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	<title>europa &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2021 12:45:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Europa: finalmente sarà vietato usare la plastica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2021 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[divieto di usare la plastica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 3 luglio entrerà in vigore il divieto per l&#8217;uso della plastica nell&#8217;Unione Europea Nel tentativo di rallentare l&#8217;inquinamento da plastica, l&#8217;Unione Europea ha messo al bando la vendita di 10 tipi di prodotti di plastica monouso. Il divieto, che segue la direttiva europea Sup (Single use plastic) ed entrerà in vigore il 3 luglio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-107240" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/06/plastic-waste-3962409_1280-e1624020318843.jpg" alt="divieto di usare la plastica" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Dal 3 luglio entrerà in vigore il divieto per l&#8217;uso della plastica nell&#8217;Unione Europea</h3>
<p><span id="more-107235"></span></p>
<p>Nel tentativo di rallentare l&#8217;inquinamento da plastica, <strong>l&#8217;Unione Europea ha messo al bando la vendita di 10 tipi di prodotti di plastica monouso</strong>.</p>
<p>Il divieto, che segue la <strong>direttiva europea Sup</strong> (<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019L0904" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Single use plastic</a>) ed entrerà in vigore il 3 luglio, interromperà la vendita di prodotti che si trovano comunemente sulle coste europee, tra cui tappi di plastica, posate, cannucce, contenitori per alimenti e bevande in plastica e altro ancora.</p>
<p>A influire su questa decisione, sicuramente ci sono i <a href="https://ec.europa.eu/jrc/en/news/eu-member-states-agree-threshold-value-keep-europe-s-beaches-clean" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dati </a>sull&#8217;inquinamento da plastica osservati sia in Europa che nel mondo.</p>
<h4>Circa l&#8217;85% delle spiagge e dei mari di acqua salata d&#8217;Europa, infatti, supera gli standard di inquinamento raccomandati sui rifiuti marini.</h4>
<p>Il divieto è il segno più diretto degli sforzi dell&#8217;Europa per <strong>fermare l&#8217;inquinamento da plastica</strong> e fa parte di una strategia dell&#8217;Unione europea che è stata presentata nel 2018 e che ha l&#8217;obiettivo di cambiare completamente il modo in cui la plastica viene progettata, prodotta e riciclata. Secondo le linee guida, <strong>tutti gli imballaggi in plastica utilizzati nell&#8217;UE devono essere riciclabili entro la fine del decennio.</strong></p>
<h4>Le misure hanno già migliorato i tassi di riciclaggio degli imballaggi in plastica nell&#8217;UE al 41,5% in poco più di due anni.</h4>
<p>Sono descritte come le misure più dure al mondo in termini di gestione dei rifiuti di plastica a livello globale e infatti stanno facendo un buon lavoro. Secondo la UE,<strong> il 50% degli imballaggi in plastica nell&#8217;Unione sarà riciclabile entro il 2025</strong>, il 77% di tutti i rifiuti di bottiglie di plastica entro il 2025 e il 90% di questo tipo di rifiuti entro il 2029 – e la previsione è che si potrà davvero raggiungere questo obiettivo.</p>
<h4>La revisione del sistema dovrebbe funzionare sulla base di un&#8217;adozione su vasta scala della responsabilità del produttore.</h4>
<p>I produttori di imballaggi in plastica dovranno assumersi la piena responsabilità dei loro rifiuti. Ciò significa che le aziende dovranno pagare l&#8217;intero costo di raccolta, trasporto e riciclaggio.</p>
<p>Speriamo che sia una grande vittoria per l&#8217;ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>2020: annus horribilis … non solo per la pandemia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/2020-annus-horribilis-non-solo-per-la-pandemia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[anno più caldo di sempre]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[innalzamento livello del mare]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo Copernicus, il 2020 è l’anno più caldo mai registrato in Europa L&#8217;Europa tiene d&#8217;occhio il cambiamento climatico grazie al suo Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, ECMWF. Proprio quest&#8217;ente climatico ha appena pubblicato un report che mostra che il ritmo del riscaldamento globale sta accelerando e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-98773" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/hot-day-2223455_1280-e1619709410625.jpg" alt="2020 anno più caldo " width="800" height="526" /></h3>
<h3>Secondo Copernicus, il 2020 è l’anno più caldo mai registrato in Europa</h3>
<p><span id="more-98761"></span></p>
<p><strong>L&#8217;Europa tiene d&#8217;occhio il cambiamento climatico</strong> grazie al suo Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, <a href="https://www.ecmwf.int/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ECMWF</a>.</p>
<p>Proprio quest&#8217;ente climatico ha appena pubblicato un <a href="https://climate.copernicus.eu/sites/default/files/2021-02/C3S%20Annualtempdata%202020_Draft9_ITA.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">report</a> che mostra che <strong>il ritmo del riscaldamento globale sta accelerando e che l&#8217;Europa segue questo ritmo a ruota</strong>.</p>
<p>Grazie ai dati raccolti dai satelliti dell&#8217;UE che hanno monitorato i cambiamenti climatici dallo spazio e li hanno confrontati e combinati con le osservazioni fatte in passato, il <a href="https://climate.copernicus.eu/discover-last-years-climate-newly-released-european-state-climate-2020" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto</a> può confermare  che <strong>l&#8217;anno scorso in Europa c&#8217;è stato il clima più caldo mai registrato, con l&#8217;autunno e l&#8217;inverno anche più caldi di qualsiasi anno precedente</strong>.</p>
<h4>Sono stati infranti molti record di temperatura: a livello globale, si può dire che il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati.</h4>
<p>Per quanto riguarda le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica e metano dei gas a effetto serra, il report racconta che mentre l&#8217;anidride carbonica è aumentata a un ritmo leggermente inferiore rispetto agli ultimi anni, il metano è aumentato più rapidamente e che questi cambiamenti sono in parte dovuti a una <strong>leggera riduzione delle emissioni legate alla pandemia COVID-19</strong> e alle temperature calde che hanno portato a un aumento flussi associati alle superfici terrestri.</p>
<p>Jean-Noel Thepaut, capo dell&#8217;ECMWF, ha detto a <a href="https://www.france24.com/en/live-news/20210422-europe-keeps-a-space-based-eye-on-climate-change" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AFP </a>che &#8220;guardando la temperatura su scala globale,<strong> gli ultimi 10-15 anni hanno mostrato un&#8217;accelerazione</strong>&#8221; e che &#8220;<strong>lo stesso vale per il livello del mare</strong>&#8220;, mentre &#8220;per altri indicatori è meno chiaro, ma <strong>le tendenze vanno per lo più nella direzione sbagliata</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda la vulnerabilità, gli aumenti della temperatura media hanno un impatto sulla frequenza e sull&#8217;intensità di ondate di calore, siccità e altri elementi. Ciò dimostra che non solo <strong>dobbiamo mitigare l&#8217;accordo di Parigi</strong>, ma dobbiamo anche adattarci&#8221;, dice Thepaut.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scoperta una migrazione umana sconosciuta in Europa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/scoperta-una-migrazione-umana-sconosciuta-in-europa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 11:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione sconosciuta]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione umana]]></category>
		<category><![CDATA[uomo di Neanderthal]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;analisi del genoma di alcuni resti umani, rivela una migrazione sconosciuta Il sequenziamento genetico di alcuni resti umani trovati nella grotta di Bacho Kiro in Bulgaria e risalenti a 45.000 anni fa ha rivelato una migrazione in Europa precedentemente sconosciuta e ha mostrato che la mescolanza con i Neanderthal in quel periodo era più comune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-96214" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/europe-3483539_1280-e1618673197888.jpg" alt="migrazione" width="800" height="531" /></h3>
<h3>L&#8217;analisi del genoma di alcuni resti umani, rivela una migrazione sconosciuta</h3>
<p><span id="more-96212"></span></p>
<p>Il sequenziamento genetico di alcuni resti umani trovati nella grotta di Bacho Kiro in Bulgaria e risalenti a 45.000 anni fa ha rivelato una migrazione in Europa precedentemente sconosciuta e ha mostrato che<strong> la mescolanza con i Neanderthal in quel periodo era più comune di quanto si pensasse in precedenza.</strong></p>
<p>La ricerca si è basata sull&#8217;analisi di diversi resti umani antichi, tra cui un <strong>intero dente e frammenti di ossa e ha scoperto che i resti provenivano da individui che erano più strettamente legati alle popolazioni odierne dell&#8217;Asia orientale</strong> e delle Americhe rispetto alle popolazioni europee.</p>
<p>Lo <a href="https://www.nature.com/articles/s41559-021-01443-x" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio </a>pubblicato recentemente sulla rivista Nature <strong>cambia le nostra comprensione delle prime migrazioni umane in Europa</strong> e fornisce la prova che c&#8217;era almeno una certa continuità tra i primi esseri umani moderni in Europa e le persone successive in Eurasia.</p>
<h4>Ci rivela dunque che quella delle popolazioni europee è una storia tumultuosa, più complessa di quanto immaginassimo.</h4>
<p>Una possibilità sollevata dai risultati riguardo a quanto è successo è che ci sia stata una prima dispersione di gruppi umani che sono stati poi sostituiti da altri gruppi nell&#8217;Eurasia occidentale, ma che hanno continuato a vivere e a contribuire alla discendenza delle persone nell&#8217;Eurasia orientale.</p>
<p>Inizialmente, quando sono stati ritrovati l&#8217;anno scorso, <strong>i resti umani di Bacho Kira sono stati salutati come la prova che gli umani vivevano insieme ai Neanderthal in Europa</strong> molto prima di quanto si pensasse una volta. Invece ora sappiamo che gli esseri umani moderni in Europa a quel tempo si mescolavano con i Neanderthal più di quanto si pensasse in precedenza.</p>
<p>Le prove precedenti della prima mescolanza tra uomo e uomo di Neanderthal in Europa provenivano da un singolo individuo chiamato <strong>Oase 1</strong>, risalente a 40.000 anni fa e trovato in Romania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Draghi, lotta al virus per ricostruire, uniti, il futuro dell&#8217;Italia con l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/economia/draghi-lotta-al-virus-per-ricostruire-uniti-il-futuro-dellitalia-con-europa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2021 13:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[governo draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[lotta al virus]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo governo draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tempo degli individualismi è finito. Le sfide si vincono solo se siamo uniti, in Italia con l’Europa Non c’è più tempo, una frase che, in quest’ultimo anno ha, troppo spesso, accomunato medici e malati, imprenditori e lavoratori. Una frase che porta con sé tutto il suo tragico bagaglio di un’emergenza che “sembrava” senza fine. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86145" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013.jpg" alt="draghi" width="800" height="506" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013-300x190.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/02/800px-Mario_Draghi_World_Economic_Forum_2013-768x486.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il tempo degli individualismi è finito. Le sfide si vincono solo se siamo uniti, in Italia con l’Europa</h3>
<p><span id="more-86140"></span></p>
<p><em>Non c’è più tempo</em>, una frase che, in quest’ultimo anno ha, troppo spesso, accomunato medici e malati, imprenditori e lavoratori. Una frase che porta con sé tutto il suo tragico bagaglio di un’emergenza che “sembrava” senza fine.</p>
<p>Sì, sembraVA, perché, sia pur agli albori, il neonato Governo Draghi, già dai primi vagiti, sembra diffondere una ventata di rinnovata speranza.</p>
<h4>L’unica in grado di combattere e sconfiggere con convinzione l’ipossia generalizzata che presta il fianco al subdolo <em>virus</em> della rinuncia.</h4>
<p>La determinazione mostrata da Draghi nella sua lunga carriera ed espressa nel suo discorso al Senato sembra avere la forza e il coraggio di combattere il burocratismo paralizzante e deresponsabilizzante e quelle istanze “fantasiose” di una classe politica troppo spesso legata a populistici falsi ideologici urlati a gran voce e ad ogni costo, ignara, si fa per dire, delle irresponsabili e destabilizzanti conseguenze.</p>
<p>Ecco allora che oggi l’Italia tutta sta con il fiato sospeso, dopo la fiducia al Senato e alla Camera, anelando chiarezza, concretezza e senso di responsabilità verso l’ambiente, la salute, i giovani e più in generale verso il futuro del nostro Paese.</p>
<p>Un “Governo senza aggettivi&#8221;, né tecnico né politico, dove la parola chiave “uniti” sia tra le forze politiche che con l’Europa, non può più essere un&#8217;opzione.</p>
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		<title>Cercasi vita aliena sulla luna di Giove</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/cercasi-vita-aliena-sulla-luna-di-giove/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2020 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[extraterrestri]]></category>
		<category><![CDATA[luna di giove]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[oceani della luna di giove]]></category>
		<category><![CDATA[vita aliena]]></category>
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					<description><![CDATA[La NASA raggiungerà Europa, la luna di Giove, per cercare la vita aliena Gli oceani sotterranei della luna di Giove, Europa, sono tra i luoghi del sistema solare che gli scienziati ritengono abbiano più probabilità di ospitare la vita extraterrestre. Ma quegli oceani sono rinchiusi sotto spessi strati di ghiaccio che rendono difficile ai ricercatori [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-71874" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/jupiter-2208206_1280-e1605280853101.jpg" alt="luna di giove" width="800" height="600" /></h3>
<h3><strong>La NASA raggiungerà Europa, la luna di Giove, per cercare la vita aliena</strong></h3>
<p><span id="more-71869"></span></p>
<p>Gli oceani sotterranei della luna di Giove, Europa, sono tra i luoghi del sistema solare che gli scienziati ritengono abbiano più probabilità di ospitare la vita extraterrestre.</p>
<h4>Ma quegli oceani sono rinchiusi sotto spessi strati di ghiaccio che rendono difficile ai ricercatori scoprire cosa sta succedendo.</h4>
<p>Racconta <a href="https://arstechnica.com/science/2020/11/europa-probably-glows-in-the-dark-and-that-may-tell-us-whats-in-it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ars Technica</a>, però, che <strong>un team di scienziati della NASA per fortuna ha un nuovo trucco</strong> per scoprire, se non altro, cosa potrebbe essere in agguato sotto la superficie. Tutto grazie a un fenomeno insolito che fa brillare al buio il ghiaccio di Europa.</p>
<p>Il team della NASA sospetta che le particelle radioattive espulse da Giove o dalla sua luna Io, accelerate da potenti campi magnetici, si siano fatte strada verso il ghiaccio di Europa.</p>
<h4>Lì, secondo una <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-020-01248-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca</a> pubblicata sulla rivista <em>Nature Astronomy</em>, le particelle brillano a lunghezze d&#8217;onda della luce invisibili ad occhio nudo.</h4>
<p>Dopo aver mescolato varie miscele di sale e acqua, congelandolo quasi alla temperatura teorica più bassa dell&#8217;universo e averlo fatto esplodere con radiazioni, <strong>il team ha scoperto che questo bagliore cambia a seconda di ciò che è presente all&#8217;interno</strong>, permettendo potenzialmente di sondare gli oceani di Europa senza dover scavare nel ghiaccio. In questo modo, si potrebbero individuare alcuni bagliori di un certo colore che potrebbero rivelare una composizione chimica adatta alla vita organica, arrivando a suggerire che Europa possa ospitarla.</p>
<p>La luna di Giove, tuttavia, avrà probabilmente nei suoi oceani <strong>miscele molto più complesse rispetto alle singole soluzioni saline</strong> testate dagli scienziati ma, in linea di principio, la tecnica di rilevamento del bagliore potrebbe essere utile per le missioni di caccia extraterrestre pianificate – che sono abbastanza anni di distanza da consentire agli scienziati di continuare a perfezionare i loro strumenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Facebook minaccia di abbandonare l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/tecnologia/facebook-minaccia-di-abbandonare-leuropa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 18:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dati]]></category>
		<category><![CDATA[dati sensibili]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[sorveglianza utenti]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[the social dilemma]]></category>
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					<description><![CDATA[A seguito di una storica sentenza della Corte europea, Facebook avverte che potrebbe ritirarsi completamente dall&#8217;Europa Riferisce The Guardian, che il rapporto tra Facebook e l&#8217;Europa potrebbe arrivare presto a un punto di rottura. L&#8217;azienda di Mark Zuckerberg, infatti, minaccia la ritira completa dal nostro continente, dopo che una storica sentenza rilasciata dalla Corte europea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-68050" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/social-media-763731_1280-e1601475145798.jpg" alt="facebook" width="800" height="531" /></h3>
<h3>A seguito di una storica sentenza della Corte europea, Facebook avverte che potrebbe ritirarsi completamente dall&#8217;Europa</h3>
<p><span id="more-68048"></span></p>
<p>Riferisce <a href="https://www.theguardian.com/technology/2020/sep/22/facebook-says-it-may-quit-europe-over-ban-on-sharing-data-with-us" target="_blank" rel="noopener"><em>The Guardian</em></a>, che <strong>il rapporto tra Facebook e l&#8217;Europa potrebbe arrivare presto a un punto di rottura</strong>.</p>
<p>L&#8217;azienda di Mark Zuckerberg, infatti, minaccia la ritira completa dal nostro continente, dopo che <strong>una storica sentenza rilasciata dalla Corte europea a luglio, li accusa di non aver fatto abbastanza per proteggere gli utenti</strong> dalla sorveglianza da parte delle agenzie di intelligence statunitensi.</p>
<p>Secondo la sentenza, le società di social media come Facebook dovrebbero smettere di inviare dati agli Stati Uniti, cosa che, secondo Yvonne Cunnane, consulente legale associato di Facebook, è essenziale per il loro funzionamento.</p>
<p>&#8220;Nel caso in cui [Facebook] fosse soggetto a una sospensione completa del trasferimento dei dati degli utenti negli Stati Uniti, non è chiaro… come, in tali circostanze, potrebbe continuare a fornire i servizi Facebook e Instagram nell&#8217;UE&#8221;, ha detto Cunnane, secondo <em>The Guardian</em>.</p>
<h4>Un portavoce di Facebook, tuttavia, ha dichiarato che quella di cui si sta parlando non è una vera minaccia.</h4>
<p>&#8220;Facebook non minaccia di ritirarsi dall&#8217;Europa&#8221;, ha detto, aggiungendo che &#8220;Facebook e molte altre aziende, organizzazioni e servizi, fanno affidamento sui trasferimenti di dati tra l&#8217;UE e gli Stati Uniti in ordine di operare i loro servizi&#8221;.</p>
<p>È il culmine di una battaglia giudiziaria lunga anni. Nel 2015, <em>The Guardian</em> ha rivelato per la prima volta che la <a href="https://www.theguardian.com/world/2013/jun/06/us-tech-giants-nsa-data" target="_blank" rel="noopener">National Security Agency</a> stava ficcando il naso negli affari degli utenti europei, mentre sperimentava un accesso illimitato ai dati di Google e Facebook.</p>
<h4>Per Facebook, il trasferimento di dati a livello internazionale, inclusi i data center statunitensi, è intrinseco al suo funzionamento e fondamentale per la sua esistenza. Che fare, quindi?</h4>
<p>In merito a questa tematica, è molto interessante la visione del documentario <a href="https://www.netflix.com/title/81254224" target="_blank" rel="noopener"><em>The social dilemma</em></a>, rilasciato recentemente da Netflix, che porta a domande come: <strong>esiste una possibilità di funzionamento etico da parte dei social network?</strong></p>
<p>Oppure l&#8217;unica possibilità è tornare indietro sull&#8217;uso che ne facciamo? E quest&#8217;ultima è davvero una possibilità ora che è praticamente cambiata la struttura encefalica del nostro cervello e il nostro modo di comportarci? Oppure <strong>siamo ormai vittime di un sistema impossibile da controllare?</strong></p>
<p>Purtroppo non siamo in grado (ancora) di avere delle risposte.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COVID19: l&#8217;Europa è di nuovo sull&#8217;orlo di una crisi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[crisi pandemica]]></category>
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		<category><![CDATA[Organizzazione mondiale della Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità? L’Europa potrebbe davvero essere diretta verso una nuova crisi pandemica? Come riferisce la CNBC, gli esperti dicono che &#8220;la stanchezza da pandemia&#8221; sta causando un aumento del numero di casi confermati di Covid-19 in alcune parti d&#8217;Europa. I numeri stanno aumentando sia in Francia che in Spagna. In alcuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67668" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/europe-5271808_1280-e1601130021306.jpg" alt="crisi pandemica europa" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Cosa dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità? L’Europa potrebbe davvero essere diretta verso una nuova crisi pandemica?</h3>
<p><span id="more-67667"></span></p>
<p>Come riferisce la <a href="https://www.cnbc.com/2020/09/18/pandemic-fatigue-leads-to-resurgence-of-coronavirus-in-europe-where-france-and-spain-hit-records.html" target="_blank" rel="noopener">CNBC</a>, gli esperti dicono che &#8220;la stanchezza da pandemia&#8221; sta causando un <strong>aumento del numero di casi confermati di Covid-19</strong> in alcune parti d&#8217;Europa.</p>
<h4>I numeri stanno aumentando sia in Francia che in Spagna.</h4>
<p>In alcuni casi, <strong>il numero di nuovi contagi sta superando i numeri massimi di aprile</strong>. I funzionari sospettano che il ritorno della Francia al turismo – in particolare consentendo ai turisti stranieri di entrare – sia, almeno in parte, la causa che ha portato a questa situazione, così come è sotto accusa la fretta della Spagna di riaprire i battenti.</p>
<p>&#8220;Abbiamo davanti a noi una situazione molto grave&#8221;, ha detto il direttore regionale per l&#8217;Europa dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Hans Kluge, riferisce la <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-54189575" target="_blank" rel="noopener">BBC</a>, aggiungendo che <strong>i numeri allarmanti &#8220;dovrebbero servire da campanello d&#8217;allarme per tutti noi&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Ci sono alcune tendenze preoccupanti che stiamo iniziando a vedere&#8221;, ha detto Maria Van Kerkhove, capo dell&#8217;unità per le malattie emergenti dell&#8217;OMS. &#8220;Quello che è davvero preoccupante, penso, per noi, è che <strong>non stiamo solo assistendo a un aumento del numero di casi, ma stiamo assistendo a un aumento dei ricoveri</strong>&#8220;, ha aggiunto.</p>
<h4>&#8220;Stiamo assistendo a un aumento delle unità di terapia intensiva&#8221;.</h4>
<p>Considerando che <strong>con l&#8217;autunno arriverà anche una nuova stagione influenzale</strong>, i funzionari ci tengono a sottolineare che i prossimi mesi potrebbero essere particolarmente brutti. &#8220;Non abbiamo ancora iniziato la stagione influenzale, quindi siamo preoccupati che questo numero crescente di ricoveri e terapia intensiva possa davvero sovraccaricare un sistema già appesantito&#8221;, ha detto Van Kerhove alla <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=337814484236573" target="_blank" rel="noopener">CNN</a>.</p>
<p>Anche se così può apparire dal rilassamento avvenuto alle norme durante l&#8217;estate, la guerra è tutt&#8217;altro che finita – <strong>ci stiamo rapidamente avvicinando a un milione di vite perse a causa del Coronavirus a livello globale</strong>.</p>
<p>La speranza, ovviamente, resta quella dei vaccini che potrebbero essere resi disponibili all&#8217;inizio del 2021: secondo molti esperti, quella è l&#8217;unica via d&#8217;uscita.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>EUROPA: gli inceneritori non sono sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 18:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’Europa un parere sugli inceneritori che in pochi si aspettavano Dunque è forse questa la direzione: gli inceneritori non possono essere una soluzione sostenibile. Il Regolamento europeo sulla tassonomia ha escluso l&#8217;incenerimento dalle attività economiche considerate ecosostenibili, ponendolo al pari di carbone ed energia nucleare. Un segno volto a riconosce il danno ambientale causato dagli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-52119" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/industry-598642_1280.jpg" alt="inceneritori" width="799" height="440" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/industry-598642_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/industry-598642_1280-300x165.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/industry-598642_1280-768x423.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Dall’Europa un parere sugli inceneritori che in pochi si aspettavano</h3>
<p><span id="more-52118"></span></p>
<p>Dunque è forse questa la direzione: gli inceneritori non possono essere una soluzione sostenibile.</p>
<p>Il Regolamento europeo sulla tassonomia ha escluso l&#8217;incenerimento dalle attività economiche considerate ecosostenibili, ponendolo al pari di carbone ed energia nucleare.</p>
<p>Un segno volto a riconosce il danno ambientale causato dagli inceneritori e un importante tassello per la salute dell’ambiente e dei cittadini.</p>
<p>La speranza è che oltre a chiamarli con il loro nome, gli inceneritori lascino presto il posto ad una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti e all&#8217;attuazione di una reale economia circolare.</p>
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		<title>“Ricetta” Draghi: una possibile applicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2020 14:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[Ossigeno alle imprese a costo sostenibile per l’Italia e per l’Europa. Vediamo come. L’intervento di Mario Draghi ha agitato il dibattito di politici ed economisti. La discussione dei governi nazionali con le istituzioni europee si è accesa in queste ore e, come anche il nostro Presidente Mattarella ha detto nel suo ultimo messaggio alla nazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51695" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280.jpg" alt="mario draghi" width="800" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/euro-1431347_1280-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Ossigeno alle imprese a costo sostenibile per l’Italia e per l’Europa. Vediamo come.</h3>
<p><span id="more-51694"></span></p>
<p><strong>L’intervento di Mario Draghi</strong> ha agitato il dibattito di politici ed economisti. La discussione dei governi nazionali con le istituzioni europee si è accesa in queste ore e, come anche il nostro Presidente Mattarella ha detto nel suo ultimo messaggio alla nazione, ci auguriamo che questo dibattito si concluda positivamente e in tempi brevi.</p>
<p>Ipotizzando che le risorse vengano reperite in tempi brevi, non si è ancora adeguatamente sviluppato il <strong>dibattito sulle modalità operative</strong> del necessario (e non più rinviabile) intervento a sostegno delle imprese e dell’occupazione.</p>
<p>Proviamo qui a ragionare con le cifre alla mano. E’ ormai chiaro che l’intervento, per essere efficace ed esteso alla generalità delle aziende seppur in misura diversa, deve essere la facilitazione di erogazione di <strong>credito da parte delle banche per 600 miliardi alle imprese italiane sotto forma di garanzia. </strong></p>
<p><strong>Altre nazioni hanno già annunciato cifre simili</strong> destinate specificatamente al sostegno delle imprese: la <strong>Germania</strong> ha stanziato <strong>500 miliardi</strong> e la <strong>Francia 300 miliardi di euro</strong>. Per non parlare degli Stati Uniti dove, oltre al sostegno illimitato garantito dalla FED (Federal Reserve System), il presidente <strong>Trump</strong> ha varato un piano di <strong>2.000 miliardi di dollari</strong> a sostegno di privati e imprese.</p>
<p><strong>Il sostegno dello Stato italiano</strong> diretto e/o attraverso fondi europei metterebbe a disposizione del sistema bancario garanzie per consentire la concessione, da parte degli stessi, di mutui a medio lungo termine (20/30 anni) a tutte le imprese italiane senza discriminazione alcuna, pari ad un terzo del fatturato conseguito nel corso dell’esercizio 2018.</p>
<h4><strong>In questo caso, come potrebbero i nostri conti pubblici restare in equilibrio? </strong></h4>
<p>Ipotizzando che i finanziamenti concessi alle imprese abbiano una durata di lungo termine, ad esempio 20 anni in media, vorrebbe dire che l’entità di tale garanzia si ridurrebbe del 5% mediamente ogni anno. Quindi <strong>l’impegno dello Stato si ridurrebbe progressivamente negli anni</strong>. Non sarà necessario aspettare la fine del ventesimo anno per aver interamente riassorbito l’intero impatto sul debito pubblico perché se ad un certo punto il PIL ritornasse a crescere, la velocità di riassorbimento sarebbe molto più rapida. Con una crescita economica del 2% l’anno, il maggior indebitamento in rapporto al PIL si ridurrebbe addirittura ad una velocità doppia. <strong>In definitiva, l’impatto di questo extra debito sul rapporto debito pubblico/PIL potrebbe interamente riassorbirsi in un arco temporale compreso tra i 10 e i 20 anni a seconda della velocità di ripresa del nostro sistema economico.</strong></p>
<p>Qualcuno potrebbe eccepire che questo ragionamento non tiene in considerazione <strong>l’eventuale incapacità di alcune imprese di rimborsare in futuro il finanziamento ricevuto</strong>, con il conseguente onere che resterebbe a carico dello Stato. Ma <strong>anche questo rischio potrebbe essere gestito</strong>.</p>
<p>Guardando i dati ABI sulle sofferenze bancarie, a dicembre 2019 il rapporto medio tra sofferenze e impieghi totali è pari all’1,61%, che nei periodi di maggior crisi ha raggiunto il 4,89% degli affidamenti.</p>
<p><strong>Dall’ultimo rapporto Cerved</strong>, emerge che il numero delle imprese che è entrato mediamente in sofferenza negli ultimi venti anni ha toccato picchi del 3,2% nel 2014 e si è assestato all’1,7% nell’ultimo anno. Tuttavia, considerato che il finanziamento in questione avrebbe una durata di lungo termine (almeno 20 anni) è lecito attendersi tassi di inadempienze molto più contenuti per la quota limitata di rimborso richiesta ogni anno.</p>
<p><strong>In una nostra simulazione abbiamo ipotizzato</strong>, prudenzialmente, tassi annui di sofferenze inizialmente del 3% per poi assestarsi progressivamente all’1% medio successivamente al quinto anno. Questo porterebbe alla fine l’incidenza totale dei mancati rimborsi a poco più dell’11% sul capitale erogato (abbiamo stimato, per prudenza, più del doppio rispetto al picco registrato nel 2015). <strong>Questo onere potrebbe essere tranquillamente coperto per intero</strong> da un costo per la messa a disposizione della garanzia pubblica che abbiamo stimato essere pari allo 0,7% annuo e che potrebbe essere a carico di tutte le aziende beneficiarie della garanzia. Questo costo dovrebbe sommarsi agli interessi da riconoscere agli istituti di credito, avendo l’accortezza di fare in modo che il costo complessivo per le aziende resti calmierato e comunque inferiore al 2% annuo e intorno all’1,7%.</p>
<p>Alla fine, parliamo di <strong>un intervento che a scadenza potrebbe essere interamente riassorbito</strong> senza aggravio di costo per le finanze pubbliche e che otterrebbe il risultato di mantenere in vita il nostro sistema produttivo, consentendo alle aziende di pagare tasse, contributi e mantenere occupati più di 11 milioni di lavoratori.</p>
<p><strong>Al contrario, non fare questo tipo di intervento avrebbe un costo insostenibile:</strong> pensiamo solo che la <strong>cassa integrazione e gli altri sussidi previsti nel DPCM “Cura Italia”</strong> hanno un costo stimato di <strong>13 miliardi al mese! </strong>Questo è un lusso che non ci possiamo permettere! Una cifra enorme in confronto a quella che sarebbe invece sufficiente a dare ossigeno alle imprese, ad evitare la perdita di milioni di posti di lavoro e a consentire alle stesse di ottemperare agli obblighi contributivi.</p>
<p><em>Cosimo Santoro </em>e<em> Natale Accetta</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il costo dell’indecisione: un lusso che non ci possiamo permettere</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/prima-pagina/il-costo-dellindecisione-un-lisso-che-non-ci-possiamo-permettere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 16:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina | Le energie del saper vivere]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51511" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280.jpg" alt="indecisione" width="799" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/alone-513525_1280-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>L’indecisione è un’opzione che non deve essere disponibile. Il rischio è l’irreversibilità.</h3>
<p><span id="more-51506"></span></p>
<p>In un primo intervento abbiamo sensibilizzato sull’emergenza in atto per il sistema delle imprese italiane. In seguito, abbiamo dato una stima delle cifre in gioco, abbiamo ipotizzato dei possibili interventi e le logiche di attuazione.</p>
<p>Ci siamo concentrati sulle piccole/medie imprese, ma ovviamente <strong>il problema si pone anche per le grandi imprese</strong>, per le quali la forma di intervento più efficace resta probabilmente lo sblocco delle grandi opere e una vasta <strong>campagna di investimenti nell’ammodernamento delle infrastrutture del paese</strong>.</p>
<h4>Sul tema è intervenuto ieri anche in maniera autorevole l’ex presidente della BCE Mario Draghi.</h4>
<p>Il suo intervento coglie il senso della crisi e fornisce un parere illuminante rispetto al quale c’è poco da aggiungere.</p>
<p>In questo momento <strong>l’indecisione è un’opzione non disponibile</strong>; un lusso che non possiamo permetterci. Nel <strong>rischio di irreversibilità</strong> sottolineato da Mario Draghi c’è tutto il senso di <strong>urgenza per il sistema economico italiano ed europeo in generale.</strong></p>
<p>Oggi si discute molto di bond europei (cosiddetti coronabond) o di accesso al MES come forma di sostegno all’Italia e agli altri paesi colpiti dalla crisi.</p>
<h4>La discussione con gli altri paesi europei non può tradursi in un rinvio dell’intervento.</h4>
<p>Il quantitative easing della BCE e delle altre banche centrali probabilmente sarà forse efficace nel riportare la calma sui mercati finanziari<strong>, ma rischia di lasciare irrisolti i problemi di migliaia di imprenditori e milioni di occupati </strong>per i quali il rientro al lavoro dal lockdown (auspicabilmente a maggio) non è affatto scontato.</p>
<p>Oggi l’Italia può richiedere e pretendere una soluzione supportata dall’Unione Europea. Non arrivare oggi ad una soluzione condivisa ci porterebbe inevitabilmente a <strong>scenari peggiori nei prossimi mesi</strong> con il rischio di vivere esperienze analoghe a quelle già vissute in Grecia non molto tempo fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosimo Santoro<br />
<em>Finance Director<br />
</em><em>Value Partners</em></p>
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