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	<title>etichetta eu &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Quando nel vino c&#8217;e&#8217; il latte, e non solo / 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 11:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continua l&#8217;inchiesta di Ecoseven.net sulla presenza di latte, uova e cereali nel vino. Abbiamo sentito il parere dell&#8217;Unione italiana vini. Bruxelles intanto ha rimandato la scadenza per inserire in etichetta obbligatoriamente la presenza di derivati del latte alla fine di giugno del 2012. Ma per i consumatori non vale il principio di precauzione tanto caro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-519" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/02/images_igallery_resized_enogastronomia_vino-ecoseven-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Continua l&#8217;inchiesta di Ecoseven.net sulla presenza di latte, uova e cereali nel vino. Abbiamo sentito il parere dell&#8217;Unione italiana vini. Bruxelles intanto ha rimandato la scadenza per inserire in etichetta obbligatoriamente la presenza di derivati del latte alla fine di giugno del 2012. Ma per i consumatori non vale il principio di precauzione tanto caro alla Ue?</p>
<p> <span id="more-520"></span> </p>
<p style="text-align: justify;" class="ecxMsoNormal">Latte e uova nel vino per ammorbidirne il gusto, ma per scriverlo in etichetta si aspettano le valutazioni dell&rsquo;Efsa. Ovvero dell&rsquo;Autorit&agrave; europea per la sicurezza alimentare. Ed &egrave; cos&igrave; che nonostante la direttiva 68 del 2007 dell&rsquo;Unione europea sui prodotti alimentari preveda che si scriva in etichetta l&rsquo;uso di derivati del latte (la caseina), delle uova (l&rsquo;albumina), e dei cereali (il glutine) perch&eacute; allergeni, da Bruxelles &egrave; stata decisa una deroga che sposta la scadenza al 30 giugno 2012. &ldquo;Questo perch&eacute; c&rsquo;&egrave; uno studio in corso da parte dell&rsquo;Efsa &#8211; spiega Lucio Mastroberardino, presidente dell&rsquo;Unione italiana vini &#8211; per valutare se esiste davvero un impatto a danno della salute dei consumatori a causa di questi prodotti&rdquo;. Anche perch&eacute; &ndash; nonostante possano causare allergie &#8211; le successive fasi di produzione del vino o della birra &ldquo;riducono completamente a zero le eventuali tracce di questi derivati che gi&agrave; vengono usati in dosaggi pari a parti di milioni&rdquo;. In sostanza una chiara d&rsquo;uovo per un barrique di vino, che come si sa contiene 225 litri. Niente allarmismi per Mastroberardino quindi: &ldquo;Si tratta di prodotti naturali che fanno normalmente parte della catena alimentare dell&rsquo;uomo&rdquo;, insiste. &ldquo;E che comunque vengono spesso sostituiti con proteine di natura vegetale che hanno un impatto notevolmente ridotto&rdquo;. La deroga &egrave; stata concessa a dicembre 2010 da Bruxelles in base a studi di natura scientifica da parte dell&rsquo;Efsa. Studi che ancora non sono conclusi. &ldquo;Il vino &egrave; in assoluto il primo prodotto alimentare che si &egrave; dotato di una propria certificazione con norme di etichettatura di secoli pi&ugrave; antiche della prima etichettarla del cibo&rdquo;, tuona il presidente Uiv. &ldquo;E con una specificit&agrave; di leggi stabilite anche sulla base di esperienze e conoscenze&rdquo;. Senza contare che &ldquo;la chiarificazione mediante albume d&rsquo;uovo &egrave; una procedura vecchia di secoli&rdquo;. Viene per&ograve; da chiedersi se non debba prevalere per la tutela dei consumatori &ndash; in questo caso &ndash; il principio di precauzione gi&agrave; usato in passato pi&ugrave; di una volta da Bruxelles o dagli Stati membri. (Nereo Brancusi)</p>
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