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	<title>falsi &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>La marijuana e il ricordare cose che non sono mai accadute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 19:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[falsi]]></category>
		<category><![CDATA[fumare]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo una nuova ricerca, l&#8217;uso della marijuana potrebbe portare alla formazione di falsi ricordi Nell&#8217;immaginario collettivo, chi è sotto effetto di marijuana ha una stato alterato che potrebbe fargli dimenticare le cose che sono successe. Quello a cui si pensa molto meno è che, invece, chi fa uso di questa droga possa «ricordare» qualcosa che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-48480 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/man-1209960_1280.jpg" alt="smoking marijuana" width="800" height="450" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/man-1209960_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/man-1209960_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/man-1209960_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Secondo una nuova ricerca, l&#8217;uso della marijuana potrebbe portare alla formazione di falsi ricordi<span id="more-48479"></span></h3>
<p>Nell&#8217;immaginario collettivo, chi è sotto effetto di marijuana ha una stato alterato che potrebbe fargli dimenticare le cose che sono successe.</p>
<p>Quello a cui si pensa molto meno è che, invece, chi fa uso di questa droga possa «ricordare» qualcosa che non è mai successo, eppure gli scienziati hanno appena scoperto che è possibile.</p>
<p>Una <a href="https://www.pnas.org/content/early/2020/02/04/1920162117" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova ricerca</a>, pubblicata su <strong>PNAS</strong>, ha dimostrato che le persone che hanno svapato il THC sono più suscettibili allo sviluppo di falsi ricordi rispetto a quelli che non lo hanno fatto, riferisce <a href="https://www.inverse.com/mind-body/vape-study-reveals-link-marijuana-false-memories" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Inverse</a>.</p>
<p>Una scoperta abbastanza preoccupante perché il punto non è solo avere ricordi imperfetti, ma portare a convinzioni sbagliate nel caso di eventi illeciti in cui è necessario confessare o essere testimone oculare.</p>
<p>Il team internazionale di ricercatori che si è occupato dello studio ha testato l&#8217;impatto dell&#8217;erba sui ricordi di 64 partecipanti, scoprendo che essi sperimentavano sia falsi ricordi spontanei che falsi ricordi suggeriti attivamente dai ricercatori.</p>
<p>Come dice il documento pubblicato, «l&#8217;attuale studio mostra che le persone intossicate potrebbero essere ad alto rischio di formare tutti i tipi di errori di memoria, che possono essere pericolosi in contesti di intervista investigativa».</p>
<p>«Il prossimo passo per noi è investigare gli effetti della cannabis in un paradigma di &#8220;falsa confessione&#8221;», ha detto a Inverse Lilian Kloft, ricercatrice capo ed esperta di Psicofarmacologia dell&#8217;<strong>Università di Maastricht</strong>.</p>
<p>«Le false confessioni sono una delle principali cause di convinzioni errate e non possiamo escludere che l&#8217;influenza della droga possa amplificare la vulnerabilità per fare una falsa confessione».</p>
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		<title>A qualcuno piace fondente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2018 13:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[benefici]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[falsi]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca. benefici]]></category>
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					<description><![CDATA[Luci e ombre sulla ricerca scientifica legata al cioccolato e sulle nostre abitudini Si dice che il cioccolato sia un rimedio contro l’agitazione, l’anemia, l’angina e l’asma, risvegli l’appetito e il desiderio sessuale. Per essere precisi, non il cioccolato ma i semi dell’albero “Theobroma cacao”, più noto come cacao e basta. Il suo utilizzo, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-35840" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_cioccolatoricerca.jpg" alt="" width="801" height="501" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_cioccolatoricerca.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_cioccolatoricerca-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_cioccolatoricerca-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Luci e ombre sulla ricerca scientifica legata al cioccolato e sulle nostre abitudini</p>
<p>  <span id="more-35841"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che il cioccolato sia un rimedio contro l’agitazione, l’anemia, l’angina e l’asma, risvegli l’appetito e il desiderio sessuale. Per essere precisi, non il cioccolato ma i semi dell’albero “Theobroma cacao”, più noto come cacao e basta. Il suo utilizzo, in centinaia di anni, ha riguardato oltre 100 malattie e sindromi, ma il suo accreditamento come “rimedio” risale a <a href="http://www.thamesandhudsonusa.com/books/the-true-history-of-chocolate-softcover-3rd-edition" target="_blank" rel="noopener noreferrer">più di 2.000 anni fa, agli Olmechi, ai Maya e agli Aztechi e alla successiva diffusione ad opera degli spagnoli</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 19esimo secolo il suo consumo è aumentato grazie all’abbassamento del prezzo, all’invenzione del cioccolato solido e di quello al latte. Negli ultimi anni, però, i consumatori sono diventati più attenti alla salute, privilegiando il biologico, il naturale, il monorigine e la presenza di cacao.</p>
<p style="text-align: justify;">Per favorire la vendita dei propri prodotti, i produttori di cioccolato hanno quindi largamente finanziato gli organismi che si occupano di scienza della nutrizione: di qui risultati che sicuramente hanno influenzato l’andamento dei consumi, trasmessi, purtroppo, in maniera parziale o quantomeno tendenziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo l’anno scorso la ricerca affermava che i consumatori di cioccolato sono meno soggetti alle palpitazioni, che le consumatrici donne rischiano meno l’ictus e il consumo di flavonoidi del cacao riduce la pressione sanguigna. Nel 2016 chi mangiava cioccolato aveva un ridotto rischio di declino cognitivo oltre i 65 anni e chi consumava i flavonoidi rispondeva meglio a indagini sul rischio cardiovascolare e di diabete.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove stanno le inesattezze? I livelli di flavonoidi utilizzati nelle ricerche erano molto più alti di quelli disponibili nei prodotti da supermercato. Per esempio, lo studio sulla pressione sanguigna prevedeva una somministrazione media di 670 mg, ossia l’equivalente di 12 tavolette da 100gr di cioccolato fondente.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti studi sul cioccolato sono brevi o hanno un numero limitato di partecipanti. Inoltre, c&#8217;è il problema che, a differenza degli studi sulle droghe, coloro che prendono parte a studi sul cioccolato spesso sanno se viene loro somministrato cioccolato o un placebo. La maggior parte delle persone ha aspettative positive sul cioccolato perché gli piace. Vengono quindi innescati meccanismi di condizionamento. Al solo pensiero, possono diventare più rilassati, aumentando i livelli di endorfine e neurotrasmettitori, e innescando benefici fisiologici a breve termine.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare dell’effetto “finanziamento”: i ricercatori statunitensi hanno esaminato 206 studi su bevande analcoliche, succhi e latte, scoprendo che coloro che ricevono denaro dall&#8217;industria sono sei volte più propensi a produrre risultati favorevoli o neutrali rispetto a quelli che non lo ricevevano.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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