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	<title>farmaco &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Covid-19: un farmaco, in sole 24 ore, libera i furetti dal virus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 07:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[blocco del contagio da coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[furetti]]></category>
		<category><![CDATA[monlupiravir]]></category>
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					<description><![CDATA[Il farmaco che sconfigge il virus in sole 24 ore nei furetti sarà efficace anche per l’uomo? Secondo uno studio pubblicato su Nature Microbiology, il Molnupiravir, un farmaco antivirale usato per contrastare l&#8217;influenza, sarebbe in grado di bloccare completamente la trasmissione del virus Sars-CoV2 nei furetti in sole 24 ore. Si capisce bene che se questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-74759" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/huron-1120505_1280-e1607524142718.jpg" alt="furetti" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Il farmaco che sconfigge il virus in sole 24 ore nei furetti sarà efficace anche per l’uomo?</h3>
<p><span id="more-74753"></span></p>
<p>Secondo uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41564-020-00835-2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato su Nature Microbiology, il <strong>Molnupiravir</strong>, un farmaco antivirale usato per contrastare l&#8217;influenza, sarebbe in grado di <strong>bloccare completamente la trasmissione del virus Sars-CoV2 nei furetti in sole 24 ore</strong>.</p>
<p>Si capisce bene che se questo farmaco dimostrasse la sua efficacia anche sull&#8217;uomo, saremmo di fronte a una <strong>possibilità incredibile di contrasto al Covid-19</strong>, essendo oltretutto il Molnupiravir un farmaco che si assume per via orale – quindi con una modalità molto semplice.</p>
<p>Per questo, da giugno, <strong>è partita la sperimentazione sull&#8217;uomo</strong> da parte dei ricercatori della Georgia State University che sono dietro allo studio, perché uno strumento del genere sarebbe capace di bloccare la trasmissione della malattia, battendola su quello che è la forza con cui si è espansa in tutto il mondo, ovvero la sua modalità di contagio.</p>
<p>Quando i ricercatori hanno iniziato la sperimentazione sui furetti (che sono stati scelti perché trasmettono facilmente il virus), gli animali che sono stati infettati per essere studiati, hanno ricevuto la somministrazione del farmaco due volte al giorno.</p>
<h4>I test hanno mostrato che il Molnupiravir non solo impediva l&#8217;evoluzione della malattia, ma bloccava anche il contagio.</h4>
<p>Si tratta ovviamente di una bellissima notizia, ma sono molti gli scienziati che da più parti invitano alla prudenza: <strong>il fatto che funzioni così bene sui furetti, infatti, non vuol dire che funzionerà bene anche sugli uomini</strong> – ci sono altri casi in letteratura medica di farmaci che riuscivano ad agire perfettamente sugli animali ma poi fallivano con le persone.</p>
<p>Le fasi II e III dello studio termineranno il 30 dicembre, quindi possiamo continuare ad essere cautamente ottimisti intanto che restiamo in attesa dei primi dati. E, come sempre, sperare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una droga psichedelica per combattere lo stress post-traumatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 18:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali ed Erboristeria]]></category>
		<category><![CDATA[ayahuasca]]></category>
		<category><![CDATA[droga psichedelica]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[stress post traumatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Veterani statunitensi stanno partendo in migliaia verso strutture specializzate che offrono una terapia “incredibile” Secondo il New York Times, i veterani statunitensi stanno partendo in migliaia verso i ritiri del centro America per prendere l&#8217;ayahuasca, una droga psichedelica che pare sia un vero toccasana per i sintomi del disturbo da stress post-traumatico. La tendenza è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-66842" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/06101837669611533_big-scaled-e1600167502196.jpg" alt="" width="800" height="600" /></h3>
<h3>Veterani statunitensi stanno partendo in migliaia verso strutture specializzate che offrono una terapia “incredibile”</h3>
<p><span id="more-66840"></span></p>
<p>Secondo il <a href="https://www.nytimes.com/2020/08/30/world/americas/psychedelics-therapy-war-stress.html" target="_blank" rel="noopener"><em>New York Times</em></a>, i veterani statunitensi stanno partendo in migliaia verso i ritiri del centro America per prendere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ayahuasca" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ayahuasca</a>, <strong>una droga psichedelica che pare sia un vero toccasana per i sintomi del disturbo da stress post-traumatico</strong>.</p>
<p>La tendenza è cresciuta in modo significativo negli ultimi due anni, diventando un&#8217;alternativa ai comuni farmaci da prescrizione come gli antidepressivi.</p>
<p>Le strutture specializzate offrono sessioni di terapia e servizi eleganti, secondo il <em>New York Times</em>, <strong>ma l&#8217;esperienza dell&#8217;assunzione di ayahuasca spesso comporta</strong>, oltre ai canti cerimoniali e al movimento, <strong>anche vomito frequente</strong> &#8211; un&#8217;esperienza, inutile dirlo, che è un po&#8217; al di fuori degli standard dell&#8217;assistenza sanitaria americana.</p>
<p>Un numero crescente di veterani è pronta a giurare sui benefici di questa pratica, ma gli effetti sulla salute dell&#8217;ayahuasca, una miscela speciale che contiene l&#8217;allucinogeno dimetiltriptamina (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dimetiltriptammina" target="_blank" rel="noopener">DMT</a>), non sono ancora del tutto compresi.</p>
<p><strong>Alcuni dei suoi consumatori trovano che questa esperienza gli permetta di avere un ripristino mentale che gli era necessario</strong>, ma gli esperti avvertono che potrebbe avere anche effetti negativi irreversibili sulla salute, in particolare se assunta in combinazione con gli antidepressivi.</p>
<p>&#8220;Queste esperienze sono un modo per far uscire completamente le persone dai solchi mentali in cui sono bloccate e per guardare a una serie più ampia di possibilità&#8221;, ha detto al <em>New York Times</em> Matthew Johnson della Johns Hopkins.</p>
<p>&#8220;Sembrava quasi ricablare il mio cervello&#8221;, ha detto al Jesse Gould, un ex componente dell&#8217;esercito che ha partecipato a diversi ritiri e ha raccolto fondi per far partecipare anche altri veterani.</p>
<p>Ovviamente, nonostante le storie di successo, <strong>rimane sempre la possibilità che il farmaco possa fare più male che bene</strong>, ma si deve comunque riconoscere che qualcosa c&#8217;è.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Covid19: funziona davvero l&#8217;idrossiclorochina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[idrossiclorochina]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio spiega che non ci sono ancora evidenze di benefici per quanto riguarda l&#8217;uso del farmaco antimalarico idrossiclorochina per combattere il Coronavirus Secondo un nuovo studio condotto su 96.000 pazienti COVID-19 ricoverati negli ospedali di tutto il mondo, il trattamento con l&#8217;idrossiclorochina non offre alcun beneficio per i pazienti, anzi. L&#8217;uso del farmaco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-58294" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-4961257_1280.jpg" alt="idrossiclorochina" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-4961257_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-4961257_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-4961257_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio spiega che non ci sono ancora evidenze di benefici per quanto riguarda l&#8217;uso del farmaco antimalarico idrossiclorochina per combattere il Coronavirus</h3>
<p><span id="more-58293"></span></p>
<p>Secondo un nuovo studio condotto su 96.000 pazienti COVID-19 ricoverati negli ospedali di tutto il mondo, <strong>il trattamento con l&#8217;idrossiclorochina non offre alcun beneficio per i pazienti</strong>, anzi. <strong>L&#8217;uso del farmaco è collegato ad un aumento nel rischio di gravi complicazioni del ritmo cardiaco</strong> che possono concludersi con la morte.</p>
<p>La notizia sorprendente arriva giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump ha detto ai giornalisti che stava assumendo il farmaco per scongiurare il Coronavirus</strong>. Nonostante i funzionari della sanità pubblica avessero avvertito del fatto che poteva non essere sicuro.</p>
<p>«Questo è il primo studio su larga scala che trova prove statisticamente solide che il trattamento con clorochina o idrossiclorochina non migliora i pazienti con il COVID-19», ha detto in un<a href="https://www.eurekalert.org/pub_releases/2020-05/tl-tln052220.php" target="_blank" rel="noopener"> comunicato stampa</a> Mandeep Mehra, autore principale dello <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)31180-6/fulltext#%20" target="_blank" rel="noopener">studio</a> pubblicato da poco sulla rivista The Lancet.</p>
<p>«Invece, i nostri risultati suggeriscono che potrebbe essere associato ad un aumentato rischio di gravi problemi cardiaci e ad un aumentato rischio di morte», ha aggiunto Mehra.</p>
<h4>Gli scienziati hanno scoperto che,<strong> per coloro che hanno ricevuto idrossiclorochina, il rischio di mortalità è aumentato del 34%.</strong></h4>
<p>E che, in maniera allarmante, il rischio di sviluppare gravi problemi cardiaci è aumentato del 137% . <strong>Più specificamente, il rischio sembra essere associato con un&#8217;«aritmia ventricolare de-novo»</strong>, una condizione in cui il cuore batte troppo velocemente, impedendo al sangue ricco di ossigeno di raggiungere il cervello e il corpo.</p>
<p>Anche se lo studio conferma altri risultati precedenti, tuttavia, <strong>i ricercatori osservano che è ancora troppo presto per avere chiaro il rapporto causa/effetto che sussiste tra questo farmaco e i problemi cardiaci </strong>&#8211; una conclusione del genere potrebbe venire solo da futuri studi randomizzati.</p>
<p><strong>L&#8217;idrossiclorochina viene comunemente usata per trattare la malaria</strong> e alcune malattie autoimmuni come il lupus, ma non si può ancora dire che abbia effetti positivi nella lotta contro il Coronavirus.</p>
<p>«Gli studi clinici randomizzati sono essenziali per confermare eventuali danni o benefici associati a questi agenti», ha specificato Mehra. «Nel frattempo, suggeriamo che questi farmaci non dovrebbero essere usati come trattamenti per COVID-19 al di fuori degli studi clinici».</p>
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		<title>COVID19: da Madrid un’altra novità per combattere il virus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[Melatonina]]></category>
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					<description><![CDATA[Molto noto come regolatore del ciclo sonno/veglia questo farmaco si è rivelato un ottimo alleato contro il covid19 La scoperta viene, questa volta, dalla Spagna. A comunicarla Alejandro Romero Martinez, professore di tossicologia all&#8217;Università Complutense di Madrid e uno dei maggiori esperti della penisola iberica. Parliamo di un farmaco conosciuto ai più come regolatore del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57118" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-5000501_1280.jpg" alt="covid19" width="800" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-5000501_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-5000501_1280-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/covid-19-5000501_1280-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Molto noto come regolatore del ciclo sonno/veglia questo farmaco si è rivelato un ottimo alleato contro il covid19</h3>
<p><span id="more-57113"></span></p>
<p>La scoperta viene, questa volta, dalla Spagna. A comunicarla Alejandro Romero Martinez, professore di tossicologia all&#8217;Università Complutense di Madrid e uno dei maggiori esperti della penisola iberica.</p>
<p>Parliamo di <strong>un farmaco conosciuto ai più come regolatore del ciclo del sonno e della veglia</strong>, spesso legato a mete lontane per combattere il jet leg (o mal di fuso orario).</p>
<p>Parliamo della <strong>melatonina</strong>, i cui benefici, a molti sconosciuti, vanno ben oltre il “mal di fuso”.</p>
<p>Essa, infatti, ha una <strong>azione oncostatica e antimetastatica</strong> (capace di inibire la crescita delle cellule tumorali e prevenirne la migrazione verso altri organi) ed <strong>effetti anti-infiammatori</strong>.</p>
<h4>Ecco allora che queste caratteristiche hanno spinto i ricercatori a testare il farmaco anche contro il Covid-19.</h4>
<p>La sua somministrazione, in combinazione con altri farmaci, sostengono i ricercatori, non solo potrebbe migliorare lo stato dei pazienti infetti, ma <strong>ridurrebbe anche i possibili effetti collaterali che ne deriverebbero</strong>.</p>
<p>Questo grazie alle molteplici azioni antivirali indirette: l’attività antinfiammatoria, antiossidante e immunostimolante e i benefici sulla qualità del sonno. Le stesse proprietà che la identificano anche come un <strong>potenziale agente terapeutico per rallentare la diffusione del Coronavirus</strong>.</p>
<p>Per ora la cautela è d’obbligo. Gli studi clinici, presso l&#8217;ospedale universitario La Paz di Madrid in collaborazione con altri sette centri ospedalieri spagnoli, sono ancora in corso.</p>
<p>Per testarne efficacia e tolleranza e per verificare se l&#8217;uso preventivo di questo medicinale possa evitare il contagio tra soggetti ad alto rischio di infezione, è stato coinvolto il personale sanitario permanentemente esposto al Coronavirus.</p>
<p>Se gli studi dovessero confermarne l’efficacia nel contribuire ad evitare o ridurre il contagio, potremo forse, è proprio il caso di dirlo, dormire sonni più tranquilli.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>COVID19: perché funzionano le terapie base di eparina?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scienze-della-salute/covid19-a-che-punto-siamo-con-le-terapie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 11:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[burioni]]></category>
		<category><![CDATA[causa morte coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[embolia polmonare]]></category>
		<category><![CDATA[eparina]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>
		<category><![CDATA[tromoembolia venosa generalizzata]]></category>
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					<description><![CDATA[Inizialmente considerata una bufala, l’eparina si è invece dimostrata una terapia efficace contro gli esiti del COVID19 “Una bufala”, così era stata accolta, da uno dei volti più noti, il prof. Burioni, la comunicazione tramite Twitter, fatta da un cardiologo di Pavia sull&#8217;efficacia dell’eparina, l’anti-coagulante usato da un secolo. Esordiva il cardiologo: “Non vorrei sembrarvi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52027" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/covid-19-4983117_1280.jpg" alt="covid19 terapie eparina" width="800" height="452" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/covid-19-4983117_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/covid-19-4983117_1280-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/covid-19-4983117_1280-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Inizialmente considerata una bufala, l’eparina si è invece dimostrata una terapia efficace contro gli esiti del COVID19</h3>
<p><span id="more-52026"></span></p>
<p>“Una bufala”, così era stata accolta, da uno dei volti più noti, il prof. <strong>Burioni</strong>, la comunicazione tramite Twitter, fatta da un cardiologo di Pavia sul<strong>l&#8217;efficacia dell’eparina</strong>, l’anti-coagulante usato da un secolo.</p>
<p>Esordiva il cardiologo:</p>
<p><em>“Non vorrei sembrarvi eccessivo ma credo di aver dimostrato la causa della letalità del coronavirus.<br />
</em><em>Solo al Beato Matteo ci sono 2 cardiologi che girano su 150 letti a fare ecocardio con enorme fatica e uno sono io. Fatica terribile!<br />
</em><em>Però, di quello che alcuni supponevano, ma non ne riuscivano a essere sicuri, ora abbiamo i primi dati.<br />
</em><em>La gente va in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare.<br />
</em><em>Se così fosse, non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere, anzi prevenire queste tromboembolie.<br />
</em><em>Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve! Infatti muoiono 9 su 10. </em><em>Perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio!<br />
</em><em>Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità! </em><em>E perché si formano trombi? Perché l’infiammazione, come da testo scolastico, induce trombosi attraverso un meccanismo fisiopatologico complesso ma ben noto.<br />
</em><em>Allora? Quello che la letteratura scientifica, soprattutto cinese, diceva fino a metà marzo era che non bisognava usare antinfiammatori. </em><em>Ora in Italia si usano antinfiammatori e antibiotici (come nelle influenze) e il numero dei ricoverati crolla.<br />
</em><em>Curandola bene a casa eviti non solo l’ospedalizzazione, ma anche il rischio trombotico. </em><em>Non era facile capirlo perché i segni della microembolia sono sfumati, anche all’ecocardio.<br />
</em><em>Ma ho confrontato i dati dei primi 50 pazienti tra chi respira male e chi no e la situazione è apparsa molto chiara. </em><em>Per me si potrebbe tornare a vita normale e riaprire le attività commerciali. Via quarantena.<br />
</em><em>Non subito. Ma il tempo di pubblicare questi dati. Il vaccino può arrivare con calma. </em><em>In America e altri stati che seguono la letteratura scientifica che invita a NON usare antinfiammatori è un disastro! Peggio che in Italia. </em><em>E parliamo di farmaci vecchi e che costano pochi euro”</em></p>
<h4><strong>L’eparina, appunto…</strong></h4>
<p>Ma la scoperta più importate, a riconferma dell&#8217;efficacia del noto (ed estremamente economico) anti-coagulante, è che <strong>la causa principale dei decessi non sarebbe la polmonite ma l’embolia polmonare</strong>.</p>
<p>Le autopsie fatte su alcune vittime, specie di età inferiore ai 40 anni, hanno infatti evidenziato che «Il problema principale è la reazione immunitaria che distrugge le cellule dove il virus entra. Il problema è <strong>cardiovascolare, non respiratorio.</strong> La gente va in Rianimazione per <strong>tromboembolia venosa generalizzata</strong>, soprattutto (ma non solo) polmonare (sono attesi anche gli esami autoptici sul cervello, ndr). Molti morti, anche quarantenni avevano una storia di febbre alta per 10-15 giorni non curata adeguatamente. L’infiammazione ha distrutto tutto e preparato il terreno alla formazione dei trombi. Non era facile capirlo perché i segni delle microembolie apparivano sfumati, anche all’ecocardio».</p>
<h4>Le terapie a base di eparina, quindi, hanno aperto uno spiraglio di speranza</h4>
<p>«Non vorremmo sembrare eccessivi – chiariscono i ricercatori – ma crediamo di aver dimostrato la causa della letalità del Coronavirus. Se così fosse non servono le rianimazioni e le intubazioni perché innanzitutto devi sciogliere, anzi prevenire, queste tromboembolie. Serve a poco ventilare un polmone dove il sangue non arriva»</p>
<p>Cinesi e inglesi, attenti a tutti dibattiti internazionali scientifici, hanno colto la palla la balzo e pubblicato: “sul J<em>ournal of Thrombosis and Haemostasis’</em> guidato dall’ematologo Jecko Thachil del Department of Haematology del Manchester Royal Infirmary (Gb), <strong>l’uso di eparina nei pazienti Covid-19 potrebbe avere effetti anticoagulanti,</strong> oltre che antinfiammatori e persino antivirali.</p>
<p>Qui l’<a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/jth.14821" target="_blank" rel="noopener">articolo originale completo</a> del <strong>Dr. Jecko Thachil</strong>.</p>
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		<title>COVID19: la speranza di una cura viene da un farmaco per l’artrite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2020 15:52:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[artrite]]></category>
		<category><![CDATA[artrite reumatoide]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramenti]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[test]]></category>
		<category><![CDATA[tocilizumab]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiama Tocilizumab. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono le evidenza della sua efficacia allo stato attuale NANKURUNAISA, è la parola giapponese che significa “con il tempo si sistema tutto”. Una frase che oggi sembra prendere forma, sia pur con la dovuta prudenza, grazie alla collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera dei Colli &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-49114" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/close-up-1853400_1280.jpg" alt="farmaco" width="799" height="418" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/close-up-1853400_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/close-up-1853400_1280-300x157.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/close-up-1853400_1280-768x402.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Si chiama Tocilizumab. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono le evidenza della sua efficacia allo stato attuale</p>
<p><span id="more-49113"></span></p>
<p><strong>NANKURUNAISA</strong>, è la parola giapponese che significa <strong>“con il tempo si sistema tutto”</strong>.</p>
<p>Una frase che oggi sembra prendere forma, sia pur con la dovuta prudenza, grazie alla collaborazione tra l’<strong>Azienda Ospedaliera dei Colli</strong> &#8211; un’azienda sanitaria pubblica ad alta specializzazione che comprende l’ospedale <strong>Monaldi</strong>, ad indirizzo prevalentemente pneumo-cardiovascolare; il <strong>Cotugno</strong>, ad indirizzo infettivologico ed epatologico e il <strong>CTO</strong>, ad indirizzo ortopedico-riabilitativo – l’<strong>Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale</strong> e alcuni medici cinesi, tra cui<strong> Wei Haiming Ming</strong> del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China.</p>
<h4>Stiamo parlando del <strong>Tocilizumab. </strong></h4>
<p>Si tratta di un farmaco solitamente utilizzato per la cura dell’artrite reumatoide che è stato somministrato, nella giornata di sabato 7 marzo, a due pazienti ricoverati al Cotugno di Napoli e “già a distanza di 24 ore dall’infusione sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti – si legge in una nota dell’azienda dei Colli – soprattutto in uno dei due pazienti, che al suo arrivo in ospedale presentava un quadro particolarmente critico”.</p>
<p>I medici impegnati in prima linea contro il <strong>coronavirus</strong> in questo periodo sono stati costretti ad utilizzare cocktail sperimentali con molecole create per altre patologie o farmaci contro l’Ebola e per l’Hiv.</p>
<h4>Ma finalmente da Napoli arriva una piccola buona notizia.</h4>
<p>Questo farmaco, <strong>Tocilizumab,</strong> è stato utilizzato in Cina su 21 pazienti che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, ma era la prima volta che veniva somministrato in Italia.</p>
<p>La somministrazione avviene in un’unica soluzione e agisce<strong> senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati.</strong></p>
<p>Sia pur con cauto ottimismo, “si sta valutando la possibilità di trattare altri malati in condizioni critiche”, nella speranza che la sperimentazione possa risultare efficace anche sugli altri pazienti italiani.</p>
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		<title>Quale collegamento può esserci tra le ossa e la perdita dei capelli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 May 2018 09:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[calvizie]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricercatori dicono che c&#8217;è un farmaco per l&#8217;osteoporosi che è in grado di combattere la calvizie Secondo un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla rivista «PLOS Biology», esiste un agente usato per la cura della fragilità ossea la cui azione non era mai stata considerata nel contesto della perdita dei capelli e che, invece, a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-36327" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_calvizieosteoporosi.jpg" alt="" width="800" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_calvizieosteoporosi.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_calvizieosteoporosi-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_calvizieosteoporosi-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I ricercatori dicono che c&#8217;è un farmaco per l&#8217;osteoporosi che è in grado di combattere la calvizie</p>
<p>  <span id="more-36328"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un <a href="http://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.2003705" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a>, pubblicato recentemente sulla rivista «PLOS Biology», esiste un agente usato per la cura della fragilità ossea la cui azione non era mai stata considerata nel contesto della perdita dei capelli e che, invece, a quanto pare, ne promuove la crescita, con un potenziale davvero molto interessante, soprattutto per i giovani.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta, per ora, non è ancora stata seguita da un trial clinico, ma quando lo si farà sarà la prova definitiva su questo farmaco, per capire se il suo principio o composti simili sono sia efficaci che sicuri nei pazienti con tendenza alla calvizie. Per ora, i farmaci che esistono per curare questa problematica maschile sono due – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Minoxidil" target="_blank" rel="noopener noreferrer">minoxidil</a>&nbsp;e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Finasteride" target="_blank" rel="noopener noreferrer">finasteride</a>&nbsp;–, ma secondo i ricercatori, entrambi hanno effetti collaterali e spesso producono risultati di ricrescita dei capelli deludenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Esplorando altre possibili opzioni, il team di ricercatori ha scoperto che il farmaco WAY-316606 riduce l&#8217;espressione di una proteina, chiamata SFRP1, che inibisce lo sviluppo e la crescita di molti tessuti, inclusi i follicoli piliferi. E così gli studiosi hanno provato a trattare i follicoli con questo farmaco, ottenendo un miglioramento nella loro crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa interessante è che WAY-316606 è stato originariamente sviluppato per trattare la perdita ossea correlata all&#8217;osteoporosi e quindi questa scoperta crea un legame inaspettato tra due condizioni che altrimenti rimarrebbero assolutamente sconnesse.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno spiegato che sono necessari studi clinici per testare la sicurezza e l&#8217;efficacia di questo farmaco e di composti simili, quindi rimaniamo in attesa.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Aiutare il cervello a battere l&#8217;alcolismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 12:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alcolismo]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo di alcool]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[fermaco]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo farmaco per invertire il deficit nella neurogenesi cerebrale indotto dal consumo pesante di alcool Gli scienziati hanno identificato un farmaco che potrebbe potenzialmente aiutare il nostro cervello a riavviare e invertire il danno causato dal consumo reiterato e patologico di alcool. Le ricerche condotte su itopi mostrano che due settimane di trattamento giornaliero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35599" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_uso_di_alcool.jpg" alt="" width="800" height="451" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_uso_di_alcool.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_uso_di_alcool-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_uso_di_alcool-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un nuovo farmaco per invertire il deficit nella neurogenesi cerebrale indotto dal consumo pesante di alcool</p>
<p>  <span id="more-35600"></span>  </p>
<p>Gli scienziati hanno identificato un farmaco che potrebbe potenzialmente aiutare il nostro cervello a riavviare e invertire il danno causato dal consumo reiterato e patologico di alcool.</p>
<p>Le ricerche condotte su itopi mostrano che due settimane di trattamento giornaliero con il farmaco Tandospirone hanno invertito gli effetti di 15 settimane di consumo alcolico sulla neurogenesi – ovvero sulla capacità del cervello di crescere e sostituire i neuroni (cellule cerebrali). Questa è la prima volta che il Tandospirone ha dimostrato questa capacità: esso agisce selettivamente su un recettore della serotonina, secondo quanto raccontato nella <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-018-20504-z" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a>&nbsp;pubblicata sulla rivista «Scientific Reports».</p>
<p>I ricercatori hanno anche dimostrato che nei topi il farmaco era efficace nel bloccare i comportamenti ansiosi associati all&#8217;assenza di alcol e questo era accompagnato da una significativa diminuzione dell&#8217;assunzione.</p>
<p>Si è costantemente alla ricerca di nuove strategie di trattamenti per l&#8217;abuso di alcol e la dipendenza, che sono caratterizzati da periodi prolungati di abuso, abbuffate, astinenza, ansia e depressione per difendere le persone da comportamenti reiterativi e da ricadute. <br />Secondo i ricercatori, questo farmaco è relativamente nuovo ed è disponibile solo in Cina e in Giappone. Lì è usato comunemente: ha dimostrato di essere molto efficace nel trattamento dell&#8217;ansia generale, ben tollerato e con effetti collaterali limitati.</p>
<p>Questa volta non siamo solo davanti a un altro farmaco che fa promesse riguardo a una capacità di ridurre il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Binge_drinking" target="_blank" rel="noopener noreferrer">binge drinking</a>, piuttosto siamo davanti a un trattamento che, insieme a questo, potrebbe anche riuscire ad aiutare il cervello a riavviarsi e ad invertire i deficit causati dall&#8217;abuso di alcool.</p>
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		<title>Dove sta andando la lotta per combattere l&#8217;Alzheimer?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/dove-sta-andando-la-lotta-per-combattere-l-alzheimer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 12:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il fallimento di un altro farmaco per l&#8217;Alzheimer, gli scienziati si interrogano sulle strade percorse per cercare di capire cosa non vada I farmaci sperimentali non stanno riuscendo a fermare l&#8217; Alzheimer dal distruggere la memoria umana, per questo gli esperti hanno iniziato a chiedersi se la ricerca su questa devastante malattia del cervello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35521" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_Alzheimer_e_cervello.jpg" alt="" width="800" height="457" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Alzheimer_e_cervello.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Alzheimer_e_cervello-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Alzheimer_e_cervello-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Dopo il fallimento di un altro farmaco per l&#8217;Alzheimer, gli scienziati si interrogano sulle strade percorse per cercare di capire cosa non vada</p>
<p>  <span id="more-35522"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">I farmaci sperimentali non stanno riuscendo a fermare l&#8217; Alzheimer dal distruggere la memoria umana, per questo gli esperti hanno iniziato a chiedersi se la ricerca su questa devastante malattia del cervello non abbia finora marciato nella direzione sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sono verificati errori negli studi clinici di questi farmaci, causando il fallimento di terapie potenzialmente promettenti? O c&#8217;è stato un fondamentale fraintendimento della natura complessa della malattia?</p>
<p style="text-align: justify;">Fino ad ora, la ricerca si è concentrata principalmente sul trattamento o la prevenzione del morbo di Alzheimer attaccando i gruppi di proteine beta amiloide che si formano nel cervello dei pazienti, bloccando i segnali inviati tra le sinapsi cerebrali – le placche amiloidi, infatti, sono uno dei segni distintivi della malattia. Per lungo tempo, quindi, l&#8217;idea è stata quella di agire su queste placche per trattare il disturbo ma, come fanno sapere dall&#8217;<a href="https://www.alz.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alzheimer&#8217;s Association</a>: non ha funzionato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo farmaco su cui si era puntato, il Solanezumab (della <a href="https://www.lilly.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eli Lilly</a>), è un farmaco che si lega con la beta-amiloide e che aveva lo scopo di aiutare il corpo a eliminare la proteina dal cervello prima che potesse formare placche dannose, ma il farmaco non è riuscito a rallentare in modo significativo il declino della capacità di pensiero e di ragionamento, come hanno raccontato i ricercatori della Columbia University sul «<a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1705971?query=featured_home&amp;" target="_blank" rel="noopener noreferrer">New England Journal of Medicine</a>».</p>
<p style="text-align: justify;">Questi risultati sono arrivati sulla scia di altri farmaci che sono stati ritenuti non idonei alla lotta contro la malattia e quindi i ricercatori hanno iniziato a chiedersi se il punto non è altro. <br />Forse le placche di amiloide sono l&#8217;obiettivo sbagliato?<br />Speriamo che la risposta a questa domanda arrivi il prima possibile.</p>
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		<title>Recuperare i ricordi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 08:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati affermano di aver trovato un farmaco che inverte significativamente la perdita di memoria Un team della Lancaster University&#160;nel Regno Unito ha scoperto che un farmaco progettato per trattare il diabete di tipo 2 può essere la chiave per combattere la perdita di memoria che accompagna il morbo di Alzheimer. Nello studio&#160;viene spiegato che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35419" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/02/images_Cervello_e_memoria.jpg" alt="" width="800" height="504" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cervello_e_memoria.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cervello_e_memoria-300x189.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/02/images_Cervello_e_memoria-768x484.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati affermano di aver trovato un farmaco che inverte significativamente la perdita di memoria</p>
<p>  <span id="more-35420"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un team della <a href="http://www.lancaster.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lancaster University</a>&nbsp;nel Regno Unito ha scoperto che un farmaco progettato per trattare il diabete di tipo 2 può essere la chiave per combattere la perdita di memoria che accompagna il morbo di Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006899317304596?via%3Dihub" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;viene spiegato che questo farmaco è un farmaco a triplo recettore che combina i fattori di crescita GLP-1, GIP e il Glucagone per proteggere il cervello dalla decadenza: i ricercatori lo hanno testato utilizzando topi transgenici che esprimono i geni mutati che causano l&#8217;Alzheimer negli esseri umani – geni che sono responsabili di una forma di Alzheimer che può essere ereditata.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno osservato i topi mentre si facevano strada attraverso un labirinto e hanno scoperto che i topi trattati con il composto per il diabete mostravano una memoria e un senso dell&#8217;orientamento migliorati. Sorprendentemente, il farmaco non solo sembrava proteggere il cervello, ma anche invertire alcuni dei danni causati dalle placche amiloidi che progressivamente uccidono i neuroni nei malati di Alzheimer. Certo, il farmaco non può riportare in vita neuroni morti, ma può riparare quelli che sono ancora vivi ma non funzionano più correttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché il diabete è un fattore di rischio dell&#8217;Alzheimer, alcuni scienziati sperano che i farmaci contro questa malattia possano essere efficaci nei trattamenti per la neurodegenerazione. Secondo lo studio, il legame tra i due potrebbe essere che la segnalazione di insulina è compromessa nel cervello dei pazienti di Alzheimer, tuttavia, ciò non significa che tutti i farmaci per il diabete possano aiutare a curare anche le malattie del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente nella sperimentazione sono stati riscontrati ancora molti limiti, quindi tanti esperti sono cauti rispetto a questi risultati, ma si tratta comunque di una strada che è stata aperta e che potrebbe portare a nuove soluzioni.</p>
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