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	<title>euro &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>50mila euro a tasso zero per i giovani che vogliono fare impresa. Ecco il programma SELFIEmployment</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 12:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[Una opportunità per i giovani che il lavoro vogliono crearselo Dal primo marzo c’è una nuova opportunità per i giovani che vogliono mettersi in proprio e fare impresa: SELFIEmployment, il fondo che garantisce prestiti da 5 a 50mila euro a tasso zero senza il bisogno di presentare garanzie. Le agevolazioni sono rivolte ai giovani fino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-30912" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_SELFIEmployment-17749-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Una opportunità per i giovani che il lavoro vogliono crearselo</p>
<p>  <span id="more-30913"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Dal primo marzo c’è una nuova opportunità per i giovani che vogliono mettersi in proprio e fare impresa: SELFIEmployment, il fondo che garantisce prestiti da 5 a 50mila euro a tasso zero senza il bisogno di presentare garanzie.</span></p>
<p>Le agevolazioni sono rivolte ai giovani fino a 29 anni che non hanno un lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale (i cosiddetti Neet &#8211; Not in education, employment or training).</p>
<p>La domanda va compilata solo in forma elettronica <a href="http://www.invitalia.it/site/new/home/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/selfiemployment/invia-la-domanda/articolo19012286.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attraverso la piattaforma informatica di Invitalia</a>.</p>
<p>Ricordiamo che per presentare la richiesta servono anche una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata. </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Per SELFIEmployment sono stati stanziati 114,6 milioni di euro e le domande verranno valutate in base all&#8217;ordine cronologico di presentazione, questo significa che non ci sono né scadenze né graduatorie e si andrà avanti fino all’esaurimento dei fondi.</span></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=29829" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E uno dei settori che potrebbe in futuro dare un lavoro ai giovani è l’agricoltura: l’Europa ha destinato 21miliardi per il Piano di Sviluppo Rurale.</a></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Quanto vale (in euro) la difesa della natura?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/quanto-vale-in-euro-la-difesa-della-natura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 13:44:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutelare la natura conviene, ce lo spiega il WWF che ci fornisce anche i numeri  Amare la natura è amare noi stessi, ma se qualcuno avesse bisogno anche di altre spiegazioni, per così dire più &#8216;ciniche&#8217;, non c&#8217;è problema: tutelare l&#8217;ecosistema ha un valore economico. Lo spiega il WWF intervenendo al convegno &#8216;Dare Valore alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-26825" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_WWF-15652-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Tutelare la natura conviene, ce lo spiega il WWF che ci fornisce anche i numeri <br /></span></p>
<p>  <span id="more-26826"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Amare la natura è amare noi stessi, ma se qualcuno avesse bisogno anche di altre spiegazioni, per così dire più &#8216;ciniche&#8217;, non c&#8217;è problema: tutelare l&#8217;ecosistema ha un valore economico.</span></p>
<p>Lo spiega il WWF intervenendo al convegno &#8216;Dare Valore alla Natura &#8211; I Servizi ecosistemici per nutrire il pianeta&#8217; che ha presentato i risultati del Progetto<a href="http://www.wwf.it/news/appuntamenti_wwf/?15761/Dare-valore-alla-natura-convegno-12-giugno-EXPO2015" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Life+ Making Good Natura</a>.</p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Un esempio? &#8216;Le aree umide costiere, come la laguna di Orbetello in Toscana o Le  Cesine in Puglia, si stima forniscano servizi eco sistemici pari a 9.106 euro/anno per ettaro.&#8217;, spiega il WWF.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il progetto ha preso in esame 135 mila ettari di natura protetta e il beneficio economico p di 2 miliardi di euro, pari a circa 3000 euro per abitante.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;Europa è una barriera contro gli interessi economici di una minoranza che vorrebbe andare contro all&#8217;interesse dell&#8217;ambiente. Mille specie di uccelli, farfalle, cervi, lupi, orsi ma anche alberi e fiori e ben 27.000 aree sono protette da norme comunitarie e senza queste regole molte specie uniche in Europa potrebbe essere a rischio. Le  norme europee sulla Natura infatti, sono una barriera alla perdita della biodiversità: il 60% degli animali e delle piante europee e il 77% degli habitat sono ancora oggi in pericolo.</span></p>
<p>Oggi il 18% del territorio europeo (1 milione di chilometri quadrati) e il 4% dei siti marini (250mila chilometri quadrati) fanno parte di Natura 2000.</p>
<p>‘Le norme europee sull’ambiente sinora sono state una barriera alla ulteriore deturpazione del nostro territorio e alla progressiva perdita del patrimonio naturale. Chiediamo che si  difenda con forza questo patrimonio comune che è la vera ricchezza dei Paesi europei, Italia in testa visto che è qui che  c’è la più ricca biodiversità d’Europa&#8217; è l’appello di Fulco Pratesi lanciato da EXPO 2015.</p>
<p>Su scala europea è in corso la campagna &#8216;Allarme Natura&#8217; (#allarmeNatura ) promossa da centinaia di associazioni ambientaliste tra cui il WWF, che intendono contrastare questo attacco alle regole europee, con l’aiuto dei cittadini. Per aderire cliccate sul sito della campagna <a href="http://www.wwf.it/keepnaturealive.cfm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Keep Nature Alive</a>.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Natale a New York? Uno sconto per tutti</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/viaggiare/news-viaggiare/natale-a-new-york-uno-sconto-per-tutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 06:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi ha deciso di trascorrere le vacanze invernali a New York  potra’ godere di sconti su viaggio e acquisti sul posto, grazie all’euro forte sulla banconota verde   L’euro ha toccato nella giornata di ieri i massimi sul dollaro, scambiato a 1,38 dollari. Conseguenza diretta dell’euro forte è che chi pensa di passare Natale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-14276" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/10/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-9250-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Chi ha deciso di trascorrere le vacanze invernali a New York  potra’ godere di sconti su viaggio e acquisti sul posto, grazie all’euro forte sulla banconota verde</p>
<p>  <span id="more-14277"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’euro ha toccato nella giornata di ieri i massimi sul dollaro, scambiato a 1,38 dollari. Conseguenza diretta dell’euro forte è che chi pensa di passare Natale e Capodanno a <a href="https://www.ecoseven.net//?p=13464"><strong>New York</strong></a> avrà uno sconto del 10%.</p>
<p class="MsoNormal">Il valore più alto dell’euro offre un doppio vantaggio a chi deciderà di trascorrere le vacanze invernali negli <strong>Stati Uniti</strong>: un risparmio sul costo del viaggio per raggiungere la meta e sconti sullo shopping. I prezzi saranno generalmente più bassi rispetto all&#8217;Italia. E cpsì  chi passeggerà per la Quinta Strada avrà certamente più potere d&#8217;acquisto che non su Monte Napoleone o su Via Condotti.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Ma ci sarà anche chi potrà beneficiare di questa situazione anche in <a href="https://www.ecoseven.net//?p=14241"><strong>Italia</strong></a>, scegliendo prodotti Made in Usa, che offrono prezzi più bassi rispetto a quelli italiani ed europei.  L&#8217;euro forte, invece, penalizza il <strong>made in Italy</strong>, frenando le esportazioni.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Spread oggi ai minimi da Marzo. Sotto i 300 punti base</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/spread-oggi-ai-minimi-da-marzo-sotto-i-300-punti-base/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[borsa di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[spread oggi]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[Spread oggi sotto i 300 punti, non era cosi&#8217; basso da Marzo, si abbassa il rendimento dei nostri titoli di Stato. Effetto delle notizie buone di Grecia e Cina Spread oggi ai minimi, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi scende sotto la soglia dei 300 punti e si assesta a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-7477" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/07/images_igallery_resized_ambientetest_Spread_Btp_Bund_a_533_punti_h_partb-5351-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Spread oggi sotto i 300 punti, non era cosi&#8217; basso da Marzo, si abbassa il rendimento dei nostri titoli di Stato. Effetto delle notizie buone di Grecia e Cina</p>
<p>  <span id="more-9682"></span>  </p>
<p><strong><a href="http://www.teleborsa.it/spread.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Spread ogg</a>i</strong> ai minimi, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi scende sotto la soglia dei 300 punti e si assesta a circa 297 punti. Non accadeva da mesi, per la precisione dallo scorso mese di marzo. A pesare in modo positivo sono i dati della <strong>Grecia</strong>, che annuncia un piano per il riacquisto di propri titoli (per un equivalente di 10 miliardi di euro circa) e del <strong>manifatturiero cinese</strong> che torna a sorridere dopo quasi 13 mesi.</p>
<p>Lo <strong><a href="http://www.teleborsa.it/spread.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spread oggi</a></strong> in calo sta vedendo anche Piazza Affari in positivo, con Milano che sta guadagnando trascinata dai titoli bancari che sono quelli più esposti con i titoli di Stato. Il differenziale dei bonos spagnoli inoltri sta sotto i 500 punti base, a 483 punti circa, e vede i rendimenti sei titoli di Stato attestarsi al 5,21. I rendimenti invece dei nostri Btp a dieci anni sono del 4,4%.</p>
<p>Non solo lo spread oggi a tenere banco, ma anche il <strong>cambio euro/dollaro</strong> fa guadagnare alla nostra moneta che arriva ad oltre 1,30 euro in relazione alla moneta statunitense. Anche questo dato dipende molto fortemente dai dati sulla produzione manifatturiera cinese. (red)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Energia, la bolletta dell&#8217;Italia va verso i 65 miliardi di euro. E&#8217; record</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/energia-la-bolletta-dell-italia-va-verso-i-65-miliardi-di-euro-e-record/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 16:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bolletta energetica]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Unione petrolifera]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresce e non accenna a fermarsi la dipendenza del nostro Paese dal petrolio. Record del fabbisogno energetico nel 2011: si sono oltrepassati i 60 miliardi e nel 2012 si potrebbe spendere ancora di più. Continuiamo a dipendere dal petrolio, quando ci affideremo di più alle energie rinnovabili? Record storico nel 2011 per la bolletta energetica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4163" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_energia_petrolio_67-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="sommario">Cresce e non accenna a fermarsi la dipendenza del nostro Paese dal petrolio. Record del fabbisogno energetico nel 2011: si sono oltrepassati i 60 miliardi e nel 2012 si potrebbe spendere ancora di più. Continuiamo a dipendere dal petrolio, quando ci affideremo di più alle energie rinnovabili?</p>
<p>  <span id="more-4164"></span>  </p>
<p>Record storico nel 2011 per la bolletta energetica che secondo le stime preconsuntive dell’Unione petrolifera si attesta a 61,9 miliardi di euro. Per bolletta energetica del Paese si intende quanto il Paese deve sostenere per approvvigionarsi di materie prima per far fronte alle proprie esigenze.&nbsp;</p>
<p>L’aumento è di oltre 8,9 miliardi (+17%) rispetto a quella del 2010. Il risultato è determinato dalla forte crescita delle quotazioni internazionali in dollari del greggio, solo parzialmente attenuata dal rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro.</p>
<p>Per quanto riguarda la fattura petrolifera, l’Up stima per il 2011 una bolletta di 34,9 miliardi con il superamento dell’esborso record dell’ultimo decennio toccato nel 2008 pari a 32,5 miliardi in valori nominali.</p>
<p>Non si attenua affatto la dipendenza dal petrolio e dai suoi costi del nostro Paese. Il cammino verso le energie rinnovabili è ancora lungo, e forse, anche tortuoso.</p>
<p>(Natale Accetta)</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217; Ue la &#8216;superetichetta&#8217; che abbatte il falso made in Italy. Oggi in Gazzetta, entra in vigore fra cinque anni</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/dall-ue-la-superetichetta-che-abbatte-il-falso-made-in-italy-oggi-in-gazzetta-entra-in-vigore-fra-cinque-anni/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/dall-ue-la-superetichetta-che-abbatte-il-falso-made-in-italy-oggi-in-gazzetta-entra-in-vigore-fra-cinque-anni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 16:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agricoli]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
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		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[parmesan]]></category>
		<category><![CDATA[Ue]]></category>
		<category><![CDATA[valori nutrizionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Molte le novita&#8217; previste dal nuovo regolamento Ue. E&#8217; obbligatorio indicare la provenienza degli ingredienti agricoli e i valori nutrizionali del prodotto, ma solo fra cinque anni. Attenzione agli ingredienti che possono dare allergia, che vengono usati anche per fare il vino, tema caro ad Ecoseven.net Addio all&#8217;agropirateria, almeno per quanto riguarda l&#8217;Europa, ma solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3918" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_alimenti-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Molte le novita&#8217; previste dal nuovo regolamento Ue. E&#8217; obbligatorio indicare la provenienza degli ingredienti agricoli e i valori nutrizionali del prodotto, ma solo fra cinque anni. Attenzione agli ingredienti che possono dare allergia, che vengono usati anche per fare il vino, tema caro ad Ecoseven.net</p>
<p> <span id="more-3919"></span>  </p>
<p>Addio all<strong>&rsquo;agropirateria</strong>, almeno per quanto riguarda l&rsquo;Europa, ma solo  fra cinque anni.</p>
<p><a href="http://www.ecoseven.net/news/Enogastronomia/Etichette_per_alimenti_da_martedi_si_cambia_Piu_informazioni_per_i_consumatori_6913">Il nuovo regolamento dell&rsquo;<strong>etichettatura obbligatoria</strong>,  sostitutiva della vecchia direttiva del 1979 e pubblicato sulla Gazzetta  Ufficiale dell&rsquo;Unione europea,</a> obbliga, infatti, ad indicare in  etichetta la provenienza degli ingredienti agricoli (farina, olio,  latte, ortaggi etc) qualora la descrizione e/o la illustrazione  dell&rsquo;alimento possa indurre in errore i consumatori sulla sua natura,  identit&agrave;, qualit&agrave; e composizione.</p>
<p>L&rsquo;<strong>Italian sounding</strong> &ndash; ovvero chiamare  un prodotto con un nome simile a quello originale del &quot;<strong>made in Italy</strong>&quot;  come per esempio il <strong>Parmesan</strong> &ndash; provoca danni al settore per circa 60  miliardi all&rsquo;anno. A causa di limitazione dell&rsquo;accesso ai mercati e alla  concorrenza sleale di prodotti a basso costo che imitano quelli  originali. Senza contare il danno di immagine all&rsquo;estero per il made in  Italy agroalimentare.</p>
<p>Tra le novit&agrave; previste dal nuovo regolamento <strong>Ue</strong>  figurano la&nbsp; dichiarazione nutrizionale obbligatoria (vale a dire il  contenuto energetico e le percentuali di grassi, grassi saturi,  carboidrati, zuccheri, proteine e sale che dovranno essere indicate  sull&rsquo;imballaggio in una tabella comprensibile); l&rsquo;evidenziazione della  presenza di allergeni (che saranno evidenziati nella lista degli  ingredienti per consentire al consumatore di individuarle pi&ugrave; facilmente  nei prodotti alimentari); il divieto alle indicazioni fuorvianti sulle  confezioni (gli imballaggi alimentari, riguardo all&rsquo;aspetto, alla  descrizione e alla presentazione grafica, saranno resi pi&ugrave;  comprensibili); la dimensione minima per rendere leggibili le etichette  (le diciture obbligatorie sulle etichette dovranno avere caratteri  tipografici minimi non inferiori a 1,2 mm (prendendo come riferimento la  &ldquo;x&rdquo; minuscola), oppure 0,9 mm se le confezioni presentano una  superficie inferiore a 80 cm2); e la scadenza degli alimenti, che dovr&agrave;  essere presente anche sui prodotti confezionati singolarmente.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; un  per&ograve;: il nuovo regolamento entrer&agrave; in vigore non prima di cinque anni.</p>
<p><a href="http://www.ecoseven.net/news/Enogastronomia/Vino_quando_nel_vino_c_e_il_latte_L_Europa_lo_prevede_ma_l_Italia_non_lo_scrive_3270?cerca=latte+nel+vino">Viene da chiedersi cosa succeder&agrave; per il vino, che contiene prodotti  allergeni che non vengono oggi riportati in etichetta.</a>&nbsp;Tema sul quale Ecoseven.net si &egrave; molto prodigato nei mesi scorsi.<a href="http://www.ecoseven.net/news/Enogastronomia/Quando_nel_vino_c_e_il_latte_e_non_solo_2_3327?cerca=latte+nel+vino"> Latte e uova sono  infatti usati per ammorbidirne il gusto e arrotondarne i sapori.</a> E  sebbene la direttiva 68 del 2007 dell&rsquo;Unione europea sui prodotti  alimentari gi&agrave; prevedesse di riportare in etichetta l&rsquo;uso di derivati  del latte (la caseina), delle uova (l&rsquo;albumina), e dei cereali (il  glutine) perch&eacute; allergeni, da Bruxelles avevano spostato solo per il  vino la scadenza al 30 giugno 2012 in attesa di valutazioni da parte  dell&rsquo;Efsa. Ma ora anche la nuova normativa europea &quot;vuole&quot; che si  riporti in etichetta l&rsquo;uso di ingredienti che possono dare allergia.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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		<title>Vino, aumentano acquisti su web. Il &#8216;rosso&#8217; made in Italy il piu&#8217; venduto</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:46:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su e-bay i vini toscani sono i più apprezzati. A seguire Champagne e Spumante. Tra gli italiani invece subito dopo i toscani troviamo i piemontesi, i veneti e i siciliani al quinto posto &#160; Vino blasonato in vetrina di un&#8217;enoteca? No, la vetrina che vende di pi&#249; &#8220;senza costi&#8221; &#232; quella sul web. Sono pi&#249; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3789" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_vino-rosso-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Su e-bay i vini toscani sono i più apprezzati. A seguire Champagne e Spumante. Tra gli italiani invece subito dopo i toscani troviamo i piemontesi, i veneti e i siciliani al quinto posto </p>
<p> <span id="more-3790"></span> </p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p>Vino blasonato in vetrina di un&rsquo;enoteca? No, la vetrina che vende di pi&ugrave; &ldquo;senza costi&rdquo; &egrave; quella sul web. Sono pi&ugrave; di 30 mila i vini attualmente in vendita su eBay.it, con oltre il 91 per cento a prezzo fisso, di cui oltre il 40 per cento offerti da &quot;Venditori Affidabilit&agrave; Top&quot;. I vini toscani i pi&ugrave; apprezzati, specie i Supertuscan e il Brunello di Montalcino, poi i vini piemontesi (Barolo e Barbera) e i veneti. La Sicilia conquista il quinto posto della classifica.</p>
<p>Ma i vini pi&ugrave; acquistati online sono quelli francesi con in testa alla classifica i Bordeaux e Borgogna. Ma non solo vino sul web: spopolano gli acquisti on line di accessori e strumenti per mantenerlo al meglio. Con una spesa di oltre 2,3 milioni di euro in nove mesi &egrave; il vino rosso italiano il pi&ugrave; acquistato in assoluto. A seguire Champagne e Spumante, poi i Vini Bianchi e infine i Vini da dolci. Ma spazio anche il vino &ldquo;da cantina&rdquo; e ai &ldquo;vini d&rsquo;annata&rdquo;: da gennaio a settembre, su Ebay, sono risultate quelle dal 1960 al 1969 le annate preferite dagli intenditori italiani. Ma chi beve vino dal web, compra anche cantine e cantinette, libri, apribottiglie, set per sommelier, botti, refrigeratori, accessori per il travaso, accessori per la conservazione del vino, calici e tappi. &nbsp;</p>
<p>E tutto ci&ograve; che rende pi&ugrave; piacevole aprire una bottiglia in compagnia di amici.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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		<title>Pesca in crisi. In 10 anni crollo del reddito e dell&#8217; occupazione. Quali soluzioni?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:57:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anni difficili per la pesca ma soprattutto per i pescatori che hanno visto calare il loro livello occupazionale e il proprio fatturato. Quali i provvedimenti allo studio e le ipotesi di lavoro per risolvere i problemi &#160; La crisi economica si riflette sul comparto ittico che soffre da tempo per una situazione di difficolt&#224; legata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3779" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/11/images_igallery_resized_enogastronomia_pescatori-al-largo-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Anni difficili per la pesca ma soprattutto per i pescatori che hanno visto calare il loro livello occupazionale e il proprio fatturato. Quali i provvedimenti allo studio e le ipotesi di lavoro per risolvere i problemi  </p>
<p> <span id="more-3780"></span> </p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p>La crisi economica si riflette sul comparto ittico che soffre da tempo per una situazione di difficolt&agrave; legata alle restrizioni sullo sforzo di pesca, alle nuove norme europee e al caro gasolio. Dati alla mano negli ultimi dieci anni il settore della pesca italiana ha registrato un calo della produttivit&agrave; pari al 48,8 %, una riduzione del fatturato pari al 31 per cento e un crollo dei livelli occupazionali pari a 17.000 posti di lavoro.</p>
<p>Non solo: al sovrapporsi della crisi produttiva, economica, occupazionale e ambientale, e al sempre pi&ugrave; complesso processo di adeguamento alle norme Ue, pesa sull&rsquo;andamento del comparto anche il predominio incontrastato dell&rsquo;import e di un deficit in peggioramento di 3,5 miliardi di euro nel solo 2010. I pescatori italiani invocano misure urgenti, come la possibilit&agrave; di accedere alle risorse residue del pacchetto anticrisi varato nel 2009. Anche perch&eacute; i fondi destinati alla cosiddetta &ldquo;Programmazione triennale&rdquo; sono calati dal 2001 ad oggi del 77 per cento.</p>
<p>E chiedono la semplificazione della vendita diretta a Km zero per sostenere il reddito dei pescatori e tutelare nel contempo i consumatori con prodotti freschi e prezzi contenuti. Oltre a queste richieste &ldquo;politiche&rdquo;, gli operatori del settore mettono in atto iniziative volte da un lato a ridurre la pressione sugli stock ittici, e dall&rsquo;altro ad aprire nuove opportunit&agrave; di mercato. &quot;Mangiamoli giusti&quot; promosso da Slow Fish &egrave; un modo per &ldquo;spostare l&rsquo;attenzione&rdquo; dei consumatori dalle &quot;soliti noti&quot; a specie ittiche spesso dimenticate ma non per questo meno gustose. Con tanto di cuochi-pescatori che si mettono ai fornelli nei ristoranti delle citt&agrave; italiane.</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Carne e salumi, mezzo milione di italiani li mangia tutti i giorni. Ma a rifiutarli sono oltre un milione</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 14:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il salvagente del settore è l’export ma bisogna fare attenzione anche all’import di questi prodotti. Per fare ciò bisogna puntare sulle denominazioni di origine controllata. Gli italiani che mangiano carne lo fanno anche tre volte a settimana, oltre un milione chi non consuma affatto questo prodotto Prosciutto di Parma, salame di Milano? Prodotti di eccellenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3531" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_prosciutto-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Il salvagente del settore è l’export ma bisogna fare attenzione anche all’import di questi prodotti. Per fare ciò bisogna puntare sulle denominazioni di origine controllata. Gli italiani che mangiano carne lo fanno anche tre volte a settimana, oltre un milione chi non consuma affatto questo prodotto</p>
<p> <span id="more-3532"></span>  </p>
<p>Prosciutto di Parma, salame di Milano? Prodotti di eccellenza conosciuti in tutto il mondo. Ma a rischio. Se l&rsquo;export cresce, aumenta infatti anche l&rsquo;import. L&rsquo;unico modo reale per tutelare il made in Italy agroalimentare &egrave; quello di puntare sulle denominazioni di origine.</p>
<p>E a parlare sono i dati. Tra il 2000 e il 2010 l&rsquo;import delle carni ha viaggiato ad una media del +2,3 per cento mentre l&rsquo;export si &egrave; attestato ad un +5,1 per cento; se i consumi pro capite hanno fatto registrare +0,7 per cento, l&rsquo;indice de prezzi, specularmente, &egrave; calato dello 0,7 per cento, a fronte di un incremento dell&rsquo;indice costi del 2,6 per cento; l&rsquo;indice di redditivit&agrave;, infine, ha progressivamente perduto il 3,2 per cento. L&rsquo;export si rivela, dunque, il solo salvagente del settore: i pi&ugrave; importanti importatori sono la Germania, la Francia e il Regno Unito.</p>
<p>Ma sono le denominazioni di origine il &ldquo;plus&rdquo; dell&rsquo;Italia. Nel periodo recente si rileva una crescita delle denominazioni del 27 per cento, il cui mercato al consumo nazionale nel 2010 &ldquo;vale&rdquo; 2,7 miliardi di euro. Cifra che raggiunge i 3,3 miliardi di euro se si comprende l&rsquo;export. In una recente analisi redatta da Ismea in occasione della Fiera internazionale del Bovino da latte di Cremona, emerge che il clima di fiducia delle imprese di seconda lavorazione delle carni risulta nel 2011 ampiamente superiore a quello del complesso dell&rsquo;industria alimentare: le attese di produzione trainano pi&ugrave; dell&rsquo;incremento degli ordini e della riduzione. A migliorare le attese circa gli ordini sono soprattutto i paesi dell&rsquo;area extra europea. Sempre secondo l&rsquo;analisi di Ismea sono 500mila i consumatori che mangiano carne e salumi tutti i giorni. Mentre sono 1,2 milioni quelli che li rifiutano. Ma pi&ugrave; in generale ogni italiano li mangia almeno tre volte a settimana.&nbsp;</p>
<p>(Nereo Brancusi)</p>
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		<title>E&#8217; il formaggio l&#8217;alimento piu&#8217; sostenibile, e quello che si ricicla di piu&#8217;</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/prodotti-tipici/e-il-formaggio-l-alimento-piu-sostenibile-e-quello-che-si-ricicla-di-piu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I prodotti caseari che avanzano in cucina sono quelli più riutilizzabili. Eliminando sprechi e abbattendo i costi delle famiglie, allora spazio alla fantasia su come riutilizzare la fontina, l&#8217;Asiago, il Grana padano, il Taleggio, il Montasio, la mozzarella e la burrata &#200; il formaggio l&#8217;alimento pi&#249; &#8220;sostenibile&#8221;. Non perch&#233; &#8220;ecologico&#8221; ma perch&#233; &#232; il pi&#249; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-3277" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/10/images_igallery_resized_enogastronomia_formaggi_517-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>I prodotti caseari che avanzano in cucina sono quelli più riutilizzabili. Eliminando sprechi e abbattendo i costi delle famiglie, allora spazio alla fantasia su come riutilizzare la fontina, l&#8217;Asiago, il Grana padano, il Taleggio, il Montasio, la mozzarella e la burrata</p>
<p> <span id="more-3278"></span> </p>
<p> &Egrave;  il formaggio l&rsquo;alimento pi&ugrave; &ldquo;sostenibile&rdquo;. Non perch&eacute; &ldquo;ecologico&rdquo; ma  perch&eacute; &egrave; il pi&ugrave; &ldquo;riciclabile&rdquo;. In Italia il 30 per cento del cibo  acquistato dalle famiglie finisce &ndash; stando ai dati della Coldiretti &ndash;  nella spazzatura. Per chi vuole ridurre gli sprechi al minimo ed evitare  di accumulare in cucina avanzi di cibo destinati a finire  nell&rsquo;immondizia, i prodotti caseari sono l&rsquo;ideale.</p>
<p>Gli avanzi di Fontina  si possono aggiungere all&rsquo;impasto degli gnocchi di patate; gli avanzi  di burrata, mescolati con la besciamella, sono perfetti per rendere  speciali le verdure lessate. E se ad avanzare in frigo &egrave; la mozzarella?  La si pu&ograve; tagliare a dadini e usarla per arricchire una fettina di  carne, prima di terminarne la cottura in un filo di olio d&rsquo;oliva.</p>
<p>Il  Gorgonzola avanzato pu&ograve; essere invece lavorato con del burro: si ottiene  una salsa deliziosa con cui farcire tartine o condire la pasta corta  mentre il Pecorino giovane pu&ograve; essere lavorato con poche gocce d&rsquo;olio  d&rsquo;oliva e del pepe nero per ottenere una crema da spalmare sui crostini  di pane tostato. I formaggi semiduri come l&rsquo;Asiago e il Montasio possono  essere tagliati a lemelle sottili per rendere pi&ugrave; saporite le frittate.  Mentre con la Crescenza avanzata si pu&ograve; ottenere una crema con cui  riempire i tortellini di verdure preparati in casa, oppure rendere  particolarmente soffici le omelette.</p>
<p>Se&nbsp; ad avanzare in cucina sono la  ricotta o il Taleggio, con l&rsquo;aggiunta di alcuni gherigli di noce si  ottiene un gustoso, cremoso e invitante formaggio da tavola, da servire  come antipasto. Dei formaggi Grana poi non si butta niente, nemmeno la  crosta. Infatti quella del Grana Padano e del Parmigiano-Reggiano, ben  raschiate, possono essere aggiunti a minestroni e zuppe di verdure.  Stando agli ultimi dati dell&rsquo;Adoc relativi ai consumi domestici, emerge  che in Italia si spreca in media il 16 per cento di frutta e verdura, il  35 per cento di latte, uova, carne, formaggi per un valore di 454 euro  all&rsquo;anno per ogni abitante.</p>
<p> Nereo Brancusi </p>
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