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	<title>epidemia &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Epidemia da termometro ascellare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 08:36:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono stati i termometri ascellari che hanno causato l&#8217;epidemia di un fungo resistente ai farmaci in un ospedale britannico Secondo i ricercatori, l&#8217;epidemia che si è verificata nell&#8217;unità di terapia intensiva del reparto di Neurologia degli Oxford University Hospitals, tra il 2015 e il 2017, si è generata a causa di un grande focolaio di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36237" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/05/images_termometroemalattie.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_termometroemalattie.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_termometroemalattie-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/05/images_termometroemalattie-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Sono stati i termometri ascellari che hanno causato l&#8217;epidemia di un fungo resistente ai farmaci in un ospedale britannico</p>
<p>  <span id="more-36238"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i ricercatori, l&#8217;epidemia che si è verificata nell&#8217;unità di terapia intensiva del reparto di Neurologia degli <a href="https://www.ouh.nhs.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Oxford University Hospitals</a>, tra il 2015 e il 2017, si è generata a causa di un grande focolaio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Candida_auris" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Candida auris</a>, un fungo resistente ai farmaci che si è trasmesso da paziente a paziente per colpa dei termometri ascellari. Infatti, nonostante una prima ondata di interventi per il contenimento dell&#8217;infezione, l&#8217;epidemia è stata veramente messa sotto controllo quando questi dispositivi per misurare la temperatura corporea dall&#8217;ascella sono stati rimossi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati del loro studio sono stati presentati durante un meeting dell&#8217;<a href="http://www.eccmid.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases</a>&nbsp;che si è tenuto a Madrid, in Spagna. Gli scienziati hanno raccontato che i termometri sono stati utilizzati da 57 pazienti sui 66 che sono stati ricoverati in terapia intensiva e a cui poi è stata diagnosticato il C. auris (in pratica l&#8217;86%) .</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo che i ricercatori hanno controllato molti altri fattori, come la durata del soggiorno in terapia intensiva, la gravità della malattia e i risultati degli esami del sangue, hanno capito che l&#8217;uso del termometro era rimasto come forte fattore di rischio per questi pazienti, rafforzando l&#8217;idea che l&#8217;attrezzatura multiuso deve essere controllata in maniera importante per evitare situazioni del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">La C. auris può causare infezioni nelle ferite e nel flusso sanguigno. Sette pazienti hanno sviluppato infezioni invasive, ma non è stato dimostrato che C. auris abbia aumentato il loro rischio di morte, anche perché l&#8217;epidemia è stata poi contenuta. <br />Speriamo che questo studio possa diminuire il rischio che capitino ancora cose del genere.</p>
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		<title>Aumentano i casi di meningite in Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/aumentano-i-casi-di-meningite-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 18:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[La meningite sta colpendo in diverse regioni, gli ultimi due casi in Toscana e nelle Marche. Ecco i sintomi In questo periodo si sono registrati numerosi casi di meningite nel nostro paese. Pochi giorni fa in toscana ha colpito un bimbo di quattro anni, come hanno confermato dal laboratorio di immunologia dell&#8217;ospedale Meyer di Firenze. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32978" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_meningite2.jpg" alt="" width="800" height="453" /></p>
<p>La meningite sta colpendo in diverse regioni, gli ultimi due casi in Toscana e nelle Marche. Ecco i sintomi</p>
<p>  <span id="more-32979"></span>  </p>
<p>In questo periodo si sono registrati numerosi casi di meningite nel nostro paese. Pochi giorni fa in toscana ha colpito un bimbo di quattro anni, come hanno confermato dal laboratorio di immunologia dell&#8217;ospedale Meyer di Firenze. Oggi si registra un caso nelle Marche: un uomo di 35 anni di Monterubbiano è ricoverato in rianimazione nell&#8217;ospedale &#8216;Murri&#8217; di Fermo per una meningite da pneumococco. &#8221;Il paziente è sedato, costantemente monitorato e sottoposto a terapia antibiotica&#8221; ha spiegato la direttrice sanitaria della Zona Asur 11 Fiorenza Anna Padovani. &#8221;La meningite da pneumococco non è contagiosa, e dunque non è necessario sottoporre a profilassi i familiari e le persone che sono venute in contatto con il ricoverato&#8221;.</p>
<p>La Meningite è una patologia che si verifica quando le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale, ovvero le meningi, vengono infettate da alcuni batteri. Tra i sintomi ricordiamo a cefalea, vomito e nausea, le convulsioni, la sensibilità alla luce e la rigidità muscolare nella zona della nuca.</p>
<p>Lo strumento di prevenzione contro la meningite è il vaccino contro il meningococco B, responsabile in 6 casi su 10 di meningite nel nostro Paese, infezione batterica molto temuta perché si manifesta improvvisamente soprattutto nei neonati e può portare alla morte in 24 ore.</p>
<p>Il rischio più diffuso è confonderla nella fase iniziale con l’influenza. Quindi si rischia di rivolgersi ai medici quando la meningite è già in uno stadio avanzato.</p>
<p>Oltre al vaccino, si devono seguire le regole di igiene, lavandosi spesso le mani ed evitando le zone a rischio contagio dato che si trasmette per via respiratoria.</p>
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		<title>Ebola: Liberia libera dall’ebola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 10:49:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[ebol malattia]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[ebola free]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente possiamo dichiarare la Liberia ‘Ebola free’. Un grande traguardo   Buone notizie dal fronte Africa. La Liberia è ufficialmente &#8216;Ebola free&#8217;, dopo 42 giorni senza nuove infezioni. A darne notizia è l’Organizzazione mondiale della Sanità, bene felice di dire che la sconfitta dell’ebola in Liberia è una ‘conquista monumentale nel paese che ha riportato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25913" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_images-15195-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Finalmente possiamo dichiarare la Liberia ‘Ebola free’. Un grande traguardo</p>
<p>  <span id="more-25914"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Buone notizie dal fronte Africa. La Liberia è ufficialmente &#8216;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=25438" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ebola </a>free&#8217;, dopo 42 giorni senza nuove infezioni. A darne notizia è l’Organizzazione mondiale della Sanità, bene felice di dire che la sconfitta dell’ebola in Liberia è una ‘conquista monumentale nel paese che ha riportato il più alto numero di morti durante l&#8217;epidemia’.</p>
<p>Tra agosto e settembre 2014, in Liberia, si registravano fino a 400 nuovi casi a settimana. ‘&#8221;In quei due mesi la capitale è stata teatro di alcune delle più tragiche scene dell&#8217;epidemia. Cancelli sbarrati nei centri di trattamento stracolmi, pazienti morti sui pavimenti degli ospedali, corpi lasciati per strada e non raccolti per giorni’, si legge nel comunicato dell&#8217;Oms.</p>
<p> </p>
<p>Il conto non è, comunque, felice: l&#8217;epidemia conta 10564 casi e 4716 morti. Purtroppo, però,nei vicini Sierra Leone e Guinea i contagi continuano, anche se nell&#8217;ultimo bollettino dell&#8217;Oms era riportato il record negativo per l&#8217;ultima settimana con 18 nuovi casi nei due paesi.</p>
<p>gc</p>
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		<title>Ebola, ma non solo. 12.000 epidemie in 30 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 08:10:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ebola]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie infettive]]></category>
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					<description><![CDATA[  Il mondo è stato colpito da almeno 12.000 epidemie negli ultimi 30 anni. Il 65% delle malattie infettive è arrivato dagli animali       Ebola e non solo: negli ultimi 30 anni, sono almeno 12.000 le epidemie che hanno colpito, nel mondo, 44 milioni di persone. Quelle che hanno fatto più vittime sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21692" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th-13071-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il mondo è stato colpito da almeno 12.000 epidemie negli ultimi 30 anni. Il 65% delle malattie infettive è arrivato dagli animali</p>
<p> </p>
<p>  <span id="more-21693"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="https://www.ecoseven.net//?p=21663"><strong>Ebola</strong></a> e non solo: negli ultimi 30 anni, sono almeno 12.000 le epidemie che hanno colpito, nel mondo, 44 milioni di persone. Quelle che hanno fatto più vittime sono le infezioni da salmonella, seguite da Escherichia coli, influenza A, epatite A, antrace, febbre dengue. A stilare la classifica delle epidemie è la ricerca condotta negli Stati Uniti dalla Brown University e pubblicata sulla rivista Journal of Royal Society Interface, che mostra anche come il 65% delle malattie infettive degli ultimi 30 anni sia arrivato dagli animali e di queste il 56% per cento ha causato vere e proprio<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21513"><strong> epidemie</strong></a>.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I numeri sembrano altissimi, ma gli esperti rassicurano: su base pro capite, l&#8217;impatto delle epidemie è in declino. Queste infezioni, in pratica, interessano una parte sempre più ristretta della popolazione mondiale: migliorano prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti.Lo studio si basa sui dati online del <a href="http://www.gideononline.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Global Infectious Disease and Epidemiology Online Network (Gideon)</a> che contiene informazioni sulle malattie infettive dal 1980 al 2013, relative a 219 Paesi.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">&#8216;Viviamo in un mondo in cui le popolazioni sono sempre più interconnesse tra di loro e con gli animali, sia la fauna selvatica sia il bestiame di allevamento&#8217;, ha osservato la biologa Katherine Smith, una delle autrici dello studio. &#8216;Questi collegamenti &#8211; ha aggiunto &#8211; creano opportunità per i microrganismi di essere trasmessi dagli animali all&#8217;uomo, di attraversare le frontiere e di evolversi in nuovi ceppi più resistenti di quelli visti in passato&#8217;.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il prossimo passo sarà analizzare l&#8217;impatto che i cambiamenti climatici e le modifiche che riguardano l&#8217;uso dei suoli avranno sulle epidemie. &#8216;Un pianeta più caldo, sempre più urbano e con paesaggi alterati senza dubbio – ha sottolineato Smith – saranno degli elementi che avranno un effetto sulla diffusione delle malattie infettive&#8217;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">gc</p>
<p> </p>
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		<title>Un robot come alleato nella lotta all&#8217;ebola</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/un-robot-come-alleato-nella-lotta-all-ebola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 03:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[ebola ribit]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie ai raggi ultravioletti disinfetta e distrugge i virus contagiosi senza esporre a rischio il personale.   Un robot si sta rivelando utilissimo nella lotta disperata che ormai tutto il mondo sta combattendo contro l&#8217;ebola. Si chiama Little Moe ed è usato negli Stati Uniti per sterilizzare stanze di ospedali esposte a virus particolarmente contagiosi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21446" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_ebola-12953-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Grazie ai raggi ultravioletti disinfetta e distrugge i virus contagiosi senza esporre a rischio il personale.</p>
<p>  <span id="more-21447"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Un robot si sta rivelando utilissimo nella lotta disperata che ormai tutto il mondo sta combattendo contro l&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21428"><strong>ebola</strong></a>. Si chiama Little Moe ed è usato negli Stati Uniti per sterilizzare stanze di ospedali esposte a virus particolarmente contagiosi, come appunto l&#8217;ebola. Per ridurre il rischio di contagio l&#8217;utilizzo di nuove tecnologie sta diventando sempre più importante. Il robot in questione utilizza la luce ultravioletta, fa tutto da solo senza bisogno della presenza di personale che così evita il rischio contagio. Ma come può uccidere batteri e microbi? In natura esistono diversi tipi di raggi ultravioletti. Quelli UVA e UVB li consociamo bene perchè sono quelli che, senza un&#8217;adeguata protezione, ci fanno bruciare quando ci esponiamo al <a href="energia/fotovoltaico"><strong>sole</strong></a>. Il terzo tipo di raggi UVC sono bloccati dall&#8217;atmosfera e quindi anche i batteri e i virus non sono abituati a resistergli. Proprio per questo il robot deve lavorare in stanze vuote poiché i raggi potrebbero risultare pericolosi per le persone. L&#8217;uso di xeno al posto del mercurio ha reso questa macchina ancora più efficace e rapida: in pochi minuti può disinfettare e sterilizzare una stanza di tre metri distruggendo letteralmente </p>
<p>as</p>
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		<title>Ebola, Obama: serve uno zar. Ma non blocca i voli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 06:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
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		<category><![CDATA[epidemia di ebola]]></category>
		<category><![CDATA[zar per ebola]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti d’America e’ pronto a nominare uno Zar che si occupi dell’emergenza Per sconfiggere l’epidemia di ebola che ha colpito l’Africa, Barack Obama, Presidente degli Usa, è pronto a nominare un suo plenipotenziario, uno &#8216;zar&#8217;. Ma lo stesso Presidente non è d’accordo vietare il  viaggio negli Stati Uniti per passeggeri provenienti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21421" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th-12942-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
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<p class="MsoNormal">Il presidente degli Stati Uniti d’America e’ pronto a nominare uno Zar che si occupi dell’emergenza</p>
<p>  <span id="more-21422"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Per sconfiggere l’<a href="https://www.ecoseven.net//?p=21404"><strong>epidemia di ebola</strong></a> che ha colpito l’Africa, Barack Obama, Presidente degli Usa, è pronto a nominare un suo plenipotenziario, uno &#8216;zar&#8217;. Ma lo stesso Presidente non è d’accordo vietare il<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>viaggio negli Stati Uniti per passeggeri provenienti dai paesi dell&#8217;Africa occidentale colpiti dall&#8217;epidemia.</p>
<p class="MsoNormal">‘Capisco che la gente sia spaventata, ma voglio che tutti capiscano che rimane una malattia molto difficile da presndere, i rischi sono estremamente bassi per la gente comune’, ha detto la notte scorsa il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barack_Obama"><strong>Presidente Obama</strong></a>, dopo un nuovo incontro di oltre due ore con i suoi principali consiglieri. Il Presidente è infatti impegnatissimo nel cercare di tranquillizzare i cittadini dopo gli ultimi contagi di Dallas.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Ebola: come avviene il contagio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 08:15:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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					<description><![CDATA[Come avviene il contagio da Ebola tra una persona infetta ed una sana? Ecoseven.net cerca di fare chiarezza sulle varie modalita&#8217; di trasmissione del virus, sfatando anche alcuni miti che potrebbero generare dell&#8217;inutile panico L’Ebola, come ormai sappiamo, è un virus in grado di provocare una malattia spesso fatale per l&#8217;uomo. Proprio per questo motivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21311" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_benessere_Ebola_contagio-12887-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Come avviene il contagio da Ebola tra una persona infetta ed una sana? Ecoseven.net cerca di fare chiarezza sulle varie modalita&#8217; di trasmissione del virus, sfatando anche alcuni miti che potrebbero generare dell&#8217;inutile panico</p>
<p>  <span id="more-21313"></span>  </p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">L’Ebola, come ormai sappiamo, è un virus in grado di provocare una malattia spesso fatale per l&#8217;uomo. Proprio per questo motivo è stato utile spiegare in precedenza <a href="https://www.ecoseven.net//?p=21229" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come si manifesta il virus</a> e quali sono le fasi sintomatiche che caratterizzano questa grave patologia. Cerchiamo ora di chiarire in che modo avviene il contagio da Ebola tra una persona infetta ed una sana, sfatando però anche alcuni ‘miti’ sulla trasmissione della malattia che potrebbero generare dell’inutile panico.</span></p>
<p><strong><span style="line-height: 1.3em;">Modalità di contagio attraverso trasporto:</span></strong></p>
<p>• Trasporto via mare. La malattia si manifesta con sintomi molto severi che rendono improbabile uno spostamento intercontinentale. Tenuto conto della rapida incubazione (mediamente circa 7 giorni, più in generale da 2 fino a 21), l’ipotesi che l’infezione possa giungere via mare con persone che, partite dalle zone interessate dall’epidemia, abbiano attraversato il nord Africa via terra per poi imbarcarsi verso l’Europa o altri Paesi, è quindi priva di fondamento.</p>
<p>• Trasporto aereo. Il volo diretto rappresenterebbe invece l’unica possibilità affinché un paziente possa giungere in Europa partendo da uno dei Paesi dell’Africa occidentale attualmente coinvolti nell’epidemia. Nonostante questo, anche questa eventualità resta poco probabile (anche se non impossibile) per via soprattutto di una forte intensificazione della sorveglianza sanitaria agli aeroporti. Di non poco conto è anche il ‘fattore lontananza’ tra i focolai epidemici, le vie di comunicazione internazionali, terrestri ed aeree e gli stessi aeroporti intercontinentali.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21312" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_ecoseven_come-si-contagia-lEbola1.jpg" border="0" width="388" height="1018" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/images_ecoseven_come-si-contagia-lEbola1.jpg 667w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/images_ecoseven_come-si-contagia-lEbola1-114x300.jpg 114w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/images_ecoseven_come-si-contagia-lEbola1-390x1024.jpg 390w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2014/10/images_ecoseven_come-si-contagia-lEbola1-585x1536.jpg 585w" sizes="(max-width: 388px) 100vw, 388px" /></p>
<p><strong><span style="line-height: 1.3em;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="line-height: 1.3em;">Modalità di contagio da persona a persona:</span></strong></p>
<p>• Contagio in assenza di sintomi. Questo tipo di trasmissione può avvenire anche nel caso in cui una persona abbia appena contratto l’Ebola, ossia durante il periodo di incubazione del virus, senza la manifestazione di alcuna sintomatologia iniziale. Anche se in precedenza abbiamo affermato che, generalmente, il periodo di incubazione (da 2 fino ad un massimo di 21 giorni) venga considerato come un lasso di tempo ‘neutrale’ per ciò che riguarda eventuali trasmissioni della malattia ad altre persone, esistono tuttavia alcune eccezioni. Le donazioni di sangue o il trapianto di organi da pazienti con il virus <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola#Febbre_emorragica_dell.27ebola]" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ebola</a><a href="https://www.ecoseven.net//?p=21273" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></strong> in incubazione a ‘soggetti’ sani, rientra appunto tra queste ‘anomalie’. E’ quanto ha dichiarato recentemente lo stesso Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) agli stati membri Ue. E’ chiaro come questo aspetto, in particolare, evidenzi un rischio di sanità pubblica al livello mondiale che dovrà essere tenuto sotto stretto controllo.</p>
<p>• Contagio in presenza di sintomi. Questo tipo di trasmissione avviene nel momento in cui le persone infette cominciano a sviluppare i primi sintomi dopo il periodo di incubazione dell’Ebola. La trasmissione, in questo caso, può avvenire attraverso un contatto diretto con fluidi e secrezioni della persona infetta, tra cui: sangue, sudore, saliva, feci, urina, vomito ed altri fluidi corporei). Lo stesso tipo di contagio, può inoltre avvenire entrando in contatto diretto con una persona appena deceduta a causa del virus.</p>
<p>• Contagio in presenza di sintomi  o dopo il decesso. Questo tipo di trasmissione avviene quando si entra in contatto con oggetti (aghi o indumenti in generale) che sono stati contaminati con secrezioni infette di persone ancora in vita o appena decedute a causa dell’Ebola. Durante i focolai (ossia le piccole epidemie) la malattia può diffondersi rapidamente anche all’interno di presidi sanitari (ad esempio cliniche ed ospedali) se il personale non indossa un adeguato equipaggiamento protettivo come maschere, camici e guanti. I centri medici in Africa sono spesso così poveri che devono riutilizzare aghi e siringhe ed alcune delle peggiori epidemie di Ebola si sono verificate a causa del mancato rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria.</p>
<p>• <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola#Febbre_emorragica_dell.27ebola" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Contagio</strong></a> attraverso rapporti sessuali. La contagiosità perdura finché sangue, secrezioni, organi o seme contengono il virus: l’Ebola può infatti rimanere nei fluidi corporei fino a 40 giorni (per un massimo di 90 gg) dopo l’insorgenza della malattia e la trasmissione attraverso i rapporti sessuali è stata accertata anche fino a 7 settimane dopo la guarigione clinica.</p>
<p><strong>Miti da sfatare sul contagio da Ebola:</strong></p>
<p>• Il virus Ebola non si trasmette bevendo la stessa acqua o respirando la stessa aria. Come abbiamo detto, negli esseri umani il contagio richiede il contatto diretto con i fluidi corporei, sangue e secrezioni.</p>
<p>• Non c’è alcuna prova che il virus Ebola possa essere diffuso tramite punture di insetti. </p>
<p>• Non c’è alcuna prova che il virus Ebola si possa trasmettere da tutte le specie animali all’uomo e viceversa. Bisogna comunque stare attenti ad entrare in contatto con eventuali fluidi corporei di un animale ritenuto ‘infetto’. Il virus infatti potrebbe essere trasmesso all’uomo per esposizione al sangue: la macellazione od il consumo di animali ritenuti ‘infetti’ potrebbe diffondere il virus. Anche se non esistono prove scientifiche certe, alcuni scienziati che hanno operato su animali ‘infetti’, come parte della loro ricerca, hanno contratto il virus.</p>
<p>(ml)</p>
<p> </p>
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		<title>Ancora allarme ebola in Italia. Medico marchigiano tenuto sottocontrollo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 05:39:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Mal'aria]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
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					<description><![CDATA[Allarme ebola in Italia, sotto controllo allo Spallanzani di Roma un medico venuto a contatto con un pediatra risultato positivo ai test Ancora allarme ebola in Italia. Secondo quanto riportato dal quotidiano il Messaggero, un medico marchigiano è tenuto sotto osservazione all&#8217;ospedale Spallanzani di Roma. Dopo la notizia che l&#8217;uomo nigeriano portato d&#8217;urgenza allo Spallanzani era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21178" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_benessere_ebola_spallanzani-12817-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Allarme ebola in Italia, sotto controllo allo Spallanzani di Roma un medico venuto a contatto con un pediatra risultato positivo ai test</p>
<p>  <span id="more-21179"></span>  </p>
<p>Ancora allarme ebola in Italia. Secondo quanto riportato dal quotidiano il Messaggero, un medico marchigiano è tenuto sotto osservazione all&#8217;ospedale Spallanzani di Roma. Dopo la notizia che l&#8217;uomo nigeriano portato d&#8217;urgenza allo Spallanzani era affetto da malaria e non da <a href="benessere/news-benessere/ebola-allo-spallanzani-no-e-malaria" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ebola</strong></a>, torna la paura per il diffondersi dell&#8217;epidemia nel Bel Paese.</p>
<p>Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=18949" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>medico</strong></a>, un ortopedico avrebbe partecipato a una festa, assieme ad altri operatori, in Sierra Leone. Alla stessa festa, Peró, avrebbe preso parte anche un pediatra ugandese di Emergency, risultato poi positivo all&#8217;Ebola. Dai primi test, comunque, il medico italiano risulta negativo all&#8217;Ebola, ma sarà tenuto ancora sotto osservazione, isolato, per una settimana.</p>
<p><span style="line-height: 1.3em;">gc</span></p>
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		<title>In Puglia 16 casi di Seu. Panico epidemia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 06:53:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[malattie infettive]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sono verificati in Puglia, in pochissimi mesi, 16 casi di Seu, una malattia intestinale, caratterizzata dall&#8217;associazione di manifestazioni patologiche a carico del sangue e dei reni   In Puglia sono stati registrati 16 casi di Seu, Sindrome emoletico-uretica, una malattia intestinale, caratterizzata dall&#8217;associazione di manifestazioni patologiche a carico del sangue e dei reni, intestinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-20999" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__2_-12707-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">Si sono verificati in Puglia, in pochissimi mesi, 16 casi di Seu, una malattia intestinale, caratterizzata dall&#8217;associazione di manifestazioni patologiche a carico del sangue e dei reni</p>
<p>  <span id="more-21000"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">In Puglia sono stati registrati 16 casi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_emolitico-uremica"><strong>Seu, Sindrome emoletico-uretica</strong></a>, una malattia intestinale, caratterizzata dall&#8217;associazione di manifestazioni patologiche a carico del sangue e dei reni, intestinale causata dal batterio escherichia coli. La Seu preoccupa per i possibili danni ai reni e al al sistema nervoso.   Il numero dei casi è allarmante, soprattutto, se si pensa che in Italia in un anno i casi di Seu arrivano a malapena a 40. L’ultimo caso di Seu registrato riguarda una bambina di 11 mesi, mentre solo 24 ore prima era toccato ad un quindicenne di Brindisi.</p>
<p class="MsoNormal">Visti i numeri, qualcuno parla già di epidemia, mentre tutti gli esperti invocano calma per evitare allarmismi. Una cosa, però, è certa : è stata diramata, in tutti gli ospedali del Bel Paese, l’allerta affinchè tutte le strutture possano essere pronte.</p>
<p class="MsoNormal">I casi di Seu si sono verificati nelle province di Bari, Taranto, Brindisi e Lecce: 14 hanno riguardato <a href="benessere/bambini"><strong>bambini</strong></a> di età inferiore ai 36 mesi e tutti hanno presentato segni di dissenteria con sangue e muco nelle feci, dolore addominale, pallore, astenia, vomito. Per capire le cause dell’infezione si stanno setacciando più strade: la filiera alimentare, quella zootecnica, le acque di balneazione e potabili.</p>
<p class="MsoNormal">In realtà, le indagini hanno già portato all’evidenza alcuni elementi comune tra tutti i pazienti: si tratta dell’anguria e dei panini imbottiti di carne cotta sui furgoncini e insalata. Sulle angurie, in particolare, c’è il sospetto che siano state lavate con acqua contaminata. Bisogna capire quale sia la strada di diffusione del batterio.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Cosa fare se iniziano a manifestarsi i primi segni di seu? ‘L’importante è mantenere la calma’, questo il primo consiglio di Piergiorgio Chiriacò, primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Perrino di Brindisi. ‘Non bisogna entrare nel panico per una scarica di feci non solida. Il problema è quando le scariche sono superiori a cinque nelle 24 ore, se nelle feci compare muco o sangue. In tal caso, è bene rivolgersi al pronto soccorso per controllare funzionalità renale, stabilire se c’è bisogno di consulenza infettivologica e se c’è gastroenterite batterica riconducibile a escherichia’.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Nigeria. Ebola quasi sconfitta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 06:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[ebola sconfitta]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
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					<description><![CDATA[In Nigeria, se entro oggi non dovesse essere diagnosticato nessun caso di ebola, si puo’ dire che la malattia sia stata sconfitta   L’epidemia di ebola può essere sconfitta. E’ il caso della Nigeria , dove l’epidemia sarebbe sul punto di estinguersi, grazie ad una reazione rapida e coordinata delle autorità. Se entro oggi, 2 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-21015" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/10/images_igallery_resized_ambientetest_th__7_-12715-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">In Nigeria, se entro oggi non dovesse essere diagnosticato nessun caso di ebola, si puo’ dire che la malattia sia stata sconfitta</p>
<p>  <span id="more-21016"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">L’epidemia di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20982"><strong>ebola</strong></a> può essere sconfitta. E’ il caso della Nigeria , dove l’epidemia sarebbe sul punto di estinguersi, grazie ad una reazione rapida e coordinata delle autorità. Se entro oggi, 2 ottobre 2014, nessun nuovo caso di ebola dovesse essere diagnosticato allora la malattia potrebbe essere considerata, definitivamente, sconfitta, almeno secondo il Centro per il Controllo delle Malattie statunitense (Cdc).</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">Scade oggi, infatti, il periodo di incubazione (di circa tre settimane) per tutti i pazienti sotto osservazione. Secondo i dati forniti dall&#8217;Organizzazione Mondiale per la Sanita&#8217; (Oms) in Nigeria si sono registrati 20 casi accertati di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=20633"><strong>ebola</strong></a> con otto decessi; mentre le oltre 900 persone entrate in contato con delle persone malate sono state tenute sotto osservazione.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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