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	<title>fattoria biologica &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Ad Aversa rischia di chiudere Fuori di Zucca, la fattoria sociale anti camorra</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 11:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Aversa]]></category>
		<category><![CDATA[ex manicomio di Aversa]]></category>
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					<description><![CDATA[Rischia la chiusura la Fattoria sociale “Fuori di Zucca”, nata nell’ex manicomio criminale di Aversa. La Asl di Caserta infatti ha annunciato lo sfratto per il 31 dicembre 2013 alla cooperativa “Un Fiore per la vita” che gestisce la Fattoria   In un territorio avvelenato e dimenticato, poche coraggiose realtà combattono per riuscire ad immaginare un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-14049" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_fuori_di_zucca-9112-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">Rischia la chiusura la Fattoria sociale “Fuori di Zucca”, nata nell’ex manicomio criminale di Aversa. La Asl di Caserta infatti ha annunciato lo sfratto per il 31 dicembre 2013 alla cooperativa “Un Fiore per la vita” che gestisce la Fattoria</span></p>
<p>  <span id="more-14050"></span>  </p>
<p> </p>
<p>In un territorio avvelenato e dimenticato, poche coraggiose realtà combattono per riuscire ad immaginare un futuro migliore. Sono i comitati di quartiere che lottano contro i rifiuti tossici, le cooperative che gestiscono a fatica i beni confiscati alla camorra restituendoli alla collettività. Tra queste anche la cooperativa  “Un fiore per la vita” che è riuscita a riqualificare un’area abbandonata e lasciata al degrado e a trasformarla in un’oasi di verde nella quale i terreni sono coltivati secondo i sistemi dell’agricoltura biologica.</p>
<p>“Bisogna essere proprio fuori di zucca per realizzare una fattoria in un manicomio, &#8211; si legge nella home page del sito della fattoria &#8211; ma bisogna essere ancora più fuori di zucca per non accorgersi del grande bisogno di riconciliarsi con la “Terra Madre”.  Allora, quale posto migliore se non un ex ospedale psichiatrico per esorcizzare la pazzia che divora l’ecosistema e la biodiversità omologando tutto in un immenso niente grigio”.</p>
<p>A lanciare l’allarme è stato il Comitato Don Peppe Diana, di cui la cooperativa fa parte. La Cooperativa accoglie ogni anno per i campi estivi giovani del territorio e non, accogliendo gratuitamente anche i bambini segnalati dagli assistenti sociali provenienti da famiglie disagiate. Al suo interno si svolgono attività didattiche rivolte a scuole e famiglie. C’è poi l’agriturismo dove si cucina utilizzando prodotti locali e valorizzando gli usi culinari della tradizione contadina campana. </p>
<p>I prodotti dell’azienda agricola sono da quattro anni parte integrante dell’iniziativa promossa dal Comitato don Diana “Facciamo un pacco alla camorra” che promuove una nuova filiera produttiva etica partendo dalle attività sociali sorte nei luoghi che una volta erano simboli di violenza e di sopraffazione. Nell’azienda vengono impiegate persone svantaggiate, con disagio psichico, ex tossicodipendenti.</p>
<p>La fattoria rappresenta quindi un presidio contro la criminalità e un luogo di incontro fondato sui principi del rispetto della terra, della legalità e dalla promozione sociale. La cooperativa assicura di aver pagato tutte le fatture e dice di non capire la scelta della Asl di intimare lo sfratto.</p>
<p><span style="text-align: justify; line-height: 1.3em;">Il Comitato don Peppe Diana annuncia che saranno messe in campo tutte le iniziative necessarie per evitare che il 31 dicembre la Fattoria sociale sia costretta a chiudere. (a.s.)</span></p>
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		<title>Quando l&#8217;agricoltura coniuga biologico e legalita&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 08:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia e agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[dap]]></category>
		<category><![CDATA[fattoria]]></category>
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		<category><![CDATA[ministero dell’agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia sono in aumento le fattorie biologiche sociali, dove si recuperano gli esclusi dal lavoro perchè ex detenuti, disabili o tossicodipendenti. In Lombardia l&#8217;aumento registrato è stato del 10%. Vedi l&#8217;esempio di Bergamo che ha coinvolto Regione, Ministero dell&#8217;Agricoltura e il Dap Aumentano in Italia le fattorie biologiche sociali che passano dalle 105 censite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-1595" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_enogastronomia_fattoria-biologica-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>In Italia sono in aumento le fattorie biologiche sociali, dove si recuperano gli esclusi dal lavoro perchè ex detenuti, disabili o tossicodipendenti. In Lombardia l&#8217;aumento registrato è stato del 10%. Vedi l&#8217;esempio di Bergamo che ha coinvolto Regione, Ministero dell&#8217;Agricoltura e il Dap</p>
<p> <span id="more-1596"></span> </p>
<p>Aumentano in Italia le fattorie biologiche sociali che passano dalle 105  censite nel 2007 alle 245 dello scorso anno. Una realt&agrave; giovane e  dinamica: in Lombardia il 10%, sono nate nell&rsquo;ultimo anno. E&rsquo; quanto  emerge da un censimento realizzato dall&rsquo;Associazione italiana  agricoltura biologica (Aiab). Aziende agricole che puntano su produzioni  biologiche offrendo al tempo stesso la concreta opportunit&agrave; di  riabilitazione e di reinserimento socio-lavorativo per soggetti  svantaggiati e a rischio di esclusione lavorativa: disabili,  tossicodipendenti, detenuti ed ex detenuti. &quot;L&rsquo;agricoltura sociale &egrave;  un&rsquo;esperienza significativa non soltanto perch&eacute; attiva processi di  solidariet&agrave;, eticit&agrave; e responsabilit&agrave; sociale &#8211; commenta Anna Ciaperoni,  vicepresidente di Aiab -. Ma perch&eacute; infonde dinamismo al settore  agricolo&quot;. Esperienze con una forte impronta etica, che per&ograve; non si  esauriscono in semplice assistenzialismo o beneficenza: &quot;Queste sono  attivit&agrave; economiche solide e importanti&quot;, conclude Anna Ciaperoni. Un  settore in controtendenza rispetto al mercato agricolo tradizionale,  segnato da una profonda crisi in cui crollano redditi (-3,3% nel 2010) e  occupazione.<br /> L&rsquo;attivit&agrave; agricola si &egrave; rivelata particolarmente efficace per soggetti  &quot;svantaggiati&quot; sia dal punto di vista psico-fisico, che da quello  sociale, come ad esempio i detenuti. E proprio a questa categoria &egrave;  stato rivolto  il progetto &quot;Modello di impresa agricola biologica  finalizzato alla promozione di filiere corte e all&rsquo;inserimento di  soggetti svantaggiati&quot; che si svolge presso la cooperativa sociale  &quot;Aret&eacute;&quot; di Bergamo che ha proposto un corso di formazione lavoro &#8211; 150  ore in aula, 150 ore di lavoro sul campo &#8211; in agricoltura biologica per  nove detenuti della casa circondariale di Bergamo. Uomini che ora hanno  la prospettiva di uno sbocco occupazionale presso la stessa cooperativa  sociale Aret&eacute; o presso aziende biologiche circostanti. Il progetto &egrave;  stato promosso da Aiab e dall&rsquo;associazione &quot;Amici di Aret&eacute;&quot; con il  sostegno del ministero dell&rsquo;Agricoltura e dell&rsquo;assessorato regionale  all&rsquo;Agricoltura e del Dap.</p>
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