed una semicurva. <span style="line-height: 1.3em;">Vigili del Fuoco</span><span style="line-height: 1.3em;">, vigili e operai di una ditta edile hanno provveduto tempestivamente a puntellare il masso, fino a distruggerlo, per poi rimuovere i detriti dalla carreggiata.  Come è facile immaginare la circolazione era stata momentaneamente sospesa, ma il tutto è tornato alla normalità una volta terminate le operazioni di messa in sicurezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"> </p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/oqICX6cDGMs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">gc </p>
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		<title>Ancora maltempo. Una frana blocca la strada per la Francia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 13:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il maltempo continua ad abbattersi sulla nostra penisola. Da lunedì si prevede freddo polare e neve anche in pianure nelle regioni del Nord   Una nuova ondata di maltempo interessa in queste ore gran parte delle regioni d’Italia. Piogge e temporali si abbatto soprattutto nelle regioni del Nord, mentre il suolo cede. Una frana ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15418" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_b_p_65693_abstr_img_temporalemare-9878-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Il maltempo continua ad abbattersi sulla nostra penisola. Da lunedì si prevede freddo polare e neve anche in pianure nelle regioni del Nord</p>
<p>  <span id="more-15419"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Una nuova ondata di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15347"><strong>maltempo</strong></a> interessa in queste ore gran parte delle regioni d’Italia. Piogge e temporali si abbatto soprattutto nelle regioni del Nord, mentre il suolo cede. Una frana ha bloccato il traffico per la Francia, all’altezza di  Ponte San Ludovico, a Ventimiglia.  Una piccola pausa si prevede nel week end, giorni sprazzi di sole si affacceranno sulle città italiane. Tempo variabile anche domenica, al Nord.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Tra lunedì e martedì, poi, aria fredda polare marittima dal <strong>Nord Atlantico</strong> farà irruzione nel Bacino del Mediterraneo dalla Valle del Rodano innescando e alimentando un vortice ciclonico che rimarrà attivo per giorni. Il freddo polare porterà la neve a quote bassissime su Toscana, Umbria e in Emilia, perfino in pianura. Una grande tempesta di neve interesserà, mercoledì, il nord-ovest: ‘Una una serie di perturbazioni invernali ha raggiunto tutte le regioni e le temperature stanno calando, la neve è scesa di quota venerdì a 400 metri sui monti del nord-est. Nel weekend farà più freddo per l’arrivo di correnti settentrionali, e ci saranno precipitazioni al sud, Sicilia e regioni adriatiche’, ha dichiarato ilmeteo.it.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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		<title>Canalizzazione e cementificazione: la causa di esondazioni e allagamenti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 11:14:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[allagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta una pioggia abbondante perche’ fiumi e torrenti esondino, ma continuiamo ancora a canalizzare e a cementificare   Pioggia, grandine e subito frane e allagamenti: anche questa volta alla prima ondata di maltempo ci siamo fatti trovare impreparati. A rimproverare cittadini e amministrazioni è il Wwf Italia, che ha dichiarato: ‘Ancora una volta i fiumi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-15364" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/01/images_igallery_resized_ambientetest_download__6_-9845-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Basta una pioggia abbondante perche’ fiumi e torrenti esondino, ma continuiamo ancora a canalizzare e a cementificare</p>
<p>  <span id="more-15365"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Pioggia, grandine e subito <strong>frane</strong> e <strong>allagamenti</strong>: anche questa volta alla prima ondata di maltempo ci siamo fatti trovare impreparati. A rimproverare cittadini e amministrazioni è il Wwf Italia, che ha dichiarato: ‘Ancora una volta i fiumi esondano e ci si trova impreparati e increduli. Negli ultimi 60 anni 3660 persone hanno perso la vita a causa di frane e alluvioni e il costo complessivo dei danni a seguito di questi eventi è superiore ai 52 miliardi di euro. C&#8217;è stata una sequenza incredibile di eventi calamitosi che hanno colpito e continuano a colpire l&#8217;Italia in questi ultimi decenni’. Ciò nonostante ‘si continua a ‘canalizzare’ e cementificare i corsi d&#8217;acqua, a non garantire la manutenzione ordinaria di sponde e argini, a impermeabilizzare il territorio e a <strong>‘consumare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15171">suolo</a></strong>’ al ritmo di oltre 90 ettari al giorno’.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">La colpa di<strong> esondazioni e allagamenti</strong>, secondo alcuni organi di stampa, è degli ambientalisti, che  si oppongono agli abbattimenti delle nutrie (Myocastor coypus) che costruendo le tane lungo le sponde dei corsi d&#8217;acqua provocherebbero il franamento di argini e difese spondali. Ma, ribatte il Wwf, il fenomeno è ‘tutto da dimostrare soprattutto lungo il bacino del Po e dei suoi affluenti, dove gli argini sono generalmente &#8216;armati&#8217; con lastre di cemento e diaframmi che vanno nel sottosuolo fino a 10/20 metri per cui le nutrie difficilmente possono scalfirli, a meno che ci siano dei cedimenti non gestiti’. L’associazione ambientalista, infatti, è convinta che non serve trovare di volta il volta un capo espiatorio , ma ‘occorre dare applicazione alle direttive europee su Acque (2000/60/Ce) e alluvioni (2007/60/Ce), istituendo le Autorità di distretto (previste fin dal 2006 dal Dlgs.152/2006), favorendo una diffusa azione di rinaturazione sul territorio e riattivando un&#8217;efficace manutenzione ordinaria’. Ed è necessario anche che ‘la gestione e la manutenzione dei corsi d&#8217;acqua e del territorio risponda a criteri ecologici e naturalistici e non consideri meramente gli aspetti idraulici dei fiumi considerandoli dei semplici &#8216;tubi&#8217; in cui l&#8217;acqua deve scorrere il più velocemente possibile’.</p>
<p class="MsoNormal">gc </p>
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