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	<title>emissioni di carbonio &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Perché sostituire i voli interni con i treni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 18:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[L’esperimento del governo francese per lotta al cambiamento climatico Dopo un lungo dibattito, l&#8217;Assemblea nazionale francese ha votato per sospendere tutti i voli interni al paese quando possono essere sostituiti da treni diretti che percorrono lo stesso spazio in meno di 2 ore e 30 minuti. Con una mossa che è stata accolta con reazioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97274" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/airport-3364232_1280-e1619115156314.jpg" alt="voli interni" width="800" height="533" /></h3>
<h3>L’esperimento del governo francese per lotta al cambiamento climatico</h3>
<p><span id="more-97267"></span></p>
<p>Dopo un lungo dibattito,<strong> l&#8217;Assemblea nazionale francese ha votato per sospendere tutti i voli interni al paese quando possono essere sostituiti da treni diretti</strong> che percorrono lo stesso spazio in meno di 2 ore e 30 minuti.</p>
<p>Con una mossa che è stata accolta con reazioni contrastanti, <strong>l&#8217;Assemblea nazionale ha smorzato la proposta avanzata dalla convenzione sul clima dei cittadini</strong> del presidente Emmanuel Macron elargendo questo divieto annacquato.</p>
<p>Anche se alcuni pensano che sia una vittoria per il clima, i critici affermano che spostare la proposta originale mostra <strong>riluttanza da parte dei parlamentari a prendere sul serio la lotta al cambiamento climatico.</strong></p>
<p>Come spiega <a href="https://www.theguardian.com/business/2021/apr/12/france-ban-some-domestic-flights-train-available-macron-climate-convention-mps" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Guardian</a>, la proposta originale voleva vietare tutti i voli verso regioni che possono essere raggiunte in treno in meno di 4 ore.</p>
<h4>Tuttavia, alcune regioni e compagnie aeree si sono opposte a questa proposta.</h4>
<p>Il ministro dei trasporti, Jean-Baptiste Djebbari, ha affermato che <strong>la scelta di quattro ore avrebbe effetti negativi su alcune comunità</strong>. &#8220;Abbiamo scelto due ore e mezza perché quattro ore rischiano di isolare i territori senza sbocco sul mare, compreso il grande Massiccio Centrale, che sarebbe iniquo&#8221;, ha detto Djebbari.</p>
<p>Mentre alcune compagni che operano molti voli nazionali brevi, come <strong>Air France-KLM, si sono opposte fermamente alla misura originale</strong> dopo aver perso denaro a causa delle restrizioni di viaggio legate al COVID-19, altri hanno accolto con favore la mossa, chiedendo addirittura ulteriori divieti sui voli nazionali.</p>
<p>L&#8217;associazione francese dei consumatori UFC-Que Choisir ha affermato in una dichiarazione che <strong>i parlamentari avrebbero dovuto mantenere le quattro ore nella proposta originale,</strong> impedendo anche alle compagnie aeree di misurare i prezzi.</p>
<h4>L&#8217;associazione ha osservato che per passeggero, gli aerei emettono emissioni di carbonio 77 volte di più dei treni.</h4>
<p>Inoltre, ha notato che i treni sono molto più economici e impiegano quasi lo stesso tempo degli aerei.</p>
<p>Altri paesi stanno elaborando misure simili. <strong>L&#8217;Austria ha implementato una tassa per i voli brevi nel giugno 2020 e i Paesi Bassi hanno cercato di vietare i voli interni brevi dal 2013</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La spazzatura che fa volare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 18:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aerei]]></category>
		<category><![CDATA[aerei]]></category>
		<category><![CDATA[carburante]]></category>
		<category><![CDATA[carburante aerei]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[voli a zero emissioni di carbonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Presto sarà possibile trasformare i rifiuti alimentari in carburante per l&#8217;aviazione Secondo un recente studio, gli avanzi di cibo potrebbero essere determinanti nella produzione di carburante sostenibile per l&#8217;aviazione. I gas a effetto serra dell&#8217;industria aeronautica contribuiscono al 12% delle emissioni dei trasporti e sono destinati a continuare a crescere. Si prevede che le emissioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-94992" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/04/transport-5207942_1280-e1618220598764.jpg" alt="carburante aereo" width="800" height="484" /></h3>
<h3>Presto sarà possibile trasformare i rifiuti alimentari in carburante per l&#8217;aviazione</h3>
<p><span id="more-94991"></span></p>
<p>Secondo un recente studio, <strong>gli avanzi di cibo potrebbero essere determinanti nella produzione di carburante sostenibile</strong> per l&#8217;aviazione.</p>
<p>I gas a effetto serra dell&#8217;<strong>industria aeronautica contribuiscono al 12% delle emissioni</strong> dei trasporti e sono destinati a continuare a crescere.</p>
<h4>Si prevede che le emissioni del settore raddoppieranno i livelli pre-pandemia entro il 2050.</h4>
<p>Pertanto, i ricercatori stanno lavorando alla ricerca di biocarburanti praticabili per i viaggi aerei a zero emissioni di carbonio.</p>
<p>Lo <a href="https://www.pnas.org/content/118/13/e2023008118" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>, pubblicato in Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato condotto da scienziati del National Renewable Energy Laboratory (NREL) in collaborazione con l&#8217;Università di Dayton, l&#8217;Oak Ridge National Laboratory e l&#8217;Università di Yale.</p>
<p>Secondo gli scienziati che lo hanno condotto, l&#8217;utilizzo di energia non sfruttata nei rifiuti alimentari per generare carburante sostenibile per l&#8217;aviazione oltre ad affrontare l&#8217;inquinamento causato dall&#8217;aviazione fornirà<strong> una via per affrontare anche un altro tipo di inquinamento</strong>, quello generato dai residui alimentari che finiscono nelle discariche e generano gas metano, uno dei gas serra più pericolosi.</p>
<h4>I ricercatori hanno scoperto che questo biocarburante sostenibile comporta una diminuzione del 165% delle emissioni nette di carbonio rispetto al carburante standard, come spiega CleanTechica.</h4>
<p>Alcune grandi compagnie aeree hanno già iniziato a investire in quest&#8217;idea, con la speranza di <strong>trovare una soluzione che possa essere ampiamente utilizzata</strong>. Southwest Airlines sta collaborando con NREL e altre organizzazioni in un progetto dimostrativo che si sta <strong>avvicinando alla fattibilità commerciale</strong>, grazie a ricerche scientifiche e pubblicazioni come questa.</p>
<p>Ovviamente ci vorrà ancora qualche tempo per ottenere tutte le approvazioni normative di cui il carburante ha bisogno per iniziare ad essere utilizzato, ma gli scienziati parlano di un orizzonte breve, di un paio di anni. Se hanno ragione, quindi <strong>i voli a zero emissioni di carbonio non sono così lontani.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>iPhone: mossa green o risparmio economico?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 19:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentatori]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[La Apple annuncia che i nuovi iPhone verranno venduti senza caricatore a muro e senza auricolari Per la nuova linea di iPhone 12s – oltre che per tutti i modelli precedenti ancora in vendita –, la Apple ha annunciato che la scatola che li conterrà sarà un po&#8217; diversa da quella che veniva spedita prima: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73395" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/11/apple-1867461_1280-e1606736533255.jpg" alt="iphone" width="800" height="534" /></h3>
<h3>La Apple annuncia che i nuovi iPhone verranno venduti senza caricatore a muro e senza auricolari</h3>
<p><span id="more-73267"></span></p>
<p>Per la nuova linea di iPhone 12s – oltre che per tutti i modelli precedenti ancora in vendita –, <strong>la Apple ha annunciato che la scatola che li conterrà sarà un po&#8217; diversa da quella che veniva spedita prima</strong>: includerà solo il cavo da USB-C a Lightning ed eviterà gli altri accessori, ovvero il caricatore da muro e gli auricolari.</p>
<p>Una mossa che ridurrà anche gli imballaggi, &#8220;riducendo ulteriormente le emissioni di carbonio ed evitando l&#8217;estrazione e l&#8217;uso di materiali preziosi, il che consente imballaggi più piccoli e leggeri e permette di spedire il 70% in più di scatole su pallet&#8221;, ha affermato Apple in un <a href="https://www.apple.com/newsroom/2020/10/apple-introduces-iphone-12-pro-and-iphone-12-pro-max-with-5g/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato</a>.</p>
<p>La società stima che <strong>questa decisione farà risparmiare a Apple e al pianeta più di 2 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio all&#8217;anno</strong>, all&#8217;incirca lo stesso effetto del togliere 450.000 auto dalla strada per lo stesso tempo.</p>
<h4>Meraviglioso, no? Sì e no.</h4>
<p>Nel senso che tra i consumatori ci sono stati due diversi tipi di reazioni: secondo alcuni si tratterebbe di una <strong>mossa puramente economica da parte di Apple</strong>, che consentirà all&#8217;azienda di aumentare i profitti; altri, invece, <strong>sono contenti del risparmio ambientale</strong>, riconoscendo di possedere davvero moltissimi caricatori a muri e auricolari dai loro precedenti iPhone.</p>
<h4>Secondo Apple, nel mondo ci sono già 2 miliardi di alimentatori Apple e 700 milioni di cuffie.</h4>
<p>Se invece è la prima volta che si entra nel mondo Apple – e quindi non si possiedono questi accessori – la buona notizia è che <strong>la società ha deciso di permettere l&#8217;acquisto à la carte</strong>, con un prezzo abbassato di 10 dollari.</p>
<p><strong>Apple sostiene già la neutralità delle emissioni di carbonio</strong> per le operazioni aziendali globali e prevede un impatto climatico nullo su tutta la sua attività entro il 2030.</p>
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		<title>Qualcosa sta uccidendo gli alberi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo gli scienziati, gli alberi non ce la fanno più Mentre l&#8217;umanità ha continuato a pompare anidride carbonica nell&#8217;atmosfera, gli scienziati hanno continuato a sperare che una grande parte di essa sarebbe stata inghiottita dalle piante. Soprattutto da quelle delle grandi foreste della Terra, invece di contribuire al cambiamento climatico. In una certa misura avevano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-67080" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/branches-238379_1280-e1600429604568.jpg" alt="alberi" width="800" height="500" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/branches-238379_1280-e1600429604568.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/branches-238379_1280-e1600429604568-300x188.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/09/branches-238379_1280-e1600429604568-768x480.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Secondo gli scienziati, gli alberi non ce la fanno più</h3>
<p><span id="more-67079"></span></p>
<p>Mentre l&#8217;umanità ha continuato a pompare anidride carbonica nell&#8217;atmosfera, <strong>gli scienziati hanno continuato a sperare che una grande parte di essa sarebbe stata inghiottita dalle piante. </strong>Soprattutto da quelle delle grandi foreste della Terra, invece di contribuire al cambiamento climatico.</p>
<p>In una certa misura avevano ragione: la previsione che l&#8217;aumento del biossido di carbonio atmosferico avrebbe accelerato la crescita delle foreste è stata mantenuta. Ma una nuova ricerca suggerisce che q<strong>uesti alberi a crescita rapida muoiono anche significativamente più giovani</strong> e, secondo quanto riportato da <a href="https://www.sciencealert.com/too-much-co2-makes-trees-live-fast-and-die-young-says-study" target="_blank" rel="noopener"><em>Agence France-Presse</em></a>, a quel punto rilascerebbero carbonio mentre si decompongono.</p>
<p>Sfortunatamente, il legame tra i livelli più elevati di anidride carbonica atmosferica e la durata accelerata della vita è stato osservato su un&#8217;ampia gamma di tipi di alberi e specie, secondo una <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-020-17966-z" target="_blank" rel="noopener">ricerca </a>pubblicata sulla rivista <em>Nature Communications</em>, quindi <strong>potrebbero essere parecchi gli alberi a non tenere botta.</strong></p>
<p>&#8220;I nostri risultati, molto simili alla storia della tartaruga e della lepre, indicano che ci sono tratti all&#8217;interno degli alberi a crescita più rapida che li rendono vulnerabili, mentre <strong>gli alberi a crescita più lenta hanno tratti che consentono loro di persistere</strong>&#8220;, ha scritto in un <a href="https://www.leeds.ac.uk/news/article/4660/trees_living_fast_die_young" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a> il coautore dello studio Steve Voelker, esperto forestale della State University of New York.</p>
<h4>Negli ultimi decenni, riferisce <em>Agence France-Presse</em>, la società ha raccolto i benefici della capacità delle foreste di assorbire il carbonio atmosferico.</h4>
<p>Ma questi benefici potrebbero finire presto, con l&#8217;avvicinarsi di una sorta di resa dei conti ambientale, sebbene, per essere onesti, i ricercatori dell&#8217;Università dell&#8217;Arizona hanno scoperto nel 2013 che <strong>le foreste in decomposizione rilasciano meno carbonio di quanto previsto in precedenza</strong>.</p>
<p>Come ha aggiunto Voelker, quindi, <strong>l&#8217;assorbimento di anidride carbonica è &#8220;probabilmente in declino</strong> poiché gli alberi a crescita lenta e persistenti vengono soppiantati da alberi a crescita rapida ma vulnerabili&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intelligenza artificiale: sì, ma più sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il MIT sta impiegando i suoi sforzi nella realizzazione di un&#8217;intelligenza artificiale più rispettosa dell&#8217;ambiente Sappiamo bene che le intelligenze artificiali (IA) possiedono un potenziale strategico e trasformativo davvero molto importante per le nostre future tecnologie, eppure non sono sempre rispettose dell&#8217;ambiente a causa dell&#8217;elevato consumo di energia. Per cercare di trovare un bilancio più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-59188" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/technology-3389888_1280.jpg" alt="intelligenza artificiale" width="800" height="449" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/technology-3389888_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/technology-3389888_1280-300x168.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/06/technology-3389888_1280-768x431.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>Il MIT sta impiegando i suoi sforzi nella realizzazione di un&#8217;intelligenza artificiale più rispettosa dell&#8217;ambiente</h3>
<p><span id="more-59187"></span></p>
<p>Sappiamo bene che <strong>le intelligenze artificiali</strong> (IA) possiedono un potenziale strategico e trasformativo davvero molto importante per le nostre future tecnologie, eppure <strong>non sono sempre rispettose dell&#8217;ambiente a causa dell&#8217;elevato consumo di energia</strong>.</p>
<p>Per cercare di trovare un bilancio più verde, nel rapporto delle IA con il pianeta, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno escogitato una <a href="https://news.mit.edu/2020/artificial-intelligence-ai-carbon-footprint-0423" target="_blank" rel="noopener">soluzione </a>che non solo riduce i costi ma, soprattutto, riduce l&#8217;impronta di carbonio generata dall&#8217;addestramento del modello di IA</p>
<p>Nel giugno 2019, l&#8217;Università del Massachusetts Amherst ha pubblicato un <a href="https://arxiv.org/pdf/1906.02243.pdf" target="_blank" rel="noopener">report </a>che evidenziava come <strong>la quantità di  energia  utilizzata nella formazione di un&#8217;intelligenza artificiale fosse pari a 626.000 libbre (quasi 284.000 Kg) di anidride carbonica</strong>, visto che le reti neurali profonde sono distribuite su diversi array di piattaforme hardware specializzate.</p>
<p><strong>Il livello di consumo di energia richiesto per alimentare queste tecnologie</strong> di intelligenza artificiale, in poche parole, <strong>è circa cinque volte la durata di vita delle emissioni di carbonio di  un&#8217;auto media</strong>, compresa la sua produzione.</p>
<p>Per ovviare a questo problema, il team di ricerca del MIT ha ideato un innovativo sistema di intelligenza artificiale automatizzato, definito rete una tantum (once-for-all network, abbreviato: OFA) e descritto in un <a href="https://arxiv.org/pdf/1908.09791.pdf" target="_blank" rel="noopener">documento </a>di ricerca.</p>
<p>Questo sistema di intelligenza artificiale – la rete OFA – riduce al minimo  il consumo di energia  «disaccoppiando formazione e ricerca, per ridurre i costi».</p>
<p>In sostanza, <strong>la rete OFA funziona come una rete «madre» per numerose sottoreti</strong>, passandogli tutte le sue conoscenze e le esperienze, in modo da formarle e renderle capaci di operare in modo indipendente, senza la necessità di una nuova formazione.</p>
<p>Un&#8217;efficienza che riduce i costi, riduce le emissioni di carbonio e migliora la sostenibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Coronavirus e il calo delle emissioni di carbonio</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/il-coronavirus-e-il-calo-delle-emissioni-di-carbonio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio, la pandemia ha fatto calare del 17% le emissioni giornaliere globali di carbonio Si è parlato quasi immediatamente di come la pandemia causata dal Coronavirus abbia permesso al pianeta di prendersi una pausa dall&#8217;inquinamento costante che viene prodotto dalle attività umane. Ovviamente, non era questa la maniera in cui ci immaginavamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-57977" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280.jpg" alt="emissioni" width="795" height="397" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280.jpg 795w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/05/pollution-4796858_1280-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></h3>
<h3>Secondo un nuovo studio, la pandemia ha fatto calare del 17% le emissioni giornaliere globali di carbonio</h3>
<p><span id="more-57975"></span></p>
<p>Si è parlato quasi immediatamente di come<strong> la pandemia causata dal Coronavirus abbia permesso al pianeta di prendersi una pausa dall&#8217;inquinamento costante</strong> che viene prodotto dalle attività umane. Ovviamente, non era questa la maniera in cui ci immaginavamo di fare qualcosa per il pianeta.</p>
<p>Eppure, secondo un <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-020-0797-x" target="_blank" rel="noopener">nuovo studio</a> condotto dagli scienziati della University of East Anglia nel Regno Unito,<strong> le emissioni giornaliere di carbonio sono diminuite di un sorprendente 17%</strong> proprio a causa della pandemia di Coronavirus.</p>
<h4>L&#8217;ultima volta che sono stati rivelati livelli così bassi è stato nel 2006.</h4>
<p>«Il confinamento della popolazione ha portato a drastici cambiamenti nel consumo di energia e nelle emissioni di CO<sub>2</sub>», ha detto in un <a href="https://phys.org/news/2020-05-covid-crisis-global-carbon-emissions.html" target="_blank" rel="noopener">comunicato stampa</a> Corinne Le Quéré, professoressa presso la University of East Anglia e autrice principale dello studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Climate Change</em>.</p>
<p>Secondo lo studio, i cambiamenti più significativi nelle emissioni sono stati osservati in Cina, negli Stati Uniti e in Europa.</p>
<p><strong>Il calo è stato così sostanziale che metterebbe le nazioni del mondo su una buona traiettoria per raggiungere gli obiettivi climatici</strong> che sono stati delineati nell&#8217;accordo di Parigi delle Nazioni Unite.</p>
<p>Sfortunatamente, però, è molto improbabile che questo calo duri.</p>
<p>«È probabile che queste riduzioni estreme siano temporanee, poiché non riflettono cambiamenti strutturali nei sistemi economici, di trasporto o energetici», ha detto Le Quéré. Aggiungendo che «la misura in cui i leader mondiali considerano i cambiamenti climatici quando pianificano le loro risposte economiche post COVID-19 influenzerà i percorsi globali delle emissioni di CO<sub>2</sub> per i decenni a venire».</p>
<p><strong>Per mantenere basse le emissioni di carbonio, gli amministratori locali potrebbero incoraggiare cose come camminare, andare in bicicletta e usare biciclette elettriche</strong>, che tendono anche ad essere «molto più economiche e migliori per il benessere e la qualità dell&#8217;aria rispetto alla costruzione di strade, e preservano il distanziamento sociale», secondo Le Quéré.</p>
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		<title>Coronavirus: ospedali temporanei pronti all&#8217;uso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 06:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[centro sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[legno]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce il progetto per un centro sanitario pop-up costruito con elementi prefabbricati sostenibili per reagire alla pandemia. Non esiste nessun settore della produzione mondiale che non si stia chiedendo in che modo possa fare la sua parte in questo momento terribile di bollettini di morte e malattia e reclusioni forzate. Ed è stato proprio dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51924" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/lost-places-2745569_1280.jpg" alt="ospedali coronavirus" width="799" height="403" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/lost-places-2745569_1280.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/lost-places-2745569_1280-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/lost-places-2745569_1280-768x387.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Nasce il progetto per un centro sanitario pop-up costruito con elementi prefabbricati sostenibili per reagire alla pandemia.</h3>
<p><span id="more-51923"></span></p>
<p>Non esiste nessun settore della produzione mondiale che non si stia chiedendo in che modo possa fare la sua parte in questo momento terribile di bollettini di morte e malattia e reclusioni forzate.</p>
<p>Ed è stato proprio dopo aver sentito le storie dei pazienti malati di COVID-19 e dei professionisti medici di tutto il mondo che stanno cercando di curarli che lo <a href="http://www.studioprototype.nl/" target="_blank" rel="noopener">Studio Prototype</a>, un studio di architettura con sede ad Amsterdam, ha pensato di progettare <a href="http://www.studioprototype.nl/news/studio_prototype_ontwerpt_the_vital_house" target="_blank" rel="noopener">The Vital House</a>, un centro sanitario concettuale, pop-up, che si può costruire con elementi prefabbricati sostenibili.</p>
<p>Si tratta di <strong>un ospedale temporaneo, facile da assemblare, che potrebbe essere costruito preventivamente e imballato in magazzini</strong> fino a quando non sarà necessario dare una mano nel trattamento delle malattie contagiose.</p>
<h4>«Come architetti non possiamo curare le persone, ma possiamo dare un contributo per rendere le cose più piacevoli in futuro per loro», ha spiegato lo Studio Prototype.</h4>
<p>Il materiale proposto dagli architetti per costruire queste strutture è il <strong>legno</strong>, noto per i suoi benefici in quanto al sequestro del carbonio: questo materiale andrebbe proprio a costituire quegli elementi prefabbricati ideati per facilitare il montaggio, lo smontaggio, il trasporto e lo stoccaggio della struttura ospedaliera.</p>
<p>Lo scopo più importante di The Vital House è quello di <strong>espandere la capacità delle unità di terapia intensiva</strong>, che presumibilmente occuperebbero la maggior parte del centro sanitario.</p>
<p>Ma ogni unità di The Vital House includerebbe anche delle «sale di comunicazione» in cui ricevere in sicurezza i visitatori, senza rischio di contaminazione. Il design prevede anche un ampio patio verde per fornire un accesso alla natura, un centro di ricerca per lo studio delle tendenze virali e uno spazio per le persone che stanno vivendo un lutto.</p>
<p>Anche se non ci sono ancora dei piani noti per la produzione di questi ospedali, si tratta di una proposta davvero interessante.</p>
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		<title>L&#8217;impatto del Coronavirus sulle emissioni di carbonio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 15:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
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		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<category><![CDATA[emissioni di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento dell'aria]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;emergenza sanitaria ha radicalizzato le nostre vite tanto da portare alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ma in una maniera tutt&#8217;altro che sostenibile. Con le tante frontiere chiuse, le persone in quarantena e l&#8217;economia che rallenta, le emissioni di carbonio sono diminuite in modo significativo, in particolare in Cina. E anche se questa potrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-49858" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/co2-4767388_1280.jpg" alt="emissioni carbonio" width="800" height="345" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/co2-4767388_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/co2-4767388_1280-300x129.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/03/co2-4767388_1280-768x331.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3>L&#8217;emergenza sanitaria ha radicalizzato le nostre vite tanto da portare alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, ma in una maniera tutt&#8217;altro che sostenibile.</h3>
<p><span id="more-49857"></span></p>
<p>Con le tante frontiere chiuse, le persone in quarantena e l&#8217;economia che rallenta, le emissioni di carbonio sono diminuite in modo significativo, in particolare in Cina.</p>
<p>E anche se questa potrebbe sembrare una buona notizia, sfortunatamente, ridurre le emissioni di carbonio a spese della salute pubblica non era lo scenario che desideravamo.</p>
<h4>L&#8217;economia cinese è stata la prima a subire un duro colpo.</h4>
<p>A fine febbraio, le misure di contenimento del Coronavirus hanno ridotto i settori industriali chiave dal 15% al 40%, secondo <a href="https://www.carbonbrief.org/analysis-coronavirus-has-temporarily-reduced-chinas-co2-emissions-by-a-quarter" target="_blank" rel="noopener">Carbon Brief</a>.</p>
<p>La produzione industriale e la domanda di elettricità erano molto al di sotto dei livelli normali, c&#8217;è stato un calo del 36% nel consumo di carbone, un calo del 34% nell&#8217;utilizzo della capacità di raffinazione del petrolio e un tasso di annullamento dei voli dal 5% al 10% a livello globale – mentre sia i voli internazionali dalla Cina che i voli interni al paese erano in calo di oltre la metà.</p>
<p><strong>Ci sono alcune immagini satellitari della NASA che mostrano</strong>, a fronte della cupola gialla che copre Wuhan all&#8217;inizio di gennaio 2020 di biossido di azoto,<strong> i cieli quasi limpidi di metà febbraio</strong> – ovvero quando la città era in piena quarantena.</p>
<p>Secondo il <a href="https://www.nytimes.com/2020/02/26/climate/nyt-climate-newsletter-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">New York Times</a>, dopo tre settimane di Coronavirus, <strong>il calo delle emissioni cinesi di biossido di carbonio è stato di circa 150 milioni di tonnellate</strong>, ovvero la quantità di anidride carbonica prodotta dallo stato di New York in un anno.</p>
<p>Chiaramente, man mano che l&#8217;ormai decretata pandemia da Covid-19 si sta espandendo, anche nel resto del mondo si stanno abbassano le emissioni di carbonio (causa quarantene e blocchi di settori produttivi, entrambi argomenti che qui in Italia conosciamo parecchio): ma anche se questo sembra un bene, non sta accadendo in una maniera sostenibile – senza contare che, una volta debellato il virus, ci potrebbe essere un ritorno prepotente all&#8217;industria e all&#8217;iperproduttività.</p>
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