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	<title>energie rinnovabili &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Data center galleggianti? Potremmo alimentare l&#8217;AI con l&#8217;energia delle onde dell&#8217;oceano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/data-center-galleggianti/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:13:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Autore: Redazione Ecoseven – Pubblicato il 23/06/2026 Data center galleggianti? Una startup americana, Panthalassa, vuole portare i data center per l&#8217;intelligenza artificiale in mezzo all&#8217;oceano, alimentandoli con l&#8217;energia delle onde e raffreddandoli con l&#8217;acqua di mare. Il progetto ha raccolto 140 milioni di dollari a maggio 2026, in un round guidato da Peter Thiel. L&#8217;obiettivo è aggirare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – Pubblicato il 23/06/2026</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-320166 size-full" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Alimentare-AI-con-onde-del-mare.webp" alt="Data center galleggianti alimentati dalle onde" width="1272" height="716" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Alimentare-AI-con-onde-del-mare.webp 1272w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Alimentare-AI-con-onde-del-mare-300x169.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Alimentare-AI-con-onde-del-mare-1024x576.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/Alimentare-AI-con-onde-del-mare-768x432.webp 768w" sizes="(max-width: 1272px) 100vw, 1272px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="7:1-7:561;197-757"><strong>Data center galleggianti? Una startup americana, <a href="https://panthalassa.com/" target="_blank" rel="noopener">Panthalassa</a>, vuole portare i data center per l&#8217;intelligenza artificiale in mezzo all&#8217;oceano, alimentandoli con l&#8217;energia delle onde e raffreddandoli con l&#8217;acqua di mare. Il progetto ha raccolto 140 milioni di dollari a maggio 2026, in un round guidato da Peter Thiel. L&#8217;obiettivo è aggirare il vero collo di bottiglia dell&#8217;AI: non i soldi o i chip, ma l&#8217;energia elettrica. È un&#8217;idea affascinante, ma ancora allo stadio di prototipo, con sfide ingegneristiche enormi.</strong> Ecco come funziona, perché nasce e quali sono i suoi limiti reali.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="9:1-9:41;759-799">Perché l&#8217;AI ha un problema di energia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="11:1-11:259;801-1059">Per capire l&#8217;idea dei data center galleggianti bisogna partire dal contesto, che è il vero motore di tutta la vicenda. L&#8217;intelligenza artificiale consuma quantità enormi di elettricità, e la domanda sta crescendo a un ritmo che mette sotto pressione le reti elettriche di tutto il mondo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="13:1-13:536;1061-1596"><a href="https://www.iea.org/news/data-centre-electricity-use-surged-in-2025-even-with-tightening-bottlenecks-driving-a-scramble-for-solutions" target="_blank" rel="noopener">I numeri dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</a> (<a href="https://www.iea.org/" target="_blank" rel="noopener">IEA</a>) danno la misura: nel 2024 i data center globali hanno assorbito circa 415 TWh, l&#8217;1,5% dell&#8217;elettricità mondiale, e si prevede che entro il 2030 il consumo raddoppi fino a circa 945 TWh — più dell&#8217;intero fabbisogno elettrico annuo del Giappone. A trainare la crescita sono proprio i data center per l&#8217;AI, la cui domanda è attesa quadruplicare. Solo nel 2025 i consumi dei data center sono cresciuti del 17%, contro una crescita molto più lenta della domanda elettrica complessiva.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="15:1-15:380;1598-1977">Il risultato è <strong>un collo di bottiglia inatteso</strong>. Secondo alcune stime di settore, nel 2026 metà dei progetti di data center pianificati negli Stati Uniti rischiano ritardi o cancellazioni non per mancanza di capitali, ma per indisponibilità di energia, code di allacciamento alla rete e tempi di autorizzazione lunghissimi. È in questo scenario che nasce l&#8217;idea di andare per mare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="17:1-17:61;1979-2039">L&#8217;idea di Panthalassa: i data center galleggianti in mezzo all&#8217;oceano</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="19:1-19:234;2041-2274">Panthalassa, startup nata nel 2016 con sede tra l&#8217;Oregon e lo stato di Washington, propone una soluzione radicale: spostare i data center diverse centinaia di chilometri al largo, in alto mare, dove l&#8217;energia delle onde è abbondante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="21:1-21:344;2276-2619">Il cuore del sistema è una <a href="https://edunews24.it/ricerca/data-center-in-mare-aperto-come-le-onde-alimentano-i-server-dellia" target="_blank" rel="noopener">struttura galleggiante chiamata <strong>Ocean-3</strong></a>: un &#8220;nodo&#8221; autonomo e auto-propulso, una struttura in acciaio lunga circa 85 metri — quasi l&#8217;altezza del Big Ben di Londra — che resta in gran parte sotto la superficie del mare. Il fondatore e CEO Garth Sheldon-Coulson lo paragona a una &#8220;diga idroelettrica galleggiante&#8221;.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="23:1-23:324;2621-2944">Il funzionamento semplificato, dei data center galleggianti, è questo: salendo e scendendo con il moto ondoso, la struttura spinge l&#8217;acqua attraverso una turbina interna, generando elettricità. Quella corrente alimenta direttamente i server per l&#8217;AI contenuti in un modulo sigillato ermeticamente, raffreddato dall&#8217;acqua fredda dell&#8217;oceano circostante.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="25:1-25:58;2946-3003">L&#8217;aspetto più sorprendente: niente cavi, niente ancore</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="27:1-27:241;3005-3245">La caratteristica che distingue il progetto dei semplificato dagli esperimenti precedenti di energia dal mare è l&#8217;assenza totale di collegamenti con la terraferma. Secondo l&#8217;azienda, i nodi non hanno né ancore né cavi: né verso il fondale né verso la costa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="29:1-29:527;3247-3773">Questo risolve uno dei problemi storici che hanno reso anti-economica l&#8217;energia dalle onde, cioè il costo enorme delle infrastrutture per portare l&#8217;elettricità dal mare alla rete. La scelta di Panthalassa è non trasmettere mai energia a terra: la corrente viene consumata sul posto per far funzionare i server. I risultati dei calcoli — le risposte dell&#8217;AI — vengono inviati a terra non via cavo, ma tramite la connessione satellitare <strong>Starlink</strong> di SpaceX, che riceve le richieste degli utenti e restituisce le elaborazioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="31:1-31:373;3775-4147">Un altro punto a favore, secondo l&#8217;azienda, è la sostenibilità dei materiali: i nodi sono costruiti con materiali &#8220;abbondanti in natura&#8221; come l&#8217;acciaio, riducendo la pressione sulle filiere delle terre rare e dei minerali critici. La società dichiara un costo di generazione potenzialmente molto basso, fino a 0,02 dollari per kWh, se la tecnologia verrà portata su scala.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="33:1-33:43;4149-4191">Una scommessa da 140 milioni di dollari</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="35:1-35:288;4193-4480">L&#8217;interesse degli investitori è concreto. A maggio 2026 Panthalassa ha annunciato un round di finanziamento da circa 140 milioni di dollari, guidato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Thiel" target="_blank" rel="noopener"><strong>Peter Thiel</strong></a>, cofondatore di PayPal, con la partecipazione di figure di primo piano come John Doerr e TIME Ventures di Marc Benioff.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="37:1-37:567;4482-5048">Le parole di Thiel rendono l&#8217;ambizione del progetto: il futuro richiede più capacità di calcolo di quanta ne possiamo immaginare, e le soluzioni &#8220;extra-terrestri&#8221; non sono più fantascienza. È un parallelo non casuale con un&#8217;altra frontiera emergente, quella dei data center nello spazio alimentati a energia solare. Il capitale servirà a completare un impianto pilota di produzione vicino a Portland, con il dispiegamento dei primi nodi pilota Ocean-3 previsto nell&#8217;Oceano Pacifico settentrionale entro il 2026 e le prime applicazioni commerciali attese per il 2027.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="39:1-39:57;5050-5106">Le sfide reali: perché non è ancora un&#8217;infrastruttura</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="41:1-41:222;5108-5329">Qui serve onestà, ed è ciò che distingue un&#8217;analisi seria sui data center galleggianti da un comunicato entusiasta. Per quanto affascinante, <strong>il progetto è allo stadio di prototipo</strong> e diversi esperti hanno sollevato dubbi fondati sulla sua scalabilità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="43:1-43:328;5331-5658">La prima questione è la <strong>manutenzione</strong>. Sostituire un server guasto su una piattaforma a decine di chilometri dalla costa non è una passeggiata in sala macchine, ma una spedizione via nave. La manutenzione marittima è costosa e complessa, e l&#8217;ambiente oceanico è ostile: corrosione salina, incrostazioni biologiche, tempeste.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="45:1-45:388;5660-6047">La seconda riguarda l&#8217;<strong>affidabilità energetica</strong>. Generare in modo continuo abbastanza elettricità dalle onde per alimentare server ad alta densità, attraverso stagioni e condizioni del mare diverse, è una sfida ingegneristica enorme: gli analisti osservano che servono diversi megawatt di capacità lorda per sostenere in modo stabile anche solo un megawatt di carico informatico utile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="47:1-47:498;6049-6546">La terza è il <strong>tipo di calcolo possibile</strong>. Come notano gli osservatori più tecnici, il sistema ha senso soprattutto per l&#8217;AI cosiddetta di &#8220;inferenza&#8221; (far girare modelli già addestrati per rispondere alle richieste), non per l&#8217;addestramento dei grandi modelli, che richiede connessioni ad altissima velocità tra i chip difficili da garantire via satellite. Questo ridimensiona la portata: un possibile strumento di nicchia per carichi specifici, non un sostituto dei grandi data center a terra.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="49:1-49:32;6548-6579">Cosa significa concretamente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="51:1-51:87;6581-6667">Da questa vicenda dei data center galleggianti derivano alcune considerazioni, da leggere nella giusta prospettiva.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="53:1-53:340;6669-7008">Per la <strong>transizione energetica</strong>, l&#8217;idea è un esempio di come la crescita dell&#8217;AI stia spingendo a esplorare fonti di energia non convenzionali. Che l&#8217;oceano diventi o meno una sede di data center, l<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/quanta-acqua-consuma-una-ai-prompt/" target="_blank" rel="noopener">a pressione energetica dell&#8217;intelligenza artificiale</a> è un problema reale e urgente, che riguarda anche le bollette e le emissioni di tutti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="55:1-55:351;7010-7360">Per il <strong>lettore</strong>, è bene mantenere un sano scetticismo verso gli annunci più spettacolari. Un grande finanziamento e un investitore famoso non sono una prova di funzionamento: sono una scommessa ad alto rischio. La differenza tra &#8220;abbiamo un prototipo e tanti soldi&#8221; e &#8220;abbiamo un&#8217;infrastruttura che funziona su scala&#8221; è ancora tutta da dimostrare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="57:1-57:291;7362-7652">Per il <strong>dibattito ambientale</strong>, infine, il progetto solleva domande nuove: l&#8217;impatto di migliaia di strutture galleggianti sugli ecosistemi marini, la sicurezza, la regolamentazione di acque spesso internazionali. Sono temi che andranno affrontati prima, non dopo, un&#8217;eventuale diffusione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="59:1-59:27;7654-7680">FAQ – Domande frequenti sui data center galleggianti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="61:1-61:64;7682-7745">Cosa sono i data center galleggianti alimentati dalle onde?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="63:1-63:273;7747-8019">Sono piattaforme che ospitano server per l&#8217;intelligenza artificiale in mezzo all&#8217;oceano, generando elettricità dal moto delle onde e raffreddando i chip con l&#8217;acqua di mare. Il progetto più avanzato è quello della startup americana Panthalassa, con la piattaforma Ocean-3.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="65:1-65:48;8021-8068">Come funziona la tecnologia di Panthalassa?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="67:1-67:325;8070-8394">Una struttura galleggiante in acciaio, lunga circa 85 metri, sale e scende con le onde spingendo l&#8217;acqua attraverso una turbina interna che produce elettricità. Questa alimenta i server a bordo, raffreddati dall&#8217;acqua dell&#8217;oceano. I risultati dei calcoli vengono inviati a terra via satellite Starlink, senza cavi né ancore.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="69:1-69:58;8396-8453">Perché si vogliono mettere i data center nell&#8217;oceano?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="71:1-71:305;8455-8759">Perché l&#8217;AI consuma enormi quantità di energia e <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/il-liquido-che-immagazzina-energia/" target="_blank" rel="noopener">le reti elettriche a terra sono sempre più sature</a>: nel 2026 metà dei progetti di data center USA rischia ritardi per mancanza di elettricità e autorizzazioni. L&#8217;oceano offre energia abbondante dalle onde e raffreddamento naturale, aggirando questi limiti.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="73:1-73:43;8761-8803">I data center oceanici funzionano già?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="75:1-75:289;8805-9093">No, sono allo stadio di prototipo. Panthalassa ha realizzato modelli sperimentali (Ocean-1, Ocean-2) e prevede di dispiegare i primi nodi pilota Ocean-3 entro il 2026, con un uso commerciale ipotizzato dal 2027. Restano sfide enormi su manutenzione, affidabilità energetica e scalabilità.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold" data-sourcepos="77:1-77:55;9095-9149">Quanta energia consuma l&#8217;intelligenza artificiale?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="79:1-79:273;9151-9423">Secondo l&#8217;IEA, nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 TWh (l&#8217;1,5% dell&#8217;elettricità mondiale) e si prevede un raddoppio a circa 945 TWh entro il 2030, più del fabbisogno annuo del Giappone. I data center per l&#8217;AI sono i principali responsabili di questa crescita.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" data-sourcepos="81:1-81:12;9425-9436">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="83:1-83:878;9438-10315">I data center galleggianti alimentati dalle onde sono uno degli esperimenti più audaci nati dalla fame di energia dell&#8217;intelligenza artificiale. La startup Panthalassa, finanziata con 140 milioni di dollari da Peter Thiel, propone piattaforme in acciaio che generano elettricità dal moto ondoso, raffreddano i server con l&#8217;acqua di mare e comunicano via satellite Starlink, senza cavi né collegamenti a terra. L&#8217;idea risponde a un problema reale: le reti elettriche non reggono il ritmo dell&#8217;AI, con consumi destinati a raddoppiare entro il 2030. Ma il progetto è ancora un prototipo, con sfide enormi su manutenzione in alto mare, affidabilità dell&#8217;energia dalle onde e scalabilità. Più che un sostituto dei data center a terra, gli esperti lo vedono al massimo come uno strumento di nicchia per specifici carichi di calcolo. Affascinante, promettente, ma tutto da dimostrare.</p>
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<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" data-sourcepos="87:1-87:566;10322-10887"><em>Questo articolo ha finalità informative e divulgative. I dati tecnici, i costi e le tempistiche di commercializzazione si basano sulle dichiarazioni dell&#8217;azienda e sono soggetti all&#8217;evoluzione del progetto. Fonti principali: Panthalassa e <a href="http://linkedin.com/posts/tbpn_tech-startups-news-activity-7338347844967309312-8AsH" target="_blank" rel="noopener">dichiarazioni del CEO Garth Sheldon-Coulson</a> (via <a href="https://www.cbsnews.com/news/using-wave-energy-to-power-sea-based-ai-data-centers/" target="_blank" rel="noopener">CBS News</a>, GeekWire, <a href="https://datacentremagazine.com/news/inside-panthalassa-ocean-ai-floating-data-centres" target="_blank" rel="noopener">Data Centre Magazine</a>); analisi critiche di CleanTechnica e DataCenterDynamics sulle sfide ingegneristiche; Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (IEA), rapporti &#8220;<a href="https://www.globalization-partners.com/blog/ai-in-hr-2025-trends/?utm_device=c&amp;utm_keyword=&amp;utm_matchtype=&amp;gpbuci=CjwKCAjw3ejRBhAdEiwADkqPnyYW6pByAipWqxkXjC6fHTCrhVothEyq2Z51NM4fSNsAzTw9hE2f7BoCcmkQAvD_BwE&amp;cq_cmp=16486986143&amp;utm_source=Adwords&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=italy__search__dynamic__[en]&amp;utm_content=dynamic&amp;utm_term=&amp;hsa_acc=7249070903&amp;hsa_cam=16486986143&amp;hsa_grp=135326904178&amp;hsa_ad=653778618462&amp;hsa_src=g&amp;hsa_tgt=dsa-1456167871416&amp;hsa_kw=&amp;hsa_mt=&amp;hsa_net=adwords&amp;hsa_ver=3&amp;gad_source=1&amp;gad_campaignid=16486986143&amp;gbraid=0AAAAACdtKqtgIDVX5IQUIQVAkPxmm5x18&amp;gclid=CjwKCAjw3ejRBhAdEiwADkqPnyYW6pByAipWqxkXjC6fHTCrhVothEyq2Z51NM4fSNsAzTw9hE2f7BoCcmkQAvD_BwE" target="_blank" rel="noopener">Energy and AI&#8221; 2025</a> e &#8220;<a href="https://www.iea.org/reports/key-questions-on-energy-and-ai" target="_blank" rel="noopener">Key Questions on Energy and AI</a>&#8221; 2026, per i dati sui consumi energetici.</em></p>
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		<title>Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l&#8217;invenzione della Northwestern University</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/il-liquido-che-immagazzina-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
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		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca scientifica]]></category>
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					<description><![CDATA[Autore: Redazione Ecoseven – Pubblicato il 22/06/2026 Esiste un liquido che immagazzina energia! I ricercatori della Northwestern University hanno creato un materiale liquido capace di immagazzinare energia come una batteria, senza usare metalli né plastica. Si &#8220;carica&#8221; assorbendo luce solare ed elettricità trasformandosi in un gel scuro, conserva l&#8217;energia per mesi e la rilascia tornando liquido a contatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <a href="https://www.ecoseven.net/author/redazione-ecoseven/" target="_blank" rel="noopener">Redazione Ecoseven</a> – Pubblicato il 22/06/2026</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320147 size-full" title="Materiale liquido che si trasforma in gel nero immagazzinando energia, Northwestern University" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/liquido-che-immaganizza-energia.webp" alt="Materiale liquido che immagazzina energia come una batteria" width="1536" height="1024" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/liquido-che-immaganizza-energia.webp 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/liquido-che-immaganizza-energia-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/liquido-che-immaganizza-energia-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/liquido-che-immaganizza-energia-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Esiste un liquido che immagazzina energia! I ricercatori della Northwestern University hanno creato un materiale liquido capace di immagazzinare energia come una batteria, senza usare metalli né plastica. Si &#8220;carica&#8221; assorbendo luce solare ed elettricità trasformandosi in un gel scuro, conserva l&#8217;energia per mesi e la rilascia tornando liquido a contatto con l&#8217;aria. Lo studio è pubblicato sulla rivista Chem. È una scoperta affascinante, ma ancora in fase sperimentale.</strong> Ecco come funziona, perché è ispirata alle cellule e quali sono i suoi limiti reali.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Che cos&#8217;è il materiale liquido che immagazzina energia della Northwestern</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Un team di chimici e scienziati dei materiali della <a href="https://www.northwestern.edu/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Northwestern University</strong></a>, negli Stati Uniti, ha sviluppato un nuovo materiale che si comporta in modo insolito: è un liquido in grado di catturare e immagazzinare energia, per poi rilasciarla su richiesta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il principio è quello di una batteria, ma senza i suoi componenti tradizionali. Come spiega<a href="https://chemistry.northwestern.edu/people/faculty/profiles/samuel-stupp.html" target="_blank" rel="noopener"> il chimico <strong>Samuel Stupp</strong>,</a> autore senior dello studio, ai fini dell&#8217;accumulo di energia il materiale svolge la stessa funzione di una batteria, ma funziona interamente in acqua, non richiede metalli né plastica e può essere ricaricato ripetutamente. La ricerca è stata pubblicata online e compare nel numero dell&#8217;11 giugno della rivista scientifica <a href="https://www.cell.com/chem/home" target="_blank" rel="noopener"><em>Chem</em></a>.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come funziona: dal liquido giallo al gel nero</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il meccanismo si basa su una trasformazione fisica visibile a occhio nudo, che si sviluppa in tre fasi:</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Carica:</strong> esposto a una fonte di energia come la luce solare, il materiale — inizialmente un liquido giallo — assorbe elettroni e si trasforma in un gel nero ricco di energia.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Conservazione:</strong> in questo stato di gel, il materiale può immagazzinare l&#8217;energia accumulata per mesi, una caratteristica che lo distingue da molti sistemi che devono usare subito l&#8217;energia catturata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Rilascio e reset:</strong> quando il gel viene esposto all&#8217;ossigeno dell&#8217;aria aperta, si &#8220;disassembla&#8221; tornando allo stato liquido e rilasciando gli elettroni. L&#8217;energia liberata può essere usata per innescare reazioni chimiche, e il liquido torna pronto per essere ricaricato di nuovo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Oltre alla luce solare, il materiale è in grado di raccogliere energia anche da elettricità, raggi X e altre fonti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;ispirazione del liquido che immagazzina energia: il citoscheletro delle cellule</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;aspetto più originale di questa invenzione è il principio biologico a cui si ispira. Per progettare il materiale, i ricercatori si sono ispirati al <strong>citoscheletro</strong>, l&#8217;impalcatura interna e dinamica delle cellule che permette loro di mantenere la forma, muoversi e dividersi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A differenza dello scheletro rigido degli animali, il citoscheletro si costruisce, si smonta e si ricostruisce continuamente. Il nuovo materiale si comporta in modo analogo: si assembla e si disassembla ripetutamente mentre immagazzina e rilascia energia. Secondo gli autori, si tratta del primo materiale che immagazzina energia ricostruendo fisicamente se stesso. Come osserva Stupp, i sistemi viventi sono straordinariamente dinamici: costruiscono strutture, le smontano e le ricostruiscono, e l&#8217;obiettivo era creare un materiale sintetico che si comportasse in modo simile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Perché è importante per la transizione energetica</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il potenziale interesse del liquido che immagazzina energia sta in due aspetti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il primo è l&#8217;<strong>assenza di metalli</strong>. Le batterie tradizionali dipendono da metalli come litio e cobalto, estratti con pratiche minerarie ad alto impatto ambientale. Un materiale che immagazzina energia senza metalli né plastica, funzionando in acqua, rappresenterebbe una piattaforma più pulita e potenzialmente più sostenibile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il secondo è l&#8217;<strong>integrazione delle funzioni</strong>. Di norma, raccogliere energia, immagazzinarla e utilizzarla richiede dispositivi separati: un pannello solare per catturarla, una batteria per conservarla. Questo materiale punta a svolgere tutte e tre le funzioni da solo. Tra le possibili applicazioni future, i ricercatori ipotizzano nuovi modi di accumulare elettricità o la creazione di semiconduttori per dispositivi in cui i materiali metallici sono problematici, come gli impianti medici.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I limiti: perché non è (ancora) una batteria pronta all&#8217;uso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Qui serve onestà, ed è ciò che distingue una notizia accurata da un titolo sensazionalistico. Si tratta di una ricerca <em>proof-of-concept</em>, cioè una dimostrazione di principio, il liquido che immagazzina energia non è un prodotto pronto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Come sottolinea<a href="https://scholar.google.com/citations?user=LqhqzvEAAAAJ&amp;hl=en" target="_blank" rel="noopener"> Frank Crespilho,</a> esperto esterno allo studio, questo materiale è ancora lontano dall&#8217;essere un sistema pratico di accumulo dell&#8217;energia. Per dimostrare un&#8217;utilità reale, dovrebbe superare i test a cui sono sottoposte le batterie ricaricabili odierne: valutazione della potenza erogata e della stabilità lungo molti cicli di carica e scarica. Ad oggi, per dare un&#8217;idea della scala, un grammo di materiale è sufficiente a caricare uno smartwatch. È un risultato notevole sul piano scientifico, ma molto distante dalle esigenze di accumulo su larga scala. Lo stesso Crespilho, pur cauto, si dice però entusiasta del lavoro: se sviluppato ulteriormente, il materiale potrebbe segnare una rottura rispetto al secolo dominato dalle tecnologie basate sui metalli.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa significa concretamente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Da questa scoperta derivano alcune considerazioni pratiche, da leggere nella giusta prospettiva.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per il <strong>lettore comune</strong>, è bene chiarire che questa invenzione non sostituirà a breve le batterie di smartphone, auto elettriche o impianti domestici. È una ricerca di laboratorio che apre una strada, non un prodotto in arrivo sul mercato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per il <strong>mondo della ricerca e dell&#8217;innovazione</strong>, rappresenta invece un approccio concettualmente nuovo: <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/foglia-artificiale-carburante/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;idea di materiali &#8220;viventi&#8221;</a> che immagazzinano energia trasformandosi, ispirati alla biologia, è una frontiera che potrebbe ispirare ulteriori sviluppi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per la <strong>prospettiva ambientale</strong>, il valore sta nella direzione: <a href="https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/blue-leaf/" target="_blank" rel="noopener">la ricerca di sistemi di accumulo</a> che riducano la dipendenza da metalli critici e dall&#8217;attività mineraria è uno degli obiettivi chiave per rendere davvero sostenibile la transizione energetica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">FAQ – Domande frequenti</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Cos&#8217;è il materiale liquido inventato dalla Northwestern University?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È un materiale che funziona come una batteria senza metalli né plastica: un liquido giallo che, assorbendo energia da luce o elettricità, si trasforma in un gel nero capace di immagazzinare energia per mesi, per poi rilasciarla tornando liquido a contatto con l&#8217;aria. Lo studio è pubblicato sulla rivista Chem.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Come fa un liquido a immagazzinare energia?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Si ispira al citoscheletro delle cellule: il materiale si assembla e disassembla fisicamente. Quando assorbe energia diventa un gel che trattiene gli elettroni; quando è esposto all&#8217;ossigeno torna liquido rilasciando l&#8217;energia, che può alimentare reazioni chimiche. Poi può essere ricaricato di nuovo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Questo materiale può sostituire le batterie al litio?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Non ora. Si tratta di una ricerca proof-of-concept, una dimostrazione di principio. Secondo gli esperti deve ancora superare i test di potenza e stabilità sui cicli di carica e scarica a cui sono sottoposte le batterie attuali. Al momento un grammo basta a caricare uno smartwatch.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Perché questa invenzione è importante per l&#8217;ambiente?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Perché il liquido che immagazzina energia lo fa senza metalli come litio e cobalto, estratti con pratiche minerarie ad alto impatto ambientale, e funziona in acqua. Inoltre integra in un solo materiale le funzioni di raccolta, accumulo e rilascio dell&#8217;energia.</p>
<h3>Da quali fonti può raccogliere energia?</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Oltre alla luce solare, il materiale è in grado di raccogliere energia da elettricità, raggi X e altre fonti, convertendole nella sua forma di gel ricco di energia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">In breve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">I ricercatori della <strong>Northwestern University</strong>, guidati dal chimico <strong>Samuel Stupp</strong>, hanno creato un materiale liquido che immagazzina energia come una batteria, senza metalli né plastica e funzionando in acqua. Ispirato al citoscheletro delle cellule, passa da liquido giallo a gel nero quando si carica, conserva l&#8217;energia per mesi e la rilascia tornando liquido a contatto con l&#8217;aria, per poi ricaricarsi di nuovo. Pubblicata sulla rivista Chem, è la prima volta che un materiale immagazzina energia ricostruendo fisicamente se stesso. Resta però una ricerca proof-of-concept: gli stessi esperti avvertono che è lontana dall&#8217;uso pratico e dovrà superare i test di potenza e durata delle batterie reali. Il suo valore è nella direzione che indica: un accumulo di energia libero dai metalli critici, più pulito e ispirato alla natura.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em><strong>Fonti principali</strong>: Northwestern University (comunicati McCormick School of Engineering e Northwestern Now, giugno 2026); studio pubblicato sulla rivista Chem (11 giugno 2026), autori Samuel I. Stupp, Tyler Jaynes e Luka Dordevic; rivista Science/AAAS per il commento indipendente di Frank Crespilho. Trattandosi di ricerca in fase iniziale, le applicazioni descritte sono potenziali e non ancora disponibili.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>La turbina eolica sferica porta l&#8217;eolico in città: O-Wind</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/la-turbina-eolica-sferica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 09:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato il 20/06/2026 A cura di: Redazione Ecoseven Chi ha già visto la turbina eolica sferica? Le città sono luoghi ventosi. Più gli edifici crescono in altezza, più l&#8217;aria che scorre tra le strade e attorno ai grattacieli diventa veloce e turbolenta. Eppure questa enorme risorsa resta quasi del tutto inutilizzata. Il motivo è semplice: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="color: #999999;">Pubblicato il 20/06/2026</span></p>
<p><span style="color: #999999;">A cura di: Redazione Ecoseven</span></h6>
<p><span style="color: #999999;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-320075 size-large" title="la sfera O-Wind su balcone/facciata urbana, alt text &quot;O-Wind, turbina eolica sferica per ambienti urbani&quot;" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/la-turbina-eolico-sferica-1024x683.webp" alt="la turbina eolica sferica" width="1024" height="683" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/la-turbina-eolico-sferica-1024x683.webp 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/la-turbina-eolico-sferica-300x200.webp 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/la-turbina-eolico-sferica-768x512.webp 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2026/06/la-turbina-eolico-sferica.webp 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></span></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Chi ha già visto la turbina eolica sferica? Le città sono luoghi ventosi. Più gli edifici crescono in altezza, più l&#8217;aria che scorre tra le strade e attorno ai grattacieli diventa veloce e turbolenta. Eppure questa enorme risorsa resta quasi del tutto inutilizzata. Il motivo è semplice: le turbine eoliche tradizionali catturano il vento solo quando arriva da una direzione precisa, e in città il vento fa esattamente l&#8217;opposto — cambia direzione di continuo, salendo, scendendo e vorticando tra i palazzi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Da questo problema nasce <a href="https://o-innovations.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>O-Wind</strong></a>, una mini-turbina eolica dalla forma sferica progettata proprio per gli ambienti urbani. Un&#8217;invenzione che ha conquistato uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel campo del design e dell&#8217;ingegneria, e che propone un modo nuovo di guardare a un balcone o alla facciata di un edificio: non più solo superfici, ma potenziali punti di raccolta di energia pulita.</p>
<h2 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>La turbina eolica sferica che gira sempre nello stesso verso</strong></h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il cuore dell&#8217;idea sta nella geometria. O-Wind è una sfera di circa 25 centimetri di diametro, con la superficie attraversata da prese d&#8217;aria angolate. Quando il vento la colpisce — da qualsiasi direzione, anche dall&#8217;alto o dal basso — queste aperture incanalano l&#8217;aria in modo da far ruotare la sfera sempre attorno a un unico asse fisso. La rotazione mette in moto un sistema di ingranaggi collegato a un generatore, che trasforma il movimento in elettricità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a href="https://www.rinnovabili.it/featured/o-wind-turbine-il-micro-eolico-cambia-forma-e-viene-premiato/" target="_blank" rel="noopener">Il principio fisico sfruttato</a> è l&#8217;effetto Venturi: l&#8217;aria che attraversa uno spazio ristretto accelera, creando differenze di pressione che spingono la sfera a girare in modo costante. È un meccanismo che ricorda, curiosamente, una tecnologia studiata dalla NASA per sfruttare i venti vorticosi di Marte. Il vantaggio rispetto alle turbine classiche è doppio: la sfera funziona con vento proveniente da ogni direzione e, ruotando su un solo asse, richiede meno manutenzione nel tempo.</p>
<h2 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>La turbina eolica elettrica è pensata per balconi e facciate</strong></h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">A differenza delle grandi pale eoliche, troppo ingombranti e complesse per gli spazi cittadini, O-Wind è compatta e leggera. L&#8217;idea dei progettisti è che possa essere installata ai lati degli edifici o appesa ai balconi, dove le correnti d&#8217;aria sono più intense, permettendo in prospettiva anche a chi vive in appartamento di produrre una quota di energia pulita. Un cambio di scala che porta la generazione rinnovabile dalle distese aperte e dai parchi offshore fino al cuore delle aree abitate.</p>
<h2 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Un&#8217;idea premiata a livello internazionale</strong></h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">O-Wind è il frutto del lavoro di due studenti della <a href="https://www.lancaster.ac.uk/" target="_blank" rel="noopener">Lancaster University</a>, <a href="https://www.linkedin.com/in/nicorellana/?locale=en" target="_blank" rel="noopener"><strong>Nicolas Orellana</strong></a> e <a href="https://o-innovations.com/about-us" target="_blank" rel="noopener"><strong>Yaseen Noorani</strong></a>, originari rispettivamente del Cile e del Kenya, all&#8217;epoca iscritti a un master in International Innovation. Nel 2018 il loro progetto ha vinto il James Dyson Award internazionale, il premio che ogni anno celebra le migliori idee di design e ingegneria studentesca a livello mondiale, aggiudicandosi un riconoscimento economico destinato a sviluppare ulteriormente il concetto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">L&#8217;obiettivo dichiarato dei due inventori va oltre il singolo dispositivo: rendere le turbine più accessibili ed economiche, così da incoraggiare un numero sempre maggiore di persone a produrre energia pulita in autonomia. Una filosofia che si sposa pienamente con l&#8217;idea di una sostenibilità diffusa, fatta di tanti piccoli gesti quotidiani più che di poche grandi infrastrutture.</p>
<h2 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Tra promessa e realtà</strong></h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">O-Wind rappresenta una di quelle invenzioni capaci di far guardare le città con occhi diversi, immaginando ogni superficie esposta al vento come una potenziale fonte di energia. È un esempio di come l&#8217;ingegno, applicato a un problema concreto, possa aprire strade che nemmeno consideravamo. <a href="https://www.ecoseven.net/energia/turbina-eolica-volante/" target="_blank" rel="noopener">Resta però un&#8217;innovazione</a> che, per diventare parte della nostra quotidianità, deve ancora superare il passaggio decisivo: quello dalla sperimentazione alla diffusione su larga scala.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><em>O-Wind è un progetto premiato in ambito accademico e tuttora in fase di sviluppo: non si tratta di un prodotto disponibile in commercio. La sua effettiva applicazione su larga scala dovrà fare i conti con diverse sfide ancora aperte, in particolare i costi di produzione e l&#8217;infrastruttura necessaria per collegare alla rete elettrica dispositivi di queste dimensioni. I dati riportati si riferiscono al prototipo e alle dichiarazioni dei progettisti.</em></p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">FAQ &#8211; Domande Frequenti</h2>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Che cos&#8217;è la turbina eolica sferica O-Wind?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">O-Wind è una mini-turbina eolica di forma sferica, del diametro di circa 25 centimetri, progettata per catturare il vento da qualsiasi direzione. È pensata per gli ambienti urbani, dove può essere installata su balconi e facciate degli edifici.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Come funziona la turbina eolica sferica O-Wind?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">La sfera è attraversata da prese d&#8217;aria angolate che, sfruttando l&#8217;effetto Venturi, incanalano il vento proveniente da ogni direzione facendo ruotare il dispositivo attorno a un unico asse fisso. La rotazione aziona un generatore che produce elettricità.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Perché O-Wind la turbina eolica sferica è adatta alle città?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Nelle città il vento è turbolento e cambia continuamente direzione a causa degli edifici alti, rendendo inefficaci le turbine tradizionali, che catturano il vento da una sola direzione. O-Wind, essendo omnidirezionale, è progettata proprio per questo tipo di condizioni.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Chi ha inventato la turbina eolica sferica O-Wind?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">È stata ideata da Nicolas Orellana e Yaseen Noorani, due studenti della Lancaster University, che nel 2018 hanno vinto con questo progetto il James Dyson Award internazionale.</p>
<h3 class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>O-Wind è già in vendita?</strong></h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">No. O-Wind è un progetto premiato in ambito accademico e ancora in fase di sviluppo, non un prodotto disponibile in commercio. La sua diffusione su larga scala dipende dal superamento di alcune sfide tecniche ed economiche.</p>
<hr class="border-border-200 border-t-0.5 my-3 mx-1.5" />
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Le energie rinnovabili possono alimentare il mondo?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/le-energie-rinnovabili-possono-alimentare-il-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 12:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno energetico]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, sì Uno studio pubblicato di recente su Nature Communications ha scoperto che grazie alle energie rinnovabili è possibile soddisfare la maggior parte del fabbisogno energetico mondiale. Secondo gli autori, anche i paesi più industrializzati – ovvero quelli che necessitano di una fornitura di energia imponente – possono contare sulle energie rinnovabili, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 lang="de-DE" style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-129709" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/sunflowers-1853323_1280.jpg" alt="energie rinnovabili" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/sunflowers-1853323_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/sunflowers-1853323_1280-300x225.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/sunflowers-1853323_1280-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/12/sunflowers-1853323_1280-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3 lang="de-DE" style="text-align: left;" align="center"><span lang="it-IT">Secondo un nuovo studio, sì</span></h3>
<p><span id="more-129706"></span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">Uno <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-021-26355-z" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a></span><span lang="it-IT"> pubblicato di recente su <strong>Nature Communications</strong> ha scoperto che <strong>grazie alle energie rinnovabili è possibile soddisfare la maggior parte del fabbisogno energetico mondiale</strong>. Secondo gli autori, anche i paesi più industrializzati – ovvero quelli che necessitano di una fornitura di energia imponente – possono contare sulle energie rinnovabili, <strong>in particolare su quelle eolica e solare. </strong></span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">Lo studio è stato condotto dai ricercatori della University of California Irvine per affrontare il <strong>dibattito sulle energie rinnovabili</strong> e le preoccupazioni sollevate da chi le critica. Anche se il mondo sta cercando di allontanarsi dall&#8217;uso dei combustibili fossili, molte persone si oppongono a questo cambiamento sostenendo che le energie rinnovabili non possono soddisfare in modo affidabile il fabbisogno energetico delle nazioni industrializzate.</span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">Per confutare questa tesi, i ricercatori che si sono occupati di questo studio hanno analizzato il fabbisogno orario di elettricità di 42 paesi sviluppati negli ultimi 39 anni e hanno scoperto che l&#8217;energia eolica e solare potrebbe coprire fino all&#8217;80% di questo fabbisogno nella maggior parte dei paesi sviluppati senza la necessità di uno stoccaggio pesante. </span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">Lo studio ha inoltre scoperto che <strong>l&#8217;eolico e il solare potrebbero coprire il 72-91% del fabbisogno energetico</strong> nella maggior parte dei paesi studiati. Con un potenziamento della batteria di 12 ore, l&#8217;energia eolica e solare potrebbero soddisfare l&#8217;83-94% del fabbisogno energetico nella maggior parte dei paesi.</span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">&#8220;<em>Eolico e solare potrebbero soddisfare oltre l&#8217;80% della domanda in molti luoghi senza quantità folli di stoccaggio o capacità di generazione in eccesso, che è il punto critico</em>&#8220;, ha affermato il co-autore Steve Davis, professore di scienze del sistema terrestre dell&#8217;UCI, <a href="https://www.newswise.com/articles/wind-and-solar-could-power-the-world-s-major-countries-most-of-the-time?sc=sphr&amp;xy=10026275" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo quanto riportato da NewsWise</a></span><span lang="it-IT">. </span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">&#8220;<em>Ma a seconda del paese, potrebbero esserci molti periodi di più giorni durante l&#8217;anno in cui una parte della domanda dovrà essere soddisfatta dallo stoccaggio di energia e da altre fonti di energia non fossile in un futuro a zero emissioni di carbonio</em>&#8220;.</span></p>
<p lang="de-DE" align="justify"><span lang="it-IT">I ricercatori hanno collaborato con esperti della cinese <strong>Tsinghua University</strong>, del <strong>Carnegie Institution for Science e della Caltech</strong>. Sebbene tutti gli autori concordino sul fatto che <strong>non sarà possibile eliminare gradualmente i combustibili fossili</strong>, affermano che ciò può essere fatto con sforzi coerenti da parte di tutte le parti interessate.</span></p>
<p align="justify">È difficile ma non impossibile.</p>
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		<title>Gas naturale</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/energia/gas-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 11:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia verde]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[Non proprio un’energia “verde” In questi giorni l&#8217;Unione europea è sotto tiro per la sua nuova iniziativa di etichettatura che qualifica il gas naturale come energia &#8220;verde&#8221;. La legge proposta definisce &#8220;rinnovabili&#8221; qualsiasi fonte di elettricità derivata da fonti di energia eolica o solare, compresi i biocarburanti fatti con etanolo di mais. Tra queste risorse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121839" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/lightbulb-2631864_1280.jpg" alt="gas naturale " width="800" height="496" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/lightbulb-2631864_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/lightbulb-2631864_1280-300x186.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/10/lightbulb-2631864_1280-768x476.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non proprio un’energia “verde”</span></span></strong></h3>
<p><span id="more-121838"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">In questi giorni l&#8217;Unione europea è sotto tiro per la sua <strong>nuova iniziativa di etichettatura che qualifica il gas naturale come energia &#8220;verde&#8221;. </strong></span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La legge proposta definisce &#8220;rinnovabili&#8221; qualsiasi fonte di elettricità derivata da fonti di energia eolica o solare, compresi i biocarburanti fatti con etanolo di mais. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tra queste risorse rinnovabili, però, <strong>non distingue la loro classificazione e il loro impatto ambientale sui livelli di qualità dell&#8217;aria o sul potenziale di riscaldamento globale</strong>, che misura quanti gas serra emettono nel tempo.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli esperti del clima dicono che <strong>la decisione potrebbe causare confusione tra i consumatori e le aziende energetiche</strong>, soprattutto in considerazione del fatto che attualmente non ci sono altri standard applicabili a livello federale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La Commissione europea dovrà prendere presto una decisione e capire se la tassonomia del clima, che è stata proposta all&#8217;inizio di quest&#8217;anno dalla loro commissione per valutare gli investimenti verdi, includerà o meno il gas naturale e l&#8217;energia nucleare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Alcuni paesi europei, però, vedono il gas come un combustibile di transizione e vogliono che sia classificato nella tassonomia per sostenere gli investimenti che li aiuterebbero a eliminare gradualmente l&#8217;energia alimentata a carbone.</span></span></p>
<h4 align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo disaccordo ha scatenato un tira e molla tra i governi e la Commissione europea che ha provocato degli accesi negoziati. </span></span></h4>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo stallo ha così causato un ritardo sull’etichettatura del gas come energia “verde” rischiando di far slittare questa decisione a tempo indefinito. </span></span></p>
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		<title>Il potenziale occupazionale dell’energia eolica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 02:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eolica]]></category>
		<category><![CDATA[energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
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		<category><![CDATA[windeurope]]></category>
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					<description><![CDATA[Il report di WindEurope ci svela quanti e quali benefici occupazionali potremmo avere dall&#8217;energia del vento Secondo quanto raccontato nel Flagship Report di WindEurope, tra tutte le energie rinnovabili, il settore dell&#8217;eolico è quello che potrebbe rappresentare il cavallo su cui puntare per procedere lungo le linee di una ripresa economica verde per l&#8217;Europa. Oltre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-74443" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/wind-farm-1209335_1280.jpg" alt="energia eolica" width="1280" height="720" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/wind-farm-1209335_1280.jpg 1280w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/wind-farm-1209335_1280-300x169.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/wind-farm-1209335_1280-1024x576.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/12/wind-farm-1209335_1280-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></h3>
<h3>Il report di WindEurope ci svela quanti e quali benefici occupazionali potremmo avere dall&#8217;energia del vento</h3>
<p><span id="more-74442"></span></p>
<p>Secondo quanto raccontato nel <a href="https://www.anev.org/2020/11/12/flagship-report-windeurope-energia-eolica-e-ripresa-economica-in-europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flagship Report di WindEurope</a>, tra tutte le energie rinnovabili, <strong>il settore dell&#8217;eolico è quello che potrebbe rappresentare il cavallo su cui puntare</strong> per procedere lungo le linee di una ripresa economica verde per l&#8217;Europa.</p>
<p>Oltre agli importanti benefici economici – il report spiega come <strong>ogni nuova turbina eolica installata generi 10 milioni di euro di nuova attività economica</strong> – e ai benefici ambientali, ci sono anche dei vantaggi nella produzione di posti di lavoro.</p>
<h4>L’attuazione dei <a href="https://www.mise.gov.it/index.php/it/2040668" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piani Nazionali Energia e Clima</a> (PNIEC) creerebbe, infatti, il 50% in più di posti di lavoro in Europa entro il 2030, ossia 450.000 unità.</h4>
<p>Al contrario, <strong>se queste politiche energetiche</strong> per qualche motivo <strong>dovessero non essere realizzate</strong> o dovesse ritardare la loro messa in atto, oltre a non raggiungere gli obiettivi prefissati, <strong>si perderebbero anche 20.000 posti di lavoro</strong> circa rispetto ai 300.000 che agiscono oggi nella produzione di energia dal vento.</p>
<p>In Italia, secondo le stime dell’ANEV, <strong>qualora si installassero i 19.300 MW di impianti eolici previsti dal PNIEC, si contribuirebbe a incrementare l’occupazione arrivando a 67.200 posti di lavoro</strong>, distribuiti in buona percentuale al sud – bene ricordare che, ad oggi, l&#8217;eolico nel nostro paese conta 27.000 lavoratori e un flusso finanziario di circa 3,5 miliardi di euro.</p>
<p>Il report di <a href="https://windeurope.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WindEurope</a>, oltre a fornire questi dati, spiega anche il ruolo di questa energia rinnovabile all&#8217;interno del mercato europeo e la sua potenzialità, raccontando come <strong>l&#8217;industria eolica potrebbe espandersi e diventare molto competitiva a livello globale</strong>.</p>
<p>I benefici risultanti dallo scommettere su questo cavallo andrebbero a toccare non solo gli affari economici, ambientali e occupazionali, ma arriverebbero a creare un benessere diffuso per le comunità in cui i parchi sarebbero installati.</p>
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		<title>Un futuro rinnovabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 12:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[AIL]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo le stime dell&#8217;AIE, le energie rinnovabili globali dovrebbero aumentare del 50% entro i prossimi 5 anni L&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (AIE) ha recentemente pubblicato&#160;le previsioni del mercato per le energie rinnovabili del 2019, illustrando in dettaglio le analisi sull&#8217;energia rinnovabile e le tecnologie. Nel rapporto, le tendenze del settore mostrano che la capacità totale di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38602" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil.jpg" alt="" width="798" height="451" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil-300x170.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_energie_rinnovablil-768x434.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></p>
<p>Secondo le stime dell&#8217;AIE, le energie rinnovabili globali dovrebbero aumentare del 50% entro i prossimi 5 anni</p>
<p>  <span id="more-38603"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia</strong> (<a href="https://www.iea.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AIE</a>) ha recentemente <a href="https://www.iea.org/renewables2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblicato</a>&nbsp;le <strong>previsioni del mercato per le energie rinnovabili del 2019</strong>, illustrando in dettaglio le analisi sull&#8217;energia rinnovabile e le tecnologie. Nel rapporto, le tendenze del settore mostrano che<strong> la capacità totale di energia rinnovabile al mondo crescerà del 50% in 5 anni</strong>, aumentando di 1,2 Terawatt – i sistemi solari fotovoltaici rappresentano il 60% di tale aumento.</p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è noto, l&#8217;AIE è un&#8217;organizzazione intergovernativa che funge da consulente politico per i suoi 30 paesi membri in materia di energia economica e pulita. È stata costituita nel 1974, in seguito alla crisi petrolifera, per aiutare i paesi a rispondere alle interruzioni dell&#8217;approvvigionamento energetico. Da allora, il mandato dell&#8217;AIE si è ampliato per includere la promozione di una politica energetica sana e di una cooperazione energetica internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, l<strong>a sua missione si concentra su sicurezza energetica, sviluppo economico, consapevolezza ambientale e impegno a livello mondiale</strong>. Proprio per questo, l&#8217;AIE è un forte sostenitore delle energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo senso, con questo nuovo rapporto, ci spiega come i progetti di energia solare, eolica e idroelettrica – che si sono sviluppati a un ritmo più rapido negli ultimi anni – stanno per sperimentare un aumento dei tassi di crescita negli anni a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto spiega che sono <strong>tre le principali sfide</strong> che deve affrontare il settore: incertezza politica e normativa, elevati rischi di investimento e integrazione dei sistemi di energia eolica e solare fotovoltaica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono necessarie importanti riforme politiche e tariffarie per guidare la crescita del mercato delle energie rinnovabili e per allinearsi con l&#8217;accordo di Parigi riguardo alla limitazione dell&#8217;aumento della temperatura globale a 1,5°C. Le previsioni dell&#8217;AIE indicano che anche i servizi pubblici e le infrastrutture dovranno adattarsi rapidamente.</p>
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		<title>Eco-campus a Malaga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 13:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Connettività digitale e sistemi sostenibili per il campus ecologico dell&#8217;università spagnola L&#8217;Università di Malaga,&#160;in Spagna, ospiterà presto la nascita di un campus high-tech,&#160;che ridefinirà il tessuto urbano grazie a sistemi di connettività digitale e all&#8217;uso delle energie rinnovabili. Progettato da Ecosistema Urbano&#160;per rigenerare l&#8217;area sottoutilizzata di Bulevar Louis Pasteur, il progetto non solo migliorerà le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38541" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut.jpg" alt="" width="804" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Ecocampus_Malaga_cut-768x383.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Connettività digitale e sistemi sostenibili per il campus ecologico dell&#8217;università spagnola</p>
<p>  <span id="more-38542"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="https://www.uma.es/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Malaga</a>,&nbsp;in Spagna, ospiterà presto la nascita di un campus <em>high-tech,&nbsp;</em>che ridefinirà il tessuto urbano grazie a sistemi di connettività digitale e all&#8217;uso delle energie rinnovabili. Progettato da <a href="https://ecosistemaurbano.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecosistema Urbano</a>&nbsp;per rigenerare l&#8217;area sottoutilizzata di Bulevar Louis Pasteur, il progetto non solo migliorerà le infrastrutture della città, ma creerà anche nuovi spazi nelle aree pubbliche in cui potranno svolgersi le attività universitarie quotidiane, comprese le lezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una superficie totale di 21 ettari, il progetto di pianificazione del campus universitario di Malaga si muove intorno a quattro strategie principali: collegare l&#8217;università ai suoi dintorni urbani; creare, ripristinare e migliorare lo spazio verde esistente; consentire agli utenti di visualizzare informazioni in tempo reale e manipolare gli aspetti fisici dello spazio pubblico con la tecnologia; rendere disponibili spazi e dispositivi per riunioni educative nelle aree pubbliche, che possono essere utilizzati da studenti e cittadini locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto sarà possibile grazie all&#8217;utilizzo di una rete di sensori e di tecnologie interattive – infatti, uno degli aspetti chiave di questo progetto è proprio il suo impegno nell&#8217;uso della tecnologia come mezzo per migliorare l&#8217;interazione tra persone e ambiente, visto che sarà il primo spazio pubblico che gli utenti potranno controllare attraverso un&#8217;applicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ridurre l&#8217;impatto ambientale del progetto, gli architetti hanno proposto di installare pannelli fotovoltaici per alimentare i sistemi di condizionamento bioclimatico del campus, come il raffreddamento per evaporazione e la circolazione geotermica dell&#8217;aria. Verranno inoltre utilizzate strategie bioclimatiche passive, tra cui elementi di ombreggiatura come pareti verdi e tettoie scultoree.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Spostarsi velocemente, grazie al sole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 13:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solare]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Alta velocità]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Il futuristico sistema di trasporto Hyperloop punta a portarci verso una vita senza automobili Lo studio d&#8217;avanguardia MAD Architects, con sede a Pechino, si è convertito alle futuristiche tecnologie di trasporto Hyperloop&#160;per lanciare un nuovo velocissimo sistema di transito ad energia solare. Progettata con un accento sulla sostenibilità, l&#8217;elevata infrastruttura basata sui tubi promuoverà la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38462" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Hyperloop.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Hyperloop.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Hyperloop-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Hyperloop-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il futuristico sistema di trasporto Hyperloop punta a portarci verso una vita senza automobili</p>
<p>  <span id="more-38463"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio d&#8217;avanguardia <a href="http://www.i-mad.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>MAD Architects</em></a>, con sede a Pechino, si è convertito alle futuristiche tecnologie di trasporto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hyperloop" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Hyperloop</em></a>&nbsp;per lanciare un nuovo velocissimo sistema di transito ad energia solare. Progettata con un accento sulla sostenibilità, l&#8217;elevata infrastruttura basata sui tubi promuoverà la vita senza auto, incorporerà l&#8217;agricoltura urbana e sfrutterà le energie rinnovabili per ridurre al minimo il suo impatto ambientale. Inoltre, il sistema è progettato per potersi integrare facilmente in una varietà di ambienti, dai densi centri urbani ai deserti remoti.</p>
<p style="text-align: justify;">La collaborazione di <em>MAD Architects</em> con <em>Hyperloop Transportation Technologies</em> (<em><a href="https://www.hyperloop.global/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hyperloop TT</a></em>) ha lo scopo di trasformare il futuro dei viaggi, mostrando come un&#8217;infrastruttura di trasporto può integrare l&#8217;ambiente naturale e avvicinare le persone alla natura.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto <em>Hyperloop</em>, reso popolare da Elon Musk nel 2012, è un metodo di trasporto che utilizza un sistema pressurizzato di grandi tubi, attraverso il quale le capsule che trasportano persone o merci possono essere spinte ad alta velocità senza essere rallentate dalla resistenza dell&#8217;aria. La visione di <em>MAD Architects</em> e <em>HyperloopTT</em> espande quest&#8217;idea integrandola con sistemi sostenibili e la costruzione di uno spazio pubblico verde, sopra o sotto i tubi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>design</em> del pilone che funge da supporto strutturale, riduce al minimo l&#8217;impronta fisica del sistema, sollevandolo a quasi 7 metri dal suolo. In questo modo, non c&#8217;è collisione con il traffico stradale – cosa che, peraltro, riduce il costo di acquisizione del terreno. Inoltre, la base di ogni pilone è progettata per ospitare attività di agricoltura biologica urbana e luci di coltivazione a LED, sostenute dall&#8217;energia solare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Spargete le mie ceneri, sì, ma in modo che non inquinino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 10:56:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Santa Monica è in progetto un crematorio ecologico che non solo utilizzerà le energie rinnovabili ma permetterà alle persone di «riciclare» le ceneri L&#8217;architetto sperimentale Margot Krasojević&#160;ha progettato un futuristico crematorio a energia solare per Santa Monica, in California, che non solo userebbe le energie rinnovabili per la cremazione, ma darebbe anche alle persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38372" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Crematorio_ecologico_CUT.jpg" alt="" width="801" height="401" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Crematorio_ecologico_CUT.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Crematorio_ecologico_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Crematorio_ecologico_CUT-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>A Santa Monica è in progetto un crematorio ecologico che non solo utilizzerà le energie rinnovabili ma permetterà alle persone di «riciclare» le ceneri</p>
<p>  <span id="more-38373"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;architetto sperimentale <a href="http://www.margotkrasojevic.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Margot Krasojević</a>&nbsp;ha progettato <strong>un futuristico crematorio a energia solare per Santa Monica</strong>, in California, che non solo userebbe le energie rinnovabili per la cremazione, ma darebbe anche alle persone la possibilità di trasformare le ceneri in qualcos&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, che si chiama<em><strong> ECO CREMATION</strong></em> – <em>Holographic Recycling Cremation</em>, comprende una struttura che, oltre alla camera di cremazione a energia solare, include una cappella a pianta aperta, con un&#8217;area di congregazione e un «giardino animato con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zootropio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">zootropi</a>&nbsp;di ricordi», con proiezioni olografiche del defunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Margot Krasojević, una media di 20.000 chilogrammi di legno viene utilizzata ogni anno per le cremazioni funebri, per questo ha pensato di ridurre l&#8217;impatto ambientale e i costi operativi del crematorio, proponendo di alimentare la struttura con energia solare – attorno alla camera di cremazione verrebbero installati riflettori parabolici per garantire la più forte concentrazione solare – e un generatore di riserva, alimentato da biomassa, biogas o simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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