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	<title>fitness &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Tu e Fido insieme in quarantena? Fate sport!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 16:41:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[sport con animale domestico]]></category>
		<category><![CDATA[sport in quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[Breve guida su come stare in forma con il proprio cane rispettando le restrizioni imposte dalla quarantena Le limitazioni imposte dal Governo per contrastare la pandemia causata dal Covid19 dureranno ancora per qualche settimana. Quindi fare sport all’aperto e nei parchi per i padroni sarà vietato ancora per un po’. Ma anche i cani soffrono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52188" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/dog-4977599_1280.jpg" alt="sport fido quarantena" width="800" height="421" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/dog-4977599_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/dog-4977599_1280-300x158.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/dog-4977599_1280-768x404.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Breve guida su come stare in forma con il proprio cane rispettando le restrizioni imposte dalla quarantena</h3>
<p><span id="more-52187"></span></p>
<p>Le limitazioni imposte dal Governo per contrastare la pandemia causata dal Covid19 dureranno ancora per qualche settimana. Quindi <strong>fare sport all’aperto e nei parchi per i padroni sarà vietato ancora per un po’</strong>.</p>
<p>Ma anche i cani soffrono per queste limitazioni: non possono fare le loro lunghe passeggiate e le corse sfrenate al parco, di cui hanno bisogno per dare sfogo alla propria energia.</p>
<p>Per questo il team di Barkyn ha ideato una lista di consigli utili per rimanere in forma col proprio animale domestico ma senza allontanarsi dalla propria abitazione.</p>
<ol>
<li><strong> Pronti a scattare!</strong></li>
</ol>
<p>Dove è possibile farlo, una sana ma breve corsetta resta sempre un toccasana per i nostri amici a quattro zampe. Adattandosi agli spazi disponibili e stando attenti alla sicurezza, anche qualche piano di scale, <strong>un giardino privato o una terrazza possono trasformarsi in percorsi improvvisati per lanciarsi in sprint e rincorse</strong>. Meglio ancora se all&#8217;inseguimento di una pallina!</p>
<ol start="2">
<li><strong> Quattro zampe, quattro salti</strong></li>
</ol>
<p>Forse uno tra i giochi più spassosi in commercio. In pratica si tratta di <strong>un paletto o una bacchetta flessibili da cui penzola una cordicella con attaccato un gioco o una pallina</strong>. A seconda del modello, il flirt pole può essere piantato in un prato, avere una base mobile oppure può essere tenuto in mano &#8211; ideale per giocare in casa. Grazie all&#8217;elasticità del gioco, il nostro amico peloso rimbalzerà da un lato all&#8217;altro rincorrendo la casualità dei movimenti. Un po&#8217; come fanno i pugili per allenarsi 🙂</p>
<ol start="3">
<li><strong> Ci vuole naso</strong></li>
</ol>
<p>Anche in questo caso è un gioco &#8216;classico&#8217;, in cui <strong>vengono stimolati i sensi del cane alla ricerca di una piccola ricompensa</strong>. Questa tecnica si può applicare in mille modi, a partire da prodotti specifici (es. Kong, Bob-a-lot) oppure attraverso oggetti &#8216;fatti in casa&#8217;, ad esempio con una bottiglia di plastica bucherellata che consenta di fare uscire il premio solo da alcuni buchi più grandi. In alternativa si può fare con le mani, come se stessimo giocando con un bambino: chiedendo al nostro cane &#8220;quale mano?&#8221;, aprendole entrambe nel caso di scelta errata e soltanto quella con la ricompensa in caso di scelta giusta.</p>
<ol start="4">
<li><strong> Riciclare è divertente</strong></li>
</ol>
<p>Usando una vecchia maglietta, una pallina da tennis e un bello spago attorno ad essa è possibile realizzare <strong>un gioco pronto per essere &#8220;sbranato&#8221; dal nostro amico</strong>. Simile a una preda, il cane si perderà tra il gusto di mordere la pallina e infilare il muso nel tessuto. Attenzione a non scegliere la vostra t-shirt preferita nella foga di prepararlo! Un altro oggetto che potreste utilizzare, visto che per ora di mare non se ne parla, sono le bocce. Svuotate il contenitore, in alcuni negli spazi per le palline infilateci qualche biscotto e poi rimettetele in ordine. Il vostro amico se la passerà nel tentativo di scovare il premio, ricordandovi che per il mare c&#8217;è sempre tempo&#8230; Arriverà anche per noi quel momento!</p>
<ol start="5">
<li><strong> Un tira e molla</strong></li>
</ol>
<p>Meglio mettersi in un luogo comodo e spazioso della casa, se possibile in terrazza, per iniziare a <strong>sfogarsi nell&#8217;antica e mitica prova di forza chiamata &#8216;tiro alla fune&#8217;</strong>. Preparate una bella corda o un intreccio di tessuto (che non finisca subito in brandelli!) e sollecitate il vostro cane a morderlo, facendo attenzione ai suoi denti affilati e a non sforzare troppo. Lasciate che siano loro a condurre i movimenti&#8230; Ma non mollate!</p>
<ol start="6">
<li><strong> Meditate, meditate, meditate</strong></li>
</ol>
<p>Nato in Giappone una decina di anni fa, il <strong>doga</strong> (yoga con i cani) <strong>è un momento ideale per concentrarsi su se stessi, attraverso movimenti precisi, rilassanti e benefici</strong> sia per il fisico che per l&#8217;umore, specie per quei cani (o padroni!) dall&#8217;indole più irrequieta. In pratica si tratta di una sessione di yoga che consente ai nostri animali di imitare o prendere parte ai nostri movimenti. Questo tipo di contatto fisico ha inoltre un impatto benefico su ansia, iperattività e altre problematiche di carattere psicofisico.</p>
<ol start="7">
<li><strong> Workout da cani</strong></li>
</ol>
<p>Se invece siete più propensi al movimento o a un consumo di calorie più aggressivo, allora c&#8217;è l&#8217;opzione workout. <strong>Serie di squat, allungamenti, torsioni e piegamenti delle braccia, tutto rigorosamente con il cane in braccio</strong>! I più temerari potrebbero tentare le flessioni a terra con il proprio amico sdraiato sulla schiena&#8230; A meno che non abbiate un Terranova. Ovviamente tutto questo sport &#8216;accompagnato&#8217; lo potrete fare esclusivamente se anche il vostro cane lo starà percependo come un divertendo.</p>
<ol start="8">
<li><strong> Nascondino</strong></li>
</ol>
<p>Il gioco ideale da fare in casa! Ditegli di aspettare in un punto preciso, magari sempre lo stesso, poi allontanatevi e trovate un nascondiglio (dietro le tende, sotto un lenzuolo, in una stanza&#8230;), ma chiamatelo soltanto una volta. Aspettate il suo arrivo, al massimo richiamatelo ancora se lo vedete in difficoltà e preparatevi a riceverlo con una gustosa ricompensa. Vi stuferete prima voi di lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Dormire il giusto riduce la possibilità di incorrere in un infarto</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/dormire-il-giusto-riduce-la-possibilita-di-incorrere-in-un-infarto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 13:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere e salute]]></category>
		<category><![CDATA[corretti stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[dieta sana]]></category>
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		<category><![CDATA[infarto]]></category>
		<category><![CDATA[rischi per la salute]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[salute del cuore]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche tenendo conto di altri fattori, secondo gli scienziati la quantità di ore di sonno ha un grande impatto sul rischio di infarto Un nuovo studio,&#160;pubblicato sulla rivista Journal of American College of Cardiology, ha raccontato che dormire troppo poco o troppo può aumentare il rischio di infarto. Per lo studio, gli scienziati hanno esaminato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38376" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT.jpg" alt="" width="816" height="416" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT.jpg 816w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Dormire_contro_infarto_CUT-768x392.jpg 768w" sizes="(max-width: 816px) 100vw, 816px" /></p>
<p>Anche tenendo conto di altri fattori, secondo gli scienziati la quantità di ore di sonno ha un grande impatto sul rischio di infarto</p>
<p>  <span id="more-38377"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0735109719359492?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>,&nbsp;pubblicato sulla rivista <em>Journal of American College of Cardiology</em>, ha raccontato che <strong>dormire troppo poco o troppo può aumentare il rischio di infarto</strong>. Per lo studio, gli scienziati hanno esaminato le informazioni genetiche, le abitudini di sonno e le cartelle cliniche di 461.000 partecipanti alla <a href="https://www.ukbiobank.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>UK BioBank</em></a>, uno studio inglese che raccoglie dati a lungo termine: le persone esaminate erano di età compresa tra i 40 e i 69 anni e non avevano mai avuto un infarto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo averli seguiti per sette anni, gli scienziati hanno scoperto che, rispetto a quelli che dormivano dalle 6 alle 9 ore per notte, quelli che dormivano meno di sei ore avevano il 20% in più di probabilità di avere un infarto e quelli che dormivano di più di nove ore il 34%. Inoltre, più ci si allontanava dall&#8217;intervallo delle sei/nove ore, più il rischio diventava pronunciato.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno preso in considerazione altri 30 fattori oltre al sonno – cose come: la struttura corporea, l&#8217;attività fisica, lo stato socioeconomico e la salute mentale – ma hanno, comunque, concluso che<strong> la durata del sonno è davvero un fattore chiave quando si tratta di salute del cuore</strong>.<br />Infatti, quando sono stati analizzate le persone con una predisposizione genetica alle malattie cardiache, si è scoperto che dormire tra le sei e le nove ore a notte riduceva il rischio di avere un infarto del 18%. Quindi, oltre alla <a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/dieta/differenziare-la-dieta-e-la-base-di-ogni-dieta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dieta</a> sana, alla decisione di non fumare, anche dormire bene è un approccio alla vita che può aiutare a scongiurare i problemi cardiaci.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il primo studio che giunge a conclusioni simili, ma gli altri sul tema erano principalmente studi osservazionali, che non dimostravano alcuna correlazione di causa ed effetto. Questo studio, invece, grazie all&#8217;utilizzo di un ampio set di dati di coorte e grazie alla ricerca combinata di osservazione e genetica, ha permesso al <em>team</em> di affrontare l&#8217;argomento in modo concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Vita da ufficio: consigli pratici per la salute delle gambe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 05:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere e salute]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio fisico]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[gambe gonfie]]></category>
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		<category><![CDATA[mirtilli]]></category>
		<category><![CDATA[Sedentarietà]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni esercizi da fare al lavoro anche da seduti Dovete trascorrere molte ore alla scrivania, per via del vostro lavoro, nella stessa posizione? Niente paura: ecco alcuni suggerimenti utili per evitare sgradevoli fastidi alla schiena e alle gambe, legati alla posizione statica. Non occorre molta fatica per alleviare i doloretti e i crampi causati da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38147" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_gambe_e_scrivania_MORSO.jpg" alt="" width="801" height="408" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_gambe_e_scrivania_MORSO.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_gambe_e_scrivania_MORSO-300x153.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_gambe_e_scrivania_MORSO-768x391.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Alcuni esercizi da fare al lavoro anche da seduti</p>
<p>  <span id="more-38148"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Dovete trascorrere molte ore alla scrivania, per via del vostro lavoro, nella stessa posizione? Niente paura: ecco alcuni suggerimenti utili per evitare sgradevoli fastidi alla schiena e alle gambe, legati alla posizione statica.</p>
<p style="text-align: justify;">Non occorre molta fatica per alleviare i doloretti e i crampi causati da postura scorretta e sedentarietà: bastano pochi minuti di ginnastica, meglio se intervallati in occasione di una pausa o di una chiacchierata.<br />Ovviamente, se avete l’opportunità di fare anche una passeggiata, non guasta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tonificare i muscoli delle gambe e godere di un beneficio immediato seguite queste poche regole, stando anche seduti alla vostra postazione: la <strong>colonna vertebrale</strong> deve stare in posizione eretta, ma <strong>non poggiata allo schienale</strong>, che funge solamente da barriera per mantenere l’equilibrio. <br />Guardate un punto fisso davanti a voi e <strong>sollevate le gambe</strong> in maniera congiunta sino ad arrivare circa a 20-25 cm da terra. Dovreste riuscire a mantenere questa posizione per qualche secondo e poi tornare in posizione di riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo esercizio andrebbe ripetuto almeno 10 volte di seguito, inspirando quando alzate le gambe ed espirando quando tornate in posizione di riposo. Per raggiungere risultati ottimali di tonificazione, dovreste ripetere le serie da dieci più volte nell’arco della vostra giornata lavorativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi, anziché snack preconfezionati, riusciste anche ad abbinare un po’ di <a href="https://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/perche-tenere-una-scorta-di-mirtilli-in-freezer-e-un-ottima-idea.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mirtilli</a>&nbsp;e frutti rossi per il vostro break, sarebbe perfetto. Le vostre gambe ringrazieranno e anche lavorare sarà meno stressante.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Un cuore più forte, un corpo più sano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2019 20:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è il rapporto tra fitness e malattie cardiorespiratorie? Si sa che la mancanza di esercizio fisico, poche ore di sonno e uno stile di vita sedentario possono aumentare il rischio di malattie, incluse le malattie cardiovascolari. Al contrario, un&#8217;attività fisica regolare può ridurre di molto i fattori di rischio. Ad affermarlo, un nuovo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37761" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/05/images_man-1245658_960_720.jpg" alt="" width="960" height="639" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_man-1245658_960_720.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_man-1245658_960_720-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/05/images_man-1245658_960_720-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Qual è il rapporto tra fitness e malattie cardiorespiratorie?</p>
<p>  <span id="more-37762"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si sa che la mancanza di esercizio fisico, <a href="https://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/dormi-solo-5-ore-a-notte-il-cuore-e-a-rischio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poche ore di sonno</a> e uno stile di vita sedentario possono aumentare il rischio di malattie, incluse le malattie cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, un&#8217;attività fisica regolare può ridurre di molto i fattori di rischio. Ad affermarlo, un nuovo studio pubblicato sull&#8217;European Heart Journal. I ricercatori dell&#8217;Università norvegese della Scienza e della Tecnologia hanno scoperto che l&#8217;”idoneità” cardiorespiratoria può ridurre il rischio di malattie cardiache, ictus e morte prematura. L&#8217;idoneità cardiorespiratoria si riferisce alla capacità del cuore, dei polmoni e del sistema vascolare di fornire ossigeno in modo efficiente ai muscoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio, i ricercatori hanno esaminato l&#8217;associazione tra fitness cardiorespiratorio e malattie cardiovascolari, in una popolazione sana. <a href="https://www.naturalhealth365.com/heart-attack-exercise-news-2855.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hanno studiato 4.527 adulti</a>, analizzando, in particolare, il picco VO2, la quantità massima di ossigeno che il corpo può assumere durante l&#8217;esercizio, uno dei metodi più accurati per misurare l&#8217;idoneità cardiovascolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo 10 anni, 147 partecipanti avevano avuto attacchi di cuore o avevano sviluppato dolore al torace o fastidio a causa di malattie coronariche. Le persone con un picco di VO2 o con una migliore forma fisica avevano meno probabilità di sviluppare una malattia coronarica. Al contrario, coloro che erano meno in forma, avevano un più alto rischio di sviluppare malattie cardiache e morire precocemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, i ricercatori hanno notato che per ogni aumento di 3,5 punti nel fitness, il rischio di infarto o angina calava del 15%.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, l&#8217;esercizio fisico può anche abbassare la pressione sanguigna, riducendo il rischio di malattie cardiache e livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL) o colesterolo &#8220;cattivo&#8221;, nonché aumentando i livelli di colesterolo HDL o &#8220;buono&#8221;. Il colesterolo LDL può ostruire le arterie e causare un attacco cardiaco, mentre il colesterolo HDL aiuta a prevenire un attacco cardiaco rimuovendo i depositi di grasso dalle arterie.</p>
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		<title>Difendersi dalla demenza rimanendo in forma</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/difendersi-dalla-demenza-rimanendo-in-forma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 15:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[50anni]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[cura del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio dice che le donne di mezza età che sono più a posto con il loro fisico rischiano meno di incappare nella demenza Di solito, il motivo per cui si decide di tenersi in forma è prettamente estetico – la prova costume, la voglia di sentirsi a posto con se stessi quando ci si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35779" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_donne.jpg" alt="" width="813" height="490" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_donne.jpg 813w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_donne-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_donne-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 813px) 100vw, 813px" /></p>
<p>Uno studio dice che le donne di mezza età che sono più a posto con il loro fisico rischiano meno di incappare nella demenza</p>
<p>  <span id="more-35780"></span>  </p>
<p>Di solito, il motivo per cui si decide di tenersi in forma è prettamente estetico – la prova costume, la voglia di sentirsi a posto con se stessi quando ci si guarda nello specchio, il sogno di rientrare in un vecchio paio di jeans – eppure non è l&#8217;unica ricompensa che l&#8217;esercizio potrebbe darci: secondo <a href="http://n.neurology.org/content/early/2018/03/14/WNL.0000000000005290" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista «Neurology», badare al proprio fisico può migliorare la nostra memoria quando andiamo avanti con gli anni.&nbsp;</p>
<p>La ricerca, infatti, ha scoperto che essere fisicamente in forma intorno ai 50 anni riduce del 90% il rischio di una donna di sviluppare una forma demenza che distrugge la memoria e, quando comunque la si raggiunge, la si raggiunge molto più tardi – circa 10 anni dopo rispetto ad altri. <br />In sostanza il fitness fa bene ai vasi sanguigni (i fattori vascolari sono correlati a varie forme di demenza, compreso l&#8217;Alzheimer) e può avere un effetto diretto sulle cellule nervose nel cervello.</p>
<p>I ricercatori svedesi hanno esaminato un gruppo di circa 200 donne di età compresa tra i 38 e i 60 anni nel 1968 (la loro età media era di 50 anni): gli è stato chiesto di andare in bicicletta fino a quando non erano esauste per misurare il loro picco di capacità cardiovascolare. Durante i 44 anni successivi, i test sono continuati e i ricercatori hanno analizzato il gruppo sia per la memoria che per i problemi di pensiero legati alla demenza. Ne è risultato che: solo il 5% delle donne che avevano un livello elevato forma fisica nella mezza età aveva sviluppato demenza, mentre l&#8217;avevano sviluppata il 25% delle donne con un medio livello di fitness e il 32% di quelle con un basso livello; ben il 45% di quelle donne che non erano riuscite nemmeno a terminare il test – quasi la metà, quindi – aveva sviluppato la demenza nel corso degli anni.</p>
<p>Lo studio non è stato ideato per dimostrare una relazione causa-effetto tra le due condizioni, ma per mostrare una correlazione. Una volta in più per dire quanto sia importante fare esercizio e mantenersi in forma. Facciamolo, non è mai troppo tardi per cominciare.</p>
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		<title>Il sovrallenamento: quando il troppo è nemico del bene</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/fitness/il-sovrallenamento-quando-il-troppo-e-nemico-del-bene/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 11:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sovrallenamento]]></category>
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					<description><![CDATA[L’eccesso di attività fisica rischia di dare risultati contrari a quelli ricercarti e sperati Allenarsi vuol dire prendersi cura di se stessi, amare il proprio corpo, intraprendere un percorso di miglioramento, a livello fisico e psicologico. Ma allenarsi troppo, spesso, è buono solo a provocare danni. Come per il mangiare a dismisura o per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35296" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_sovrallenamento.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_sovrallenamento.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_sovrallenamento-300x180.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_sovrallenamento-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>L’eccesso di attività fisica rischia di dare risultati contrari a quelli ricercarti e sperati</h2>
<p><span id="more-35297"></span></p>
<p>Allenarsi vuol dire prendersi cura di se stessi, amare il proprio corpo, intraprendere un percorso di miglioramento, a livello fisico e psicologico. Ma <strong>allenarsi troppo, spesso, è buono solo a provocare danni</strong>.</p>
<p>Come per il mangiare a dismisura o per il condurre una vita per lo più sedentaria,<strong> l’eccesso di workout rischia di dare risultati contrari a quelli ricercarti e sperati</strong>, oltre ad influire negativamente nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Il <strong>sovrallenamento</strong>, termine introdotto per la prima volta nel 1988 da Fredrick Hatfield , ricercatore scientifico e praticante powerlifter, famoso per il record nello squat con ben 460kg, sta proprio ad indicare una condizione fisica nella quale<strong> il corpo non è più in grado di allenarsi e di recuperare in modo efficiente</strong>.</p>
<h4>Le cause sono molteplici:</h4>
<p>1) Ovviamente, la prima causa, come dice la parola stessa, è <strong>il troppo allenamento</strong>. “Non è un caso vedere volumi allenanti, magari copiati da chi fa bodybuilding da dieci anni, svolti da ragazzi alle prime armi che non fanno altro che incorrere in questo fenomeno “, commenta <a href="https://www.facebook.com/emilenjoyfitness/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Emil Lazzaroni</a>, personal trainer e nutrizionista.</p>
<p>2) Il <strong>poco riposo</strong>. “Se noi non siamo in grado di recuperare in modo efficiente, tramite anche il sonno e il riposo quotidiano, potremmo rischiare il sovrallenamento – spiega il personal trainer.</p>
<p>3) Le altre cause sono racchiudibili tutte sotto un unico termine: <strong>lo stress</strong>. “Può essere psicologico, famigliare o lavorativo. Dovuto a problemi di salute, patologie o condizioni non ottimali. Ma può essere anche causato da una alimentazione non adeguata, che non fornisce i nutrienti necessari al recupero e al ripristino del nostro sistema”, aggiunge l’allenatore.</p>
<h4>Da cosa ce ne accorgiamo? Come possiamo capire dai segnali che ci manda il nostro corpo che ci stiamo sovrallenando?</h4>
<p>“Da un battito cardiaco accelerato a riposo, che normalmente non abbiamo. <strong>Spesso chi presenta questo problema soffre di insonnia, poca motivazione, apatia, irritabilità</strong> e anche, a volte, stati di depressione e tristezza continua. Tutte questi sintomi possono derivare anche da una condizione di sovrallenamento. <strong>Nelle donne, ad esempio, lo stress eccessivo può causare amenorrea, quindi assenza di ciclo mestruale</strong>, e anche il sovrallenamento ha una possibile causa in questo. Due sintomi, spesso trascurati ma in realtà importantissimi, sono<strong> l’eccessiva voglia di dolci</strong> e, totalmente all’opposto, <strong>la mancanza di appetito</strong>: quando non riusciamo a mangiare le calorie che invece dovremmo assumere, oppure quando, nonostante siamo a dieta, abbiamo una costante, continua voglia di dolce, può darsi, ed è molto probabile, che ci stiamo allenando troppo”.</p>
<p>Fondamentale, dunque, è <strong>dare al fisico la giusta nutrizione</strong>, senza privazioni eccessive: le diete troppo ipocaloriche e totalmente prive di uno dei tre macronutrienti, carboidrati, proteine e grassi, soprattutto se “fai da te” e abbinate ad un allenamento sregolato, non fanno altro che deteriorare il fisico.</p>
<p><strong>Altro “dovere” dello sportivo è il recupero, notturno e tra una sessione e l’altra</strong> (soprattutto se avete iniziato da poco e se non siete degli atleti professionisti): i muscoli crescono a riposo, non sotto i macchinari in palestra!</p>
<p>Terzo:<strong> bisogna prestare molta attenzione all’intensità di allenamento</strong>, curando la tipologia di lavoro, l’organizzazione delle sedute settimanali e la scelta degli esercizi.</p>
<p>Per questo, è consigliabile sempre affidarsi ad un esperto, ad un preparatore atletico o ad un personal trainer, che sappia indicare l’allenamento più adatto alla struttura fisica, agli obiettivi e alle necessità di ognuno.</p>
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		<title>Gelato proteico: una delizia a cuor leggero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 11:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[gelato]]></category>
		<category><![CDATA[gluten free]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gelato da fare in casa con tanto gusto e poche calorie Per chi è a dieta, passare davanti ad una gelateria è una vera e propria tortura. Ma c’è una soluzione anche a questo problema. Si chiama gelato proteico, si può fare in casa e non ha nulla da invidiare alla sua variante classica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35294" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_gelato_proteico.jpg" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_gelato_proteico.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_gelato_proteico-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_gelato_proteico-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un gelato da fare in casa con tanto gusto e poche calorie</p>
<p>  <span id="more-35295"></span>  </p>
<p>Per chi è a dieta, passare davanti ad una gelateria è una vera e propria tortura. Ma c’è una soluzione anche a questo problema. Si chiama gelato proteico, si può fare in casa e non ha nulla da invidiare alla sua variante classica, decisamente più calorica. Inoltre, è gluten free. Eccolo nella sua versione “Foresta nera”, al cacao con l’aggiunta di ciliegie.</p>
<p>Per due bicchieri o per una coppa maxi, ci servono 250 ml di albume; 100 ml di latte di mandorle senza zuccheri aggiunti (o del latte che preferiamo); se le utilizzate, 2 cucchiaini di proteine al cioccolato; 1 cucchiaino di cacao amaro; 1 cucchiaino di caffè solubile (facoltativo); un pizzico di stevia o dolcificante preferito (facoltativo); un pizzico di sale; 50 gr di ciliegie snocciolate; 50 gr di yogurt greco 0%; 1/2 cucchiaino di zucchero di canna integrale; essenza di vaniglia e acqua quanto basta. Se non usate le proteine in polvere, aumentate a due i cucchiaini di cacao. In un pentolino, riscaldare il latte con la vaniglia e un pizzico di sale.</p>
<p>Quando è caldo, aggiungete l’albume insieme al cacao, alla stevia e alle proteine: girate di continuo finché non risulta denso. Lasciate riposare, frullate e mettete il composto in un congelatore. Mettete le ciliegie, precedentemente pulite e snocciolate, in un pentolino con lo zucchero di canna e con 1 cucchiaio d’acqua. Lasciatele cuocere finché la frutta non “sciroppa” e mettetela da parte. In un bicchiere versate lo yogurt e aggiungete circa metà delle ciliegie sciroppate.</p>
<p>In una tazzina, intanto, preparate il topping per decorate: vi bastano 50 gr di cacao da miscelare con un cucchiaino d’acqua. Quando il gelato è raffreddato toglietelo dal congelatore, aspettando il tempo necessario per farlo ammorbidire. Frullate nuovamente e versate metà del gelato nella coppa; poi create uno strato superiore con lo yogurt greco.</p>
<p>Terminate con il resto del gelato. Aggiungete le ciliegie rimaste e create delle strisce con la crema di cacao e acqua. Per renderlo ancora più goloso, ultimate con una manciata di cioccolato extra fondente in scaglie. Ecco i valori nutrizionali per una coppa maxi completa di topping: 266 calorie totali; 14,7 gr di carboidrati; 42,1 gr di proteine; 3,7 gr di grassi.</p>
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		<title>Lo stretching: ecco quando farlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[Stretching]]></category>
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					<description><![CDATA[Dobbiamo fare una distinzione tra i vari tipi di stretching, ognuno dei quali adatto a diverse finalità e a diversi momenti Aiuta a prevenire gli infortuni, migliora la performance, la forza e l’esecuzione tecnica degli esercizi, contribuisce a velocizzare il recupero muscolare. Tutto questo, e non solo, è lo stretching. Un gesto naturale ed istintivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35292" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_stretching.jpg" alt="" width="620" height="351" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_stretching.jpg 620w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_stretching-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<h2>Dobbiamo fare una distinzione tra i vari tipi di stretching, ognuno dei quali adatto a diverse finalità e a diversi momenti</h2>
<p><span id="more-35293"></span></p>
<p>Aiuta a prevenire gli infortuni, migliora la performance, la forza e l’esecuzione tecnica degli esercizi, contribuisce a velocizzare il recupero muscolare. <strong>Tutto questo, e non solo, è lo stretching</strong>.</p>
<p>Un gesto naturale ed istintivo per l’essere umano: <strong>dopo essere stati seduti per molte ore a lavorare o a studiare o quando ci alziamo dal letto la mattina, “stiracchiarsi” diventa un bisogno quasi spontaneo</strong>.</p>
<p>Basti pensare agli animali, il nostro cane o il nostro gatto, che dopo una dormita tirano le zampe e allungano collo e schiena, trasmettendo una sensazione di piacere e benessere.</p>
<h4>Nel mondo del fitness, lo stretching è “nato” negli Stati Uniti negli anni &#8217;70 come insieme di esercizi finalizzati al miglioramento muscolare.</h4>
<p>Il termine deriva dall&#8217;inglese &#8220;to stretch&#8221;, che significa proprio allungare, tirare. Parte essenziale dell’allenamento per chiunque pratica sport proprio per i suoi mille benefici, è spesso trascurato o dimenticato, in particolare da chi svolge attività in palestra.</p>
<h4>Ma quando è più indicato inserire lo stretching?</h4>
<p>Per rispondere a questa domanda, dobbiamo <strong>fare una distinzione tra i vari tipi di stretching, ognuno dei quali adatto a diverse finalità e a diversi momenti</strong>.</p>
<p>Tra i più noti ci sono lo <strong>stretching statico</strong> e quello <strong>dinamico</strong>. Gli esercizi legati allo stretching statico consistono nell’<strong>allungamento graduale del muscolo</strong> fino alla sua completa distensione (i muscoli tirano, ma non fanno male): si mantiene la posa dai 30 secondi fino ad un massimo di 2 minuti.</p>
<p>“<strong>Con lo stretching statico facciamo una richiesta di detensionamento al nostro corpo</strong>. Quando ci alleniamo, al contrario, facciamo una richiesta di contrazione ai nostri muscoli. Per questo bisogna evitare di svolgerlo prima. Meglio se fatto alla fine dell’allenamento, anche se l’ideale sarebbe inserire una sessione di allungamento in un momento separato, nei giorni in cui non ci alleniamo, ad esempio, dedicandogli anche 30/40 minuti”, spiega Lorenzo Benedetti, personal trainer.</p>
<p>Ad esempio, ecco un ottimo esercizio per l’allungamento degli arti inferiori, con particolare attenzione alla zona lombare. Ci sdraiamo con la schiena a terra, con le gambe distese, e pieghiamo una gamba. Da questa posizione, la raccogliamo al petto con l’aiuto delle mani. Manteniamo la posizione per un minimo di 30 secondi e ripetiamo l’esercizio con l’altra gamba.</p>
<h4>Diverso è, invece, lo stretching dinamico, consigliato in una fase tra il riscaldamento e l’allenamento vero e proprio.</h4>
<p>“Si parte da una velocità più lenta, fino a una velocità più elevata. Questo tipo di stretching ha lo scopo di preparare le articolazioni ai movimenti che poi si andranno a fare in seduta di allenamento. Si tratta di una sorta di lubrificazione delle articolazioni. Bastano dei semplici esercizi, da fare per 5/10 minuti: ad esempio, per le spalle delle circonduzioni, in avanti, in dietro, con il gomito piegato o meno. Lo stretching dinamico deve essere sempre controllato”, &#8211; descrive il PT e Youtuber Umberto Miletto.</p>
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		<title>Pizza FIT in padella! ecco la ricetta veloce</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/ricetta-pizza-fit-in-padella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 10:44:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diete e ricette]]></category>
		<category><![CDATA[albumi]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[proteica]]></category>
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					<description><![CDATA[La Pizza FIT in padella, una pratica ricetta per rendere leggera e proteica anche la pizza! La pizza è uno tra i piatti più amati dagli italiani. C’è chi la preferisce classica, come la margherita o la marinara, chi più particolare. Ma avete mai sentito parlare della pizza FIT in padella? La Pizza è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35290" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_pizza_light_proteica.jpg" alt="pizza fit in padella" width="1086" height="562" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_pizza_light_proteica.jpg 1086w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_pizza_light_proteica-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_pizza_light_proteica-1024x530.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_pizza_light_proteica-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 1086px) 100vw, 1086px" /></p>
<p>La Pizza FIT in padella, una pratica ricetta per rendere leggera e proteica anche la pizza!</p>
<p><span id="more-35291"></span></p>
<p>La pizza è uno tra i piatti più amati dagli italiani. C’è chi la preferisce classica, come la margherita o la marinara, chi più particolare. Ma avete mai sentito parlare della <strong>pizza FIT in padella</strong>? La Pizza è un alimento di solito molto calorico che però possiamo rendere light e proteica con questa ricetta facile da preparare e con pochissimi gli ingredienti.</p>
<h2>La ricetta della pizza FIT in padella</h2>
<h4>Per l’impasto:</h4>
<ul>
<li>100 gr di farina d’avena,</li>
<li>120 ml di albume,</li>
<li>acqua frizzante,</li>
<li>lievito istantaneo</li>
<li>un pizzico di sale.</li>
</ul>
<h4>Procedimento:</h4>
<p>Per cucinare la nostra pizza FIT in padella, mettiamo a scaldare una padella antiaderente, con il coperchio a fuoco basso.</p>
<p>Successivamente andiamo a lavorare l’impasto. Mescoliamo la farina di avena, l’albume d’uovo (<a href="https://www.ecoseven.net/alimentazione/ricette/panino-di-albume-la-ricetta-low-carb/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scopri come realizzare dei proteici panini di albume</a>), un pizzico di sale e il lievito (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lievito" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scopri di più sul lievito su wikipedia</a>). Aggiungiamo poi l’acqua frizzante, sia per favorire la lievitazione sia per allungare l’impasto che altrimenti risulterebbe troppo denso.</p>
<p>Mettiamo dell’olio d’oliva su un fazzoletto e passiamolo sulla padella: a questo punto versiamo l’impasto. Chiudiamo con un coperchio e giriamo lato dopo circa 4/5 minuti.</p>
<p>Per condire la nostra &#8220;pizza FIT in padella&#8221;, ci servono 60 gr di mozzarella light (se preferite, anche senza lattosio), passata di pomodoro, delle olive nere snocciolate, un filo d’olio a crudo e, se lo desiderate, un po’ di origano o del basilico.</p>
<p>Quando giriamo lato, mettiamo il condimento. Appena pronta, togliamola dalla padella e adagiamola su un piatto. Successivamente, la mettiamo nel microonde, impostato su “grill”, per circa 5 minuti: in questo modo finiremo di cuocere gli ingredienti, la mozzarella si scioglierà ancora di più diventando filante, e l’impasto diventerà ancora più croccante.</p>
<p>La nostra pizza FIT in padella è pronta, non resta che assaporarla e godersi una pizza senza più preoccuparsi della linea!</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il foam roller: un “fisioterapista” a portata di mano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/fitness/il-foam-roller-un-fisioterapista-a-portata-di-mano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 10:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness e sport]]></category>
		<category><![CDATA[fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Foam roller]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Conoscete i foam roller? Ormai si trovano ovunque si pratichi sport I foam roller sono cilindri di gomma, liscia o levigata (più precisamente, di schiuma, generalmente poliuretano), che, negli ultimi anni, da strumento per esercizi fisioterapici, si sono ampliamente diffusi nella maggior parte dei centri sportivi per migliorare l’elasticità muscolare di atleti o semplici appassionati di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35288" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/12/images_foam_roller.jpg" alt="" width="1000" height="636" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_foam_roller.jpg 1000w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_foam_roller-300x191.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/12/images_foam_roller-768x488.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Conoscete i foam roller? Ormai si trovano ovunque si pratichi sport</h2>
<p><span id="more-35289"></span></p>
<p><strong>I foam roller sono cilindri di gomma</strong>, liscia o levigata (più precisamente, di schiuma, generalmente poliuretano), che, negli ultimi anni, da strumento per esercizi fisioterapici, si sono ampliamente diffusi nella maggior parte dei centri sportivi <strong>per migliorare l’elasticità muscolare di atleti o semplici appassionati di fitness</strong>.</p>
<p>Un attrezzo da tenere anche in casa, disponibile nei negozi in diverse misure, più o meno duro, per praticare da soli, quando più ci va, un piacevole massaggio.</p>
<p>I <strong>benefici</strong> sono tantissimi: oltre ad essere utile nella prevenzione e per il recupero dagli infortuni, <strong>il foam roller aiuta a mantenere e a migliorare la mobilità</strong>, prepara il corpo a sostenere performance sportive, e <strong>contribuisce ad alleviare dolori muscolari</strong>, a migliorare la flessibilità, a <strong>riattivare la circolazione</strong> e <strong>a combattere cellulite e ritenzione idrica</strong>, favorendo così il benessere psico-fisico.</p>
<h4>“Non serve dedicare molto tempo al foam roller, bastano anche 5 minuti al giorno – spiega Fabio Inka, preparatore atletico e creatore del progetto Impacto Training -.</h4>
<p>Ricordatevi di fare movimenti piccoli, lavorando un muscolo alla volta, un arto alla volta. Partendo dal centro del muscolo lo facciamo rotolare verso le periferie del muscolo stesso. <strong>Più lento è meglio è: se sentiamo un piccolo dolore ci possiamo soffermare in quel punto, massaggiandolo più intensamente, senza premere troppo</strong>. Siamo noi a decidere la pressione del massaggio. <strong>Lavoriamo sempre sul tessuto molle</strong>. Ogni movimento possiamo ripeterlo dalle dieci alle venti volte: partendo dal polpaccio, saliamo verso il bicipite femorale, soffermandoci poi sul gluteo, uno dei punti principali dove possono crearsi tensioni, come ernie del disco e sciatalgie. Proseguiamo rotolandolo sulla schiena e, quando abbiamo completato la parte posteriore del nostro corpo, iniziamo a massaggiare anche la parte anteriore, come il quadricipite, e laterale, portando il lavoro sul tensore della fascia lata. <strong>Sentirete un sollievo immediato</strong>”.</p>
<p>Perfetto da utilizzare prima o dopo il workout, ma anche in altri momenti della giornata (ad esempio, per le donne, la sera per rilassarsi e riattivare la circolazione dopo ore sui tacchi), <strong>il suo massaggio è da evitare su gomiti, ginocchia e caviglie</strong>. Vicino alle articolazioni c’è poco tessuto morbido: sarebbe inutile e, soprattutto se siamo principianti, anche dannoso.</p>
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