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	<title>fogne &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Cosa c&#8217;entra il Coronavirus con le fogne?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 06:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati stanno testando anche i rifiuti presenti nelle fogne per cercare nuovi focolai di Coronavirus Per riuscire a tracciare meglio la maniera in cui si potrebbe muovere la pandemia di Coronavirus, gli scienziati si stanno rimboccando le maniche e stanno cercando segni del virus perfino negli impianti di trattamento delle acque reflue e nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59122" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/channel-2380008_1280.jpg" alt="fogne" width="798" height="446" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/channel-2380008_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/channel-2380008_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/channel-2380008_1280-768x429.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Gli scienziati stanno testando anche i rifiuti presenti nelle fogne per cercare nuovi focolai di Coronavirus</h3>
<p><span id="more-59121"></span></p>
<p>Per riuscire a tracciare meglio la maniera in cui si potrebbe muovere la pandemia di Coronavirus, gli scienziati si stanno rimboccando le maniche e stanno cercando segni del virus perfino negli impianti di trattamento delle acque reflue e nelle fogne.</p>
<p>È un lavoro sporco, ma <strong>gli scienziati affermano che la «lettura» dei liquami potrebbe dare ai governi e ai dipartimenti sanitari un avvertimento tempestivo sull&#8217;eventuale presenza di un nuovo focolaio di Coronavirus</strong>.</p>
<p>A quanto racconta il <a href="https://www.chicagotribune.com/news/environment/ct-coronavirus-tracking-sewage-20200530-4zpb3hn2prb5vj4ksz7i67bnha-story.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Chicago Tribune</em></a>, con i programmi pilota nell&#8217;area di Chicago, nonché ad Amsterdam e Utrecht nei Paesi Bassi, <strong>l&#8217;iniziativa potrebbe portare ad avere più tempo per prepararsi a una nuova ondata di infezioni da COVID-19</strong>, evitando che schiaccino il sistema sanitario come è successo all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.</p>
<p>Fognature regolari potrebbero anche far sapere ai governi locali che i loro cittadini stanno iniziando a riprendersi, ha detto a<em> Chicago Tribune</em> Peter Grevatt, presidente della Water Research Foundation.</p>
<p>«Non si può essere in grado di dire con precisione quanti casi ci sono in una comunità, almeno a questo punto», ha detto Grevatt. «Ma <strong>si può essere in grado di vedere quando appare quel segnale e se sta cambiando in termini di una tendenza al rialzo o al ribasso</strong>».</p>
<p>Con queste ricerche, gli scienziati sperano di poter accertare dettagli ancora più capillari sulla comunità, basandosi sui livelli di Coronavirus nelle acque reflue. Entro la fine dell&#8217;estate, sperano di poter arrivare ad essere in grado di trovare i focolai di Coronavirus nei singoli quartieri o nei singoli edifici analizzando i loro rifiuti.</p>
<p>«Guardare nelle fogne è come guardarsi allo specchio della società», ha detto al <em>Chicago Tribune</em> il principale microbiologo del KWR Water Research Institute, Gertjan Medema.</p>
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		<title>Scarichi senza depuratore: l’allarme di Legambiente</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/scarichi-senza-depuratore-l-allarme-di-legambiente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 08:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[fogne]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Un quarto delle acque di fogna finisce in mare senza adeguata depurazione. L&#8217;allarme di Legambiente Succede ancora, nel 2017, che degli scarichi fognari finiscano direttamente nei mari, nei laghi e nei fiumi senza essere adeguatamente depurati. E questo nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l&#8217;Unione Europea ci aveva imposto per mettere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34092" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016.jpg" alt="" width="1200" height="797" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016.jpg 1200w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-1024x680.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_golettaverde2016-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un quarto delle acque di fogna finisce in mare senza adeguata depurazione. L&#8217;allarme di Legambiente</p>
<p>  <span id="more-34093"></span>  </p>
<p>Succede ancora, nel 2017, che degli scarichi fognari finiscano direttamente nei mari, nei laghi e nei fiumi senza essere adeguatamente depurati. E questo nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l&#8217;Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi.</p>
<p>Una condizione che purtroppo riguarda il 25% delle acque di fognatura, come ha spiegato il responsabile scientifico di Legambiente, Fausto Zampetti.</p>
<p>&#8220;Quest&#8217;anno con Goletta Verde affronteremo tutte le criticità che incombono ancora sul nostro ecosistema marino e costiero, a partire dei rifiuti in mare &#8211; ha aggiunto -. Proprio su questo tema, continueremo a monitorare i gravissimi sversamenti di schiume sintetiche che hanno interessato le coste toscane e liguri nelle ultime settimane, affinché si applichi il principio &#8216;chi inquina paghi&#8217;, utilizzando la legge sugli ecoreati approvata nel maggio 2015, e non si sottovalutino i rischi per la fauna marina e per la stessa attrattiva turistica delle spiagge&#8221;.</p>
<p>Da oltre 30 anni ogni estate<a href="https://www.legambiente.it/contenuti/articoli/goletta-verde-2017-news" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Goletta Verde</a>, la storica imbarcazione di Legambiente, naviga lungo le coste italiane per monitorare la salute del mare e dei litorali italiani, denunciare abusi e illegalità, promuovere buone pratiche di gestione dei territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;acqua potabile? In futuro potrebbe essere ricavata dalle fogne</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/acqua/l-acqua-potabile-in-futuro-potrebbe-essere-ricavata-dalle-fogne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 02:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;acqua potabile potrebbe essere ricavata direttamente dalle fogne. Ne sono convinti alcuni esperti della Thames Water, societa&#8217; che fornisce i servizi idrici a Londra In futuro l’acqua potabile potrebbe essere ricavata direttamente dalle fogne. Ne sono convinti alcuni esperti della ‘Thames Water’, (società che fornisce i servizi idrici ai cittadini di Londra), che hanno stimato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-12549" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/06/images_igallery_resized_ambiente_acqua_dalle_fogne-8303-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;acqua potabile potrebbe essere ricavata direttamente dalle fogne. Ne sono convinti alcuni esperti della Thames Water, societa&#8217; che fornisce i servizi idrici a Londra</p>
<p>  <span id="more-12550"></span>  </p>
<p>In futuro l’<strong>acqua potabile</strong> potrebbe essere ricavata direttamente dalle <strong>fogne</strong>. Ne sono convinti alcuni esperti della ‘Thames Water’, (società che fornisce i servizi idrici ai cittadini di Londra), che hanno stimato, nel lungo periodo, una considerevole diminuzione delle possibilità di approvvigionamento idrico necessarie a soddisfare il fabbisogno delle grandi <strong>città</strong>.</p>
<p>L’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=4735"><strong>acqua potabile</strong></a>, attualmente, rappresenta una delle risorse più preziose del pianeta che, proprio a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale, rischia, nei prossimi anni, di diventare sempre più ‘limitata’, pregiudicando le vie di accesso idrico non solo ai Paesi aridi e in via di sviluppo, ma abbassando fortemente le possibilità di approvvigionamento anche nelle Nazioni più industrializzate.</p>
<p>La richiesta di <strong><a href="https://www.ecoseven.net//?p=12345">acqua</a> potabile</strong> infatti, secondo diverse statistiche, sta crescendo rapidamente in proporzione all’espansione demografica della popolazione mondiale, al punto che, entro il 2050, gli abitanti del pianeta passeranno da circa 7 miliardi a quasi 9 mld. La ‘Thames Water’ si è quindi basata su un ragionamento simile, calcolando che l’espansione della popolazione di Londra, per quella data, passerà da 7,5 ad oltre 10 milioni di individui. Numeri, questi, che difficilmente potranno essere ‘gestiti’ soltanto con l’approvvigionamento idrico sostenibile delle attuali (e future) tecnologie di dissalazione dell’<strong>acqua</strong> di mare.</p>
<p>Saranno invece le <strong>acque</strong> reflue degli impianti di scarico fognario che, secondo la società, dovrebbero crescere in relazione all’espansione demografica e sostenere le necessità di fabbisogno idrico. Partendo da questo presupposto, la ‘Thames Water’ ha quindi proposto, oltre all’installazione di nuovi tubi e contatori nell’impianto di scarico di Londra, di purificare la fonte idrica meno invitante che esista, quella delle <strong>fogne</strong> appunto, trasformandola in <strong>acqua</strong> da <strong>bere</strong> potabilissima.</p>
<p>L’<strong>acqua</strong> da <strong>bere</strong> ricavata dalle <strong>fogne</strong>, potrebbe però essere un progetto realizzabile soltanto con l’approvazione della società civile, che dovrà liberarsi da ogni tipo di tabù e preconcetto riguardo alla possibilità di potabilizzare le risorse idriche degli impianti di scarico. Per questa ragione, la ‘Thames Water’ sta testando le idee dell’opinione pubblica attraverso dei sondaggi a campione, pubblicizzando parallelamente, diversi studi e analisi che comprovano l’evidente fattibilità di questa sua proposta, senza alcun rischio per la salute umana. Una soluzione, questa, che se funzionasse, potrebbe essere replicata anche in tutte le altre <a href="https://www.ecoseven.net//?p=12516"><strong>città</strong></a> del mondo.</p>
<p>(Matteo Ludovisi)</p>
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		<title>Acque reflue: dall&#8217;Ue ultimatum di 2 mesi all&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 14:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acque reflue]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[fogne]]></category>
		<category><![CDATA[gestione acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di 147 i comuni sull&#8217;intero territorio italiano che non sono in grado di gestire il ciclo delle acque reflue urbane. Da 13 anni non rispettiamo i parametri europei, ora la Commissione ci da&#8217; soltanto due mesi di tempo, prima di deferire il nostro paese alla corte di giustizia dell&#8217;Ue Ultimatum di due mesi dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1618" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_ambiente_fotoarticolo-1898-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Più di 147 i comuni sull&#8217;intero territorio italiano che non sono in grado di gestire il ciclo delle acque reflue urbane. Da 13 anni non rispettiamo i parametri europei, ora la Commissione ci da&#8217; soltanto due mesi di tempo, prima di deferire il nostro paese alla corte di giustizia dell&#8217;Ue</p>
<p> <span id="more-1619"></span> </p>
<p>Ultimatum di due mesi dalla Commissione europea all&rsquo;Italia per il trattamento delle acque reflue urbane.&nbsp; Almeno 143 citt&agrave; sparse sul territorio nazionale, secondo i dati della Commissione, non sono ancora collegate al giusto impianto di smaltimento delle acque, sono prive di impianti per il trattamento secondario e non hanno la capacit&agrave; di gestire le variazioni di carico delle acque reflue.</p>
<p>L&rsquo;Italia, rileva la Commissione europea, &rsquo;&rsquo;ha compiuto dei progressi ma, nonostante gli avvertimenti precedenti, 13 anni dopo il termine fissato non ha ancora rispettato quanto prescritto&rsquo;&rsquo;. La Commissione ha pertanto deciso di &rsquo;&rsquo;emettere un parere motivato. L&rsquo;Italia ha due mesi per mettersi in regola. Se non adottera&rsquo; i provvedimenti necessari, potra&rsquo; essere deferita alla Corte di giustizia dell&rsquo;Ue&rsquo;&rsquo;.</p>
<p> &rsquo;&rsquo;Secondo quanto previsto dalla normativa Ue in materia di trattamento delle acque reflue urbane, &#8211; ricorda la Commissione europea &#8211; gli agglomerati con oltre 10 mila abitanti dovevano dotarsi, a partire dal 1998, di sistemi per la raccolta e il trattamento delle acque reflue. Gli Stati membri sono tenuti inoltre a garantire che le acque che entrano nei sistemi di raccolta subiscano un trattamento &rsquo;secondario&rsquo; volto a rimuovere le sostanze inquinanti prima che siano scaricate nel mare o in acqua dolce. Gli impianti di trattamento devono inoltre essere in grado di fare fronte alle variazioni stagionali di carico delle acque reflue&rsquo;&rsquo;.</p>
<p> &rsquo;&rsquo;Questo caso &#8211; aggiunge la Commissione europea &#8211; e&rsquo; complementare a un altro, sempre riguardante l&rsquo;Italia, relativo alle citta&rsquo; di dimensioni maggiori (con oltre 15 mila abitanti) che non scaricano in aree sensibili: queste erano tenute a conformarsi alla normativa sul trattamento delle acque reflue urbane entro il 2000. Per questo caso la Commissione ha deciso di deferire l&rsquo;Italia alla Corte di giustizia dell&rsquo;Ue a maggio 2010. Inoltre, sono attualmente in corso indagini per valutare la situazione negli agglomerati di dimensioni inferiori, per i quali il termine per conformarsi scadeva nel 2005&rsquo;&rsquo;.</p>
<p>(VG/Com)</p>
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