<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Florida &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/florida/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2020 13:06:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Basterà un esperimento dentro un acquario per salvare la Grande Barriera Corallina?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/bastera-un-esperimento-dentro-un-acquario-per-salvare-la-grande-barriera-corallina/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/bastera-un-esperimento-dentro-un-acquario-per-salvare-la-grande-barriera-corallina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 21:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barriera Corallina]]></category>
		<category><![CDATA[coralli]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[grande barriera corallina]]></category>
		<category><![CDATA[ripopolamento]]></category>
		<category><![CDATA[test di laboratorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=38441</guid>

					<description><![CDATA[Un gruppo di ricercatori della Florida ha annunciato di essere riuscito a riprodurre i coralli in laboratorio I ricercatori del The Florida Aquarium&#160;di Tampa sostengono di essere riusciti a riprodurre un gruppo di coralli per due giorni di fila. Si tratta del primo tentativo così riuscito di riproduzione dei coralli dell&#8217;Atlantico in un ambiente di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38440" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_barriera_corallina.jpg" alt="" width="802" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_barriera_corallina.jpg 802w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_barriera_corallina-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_barriera_corallina-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 802px) 100vw, 802px" /></p>
<p>Un gruppo di ricercatori della Florida ha annunciato di essere riuscito a riprodurre i coralli in laboratorio</p>
<p>  <span id="more-38441"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori del <a href="https://www.flaquarium.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>The Florida Aquarium</em></a>&nbsp;di Tampa sostengono di essere riusciti a riprodurre un gruppo di coralli per due giorni di fila. Si tratta del primo tentativo così riuscito di riproduzione dei coralli dell&#8217;Atlantico in un ambiente di laboratorio e potrebbe avere importanti implicazioni per il salvataggio delle barriere coralline.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, che si chiama «<em>Project Coral</em>», è stato sviluppato in collaborazione con l&#8217;<a href="https://www.horniman.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Horniman Museum and Gardens</em></a>&nbsp;di Londra, con l&#8217;obiettivo di creare grandi depositi di uova di corallo in un laboratorio e ripopolare il tratto di barriera corallina della Florida.<br />Le barriere coralline della Florida sono il terzo più grande ecosistema corallino al mondo, ma l&#8217;inquinamento, i cambiamenti climatici e le scogliere indebolite da varie epidemie hanno generato la distruzione di gran parte dell&#8217;ecosistema.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno iniziato a lavorare nel 2014 con lo&nbsp;<em>Staghorn Coral</em> (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Staghorn_coral" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Acropora cervicornis</em></a>), ma poi si sono concentrati sul <em>Pillar Coral</em> (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pillar_coral" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Dendrogyra cylindrus</em></a>), il corallo a pilastro che, devastato dalla malattia, è ormai quasi estinto. Ad aggravare la sua precaria situazione, c&#8217;è anche il fatto che i gruppi femminili e maschili di questo corallo sono troppo distanti per riprodursi. In questo senso, le vasche dell&#8217;acquario hanno potuto fare quello che la natura non poteva: utilizzare attrezzature ad alta tecnologia (come la tecnologia LED) e sistemi computerizzati, per imitare il vero ecosistema della barriera corallina e inviare segnali per incoraggiare la riproduzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che ci siano riusciti è una grandissima vittoria, soprattutto contro i detrattori, che sostenevano fosse impossibile generare uova di corallo della specie nativa dell&#8217;Atlantico. Ovviamente, è ancora presto per sapere se questo progetto riuscirà davvero nell&#8217;impresa di ripopolare la Grande Barriera Corallina americana, ma di certo questo successo ha portato molta speranza.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/bastera-un-esperimento-dentro-un-acquario-per-salvare-la-grande-barriera-corallina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SOS FLORIDA: le alghe tossiche stanno facendo una strage</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/sos-florida-le-alghe-tossiche-stanno-facendo-una-strage/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/sos-florida-le-alghe-tossiche-stanno-facendo-una-strage/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 05:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[lamantini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=37198</guid>

					<description><![CDATA[Gli scienziati sono al lavoro per salvare i lamantini dall&#8217;avvelenamento causato dalla marea rossa in Florida Sono alghe monocellulare, milioni di alghe monocellulari, quelle che stanno invadendo le acque della Florida e che hanno preso il nome di «marea rossa» – visto che dal 2017 è questo il colore di cui hanno tinto le acque [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-37197" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_panorama-2117310_1920.jpg" alt="" width="809" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_panorama-2117310_1920.jpg 809w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_panorama-2117310_1920-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_panorama-2117310_1920-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati sono al lavoro per salvare i lamantini dall&#8217;avvelenamento causato dalla marea rossa in Florida</p>
<p>  <span id="more-37198"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sono alghe monocellulare, milioni di alghe monocellulari, quelle che stanno invadendo le acque della Florida e che hanno preso il nome di «marea rossa» – visto che dal 2017 è questo il colore di cui hanno tinto le acque a ridosso delle coste sud-occidentali dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati si sono trovati davanti a un vero e proprio stato di emergenza, soprattutto negli ultimi mesi, che hanno visto le dannose proliferazioni di alghe causare morte e malattie a pesci, tartarughe, uccelli e mammiferi marini – compresi i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trichechus" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lamantini</a>. Proprio per questi ultimi, la Florida International University (<a href="https://www.fiu.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FIU</a>), in coalizione con il <a href="https://mote.org/pages/florida-red-tide1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mote Marine Laboratory</a>, si è messa a correre contro il tempo: per neutralizzare gli avvelenamenti con un nuovo trattamento. Anche perché la marea rossa rappresenta il 10% delle morti dei lamantini nell&#8217;ultimo decennio e, a causa dell&#8217;attuale ciclo di fioritura, questa percentuale potrebbe triplicare nel prossimo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a una sovvenzione di <a href="https://coastalscience.noaa.gov/research/stressor-impacts-mitigation/ecohab/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ECOHAB</a>, l&#8217;università ha potuto lanciare un programma triennale per migliorare le cure veterinarie per i lamantini colpiti dalla marea rossa della Florida e che si è riusciti a portare in salvo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto consente agli scienziati di studiare le risposte immunitarie cellulari nel mammifero marino a vari trattamenti antiossidanti, visto che il trattamento attuale, che utilizza sostanze anti-infiammatorie, non è in grado di attenuare questa tendenza. Se il nuovo trattamento dovesse funzionare potrebbe essere esteso a molte altre specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma: il lamantino è una specie a rischio e questa marea rossa – di cui non si riesce a prevedere la fine – non fa altro che aggravare la sua condizione. E lo stesso vale per altri animali. <br />La situazione è davvero critica.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/sos-florida-le-alghe-tossiche-stanno-facendo-una-strage/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La misteriosa malattia delle barriere coralline della Florida</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-misteriosa-malattia-delle-barriere-coralline-della-florida/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-misteriosa-malattia-delle-barriere-coralline-della-florida/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2018 08:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[barriera Corallina]]></category>
		<category><![CDATA[coralli]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=36362</guid>

					<description><![CDATA[Comprendere per poter curare è l&#8217;obiettivo dei ricercatori che in Florida stanno cercando di capire cos&#8217;è a decimare i coralli Con le barriere coralline minacciate in tutto il mondo, sembra quasi di averla già sentita questa notizia, ma in realtà sono recenti le ricerche degli scienziati che, in Florida, stanno cercando di capire la misteriosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36361" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_barrieracorallinas.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_barrieracorallinas.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_barrieracorallinas-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_barrieracorallinas-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Comprendere per poter curare è l&#8217;obiettivo dei ricercatori che in Florida stanno cercando di capire cos&#8217;è a decimare i coralli</p>
<p>  <span id="more-36362"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Con le barriere coralline minacciate in tutto il mondo, sembra quasi di averla già sentita questa notizia, ma in realtà sono recenti le ricerche degli scienziati che, in Florida, stanno cercando di capire la misteriosa malattia che ha attaccato la terza barriera corallina più grande sulla Terra.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi quattro anni, questa malattia non ancora identificata e potenzialmente batterica ha già avuto un impatto significativo sulle specie di corallo della Florida, metà delle quali è fatalmente vulnerabile a questa malattia che, quando colpisce, fa ritrarre il tessuto dallo scheletro e poi uccide l&#8217;intero corallo dopo averlo infettato.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati stanno studiando le diverse reazioni dei coralli e hanno notato come la malattia si spostasse da uno all&#8217;altro, con effetti particolarmente devastanti sulla Montastraea cavernosa e sul Trachyphyllia geoffroyi, anche detto corallo a cervello. Si tratta di un fenomeno davvero molto grave che potrebbe portare a un&#8217;estinzione locale di queste specie.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori del <a href="https://mote.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mote Marine Lab</a>&nbsp;sono al lavoro in maniera incessante per cercare di determinare come proteggere il corallo dalla misteriosa malattia. Hanno spiegato che stanno facendo diverse sperimentazioni per capire la reazione del corallo a determinate cure perché se qualche antibiotico reagisse con la malattia, vorrebbe dire aver individuato il batterio che la genera e poterlo fermare. Inoltre, il Mote Marine Lab viene anche usato come vivaio per piccoli coralli che vengono rilasciati allo stato selvatico quando sono pronti.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, comunque, le barriere coralline continuano ad essere sotto assedio e hanno bisogno di tutto l&#8217;aiuto possibile.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/la-misteriosa-malattia-delle-barriere-coralline-della-florida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il futuro delle protesi è adesso</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-futuro-delle-protesi-e-adesso/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-futuro-delle-protesi-e-adesso/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 09:25:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[braccio robotico]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35592</guid>

					<description><![CDATA[È della Florida il primo uomo al mondo a vivere con un braccio robotico controllato dalla sua&#160; mente Il potenziale della tecnologia che si occupa di protesi è incredibile e negli ultimi anni le ricerche sono progredite talmente tanto che potremmo davvero vivere come «cyborg» in un futuro non troppo lontano. Cosa che Johnny Matheny [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35591" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_Cyborg.jpg" alt="" width="800" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cyborg.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cyborg-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cyborg-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>È della Florida il primo uomo al mondo a vivere con un braccio robotico controllato dalla sua&nbsp; mente</p>
<p>  <span id="more-35592"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il potenziale della tecnologia che si occupa di protesi è incredibile e negli ultimi anni le ricerche sono progredite talmente tanto che potremmo davvero vivere come «cyborg» in un futuro non troppo lontano. Cosa che Johnny Matheny di Port Richey, in Florida, ha già iniziato a fare.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo, che ha perso il braccio nel 2005 per un cancro, è recentemente diventato la prima persona a vivere con un braccio robotico controllato dalla sua mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il braccio è stato sviluppato dal <a href="http://www.jhuapl.edu/prosthetics/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Johns Hopkins Applied Physics Lab</a>&nbsp;come parte del loro programma Rivolutionizing Prosthetics, finanziato dalla <a href="https://www.darpa.mil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Defense Advanced Research Projects Agency</a> (DARPA). Il programma mira a creare protesi controllate dall&#8217;attività neurale del cervello per ripristinare la funzione motoria così come era prima – in questo momento, si sta occupando in particolare di protesi per pazienti a cui mancano le braccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se il dispositivo protesico è impressionante, Matheny ha dei limiti: non può bagnare il braccio e non è autorizzato a guidare mentre lo indossa. A parte questo, potrà esercitarsi nel fare qualsiasi altra cosa – che poi è esattamente l&#8217;obiettivo a cui dovrà tenere fede quest&#8217;anno.<br />L&#8217;introduzione di protesi robotiche «controllate dalla mente» consentirà ai pazienti con amputazioni, lesioni traumatiche o che sono nati senza un arto di accedere alla possibilità di recuperare un completo movimento e di farlo in un modo che sembra davvero «naturale».</p>
<p style="text-align: justify;">Se questi arti robotici supereranno i test in corso, potranno davvero rivoluzionare il mondo delle protesi e non solo: questo potrebbe farci superare tutta una serie di limiti che ci sono biologicamente imposti e si potrebbe arrivare a creare delle possibilità davvero incredibili per gli esseri umani, con tutte le contraddizioni che un tipo di progresso del genere si porterebbe dietro.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/il-futuro-delle-protesi-e-adesso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>17</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Apre finalmente Pandora: il parco giochi dedicato ad Avatar</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/apre-finalmente-pandora-il-parco-giochi-dedicato-ad-avatar/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/apre-finalmente-pandora-il-parco-giochi-dedicato-ad-avatar/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2017 09:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[Pandora]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=33989</guid>

					<description><![CDATA[Il Disneyworld di Orlando si ispira al cinema di James Cameron, con la riproduzione del mondo creato dal regista in «Avatar», fatto di montagne che galleggiano e foreste incandescenti Dopo che, grazie agli occhialini 3D, è sembrato quasi di poterlo toccare il mondo raccontato da James Cameron nel film «Avatar», ora finalmente Pandora&#160;si potrà esplorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33988" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/06/images_Pandora_Avatar.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Pandora_Avatar.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Pandora_Avatar-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/06/images_Pandora_Avatar-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il Disneyworld di Orlando si ispira al cinema di James Cameron, con la riproduzione del mondo creato dal regista in «Avatar», fatto di montagne che galleggiano e foreste incandescenti</p>
<p>  <span id="more-33989"></span>  </p>
<p>Dopo che, grazie agli occhialini 3D, è sembrato quasi di poterlo toccare il mondo raccontato da James Cameron nel film «Avatar», ora finalmente <a href="https://disneyworld.disney.go.com/destinations/animal-kingdom/pandora-world-of-avatar/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pandora</a>&nbsp;si potrà esplorare davvero.</p>
<p>Il parco giochi si trova nel Walt Disney World Resort di Orlando, in Florida, e l&#8217;apertura c&#8217;è stata a fine maggio. Le prime recensioni raccontano di una struttura davvero spettacolare, ma non ci si poteva aspettare niente di diverso, visto che il pianeta è stato progettato dallo stesso Cameron che, anche in questo caso, con la sua attenzione incredibile per i dettagli e la sua pazzesca genialità, ha creato i mezzi per poter avere un&#8217;esperienza tridimensionale sbalorditiva.</p>
<p>Gli ospiti, infatti, oltre all&#8217;esplorazione del mondo di Pandora, potranno fare un emozionante giro in 3D (l&#8217;Avatar Flight of Passage) sul dorso di una selvaggia banshee, una creatura volante vista proprio nel film – e con lei poter precipitare verso il basso nella vegetazione rigogliosa per poi risbucare attraverso gli alberi imponenti e gustarsi le montagne dall&#8217;alto, mentre branchi di bestie selvagge corrono sotto di loro.</p>
<p>Il parco di 12 acri (equivalenti a quasi 50 mila metri quadrati) è stato in costruzione per sei anni, ma sembra che valga tutto il tempo che si è fatto attendere. <br />L&#8217;ambientazione è in una zona di Pandora che non è stata vista nel film e che si chiama la Valle dei Mo&#8217;ar: i visitatori passeranno nel mistico paesaggio giungla con corsi d&#8217;acqua, grotte oscure piene di vite bioluminescenti e la catena montuosa «galleggiante» le cui montagne vengono chiamate «Hallelujah»; poi potranno fare un giro in barca lungo l&#8217;oscuro fiume Na&#8217;vi che li condurrà, attraverso una vegetazione pulsante e incandescente, verso l&#8217;incontro con uno sciamano Na&#8217;vi.</p>
<p>Insomma, che stiamo aspettando?</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/apre-finalmente-pandora-il-parco-giochi-dedicato-ad-avatar/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I terribili coccodrilli mangia-uomini sono arrivati dall&#8217;Africa alla Florida</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-terribili-coccodrilli-mangia-uomini-sono-arrivati-dall-africa-alla-florida/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-terribili-coccodrilli-mangia-uomini-sono-arrivati-dall-africa-alla-florida/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 09:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Coccodrilli]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=31671</guid>

					<description><![CDATA[Il coccodrillo come fa? Ora sicuramente più paura&#8230; Quando le specie invasive arrivano in un nuovo habitat sono sempre terribili: una volta insediate, riescono molto facilmente ad essere prepotenti con le altre specie, influenzando negativamente interi ecosistemi. L&#8217;invasione è sempre scoraggiante, ma lo è ancora di più quando i colonizzatori sono «mostri»: per esempio, enormi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31669" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa.jpg" alt="" width="1427" height="915" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa.jpg 1427w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa-300x192.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa-1024x657.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa-768x492.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/06/images_Coccodrillo_Florida_Africa-1200x769.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1427px) 100vw, 1427px" /></p>
<p>Il coccodrillo come fa? Ora sicuramente più paura&#8230;</p>
<p>  <span id="more-31671"></span>  </p>
<p>Quando le specie invasive arrivano in un nuovo habitat sono sempre terribili: una volta insediate, riescono molto facilmente ad essere prepotenti con le altre specie, influenzando negativamente interi ecosistemi. L&#8217;invasione è sempre scoraggiante, ma lo è ancora di più quando i colonizzatori sono «mostri»: per esempio, enormi coccodrilli carnivori, con una passione alimentare molto spiccata per i mammiferi a misura d&#8217;uomo.&nbsp;</p>
<p>È stata l&#8217;analisi del DNA a confermare la presenza di coccodrilli del Nilo (nome scientifico: Crocodylus niloticus) in Florida. Di solito, questi rettili vivono e prosperano in Africa, ma, a quanto pare, anche la Florida offre un clima perfetto per questi giganti – che nelle migliori condizioni di vita possono anche arrivare ai 6 metri di lunghezza<br />Tra il 2000 e il 2014, una manciata di coccodrilli non autoctoni sono stati trovati in Florida – alcuni mentre nuotavano nelle Everglades e almeno uno sdraiato in una veranda privata di Miami – e solo recentemente gli scienziati della <a href="http://www.ufl.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">University of Florida </a>&nbsp;hanno confermato che si tratta di una specie invasiva – lo hanno descritto in un <a href="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/06/www.herpconbio.org_Volume_11_Issue_1_Rochford_etal_2016.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a> che racconta l&#8217;analisi del DNA e conferma che questa specie è legata alle popolazioni indigene del Sud Africa (negli ultimi quattro anni, questi predatori sono stati responsabili di almeno 480 attacchi contro persone e 123 decessi da quelle parti). <br />Nell&#8217;Africa sub-sahariana si nutrono di molti tipi di prede, dalle zebre ai piccoli ippopotami, passando pure per gli esseri umani, mentre in Florida si stanno concentrando sugli uccelli nativi, sui pesci e sui mammiferi, ma anche su altri coccodrilli e alligatori locali.<br />Non è ancora chiaro il luogo dal quale sono arrivati, visto che il loro DNA corrisponde perfettamente a quello di una specie che non è mai stata ospitata negli zoo degli Stati Uniti, ma si sospetta che sia colpa di qualche commercio di animali.<br />I coccodrilli del Nilo non sono le prime specie invasive a trovare in Florida un clima favorevole – il Sunshine State ha sempre avuto il maggior numero di invasioni di ogni altro luogo del pianeta – ma, in questo caso, si tratta di una situazione che può essere davvero molto pericolosa.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/i-terribili-coccodrilli-mangia-uomini-sono-arrivati-dall-africa-alla-florida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>19</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoperta Super-termite. É distruttiva</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/scoperta-super-termite-e-distruttiva/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/scoperta-super-termite-e-distruttiva/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 05:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Florida]]></category>
		<category><![CDATA[super termiti]]></category>
		<category><![CDATA[termiti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=24977</guid>

					<description><![CDATA[Si tratta di una specie ibrida molto distruttiva. Esperti: potrebbero aumentare i danni provocato da questi insetti   Scoperta, in Florida, una super-termite, nata dall&#8217;accoppiamento tre e due termiti più distruttive al mondo: la &#8216;termite sotterranea asiatica&#8217; e quella di &#8216;Formosa&#8217;, responsabili di gran parte dei 40 miliardi di dollari di danni causati da questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24976" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_termiti-14732-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT">Si tratta di una specie ibrida molto distruttiva. Esperti: potrebbero aumentare i danni provocato da questi insetti</p>
<p>  <span id="more-24977"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT">Scoperta, in Florida, una super-termite, nata dall&#8217;accoppiamento tre e due termiti più distruttive al mondo: la &#8216;termite sotterranea asiatica&#8217; e quella di &#8216;Formosa&#8217;, responsabili di gran parte dei 40 miliardi di dollari di danni causati da questi <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24328" target="_blank" rel="noopener noreferrer">insetti</a>. A portare alla luce questa nuova specie e a lanciare l&#8217;allarme è stato un gruppo di entomologi dell&#8217;Università della Florida, in una ricerca pubblicata dalla rivista PLoS One.</p>
<p align="LEFT">Gli scienziati hanno da sempre pensato (e sperato) che la &#8216;termite sotterranea asiatica&#8217; e quella di &#8216;Formosa&#8217; avessero stagioni brulicanti distinte che impedivano loro di interagire. Ma la nuova ricerca li smentisce, indicando non solo una sovrapposizione delle stagioni in cui le due specie si accoppiano, ma anche una preferenza delle termiti asiatiche maschio verso le femmine di Formosa. Aumenta quindi il rischio di nascite ibride alquanto pericolose.</p>
<p align="LEFT">&#8216;Questo è preoccupante, in quanto la combinazione di geni tra le due specie si traduce in colonie ibride che possono svilupparsi due volte più velocemente delle due specie parentali&#8217;, ha detto Thomas Chouvenc, uno dei ricercatori. E &#8216;nel prossimo futuro la nascita di termiti ibride potrebbe drammaticamente aumentare i danni alle strutture&#8217;.</p>
<p align="LEFT">Le termiti, infatti, mangiano qualsiasi struttura legnosa e se non è diagnosticata in tempo, un&#8217;infestazione può provocare danni così gravi da causare crolli di travi, di solai e il cedimento di pavimenti.</p>
<p align="LEFT">gc</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/scoperta-super-termite-e-distruttiva/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
