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	<title>fossili &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Patrimoni Unesco: 2010, Monte San Giorgio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 07:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siti Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
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		<category><![CDATA[monte san giorgio]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia Monte San Giorgio, una piramide rocciosa alta 1097 metri, sorge a cavallo tra la Lombardia e il Canton Ticino, tra i due rami meridionali del Lago di Lugano, Porto Ceresio, in Italia, e Capolago, in Svizzera. Monte San Giorgio rappresenta la testimonianza di un ambiente lagunare tropicale, abitato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-130145" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/bre-g6b8d8d70b_1280.jpg" alt="monte san giorgio" width="800" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/bre-g6b8d8d70b_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/bre-g6b8d8d70b_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/bre-g6b8d8d70b_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Viaggio tra i Patrimoni Unesco in Italia</span></span></h3>
<p><span id="more-130143"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Monte San Giorgio, una piramide rocciosa alta 1097 metri, sorge a cavallo tra la <a href="https://www.ecoseven.net/viaggiare/itinerari/ricomincio-da-te-italia-itinerari-di-viaggio-tra-le-regioni-della-penisola-la-lombardia/">Lombardia</a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e il Canton Ticino, tra i due rami meridionali del Lago di Lugano, Porto Ceresio, in Italia, e Capolago, in Svizzera.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Monte San Giorgio rappresenta la testimonianza di un ambiente lagunare tropicale, abitato da rettili, pesci e crostacei. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Data la vicinanza della laguna alla terraferma, i resti includono anche residui terrestri di insetti e piante, risultando una fonte estremamente ricca di fossili.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel Medioevo, il Monte San Giorgio era famoso per l’<strong>ittiolo</strong>, estratto da materiale organico fossile oleoso e usato come farmaco per la pelle, mentre nell’Ottocento iniziarono scavi nella zona alla ricerca di combustibili fossili, che si prestavano a diversi utilizzi industriali. </span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma solo nel 1863, con l’abate Antonio Stoppani, considerato uno dei padri della geologia italiana, si attuò la prima campagna di scavo paleontologico nella zona.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dal XIX secolo ad oggi sono stati rinvenuti 21.000 esemplari fossili di pesci, invertebrati marini, rettili e piante che hanno permesso di studiare la storia e l’evoluzione di numerose specie animali e vegetali, alcune delle quali esclusive del Monte San Giorgio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nel 2010, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Monte San Giorgio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> è diventato <a href="http://whc.unesco.org/en/list/1090" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Patrimonio naturale UNESCO </a></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">completando il riconoscimento che era stato attribuito nel 2003 alla parte in territorio svizzero.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">L’estensione italiana del sito comprende i comuni di Besano, Clivio, Porto Ceresio, Saltrio e Viggiù ricoprendo una superficie di 2.064,48 ettari.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il Monte San Giorgio, caratterizzato dalla presenza di almeno sei livelli fossiliferi di eccezionale qualità,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rappresenta la migliore testimonianza di una storia geologica risalente a 230-245 milioni di anni fa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo studio della proprietà e la gestione disciplinata della risorsa hanno creato un corpo ben documentato e catalogato di esemplari di eccezionale qualità, alla base di una ricca letteratura geologica associata.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.patrimoniomondiale.it/?p=298" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monte San Giorgio</a> costituisce una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto e di sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre.</span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà comprende l&#8217;intero affioramento triassico medio del Monte San Giorgio, incluse tutte le principali aree, mentre la successione fossilifera del Monte San Giorgio rappresenta il principale riferimento su scala mondiale per tutti i futuri studi paleontologici riguardanti le faune marine triassiche.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il sito, infatti, ha prodotto molti e ben differenziati resti fossili, spesso di eccezionale completezza e conservazione, fornendo il principale punto di riferimento, rilevante per le future scoperte di resti marini del Triassico in tutto il mondo.</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli esemplari fossili più significativi sono esposti nei musei di Besano (Italia) e di Meride (Svizzera).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Monte San Giorgio <strong>si presenta come un sito fossile</strong> che soddisfa pienamente i requisiti di integrità e le principali caratteristiche che manifestano il suo eccezionale valore universale sono le esposizioni di rocce fossilifere accessibili, con strati intatti che si trovano in molte parti della proprietà.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La principale esigenza gestionale in relazione ai valori del Monte San Giorgio è la protezione delle aree fossili. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sebbene queste aree siano generalmente di difficile accesso, è importante garantire la loro accessibilità per lo scavo scientifico legale gestito, un requisito fondamentale per mantenere i valori di questa proprietà come area di riferimento mondiale per la ricerca paleontologica.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La proprietà beneficia di protezione legale sia in Italia che in Svizzera, che fornisce una base efficace per la cura delle sue risorse geologiche. Il mantenimento efficace di questa cooperazione transfrontaliera è un requisito fondamentale per la protezione del sito, mentre il personale con responsabilità specifica per la gestione dell’area è presente in entrambi i paesi e collabora efficacemente per garantire una gestione pienamente coordinata della proprietà. </span></span></p>
<p><em><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alessandro Campa</span></span></strong></em></p>
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		<title>Trovate 215 uova di pterosauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 14:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
		<category><![CDATA[ouva]]></category>
		<category><![CDATA[Pterosauro]]></category>
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					<description><![CDATA[La più grande collezione al mondo di uova di pterosauro ci svela alcune curiosità sui cuccioli In un blocco di arenaria lungo 3 metri nella Cina nord-occidentale, gli scienziati hanno trovato il più grande numero di uova di pterosauro fossilizzate mai trovato: si tratta di 215 uova – 16 delle quali con resti embrionali. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35319" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/01/images_Uova_di_pterosauro.jpg" alt="" width="927" height="531" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Uova_di_pterosauro.jpg 927w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Uova_di_pterosauro-300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/01/images_Uova_di_pterosauro-768x440.jpg 768w" sizes="(max-width: 927px) 100vw, 927px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La più grande collezione al mondo di uova di pterosauro ci svela alcune curiosità sui cuccioli</p>
<p>  <span id="more-35320"></span>  </p>
<p>In un blocco di arenaria lungo 3 metri nella Cina nord-occidentale, gli scienziati hanno trovato il più grande numero di uova di pterosauro fossilizzate mai trovato: si tratta di 215 uova – 16 delle quali con resti embrionali. In generale, la scoperta di uova di questo animale è estremamente rara: le uniche scoperte precedenti con un embrione intatto e una struttura 3D ben conservata, infatti, includono tre soli casi in Argentina e cinque in Cina, quindi i ricercatori di tutto il mondo sono particolarmente entusiasti di questa scoperta.</p>
<p>Gli pterosauri potrebbero essere stati sulla Terra fin da 225 milioni di anni fa, ma sono scomparsi insieme ai dinosauri circa 65 milioni di anni fa. Questo ritrovamento di uova di pterosauro della specie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hamipterus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hamipterus</a>&nbsp;tianshanensis rivela che i rettili – le prime creature dopo gli insetti ad evolversi nel volo – in realtà non potevano volare subito dopo essere nati, richiedevano l&#8217;insegnamento e le cure dei genitori per farlo.</p>
<p>Le uova hanno circa 120 milioni di anni e appartengono a pterosauri che da adulti sarebbero stati alti circa un metro e mezzo con un&#8217;apertura alare di tre metri e mezzo. I ricercatori hanno portato alla luce: ossa del cranio e delle ali e persino un&#8217;intera mascella inferiore, colmando alcune lacune nella nostra conoscenza del ciclo di vita degli pterosauri.</p>
<p>I piccoli pterosauri avrebbero avuto gambe posteriori funzionali non troppo lunghe dopo la schiusa, ma muscoli del petto deboli – per questo avrebbero potuto camminare, ma non volare. <br />Avendo trovato anche alcune ossa di pterosauro adulto nelle vicinanze, gli scienziati sono stati portati a pensare che questi potessero essere tornati negli stessi punti di nidificazione per controllare.</p>
<p><a href="http://science.sciencemag.org/content/358/6367/1197" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo studio</a>&nbsp;è stato pubblicato dalla rivista «Science»: hanno contribuito 17 scienziati provenienti da istituzioni della Cina e del Brasile ed è stato condotto dal paleontologo Xiaolin Wang della <a href="http://english.cas.cn/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chinese Academy of Sciences</a>. Proprio quest&#8217;ultimo ha detto che ci potrebbero essere fino a 300 uova nel sito di scavo – a quanto pare ce ne sono alcune sepolte sotto quelle esposte.</p>
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		<title>Trump punta sul carbone, verrà abolito il “Clean Power Plan” di Obama</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/trump-punta-sul-carbone-verra-abolito-il-clean-power-plan-di-obama/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 07:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carbone]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Prosegue la linea Trump: ennesimo voltafaccia degli USA sulle politiche ambientali Trump prosegue nella sua opera di demolizione delle politiche verdi del precedente presidente Barak Obama. La prossima “vittima” sarà il “Clean Power Plan”, una piano per tagliare le emissioni degli impianti a carbone. Ad annunciare il “game over” per questa misura è stato lunedì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34671" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_trump_carbone.jpg" alt="" width="590" height="332" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_trump_carbone.jpg 590w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_trump_carbone-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>Prosegue la linea Trump: ennesimo voltafaccia degli USA sulle politiche ambientali</p>
<p>  <span id="more-34672"></span>  </p>
<p>Trump prosegue nella sua <a href="http://ecoseven.net/component/content/article?id=18443:clima-trump-vicino-all-addio-all-accordo-di-parigi-ma-il-sindaco-di-new-york-noi-lo-rispetteremo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">opera di demolizione delle politiche verdi</a> del precedente presidente Barak Obama.</p>
<p>La prossima “vittima” sarà il “Clean Power Plan”, una piano per tagliare le emissioni degli impianti a carbone. Ad annunciare il “game over” per questa misura è stato lunedì Scott Pruitt, capo dell&#8217;agenzia federale dell&#8217;ambiente (Epa).</p>
<p>&#8220;La guerra contro il carbone e&#8217; finita&#8221;, ha dichiarato Pruitt, confermando le parole pronunciate tempo fa dal presidente Trump. Il capo dell&#8217;Epa firmerà nelle prossime ore il ritiro dal piano varato da Obama e di cui il tycoon aveva ordinato la revisione alla fine di marzo.</p>
<p>Secondo l’attuale amministrazione, il provvedimento è frutto di un eccesso di potere da parte dell&#8217;ex presidente.</p>
<p>I sostenitori del &#8216;Clean Power Plan&#8217; giudicano questo pezzo di legislazione fondamentale nell&#8217;ambito degli sforzi contro il riscaldamento globale, mentre i sostenitori di Trump hanno sempre evidenziato le possibili ricadute occupazionali dei tagli nel settore del carbone.</p>
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		<title>L&#8217;animale che ha ossessionato Darwin finalmente ha trovato il suo posto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 09:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali estinti]]></category>
		<category><![CDATA[darwin]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
		<category><![CDATA[Macrauchenia patachonica]]></category>
		<category><![CDATA[Macrauchenia_patachonica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nonostante gli studi approfonditi, non si era mai riusciti a trovare una linea genetica per il Macrauchenia patachonica, almeno fino ad adesso I primi fossili del Macrauchenia patachonica&#160;sono stati trovati da Charles Darwin mentre viaggiava intorno al Sud America nel 1834, ma né lui né Richard Owen, il paleontologo famoso a cui lo scienziato aveva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34376" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_Macrauchenia_patachonica_.jpg" alt="" width="700" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_Macrauchenia_patachonica_.jpg 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_Macrauchenia_patachonica_-300x189.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Nonostante gli studi approfonditi, non si era mai riusciti a trovare una linea genetica per il Macrauchenia patachonica, almeno fino ad adesso</p>
<p>  <span id="more-34377"></span>  </p>
<p>I primi fossili del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Macrauchenia_patachonica" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Macrauchenia patachonica</a>&nbsp;sono stati trovati da Charles Darwin mentre viaggiava intorno al Sud America nel 1834, ma né lui né Richard Owen, il paleontologo famoso a cui lo scienziato aveva inviato i fossili, sono stati in grado di capire di che animale si trattasse e di come si inserisse nello sviluppo delle specie.</p>
<p>Sono state fatte molte speculazioni nel corso del tempo, fino a che si è arrivati a una conclusione, che è stata recentemente pubblicata sulla rivista <a href="https://www.nature.com/articles/ncomms15951?WT.feed_name=subjects_biological-sciences" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nature Communications</a>&nbsp;e che conclude che il Macrauchenia patachonica, anche detto «lama dal collo lungo», fa parte di un gruppo fratello degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Perissodactyla" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perissodattili</a>, un ordine di mammiferi che comprende cavalli e rinoceronti.</p>
<p>A quanto pare, i due gruppi si sono divisi circa 66 milioni di anni fa, proprio nel momento in cui un asteroide massiccio ha colpito la Terra, causando l&#8217;estinzione dei dinosauri. I Macrauchenia, che sembravano cammelli senza gobba e che pesavano fino a 450 Kg, sono vissuti in quello che ora è il Sud America, appunto, fino al tardo Pleistocene, tra 20.000 e 11.000 anni fa.</p>
<p>Come hanno raccontato i ricercatori, la loro eccezionalità era il naso: purtroppo non si hanno fossili del tessuto molle, quindi non si sa se il naso fosse sviluppato in un tronco effettivo, come un elefante, o in altra maniera, ma di certo questo animale non somiglia a nessun esponente della fauna vivente di oggi.</p>
<p>Questo nuovo studio affonda le sue basi in uno studio del 2015 che aveva cercato di determinare la linea di origine dell&#8217;animale attraverso l&#8217;analisi del collagene, la proteina strutturale trovata nella pelle. Questa volta è stato estratto il DNA mitocondriale da un fossile di Macrauchenia e sono state impiegate nuove tecniche di recupero del genoma, che insieme ai risultati precedenti, hanno permesso di identificare finalmente le origini di questi animali.</p>
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		<title>È record rinnovabili: sempre più convenienti. Ma il fossile riceve il quadruplo dei sussidi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/e-record-rinnovabili-sempre-piu-convenienti-ma-il-fossile-riceve-il-quadruplo-dei-sussidi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 10:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[In molti casi l&#8217;energia verde costa meno di quella prodotta da fonti fossili Anche lo scorso anno è proseguita la crescita record delle energie rinnovabili: si è registrato un +9,1% con 161 gigawatt di nuova potenza installata. Ormai in molti paesi il costo dell’energia pulita è inferiore al costo di quella prodotta da fonti fossili. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33909" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_energie-rinnovabili.jpg" alt="" width="640" height="337" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_energie-rinnovabili.jpg 640w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_energie-rinnovabili-300x158.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In molti casi l&#8217;energia verde costa meno di quella prodotta da fonti fossili</p>
<p>  <span id="more-33910"></span>  </p>
<p>Anche lo scorso anno è proseguita la crescita record delle energie rinnovabili: si è registrato un +9,1% con 161 gigawatt di nuova potenza installata. Ormai in molti paesi il costo dell’energia pulita è inferiore al costo di quella prodotta da fonti fossili.</p>
<p>Nonostante questo gli investimenti nel settore dell’energia verde sono calati del 23%. I sussidi al fossile sono il quadruplo rispetto a quelli destinati alle rinnovabili. <br />Lo spiega il Rapporto 2017 sulle fonti rinnovabili di <a href="http://www.ren21.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">REN21</a>, l&#8217;organizzazione con sede a Parigi che raccoglie governi, ong, centri di ricerca ed aziende, per la promozione delle fonti di energia pulita.</p>
<p>Nel 2016 la potenza installata nel mondo in energie rinnovabili è aumentata del valore record di 161 gigawatt (+9%), fino a quasi 2.017 gigawatt. Il solare rappresenta il 47% dell&#8217;incremento, l&#8217;eolico il 34%, l&#8217;idroelettrico il 15,5%.</p>
<p>Sarebbe possibile, se volessimo, arrivare ad un <a href="https://www.ecoseven.net//?p=29827" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mondo &#8216;alimentato&#8217; al 100% da energie rinnovabili</a>.</p>
<p>Nonostante la crescita delle rinnovabili, la transizione energetica non procede abbastanza veloce per raggiungere gli obiettivi dell&#8217;Accordo di Parigi.</p>
<p>Gli Stati Uniti, nonostante le ultime scelte dell’amministrazione, rimangono il maggior investitore mondiale in energie pulite, con una quota del 19%.</p>
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		<title>Scoperte le farfalle giurassiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 12:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[farfalle]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono state scoperte farfalle che anticipano di milioni di anni quelle moderne  Ogni tanto, quando ci guardiamo intorno, dovremmo fermarci a pensare che tutto quello che la natura ci mostra probabilmente esiste da un quantitativo di tempo che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Alberi, animali, montagne: una storia di millenni. I fossili sono il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30742" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Farfalle_fossili-17659-250-200-90-c.gif" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Sono state scoperte farfalle che anticipano di milioni di anni quelle moderne <br /></span></p>
<p>  <span id="more-30743"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ogni tanto, quando ci guardiamo intorno, dovremmo fermarci a pensare che tutto quello che la natura ci mostra probabilmente esiste da un quantitativo di tempo che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. Alberi, animali, montagne: una storia di millenni.</span></p>
<p>I fossili sono il pulsante attraverso il quale ci ricordiamo di questo: sono, in un certo senso, «fotografie» di come il mondo era nell&#8217;epoca preistorica, all&#8217;alba della vita, milioni di anni fa..</p>
<p>Recentemente, in degli antichi depositi lacustri nel nord-est della Cina e del Kazakistan orientale, sono stati trovati dei fossili davvero ben conservati: tra questi, si sono potuti ammirare un certo numero di neurotteri estinti della famiglia delle Kalligrammatidae, riconducibili alla specie Oregramma illecebrosa. Si tratta di esemplari che, in alcuni casi, raggiungevano un&#8217;apertura alare di 16 cm – tra i più grandi insetti esistenti – e che condividono moltissime somiglianze con le farfalle di oggi.</p>
<p>Fino ad ora, la cattiva conservazione dei fossili di questo tipo aveva sempre ostacolato i tentativi di condurre un esame morfologico ed ecologico dettagliato delle Kalligrammatidae, ma questi nuovi fossili hanno dato la possibilità di scoprire che le farfalle moderne hanno condiviso un antenato comune con le farfalle fossili, 320 milioni di anni fa.</p>
<p>I fossili presentano «macchie» a forma di occhi sulle ali – le stesse che oggi si possono vedere sulle farfalle gufo – come elegante meccanismo di difesa per allontanare i predatori, un apparato boccale a forma di tubo per succhiare e molte altre caratteristiche che le fanno assomigliare alle farfalle moderne.</p>
<p>Per chiunque fosse interessato ad approfondire l&#8217;argomento, esiste un <a href="http://rspb.royalsocietypublishing.org/content/283/1824/20152893" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interessante studio</a> al riguardo. Per tutti gli altri, il consiglio è quello di aprire la finestra, uscire e guardare il mondo, per ricordare che il tempo e lo spazio esistono da un&#8217;eternità.</p>
<p> </p>
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		<title>Troppe sovvenzioni ai combustibili fossili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2015 13:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
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					<description><![CDATA[Le compagnie che producono combustibili fossili ricevono di fatto l&#8217;equivalente di 10 milioni di dollari al minuto   L&#8217;energia rinnovabile non è ancora una priorità degli interessi dell&#8217;economia mondiale, dopo i combustibili fossili. Lo prova il fatto che le compagnie che producono combustibili fossili ricevono di fatto l&#8217;equivalente di 10 milioni di dollari al minuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26207" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-15340-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Le compagnie che producono combustibili fossili ricevono di fatto l&#8217;equivalente di 10 milioni di dollari al minuto</p>
<p>  <span id="more-26208"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">L&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=6" target="_blank" rel="noopener noreferrer">energia rinnovabile</a> non è ancora una priorità degli interessi dell&#8217;economia mondiale, dopo i combustibili fossili. Lo prova il fatto che le compagnie che producono <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20471" target="_blank" rel="noopener noreferrer">combustibili fossili</a> ricevono di fatto l&#8217;equivalente di 10 milioni di dollari al minuto di &#8216;sovvenzioni&#8217;, pari a 5.300 miliardi di dollari l&#8217;anno. A denunciare la situazione è il Fondo monetario internazionale, includendo anche le cifre date dai governi alle compagnie al netto delle tasse e i costi non pagati da chi inquina per bruciare carbone, olio e gas. E nel 2015 le sovvenzioni di 5.300 miliardi di dollari per le fonti fossili andranno a superare la spesa sanitaria di tutti i governi del mondo, rappresentando il 6,5% del Pil mondiale.</p>
<p>Secondo il Fondo monetario internazionale è il carbone il combustibile che riceve le maggiori sovvenzioni, la metà. La causa sta negli alti danni ambientali che produce e nel fatto che nessun Paese metta in atto accise significative sul suo consumo. Un terzo delle sovvenzioni vanno invece al petrolio.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT">La Cina è il Paese che fornisce la maggior parte di queste sovvenzioni (2.300 miliardi di dollari), seguita da Usa (700 miliardi) e Russia (335 miliardi). L&#8217;Unione europea riconosce invece sussidi per 330 miliardi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 0.48cm; orphans: 1;" align="LEFT">gc</p>
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