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	<title>fiori &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Il Tempio della cacca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 12:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione]]></category>
		<category><![CDATA[escrementi umani]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
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					<description><![CDATA[In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto. Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione Zeltini ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra. Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49752" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg" alt="cacca" width="795" height="410" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-300x155.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/kot-2508857_1280-768x396.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>In Lettonia, una costruzione raccoglie escrementi umani per trasformarli in un giardino sul suo tetto.</h3>
<p><span id="more-49751"></span></p>
<p>Il laboratorio lettone di progettazione e costruzione <a href="https://www.zeltini.com/en">Zeltini</a> ha creato un progetto davvero bizzarro: un «tempio della cacca». La nostra.</p>
<p>Si tratta di una dependance in legno che raccoglie i rifiuti umani per fertilizzare un giardino che si trova sul suo stesso tetto.</p>
<p>Costruito sulla proprietà del fondatore di Zeltini, Aigars Lauzis, in Lettonia, <strong>il progetto celebra li scarti biologici del nostro corpo</strong> e, allo stesso tempo, aumenta la consapevolezza dei benefici del compost di rifiuti umani come potenziale sostituto dei fertilizzanti di origine animale.</p>
<p>Il «Tempio della cacca» – noto anche come <a href="https://www.zeltini.com/en/product/z-bioloo/">Z-BIOLOO</a> – è stato prodotto come parte della missione dello studio di design per migliorare il mondo con progetti sostenibili.</p>
<p>Rivestito in legno annerito per mescolarsi nel paesaggio, il moderno edificio presenta un bagno di compostaggio <strong>Biolan</strong> che <strong>separa automaticamente i liquidi dai solidi per trasformare gli escrementi umani in compost</strong>.</p>
<h4>Una volta pronto, il compost viene utilizzato per concimare sia il giardino sul tetto che il campo adiacente.</h4>
<p>Questo bagna, inoltre, rende indimenticabile l&#8217;esperienza che si può fare al suo interno, visto che presenta un&#8217;ampia vetrata che permette di avere una bellissima vista sul paeseggio mentre si espletano le proprie funzioni.</p>
<p>Nella dependance <strong>è stato installato anche un camino con un chiusura cinetica girevole per far uscire gli odori sgradevoli</strong> e contribuire ad accelerare il processo di compostaggio.</p>
<p>Allo stesso tempo, <strong>un secondo camino con un ventilatore elettrico attira la piacevole fragranza dei fiori cresciuti sul tetto</strong> nell&#8217;edificio per introdurre continuamente nella costruzione un nuovo flusso di ossigeno.</p>
<p>Le pareti esterne sono isolate per offrire temperature confortevoli e stabili tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Il progetto è stato progettato e costruito da Aigars Lauzis e Andis Veigulis per circa 3.000 euro di spesa e vuole dimostrare che, con 7 miliardi di persone presenti su questo pianeta, non abbiamo bisogno degli animali per concimare la terra.</p>
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		<title>Strega comanda color: fiore di ciliegio!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/strega-comanda-color-fiore-di-ciliegio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 18:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ecologicamente]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[magliette]]></category>
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					<description><![CDATA[PANGAIA tinge le sue magliette in maniera ecologica con i fiori, anche con quelli più incredibili. Consapevole del grande spreco nell&#8217;industria tessile, la società di sviluppo materiale PANGAIA, dopo aver riempito i piumini di fiori ha deciso di utilizzare le piante anche per produrre coloranti naturali per tessuti, sfuggendo alla necessità di dover usare additivi sintetici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38975" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cherry-blossom-3308735_1280.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cherry-blossom-3308735_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cherry-blossom-3308735_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/01/images_dicembre_2019_gennaio_2020_cherry-blossom-3308735_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>PANGAIA tinge le sue magliette in maniera ecologica con i fiori, anche con quelli più incredibili.</h3>
<p><span id="more-38976"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Consapevole del grande spreco nell&#8217;industria tessile, la società di sviluppo materiale <a href="https://thepangaia.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">PANGAIA</a>, dopo aver riempito i <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/piumini-pieni-di-fiori-di-campo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">piumini di fiori </a>ha deciso di utilizzare le piante anche per produrre coloranti naturali per tessuti, sfuggendo alla necessità di dover usare additivi sintetici aggressivi.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più incredibile è che uno di questi coloranti naturali proviene perfino dai petali dell&#8217;albero giapponese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prunus_serrulata" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sakura</a>, che fiorisce solo per pochi giorni all&#8217;anno e che ha creato per PANGAIA una T-shirt unisex rosa chiaro, realizzata in cotone organico e tinta dai fiori di ciliegio scartati.</p>
<p style="text-align: justify;">Dozzine di varietà di questi alberi di ciliegio forniscono petali per tè giapponesi speciali, visto che da questi arbusti cadono naturalmente grandi quantità di fiori dopo la breve fioritura annuale. Durante quel periodo viene quindi fatta la raccolta, solo dei petali che sono già caduti – i cosiddetti sakura fubuki.</p>
<p style="text-align: justify;">PANGAIA lavora in collaborazione con le compagnie del tè di Nagoya, in Giappone, per raccogliere i fiori che avanzano e dargli nuova vita. In laboratorio, i petali vengono convertiti in una tintura rosa grazie a una bioingegneria che non utilizza sostanze chimiche nel processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colorante privo di rifiuti e prodotti chimici viene quindi utilizzato per colorare la <a href="https://thepangaia.com/products/sakura-t-shirt-pink" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sakura T-Shirt</a>, uno dei tanti prodotti di abbigliamento che l&#8217;azienda ha progettato utilizzando prodotti naturali o riciclati.</p>
<p style="text-align: justify;">La maglietta è attualmente disponibile per la vendita online e verrà spedita in una confezione biodegradabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;inquinamento ambientale influisce sul profumo dei fiori</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/l-inquinamento-ambientale-influisce-sul-profumo-dei-fiori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 06:04:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[impollinazione]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati spiegano il declino delle varie specie di piante e delle abilità degli insetti nel riconoscerle Svegliarsi con il dolce profumo delle viole e immergersi nell&#8217;acqua con fragranti petali di rosa è pura felicità. Purtroppo, però, potrebbe trattarsi presto di un ricordo, dal momento che l’inquinamento sta trasformando il “linguaggio odoroso” dei fiori. Ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-36831" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_fiorieimpollinazioninqu.jpg" alt="" width="799" height="398" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fiorieimpollinazioninqu.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fiorieimpollinazioninqu-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_fiorieimpollinazioninqu-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli scienziati spiegano il declino delle varie specie di piante e delle abilità degli insetti nel riconoscerle</p>
<p>  <span id="more-36832"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">Svegliarsi con il dolce profumo delle viole e immergersi nell&#8217;acqua con fragranti petali di rosa è pura felicità. Purtroppo, però, potrebbe trattarsi presto di un ricordo, dal momento che l’inquinamento sta trasformando il “linguaggio odoroso” dei fiori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">Ad affermarlo è la divulgatrice scientifica Marta Zaraska,&nbsp;che ha da poco pubblicato <a href="https://www.newscientist.com/article/mg23731650-200-dirty-talk-how-pollution-is-snuffing-out-plants-scent-messages/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un articolo</a> in cui afferma che l&#8217;inquinamento atmosferico non solo rende più difficile la sopravvivenza della vegetazione, ma rende anche difficile, per gli insetti impollinatori, distinguere le piante attraverso le fragranze uniche che emettono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">Zaraska dice che queste comunicano tra loro attraverso i profumi che rilasciano nell&#8217;aria. Riducendosi le fragranze, i messaggi diventano confusi e gli insetti faticano ad impollinare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">E non è la sola ad affermarlo. Jose Fuentes, professore di meteorologia e scienze atmosferiche alla Pennsylvania State University, dice che <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2016/07/160706131924.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli inquinanti atmosferici interagiscono e distruggono le molecole di profumo della pianta</a>. Questi odori contaminati possono confondere le api e rendere più difficile l&#8217;impollinazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">Fuentes spiega che molti insetti costruiscono i loro nidi fino a 3000 metri di distanza dalla loro fonte di cibo. L&#8217;inquinamento atmosferico delle grandi città riduce la distanza che i profumi possono coprire: gli odori quindi non arrivano a 4.000 piedi, come nel 1800, ma a soli 700 piedi. Pertanto, gli impollinatori, come le api, hanno grandi difficoltà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: line-through;">Che fare? L’unica soluzione sarebbe quella di adottare tecniche moderne per il filtraggio dell’aria, ecologiche e poco invasive, come <a href="https://www.ecoseven.net//?p=34059" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questa piccola installazione verde che fa il lavoro di una foresta</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Euroflora 2018: dal 21 aprile al 6 maggio, a Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 07:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere ed Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
		<category><![CDATA[euroflora]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[nervi]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna l’appuntamento con la mostra dei fiori e delle piante ornamentali italiani ed europei, con alcune presenze internazionali da Taiwan, Pechino, Francia, Spagna e Stati Uniti Euroflora 2018 porta per la prima volta nei Parchi Nervi di Genova il florovivaismo italiano, un settore con radici storiche e culturali che in Italia risalgono ai primi dell’Ottocento, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35981" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/04/images_euroflora2018.jpg" alt="" width="797" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_euroflora2018.jpg 797w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_euroflora2018-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/04/images_euroflora2018-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 797px) 100vw, 797px" /></p>
<p>Torna l’appuntamento con la mostra dei fiori e delle piante ornamentali italiani ed europei, con alcune presenze internazionali da Taiwan, Pechino, Francia, Spagna e Stati Uniti</p>
<p>  <span id="more-35982"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.euroflora2018.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Euroflora 2018</a> porta per la prima volta nei Parchi Nervi di Genova il florovivaismo italiano, un settore con radici storiche e culturali che in Italia risalgono ai primi dell’Ottocento, ancora in crescita con 27mila aziende, 100mila addetti e un aumento complessivo dell’export del 10%.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 21 aprile al 6 maggio, infatti, le più belle produzioni florovivaistiche al mondo saranno accompagnate dal fascino dei Parchi di Nervi: 86 mila metri quadrati di giardini, sentieri e ville storiche tra cielo e mare.<br />Il florovivaismo incide moltissimo sulla biodiversità, tutelando le più di 2.000 specie annuali, biennali, poliennali, erbacee, arbustive o arboree, come suggerito anche da una recente normativa italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">In più, quello italiano è a basso input energetico (chiede poca acqua e poche cure) ed è polifunzionale (schermato, antirumore, favorisce l’abbattimento degli inquinanti presenti nelle abitazioni, oltre che delle polveri sottili).</p>
<p style="text-align: justify;">Euroflora nasce nel 1966 ed è subito un grande successo con 250 mila visitatori. Da allora i numeri non hanno fatto altro che aumentare: nell’ultima edizione, quella del 2011, i visitatori sono stati oltre 5 milioni e 6.500 gli espositori da tutto il mondo.</p>
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		<title>Nessun fiore sarà lasciato indietro!</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/nessun-fiore-sara-lasciato-indietro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 09:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente si apre la strada per un&#8217;applicazione che permette il riconoscimento dei fiori Quante volte ci capita di ritrovarci davanti a un bellissimo fiore sconosciuto e chiederci cosa sia? Quante volte ci giriamo a chiedere il nome di una pianta alle persone che sono con noi senza ottenere risposta? La risposta è: tante, tante volte. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32421" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app.jpg" alt="" width="1345" height="839" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app.jpg 1345w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app-300x187.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app-1024x639.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app-768x479.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_fiori_app-1200x749.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1345px) 100vw, 1345px" /></p>
<p>Finalmente si apre la strada per un&#8217;applicazione che permette il riconoscimento dei fiori</p>
<p>  <span id="more-32422"></span>  </p>
<p>Quante volte ci capita di ritrovarci davanti a un bellissimo fiore sconosciuto e chiederci cosa sia? Quante volte ci giriamo a chiedere il nome di una pianta alle persone che sono con noi senza ottenere risposta? La risposta è: tante, tante volte. Anche perché ci sono almeno 250.000 specie di fiori sul nostro pianeta e anche il giardiniere più appassionato o il botanico più esperto non possono conoscerli tutti.&nbsp;</p>
<p>Recentemente, un gruppo di studiosi dell&#8217;Institute of Botany, Chinese Academy of Sciences (<a href="http://english.ib.cas.cn/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IBCAS</a>) ha cominciato ad avere problemi nell&#8217;ottenimento di risultati riguardo alla distribuzione regionale di alcuni fiori: i ricercatori, infatti, avevano bisogno di metodi di identificazione più accurati. Per questo, quando hanno sentito Yong Rui del <a href="https://www.microsoft.com/en-us/research/lab/microsoft-research-asia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Microsoft Research Lab – Asia</a> parlare a una conferenza della nuova tecnologia di riconoscimento facciale, si sono subito resi conto che quel software capace di imparare le facce e riconoscerle poteva essere usato per fare lo stesso con i fiori; quindi hanno contattato Rui e le due parti hanno deciso di aiutarsi a vicenda – anche perché questa collaborazione avrebbe permesso ai botanici di identificare con maggiore precisione i fiori e alla Microsoft di migliorare il software con un&#8217;iniziativa particolare e interessante.</p>
<p>È così che lo Smart Flower Recognition System è nato.</p>
<p>I botanici avevano già una raccolta di 2,6 milioni di immagini di fiori che sono state caricate sul software, filtrate per eliminare quelle poco chiare e rese base fondante dello strumento. Poi il team ha allenato una rete neurale profonda per riconoscere le specie e lo strumento è riuscito a ottenere una precisione di circa il 90% – che, anche se è poco meno di ciò che possono fare gli esseri umani, riusciva a farlo in maniera molto più veloce.</p>
<p>I botanici sono riusciti ad utilizzare il sistema per soddisfare i loro obiettivi di ricerca e ora i ricercatori della Microsoft vogliono sviluppare uno strumento che possa essere utilizzato da chiunque. Meno male! Un&#8217;applicazione del genere potrebbe rispondere a molte delle nostre domande!</p>
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		<title>Uno spray che impedisce ai fiori di invecchiare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/uno-spray-che-impedisce-ai-fiori-di-invecchiare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 11:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[ogm]]></category>
		<category><![CDATA[rosè]]></category>
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					<description><![CDATA[La società Monsanto inventa una modificazione genetica da applicare ai fiori come rimedio anti-invecchiamento La società di sviluppo biotecnologico agricolo Monsanto Roundup, nota alle cronache per l&#8217;ampio dibattito mondiale causato dai suoi prodotti chimici basati sul glifosato, ha annunciato che sta per sviluppare un nuovo metodo per arrestare il processo di invecchiamento o avvizzimento delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-31854" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/07/images_Rose_che_non_invecchiano-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>La società Monsanto inventa una modificazione genetica da applicare ai fiori come rimedio anti-invecchiamento</p>
<p>  <span id="more-31855"></span>  </p>
<p>La società di sviluppo biotecnologico agricolo <a href="http://www.roundup.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monsanto Roundup</a>, nota alle cronache per l&#8217;ampio dibattito mondiale causato dai suoi prodotti chimici basati sul <a href="https://www.ecoseven.net//?p=30361" target="_blank" rel="noopener noreferrer">glifosato</a>, ha annunciato che sta per sviluppare un nuovo metodo per arrestare il processo di invecchiamento o avvizzimento delle piante, impedendo ai fiori il loro rilascio di etilene – che è il loro «ormone dell&#8217;invecchiamento», in quanto responsabile della maturazione e della decomposizione.&nbsp;</p>
<p>Nella domanda di brevetto, hanno specificato che, per ritardare la senescenza (ovvero il deterioramento) dei fiori recisi – come le rose, i tulipani, le petunie che ogni giorno vengono regalati e ricevuti in tutto il mondo – <a href="http://www.nature.com/nrg/multimedia/rnai/animation/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">interverranno sull&#8217;RNA con una modificazione genetica</a>: un&#8217;interferenza.</p>
<p>La Monsanto, nota per creare semi e piante OGM, questa volta si è concentrata su una modificazione temporanea: mediante uno spray oppure attraverso una alimentazione che passa per le radici si riesce ad «interferire» con alcuni geni all&#8217;interno delle piante e a creare l&#8217;effetto desiderato senza che esso sia permanente.<br />Ovviamente, questo annuncio ha creato pareri non poco contrastanti: per alcuni, risolverebbe il problema della troppo celere deperibilità dei fiori, per altri andrebbe a rinvigorire un&#8217;industria malevola, quella dello smercio dei fiori, che ha costi ambientali invisibili, ma molto importanti. <br />Non ci resta che aspettare per capire meglio e intanto chiederci se un mazzo di rose che non appassisce in pochi giorni è una delle cose che speravamo di ottenere o se è un&#8217;altra di quelle risposte a domande che non abbiamo mai fatto.</p>
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		<title>8 marzo: perché si regalano le mimose?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/8-marzo-perche-si-regalano-le-mimose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 08:31:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[mimosa]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Mattei]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché regaliamo proprio la mimosa e non altri fiori? Per celebrare la giornata della donna abbiamo l’abitudine di regalare le mimose, un bel gesto che si usa solo in Italia. In altri paesi si regalano fiori, ma solo da noi si è codificata questa usanza per l’8 marzo. Dobbiamo ricordare che fino agli anni ’70 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30925" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_festa_della_donna_perche___le_mimose-17755-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Perché regaliamo proprio la mimosa e non altri fiori?</p>
<p>  <span id="more-30926"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per celebrare la giornata della donna abbiamo l’abitudine di regalare le mimose, un bel gesto che si usa solo in Italia. In altri paesi si regalano fiori, ma solo da noi si è codificata questa usanza per l’8 marzo.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Dobbiamo ricordare che fino agli anni ’70 questa festa aveva una connotazione di sinistra e che durante il fascismo non veniva celebrata. </span><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Si ricominciò a festeggiarla dopo la fine della guerra, nel 1946. Le cronache raccontano che l’allora vice-segretario del Partito Comunista, Luigi Longo, volesse optare per la violetta, un fiore simbolo della sinistra europea, ma alcune dirigenti del partito fecero notare che si trattava si un fiore di difficile reperibilità e generalmente costoso.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Quindi Teresa Mattei, ex partigiana sempre attiva per i diritti delle donne, Rita Montagna e Teresa Noce proposero un fiore molto più facile da trovare in questi primi giorni di marzo: la mimosa. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Come <a href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/addio-a-teresa-mattei-partigiana-della-parita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricordò Mattei alcuni anni dopo</a>: ‘La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta sulle montagne e poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente’.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=16036" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Ecco le origini della festa della donna, scopriamo perché proprio l’8 marzo.</span></a></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Fiori stampati in 4D: una svolta in campo medico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[4D]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Una sperimentazione per stampare oggetti in 3D che possano anche spostarsi e flettere nel corso del tempo Quando si tratta di medicina, la stampa in 3D è davvero importante e diversificata; sono molti gli usi che i medici riescono a farne: dalla lavorazione di protesi a basso costo ai rattoppi –  o addirittura alle sostituzioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30685" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Stampa_4D-17630-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Una sperimentazione per stampare oggetti in 3D che possano anche spostarsi e flettere nel corso del tempo<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30686"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Quando si tratta di medicina, la stampa in 3D è davvero importante e diversificata; sono molti gli usi che i medici riescono a farne: dalla lavorazione di protesi a basso costo ai rattoppi –  o addirittura alle sostituzioni – di ossa rotte, passando per la creazione di  farmaci nuovi. I problemi arrivano quando si tratta di sostituire gli organi, perché non c&#8217;è materiale stampabile che possa muoversi o cambiare forma nel corso del tempo, imitando i processi naturali. Per questo, i ricercatori di Harvard stanno cominciando a testare la «stampa 4D»: un metodo per stampare oggetti 3D che possono essere progettati per spostarsi e flettere nel corso del tempo.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/7Q_Fu1KlVac" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Ispirati dalle strutture naturali come le piante, che cambiano la loro forma in risposta agli stimoli ambientali, Jennifer Lewis e il suo team di ricercatori del Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering di Harvard hanno utilizzato fibre di cellulosa della pasta di legno per creare fiori iridescenti stampati in 3D che possono piegarsi e torcersi quando sono immersi nell&#8217;acqua. Le fibre vengono mescolate con una sostanza gelatinosa che si chiama idrogel acrilammide e che si espande quando viene bagnata; poiché le fibre possono essere stampate in modo da allinearsi in una direzione specifica, il gel si espande longitudinalmente, ma non lateralmente: quindi, usando modelli matematici, i ricercatori sono in grado di creare disegni incrociati, allineando le fibre in modo che i fiori si pieghino in specifiche forme predeterminate ).</p>
<p>Questo nuovo metodo di stampa 4D ha alcune interessanti implicazioni per la tecnologia medica. Se si riuscisse a replicarlo in questo campo, infatti, ciò renderebbe più facile creare, per dire, un cuore stampato in 3D, perché invece di dover stampare l&#8217;intera struttura a strati, il tessuto potrebbe essere stampato in un foglio piano che poi si trasformerebbe nella forma desiderata. </p>
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		<title>Scoperta orchidea rara in Australia. Non ha foglie, né radici. Foto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 08:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[fotosintesi]]></category>
		<category><![CDATA[orchidea]]></category>
		<category><![CDATA[sottosuolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperta una orchidea senza foglie e radici, che non sfrutta la fotosintesi   La natura riserva sempre delle sorprese. È stata scoperta in Australia una rara orchidea: vive nel sottosuolo ed è priva di foglie e di radici. Al momento sono stati inviati alcuni in esemplari in Olanda per eseguire test genetici e determinare se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21851" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_th-13151-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Scoperta una orchidea senza foglie e radici, che non sfrutta la fotosintesi</p>
<p>  <span id="more-21853"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.222222328186px; line-height: 1.3em;"> </span></p>
<p><span style="font-size: 12.222222328186px; line-height: 1.3em;">La natura riserva sempre delle sorprese. È stata scoperta in Australia una rara orchidea: vive nel sottosuolo ed è priva di foglie e di radici. Al momento sono stati inviati alcuni in esemplari in Olanda per eseguire test genetici e determinare se si tratti di una specie unica.</span></p>
<p class="MsoNormal">La nuova orchidea non usa la fotosintesi, ma dipende da miceti in sostituzione del sistema di radici per trarre nutrimento, spiega Greg Steenbeeke, funzionario per le specie minacciate del Dipartimento dell&#8217;Ambiente. La scoperta potrà aiutare a capire i meccanismi che regolano la vita delle rare <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20395">piante</a> che non dipendono dalla fotosintesi e di come queste si siano evolute nel mondo. Gli esperti potranno capire quale tipo di habitat sia preferito dall&#8217;enigmatica orchidea, i cui fiori si aprono nel sottosuolo durante la primavera australe, da settembre a novembre.<span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: black;"></p>
<p> </span>La sequenza genetica sarà inclusa in una banca dati globale, chiamata Genbank, cui potranno aggiungersi altre orchidee sotterranee, per mappare le variazioni fra le singole piante. Tali differenze genetiche potranno essere necessarie per la loro sopravvivenza man mano che il pianeta si riscalda, spiega Steenbeeke.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'; color: black;"><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21852" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/www.ansa_.it_webimages_foto_large_2014_11_4_4405de4d7672a1d61eba0844435cdfbd.jpg" border="0" width="586" height="440" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/www.ansa_.it_webimages_foto_large_2014_11_4_4405de4d7672a1d61eba0844435cdfbd.jpg 586w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/11/www.ansa_.it_webimages_foto_large_2014_11_4_4405de4d7672a1d61eba0844435cdfbd-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /></span></span></p>
<p>gc </p>
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		<title>Fiori e piante nel centro storico. A Torino parte l&#8217;iniziativa Flor</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 15:42:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Flor]]></category>
		<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[naturali]]></category>
		<category><![CDATA[piante]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa Flor si svolgera&#8217; a Torino sabato e domenica prossimi e consentira&#8217; ai visitatori di scoprire piante rare e insolite Fiori e piante in pieno centro storico. E’ questa l’iniziativa che si svolgerà a Torino, battezzata con il nome di ‘Flor’ e promossa dalla Nuova Società Orticola del Piemonte. La fiera delle piante e dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21223" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambiente_fiori_torino_Flor-12838-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>L&#8217;iniziativa Flor si svolgera&#8217; a Torino sabato e domenica prossimi e consentira&#8217; ai visitatori di scoprire piante rare e insolite</p>
<p>  <span id="more-21224"></span>  </p>
<p>Fiori e piante in pieno centro storico. E’ questa l’iniziativa che si svolgerà a Torino, battezzata con il nome di ‘Flor’ e promossa dalla Nuova Società Orticola del Piemonte.</p>
<p>La fiera delle <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14589" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>piante</strong></a> e dei fiori, sarà in programma il prossimo sabato e domenica (11 e 12 ottobre) e consentirà ai ‘visitatori’ di scoprire piante rare e insolite, come piante tropicali e piante acquatiche, ma anche oggettistica per il giardinaggio, libri, sementi e <a href="https://www.ecoseven.net//?p=2416" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>prodotti</strong></a> naturali, decorazioni e spezie.</p>
<p>Tra le novità di questa prima edizione autunnale c&#8217;è la partnership con il Mercato della Terra di Torino promosso da Slow Food, che negli stessi giorni animerà Piazza Carlo Alberto.</p>
<p>(ml)</p>
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