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	<title>foresta &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>E se si potesse prendere energia dagli alberi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 06:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[anemocinetica]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[rami]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove tecnologie potrebbero sfruttare l&#8217;energia proveniente dagli alberi Secondo una nuova ricerca potremmo trovarci di fronte alla possibilità di avviare delle nuove tecnologie che traggono energia dagli alberi, per aiutare l&#8217;alimentazione delle città future. Convertendo i movimenti degli alberi in energia, infatti, si accederebbe a una tecnologia anemocinetica che attinge alla natura in una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61275" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/forest-3448818_1280.jpg" alt="energia dagli alberi" width="798" height="473" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/forest-3448818_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/forest-3448818_1280-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/forest-3448818_1280-768x455.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Le nuove tecnologie potrebbero sfruttare l&#8217;energia proveniente dagli alberi</h3>
<p><span id="more-61273"></span></p>
<p>Secondo una nuova ricerca potremmo trovarci di fronte alla <strong>possibilità di avviare delle nuove tecnologie che traggono energia dagli alberi, per aiutare l&#8217;alimentazione delle città future</strong>.</p>
<p>Convertendo i movimenti degli alberi in energia, infatti, si accederebbe a una <strong>tecnologia anemocinetica</strong> che attinge alla natura in una maniera innovativa.</p>
<p>Come sappiamo, è molto tempo che si lotta per trovare fonti di energia sostenibili, visto che esiste una domanda di energia che è molto (troppo?) elevata rispetto alle fonti che abbiamo.</p>
<h4>La tecnologia anemocinetica potrebbe essere la risposta a questo problema?</h4>
<p>Per capirlo, innanzitutto c&#8217;è da spiegare che <strong>il concetto di anemocinetica si basa sulla prima legge della termodinamica</strong>, in base alla quale l&#8217;energia non può essere creata o distrutta. In altre parole, <strong>l&#8217;energia che utilizziamo è continuamente disponibile in natura in varie forme</strong>.</p>
<h4>Il problema è convertire l&#8217;energia disponibile da una forma all&#8217;altra per scopi specifici.</h4>
<p>Secondo questo <a href="https://www.behance.net/gallery/91807743/Anemokinetics-prototype">nuovo progetto</a> pubblicato su  Behance, l&#8217;anemocinetica consente agli scienziati di sfruttare l&#8217;energia proveniente dagli alberi attraverso l&#8217;oscillazione dei rami. Lo studio ha esaminato la gamma di movimento de<strong>i rami degli alberi</strong> e ha scoperto che <strong>fluttuano in base alla velocità del vento, all&#8217;altezza e al tipo di albero e che le fluttuazioni del ramo possono variare da 1 a 25 cm</strong>.</p>
<p>Sebbene siano ancora in corso ulteriori studi per determinare il modo migliore per sfruttare questa energia, gli scienziati hanno già creato un prototipo di circuito elettrico e condotto test sul campo. La ricerca ha scoperto che ciascun ciclo di movimento del ramo «genera una carica pari a 3,6 volt con una corrente di 0,1 ampere e una durata di 200 millisecondi».</p>
<h4>Queste cifre potrebbero rappresentare un futuro radioso per l&#8217;anemocinetica.</h4>
<p>Sebbene lo studio abbia ancora bisogno di investimenti e ulteriori ricerche,<strong> i risultati preliminari sono promettenti.</strong> La tecnologia anemocinetica ha molte possibili applicazioni, tra cui <strong>l&#8217;alimentazione di sensori per creare una specie di Internet della foresta (Internet of Forest, IoF)</strong>.</p>
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		<title>Una torre in una foresta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 11:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[contro deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[espansione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[torre]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Proposto in Quebec il progetto di una costruzione immersa nel nulla per creare una nuova relazione tra uomo e natura Quando si pensa e si parla di sostenibilità ci sono sempre molti punti di vista diversi. Risulta parecchio interessante quello di un gruppo di architetti che hanno proposto la costruzione di una torre di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-203721" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/forest-3622519_1280.jpg" alt="" width="1280" height="853" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/forest-3622519_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/forest-3622519_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/forest-3622519_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/forest-3622519_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Proposto in Quebec il progetto di una costruzione immersa nel nulla per creare una nuova relazione tra uomo e natura</h3>
<p><span id="more-38700"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si pensa e si parla di sostenibilità ci sono sempre molti punti di vista diversi. Risulta parecchio interessante quello di <strong>un gruppo di architetti che hanno proposto la costruzione di una torre di 48 piani piena di appartamenti di lusso</strong>, in mezzo al nulla, <strong>in una foresta del Quebec.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, che si chiama <a href="https://www.ecoseven.net/(http:/architecture-mu.com/?project=pekuliari-2)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PEKULIARI</a> è dello studio <a href="https://www.ecoseven.net/(http:/architecture-mu.com/?page_id=431)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">MU Architecture</a> e, secondo quanto raccontato nel <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.v2com-newswire.com/en/newsroom/categories/residential-architecture/press-kits/880-14/pekuliari)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a> «ridefinisce il modo di abitare e occupare un territorio (…), annunciando una nuova relazione tra l&#8217;uomo e il suo habitat naturale».</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto, secondo gli architetti ideatori di questo progetto, è che <strong>questa torre è il contrario del concetto di espansione urbana</strong>, visto che «diminuisce notevolmente il suo impatto sulla natura e la distruzione di sempre più terreni rurali». Senza contare che sarebbe il primo progetto al mondo di questo genere e che avrebbe un aspetto minerale e vegetale, richiamando alla mente l&#8217;estetica di una torre di grandi rocce impilate.<br />
«Appena entrati nella riserva, un edificio angolare e architettonico ci accoglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Combinando gateway di accesso di sicurezza e hangar per elicotteri privati, questa struttura supporta una grande serra che fornisce prodotti alimentari freschi ogni giorno». In questo modo, si limita la costruzione di strade ed essendo vietata la caccia, l&#8217;edificio – sempre a detta del comunicato – diventa una specie di santuario per la fauna selvatica del Quebec, visto che mira anche alle reintroduzione di diverse specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;elicottero (che non dà molto il senso di natura, a dire il vero) tutto diventa molto ecologico e sostenibile, con raccolta di acqua piovana e neve, acque grigie filtrate e rilasciate nell&#8217;ambiente attraverso processi naturali ed ecologici, sistemi eolici, vetri fotovoltaici, eccetera.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, come dicono loro: una «torre paleo-futuristica e sostenibile nell&#8217;immensità nordica», un punto di vista sulla sostenibile parecchio interessante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La foresta amazzonica colombiana ha gli stessi diritti di una persona</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/la-foresta-amazzonica-colombiana-ha-gli-stessi-diritti-di-una-persona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 13:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[foresta pluviale]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie a un gruppo di attivisti colombiani, il governo proteggerà l&#8217;Amazzonia come se fosse un cittadino Con una recente sentenza, la Corte suprema colombiana ha reso la Colombia il primo paese del Sud America a riconoscere i diritti di una persona alla foresta pluviale amazzonica. La sentenza è stata la conclusione di una campagna condotta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35999" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_foresta_pliviale.jpg" alt="" width="799" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_foresta_pliviale.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_foresta_pliviale-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_foresta_pliviale-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Grazie a un gruppo di attivisti colombiani, il governo proteggerà l&#8217;Amazzonia come se fosse un cittadino</p>
<p>  <span id="more-36000"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Con una recente sentenza, la Corte suprema colombiana ha reso la Colombia il primo paese del Sud America a riconoscere i diritti di una persona alla foresta pluviale amazzonica. La sentenza è stata la conclusione di una campagna condotta da venticinque giovani attivisti che avevano l&#8217;obiettivo di costringere il governo colombiano a proteggere meglio l&#8217;inestimabile tesoro naturale rappresentato dall&#8217;Amazzonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a concedere gli stessi diritti di una persona alla foresta pluviale, la Corte ha anche ordinato alla Colombia di creare un piano globale entro i prossimi quattro mesi per affrontare la deforestazione e il cambiamento climatico. Ovviamente questa sentenza non definisce legalmente l&#8217;Amazzonia come «umana», ma le garantisce certi diritti inalienabili. <br />La sentenza non ha precedenti, per questo è ritenuta un&#8217;affermazione davvero molto importante: quello che dice è che la foresta pluviale amazzonica dovrebbe essere riconosciuta e rispettata come si farebbe con una qualsiasi persona perché la sua sopravvivenza è legata alla sopravvivenza delle future generazioni dei colombiani e di tutte le persone del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è stato scritto nella sentenza: «i diritti fondamentali della vita, della salute, della libertà e della dignità umana sono determinati dall&#8217;ambiente e dagli ecosistemi. Senza un ambiente pulito, i querelanti e gli esseri umani, in generale, non possono sopravvivere e tanto meno proteggere quei diritti per i bambini o le generazioni future».</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se qualcuno avrà sicuramente da ridire riguardo a questa decisione, è davvero molto importante guardare al mondo e alle sue risorse con la stessa forma di rispetto che pretendiamo per noi stessi.</p>
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		<title>Cagnolini per ripristinare l&#8217;ecosistema</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/cagnolini-per-ripristinare-l-ecosistema/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 10:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Border Collie]]></category>
		<category><![CDATA[cile]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[semi]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre t hanno attraversato una foresta cilena carbonizzata con zaini pieni di semi L&#8217;anno scorso oltre 550 mila ettari di terrano sono stati bruciati in Cile, segnando la peggiore stagione degli incendi nella storia del paese. Il fuoco si è lasciato dietro un paesaggio devastato che, purtroppo, non dobbiamo faticare troppo ad immaginare visto che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35622" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_Border_Collie.jpg" alt="" width="800" height="504" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Border_Collie.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Border_Collie-300x189.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_Border_Collie-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Tre t hanno attraversato una foresta cilena carbonizzata con zaini pieni di semi</p>
<p>  <span id="more-35623"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anno scorso oltre 550 mila ettari di terrano sono stati bruciati in Cile, segnando la peggiore stagione degli incendi nella storia del paese. Il fuoco si è lasciato dietro un paesaggio devastato che, purtroppo, non dobbiamo faticare troppo ad immaginare visto che anche il nostro paese non lesina in quanto a catastrofi di questo genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Francisca Torres, addestratrice di cani, ha deciso di fare quanto in suo potere per aiutare la situazione. Gestendo una comunità che si occupa dei migliori amici dell&#8217;uomo, la Pewos, Francisca ha deciso equipaggianre tre Border Collie con zaini pieni di semi e poi lanciarli in folli corse in mezzo alla foresta.</p>
<p style="text-align: justify;">Das, Olivia e Summer, quindi si sono inoltrati nella natura bruciata con i loro zaini pieni di semi (e speranza). Il senso di questi zaini con la rete era di far cadere semi un po&#8217; ovunque, sperando che essi potessero poi germogliare e crescere, rianimando la foresta.<br />Das è la più anziana dei tre Border Collie, con i suoi sei anni, ed è anche la capobranco, essendo Summer e Olivia i suoi cuccioli, entrambi di due anni. I cani ci hanno guadagnato in prelibatezze, elargite sia mentre aspettavano che gli zaini venissero ririempiti con i semi quando tornavano dalla loro padrona, sia alla fine della giornata di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La Torres ha iniziato con questo progetto a marzo del 2017 ed è tornata nella foresta regolarmente per sei mesi – anche sua sorella Costanza l&#8217;ha aiutata. Entrambe si sono impegnate per poter raggiungere risultati che, in effetti, hanno anche avuto la fortuna di iniziare a vedere. Francisca ha spiegato che la scelta della razza dei cani con cui intraprendere questa sfida non è stata casuale: i Border Collie sono super intelligenti e, infatti, quando non si impegnano a ravvivare le foreste, lavorano con le pecore e nell&#8217;addestramento.<br />Qui, nella <a href="https://www.facebook.com/Pewos" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pagina Facebook</a> dell&#8217;associazione, è possibile vedere i video dei tre cagnolini durante la missione.</p>
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		<title>73 milioni di alberi da piantare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/73-milioni-di-alberi-da-piantare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 11:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[Amzzonia]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il più grande progetto di riforestazione mai realizzato sarà nell&#8217;Amazzonia brasiliana Conservation International&#160;mira a piantare 73 milioni di alberi nell&#8217;Amazzonia brasiliana, in quello che è chiaramente il più grande progetto di rimboschimento mai fatto. Gli alberi saranno piantati nella zona della deforestazione che attraversa le regioni brasiliane di Amazonas, Acre, Pará e Rondônia, oltre che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35250" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light.jpg" alt="" width="1440" height="900" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light.jpg 1440w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light-1024x640.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light-768x480.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_Amazonia_traffic-light-1200x750.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Il più grande progetto di riforestazione mai realizzato sarà nell&#8217;Amazzonia brasiliana</p>
<p>  <span id="more-35251"></span>  </p>
<p><a href="https://www.conservation.org/Pages/default.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Conservation International</a>&nbsp;mira a piantare 73 milioni di alberi nell&#8217;Amazzonia brasiliana, in quello che è chiaramente il più grande progetto di rimboschimento mai fatto. Gli alberi saranno piantati nella zona della deforestazione che attraversa le regioni brasiliane di Amazonas, Acre, Pará e Rondônia, oltre che in tutto il bacino idrografico di Xingu. A breve termine, il progetto mira a ripristinare 70.000 ettari di foresta tropicale.</p>
<p>L&#8217;interruzione della deforestazione consentirebbe l&#8217;assorbimento del 37% delle emissioni annuali del carbonio in tutto il mondo. Tuttavia gli scienziati temono che il 20% dell&#8217;Amazzonia possa essere disboscato nei prossimi due decenni, oltre al 20% che già è stato disboscato negli ultimi 40 anni. Per combattere questo rapido ritmo di distruzione, Conservation International utilizza tecniche di piantatura nuove ed efficienti che potrebbero essere applicate in tutto il mondo; un esperimento controllato che potrebbe far capire anche agli altri come restaurare una foresta con costi limitati e tecniche innovative.</p>
<p>Il metodo di impianto utilizzato nel progetto è conosciuto come muvuca, che è una parola portoghese per descrivere una situazione in cui ci sono molte persone in un luogo piccolo. Nella muvuca, centinaia di semi di alberi nativi di varie specie vengono diffusi su ogni centimetro di terra deforestata. La selezione naturale consente quindi alla specie più idonea di sopravvivere e prosperare. Uno studio del 2014 della Food and Agriculture Organization and Biodiversity International ha rilevato che più del 90% delle specie di alberi nativi piantate usando il metodo muvaua germinano e sono adatte a sopravvivere alle condizioni di siccità per un massimo di sei mesi.</p>
<p>«Con le tecniche di rimboschimento plant-by-plant, si ottiene una tipica densità di circa 160 piante per ettaro», ha dichiarato Rodrigo Medeiros, Vice Presidente del progetto brasiliano di Conservation International. «Con la muvuca, il risultato iniziale è di 2.500 specie per ettaro. E dopo 10 anni, si possono raggiungere i 5.000 alberi per ettaro. È una tecnica molto più diversificata, molto più densa e meno costosa di quelle tradizionali».</p>
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		<title>L&#8217;uragano contro la foresta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 14:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[El Yunque]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Rico]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;uragano Maria ha devastato l&#8217;unica foresta pluviale tropicale presente negli Stati Uniti El Yunque&#160;è una foresta pluviale che si trova sull&#8217;isola di Porto Rico ed è l&#8217;unica foresta tropicale gestita dal Servizio Forestale degli Stati Uniti. Purtroppo la notizia è che ha subito danni notevoli in seguito all&#8217;uragano Maria, che ha attaccato Porto Rico come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35042" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_El-Yunque-1-.jpg" alt="" width="800" height="459" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_El-Yunque-1-.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_El-Yunque-1--300x172.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_El-Yunque-1--768x441.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;uragano Maria ha devastato l&#8217;unica foresta pluviale tropicale presente negli Stati Uniti</p>
<p>  <span id="more-35043"></span>  </p>
<p><a href="https://www.fs.usda.gov/elyunque" target="_blank" rel="noopener noreferrer">El Yunque</a>&nbsp;è una foresta pluviale che si trova sull&#8217;isola di Porto Rico ed è l&#8217;unica foresta tropicale gestita dal Servizio Forestale degli Stati Uniti. Purtroppo la notizia è che ha subito danni notevoli in seguito all&#8217;uragano Maria, che ha attaccato Porto Rico come una tempesta di Categoria 4.</p>
<p>Mentre Washington affronta le critiche per la sua apparentemente scarsa risposta alla disastro emergente umanitario, gli scienziati stanno cominciando a rivolgere la loro attenzione alla devastazione ecologica causata dal potente uragano. Bill McDowell, l&#8217;ecologista della <a href="https://www.unh.edu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università del New Hampshire</a>&nbsp;che ha guidato le missioni di ricerca in El Yunque per decenni, ha descritto sia la foresta nazionale che il centro della ricerca scientifica come «devastati». Tuttavia, la vita troverà un modo per rifarsi, visto che El Yunque dovrebbe essere abituata agli uragani che si scatenano sui Caraibi e dovrebbe riuscire a sopportare questa devastazione, dando ancora una volta un esempio delle sue capacità di recupero ecologico.</p>
<p>La foresta nazionale di El Yunque copre quasi 30.000 ettari nella regione nordorientale di Porto Rico e contiene un&#8217;ampia gamma di habitat, dalle foreste pluviali della pianura umida alle foreste più fredde nei pressi dei Monti Luquillo. Inoltre, ospita sedici specie di rane coqui, l&#8217;unica specie di pappagallo nativo di Porto Rico e un&#8217;ampia varietà di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piante_epifite" target="_blank" rel="noopener noreferrer">epifite</a>, che sopravvivono tirando acqua dall&#8217;aria nelle fredde foreste nane delle montagne. La foresta nazionale è nota anche per le sue incisioni rupestri, conservate in maniera piuttosto unica dalle popolazioni indigene Taíno.</p>
<p>Queste foreste si sono sempre evolute per affrontare un clima così particolare e difficile, ma l&#8217;uragano Maria rappresenta davvero una sfida senza precedenti per l&#8217;ecosistema. I ricercatori vogliono essere ottimisti e dicono che la resilienza di questi luoghi gli permetterà di tornare a posto in sei, dodici mesi. Speriamo.</p>
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		<title>Il commercio di cacao mette in pericolo i parchi africani</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/il-commercio-di-cacao-mette-in-pericolo-i-parchi-africani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 11:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Costa d'Avorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Una sorpresa poco piacevole, il&#160;&#8220;Chocolate&#8217;s Dark Secret&#8221; Il cioccolato è uno dei prodotti più gustosi in commercio, lo leghiamo al piacere, alle ricorrenze, alle feste, alla dolcezza… Purtroppo c’è un lato oscuro anche in uno degli alimenti più desiderati. La domanda di cioccolato sui mercati sta mettendo in pericolo i parchi africani, specialmente in Costa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34523" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/09/images_Cacao.jpg" alt="" width="710" height="462" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Cacao.jpg 710w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/09/images_Cacao-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></p>
<p>Una sorpresa poco piacevole, il&nbsp;&#8220;Chocolate&#8217;s Dark Secret&#8221;</p>
<p>  <span id="more-34524"></span>  </p>
<p>Il cioccolato è uno dei prodotti più gustosi in commercio, lo leghiamo al piacere, alle ricorrenze, alle feste, alla dolcezza… Purtroppo c’è un lato oscuro anche in uno degli alimenti più desiderati.</p>
<p>La domanda di cioccolato sui mercati sta mettendo in pericolo i parchi africani, specialmente in Costa d’Avorio e Ghana.</p>
<p>Gli alberi, nei parchi di questi Paesi, vengono spazzati via per far posto a coltivazioni illegali di cacao. A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;organizzazione ambientalista Mighty Earth, che pubblica il rapporto &#8220;Chocolate&#8217;s Dark Secret&#8221;.</p>
<p>Secondo l&#8217;indagine, una grande quantità di cacao usato nel cioccolato prodotto da grandi industrie dolciarie (tra cui Mars, Nestlé, Hershey&#8217;s, Godiva) è stato coltivato illegalmente in parchi nazionali e altre aree protette del Ghana e della Costa d&#8217;Avorio, i due più grandi produttori mondiali di cacao.</p>
<p>In alcuni parchi nazionali, spiegano gli ambientalisti, oltre il 90% dei terreni è stato convertito in piantagioni di cacao.</p>
<p>&#8220;Solo il 4% della Costa d&#8217;Avorio rimane densamente coperto da foreste, e l&#8217;approccio &#8216;laissez faire&#8217; delle compagnie del cioccolato ha portato a una vasta deforestazione anche in Ghana”, spiega Mighty Earth.</p>
<p>L&#8217;impatto, di riflesso, ha effetti negativi anche sulla fauna. Ad esempio in Costa d&#8217;Avorio la deforestazione ha ristretto l&#8217;habitat degli scimpanzé a piccole aree. La popolazione di elefanti, purtroppo, si è ridotta ad appena 200-400 esemplari.</p>
<p>Ci sono anche esperienze che possono migliorare la situazione: il cacao biologico ha risollevato le sorti economiche di un Paese africano molto povero. <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8315" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Un progetto Ifad che ha dato lavoro a 2.200 agricoltori</a></p>
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		<title>Jane Goodall, l&#8217;etologa che ama gli scimpanze&#8217; ospite in Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/jane-goodall-l-etologa-che-ama-gli-scimpanze-ospite-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 10:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bussolengo]]></category>
		<category><![CDATA[etologa]]></category>
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		<category><![CDATA[habitat]]></category>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[scimpanzé]]></category>
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					<description><![CDATA[Jane Goodall e&#8217; stata ospite d&#8217;eccezione del V Convegno nazionale della ricerca nei Parchi, in programma dal 10 al 12 ottobre scorsi presso il Parco Natura Viva di Bussolengo Jane Goodall, la famosa etologa che ha dedicato la sua vita allo studio degli scimpanzé nel loro habitat naturale è stata ospite d’eccezione del V Convegno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21270" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_Jane_Godall-12864-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Jane Goodall e&#8217; stata ospite d&#8217;eccezione del V Convegno nazionale della ricerca nei Parchi, in programma dal 10 al 12 ottobre scorsi presso il Parco Natura Viva di Bussolengo</p>
<p>  <span id="more-21271"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Jane Goodall, la famosa etologa che ha dedicato la sua vita allo studio degli scimpanzé nel loro habitat naturale è stata ospite d’eccezione del V Convegno nazionale della ricerca nei Parchi intitolato ‘<a href="http://www.parconaturaviva.it/Convegno_Nazionale_della_Ricerca_nei_Parchi%20" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’uomo per gli animali</a>’, ed organizzato dal 10 al 12 ottobre scorsi presso il Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona.</span></p>
<p>Per l’occasione, la Goodall ha illustrato i suoi 50 anni di ricerca al Parco nazionale del Gombe, l’area naturale protetta della Tanzania, traendo un bilancio delle sue attività di studio relativo alla socialità e alle capacità cognitive degli scimpanzé. Il flashback di una vita dedicata alla ricerca sugli scimpanzé, ha poi portato la studiosa ad un’amara considerazione sulle attuali politiche di conservazione delle aree verdi protette e della relativa fauna presente in <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13856" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>natura</strong></a>: ‘la foresta, habitat naturale degli scimpanzé, viene distrutta ogni giorno di più, irreversibilmente. In Africa la deforestazione ha ridotto le pluviali della fascia equatoriale a frammentate macchie di foresta’ – ha affermato la Goodall.</p>
<p>‘Penso che anche il migliore degli zoo – ha continuato – non potrebbe mai essere il luogo ideale per uno scimpanzé, che dovrebbe vivere libero e non minacciato dal pericolo dell’uomo’. </p>
<p>‘Ma la deforestazione e la caccia per carne, piaghe per la sopravvivenza di questi animali, impongono di perseguire una strategia di conservazione della specie anche al di fuori del suo ambiente naturale’.</p>
<p>Durante l’ultima giornata del Convegno Nazionale (12 ottobre), la ricercatrice ha poi dedicato un saluto speciale ad una colonia di 17 scimpanzé ospitati nel <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21135" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Parco</strong></a> Natura Viva, comunicando con gli esemplari nel loro linguaggio animale. </p>
<p>Infine, la Goodall ha ricevuto una rappresentanza di dieci scuole che collaborano ai progetti didattici del Parco Natura Viva. Ben 1.500 ragazzi coinvolti nei vari progetti, hanno quindi ricevuto l’attestato ufficiale di adozione di un’Ibis eremita, che gli permetterà di seguire il proprio ‘beniamino’ nei suoi spostamenti in aria attraverso l’utilizzo di un’apposita App.</p>
<p>Qui di seguito il video della visita di <span style="line-height: 15.8079996109009px;">Jane Goodall al </span><span style="line-height: 15.8079996109009px;">Parco Natura Viva di Bussolengo:</span></p>
<p><span style="line-height: 15.8079996109009px;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/kCvrKTeueUo" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">(ml)</p>
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		<title>Il tucano, alleato prezioso della foresta Amazzonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 19:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[tucano]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie al grande becco aiuta la riproduzione delle palme e degli alberi dai semi molto grandi. Ma anche lui e&#8217; in pericolo di estinzione Il tucano è famoso per la sua bellezza e i suoi colori che lo hanno portato a diventare il simbolo dell&#8217;Amazzonia. Ma questo uccello che popola le foreste pluviali del Sudamerica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19707" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/08/images_igallery_resized_ambiente_tucano_Amazzonia-12079-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Grazie al grande becco aiuta la riproduzione delle palme e degli alberi dai semi molto grandi. Ma anche lui e&#8217; in pericolo di estinzione</p>
<p>  <span id="more-19708"></span>  </p>
<p>Il <strong>tucano</strong> è famoso per la sua bellezza e i suoi colori che lo hanno portato a diventare il simbolo dell&#8217;<strong>Amazzonia</strong>. Ma questo <strong>uccello</strong> che popola le <strong>foreste</strong> pluviali del Sudamerica rappresenta un importantissimo &#8216;strumento&#8217; di conservazione degli ecosistemi. Nel suo grande becco, infatti, riesce a infilare anche i i semi più grandi delle palme amazzoniche. Una volta digeriti ed espulsi con le feci questi semi vanno a colonizzare nuovi territori, permettendo così alla <a href="https://www.ecoseven.net//?p=11434"><strong>foresta</strong></a> amazzonica di espandersi. Questo meccanismo è stato analizzato da un gruppo di ricercatori dell&#8217;università di San Paolo e pubblicato sulla rivista Science. Purtroppo lo studio ha evidenziato anche che la notevole riduzione del numero di questi <strong>uccelli</strong>, minacciati dal commercio illegale e dalla distruzione del loro habitat naturale causato dalla deforestazione, ha avuto degli effetti nefasti anche sulla ricchezza della <strong>foresta</strong>. Le palme, per sopravvivere, hanno cominciato a produrre semi più piccoli, trasportabili anche da <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14524" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>uccelli</strong></a> con becchi meno &#8216;capienti&#8217;, ma questa riduzione di dimensioni ha reso i semi anche più deboli e vulnerabili.</p>
<p>(A.S.)</p>
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		<title>In Australia, un ponte per passeggiare tra le cime degli alberi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/in-australia-un-ponte-per-passeggiare-tra-le-cime-degli-alberi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 14:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[ponte]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ponte Treetop Walk, consente ai visitatori di passeggiare tra le cime degli alberi e ammirare il paesaggio incontaminato della foresta pluviale australiana Un ponte per passeggiare tra le cime degli alberi, ammirando da vicino il paesaggio incontaminato della foresta pluviale. Si tratta della passeggiata ‘Otway Fly Treetop Walk’ nello stato australiano del Victoria, dove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18401" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_viaggiare_ponte_cime_alberi_foresta_Australia-11426-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il ponte Treetop Walk, consente ai visitatori di passeggiare tra le cime degli alberi e ammirare il paesaggio incontaminato della foresta pluviale australiana</p>
<p>  <span id="more-18402"></span>  </p>
<p>Un <strong>ponte</strong> per passeggiare tra le cime degli <strong>alberi</strong>, ammirando da vicino il paesaggio incontaminato della <strong>foresta</strong> pluviale. Si tratta della passeggiata ‘Otway Fly Treetop Walk’ nello stato australiano del Victoria, dove sarà possibile osservare la <strong>natura</strong> stando sospesi a 35 metri da terra.</p>
<p>Il <strong>ponte</strong> ‘Treetop Walk’ è un percorso lungo circa 600 metri, all&#8217;insegna dell&#8217;avventura e delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=8244" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>vacanze</strong></a> ecosostenibili, dove la <strong>foresta</strong> pluviale australiana apparirà ai visitatori attraverso una prospettiva del tutto nuova.</p>
<p>Per salire sul <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17953" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ponte</strong></a>, i turisti avranno a disposizione una scala a chiocciola che gli permetterà con di raggiungere agevolmente la cima degli <strong>alberi</strong>. <span style="line-height: 1.3em;">Durante il tragitto inoltre, sarà possibile salire ulteriormente fino a 45 metri di altezza, grazie ad una piattaforma panoramica che consentirà di vedere da vicino le magie della </span><strong style="line-height: 1.3em;">natura</strong><span style="line-height: 1.3em;"> australiana. L&#8217;esperienza del ‘Treetop Walk’ ha la durata complessiva di circa un&#8217;ora. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo </span><a href="http://www.otwayfly.com/" target="_blank" style="line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">sito</a><span style="line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p>(ml)</p>
]]></content:encoded>
					
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