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	<title>Flatpack &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Piccole fattorie urbane componibili: l&#8217;idea per rendere verde ogni angolo della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 10:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie]]></category>
		<category><![CDATA[Flatpack]]></category>
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					<description><![CDATA[In Danimarca, una società studia un metodo per sfruttare tutti gli spazi urbani disponibili a favore dell&#8217;agricoltura Il termine flatpack ha sempre indicato una tipologia di mobili componibili, noti per la loro agevolezza di trasporto visto che possono essere smontati e imballati in confezioni piatte. Da oggi, però, con flatpack verrà raccontata anche un&#8217;altra realtà, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-29776" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Orti_urbani_Huma_Habitat-17155-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">In Danimarca, una società studia un metodo per sfruttare tutti gli spazi urbani disponibili a favore dell&#8217;agricoltura<br /></span></p>
<p>  <span id="more-29777"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il termine flatpack ha sempre indicato una tipologia di mobili componibili, noti per la loro agevolezza di trasporto visto che possono essere smontati e imballati in confezioni piatte. Da oggi, però, con flatpack verrà raccontata anche un&#8217;altra realtà, quella delle Human Habitat’s Impact Farm, fattorie urbane ideate e progettate da una coppia di giovani imprenditori ambiziosi, i danesi Mikkel Kjaer e Ronnie Markussen, che gestiscono il <a href="http://www.humanhabitat.dk/?page_id=2&amp;lang=en" target="_blank" rel="noopener noreferrer">laboratorio di progettazione urbana Human Habitat</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">L&#8217;idea è quella di risolvere uno dei più grandi problemi dell&#8217;agricoltura urbana, ovvero lo spazio limitato, che ostacola la libera crescita di alimenti freschi e si traduce in un rendimento molto limitato delle realtà che si occupano di questo tipo di coltivazioni. Per farlo, sono nate queste<a href="https://www.ecoseven.net//?p=19871" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> fattorie urbane</a>: giardini verticali che ospitano coltivazioni idroponiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Con una superficie di soli 538 piedi quadrati (equivalenti a poco più di 160 metri quadrati), Human Habitat’s Impact Farm può infilarsi facilmente negli interstizi urbani disponibili e grazie al design flatpack si può far sì che questi interstizi urbani siano ovunque: la struttura, infatti, può essere spedita in tutto il mondo ed essere così usata sia per esigenze commerciali che per necessità comunitarie. A detta dei suoi inventori, la Impact Farm può essere spacchettata e installata in 10 giorni. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Accessibilità del buon cibo per le persone, nuove opportunità di occupazione, rivalutazione delle aree urbane: sono questi gli obiettivi che stanno alla base del modello offerto da Kjaer e Markussen.</span></p>
<p>In questo momento, a Copenaghen, si sta testando la Impact Farm grazie a un modello pilota che possa mostrarne le caratteristiche; la speranza è di portarla dentro molte grandi città, così come nelle sedi di Paesi che soffrono crisi umanitarie. </p>
<p>Il cibo fresco e ben coltivato dovrebbe essere a disposizione di tutti, in ogni circostanza. </p>
<p>Human Habitat cerca di renderlo possibile.</p>
<p> </p>
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