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	<title>estate &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2021 10:20:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come sopravvivere al caldo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Sep 2021 10:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[come sopravvivere al caldo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per il caldo estivo in città]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra luoghi comuni e consigli utili, ecco una breve lista di cosa si dovrebbe fare L&#8217;estate è una stagione bellissima ma molto impegnativa: le temperature si alzano, l&#8217;umidità la fa da padrona in molte città e noi ci sventagliamo per strada guardando le fontane come se fossero oasi nel deserto. Che possiamo fare per resistere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="center"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116955" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/09/woman-6351539_1280-e1630750678780.jpg" alt="come sopravvivere al caldo " width="800" height="500" /></h3>
<h3 class="western" style="text-align: left;" align="center">Tra luoghi comuni e consigli utili, ecco una breve lista di cosa si dovrebbe fare</h3>
<p><span id="more-116953"></span></p>
<p class="western" align="justify">L&#8217;estate è una stagione bellissima ma molto impegnativa: le temperature si alzano, l&#8217;umidità la fa da padrona in molte città e noi ci sventagliamo per strada guardando le fontane come se fossero oasi nel deserto. Che possiamo fare per resistere, oltre a cercare l&#8217;ombra e a non uscire nelle ore più calde? Beh, possiamo fare diverse cose per mantenerci attivi e freschi, soprattutto a partire dall&#8217;alimentazione.</p>
<h4 class="western" align="justify">Innanzitutto, dobbiamo <b>bere molto e spesso</b> durante la giornata.</h4>
<p class="western" align="justify">Piccole quantità in piccoli sorsi, a temperature non troppo fredde: l&#8217;acqua (ma non solo, anche i frullati, gli infusi, le spremute, i tè, le tisane) non deve accompagnare solo il pranzo e la cena, ma deve essere bevuta anche nel resto del tempo – fino a superare abbondantemente il litro e mezzo al giorno, due litri sarebbero meglio.</p>
<h4 class="western" align="justify"><b>Poca carne e molte verdure</b>.</h4>
<p class="western" align="justify">Prediligere le verdure estive, ricche di acqua, minerali e fibre e povere di zuccheri: sono fresche e si digeriscono facilmente. Cosa che non si può dire della carne, soprattutto di quella rossa, che affatica la digestione, ci fa sentire gonfi e ci appesantisce. Le carni bianche e il pesce vanno bene, così come le proteine vegetali.</p>
<p class="western" align="justify">Per i derivati animali vale lo stesso discorso della carne, sarebbe meglio consumarne pochi e, nel caso in cui lo si fa, prediligere quelli freschi. Evitare salumi, insaccati, formaggi stagionati.</p>
<p class="western" align="justify">Altro discorso importante è la maniera in cui il cibo viene presentato in tavola: no ai fritti, alle salse, ai cibi molto conditi e molto salati, no alle cotture complesse, meglio <b>piatti leggeri</b> (cottura al vapore, al cartoccio, alla piastra).</p>
<h4 class="western" align="justify">La <b>doccia calda</b> e le <b>bevande calde</b>? Sono un luogo comune? No, anzi.</h4>
<p class="western" align="justify">Quando le temperature esterne sono molto alte, bere una tisana calda o farsi una doccia bollente sono delle buone idee: dopo un momento iniziale di pentimento, infatti, si avrà un alzamento della temperatura corporea che ci permetterà di percepire la temperatura esterna a noi in maniera diversa, bilanciando il caldo e dandoci una sensazione di fresco.</p>
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		<title>Se l’estate durasse 6 mesi?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/se-lestate-durasse-6-mesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aumento giorni d'estate]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[innalzamento temperature]]></category>
		<category><![CDATA[le estati potranno durare sei mesi]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[sei mesi d'estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Continuando così entro il 2100 le estati potranno durare 6 mesi Un nuovo studio pubblicato su Geophysical Research Letters prevede che se le emissioni di carbonio continuano al loro ritmo attuale, entro il 2100 sarà estate per metà di ogni anno. Anche se apparentemente questa potrebbe sembrare una cosa buona, soprattutto per chi ama la bella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-93307" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/03/sunset-3314275_1280-e1617191855706.jpg" alt="estate" width="800" height="533" /></h3>
<h3>Continuando così entro il 2100 le estati potranno durare 6 mesi</h3>
<p><span id="more-93300"></span></p>
<p>Un <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1029/2020GL091753" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuovo studio</a> pubblicato su Geophysical Research Letters prevede che <strong>se le emissioni di carbonio continuano al loro ritmo attuale, entro il 2100 sarà estate per metà di ogni anno</strong>.</p>
<p>Anche se apparentemente questa potrebbe sembrare una cosa buona, soprattutto per chi ama la bella stagione, in realtà <strong>è un disastro per l&#8217;ambiente.</strong></p>
<h4>Queste estati, infatti, saranno piene di ondate di caldo, siccità, incendi e chissà che altro ancora.</h4>
<p>Gli scienziati dello State Key Laboratory of Tropical Oceanography in Cina che hanno condotto la ricerca hanno analizzato 60 anni di dati climatici e hanno utilizzato modelli per prevedere le tendenze future, definendo l&#8217;estate come &#8220;<strong>l&#8217;inizio delle temperature del 25% più calde durante quel periodo di tempo, mentre l&#8217;inverno con le temperature del 25% più fredde</strong>&#8220;.</p>
<p>Utilizzando questo parametro, i ricercatori hanno scoperto che <strong>dal 1952 al 2011 il numero di giorni estivi nell&#8217;emisfero settentrionale è aumentato da 78 a 95</strong>.</p>
<h4>Nel frattempo, l&#8217;inverno si è ridotto di tre giorni, la primavera di nove e l&#8217;autunno di cinque.</h4>
<p>&#8220;Le estati stanno diventando più lunghe e più calde mentre gli inverni più brevi e più caldi a causa del riscaldamento globale &#8220;, ha detto in una <a href="https://news.agu.org/press-release/northern-hemisphere-summers-may-last-nearly-half-the-year-by-2100/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nota</a> l&#8217;autore principale dello studio Yuping Guan, oceanografo fisico presso lo State Key Laboratory of Tropical Oceanography.</p>
<blockquote><p>&#8220;Numerosi studi hanno già dimostrato che il mutare delle stagioni causa significativi rischi per l&#8217;ambiente e la salute&#8221;.</p></blockquote>
<p>Questi cambiamenti avranno un forte impatto sull&#8217;ambiente, l&#8217;agricoltura e la salute di tutti gli organismi viventi del pianeta. <strong>Cambierà i tempi di alimentazione, riproduzione e migrazione per molti animali</strong>. Farà crescere il tempo delle allergie e delle zanzare portatrici di pestilenza, che estenderanno il loro raggio di azione.</p>
<h4>Eventi meteorologici più estremi come incendi, siccità e uragani porteranno un numero incalcolabile di danni.</h4>
<p>Lo studio ha concluso che le politiche sulla gestione agricola e sulla prevenzione delle catastrofi dovranno essere adattate. Anche i campi di studio legati alla stagione dovranno essere riadattati, poiché <strong>sei mesi di estate rappresenteranno una nuova realtà per coloro che studiano argomenti come l&#8217;oceano, l&#8217;atmosfera e l&#8217;ecologia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Se stai cercano il motivo per cui le zanzare si accaniscono proprio su di te, sei nel posto giusto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 18:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[prurito]]></category>
		<category><![CDATA[puntura]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
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					<description><![CDATA[Leggi cosa dice la scienza sul perché le zanzare pungono proprio te Le zanzare, così piccole e così moleste. Ne basta una sola in camera da letto per farci passare una nottataccia. Quel ronzio che non prelude a nulla di buono e che tanto disturba non solo il nostro sonno ma anche romantiche serate estive [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-65131" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/08/insects-820484_1280-e1597783378734.jpg" alt="zanzare" width="800" height="617" /></h3>
<h3>Leggi cosa dice la scienza sul perché le zanzare pungono proprio te</h3>
<p><span id="more-65129"></span></p>
<p>Le zanzare, così piccole e così moleste. Ne basta una sola in camera da letto per farci passare una nottataccia. Quel ronzio che non prelude a nulla di buono e che tanto disturba non solo il nostro sonno ma anche romantiche serate estive all’aria aperta.</p>
<p>Quante volte vi è capitato di avere qualcuno accanto che, con fare sereno e rilassato, a differenza vostra, vi dice: “a me le zanzare non pungono”.</p>
<p>In questi casi, con mesta rassegnazione, non vi resta che prendere atto che per quella sera tutte le attenzioni del fastidioso insetto saranno riversate su di voi.</p>
<h4>Un “ronzio” si impossessa dei vostri pensieri: <em>ma perché pungono solo me?!</em></h4>
<p>Oggi finalmente la scienza è riuscita a dare una risposta alla vostra domanda, anche se non so quanto questo possa poi cambiare il vostro destino.</p>
<p>In realtà di ragioni ce ne sono più di una. Ma vediamo insieme cosa di voi potrebbe attrarre le zanzare:</p>
<ul>
<li><strong>l’anidride carbonica</strong> del tuo respiro. Riescono a percepirla addirittura da oltre 160 metri. Chi è in sovrappeso o è incinta ha uno scambio anidride carbonica/ossigeno più intenso e per questa ragione risultano più interessanti per le zanzare</li>
<li><strong>il sangue del gruppo “0”</strong> più che quello del gruppo “B”. Il gruppo “A” sembra riscuotere poco interesse</li>
<li><strong>l’acido lattico</strong>. Sì proprio quello che si forma se fai intensa attività fisica. Ma anche ammoniaca e acido urico, due elementi che espelli in maggior quantità con il sudore se fai sport e usi alcuni integratori. Per non parlare dell’aumento della temperatura corporea…</li>
<li><strong>i batteri</strong> presenti sui piedi o sulle caviglie</li>
<li><strong>colori scuri e il rosso</strong>. È preferibile indossare qualcosa di bianco.</li>
<li><strong>la birra</strong></li>
<li><strong>i tuoi geni</strong>. Questi infatti influiscono sul tuo metabolismo e ti rendono attraente per le zanzare. Sappi che hai una possibilità su 10 di rientrare in questa categoria</li>
<li><strong>colesterolo e steroidi</strong><strong>
<p></strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RICOMINCIO DA TE, ITALIA: ITINERARIO DI VIAGGIO, LA VALLE D’AOSTA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 06:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro campa]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[ricomincio da te]]></category>
		<category><![CDATA[valle d aosta]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in italia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Valle d’Aosta come non l’avete mai vista. Angoli e segreti nascosti di una regione circondata dalle montagne. Un desiderio di rinascita. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62952" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/gran-paradiso.jpg" alt="gran paradiso valle d aosta" width="1023" height="511" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/gran-paradiso.jpg 1023w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/gran-paradiso-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/gran-paradiso-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></h3>
<h3>La Valle d’Aosta come non l’avete mai vista. Angoli e segreti nascosti di una regione circondata dalle montagne.</h3>
<p><span id="more-62943"></span></p>
<p><strong>Un desiderio di rinascita</strong>. La voglia di ripartire dalle piccole abitudini quotidiane, ma anche di realizzare scelte più ragionate ed impegnative. Tra queste l’organizzazione di un viaggio, di una vacanza o di un semplice weekend per staccare la spina.</p>
<p>Quest’anno l’approccio al turismo sarà diverso, ma non per questo meno coinvolgente e stimolante.</p>
<p>Da situazioni difficili, a volte, possono nascere occasioni inaspettate. Ancora di più se si vive in Italia che, con la sua immensa varietà, offre degli scenari incantevoli.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>VALLE D’AOSTA</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62948" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-daosta-e1595327723517.jpg" alt="valle d aosta" width="800" height="460" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-daosta-e1595327723517.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-daosta-e1595327723517-300x173.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-daosta-e1595327723517-768x442.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Valle d’Aosta, piccolo e meraviglioso territorio dalle antiche storie e dalla natura incantevole.</p>
<p>La visita della regione presenta direzioni differenti in base al punto di partenza.</p>
<p>Da Aosta ci si può muovere verso le zone del Gran Paradiso, del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Oppure si può partire da Châtillon per visitare l’area del Monte Cervino, del Monte Rosa e della Valle centrale Mont Avic.</p>
<h4><strong>Aosta,</strong> punto di partenza ideale per scoprire gran parte della regione, rappresenta l’unico capoluogo del territorio valdostano.</h4>
<p>A circa seicento metri d’altitudine si estende in un’ampia pianura al centro della regione alpina, circondata da alte montagne come <strong>il Grand Combin</strong> e <strong>il Mont Vélan</strong>.</p>
<p>Conosciuta anche come <strong>Roma delle Alpi</strong>, Aosta conserva gran parte della cinta muraria originaria e un’ importante area archeologica, che si trova tra la <strong>Porta Praetoria</strong>, solenne ingresso in città perfettamente conservato, ed il <strong>Teatro romano</strong>, una delle più significative testimonianze dell’epoca, oggi sede di eventi e spettacoli all’aperto. A questi si aggiungono <strong>l’Arco d’Augusto</strong> e il <strong>Criptoportico forense</strong>, edificio sotterraneo romano dall’atmosfera stupefacente.</p>
<p>Poi la <strong>Cattedrale e la Collegiata di Sant’Orso</strong> che racchiudono opere d’arte del Medioevo come affreschi dell’XI secolo e mosaici pavimentali.</p>
<p>Vicino alla stazione ferroviaria si trova la telecabina che in poco tempo collega il fondovalle alla località panoramica di <strong>Pila</strong>, a 1800 metri d’altitudine. Uno dei comprensori sciistici più noti e meta estiva per passeggiate o discese con le bici da downhill e freeride.</p>
<p>Poco distante da Aosta si presentano diversi  itinerari da percorrere  a piedi per raggiungere in pochi minuti aree verdi e panoramiche, come la <strong>Riserva naturale Tsatelet</strong>. Luogo di grande valore paesaggistico e  ottimo punto di osservazione del volo di uccelli durante i periodi migratori.</p>
<h4>Ad Aosta non mancano le tradizioni, tra cui  la millenaria <strong>Fiera di Sant’Orso</strong>.</h4>
<p>Ogni anno, il 30 e 31 gennaio, nelle vie del centro più di mille artigiani di tutta la regione espongono le loro opere tradizionali. Allo stesso modo si presenta <strong>La Foire d’Eté</strong>, versione estiva della fiera.</p>
<p>Un evento particolare è la <strong>Finale del Concours Régional des Batailles de Reines</strong> che ad ottobre di ogni anno, vede nell’arena aostana della <strong>Croix Noire</strong> l’ultimo combattimento delle mucche valdostane, richiamando una grande partecipazione di pubblico.</p>
<p>Scegliendo come meta il <strong>Gran Paradiso</strong>, si lascia Aosta e poco distante si incontra <strong>Gressan, </strong>distribuito su un territorio tra vasti frutteti a 626 metri di altitudine.</p>
<p>A Gressan si può visitare la chiesetta  di <strong>Sainte-Marie-Magdeleine de Villa</strong>, conosciuta anche come la <strong>“Cappella di La Madeleine</strong>”, in stile romanico ed immersa nel verde dei frutteti. Un esempio di architettura tra i più pregevoli della Valle. Monumenti storici degni di nota sono  il castello <strong>Tour de Villa</strong> e la <strong>Torre de la Plantà</strong>, anche se non visitabili.</p>
<p>In più si può passeggiare su sentieri segnalati, adatti sia ad escursionisti esperti che a famiglie. Gli amanti dell’arrampicata, invece, possono raggiungere le vette della <strong>Becca di Nona</strong> a 3.142 metri e il <strong>Mont Emilius</strong> a 3.559 metri.</p>
<h4>Si prosegue per <strong>Jovencan,</strong> a 632 metri di altitudine, anche questo immerso tra vigneti e frutteti.</h4>
<p>All’interno di una vecchia casa rurale, oggi restaurata, si trova  <strong>La Maison des anciens remèdes</strong>.  Un interessante centro sull’uso delle piante officinali che conduce alla scoperta degli antichi rimedi naturali della Valle d’Aosta.</p>
<p>Due attività importanti si sviluppano nella zona. Quella della coltivazione di alberi da frutta, principalmente mele e pere, a cui si affianca la viticoltura. A cui si aggiunge l’allevamento bovino e ovino che oltre a produrre latte, burro e formaggi, contribuisce a tenere viva la tradizione della <strong>“Bataille de Reines</strong>”. Dalle stalle di Jovençan, infatti, provengono numerose vincitrici delle varie edizioni dell’evento.</p>
<p>A Jovencan è molto seguito e praticato il tradizionale sport popolare della <strong>rebatta</strong>. Una disciplina di lancio di palla con bastone che si gioca a squadre o in campionati individuali. Lo scopo del gioco è quello lanciare la pallina il più lontano possibile colpendola con una mazza.</p>
<h4><strong>Saint- Pierre,</strong> situato a 731 metri d’altitudine, si presenta con uno scenario da fiaba rappresentato dal castello che dall’alto della sua rocca regna sul  paesaggio.</h4>
<p>Un secondo castello, quello dei <strong>Sarriod-de-la-Tour</strong>, conserva nella caratteristica <strong>“sala delle teste”</strong> un prezioso soffitto ligneo della fine del 1400, decorato con figure antropomorfe, mostri ed animali.</p>
<p>A Saint-Pierre si trova la Cofruits, moderno centro di raccolta e conservazione delle mele, a cui i coltivatori locali attribuiscono i loro raccolti. Oltre alla produzione di mele in questa località si coltiva la vite, da cui si produce il famoso <strong>vino rosso Torrette.</strong></p>
<p>E dalla vicina località di <strong>Vetan</strong>, a 1700 metri, si prova la gioia del parapendio o le intense emozioni del kiteski , discesa in parapendio con snowboard.</p>
<h4>Poi  <strong>Aymavilles</strong>, posta a 646 metri di altitudine sulla sponda destra della <strong>Dora Baltea</strong>, fiume che attraversa in gran parte la regione.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62949" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-d-aosta-Aymavilles-e1595327934233.jpg" alt="aymavilles valle d aosta" width="800" height="468" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-d-aosta-Aymavilles-e1595327934233.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-d-aosta-Aymavilles-e1595327934233-300x176.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/valle-d-aosta-Aymavilles-e1595327934233-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>I meleti e le vigne fanno da contorno al  trecentesco Castello di Aymavilles che sorge al centro del paese con le sue meravigliose torri cilindriche.</p>
<p>In questa piccola cittadina si ritrova anche  il ponte-acquedotto romano di <strong>Pont d’Aël</strong>, sospeso a 56 metri sul torrente <strong>Grand Eyvia</strong>, grande opera muraria di ingegneria civile romana e la chiesa parrocchiale di <strong>Saint-Léger,</strong> con la sua facciata affrescata e la cripta medievale.</p>
<p>Aymavilles offre la possibilità di praticare esaltanti discese lungo la Dora Baltea, uno dei fiumi più amati per attività come hydrospeed, rafting e kayak. Intorno al paese si sviluppano passeggiate tra i vigneti come anche  percorsi per il trekking.</p>
<h4><strong>Villeneuve</strong> è il luogo ideale per recarsi in ogni vallata del Parco Nazionale del Gran Paradiso.</h4>
<p>A 665 metri di altitudine, il paese è caratterizzato dai ruderi del castello di <strong>Châtel-Argent</strong>, così chiamato perché un tempo al suo interno si coniavano monete. Dell’antica costruzione rimangono oggi solo la torre merlata a pianta circolare e i ruderi della cappella.</p>
<p>Ai piedi del castello si trova l’antica <strong>chiesa di Santa Maria</strong>, uno dei monumenti religiosi più interessanti di tutta la Valle d’Aosta., con all’interno un decorativo ciclo pittorico del XVI secolo. Una visita a parte merita la <strong>centrale idroelettrica di Champagn</strong>e, vero e proprio monumento industriale della Belle Epoque. Costruita nel 1921, rappresenta la struttura più artistica del suo genere, con preziose decorazioni e motivi architettonici al suo interno.</p>
<p>Durante la stagione invernale, Villeneuve offre varie possibilità per praticare lo sci di fondo, di discesa, l’heliski e le escursioni con le racchette da neve. Ma l’inverno è anche un momento ideale per godersi la tranquillità dei vicini villaggi, gustando i piatti della tipica cucina montanara proposti nei ristoranti.</p>
<p>Ad <strong>Introd</strong>, posta a 880 metri di altitudine, si trova l’imbocco della <strong>Valle di Rhêmes</strong> e della <strong>Valsavarenche,</strong> due delle tre valli valdostane appartenenti al <strong>Parco Nazionale del Gran Paradiso</strong>.</p>
<h4>Il castello, simbolo della cittadina, sorge su un promontorio protetto dalle  gole del <strong>torrente Savara</strong> e della <strong>Dora di Rhêmes</strong>.</h4>
<p>Il nome di Introd, infatti, deriva da “entre-eaux”, ovvero tra le acque. Nella splendida cornice del castello, le sere di agosto sono dedicate al  Castello di Introd,  Spazi di ascolto, in cui prevalgono cinema, teatro e musica, accompagnati da ospiti d’eccezione.</p>
<p>Nei pressi del castello si trova <strong>la cascina L’Ola</strong>, un’antica costruzione rurale in legno e muratura di epoca cinquecentesca che in passato serviva da scuderia, stalla e pagliaio.</p>
<p>Poi una visita alla <strong>Maison Bruil</strong>, uno dei maggiori esempi di architettura rurale del Gran Paradiso, oggi adibita a sede espositiva come museo etnografico. Si caratterizza come un’antica casa rurale in cui tutti gli spazi erano necessari alla sopravvivenza di persone e animali sotto un unico tetto. All’interno del museo è presente anche <strong>l’Atelier du Goût</strong>, uno spazio in cui vengono esposti i prodotti dell’<strong>Espace Grand Paradis</strong>, zona che si colloca ai piedi del Gran Paradiso.</p>
<p>Introd offre  itinerari di varia difficoltà segnalati sia d’estate per l’escursionismo che d’inverno per le racchette da neve. Tra questi, il famoso <strong>Sentiero dei Papi</strong> nella frazione di Les Combes, che attraversa i luoghi frequentati dai Pontefici durante i loro soggiorni in Valle d’Aosta.</p>
<h4>La <strong>Valsavarenche </strong>si trova in una stretta valle fra pendii boscosi all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso.</h4>
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<p>Una località molto frequentata dagli escursionisti, attirati da sentieri facilmente praticabili. In inverno Valsavarenche diventa la meta ideale di chi cerca la quiete dello sci di fondo, dello sci alpinismo e delle passeggiate con racchette da neve, anche se non manca una pista di sci di discesa.</p>
<p>Il secondo sabato del mese di agosto si tiene un classico appuntamento con la tradizione gastronomica. La <strong>Festa del Civet</strong>, sagra in cui il civet di camoscio è  protagonista principale.  La carne di camoscio viene messa a marinare per alcuni giorni in vino aromatizzato con spezie. Poi viene stufata dando origine ad un piatto dal sapore particolarmente intenso e aromatico, tipico delle zone di montagna. E lo accompagnano vini come il <strong>Donnas </strong>o il <strong>Torrette Superiore</strong></p>
<h4>Da Introd si può anche visitare la <strong>Valgrisenche, </strong>il cui capoluogo è l’omonimo comune posto a 1664 metri di quota.</h4>
<p>I versanti della Valgrisenche sono raggiungibili con brevi passeggiate come quelle alle <strong>cascate di Surier e Miollet</strong> o lunghe escursioni, come il <strong>Tour attorno al Rutor</strong>.</p>
<p>Il comprensorio sciistico di Valgrisenche è particolarmente adatto ai principianti e a famiglie con bambini. Le piste di fondo presentano dislivelli idonei ad ogni grado di capacità e di allenamento. E poi i più piccoli possono divertirsi anche nel baby snow park,</p>
<p>Nella Valgrisenche le tracce del passato sono ancora presenti e lo si può ammirare visitando il campanile completamente in pietra eretto nel 1392, <strong>la chiesa parrocchiale di San Grato</strong>, totalmente ricostruita nel 1872 con annesso il museo di arte sacra, e  le <strong>cappelle di Sant’Anna</strong> a Céré, e di <strong>San Dionigi</strong>  a Bonne</p>
<h4>Partendo dalla Valgrisenche si può salire negli alpeggi per assistere alla lavorazione del latte e acquistare l’autentica Fontina.</h4>
<p>Di particolare interesse una  visita alla cooperativa artigianale dove da secoli gli abitanti della Valgrisenche si dedicano all’attività tipica della vallata, ovvero la tessitura del <strong>drap.</strong> Un panno di lana filata e lavorata sugli antichi telai in legno, i  <strong>métiers.</strong></p>
<p>Il drap classico era monocolore, ma si è poi sviluppato in tinte vivaci e multicolori, usato soprattutto come tessuto da arredamento, abbinandosi perfettamente allo stile dei mobili rustici.</p>
<h4>Si arriva poi al<strong> Gran Paradiso, </strong>montagna custode dell’omonimo<strong> Parco nazionale.</strong></h4>
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<p>Un tempo riserva di caccia di Casa Savoia, <strong>la storia del Parco nazionale Gran Paradiso è legata alla protezione dello stambecco</strong>, divenuto appunto simbolo del Parco. Altri protagonisti della fauna del parco sono anche il camoscio e la marmotta. Il Parco nazionale Gran Paradiso presenta anche esempi rari di flora, come  la <strong>Potentilla pensylvanica</strong>, che cresce nei prati aridi sopra i 1.300 metri, <strong>l&#8217;Astragalus alopecurus</strong>, che si trova solo in Valle d&#8217;Aosta, e la <strong>Paradisea liliastrum</strong>, un giglio bianco da cui prende il nome il giardino alpino Paradisia di Cogne.</p>
<p>Ma la zona del Gran Paradiso non è solo Parco Nazionale, in tutte le valli spiccano montagne particolarmente suggestive come <strong>la Grivola</strong>, celebrata dal Carducci, <strong>il Ciarforon</strong>, <strong>la Grande Sassière</strong> e<strong> il Mont Fallère</strong>.</p>
<p>Il suo territorio è disseminato di laghi, piccoli o grandi, ma tutti dai colori stupefacenti dove si specchiano le montagne circostanti. Si tratta del <strong>lago di Loie</strong>, <strong>i laghi del Nivolet</strong> al confine con il Piemonte, il <strong>lac du Fond</strong>, senza dimenticare le bellissime <strong>cascate di Lillaz  e di Frenay</strong>.</p>
<h4>Destinazione <strong>Monte Bianco</strong>.</h4>
<p>Si parte da Aosta e poco distante si incontra  <strong>Sarre</strong>, situato a 631 metri di altitudine. In questa località merita sicuramente una visita il <strong>Castello Reale di Sarre</strong>, acquistato nel 1869 dal re Vittorio Emanuele, che ne fece il suo quartier generale per le spedizioni di caccia.</p>
<p>Poi la <strong>chiesa parrocchiale di San Maurizio</strong> che custodisce oggetti d’arte sacra di grande valore artistico quali sculture lignee, oreficeria e tessuti. Da percorrere anche la <strong>Strada dei Salassi</strong>, antico tracciato di origine pre- romana che congiungeva la zona del Gran San Bernardo all’alta Valle d’Aosta.</p>
<p>Per gli amanti del trekking, dalla località <strong>Thouraz</strong> parte la salita alla vetta del Fallère, mentre diversi itinerari nella zona di <strong>Ville-sur-Sarre</strong> sono percorribili in mountain bike o a cavallo.</p>
<h4>E nel mese di settembre  le feste patronali di <strong>Saint-Eustache et Saint-Maurice</strong>.</h4>
<p>In quest’occasione si presenta la tradizionale <strong>badoche</strong>, un corteo composto dai giovani del paese in abito tradizionale che sfila tra le frazioni portando aria di festa su divertenti note di fisarmonica.</p>
<p>Segue <strong>Saint- Nicolas</strong> su un ampio pianoro soleggiato a 1200 metri di altitudine. Qui nacque l’abate <strong>Jean Baptiste Cerlogne</strong>, poeta dialettale e grande studioso del patois valdostano, dialetto francoprovenzale parlato in regione. A Cerlogne  è stato dedicato un  museo situato accanto alla chiesta parrocchiale che raccoglie opere ed oggetti personali del poeta valdostano e di altri scrittori dialettali del passato.</p>
<p>La tutela e la diffusione del Patois trova riscontro nel <strong>centro studi René Willien</strong>, che dispone di una ricca biblioteca, testimonianza della civiltà alpina ed ospita convegni di carattere etnografico e linguistico.</p>
<h4>In questa zona <strong>i calanchi</strong> rappresentano un interessante esempio geomorfologico.</h4>
<p>Si tratta di caratteristiche ed imponenti erosioni che si possono ammirare percorrendo i vari itinerari a piedi o in bicicletta.</p>
<p>Passeggiate da intraprendere anche nell’area del <strong>Bois de la Tour</strong>, bosco che ospita un’area attrezzata e un percorso accessibile anche ai non vedenti, con informazioni in Braille. Escursioni più impegnative, invece, partono da Saint-Nicolas e raggiungono la <strong>Comba di Vertosan</strong>, dove trekking e mountain bike trovano il loro ambiente perfetto.</p>
<p>La tradizione si fa viva con <strong>La Dezarpe de Vertosan</strong>, ovvero la discesa a fine estate delle mandrie dagli alpeggi di alta quota del vallone di Vertosan, Vétan e del territorio di Saint Nicolas. Un giorno di festa in cui animali e pastori sfilano lungo le vie del paese e sostano per un pranzo in compagnia.</p>
<h4>Poco distante<strong> Avise, </strong>a 762 metri  sul versante  sinistro della Dora.</h4>
<p>I vitigni circondano i dintorni del paese, dai quali  si produce il noto vino <strong>Petit Rouge</strong>. Una tappa al castello di Avise, un fabbricato di tre piani, affiancato da una torre quadrata, a cui segue <strong>la roccaforte di Cré</strong>, situata al limite di un promontorio, oggi in parte distrutta.</p>
<p>La <strong>Sagra della Fiocca di Avise</strong> è un evento storico, la cui prima edizione risale al 1972. Si svolge ogni anno a fine giugno nel villaggio di <strong>Baulin</strong>, all’inizio della Valgrisenche. Tradizionalmente, la “fiocca” ovvero la panna, viene montata a mano con grande vigore con fruste di salice all’interno di una fredda grotta.</p>
<p>Segue la scoperta del villaggio di<strong> La Salle</strong>, quasi completamente ristrutturato rispettando l’originale architettura delle case preesistenti.</p>
<p>Proprio qui, al cospetto del Monte Bianco, si coltiva un vitigno  non intaccato dalla fillossera, da cui si ottiene il famoso <strong>Blanc de Morgex et La Salle</strong>, vino D.O.C. soprannominato il “vino più alto d’Europa”.</p>
<p>A La Salle si può visitare la <strong>chiesa parrocchiale di San Cassiano</strong>, completamente rifatta alla fine dell’800 con il suo campanile romanico. Poi la <strong>Maison Gerbollier,</strong> ristrutturata e oggi  sede degli uffici municipali nonché di concerti e manifestazioni nel periodo estivo. Poco fuori La Salle spunta <strong>il castello di Châtelard</strong>, con la sua alta torre cilindrica che si erge sui resti di tre livelli di mura fortificate.</p>
<p>Da questa località provengono i componenti del gruppo musicale <strong>“Les Sallereins</strong>”, abili esecutori della tradizione musicale valdostana che si esibiscono accompagnati dalla fisarmonica e indossando il caratteristico costume del paese.</p>
<h4>Si arriva a<strong> Morgex</strong>, situata in un ampio spazio pianeggiante a 923 metri di altitudine.</h4>
<p>Nel centro dell’abitato si eleva  <strong>la Torre de L’Archet</strong>, a pianta quadrata, che in epoche passate ospitava i principi di Savoia per le Udienze Generali. Da visitare la <strong>chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta</strong>, al cui interno sono custoditi un notevole altare barocco e un interessante museo di arte sacra.</p>
<p>Nel raggio di pochi chilometri da Morgex si estendono una serie di scenari naturalistici in cui praticare molteplici attività. A partire<strong>  </strong>dalla<strong> catena del Monte Bianco, Courmayeur e La Thuile</strong> per sciare in panorami mozzafiato. Poi <strong>Arpy </strong>per godersi la tranquillità dello sci di fondo e  le acque tumultuose della Dora per provare il rafting.</p>
<p><strong>Pres Saint Didier</strong> si presenta a 1001 metri di altitudine, alla confluenza dei fiumi  <strong>Dora di Verney </strong>con la<strong> Dora di Coumayeur. </strong></p>
<p>A pochi passi dal centro di Pré-Saint-Didier si può ammirare l’<strong>Orrido</strong>, gola profonda e strettissima formatasi dalle acque impetuose della Dora di Verney. Uno spettacolo naturale molto suggestivo. A fianco della cascata si trovano le due sorgenti di acqua termale che sgorgano dalla roccia.</p>
<h4>Pré-Saint-Didier può infatti vantare la presenza sul suo territorio di un famoso impianto termale.</h4>
<p>Le acque calde e ricche di ferro erano già conosciute ed apprezzate dagli antichi romani. Ma da  circa metà del ´600 queste divennero méta di un importante turismo termale, grazie alle virtù antireumatiche dei sali minerali in esse contenuti</p>
<p><strong>Le Terme di Pré-Saint-Didier</strong> offrono varie proposte ai visitatori, dai massaggi alle saune e in alcune zone dell´impianto si gode di una spettacolare vista sulla catena alpina del Monte Bianco.</p>
<p>A Pré-Saint-Didier si imbocca la <strong>valle d</strong>i <strong>La Thuile</strong>, che arriva fino al <strong>Colle del Piccolo San Bernardo</strong>. La Thuile, adagiata su un’ampia conca a 1441 metri di altitudine, si trova in un’area contornata da fitte foreste e dominata dalla maestosa presenza di alte montagne ed estesi ghiacciai.</p>
<p>Partendo da La Thuile è possibile salire al vicino Colle del Piccolo San Bernardo dove si può osservare un curioso recinto fatto di pietre.</p>
<h4>Si tratta del <strong>Cromlech</strong>,  monumento megalitico che risale all’età del ferro.</h4>
<p>Nella zona sono inoltre visibili i resti di due <strong>Mansiones</strong> dell’epoca romana, che testimoniano l’importanza di La Thuile quale posto di tappa sulla <strong>via delle Gallie</strong>.</p>
<p>La Thuile, in particolare, offre agli appassionati di mountain bike sia itinerari di cross country tra Italia e Francia che di downhill e free ride servite da due seggiovie attrezzate per il trasporto in quota delle biciclette. Il comprensorio internazionale “<strong>Espace San Bernardo”</strong> di La Thuile, invece, permette di sciare su oltre cento chilometri  di piste a cavallo della frontiera con la Francia.</p>
<p>Presso il Colle del Piccolo San Bernardo si trova il giardino botanico <strong>Chanousia,</strong> fondato nel 1897 per proteggere la flora caratteristica del mondo alpestre.</p>
<h4>La domenica successiva al Ferragosto, sempre in questa zona, si svolge la <strong>Fête des Bergers</strong>.</h4>
<p>Un appuntamento che ricorda il passato, quando i pastori savoiardi e valdostani si incontravano per lo scambio e il mercato del bestiame. Oggi questo evento si è trasformato in un’apprezzata manifestazione folcloristica alla quale partecipano valligiani, pastori e turisti dei due versanti del Colle.</p>
<p>Si arriva poi nella splendida <strong>Courmayer</strong> che sorge alle falde del massiccio del Monte Bianco, in una conca circondata da abeti e larici, montagne e ghiacciai.</p>
<p>Nonostante la sua importanza internazionale, Courmayeur conserva un’atmosfera alpina autentica, che si respira passeggiando tra i negozi della centrale via Roma e nei villaggi tradizionali che circondano il nucleo principale della cittadina.</p>
<h4>Un’ attività da non perdere a  Courmayeur è la <strong>traversata del Monte Bianco</strong>.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62953" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/courmayeur-2551014_1280-e1595328498283.jpg" alt="courmayer valle d aosta" width="800" height="450" /></p>
<p>Un’esperienza unica resa possibile dalla <strong>Funivia del Monte Bianco</strong>, che in pochi minuti copre oltre 2.000 metri di dislivello. Nel corso della traversata si gode di una vista magnifica sui ghiacciai e sulle grandi vette delle Alpi,</p>
<p>Courmayeur rappresenta una delle capitali storiche dell’alpinismo e dell’escursionismo di montagna. Le grandi imprese che hanno segnato la storia dell’alpinismo sono racchiuse nel <strong>museo  Duca degli Abruzzi</strong>, dove sono raccolti documenti, cimeli e attrezzature da scalata. Il museo è ospitato nella <strong>Casa delle Guide</strong>, proprio nel centro di Courmayeur, a fianco all’antica chiesa parrocchiale.</p>
<h4>Il comprensorio di sci alpino di Courmayeur è frequentato da sciatori di tutto il mondo.</h4>
<p>Una meraviglia per lo sci fuori pista viene rappresentata dalla discesa sul <strong>ghiacciaio del Toula</strong> e dalla discesa della <strong>Vallée Blanche</strong>, che attraversa il ghiacciaio della Mer de Glace per raggiungere Chamonix, sul versante francese del Monte Bianco.</p>
<p>Ed ecco che si presenta il maestoso <strong>Monte Bianco</strong>, con i suoi 4807 metri di altezza. Non solo la montagna più alta delle Alpi, ma anche un luogo  di attrattive naturali e una delle mete turistiche più note della Valle d&#8217;Aosta. Emozioni particolari vengono regalate salendo con la moderna  funivia Skyway fino ai 3.466 metri della terrazza panoramica di Punta Helbronner con la possibilità di fermarsi anche alla stazione intermedia del Pavillon du Mont Fréty, ricca di interesse e di luoghi da visitare.</p>
<h4>Aosta rimane sempre il punto di partenza anche per scoprire le località in direzione <strong>Gran San Bernardo. </strong></h4>
<p>Poco distante dal capoluogo valdostano si trova <strong>Allein, </strong>un tranquillo villaggio a 1253 metri di altitudine, sulla sponda sinistra del torrente <strong>Artanavaz,</strong> nella Valle del Gran San Bernardo.</p>
<p>In tutta la valle è famoso il <strong>Carnevale di Allein</strong>, perchè caratterizzato da costumi in cui predomina il colore rosso. Abiti curiosamente decorati con specchietti, piume colorate e frange varie, ispirati dalle giacche delle divise dell’esercito napoleonico, che attraversò la zona agli inizi dell’Ottocento.</p>
<h4>Le tradizioni continuano con la sagra della patata, chiamata <strong>Fëta di Trifolle</strong>, nell’ultimo fine settimana di agosto.</h4>
<p>Durante l’evento si assaggiano deliziose specialità, tra cui la <strong>Sorsa d’Allein</strong>, cucinata con patate, brodo, fagioli, carote, pere, mele e pane nero.</p>
<p>Poi<strong> Valpelline</strong>, in una conca verde tra vasti prati e frutteti. Una storia caratterizzata dall’artigianato e dall’industria mineraria, dato che un tempo era nota nel paese la sua fonderia di rame. Oggi Valpelline è conosciuta per la produzione della <strong>Fontina DOP</strong> e i suoi magazzini di stagionatura scavati nella roccia, uno dei quali ricavato proprio all’interno dell’antica miniera di rame.</p>
<h4>Questa sua specialità è descritta nel <strong>Museo della Fontina</strong>.</h4>
<p>Un luogo nato per far conoscere la storia e le particolarità di questo famoso formaggio D.O.P della Valle d’Aosta, attraverso pannelli didattici e oggetti legati alla sua produzione.</p>
<p>In estate Valpelline è la base ideale per passeggiate nella vallata e per escursioni alpinistiche sulle cime più alte, tra cui la <strong>salita alla Becca di Viou</strong>, con magnifici panorami sul Monte Bianco e sul Grand Combin. Gli appassionati di pesca possono invece scendere lungo il corso del <strong>torrente Buthier </strong>nel tratto in cui è stata istituita una riserva<strong>.</strong></p>
<p>A fine luglio si svolge la tradizionale <strong>sagra della Seupa à la Vapelenentse</strong>. Un piatto di origine contadina, tipico della cucina locale, preparato con pane bianco raffermo, brodo, cavolo e abbondante Fontina. E poi un evento molto particolare che accomuna le tradizioni delle località presenti nella valle del Gran San Bernardo, ovvero il <strong>Carnevale storico della Coumba Freida</strong>.</p>
<h4>Un carnevale particolare tutto da scoprire, carico di mistero e tanta stravaganza.</h4>
<p>Protagoniste sono le <strong>landzette,</strong> bizzarre e per alcuni aspetti inquietanti maschere di questo carnevale. Costumi colorati e cappelli che ricordano le uniformi napoleoniche. Abiti confezionati a mano, decorati di perline, paillette e  specchietti che riflettono la luce e allontanano le forze maligne.</p>
<p>Da qui si visita il piccolo borgo di<strong>  Etroubles</strong>, a 1270 metri di altitudine nella splendida cornice alpina della <strong>valle del Gran San Bernardo</strong>. Una visita al borgo medievale presenta una galleria d’arte contemporanea a cielo aperto allestita lungo le stradine in ciottolato. Particolari opere d’arte, ma anche vivaci angoli con splendidi fontanili e antiche abitazioni in pietra. E poi le cappelle rurali che testimoniano la devozione e la religiosità degli abitanti dei villaggi, tra cui quella di <strong>Echevennoz, la più antica della parrocchia, dedicata alla Madonna delle Nevi</strong>.</p>
<h4>Étroubles è anche sport e attività all’aria aperta.</h4>
<p>Gli amanti del trekking, infatti, possono scegliere tra facili escursioni, lunghe traversate in valloni incontaminati oppure partire per itinerari su più giorni, come il <strong>Tour du Mont Fallère</strong>, giro ad anello che offre una vista incredibile sui principali monti della Valle d’Aosta. Mentre inverno da Étroubles parte una pista di fondo che risale la vallata e raggiunge i 1521 metri di Saint-Rhémy-en-Bosses.</p>
<p>Si arriva poi a<strong> Saint- Oyen</strong>, ai piedi della <strong>Comba di Bosses</strong> nella valle del Gran San Bernardo.  Un piccolo borgo a 1373 metri di altitudine che si trova lungo la strada che sale al Colle del Gran San Bernardo, un tempo importante passaggio commerciale e ancora oggi zona di transito dei pellegrini che ogni anno percorrono la Via Francigena.</p>
<p>Da visitare la <strong>chiesa Parrocchiale di Saint-Oyen</strong> ricostruita nel 1820, che conserva un bellissimo reliquiario in argento, risalente al XVII secolo. Poi  <strong>Château Verdun</strong>, un’ ampia casa-forte donata nel 1137 dal conte Amedeo III di Savoia ai canonici del Gran San Bernardo che  lo hanno trasformato in una struttura ricettiva decisamente caratteristica.</p>
<p>Da Saint Oyen partono itinerari escursionistici verso entrambi i versanti della vallata, tra cui si consigliano quelli a <strong>Plan Puitz e nella Comba di Flassin</strong>. In inverno, proprio a Flassin si trova un moderno “<strong>foyer de fond</strong>”, edificio di servizio per gli appassionati dello sci di fondo, che possono usufruire di piste tra Étroubles e Saint-Rhémy-en-Bosses.</p>
<h4>E poi è necessario partecipare alla <strong>Sagra del Jambon alla brace</strong>.</h4>
<p>Il primo weekend di agosto di ogni anno si svolge questo evento dedicato ad un delizioso prosciutto cotto, rosolato lentamente allo spiedo su enormi bracieri, affumicato e profumato da erbe aromatiche.</p>
<p>Segue  <strong>Saint Rhemy en Bosses, </strong>ultimo comune prima del confine svizzero. Durante il periodo estivo questa località offre una vacanza dinamica all’insegna dello sport con vari itinerari  per escursioni a piedi o in mountain-bike, oppure si può percorrere un tratto del <strong>Tour des Combins</strong> tra Italia e Svizzera. In inverno i pendii della <strong>Testa di Crévacol</strong> ospitano un comprensorio sciistico di circa venti chilometri  fino ai 2400 metri di quota con vista su tutta la Valle del Gran San Bernardo.</p>
<h4>A Saint Rhemy en Bosses merita una visita l <strong>’Ospizio del Gran San Bernardo.</strong></h4>
<p>Situato a 2472 metri di quota e raggiungibile in auto, è ancora oggi  luogo di accoglienza per i pellegrini che percorrono la Via Francigena. Di fronte a questo si trova il museo che permette di scoprire la storia del Colle, dai culti dell’antichità fino all’ospitalità dei giorni nostri.</p>
<p>Ma questa località è anche nota per  il pregiato prosciutto DOP, lo <strong>Jambon de Bosses</strong>, profumato con erbe e stagionato all’aria fresca di montagna, a cui è dedicata una sagra nel mese di luglio. Ad agosto invece si può partecipare al<strong> Percorso in Rosso</strong>, evento in cui i visitatori  vengono guidati ad assaporare le specialità enogastronomiche e i vini presentati dai produttori del territorio tutti accomunati dal colore rosso.</p>
<p>Fino ad arrivare al  <strong>Gran San Bernardo</strong> da sempre crocevia internazionale e porta d&#8217;ingresso della  cosiddetta Via Francigena,  principale collegamento tra  le regioni transalpine e Roma<strong>.</strong></p>
<p>Per scoprire le aree che interessano <strong>il</strong> <strong>Monte Cervino, il Monte Rosa e la Valle Centrale Mont Avic</strong> si può intraprendere un percorso che parte da <strong>Châtillon</strong>. Ma prima di arrivare in questa graziosa cittadina, nelle vicinanze di Aosta si presentano una serie di località caratteristiche.</p>
<p>A partire da  <strong>Pollein, </strong>situato a 551 metri di altitudine sulla sponda destra della Dora, in una zona pianeggiante fino a raggiungere la sommità del Monte Emilius con i suoi 3.559 metri. L’area è raggiungibile da Aosta in auto ma anche a piedi o in bicicletta, attraverso la pista ciclabile che  segue il corso della Dora Baltea.</p>
<h4>A Pollein si visita il <strong>Parco arboreo ed il Giardino delle rocce</strong>, presso l’area verde <strong>Grand-Place</strong>.</h4>
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<p>Un percorso composto da una serie di massi rappresentativi dei principali tipi di roccia che costituiscono le montagne della Valle d’Aosta. Quest’area, inoltre, presenta vasti spazi prativi in cui si praticano sport popolari come  rebatta, fiolet e palet.</p>
<p>Tra le feste tradizionali si inseriscono il borgo in festa, <strong>Le Bourg en Fête</strong>, nel villaggio di Les Crêtes, caratterizzato da  mercatini pomeridiani e serali con punti di degustazione alla scoperta dei prodotti locali e <strong>la Festa delle rane</strong>, in primavera, consueto appuntamento gastronomico con animazioni musicali.</p>
<p>Poco distante<strong>  Saint Marcel, </strong> noto in epoche remote per i suoi giacimenti minerari di manganese e il <strong>sito minerario di Servette</strong>, uno dei più alti d’Europa che sorge a 1.800 metri. Le miniere oggi sono un museo a cielo aperto e si possono visitare in compagnia delle guide.</p>
<p>Saint-Marcel offre particolari escursioni come quella verso le acque verdi, una sorgente che, in determinati periodi dell’anno, si tinge di colore turchese per la presenza nell’acqua di sali ricchi di rame. Anche la gita verso il piccolo <strong>lago del Layet</strong>, incastonato tra i monti, è uno degli itinerari che partono dall’area attrezzata di <strong>Les Druges</strong>.</p>
<h4>Il palato viene soddisfatto da <strong>Prosciuttiamo</strong>, festa del prosciutto crudo che si svolge  tutti gli anni a giugno.</h4>
<p>L’occasione per gustarlo è lungo la <strong>Via del Prosciutto</strong>, un itinerario gustoso da percorrere facendo tappa nelle merenderie delle frazioni del paese.</p>
<p>Poi <strong>Nus</strong>, a 529 metri di altitudine, in corrispondenza della profonda gola che conduce alla Valle di Saint-Barthélemy, tra castagneti e vigneti, da cui proviene il  <strong>Vien de Nus</strong>. La seconda domenica del mese di maggio si svolge il <strong>Festival du Vien de Nus</strong>, durante il quale sono protagonisti eccellenti vini locali come il <strong>Rouge </strong>e la <strong>ricercata Malvoisie</strong>, raffinatezza enologica prodotta da uve appassite.</p>
<p>A Nus si può anche visitare il <strong>castello di Pilato</strong>, nella parte alta dell’abitato a protezione del borgo stesso dove, secondo la tradizione, avrebbe soggiornato Ponzio Pilato esiliato da Caligola.</p>
<h4>Poi <strong>il Santuario di Cuney</strong>, a 2.656 metri sopra Saint-Barthélemy e raggiungibile a piedi, dedicato alla Madonna delle Nevi.</h4>
<p>Questa viene celebrata anche da una festa che si tiene il 5 agosto di ogni anno. Il corteo dei pellegrini raggiunge il santuario e, dopo la messa, si reca ad una vicina sorgente dove viene immersa per tre volte la croce processionale, con preghiera alla Madonna per favorire un’abbondante presenza d’acqua.</p>
<h4>Una tappa alla quale non si può rinunciare è <strong>Fenis, </strong>che presenta uno dei castelli medievali più belli del mondo.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62955" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fenis.jpg" alt="fenis valle d aosta" width="960" height="637" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fenis.jpg 960w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fenis-300x199.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/fenis-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Una visita emozionante del castello, varcando il portone, proseguendo attraverso le mura merlate fino al cortile affrescato e ascoltando l’incredibile storia dell’abbandono della dimora, della sua riconversione a stalla e del suo lungo recupero.</p>
<p>A pochi metri dal castello, manufatti d’uso e sculture raccontano l’artigianato del passato e del presente della Valle d’Aosta all’interno del <strong>MAV, il Museo dell’Artigianato Valdostano di tradizione. </strong></p>
<p>Ai piedi del castello e nelle sue corti interne si svolgono mercatini, musica e intrattenimento per il tradizionale appuntamento di  <strong>Castello in fiera</strong>. E poi <strong>Châtaigne d’or</strong>, un evento di tre giorni dedicato alla castagna, frutto autunnale per eccellenza. Quella di Fénis è una delle castagnate più antiche della Valle d’Aosta.</p>
<p>A Fenis non solo arte. Sempre in prossimità del castello si presenta un’area  chiamata <strong>Tzanté de Bouva</strong> che, in un bosco di querce, ciliegi e betulle, accoglie un parco giochi e un’area sportiva. Da questa località si può percorrere l’itinerario che conduce al <strong>Santuario di Saint-Julien e al Mont Corquet.</strong></p>
<h4>Poi si arriva a <strong>Châtillon.</strong></h4>
<p>Situato a 549 metri di altitudine, in corrispondenza dell’incontro della Valtournenche con la Valle Centrale, estendendosi su una conca lungo i due versanti della Dora Baltea e del torrente Marmore. Il paesaggio, però, si caratterizza per la presenza di <strong>tre castelli</strong>. Quello degli <strong>Challant</strong>, il castello <strong>Baron Gamba</strong>, immerso in un grande parco, e quello di <strong>Ussel</strong>, che si trova appena oltre la Dora, finemente restaurato e oggi sede di mostre temporanee nel periodo estivo.</p>
<p>Il borgo conserva ancora un insieme di case risalenti ai secoli XVI e XVII ed in alcuni villaggi sono visibili i nuclei abitativi rurali e numerose torri medioevali. A Châtillon si apre la Valtournenche, la valle alpina che sale verso il Monte Cervino.</p>
<h4><strong>Antey-Saint-André</strong> è il primo centro abitato della vallata a circa mille metri d’altitudine che regala uno scorcio incantevole sul Cervino che appare incastrato tra le pareti della vallata.</h4>
<p>Uno spunto interessante lo offrono i i resti degli antichi canali, detti <strong>rus</strong>, che portavano l&#8217;acqua del Marmore verso gli aridi pendii della valle centrale. Molto caratteristico è il <strong>Rû du pain perdu</strong>, in cui sono ancora visibili le arcate maestose appoggiate alla montagna del canale irriguo risalente al XVI secolo.</p>
<p>Ad Antey-Saint-André si svolge la <strong>Fiera dell’Artigianato Valdostano di Tradizione</strong>, dove l’incantevole vista del Cervino fa da sfondo alle opere di più di duecento allievi delle scuole di artigianato della Valle d’Aosta.</p>
<p>Due altri eventi rappresentativi si svolgono in questa località. La <strong>Mele Vallée</strong>, tradizionale mostra mercato sulle mele e sul sidro che ha luogo in autunno tra animazioni e degustazioni, e <strong>Cervino in fiore,</strong> manifestazione florovivaistica in cui si espongono e vendono piante e fiori, alberi da frutto, piante officinali, macchine agricole e utensili da giardinaggio, nonché animali da cortile.</p>
<h4>A seguir <strong>La Magdeleine</strong>, situata a 1644 metri di altitudine sul versante sinistro del torrente Marmore.</h4>
<p>Un insieme di cinque piccole frazioni edificate secondo un’architettura in legno semplice e proporzionato.</p>
<p>Il comune di La Magdeleine presenta otto mulini, alimentati dalle acque di un piccolo torrente. Nonostante esista un <strong>sentiero dei mulini</strong> percorribile liberamente, si consiglia di partecipare alle visite guidate per scoprire i vari edifici e conoscerne le caratteristiche.</p>
<p>Base di lancio per voli con il parapendio, La Magdeleine è punto di partenza per chi è diretto a Chamois percorrendo la strada panoramica <strong>Energie in gioco</strong>. Si possono anche effettuare escursioni in mountain bike e trekking <strong>al Monte Zerbion</strong> e <strong>al Monte Tantané</strong>.</p>
<p>In inverno La Magdeleine presenta una piccola stazione sciistica, dotata di facili piste da discesa, di una pista per lo sci nordico escursionistico e di uno snow-park per i più piccoli. Gli appassionati dello sci-alpinismo si possono orientare <strong>sul Col Portola</strong> o <strong>sul Monte Zerbion</strong>.</p>
<h4>Una piccola perla rappresentativa del territorio è <strong>Chamois.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62956" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Chamois_AO-e1595329103966.jpg" alt="chamois valle d aosta" width="800" height="455" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Chamois_AO-e1595329103966.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Chamois_AO-e1595329103966-300x171.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Chamois_AO-e1595329103966-768x437.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A 1815 metri d’altitudine è il comune più alto della Valle d’Aosta ed uno fra i più alti d’Italia.</p>
<p>Chamois si raggiunge principalmente mediante funivia, ma chi lo preferisce può seguire la vecchia mulattiera che, con le sue strette curve, collega la località al fondovalle. In questa località non circolano le auto. Chamois fa parte appunto di una serie di località dell’arco alpino unite dalla comune volontà di promuovere la tutela del territorio e gli spostamenti liberi dal vincolo dell’automobile.</p>
<p>Il paese ha mantenuto intatte tutte le caratteristiche di piccolo borgo alpino, con le abitazioni in legno e pietra e le strette stradine che lo attraversano. Una caratteristica difesa dai suoi abitanti, che ne apprezzano i benefici in termini di tranquillità.</p>
<h4>Lungo il <strong>Ru des Novalles</strong> si osserva un tracciato panoramico che permette di avere una visione dall’alto dell’abitato di Chamois e di tutta la natura che lo circonda.</h4>
<p>Il Ru des Novalles inizia presso <strong>l’alpeggio di Foressus</strong> e, dopo un paio di chilometri in piano, arriva al <strong>lago di Lod</strong> per poi scendere sino alla frazione di Lavoré. In inverno il comprensorio sciistico di Chamois offre varie tipologie di discese, tra cui interessante quella fuori pista che dal Col Fontana Fredda permette di raggiungere Valtournenche.</p>
<p>Subito dopo si arriva proprio a<strong> Valtournenche, </strong>ai piedi del Cervino. Molto caratteristica la piazzetta davanti alla <strong>Chiesa parrocchiale di Sant‘Antonio</strong>, ben visibile dalla maggior parte delle frazioni per il suo campanile che svetta sul paesaggio circostante.</p>
<p>A questa si aggiunge una visita alla <strong>Maison de l’alpage</strong>. Allestito in un grande rascard secentesco, questo museo promuove la conoscenza della vita dell’alpeggio e dei suoi prodotti, attraverso visite guidate all’esposizione ed eventi.</p>
<p>Partendo sempre dalla piazzetta, in un paio d’ore di salita a piedi, si arriva a <strong>Cheneil</strong>, grazioso villaggio senza auto, da cui si gode di una splendida vista sul Cervino, in un ambiente naturale tra fitti boschi e pascoli in fiore.</p>
<p>Se si volge lo sguardo in direzione della parete rocciosa davanti al municipio della piazzetta, in estate si possono vedere alpinisti che si cimentano su una via ferrata. Ma si presentano anche occasioni di escursionismo.</p>
<h4>Poco oltre la via ferrata si può salire fino al <strong>Lago di Cignana</strong> e al <strong>rifugio Perucca-Vuillermoz</strong>.</h4>
<p><strong>La Veillà de Valtournenche</strong>, speciale serata estiva, anima le vie di questa località con i suoni dei mestieri di un tempo, tra cui il sabotier, artigiano che fabbrica gli zoccoli in legno, i pastori che tosano le pecore e le donne intente a filare la lana.</p>
<p>Si procede verso nord arrivando a  <strong>Breuil Cervinia</strong>, che insieme a Courmayeur, è oggi il centro turistico più rinomato della Valle d’Aosta.Accompagnati da un maestro di sci o da una guida alpina, è  possibile percorrere alcuni tra i fuoripista più spettacolari delle Alpi e praticare l’eliski. Per i più spericolati si presenta la possibilità di praticare il parapendio, il kite sailing, lo snowbike ed escursioni in motoslitta.</p>
<h4>In questa località si scia anche d’estate, grazie agli impianti che permettono di raggiungere i <strong>ghiacciai di Plateau Rosa e del Ventina</strong>.</h4>
<p>Appuntamenti da segnare in agenda sono la fiaccolata di fine anno, le competizioni internazionali in mountain bike e le numerose gare di snowboard. A luglio, inoltre, viene organizzata la rassegna di film di montagna <strong>Cervino International Film Festival</strong> e una menzione a parte merita il <strong>Trofeo Mezzalama</strong>, competizione di sci alpinismo organizzata, ad annate alterne, su un percorso tra Cervinia e Gressoney-La-Trinité, che si distende a cavallo dei 4000 metri di quota.</p>
<h4>Poi risalta la vetta imponente del<strong> Monte Cervino</strong>, 4478 metri di roccia che domina un meraviglioso semicerchio di creste, ghiacci e valichi.</h4>
<p>Sulla sinistra si trova la catena delle <strong>Grandes Murailles</strong>, ad ovest, la <strong>Becca d&#8217;Aver</strong> che divide con il vallone di <strong>Saint-Barthelemy</strong>. Ovunque l&#8217;acqua ha lasciato laghi cristallini, dal <strong>lago Lod</strong> a quelli superiori <strong>delle Cime Bianche</strong>, al piccolo <strong>Lago Blu</strong>, un gioiello incastonato nella conca del Breuil dove a volte si specchia la mole del Cervino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62957" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/lago-bleu-200433_960_720-e1595329235548.jpg" alt="lago blu valle d aosta" width="800" height="548" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/lago-bleu-200433_960_720-e1595329235548.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/lago-bleu-200433_960_720-e1595329235548-300x206.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/lago-bleu-200433_960_720-e1595329235548-768x526.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Da Châtillon, verso l&#8217;ampio massiccio del Monte Rosa, salgono due valli, quella di <strong>Ayas</strong> e quella di <strong>Gressoney</strong>.</p>
<p>Si parte <strong> </strong>da  <strong>Brusson,</strong> a 1338 metri di altitudine tra fitti boschi e pascoli<strong>. </strong>Da Brusson parte la strada che porta al panoramico <strong>Col di Joux</strong>, che collega la Val d’Ayas con Saint-Vincent.</p>
<p>Da visitare le <strong>miniere d’oro di Chamousira</strong>, una moderna struttura, in posizione panoramica sulla Val d’Ayas, che permette di scoprire il suggestivo mondo sotterraneo delle miniere d’oro di Brusson. Poi il <strong>Castello di Graines</strong>, costruito nell’XI secolo su di uno sperone roccioso che regna  sull’abitato e la <strong>Chiesa Parrocchiale di San Maurizio</strong>, situata nella parte alta del borgo che ospita al suo interno interessanti altari ottocenteschi e una serie di oggetti di arte sacra.</p>
<h4>Particolare <strong>la Fromagerie Haut Val d’Ayas.</strong></h4>
<p>Un caseificio, al cui interno sono stati ritagliati degli spazi che riproducono scene di vita rurale di un tempo, con pannelli che illustrano il percorso del latte dalla mungitura alla trasformazione.</p>
<p>In inverno Brusson è meta ideale per appassionati di sci nordico con  piste che raggiungono i duemila metri di Estoul, villaggio in cui si trovano piste di discesa che si spingono verso <strong>la Punta Palasinaz</strong>. In estate, invece, è possibile praticare escursioni con differenti livelli di difficoltà oppure pedalare in mountain bike lungo vari sentieri. Gli amanti dell’arrampicata su roccia, trovano pareti a strapiombo alte fino a 45 metri nella <strong>frazione di Extrepieraz</strong>.</p>
<p>Segue il comune di <strong>Ayas, </strong>alla testa della valle solcata dal torrente Evançon e dominata dal massiccio del Monte Rosa e dalle sue vette. La località è frammentata in numerosi villaggi, ognuno con proprie caratteristiche paesaggistiche e architettoniche.</p>
<h4><strong>Champoluc </strong>è la località più famosa<strong>, </strong>a 1568 metri di quota.</h4>
<p>La <strong>Notte bianca</strong> a Champoluc è un evento che richiama ogni anno moltissimi visitatori, nel mese di agosto, a cui partecipano  artigiani e aziende agricole valdostani, mentre gruppi itineranti rallegrano il borgo con musica e balli tradizionali.</p>
<p><strong>Antagnod,</strong> dove si trova il Municipio di Ayas, è invece un villaggio a 1710 metri di altitudine da cui si gode un magnifico panorama. Da non perdere la <strong>parrocchiale di San Martino</strong> con un insolito campanile a bulbo ed un prezioso altare barocco del XVII secolo e il Museo di arte sacra. Il centro storico di Antagnod ospita la mostra permanente dell’artigianato tipico presso la <strong>Maison Fournier</strong>, caratterizzata da una lunga balconata in legno ed affiancata da una torre scalare cilindrica.</p>
<p>La località è rinomata per gli sport invernali. Dalla piccola stazione per lo sci da discesa di Antagnod ai noti impianti del comprensorio <strong>Monterosa Ski</strong> di Frachey e Champoluc, che con le loro piste collegano la Val d’Ayas, la Valle di Gressoney e la Valsesia.</p>
<h4>Durante l’estate, Ayas offre itinerari escursionistici verso laghi come lo splendido <strong>Lago Blu di Verra</strong>, e diversi rifugi o valichi alpini, tra cui il <strong>Col Portola</strong>.</h4>
<p>Punto di partenza ideale per le ascensioni alpinistiche sul gruppo del Monte Rosa, Ayas offre anche molti percorsi segnalati agli appassionati di mountain bike.</p>
<p>Tra le altre località che conducono al Monte Rosa si presenta <strong>Gressoney Saint- Jean</strong>, a 1385 metri di altitudine in un contesto scenografico particolare per la vista offerta sul <strong>ghiacciaio del Lyskamm</strong>.</p>
<h4>La storia di Gressoney è strettamente legata alla <strong>comunità Walser.</strong></h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62958" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/walser.jpg" alt="walser valle d aosta" width="800" height="593" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/walser.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/walser-300x222.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/walser-768x569.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Una popolazione di origine germanica giunta in questa zona più di otto secoli fa attraverso il <strong>Colle del Teodulo</strong>. Il patrimonio tradizionale, mantenuto vivo dal Centro Culturale Walser e dal gruppo folkloristico, si riflette ancora oggi nell’architettura originale con i tipici <strong>stadel</strong>, edifici rurali che poggiano su colonne a forma di fungo, nella lingua parlata, il <strong>Titsch</strong>, e nel prezioso costume femminile.</p>
<p>Restando in tema Walser si visita <strong>il villaggio di Alpenzu</strong>, che racchiude in sé le caratteristiche dell’architettura Walser.</p>
<p>Poi l’Alpenfaunamuseum Beck-Peccoz, museo che ospita una ricca collezione di trofei di caccia, armi antiche e preziosi cimeli di famiglia</p>
<h4>A Gressoney Saint- Jean la <strong>festa patronale di San Giovanni Battista</strong> è molto caratteristica.</h4>
<p>Dopo la celebrazione della Santa Messa è possibile ammirare i <strong>costumi tradizionali Walser indossati dalle donne</strong>. Lunghi abiti rossi con pettorine di velluto nero decorate in oro, abbelliti da una preziosa cuffia, ricamata interamente in filigrana d’oro.</p>
<p>In concomitanza con questa festa si svolge anche la <strong>Bierfest,</strong> dedicata alla famosa <strong>Kühbacher Bier</strong>, prodotta nella birreria del Barone Beck-Peccoz, gressonaro emigrato in Germania. A questa si aggiunge un altro evento all’insegna del gusto, <strong>la festa della Toma</strong>, apprezzato formaggio da tavola, fresco o stagionato, che in questa vallata si produce ancora oggi con metodi tradizionali.</p>
<h4>Poi  <strong>Gaby,</strong> villaggio alpino situato a 1047 metri di altitudine che conserva un’architettura in pietra e legno del tutto particolare.</h4>
<p>Tipica è la presenza dei rascard, costruzioni in legno che qui si ritrovano frequentemente, insieme ad altre realizzate in pietra, come le locali case-forti.</p>
<p>Nonostante Gaby sia una zona linguistica franco-provenzale in cui si parla il patois, questa frazione è stata popolata un tempo dai Walser. E visitare <strong>il piccolo villaggio di Niel</strong> rappresenta un viaggio nel tempo della comunità Walser, tra antiche abitazioni, fontanelle e una piccola chiesetta.</p>
<h4>E proprio qui si svolge <strong>la Polentata</strong>.</h4>
<p>Un tradizionale appuntamento gastronomico la prima domenica di agosto di ogni anno, in cui gustare polenta e spezzatino accompagnati da canti e balli popolari.</p>
<p>Segue <strong>Issime,</strong> piccolo centro a 953 metri di altitudine. A Issime viene parlato ancora oggi un dialetto di chiara radice germanica, denominato töitschu, anche qui un’eredità lasciata dai Walser. Per mantenere vive le antiche tradizioni, a Issime è nata nel 1967 l’Associazione Augusta, che promuove e sostiene questo importante retaggio culturale.</p>
<h4>Da visitare la <strong>chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore</strong>, che risalta per l’affresco che adorna la facciata, raffigurante il Giudizio Universale.</h4>
<p>All’esterno sono interessanti le quindici cappelle decorate con i misteri del rosario, mentre all’interno è degno di nota l’altare maggiore del 1600, in legno scolpito e dorato.</p>
<p>Tra le varie cappelle, aperte solo in determinati giorni dell’anno, quella della Madonna delle Nevi in località Mühnes che, con i suoi 2007 metri, è la più alta di Issime. Qui viene celebrata ogni anno il 5 di agosto la <strong>Festa della Madonna delle Nevi</strong>. La Santa Messa, seguita dalla tradizionale distribuzione di polenta e latte, è accompagnata dalle note della banda.</p>
<p>Le tradizioni vengono rispettate con <strong>l’Eischem Mert,</strong> mercatino di artigianato e prodotti tipici valdostani, che ogni estate fa scoprire ai visitatori  la tradizione artigiana locale, fatta di legno, pietra e vimini.</p>
<p>Si arriva quindi al <strong>Monte Rosa</strong> sul confine con la Svizzera, che si estende dal <strong>colle del Théodule</strong> al <strong>Passo di Monte Moro</strong> in Valle Anzasca, comprendendo un buon numero di vette che raggiungono i 4000 metri di quota.</p>
<h4>Fra queste le più note sono  il <strong>Polluce</strong> di 4092 metri, <strong>il Castore</strong> di 4228 metri e <strong>la Pyramide Vincent</strong> di 4215 metri.</h4>
<p>Il comprensorio del <strong>Monterosa Ski</strong> collega non solo Ayas e Gressoney, ma anche <strong>Alagna Valsesia</strong>, per un totale di quasi duecento chilometri di piste, che arrivano ai 2700 metri del <strong>colle della Bettaforca</strong>, ai 2900 metri del <strong>passo dei Salati</strong> e ai 3200 metri <strong>del ghiacciaio di Indren.</strong></p>
<p>Il percorso conclusivo all’interno della regione attraversa la <strong>Valle centrale Mont Avic</strong>. Si parte sempre da Châtillon e si prosegue verso sud, incontrando <strong>Saint Vincent. </strong>Soprannominata <strong>la Riviera delle Alpi</strong> è tra le località più conosciute della Valle d’Aosta, anche grazie al <strong>Casino de la Vallée</strong>, una delle case da gioco più famose e grandi d’Europa.</p>
<p>Poco distante da Saint-Vincent, a 1.640 metri, si trova la stazione sciistica del <strong>Col de Joux</strong>, posta a cavallo tra la Val d’Ayas e la valle centrale della Dora. Una piccola stazione invernale, ideale sia per chi vuole sciare, che per chi desidera trascorrere una piacevole giornata passeggiando lungo le pinete circostanti.</p>
<h4>Anche in estate un ricco patrimonio naturale invita ad esplorare i percorsi nel verde e tra i villaggi adagiati sui vicini pendii.</h4>
<p>Un autentico tuffo nelle tradizioni secolari e nella cultura popolare, alla scoperta delle antiche abitazioni in legno e pietra, delle cappelle e dei mulini.</p>
<p>Si prosegue a sud per <strong>Champdepraz</strong>. Dal passato minerario il paese accoglie escursionisti e visitatori grazie al <strong>Parco Regionale del Mont Avic</strong>, con una natura spettacolare e una varietà di paesaggi come la foresta di pino uncinato delle Alpi italiane, e <strong>il Gran Lago</strong>, uno dei bacini naturali più estesi in Valle d’Aosta.</p>
<p>Il Parco Regionale Mont Avic offre agli escursionisti una ricca rete di sentieri che permette di scoprire particolarità animali e vegetali uniche in Valle d’Aosta. Alcuni di questi itinerari possono anche essere percorsi con le racchette da neve. Lungo <strong>il torrente Chalamy</strong> gli appassionati di pesca sportiva trovano una riserva a gestione privata, con dei tratti a cattura ed altri no-kill, cioè per coloro che rilasciano il pescato.</p>
<p><strong>Il Centro Visitatori del Parco del Mont Avic</strong> si trova nel villaggio di Covarey ed è un punto informativo sulle particolarità dell’area protetta e sulle varie passeggiate. Un interessante museo naturalistico è presente al suo interno e descrive gli ambienti rocciosi, le zone umide e le foreste del parco.</p>
<h4>Poi <strong>Verrès</strong>, cittadina di circa tremila abitanti a 391 metri di altitudine, alla confluenza del torrente Evançon con la Dora Baltea.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62959" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Castello_di_verres_1-scaled-e1595329862711.jpg" alt="verres valle d aosta" width="800" height="548" /></p>
<p>Il paese è dominato dall’imponente castello, grande esempio di fortezza feudale, situato sulla rocca che chiude l’accesso alla Val d’Ayas. La struttura di questo enorme cubo di pietra è arricchita da bifore e finestre crociate, porte ad arco e colossali camini.</p>
<p>Il cuore architettonico della <strong>Collegiata di Saint-Gilles</strong>, al centro del paese, è quasi in perfetta simmetria col castello e risale all’anno Mille. Poco distante  la <strong>chiesa parrocchiale di Sant’Egidio</strong>, costruita su una precedente chiesa romanica.</p>
<h4>ùAll’interno del borgo si possono visitare inoltre <strong>le cappelle della Madonna delle Grazie, di San Grato e di San Rocco.</strong></h4>
<p>In occasione del carnevale è particolare la rievocazione storica della <strong>figura di Caterina di Challant</strong>, contessa circondata da conti, guardie armate e capitani in costume d’epoca. A questi si aggiunge <strong>la festa medioevale</strong>, l’ultimo weekend di luglio e le serate enogastronomiche a San Rocco il 16 agosto e a Sant’Agostino il 28 agosto.</p>
<p>Segue <strong>Issogne,</strong> un insieme di abitazioni che compongono il paese è caratterizzato dalla presenza del famoso castello del XV secolo, sorto sull’area in cui esisteva una villa di epoca romana imperiale. Il castello rappresenta un esempio di architettura residenziale del periodo tardo gotico-rinascimentale, con un’ imponente struttura quadrilatera, torri angolari e finestre a crociera.</p>
<h4>Il cortile interno presenta la <strong>Fontana del melograno</strong>, opera in ferro battuto dai pregevoli dettagli.</h4>
<p>Pregevoli sono inoltre le sette lunette dipinte ad affresco che si trovano sotto il porticato che raffigurano scene di vita popolare e artigiana del tempo.</p>
<p>Si scopre <strong>Arnad</strong>, 340 metri di altitudine, in una zona dove la valle centrale si allarga, formando una piccola pianura. Una località che presenta cultura, sport e gusto.</p>
<p>Si visita <strong>il Castello Valleise</strong>, un raro esempio di dimora barocca della Valle d’Aosta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62961" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Facciata_Castello_Vallaise_Arnad-scaled-e1595330146307.jpg" alt="valle d aosta valleise" width="800" height="599" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si prosegue con <strong>il Santuario della Madonna delle Nevi</strong>, nascosto dai castagni nel vallone di Machaby, a pochi chilometri dal centro abitato, sul cui piazzale antistante si possono ammirare alcune statue in pietra ollare.</p>
<p>E poi <strong>la Chiesa parrocchiale di San Martino</strong>, l’esempio più importante di architettura romanica della Valle d’Aosta.</p>
<p>Ad Arnad si possono fare escursioni di varia lunghezza e difficoltà, ma l’attività principale è  l’arrampicata sportiva, con il <strong>Paretone</strong> e la <strong>Gruviera</strong> a disposizione degli appassionati. Nel comune si trova anche un laghetto dove si può praticare la pesca sportiva, nei pressi del quale si può partire per un divertente percorso di rafting lungo la Dora Baltea fino a raggiungere il Forte di Bard.</p>
<p>La località è anche famosa per il <strong>Lard d’Arnad</strong>, delizioso e profumato salume D.O.P. A questo è dedicata una festa ormai tipica e tradizionale nell’ultimo weekend di agosto.</p>
<h4>Poco distante <strong>Bard, </strong>il più piccolo comune italiano con poco più di cento abitanti.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62962" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/Il_forte_di_Bard-scaled-e1595330278771.jpg" alt="forte di bard valle d aosta" width="800" height="414" /></p>
<p>Si estende a ridosso di un imponente promontorio roccioso, ed è dominato dall’omonimo forte, diventato un polo culturale con musei permanenti e esposizioni temporanee di livello internazionale. <strong>Ma il Forte di Bard</strong>, al quale si può accedere con gli ascensori panoramici, presenta anche  il <strong>Museo delle Alpi</strong>, e il <strong>Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere</strong>.</p>
<p>Un borgo medievale ricco di case storiche che viene attraversato da una tappa della Via Francigena che percorre tutto il borgo ai piedi del forte. Altri due sentieri conducono ad <strong>Albard di Bard</strong> e ad <strong>Albard di Donnas</strong>, permettendo di osservare l’abitato e la sua fortificazione da una prospettiva insolita.</p>
<p>Oltre al borgo si presenta anche l’interessante geosito archeologico, caratterizzato dalle <strong>marmitte dei giganti</strong>, cavità formate dalla forza erosiva delle acque subglaciali, da incisioni rupestri e dallo <strong>scivolo delle donne</strong>, che si credeva favorisse la fertilità.</p>
<h4>Segue <strong>Pontboset </strong>un villaggio che conserva numerose costruzioni d’epoca.</h4>
<p>Da Pontboset partono passeggiate alla scoperta di bellezze naturali quali <strong>l’Orrido del Ratus</strong>, la passeggiata dei sei Ponti e quella verso <strong>il villaggio di Barmelle</strong>, raggiungibile percorrendo un antico sentiero a gradoni in pietra.</p>
<p><strong>Il torrente Ayasse</strong>, per le sue caratteristiche morfologiche e per la purezza delle sue acque, ha nel tempo scavato gole profonde e selvagge creando scorci suggestivi e divenendo anche luogo  per la pesca alla trota fario e per la pratica del kayak d’alto corso.</p>
<p>Poi <strong>Champorcer, </strong>punto di arrivo dell’ultima vallata sulla sponda destra della Dora Baltea. Champorcher è la più vicina stazione sciistica per chi arriva da altre regioni italiane e poco distante dal confine col Piemonte.</p>
<p>In questa zona l’artigianato locale è caratterizzato dalla <strong>tessitura della canapa</strong>, in mostra permanente all’ecomuseo. Al suo interno viene rievocata, grazie anche ad effetti sonori, la vita domestica di un tempo, caratterizzata anche dalla tessitura della tela di canapa, che veniva effettuata presso tutte le famiglie. Si può vedere la lavorazione tradizionale a mano del tessuto di canapa ed acquistarne i manufatti.</p>
<p>Un altro prodotto tipico di Champorcher è il <strong>pane nero</strong>, che viene celebrato in due feste ad agosto, una in frazione Mellier e un’altra in frazione Chardonney. Mentre nel periodo natalizio si cuoce in forno questo tipo di pane  arricchito con castagne, noci e uvetta.</p>
<h4>La visita nel territorio valdostano si conclude a<strong> Pont Saint- Martin,</strong> situato al confine con il Piemonte.</h4>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-62963" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/1024px-Pont_romain-Pont_st_Martin-e1595330384341.jpg" alt="ponte saint martin" width="800" height="532" /></p>
<p>Lo spettacolare ponte di epoca romana è il suo monumento più celebre. Una testimonianza <strong>dell’antica strada consolare delle Gallie</strong> che passava da qui. Il panorama è dominato dai resti dell’antico castello feudale voluto dai Signori di Bard, posto su un’altura all’imbocco della Valle di Gressoney.</p>
<p>Pont-Saint-Martin offre la possibilità di trascorrere momenti piacevoli all’aria aperta, immersi nel verde, tra castagni centenari e betulle al <strong>Bousc Daré</strong>, oppure sulle rive <strong>del torrente Lys</strong>. Da consigliare, inoltre, l’escursione che porta a <strong>Suzey,</strong> dove si trovano le rovine di un antico castello,  e il <strong>Monte Parassone</strong> a 1799 metri da dove si gode di una splendida vista su tutta la valle centrale.</p>
<p>Il <strong>Carnevale di Pont-Saint-Martin</strong> è il più antico della regione e presenta particolari caratteristiche, tra cui la rappresentazione della corsa delle bighe e la sfilata con i personaggi storici in costume dell’epoca, che percorrono a cavallo le vie del centro storico. La conclusione avviene la sera del martedì, con il rogo del diavolo sotto il ponte.</p>
<p><strong><em>Alessandro Campa</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Covid19: le temperature più alte aiuteranno a contenere il Coronavirus?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2020 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze della salute]]></category>
		<category><![CDATA[alte temperature]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo studio dice che l&#8217;aumento delle temperature non aiuterà il contenimento dell&#8217;epidemia «L&#8217;estate non lo farà sparire». Lo ha detto Dionne Gesink, epidemiologa presso la University of Toronto e co-autrice di uno studio, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, che non ha rilevato alterazioni nei tassi di infezione di Covid-19 causati dalle temperature e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57232" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/travel-5178032_1280.jpg" alt="temperature" width="799" height="467" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/travel-5178032_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/travel-5178032_1280-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/travel-5178032_1280-768x449.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Un nuovo studio dice che l&#8217;aumento delle temperature non aiuterà il contenimento dell&#8217;epidemia</h3>
<p><span id="more-57204"></span></p>
<p>«L&#8217;estate non lo farà sparire». Lo ha detto Dionne Gesink, epidemiologa presso la University of Toronto e co-autrice di uno <a href="https://www.cmaj.ca/content/early/2020/05/08/cmaj.200920">studio</a>, pubblicato sul <em>Canadian Medical Association Journa</em>l, che <strong>non ha rilevato alterazioni nei tassi di infezione di Covid-19 causati dalle temperature e dalle latitudini</strong>.</p>
<p>«È importante che le persone lo sappiano», ha detto Gesink in un <a href="https://www.utoronto.ca/news/summer-won-t-bring-end-transmission-novel-coronavirus-u-t-study-finds">comunicato stampa</a>. «D&#8217;altra parte, maggiore è il numero di interventi di sanità pubblica in atto in un&#8217;area, maggiore è l&#8217;impatto sul rallentamento della crescita dell&#8217;epidemia. <strong>Questi interventi di sanità pubblica sono davvero importanti perché sono l&#8217;unica cosa che funziona in questo momento per rallentare l&#8217;epidemia</strong>».</p>
<p>Secondo lo studio, infatti, c&#8217;erano poche o nessuna associazione tra la condizione dell&#8217;epidemia e temperatura, latitudine e umidità. <strong>Sono state trovate invece forti associazioni tra i contagi e i raduni di massa, le chiusure scolastiche e le misure di allontanamento sociale</strong>.</p>
<h4>Non si tratta dell&#8217;unico studio a suggerire che i mesi estivi più caldi non rallenteranno significativamente la diffusione del Coronavirus in tutto il mondo.</h4>
<p>Ci sono anche altri ricercatori che sostengono che <strong>è improbabile che la pandemia diminuisca solo a causa del clima estivo</strong>. Anche se le alte temperature e l&#8217;umidità possono ridurre moderatamente le velocità di trasmissione del coronavirus,</p>
<p>In uno <a href="https://projects.iq.harvard.edu/files/covid19/files/weather_and_covid-19_preprint.pdf">studio</a> che è ancora in attesa di pubblicazione, gli scienziati di Harvard e del MIT hanno analizzato i dati sulla trasmissione dei virus e le statistiche meteorologiche in oltre 3.700 località tra lo scorso dicembre e il 22 aprile. E anche loro <strong>hanno trovato un rischio di trasmissione che è solo leggermente inferiore</strong>.</p>
<p><strong>Queste scoperte sottolineano la necessità di continuare l&#8217;allontanamento sociale, la quarantena e il lavaggio delle mani</strong>, visto che la bella stagione non combatterà questa guerra al nostro fianco.</p>
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		<title>La giusta dose di crema solare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[creme]]></category>
		<category><![CDATA[creme solari]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, anche quando usiamo la crema protettiva più adatta a noi probabilmente ne stiamo usando poca Scegliamo il tipo di protezione e la marca migliore; ci impegniamo in modo da non lasciare nemmeno un centimetro del nostro corpo senza crema; chiediamo a nostra sorella o al nostro fidanzato di aiutarci a spalmarla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-37050" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2020/02/images_quantitacremesolari.jpg" alt="" width="798" height="399" /><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37050" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/02/images_quantitacremesolari.jpg" alt="" width="798" height="399" /></p>
<h3>Secondo un nuovo studio, anche quando usiamo la crema protettiva più adatta a noi probabilmente ne stiamo usando poca</h3>
<p><span id="more-37051"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Scegliamo il tipo di protezione e la marca migliore; ci impegniamo in modo da non lasciare nemmeno un centimetro del nostro corpo senza crema; chiediamo a nostra sorella o al nostro fidanzato di aiutarci a spalmarla sulla schiena: tutto perché pensiamo che proteggerci dal sole sia importante. Ma siamo sicuri che stiamo applicando la giusta quantità di crema?</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://www.medicaljournals.se/acta/content/abstract/10.2340/00015555-2992?ref=search" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un nuovo studio</a>, pubblicato sulla rivista «Acta DV» sono molte le persone che sbagliano, spalmando meno protezione solare di quanto dovrebbero e questo è un problema perché la quantità gioca un ruolo molto importante nell&#8217;efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante lo studio, la squadra dei ricercatori ha valutato la pelle danneggiata dai campioni di DNA di 16 persone dalla pelle chiara che hanno usato diverse quantità di crema solare. I campioni di pelle sono stati esposti a livelli di luce ultravioletta (UV) simili a quelli che ci sono durante una giornata al sole o durante una lunga vacanza al mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha mostrato che le quantità tipiche di protezione solare SPF 50 applicate dalle persone – meno di quelle raccomandate dai produttori di coperture solari che servono a dargli quel valore – fornivano solo un massimo del 40% della protezione dai raggi nocivi del sole prevista .</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, come la ricerca ha dimostrato, anche nelle applicazioni con gli strati più sottili la protezione solare ha prevenuto almeno alcuni dei danni provocati dai raggi UV alla pelle esposta, ma ha dimostrato che il livello di protezione cresceva inderogabilmente quando si aumentava la quantità di crema solare applicata fino a raggiungere i livelli raccomandati dal produttore.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi le scelte sono due: o si aumenta la quantità delle crema che ci si spalma oppure si sceglie di usare una crema con un SPF molto più alto di quello che si ritiene necessario.<br />
Lo sappiamo quanto è importante difendere la nostra pelle dai raggi del sole.</p>
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		<title>Cibi e stagioni calde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 15:01:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa è meglio mangiare d&#8217;estate e in primavera? E come cucinarlo? Mangiare cibi più refrigeranti nella stagione calda e cibi più riscaldati nella stagione fredda aiuta a creare equilibrio e armonia per la nostra salute e il nostro benessere. Il corpo cambia le sue esigenze a seconda della stagione che stiamo attraversando: è per questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35767" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_insalate_primavera.jpg" alt="" width="800" height="508" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_insalate_primavera.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_insalate_primavera-300x191.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_insalate_primavera-768x488.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Cosa è meglio mangiare d&#8217;estate e in primavera? E come cucinarlo?</p>
<p>  <span id="more-35768"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Mangiare cibi più refrigeranti nella stagione calda e cibi più riscaldati nella stagione fredda aiuta a creare equilibrio e armonia per la nostra salute e il nostro benessere. Il corpo cambia le sue esigenze a seconda della stagione che stiamo attraversando: è per questo che il freddo porta a cercare cibi che ci alzino la temperatura, mentre il caldo crea una piccola forma di inappetenza verso tutto quello che lo fa.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La primavera e l&#8217;estate sentiamo la necessità di uscire, di aprire le finestre, di accendere pochissimo i fornelli o comunque di starci molto meno tempo davanti. E poi iniziamo a togliere strati di vestiti e a pensare alla prova costume, quindi sentiamo la necessità di togliere dalla nostra dieta i cibi pesanti, cerchiamo di fare moto, ci iscriviamo in palestra, camminiamo invece di prendere l&#8217;automobile.<br />Inizia quindi il tempo dei cibi leggeri, cucinati al volo o mangiati crudi, come le insalate. Le cotture consigliate sono sicuramente quella a vapore, in padella, in un sanissimo wok, in forno ma senza olio – tutti metodi che tendono ad essere rinfrescanti e leggeri.</p>
<p style="text-align: justify;">La fortuna è che molte delle verdure di questo periodo sono tenere e cucinabili molto rapidamente. La natura – che tutto sa – ci fornisce frutta e verdura fresche e più leggere durante i mesi caldi: asparagi, pomodori, fagiolini, spinaci, insalata verde, piselli, bietole, avocado, peperoni dolci, mais, fragole, mirtilli, uva, albicocche e lamponi. Così ci possiamo sbizzarrire con ricette sane, veloci e facili: salmone al vapore con verdure, asparagi bolliti, purè di piselli, pollo con salsa di avocado, insalata con mais e pomodori, verdure miste saltate nella wok, fragoline con panna e chi più ne ha più ne metta.</p>
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		<title>Caldo torrido, ecco un decalogo a tutela degli anziani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2017 07:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bellezza e salute]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[decalogo]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Le dieci regole che gi anziani devono rispettare durante queste giornate di grande caldo Sono le settimane più calde dell’anno; anziani e bambini sono le categorie più a rischio, per questo devono fare particolare attenzione per riuscire a stare bene anche durante l&#8217;estate. “La nostra attività non si deve limitare a individuare una diagnosi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34290" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_Anziani_estate_regole.jpg" alt="" width="852" height="480" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Anziani_estate_regole.jpg 852w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Anziani_estate_regole-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_Anziani_estate_regole-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /></p>
<p>Le dieci regole che gi anziani devono rispettare durante queste giornate di grande caldo</p>
<p>  <span id="more-34291"></span>  </p>
<p>Sono le settimane più calde dell’anno; anziani e bambini sono le categorie più a rischio, per questo devono fare particolare attenzione per riuscire a stare bene anche durante l&#8217;estate.</p>
<p>“La nostra attività non si deve limitare a individuare una diagnosi e una terapia, ma deve avere anche la comprensione della sofferenza della persona anziana nelle dinamiche psicologiche e sociali” spiega il Presidente dell&#8217;AIP, Associazione Italiana Psicogeriatria, Marco Trabucchi. “Per questo intendiamo assistere il paziente a 360 gradi. Vogliamo far capire che invecchiare non è una malattia”. In Italia, su quasi 60 milioni di persone, gli anziani sono oltre 12 milioni: un’attenzione alla categoria è dunque doverosa. Da qui l’idea di un decalogo per stare bene, anche d’estate.</p>
<p>1) Evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata (dalle 12.00 alle 17.00).<br />2) Usare i condizionatori, ma con moderazione. Danno una sensazione di benessere, ma uno sbalzo di temperatura eccessivo (superiore ai cinque o sei gradi) può provocare danni, in particolare a chi soffre di bronchite cronica.<br />3) Evitare esercizi fisici non necessari, all&#8217;aperto o in luoghi non condizionati, ed evitare l&#8217;esposizione inutile al sole diretto.<br />4) In caso di cefalea provocata da un colpo di sole o di calore, fare subito impacchi con acqua fresca, per abbassare le temperatura corporea e se necessario contattare il medico.<br />5) Bere molti liquidi (almeno 1,5 litri al giorno, di più se si svolge attività fisica); si consiglia di bere anche se non se ne sente il bisogno, perché vanno reintegrate le perdite quotidiane di minerali (soprattutto potassio, sodio e magnesio) e liquidi. Evitare le bevande gasate, zuccherate e troppo fredde; queste ultime contrastano con la temperatura corporea e potrebbero provocare l’insorgenza di congestioni gravi; evitare bevande alcoliche e caffè che, aumentando la sudorazione e la sensazione di calore, contribuiscono alla disidratazione. Non aver timore di sudare.<br />6) Fare pasti leggeri. Meglio mangiare poco più volte al giorno; preferire alimenti come pasta, frutta e verdura alla carne e ai fritti: in estate c’è bisogno di meno calorie. Non assumere integratori salini senza consultare il proprio medico.<br />7) Indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, perché le fibre sintetiche impediscono la traspirazione, oltre a provocare irritazioni di tipo allergico, fastidiosi pruriti e arrossamenti.<br />8) Chi soffre di diabete deve esporsi al sole con molta cautela, per evitare il peggioramento della dermatite diabetica o ustioni serie a causa della minore sensibilità dei recettori al dolore.<br />9) Ricordarsi che il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci utilizzati per la cura dell’ipertensione arteriosa e di molte malattie cardiovascolari. Durante la stagione calda è opportuno, quindi, effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia (per dosaggio e tipologia di farmaci).<br />10) I pazienti ipertesi e cardiopatici sono particolarmente suscettibili agli effetti negativi del caldo e possono manifestare episodi di ipotensione arteriosa (diminuzione della pressione arteriosa) nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione eretta. E’ consigliabile, pertanto, evitare il brusco passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, che potrebbe causare anche perdita di coscienza. Se bisogna alzarsi dal letto, soprattutto nelle ore notturne, è necessario non farlo bruscamente, ma fermarsi in posizioni intermedie (esempio: seduti al bordo del letto per alcuni minuti) prima di alzarsi in piedi.</p>
<p><a href="http://ecoseven.net/component/content/article?id=17647:anziani-italiani-piu-soli-e-infelici-dei-coetanei-europei" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo questa ricerca gli anziani europei sono un po&#8217; più felici di quelli italiani.</a> Ma i nostri rimangono fondamentali al tessuto sociale ed economico</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Perché l’estate migliora la fertilità? Il parere del centro per la fertilità ProCrea</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/perche-l-estate-migliora-la-fertilita-il-parere-del-centro-per-la-fertilita-procrea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2017 12:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[La vitamina D trasmessa dal sole, l’alimentazione con prodotti freschi e il maggior movimento aiutano a preservare e potenziare la propria salute riproduttiva L’estate è la stagione che più di tutte fa bene alla fertilità. A dirlo non sono solamente le maggiori possibilità di consumare cibi freschi e di fare del movimento all’aria aperta, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34263" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_fertilita_estate.jpg" alt="" width="600" height="399" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_fertilita_estate.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_fertilita_estate-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>La vitamina D trasmessa dal sole, l’alimentazione con prodotti freschi e il maggior movimento aiutano a preservare e potenziare la propria salute riproduttiva</p>
<p>  <span id="more-34264"></span>  </p>
<p>L’estate è la stagione che più di tutte fa bene alla fertilità. A dirlo non sono solamente le maggiori possibilità di consumare cibi freschi e di fare del movimento all’aria aperta, ma anche una serie di studi che promuovono luglio e agosto quali periodi nei quali la capacità fertile, sia nella donna sia nell’uomo, è maggiore.</p>
<p>“L’estate coniuga una serie di fattori che rappresentano la base delle buone abitudini per difendere la fertilità. Mettere in tavola cibi freschi e fare dell’attività fisica, accantonando possibilmente il consumo di alcol e il fumo, aiutano a preservare la propria salute riproduttiva”, spiega Marina Bellavia specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano. Una ricerca della Harvard School of Public Health ha scoperto un calo dei problemi di infertilità nelle donne alla ricerca di un figlio che seguivano una dieta sana: ridotti del 66% del rischio di infertilità per problemi di ovulazione rispetto a donne che non si attenevano a regimi alimentari corretti.</p>
<p>Anche il sole ha ruolo fondamentale. “Attraverso i raggi solari il nostro organismo assorbe vitamina D, capace di contrastare i fattori negativi che influiscono sulla fertilità”, aggiunge Bellavia. “Diversi studi internazionali hanno infatti analizzato la relazione tra vitamina D e fertilità, sia femminile sia maschile. Nelle donne è stata riscontrata una correlazione tra la carenza di questa vitamina e un ampio spettro di disturbi ginecologici. Inoltre, un articolo pubblicato sull’autorevole rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism afferma che le donne con livelli sufficienti di vitamina D hanno più probabilità di produrre embrioni di alta qualità e, quindi, più probabilità di rimanere incinta rispetto alle donne carenti di vitamina D”. Negli uomini, gli studi condotti hanno portato a conclusioni simili dove “la vitamina D viene correlata positivamente con la qualità dello sperma”, aggiunge la specialista. Del resto, per gli spermatozoi è stata individuata una certa stagionalità: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Chronobiology International che ha analizzato 5mila uomini con problemi di infertilità, nei mesi estivi è stata registrata una motilità superiore (quasi doppia rispetto all’inverno), quindi una maggiore capacità fertile.</p>
<p>Non certo ultima, la fertilità viene conservata anche con un po’ di attenzione alla forma fisica. “La sedentarietà, come il sovrappeso, sono fattori che influiscono sulla capacità fertile. D’estate però è più facile stare all’aria aperta e fare qualche camminata in più rispetto all’inverno”.</p>
<p>L’inquinamento riduce la fertilità?&nbsp;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15959" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Uno studio francese dimostra in 16 anni un drastico calo della concentrazione di spermatozoi nella popolazione maschile</a>.</p>
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		<title>Privacy in vacanza? I consigli del garante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 10:29:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<category><![CDATA[Smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte non ci pensiamo, ma potremmo mettere in pericolo la nostra privacy con un uso poco attento dello smartphone. I consigli del Garante Le vacanze sono uno dei periodi in cui le persone scattano più foto e si espongono maggiormente sui social network.&#160; I nostri smartphone però vanno utilizzati con attenzione perché spesso possiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-34245" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/07/images_panda_smartphone_summer.jpg" alt="" width="600" height="337" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_panda_smartphone_summer.jpg 600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/07/images_panda_smartphone_summer-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>A volte non ci pensiamo, ma potremmo mettere in pericolo la nostra privacy con un uso poco attento dello smartphone. I consigli del Garante</p>
<p>  <span id="more-34246"></span>  </p>
<p>Le vacanze sono uno dei periodi in cui le persone scattano più foto e si espongono maggiormente sui social network.&nbsp;</p>
<p>I nostri smartphone però vanno utilizzati con attenzione perché spesso possiamo metterre a rischio la nostra privacy quasi senza acorgercene. Per questo il Garante della Privacy ha pubblicato un decalogo, “Estate in privacy” nel quale fornisce utili informazioni su selfie, foto, acquisti on line, app, chat e uso dei social network in generale.</p>
<p>1. NON ESPORSI TROPPO CON SELFIE E FOTO. Se si postano foto o video in cui compaiono altre persone, è sempre meglio accertarsi prima che queste siano d&#8217;accordo, specie se si inseriscono anche dei tag con nomi e cognomi. E&#8217; bene porre particolare attenzione alle foto di minori.</p>
<p>2. GEOLOCALIZZATI? NO, GRAZIE. Per gli amanti della riservatezza che non vogliono far sapere dove sono durante le vacanze estive, il suggerimento è disattivare le opzioni di geolocalizzazione di smartphone e tablet, oltre a quelle dei social network utilizzati.</p>
<p>3. I &#8220;SOCIAL-LADRI&#8221; NON VANNO MAI IN VACANZA. Postando sui social network informazioni sulle vacanze si potrebbe far sapere ad eventuali malintenzionati che la propria casa è vuota. Il pericolo aumenta se poi si scrive per quanto tempo si resterà in ferie o in quali giorni.</p>
<p>4. NON DIMENTICARE DI METTERE LA PRIVACY IN VALIGIA. E&#8217; bene controllare le impostazioni privacy dei social network utilizzati, limitando la visibilità e la condivisione dei post ai soli amici. Altra buona regola è fare attenzione a non accettare sconosciuti nella cerchia di amicizie on line.</p>
<p>5. ATTENZIONE AI &#8220;PACCHI&#8221;. E&#8217; bene fare attenzione a eventuali messaggi che contengono offerte straordinarie riguardo viaggi e affitti di case per le vacanze da ottenere, ad esempio, cliccando su link che richiedono dati personali o bancari. Virus, software spia e phishing possono essere in agguato.</p>
<p>6. APP-PROVA DI ESTATE. In vacanza molti utenti di smartphone e tablet scaricano app per giochi, suggerimenti turistici, ecc.. Questi prodotti possono anche nascondere virus o malware. Per proteggersi, buone regole sono: scaricare le app dai market ufficiali; leggere con attenzione le descrizioni delle app; consultare eventuali recensioni degli altri utenti; evitare che i minori possano scaricare app da soli.</p>
<p>7. PER CHI NON PUÒ PROPRIO VIVERE SENZA WI-FI. Le connessioni offerte da bar, ristoranti, stabilimenti balneari e hotel potrebbero non essere sufficientemente protette. Quando non si è certi del livello di sicurezza della connessione wi-fi, meglio evitare di usare servizi che richiedono credenziali di accesso o fare acquisti on line con la carta di credito.</p>
<p>8. SCEGLIERE UNA PROTEZIONE ALTA PER NON RIMANERE &#8220;SCOTTATI&#8221;. Aggiornamenti software costanti e programmi antivirus, magari dotati anche di anti-spyware e anti-spam, possono essere buone precauzioni per evitare furti di dati o violazioni della privacy. E&#8217; bene mantenere aggiornati anche i sistemi operativi.</p>
<p>9. SMARTPHONE E TABLET PRONTI A &#8220;PARTIRE&#8221;. Durante le vacanze, può accadere che smartphone e tablet siano smarriti o vengano rubati: è quindi bene seguire alcune accortezze. In generale, è opportuno non conservare dati troppo personali sui device e prendere altre piccole precauzioni, come quella di evitare che i browser e le app memorizzino le credenziali di accesso a siti e servizi.</p>
<p>10. PER NAVIGARE TRANQUILLI NEL MARE DEI MESSAGGI. Nel periodo estivo si utilizzano molto sms, chat e sistemi di messaggistica. Alcuni messaggi potrebbero però contenere virus, malware o esporre al rischio di spam. Si possono poi adottare semplici precauzioni: ad esempio, non rispondere a messaggi provenienti da sconosciuti.</p>
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