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	<title>EU &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 14 Feb 2020 21:04:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>3.5 milioni per chi renderà più efficiente il motore a benzina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2017 09:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione europea lancia il concorso Cleanest engine of the future La Commissione europea vuole stimolare lo sviluppo della nuova generazione di motori tradizionali: bisogna ridurre al massimo le emissioni inquinanti e fornire una migliore economia di carburante. Un scelta scelta che pare in controtendenza rispetto allo sviluppo dell’auto elettrica e dei veicoli ibridi. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-34708" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/10/images_green_engine.jpg" alt="" width="1023" height="682" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_green_engine.jpg 1023w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_green_engine-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/10/images_green_engine-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></p>
<p>La Commissione europea lancia il concorso Cleanest engine of the future</p>
<p>  <span id="more-34709"></span>  </p>
<p>La Commissione europea vuole stimolare lo sviluppo della nuova generazione di motori tradizionali: bisogna ridurre al massimo le emissioni inquinanti e fornire una migliore economia di carburante.</p>
<p>Un scelta scelta che pare in controtendenza rispetto allo sviluppo dell’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=27854" target="_blank" rel="noopener noreferrer">auto elettrica</a> e dei veicoli ibridi. Il premio, per il quale la Commissione ha stanziato 3.5 milioni di euro, punta infatti a veicoli alimentati dai “tradizionali” diesel e benzina. Elettrico e ibrido sicuramente costituiscono una grande sfida per il futuro, ma nel breve periodo la riduzione delle emissioni inquinanti deve passare anche dai motori convenzionali.</p>
<p>I partecipanti, organismi di ricerca, imprese, persone fisiche, PM, studenti, laureati, ricercatori e start-up possono registrarsi fino al 20 maggio 2019. Il premio <a href="https://ec.europa.eu/research/horizonprize/index.cfm?prize=clean-engine" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cleanest engine of the future</a>, che fa parte del programma europeo Horizon 2020, sarà assegnato nei primi mesi del 2020.</p>
<p>Verrà assegnato a chi individuerà una soluzione integrata in un prototipo che si dimostri capace di ridurre le emissioni inquinanti e il consumo di carburante in condizioni reali di guida, senza influire sulle capacità operative del veicolo.</p>
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		<title>L&#8217;Europa punta sull&#8217;energia che viene dalle onde</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/news-energia/l-europa-punta-sull-energia-che-viene-dalle-onde/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 10:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[energia delle maree]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[idrocinetica]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;Ocean Energy Europe 2015 presentate le idee per lo sviluppo del settore che sfrutta l&#8217;energia delle maree  Si è tenuto a Dublino, in Irlanda, a fine ottobre. l&#8217;Ocean Energy Europe 2015 (OEE): un incontro tra sviluppatori, produttori, delegati di aziende e ministri dell&#8217;energia degli stati membri dell&#8217;Unione Europea per disegnare una «roadmap» strategica per lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29761" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Energia_dalle_onde-17148-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">All&#8217;Ocean Energy Europe 2015 presentate le idee per lo sviluppo del settore che sfrutta l&#8217;energia delle maree <br /></span></p>
<p>  <span id="more-29762"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Si è tenuto a Dublino, in Irlanda, a fine ottobre. l&#8217;Ocean Energy Europe 2015 (<a href="http://www.oceanenergy-europe.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OEE</a>): un incontro tra sviluppatori, produttori, delegati di aziende e ministri dell&#8217;energia degli stati membri dell&#8217;Unione Europea per disegnare una «roadmap» strategica per lo sviluppo dell&#8217;idrocinetica marina e la sua commercializzazione.</span></p>
<p>Tutta la strategia si basa su uno studio di marketing fatto nel 2014 e la creazione, sempre nel 2014, dell&#8217;Ocean Energy Forum – piattaforma attraverso la quale l&#8217;Unione Europea si è occupata di questo settore energetico. Nel documento «<a href="http://www.oceanenergy-europe.eu/images/OEF/140037-SI_Ocean_-_Market_Deployment_Strategy.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wave and Tidal Energy Market Deployment Strategy for Europe</a>», redatto utilizzando i finanziamenti del programma<a href="http://ec.europa.eu/energy/intelligent/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Intelligent Energy Europe</a>, l&#8217;Ocean Energy Forum ha stilato una serie di raccomandazioni che i governi, le imprese e le istituzioni finanziarie potrebbero impiegare al fine di commercializzare con successo questa energia emergente.</p>
<p>Durante la conferenza OEE, secondo un comunicato stampa, il commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, Karmenu Vella, ha convocato una sessione di alto livello per discutere le prime conclusioni inerenti alla roadmap e, in seguito, sulla base del lavoro già fatto e sulle intenzioni riguardo quello ancora da fare, Vella ha invitato i partecipanti a costruire un progetto tecnico di un fondo di condivisione dei rischi per la prossima riunione dell&#8217;Ocean Energy Forum del mese di febbraio. </p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di presentare una tabella di marcia finale nei primi mesi del 2016 e il piano di azione prevede proposte concrete di cooperazione tra pubblico e privato, atte a raggiungere, come Europa, la leadership tecnologica in un nuovo settore industriale, fornendo crescita e occupazione.</p>
<p>E.C.</p>
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		<title>Pollo al cloro nel menù del TTIP?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/bellezza/pollo-al-cloro-nel-menu-del-ttip/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 09:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Pollo al cloro]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pollo al cloro è diventato un simbolo di ciò che potrebbe arrivare sulla nostra tavola se andasse in porto il TTIP Il trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) continua a far discutere. Si tratta di un accordo sul libero scambio fra Europa e Stati Uniti sul quale il Parlamento Europeo è chiamato a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25439" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Pollo_al_cloro-14963-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il pollo al cloro è diventato un simbolo di ciò che potrebbe arrivare sulla nostra tavola se andasse in porto il TTIP</p>
<p>  <span id="more-25440"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il trattato transatlantico</span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;"> sul commercio e gli investimenti (</span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_transatlantico_sul_commercio_e_gli_investimenti" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">TTIP</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">) continua a far discutere. Si tratta di un accordo sul libero scambio fra Europa e Stati Uniti sul quale il Parlamento Europeo è chiamato a pronunciarsi tra poche settimane.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Secondo molte<a href="https://www.ecoseven.net//?p=24397" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> associazioni ambientaliste</a>, tra le quali Greenpeace &#8216;Con la scusa di un&#8217;armonizzazione delle regole commerciali fra le due sponde dell&#8217;Atlantico, si sta rischiando di fatto di dare una spallata a normative e regolamenti a protezione dei diritti, dell&#8217;ambiente, di beni comuni e servizi pubblici, andando ben al di là di quelle che sono delle barriere tariffarie.&#8217;.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Uno dei temi che preoccupa maggiormente l&#8217;opinione pubblica è l&#8217;arrivo del cosiddetto &#8216;pollo al cloro&#8217;. Negli Stati Uniti gli allevamenti hanno standard diversi da quelli europei  e sono soliti &#8216;sterilizzare&#8217; i polli con una &#8216;doccia&#8217; di cloro. </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Anche sulla presenza di ormoni nella carne i consumatori europei sono preoccupati. </span></p>
<p>In sostanza si teme che vengano abbassati gli standard europei, che in ambito agroalimentare sono più stringenti da questo lato dell&#8217;Atlantico.</p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;Europa non ha bisogno di fare la doccia al cloro ai propri polli in quanto applica misure igieniche rigorose lungo tutta la catena alimentare, dalla fattoria alla tavola. Non sappiamo in fatto di gusto le variazioni quali siano e nemmeno conosciamo gli eventuali effetti tossici di questo trattamento; inoltre c&#8217;è sempre il pericolo dell&#8217;insorgere di ceppi di batteri resistenti se si fa un uso massiccio di antimicrobici.</span></p>
<p>a.po</p>
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		<item>
		<title>Fermiamo il TTIP: il trattato Europa-Usa potrebbe danneggiarci</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/indefinita-4/fermiamo-il-ttip-il-trattato-europa-usa-potrebbe-danneggiarci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 11:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-4]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste]]></category>
		<category><![CDATA[scambio]]></category>
		<category><![CDATA[TTIP]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
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					<description><![CDATA[È partita una campagna per fermare il TTIP: in ballo ci sono i diritti dei cittadini europei, secondo la rete di associazioni coinvolta Quasi 400 organizzazioni, tra le quali Greenpeace, hanno lanciato una campagna contro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo commerciale e di libero scambio che stanno negoziando Unione Europea e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24396" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/03/images_igallery_resized_ambientetest_tipp-14437-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>È partita una campagna per fermare il TTIP: in ballo ci sono i diritti dei cittadini europei, secondo la rete di associazioni coinvolta</p>
<p>  <span id="more-24397"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Quasi 400 organizzazioni, tra le quali<a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/No-TTIP-il-Trattato-UE-USA-che-incide-sui-diritti-dei-cittadini-europei/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Greenpeace</a>, hanno lanciato una campagna contro il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), un accordo commerciale e di libero scambio che stanno negoziando Unione Europea e Stati Uniti d&#8217;America.</span></p>
<p>La campagna infatti è rivolta ai parlamentari europei e chiede lo stop dei negoziati, i quali, secondo le organizzazioni, oltre a non essere pubblici, potrebbero avere un grave impatto sui diritti dei cittadini.</p>
<p>Nel trattato sono in ballo molte istanze, dalla tutela dell’ambiente fino ai diritti dei lavoratori, passando per la tutela degli standard alimentari e l’accesso pubblico all’informazione.</p>
<p>Secondo i sostenitori del trattato, al contrario, questo faciliterebbe i rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti, portando opportunità economiche, sviluppo, aumento delle esportazioni e dell&#8217;occupazione.</p>
<p>Purtroppo si tratta di negoziati segreti e per questo motivo hanno ricevuto molte critiche sin dall&#8217;inizio. Nel 2013 il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e l’allora presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, dopo più di dieci anni di lavori di avvicinamento, avviarono ufficialmente i negoziati sul TTIP.</p>
<h2>Ecco i dieci punti sollevati dalle associazioni:</h2>
<p>1. Trasparenza subito: tutti i documenti relativi ai negoziati TTIP, incluse le bozze dei testi consolidati, <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">devono essere resi pubblici per permettere un dibattito pubblico aperto e un esame critico sul TTIP.</span></p>
<p>2. Un processo democratico che permetta un&#8217;analisi puntuale ed una valutazione dei testi negoziali e <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">che assicuri che le politiche adottate siano nel pubblico interesse; che coinvolga il Parlamento </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Europeo e venga dibattuto nei parlamenti nazionali; e che includa le organizzazioni della società </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">civile, i sindacati e i gruppi portatori dei diversi interessi (stakeholders).</span></p>
<p>3. No all&#8217;ISDS: qualunque disposizione che includa meccanismi di risoluzione di controversie <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">investitore-stato (Investor State Dispute Settlement &#8211; ISDS) deve essere tenuta fuori per sempre dai </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">negoziati né possono essere inclusi altri meccanismi (introdotti indirettamente attraverso accordi </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">commerciali preesistenti o successivi) che garantiscano privilegi agli investitori esteri.</span></p>
<p>4. No ad un consiglio di cooperazione normativa (regulatory cooperation council): tutti i meccanismi di <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">regolamentazione devono essere interamente nelle mani di organismi e processi controllati </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">democraticamente.</span></p>
<p>5. No alla deregolamentazione di standard di salvaguardia e al servizio del pubblico interesse: gli <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">standard UE devono essere rispettati non &#8220;armonizzati&#8221; al ribasso al livello del minimo comun </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">denominatore. Essi comprendono gli standard sociali e lavorativi, la tutela dei consumatori e della </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">salute, la cura dell&#8217;ambiente inclusa la rigenerazione delle nostre risorse naturali, il benessere </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">animale, gli standard di sicurezza alimentare e le pratiche agricole ambientalmente sostenibili, </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">accesso all&#8217;informazione ed etichettatura, cultura e medicina, regolamentazione del mercato </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">finanziario così come la protezione dei dati, la neutralità della rete e altri diritti digitali. Il mutuo </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">riconoscimento non è accettabile quando compromette standard concordati democraticamente o forti </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">salvaguardie. Il principio di precauzione va applicato estesamente.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">6. No a un’ulteriori deregolamentazione e privatizzazione dei servizi pubblici. Chiediamo un accesso </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">garantito ad un&#8217;istruzione di qualità, assistenza sanitaria e altri servizi pubblici e il diritto a scegliere </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">di promuovere appalti pubblici governativi per beni e servizi che sostengano il lavoro e l&#8217;economia </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">locali, le risorse locali, l&#8217;imprenditorialità sociale, economie sostenibili, la considerazione per gli </span><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">aspetti sociali e al servizio del pubblico interesse.</span></p>
<p>7. La promozione di pratiche agricole ambientalmente sostenibili e tutela dell&#8217;agricoltura locale a <span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">conduzione familiare.</span></p>
<p>8. Le autorità pubbliche devono mantenere il potere politico e le strutture necessarie per proteggere</p>
<p>Uno dei pericoli è che possano <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21473" target="_blank" rel="noopener noreferrer">saltare tutte le nostre norme per la sicurezza alimentare.</a></p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>La ricetta europea per ridurre i rifiuti: le 3R</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 15:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indefinita-2]]></category>
		<category><![CDATA[EU]]></category>
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		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<category><![CDATA[settimana]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà dal 22 al 30 novembre la sesta edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti che ha l&#8217;obiettivo di coinvolgere istituzioni, mondo produttivo e consumatori nelle politiche europee di prevenzione dei rifiuti   &#8216;Ce lo dice l&#8217;Europa&#8217;, ma questa volta siamo tutti d&#8217;accordo: dobbiamo ridurre la quantità di rifiuti prodotta nel nostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21812" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/11/images_igallery_resized_ambientetest_ewwr-13131-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Si terrà dal 22 al 30 novembre la sesta edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti che ha l&#8217;obiettivo di coinvolgere istituzioni, mondo produttivo e consumatori nelle politiche europee di prevenzione dei rifiuti</p>
<p>  <span id="more-21813"></span>  </p>
<p> </p>
<p>&#8216;Ce lo dice l&#8217;Europa&#8217;, ma questa volta siamo tutti d&#8217;accordo: dobbiamo ridurre la quantità di rifiuti prodotta nel nostro paese e nell&#8217;intero continente.  <span style="line-height: 1.3em; font-size: 12.222222328186px;">Per questo si terrà dal 22 al 30 novembre la sesta edizione della</span><a href="http://www.ewwr.eu/it/ideas/recycle" target="_blank" style="line-height: 1.3em; font-size: 12.222222328186px;" rel="noopener noreferrer"> Settimana europea per la riduzione dei rifiuti</a><span style="line-height: 1.3em; font-size: 12.222222328186px;"> che ha l&#8217;obiettivo di coinvolgere istituzioni, mondo produttivo e consumatori nelle politiche europee di prevenzione dei rifiuti.</span></p>
<p>Possiamo sintetizzare il messaggio chiave della campagna con le 3R: ridurre, riusare e riciclare.</p>
<p>La campagna mira a sensibilizzare i consumatori e a promuovere la sostenibilità come aspetto determinante nel processo d&#8217;acquisto. Ad esempio, è meglio comprare i prodotti certificati o quelli che non hanno packaging superfluo.</p>
<p>Ricordiamoci inoltre della seconda vita che possono avere gli oggetti e dell&#8217;opportunità di donare agli altri tutto ciò che non usiamo più o non ci serve. È consigliabile anche acquistare prodotti riusabili e ricaricabili e affittare ciò che usiamo raramente anziché possederlo. Tutto ciò può ridurre sprechi, rifiuti e inquinamento.</p>
<p>Anche il riciclaggio dei materiali deve crescere con opportune azioni di sensibilizzazione dei cittadini. Bisogna sviluppare guide di facile comprensione e riciclare i <a href="ambiente/rifiuti"><strong>rifiuti</strong></a> al lavoro, a scuola e negli spazi pubblici. Inoltre, l&#8217;iniziativa europea suggerisce di organizzare visite nei siti di riciclaggio da affiancare a concorsi, workshop e gare a tema.</p>
<p>La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti è promossa nel nostro paese dal <a href="http://www.minambiente.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong> </a>insieme ad Anci, Federambiente, Legambiente e tanti altri partner, tra cui le province di Torino e Roma e verrà presentata a Rimini in occasione di Ecomondo, la fiera dello sviluppo sostenibile che si terrà dal 5 all&#8217;8 novembre.</p>
<p>a.po</p>
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