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	<title>elezioni politiche &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Speciale elezioni/ Mazzacchera (Centro democratico): sottrarre l&#8217;ambiente agli speculatori</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 09:44:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il rispetto dell’ambiente e’ un fattore di crescita del territorio, che va sottratto agli speculatori per Alberto Mazzacchera, candidato alle elezioni politiche 2013 con Centro Democratico Sono idee chiare e precise, quelle di Alberto Mazzacchera (candidato per il Centro Democratico), che in tema di ambiente dichiara che il rispetto della Terra e di tutto cio’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-10796" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_Alberto_Mazzacchera_Cagli-7298-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Il rispetto dell’ambiente e’ un fattore di crescita del territorio, che va sottratto agli speculatori per Alberto Mazzacchera, candidato alle elezioni politiche 2013 con Centro Democratico</p>
<p>  <span id="more-10797"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Sono idee chiare e precise, quelle di <strong>Alberto Mazzacchera </strong>(candidato per il Centro Democratico), che in tema di <strong>ambiente</strong> dichiara che il rispetto della Terra e di tutto cio’ che ci circonda è un ‘uno dei principali motori di crescita’ del nostro Paese e che uno ‘sviluppo responsabile significa anche che il Pil non è il dato fondamentale per valutare il livello della crescita’ di un Paese. &nbsp;&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto è importante il rispetto dell’ambiente nel programma politico del Suo partito?</strong></p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;ambiente, inteso come fattore di crescita all&#8217;interno di un ineludibile processo di modifica del vigente modello di sviluppo, significa che, nell&#8217;ottica di quello che il Centro Democratico chiama &#8220;Sviluppo responsabile&#8221;, può finalmente essere uno dei principali motori di crescita.</p>
<p class="MsoNormal">Nel Medioevo, le cinte urbiche difendevano i cittadini dai forestieri, ossia da coloro che giungevano dalle profondità delle foreste, che, all&#8217;ombra delle chiome, celavano l&#8217;ignoto. In Italia è, a mio avviso, giunto il tempo di erigere mura virtuali per contenere l&#8217;espansione illimitata delle città che in alcune parti d&#8217;Italia sembra aver annullato il necessario distinguo tra urbano ed extraurbano. Espansione che non è più sostenibile sia perché divora cementificandolo l&#8217;ambiente attorno alle aree&nbsp; urbane e sia perché i costi gestionali di agglomerati urbani sconfinati sono troppo alti. Più l&#8217;urbano si espande e più si moltiplicano i &#8216;filari&#8217; di pubblica illuminazione, la rete fognaria, le strade, il ricorso eccessivo ai mezzi privati, nuovi servizi pubblici a carico della collettività, ecc.. Anche nel Medioevo dopo una fase in cui gli alberi delle foreste venivano abbattuti per fare spazio ai campi coltivati si capì che era per l&#8217;uomo giunto il momento di mutare l&#8217;approccio culturale: da qui statuti comunali con norme che tutelavano sia gli alberi sia la loro corteccia. Oggi è tempo di immaginare lo sviluppo delle città non più attraverso lo stralcio costante dei piani regolatori (strumenti che andrebbero peraltro costruiti non con il solo ausilio dell&#8217;urbanistica) bensì attraverso il recupero di volumi urbani già esistenti ma sottoutilizzati. Dunque mura virtuali per sottrarre le aree agricole, l&#8217;ambiente alla cupidigia degli speculatori: mura culturali solide come quelle in muratura perché i mattoni saranno fatti di norme e di sistemi di coinvolgimento dei cittadini interessati dai progetti faraonici di espansione.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto conta il settore green nell’economia?</strong></p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;espressione &#8220;Sviluppo responsabile&#8221; significa anche che il PIL non è il dato fondamentale per valutare il livello della crescita e che quindi si impone la rimodulazione quando non anche la trasformazione dei modelli vigenti di sviluppo.</p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;Italiano ha nel fondo della sua memoria un senso del risparmio che gli proviene da generazioni che hanno patito specie tra Otto e prima metà del Novecento la miseria: se stimolato a mio avviso può essere il migliore alleato per l&#8217;economia verde. Consumare di meno non significa subire una mancanza perché spesso è sufficiente migliorare l&#8217;efficienza energetica che ha un positivo riflesso nella contrazione della spesa o anche più semplicemente ridurre gli eccessi. In parte è una questione culturale ed in parte afferisce alle tecnologie. Lo Stato può agire su entrambi i fattori con incentivi economici da un alto e con la promozione di modelli culturali dall&#8217;alto. Per far sì che l&#8217;investimento in economia green si traduca in una solida e duratura ricaduta occupazionale è necessario però sviluppare idee made in Italy. Oggi oltre il 50% del prezzo di uno smartphone si paga non per i costi della manodopera, della tecnologia o dei materiali bensì per l&#8217;idea garantita da un brevetto in mano alle multinazionali. Il genio degli Italiani da un lato per lo sviluppo di idee da brevettare (incidendo sui meccanismi della ricerca ed istituti preposti nonché premiando le aziende che fanno ricerca) e lo spirito del risparmiatore dall&#8217;altro possono dare risultati sorprendenti sul fronte dell&#8217;economia verde.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Come affrontare il problema del rischio idrogeologico?</strong></p>
<p class="MsoNormal">In una terra bella (anche se in parte sfigurata), e al contempo fragile come è l&#8217;Italia, il problema è una sorta di cambiale in bianco. La presenza dell&#8217;uomo sul territorio ed il modo di come egli si pone con le sue attività in rapporto allo stesso, fanno la differenza. Ovviamente non esiste un&#8217;unica facile ricetta ma un percorso comportamentale per gradi che è fatto anche di rivisitazione di schemi culturali. All&#8217;uomo, secondo alcune recenti riletture della Genesi, non è dato di dominare sul mondo vegetale e animale (come erroneamente è stato tradotto in passato) perché in verità nella Bibbia sarebbe scritto &#8220;percorrete la terra&#8221; dunque camminate sulla terra e non dominatela.</p>
<p class="MsoNormal">Credo che per governare il territorio occorra anche evitare lo spopolamento di tanti piccoli centri che sono ormai deserti per larga parte dell&#8217;anno essendo composti in prevalenza da seconde abitazioni. Ma per evitare ciò si devono mettere in pratica piani di sviluppo capaci di armonizzare la crescita delle aree a maggiore sviluppo con quelle che per loro natura sono economicamente più deboli: diversamente l&#8217;abbandono dei luoghi sarà sempre più un fenomeno vasto e inarrestabile. Nel governo del territorio entrano ovviamente anche le buone pratiche agricole e le colture rapportate alle condizioni obiettive del territorio . Occorre poi saper guardare con pragmatismo alle valide soluzioni già attuate ad esempio per rallentare il veloce deflusso delle acque piovane dai grandi piazzali asfaltati, dalle vaste aree industriali verso i fiumi. La questione delle esondazioni dei fiumi è poi legata anche alla sottrazione di aree fluviali e dall&#8217;avere talvolta imbottigliato fiumi e torrenti aumentando la forza dell&#8217;acqua che si scarica in maniera distruttrice contro l&#8217;ambiente costruito dall&#8217;uomo in maniera disarmonica.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Agricoltura: reputa il settore fondamentale per la crescita? E se si, perché?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La terra e dunque il cibo generato dalla terra insieme all&#8217;energia e all&#8217;acqua sono assolutamente strategici per le società del tempo a noi prossimo. L&#8217;agricoltura italiana va tutelata anche dai grandi gruppi della distribuzione e della speculazione che la strangolano. Basti pensare a ciò che accade con il grano in Sicilia dove la produzione è massacrata dalla speculazione e ciò senza porsi la domanda di quanta pasta italiana, venduta come un&#8217;espressione di tipicità, è prodotta con grano italiano? Sicuramente una maggiore informazione aiuterebbe il consumatore nella scelta consapevole e conseguentemente potrebbe favorire determinati settori dell&#8217;agricoltura di qualità italiana. In antico esistevano le annone comunali del grano, dell&#8217;olio del vino, ecc.: grandi magazzini pubblici per difendere i cittadini dalle carestie. Oggi probabilmente occorre immaginare strumenti giuridici internazionali capaci di difendere gli agricoltori da una speculazione transnazionale che non ha certo a cuore la buona agricoltura e le qualità intrinseche del prodotto che giunge sulla tavola dei consumatori.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Energie: rinnovabili o fonti fossili? Perché?</strong></p>
<p class="MsoNormal">E&#8217; irragionevole consentire che una quota troppo rilevante di energie fossili sia ingoiata dal trasporto. Il petrolio (in questo ha ragione il designer francese Philippe Stark) è troppo prezioso per altri impieghi a cominciare dalla plastica nei settori in cui è difficilmente sostituibile. Per l&#8217;Italia sviluppare ulteriormente le energie rinnovabili in maniera però armonica con l&#8217;ambiente (sì al sole ma no alle distese di fotovoltaico, ecc.) e con tecnologie almeno in parte gradualmente crescente &nbsp;italiane è irrinunciabile. L&#8217;Appennino è una lunga S che abbraccia tutta la penisola e che potrebbe alimentare una rete di piccole centrali a biomasse alquanto a ridosso delle aree di approvvigionamento ed opportunamente sorvegliate grazie alla teleinformatica da alcuni centri di controllo di pubblica rilevanza. Allo stato attuale quando si taglia un bosco si portano a valle i tronchi lasciando il resto in sito e ciò costituisce un pericolo per gli incendi e per un non breve lasso di tempo diventa una cappa per quanto si trova al di sotto, mentre questo sarebbe materiale utile per un sistema di centrali a biomassa. Accanto ai boschi ci sono poi i residui della spremitura delle olive e dell&#8217;uva. Inoltre il calore delle centrali potrebbe essere usato ad esempio per le coltivazioni in serra. Ciò produrrebbe energia e occupazione sui territori.</p>
<p class="MsoNormal">Va detto che è anche improrogabile il consumare di meno a cominciare in particolare dalla sostituzione delle lampade ai vapori di mercurio della pubblica illuminazione (la classica lampadina a luce bianca) con lampade a Led che consente un risparmio pari all&#8217;80% (il risparmio rispetto alle lampade al sodio di colore arancio è minore ma rimane oltre il 30%). Per fare ciò sarebbe già sufficiente &nbsp;affiancare i comuni italiani sotto il profilo scientifico e amministrativo con validi esperti pubblici super partes. Una simile operazione, che non ha impatto ambientale corrisponde ad un discreto numero di&nbsp; centrali di produzione di energia elettrica. Accanto poi alle rinnovabili è tempo di ridurre il trasporto su gomma a vantaggio di soluzioni assolutamente praticabili in vaste aree italiane e con minore consumo di idrocarburi.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Avete pensati a come potreste promuovere la diffusione dell’auto elettrica? E l’uso della bicicletta?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La bicicletta ha bisogno di corsie ciclabili: poi ovviamente sistemi di noleggio (con qualche correttivo contro i furti e atti vandalici) non possono che incrementarne l&#8217;uso. Nel resto d&#8217;Europa dove c&#8217;è decisamente più attenzione (nonostante le condizioni climatiche siano non favorevoli come in Italia) sono state adottate soluzioni che potrebbero essere facilmente attuate. E&#8217; chiaro che non si può immaginare di lasciare tale compito (che ha una portata nazionale) esclusivamente sulle spalle degli enti locali e al contempo che prima occorre sviluppare la bicicletta nelle aree più densamente popolate perché il vantaggio è maggiore. Per quanto attiene l&#8217;auto elettrica il grande incentivo potrebbe arrivare dall&#8217;accesso a molte ZtL di grandi città. Si tratta di armonizzare però l&#8217;esigenza dei pedoni e dei cittadini con un numero che rapidamente potrebbe essere crescente di auto a trazione elettrica nelle ZtL. Il noleggio trova ancora molte resistenze in parte anche legate all&#8217;inciviltà di alcuni utilizzatori. Forse metodi di rilevazione automatizzati al termine di ogni utilizzo con la creazione di una black list dei vandali potrebbe essere una soluzione. Infine occorre moltiplicare i parcheggi scambiatori in cui si possano lasciare le automobili tradizionali per passare ad altri mezzi di trasporto più sostenibili.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Ci dice un suo comportamento eco che assume abitualmente nella vita di tutti i giorni?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Acquistare solo la tecnologia che serve realmente in rapporto alla propria vita, al proprio lavoro e bere acqua potabile dei pubblici acquedotti. Per mia nonna classe 1906 che visse fino a 98 anni e che aveva certo visto straordinarie invenzioni e conquiste diventare di uso comune l&#8217;acqua corrente in casa rimaneva la più preziosa. E aveva ragione perché lei (la rete degli acquedotti giunge nelle case degli Italiani in maniera capillare solo nei primi decenni del Novecento) come tanti altri andava a prendere l&#8217;acqua alla pubblica fonte con la differenza che lei l&#8217;acqua la prendeva gratuitamente mentre gli Italiani di oggi, grazie alla martellante pubblicità, vanno contenti al supermercato e la pagano convinti che sia una conquista. La follia delle acque minerali che dal Sud vanno al Nord e viceversa, è tutta italiana. A Parigi (come in altre grandi città europee) da tempo si fanno incisive campagne promozionali per l&#8217;uso dell&#8217;acqua potabile e nei ristoranti si può avere senza costo l&#8217;eau en carafe tirata dall&#8217;acquedotto comunale, mentre da noi prospera il costoso monopolio culturale dell&#8217;acqua minerale. Senza parlare dei gestori degli acquedotti comunali che, pensando solo a fatturati ed utili, poco si preoccupano dello stato della rete e compensano i problemi che richiederebbero investimenti strutturali con il ricorso ampio quando non eccessivo del cloro.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
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		<title>Speciale elezioni/ 24 e 25 Febbraio, se il meteo non fosse favorevole?</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 09:28:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se i giorni delle elezioni politiche nevicasse? Solitamente il caldo e la voglia di fare un bagno a mare contribuiva ad aumentare l&#8217;astensionismo. Questa volte potrebbe essere la neve e il grande freddo, chissa&#8217;? Le elezioni politiche si terranno il 24 e il 25 febbraio, in una data un pò insolita per una consultazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10794" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_pioggia-7308-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 13px;">E se i giorni delle elezioni politiche nevicasse? Solitamente il caldo e la voglia di fare un bagno a mare contribuiva ad aumentare l&#8217;astensionismo. Questa volte potrebbe essere la neve e il grande freddo, chissa&#8217;?</span></p>
<p>  <span id="more-10795"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">Le <strong>elezioni politiche</strong> si terranno il <strong>24 e il 25 febbraio</strong>, in una data un pò insolita per una consultazione elettorale che coinvolgerà tutti gli italiani. Siamo spesso abituati, infatti, ad elezioni e referendum che si indicono tra il mese di maggio e il mese di giugno, o per lo più tra la primavera e l&#8217;inizio dell&#8217;estate. E siamo anche abituati a sentir dire che il caldo e la tentazione di andare al mare possono distogliere l’attenzione dei cittadini dalle elezioni, facendo diminuire l’affluenza alle urne.</p>
<p class="MsoNormal">Il <strong>24 e il 25 febbraio</strong>, i giorni in cui si terranno le<strong> elezioni Politiche 2013</strong>, non ci sarà il pericolo di astensione per il troppo caldo o per il desiderio di andare al mare, né tantomeno la voglia di mettere il costume per prendere una tintarella di sole. Il pericolo, infatti, è un altro: se il 24 e il 25 febbraio facesse talmente tanto freddo e in alcune zone dell’Italia nevicasse, si potrebbe presentare un problema non da poco? Se la scelta della data in uno dei mesi più freddi dell’anno, come testimoniano le temperature attuali, rappresentasse alla fine un impedimento?</p>
<p class="MsoNormal">Forse non si dovrà temere il pericolo neve per le <strong>elezioni poltiche 2013</strong>, ma il gran freddo si. Il <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/temperature-il-colonnello-giuliacci-ad-ecosevennet-ecco-perche-fa-cosi-caldo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Colonnello Mario Giuliacci</a></strong>, raggiunto da Ecoseven.net, dice a tal proposito: ‘Possiamo dire di certo che non farà caldo, come tutte le altre volte in cui ci sono stete le elezioni. Le temperature saranno al di sotto della media, anche se ancora è presto per dire se farà freddo intenso, freddo moderato o un freddo debole’. Di Certo, ha aggiunto il colonnello Giuliacci&nbsp; ‘Se con le elezioni a maggio-giugno tutti scappavano al mare, questa volta tutti coloro che non vorranno votare, e sembrano essere una schiera molto ampia, affolleranno le aree Alpine e si daranno agli sci’.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(gc)</p>
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		<title>Speciale elezioni/ Stagnaro (Fermare il declino): energia da rinnovabili o classiche? Lasciamo fare al mercato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 12:55:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Stagnaro]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Fare per fermare il declino]]></category>
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					<description><![CDATA[Carlo Stagnaro, di Fare per fermare il declino, sostiene lo sviluppo e l’incentivo della mobilità sostenibile, ma con dei distinguo. Leggi l’intervista Ci va cauto Carlo Stagnaro sul tema mobilità sostenibile: realizzare piste ciclabili e incentivare l’uso dell’auto elettrica è cosa buona e giusta, ma bisogna fare attenzione a come si promuove tutto ciò. ‘Questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10774" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_congr_Vedro_Ge032012_HI_1210-7281-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Carlo Stagnaro, di Fare per fermare il declino, sostiene lo sviluppo e l’incentivo della mobilità sostenibile, ma con dei distinguo. Leggi l’intervista</span></p>
<p>  <span id="more-10775"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 13px;">Ci va cauto <strong>Carlo Stagnaro</strong> sul tema mobilità sostenibile: realizzare piste ciclabili e incentivare l’uso dell’auto elettrica è cosa buona e giusta, ma bisogna fare attenzione a come si promuove tutto ciò. ‘Questo non deve diventare una politica favorevole alla borghesia che vive nei centri urbani, a scapito dei ceti più poveri’.</span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto è importante il rispetto dell’ambiente nel programma politico del Suo partito?<span style="font-size: 13px;">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">Vivere in un ambiente salubre deve essere un obiettivo di primaria in portanza in qualunque contesto: questo è particolarmente vero in un paese come l&#8217;Italia, ricco di bellezze naturali e artistiche. Proprio perché prendiamo sul serio la sfida ambientale, riteniamo che si debbano evitare approcci ideologici: occorre soppesare qualunque decisione con cautela, sulla base di un&#8217;attenta analisi dei costi e dei benefici. In particolare, le norme ambientali devono essere volano di sviluppo, non possono essere interpretate in senso punitivo: troppe volte abbiamo visto approvare leggi teoricamente a favore dell&#8217;ambiente che poi, determinando per esempio lo spopolamento delle aree rurali, hanno prodotto incuria.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto conta il settore green nell’economia?<span style="font-size: 13px;">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">La green economy è un pezzo rilevante della nostra economia, ed è assai più ampia di quanto comunemente si creda: va dalle tecnologie per l&#8217;efficienza energetica fino alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, dal corretto trattamento delle acque alle eccellenze italiane nel campo dei biocarburanti e della chimica verde. Anche qui, è importante rovesciare l&#8217;approccio assistenzialista che è stato seguito fino a ora: la green economy non può essere pensata come ineluttabilmente dipendente dai sussidi, deve essere messa nella condione di camminare sulle sue gambe. In questo senso aiutare la green economy richiede una serie di interventi che hanno una valenza più generale, dallo sforzo per garantire maggiore certezza del diritto all&#8217;introduzione di un regime fiscale meno ostile alla creazione di ricchezza e all&#8217;attività imprenditoriale.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Come affrontare il problema del rischio idrogeologico?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La risposta si divide in due parti. Anzitutto, occorre trovare risorse per mettere in sicurezza le aree maggiormente esposte al rischio. A tal fine è necessario ripensare le modalità di determinazione degli oneri di urbanizzazione, in modo che essi riflettano il costo reale delle opere necessarie, alla cui realizzazione devono essere integralmente destinati. Secondariamente, è necessario introdurre incentivi corretti affinché, nel futuro, non si ripetano gli errori del passato. Un esempio è quello dell&#8217;assicurazione contro il rischio sismico e idrogeologico, che può avere sia la funzione di finanziare gli interventi ex post, sia soprattutto di indirizzare gli investimenti ex ante scoraggiando l&#8217;edificazione di aree a rischio, o comunque spingendo verso l&#8217;adozione di tecnologie sicure.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Agricoltura: reputa il settore fondamentale per la crescita? E se si, perché?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Il settore agricolo contribuisce a qualificare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia nel mondo. Un&#8217;agricoltura di qualità, oltre a essere parte della &#8220;ricetta italiana&#8221; per una elevata aspettativa di vita, è anche una componente della nostra offerta turistica, della nostra attrattività agli occhi degli stranieri. Nel passato, purtroppo, l&#8217;agricoltura è stata al centro di uno scambio di voti contro favori. Tutto questo deve finire: e deve finire soprattutto nell&#8217;interesse degli agricoltori, ai quali occorre viceversa dare un orizzonte certo entro il quale lavorare e prosperare. A questo fine bisogna anzitutto prendere atto dell&#8217;estrema frammentazione del settore, e rimuovere gli ostacoli al suo consolidamento, inclusi quelli relativi all&#8217;erogazione degli aiuti diretti della PAC. Parallelamente va rivista la tassazione patrimoniale per terreni e fabbricati agricoli. Da ultimo è cruciale rimuovere gli ostacoli nazionai all&#8217;adozione delle varianti transgeniche autorizzate in sede europea: non è facendo guerra alla scienza che si può perseguire l&#8217;eccellenza.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Energie: rinnovabili o fonti fossili? Perché?<span style="font-size: 13px;">&nbsp;</span></strong></p>
<p class="MsoNormal">Rinnovabili e fossili. La scelta di quali tecnologie vanno utilizzate nella produzione energetica deve essere lasciata al mercato, sotto il vincolo di rispettare le normative ambientali nazionali e comunitarie. E&#8217; puerile pensare che la risposta a un fabbisogno complesso come quello energetico possa essere univoca: entrano in gioco un grandissimo numero di variabili, legate ai costi d&#8217;impianto, ai regimi fiscali, alla presenza di distorsioni nel funzionamento del mercato, all&#8217;infrastrutturazione, alla meteorologia, ecc. Abbiamo liberalizzato il mercato della generazione elettrica: lasciamolo lavorare, sia pure nel rispetto &#8211; per esempio &#8211; degli obiettivi europei sulla produzione rinnovabile.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Avete pensato a come potreste promuovere la diffusione dell’auto elettrica? E l’uso della bicicletta?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Le aree urbane vanno protette e tutelate. Creare piste ciclabili e altri spazi dedicati può essere importante a favorire una buona qualità della vita. Ma questo non deve diventare una politica favorevole alla borghesia che vive nei centri urbani a scapito dei ceti più poveri che, venendo da fuori, sono costretti a spostarsi in automobile. Lo stesso vale per l&#8217;auto elettrica: tutto bene, ma attenzione a non confondere la difesa dell&#8217;ambiente con la redistribuzione dai &#8220;poveri&#8221; ai &#8220;ricchi&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Ci dice un suo comportamento eco che assume abitualmente nella vita di tutti i giorni?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 13px;">Sono genovese: spengo sempre la luce quando non serve, sennò sai che bolletta!</span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
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		<title>Speciale elezioni/ Graziano (Pd): tutela del territorio interesse prioritario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 12:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[politiche 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Graziano]]></category>
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					<description><![CDATA[Per Stefano Graziano, candidato del Pd, la messa in sicurezza del suolo italiano significa sviluppo non solo economico, ma anche sociale e culturale Puntare sulla green economy e inserire tra le priorità della propria agenda la sicurezza del territorio italiano: è questa la volontà di Stefano Graziano e del Pd, il partito con cui è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10772" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_graziano-7280-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Per Stefano Graziano, candidato del Pd, la messa in sicurezza del suolo italiano significa sviluppo non solo economico, ma anche sociale e culturale</span></p>
<p>  <span id="more-10773"></span>  </p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;"><span style="font-size: 13px;">Puntare sulla green economy e inserire tra le priorità della propria agenda la sicurezza del territorio italiano: è questa la volontà di <strong>Stefano Graziano</strong> e del <strong>Pd</strong>, il partito con cui è candidato alle elezioni politiche 2013. Secondo l’onorevole Graziano, infatti, ‘la tutela e la sicurezza del territorio italiano rappresentano un interesse prioritario per il nostro Paese’. Leggi l’intervista</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><br /></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto è importante il rispetto dell’ambiente nel programma politico del Suo partito?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Nel Partito Democratico il rispetto dell’ambiente è da sempre al centro dell’agenda politica e di governo. Lo è oggi nel programma de “L’Italia Giusta” con cui il candidato premier, Pierluigi Bersani si appresta a governare il nostro Paese. La strada per il futuro si fonda anche sulla conoscenza, sulla ricerca, sull’innovazione connesse al tema ambientale. E questa attenzione alle politiche ambientali ha segnato e segna ancora fortemente la distanza tra il Partito Democratico e il centrodestra.</p>
<p class="MsoNormal"><strong><br /></strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Quanto conta il settore green nell’economia?</strong></p>
<p class="MsoNormal">L’economia verde è una prospettiva importante per la nostra economia e ben si concilia con il sistema industriale italiano. Essa si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il territorio come fattori chiave per rendere competitive le nostre imprese. Il ruolo di punta del settore green nell’economia si innesta, con consapevolezza e responsabilità, nel dibattito attuale sul rilancio dell’economia. Non si tratta soltanto di valorizzare i settori legati alle fonti rinnovabili, al risparmio energetico, all’edilizia di qualità, al trasporto a basso impatto, alla produzione di beni a minor impatto ambientale. La trasversalità della green economy consente che si possa e si debba scommettere anche sull’innovazione, sulla ricerca, sulla conoscenza. Il suo contributo al tema dell’occupazione e le sue potenzialità per la creazione di nuovi posti di lavoro sono evidenti.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Come affrontare il problema del rischio idrogeologico?</strong></p>
<p class="MsoNormal">La tutela e la sicurezza del territorio italiano rappresentano un interesse prioritario per il nostro Paese. La sua fragilità necessita di essere affrontata perseguendo un’azione programmatica non limitata a esigenze di sicurezza, ecologiche ed economiche, ma finalizzata anche a cambiare un modello di sviluppo, che compia scelte consapevoli di destinazione e di uso del territorio, e ad affermare un approccio culturale diverso, che privilegi la logica della prevenzione rispetto a quella della gestione dell’emergenza. Nello specifico: contrastare l’abusivismo edilizio, frenare il consumo del suolo, contrastare il ricorso a condoni edilizi, riorganizzare il sistema di responsabilità e di competenze (le cui sovrapposizioni e incongruenze complicano il quadro e allungano i tempi di intervento), sostenere un piano di manutenzione diffusa del territorio, prevedere, in funzione preventiva, risorse economiche stabili, utilizzabili in tempi certi nell’ambito di una gestione ordinaria delle procedure, salvaguardando risorse già destinate a interventi di prevenzione del rischio idrogeologico.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Agricoltura: reputa il settore fondamentale per la crescita? E se sì, perché?</strong></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 13px;">L’agricoltura è un settore fondamentale per la crescita del Paese. Nell’agricoltura il nostro Paese vanta una produzione di qualità legata al territorio e, nelle graduatorie dei prodotti certificati, l’Italia è ben posizionata nel contesto europeo. Il valore dell’export, nonostante la contrazione dei consumi degli ultimi anni, resta molto elevato. Per questo occorre favorire imprese ed economie che si basano sul nostro patrimonio ambientale e puntano su prodotti agricoli di qualità legati al territorio. Inoltre, il ruolo multifunzionale dell’agricoltura fa sì che per essa si possa anche agire sulla tutela del territorio, promuovere la salvaguardia dell’ambiente, incentivare una corretta gestione agronomica dei territori, promuovere la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Energie: rinnovabili o fonti fossili? Perché?&nbsp;</strong></p>
<p class="MsoNormal">Fonti rinnovabili. Le fonti rinnovabili impattano significativamente su settori trainanti dell’economia italiana e fondamentali per la sua crescita. Le sfide climatiche stanno spingendo molti settori del Made in Italy tradizionale a puntare sull’eco-compatibilità (meccanica, automotive, ceramica, tessile, legno-arredamento, ecc..). Inoltre, il mercato delle energie rinnovabili è uno dei protagonisti dell’occupazione green (edilizia, in particolare). Questo rende evidente promuovere nuove imprese che operino nella produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili, nella produzione di materiali per l’efficienza energetica.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Avete pensato a come potreste promuovere la diffusione dell’auto elettrica? E l’uso della bicicletta?</strong></p>
<p class="MsoNormal">Su questi temi occorre rilanciare un progetto di politica industriale che si basi su politiche di sviluppo della green economy nei principali settori manifatturieri, compreso quello dell’industria dell’auto e della mobilità sostenibile. E’ importante sostenere la ricerca e l’innovazione dell’industria automobilistica per le auto ecologiche e promuovere l’uso della bicicletta, favorendo l’intera filiera &#8211; costruttori, riparatori, noleggio, turismo &#8211; nonché misure di car-sharing e di bike-sharing e la realizzazione di piste ciclabili.</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Ci dice un Suo comportamento eco che assume abitualmente nella vita di tutti i giorni?</strong></p>
<p class="MsoNormal">In casa, effettuo la raccolta differenziata e utilizzo lampadine a basso consumo. In ufficio, privilegio l’uso della posta elettronica, stampo su entrambe le facciate di ogni foglio e riutilizzo i fogli di carta stampati solo da un lato per note o appunti.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p>&nbsp;</o:p></p>
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		<title>Speciale elezioni/ Quali priorita&#8217; per il prossimo governo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 10:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche 2013]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[prossimo Governo]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica? Ecoseven.net lo ha chiesto ad un pool di economisti, esperi di ambiente ed energia. Crescita economica, rinnovabili, riduzione dell&#8217;inquinamento, ma soprattutto: durare nel tempo Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica? A pochi giorni dalle elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10745" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2013/02/images_igallery_resized_ambientetest_punto_di_domanda-7261-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica? Ecoseven.net lo ha chiesto ad un pool di economisti, esperi di ambiente ed energia. Crescita economica, rinnovabili, riduzione dell&#8217;inquinamento, ma soprattutto: durare nel tempo</p>
<p>  <span id="more-10746"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"><strong>Cosa dovrebbe fare il prossimo Governo una volta in carica?</strong> A pochi giorni dalle <strong>elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio 2013</strong>, tante sono le attese e le speranza che si ripongono nel nuovo Governo. Ci si attende che chi sarà eletto potrà traghettare l’Italia verso una nuova rinascita, economica, sociale e ambientale. Si spera che chi salirà al Governo investa nella green economy, nelle rinnovabili e in nuove forme di mobilità, come le auto elettriche, trasformando l’Italia in un Paese smart, efficiente e all’avanguardia.</p>
<p class="MsoNormal">Perché tutte le nostre speranze in tema di economia, ambiente e società possano essere realizzate, il prossimo Governo dovrà attuare delle strategie chiare e decise. Ma in pratica, cosa dovrebbe fare il prossimo Governo? Ecoseven.net lo ha voluto chiedere a diversi esperti italiani del settore dell’economia, dell’energia e dell’ambiente: <strong>Salvatore Zecchini</strong>, economista, <strong>Gustavo Piga</strong>, economista, <strong>Simone Togni</strong>, Presidente di Anev (Associazione nazionale del vento), <strong>Andrea Ferraretto</strong>, economista dell’ambiente, <strong>Giuseppe Spanto</strong>, amministratore delegato di Is Tech, <strong>Fulco Pratesi</strong>, presidente onorario di WWF Italia, <strong>Andrea Baracco</strong>,&nbsp;<span style="line-height: 17.99715805053711px;">Automotive Advisor dell’associazione Nuvola Verde</span><span style="font-size: 13px;">.</span></p>
<p class="MsoNormal">Nonostante i diversi ambiti e nonostante le differenti idee e risposte, le parole di ogni esperto lasciano trapelare una speranza ben precisa: crescita e sviluppo.</p>
<p class="MsoNormal">La speranza di uscire dalla crisi si legge chiara nelle parole dell’economista <strong>Gustavo Piga</strong>, professore di Economia politica all’Università Tor Vergata, che alla nostra domanda ‘Cosa dovrebbe fare, secondo lei, il prossimo Governo?’ risponde: ‘Dovrebbe rinegoziare il <strong>fiscal compact</strong> Europeo, prevedendo un altro 1% interno lordo per finanziare gli interventi pubblici a deficit. Dovrebbe, inoltre, rinegoziare a livello europeo l’aumento del debito pubblico su prodotto interno lordo italiano, per ottenere la necessaria liquidità per rimborsare tutti i debiti che hanno le nostre imprese. E ancora, dovrebbe stanziare immediatamente 10 miliardi di euro per avviare un servizio civile temporaneo e non ripetibile, per 24 mesi, per 700 mila giovani italiani disoccupati o non occupati, con una retribuzione di 1000 euro al mese’.</p>
<p class="MsoNormal">Voglia di rinascita e voglia di esorcizzare la crisi economica si percepisce anche nelle parole di <strong>Salvatore Zecchini</strong>, professore di Politica Economica internazionale all’Università Tor Vergata di Roma. Il professor Zecchini afferma: ‘La sfida che il prossimo Governo avrà di fronte sarà sviluppare una politica per il ritorno ad una crescente economia, con un equilibrio di bilancio e un riduzione del debito pubblico. La sfida è difficile ma non impossibile. E non sarà impossibile solo se il governo si ricorderà che non è tempo di compromessi e di giochi con il bilancino per le contro riforme. È necessaria una strategia efficace che guardi al lungo periodo. Il nuovo Governo dovrà seguire quattro direttive: la svalutazione fiscale -che consiste in un taglio forte dell’IRAP, in un taglio della spesa pubblica corrente e in un ridimensionamento di tutte le retribuzioni pubbliche- ; ridefinizione delle autonomie sul territorio, eliminando le province e dimezzando i costi di tutto il sistema politico; taglio del debito pubblico per portarlo in 5 anni al 100% del Pil &#8211; attraverso la cessione di beni pubblici, non in svendita ma in vendita a società che emettono obbligazioni, consentendo di abbattere il debito pubblico-; una vera iniezione di flessibilità in entrata e in uscita nel mondo del lavoro, ritoccando, se necessario, lo statuto dei lavoratori e riportando democrazia nelle rappresentanze sindacali’.</p>
<p class="MsoNormal">Una speranza maggiore verso lo sviluppo delle <strong>rinnovabili</strong> si trova nelle parole di <strong>Simone Togni</strong>, presidente di Anev, che alla domanda ‘Cosa dovrebbe fare, secondo lei, il prossimo Governo?’ ha risposto: ‘Per quanto riguarda il settore dell’energia, il nuovo Governo dovrà, prima di tutto, rendere organico e compatibile il sistema di sostegno alle rinnovabili, in maniera tale da raggiungere gli obiettivi fissati. Questo è realizzabile &#8211; aggiunge Togni &#8211;&nbsp; attraverso un cambio del sistema di incentivazione o rivedendo il sistema delle aste. Credo che sia necessario metter mano al sistema del mercato elettrico, per rendere il mercato competitivo ed efficiente. Il nostro mercato è ancora ineficciente, si guardi, per esempio, alla dipendenza dall’estero per idrocarburi e fonti fossili. Credo poi che il nuovo Governo debba andare ad incidere sui meccanismi di sostegno alle varie tecnologie, incidendo sugli aspetti ambientali con una decisa azione che possa andare ad internalizzare i costi ambientali nei costi di produzione, in una sola parola Carbon Tax’.</p>
<p class="MsoNormal">Ambiente e sviluppo sostenibile dovranno essere le priorità del prossimo Governo secondo <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/viaggio-nello-smog2-tra-mobilita-sostenibile-e-soluzioni-innovative-videoinchiesta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrea Ferraretto</a></strong>, economista dell’Ambiente, che ad Ecoseven.net dichiara: ‘Il prossimo Governo dovrà mettere la sostenibilità ambientale al centro dei programmi di politica economica: superando una visione che colloca l’ambiente al margine delle scelte di sviluppo e di coesione territoriale. Una scelta strategica che permetterebbe di affrontare temi come l’energia, le infrastrutture, la ricerca e l’innovazione in modo radicalmente nuovo, creando opportunità di sviluppo e capacità competitiva per il Sistema Paese. Nel 2013 un Ministero dell’ambiente suona come qualcosa di superato, soprattutto in una situazione che richiede una capacità di incidere delle scelte di governo su temi strategici per il futuro. La qualità dell’aria, la mobilità, la gestione dei rifiuti, la cura del territorio, non dovrebbero essere più delle emergenze nazionali ma diventare occasioni di rilancio dell’economia, con investimenti strutturali e duraturi.’</p>
<p class="MsoNormal">Di idee simili è <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/viaggio-nello-smog2-tra-mobilita-sostenibile-e-soluzioni-innovative-videoinchiesta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giuseppe Spanto</a></strong>, amministratore delegato di Is Tech (una start up che si occupa di ambiente e che ha dato vita ad&nbsp;<strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/scopriamo-apa-la-macchina-mangia-smog-intervista-a-giuseppe-spanto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Apa, la macchina mangia smog</a></strong>). Alla domanda ‘Cosa dovrebbe fare secondo lei il nuovo Governo?’, infatti, Spanto ha risposto: ‘Il Governo dovrebbe orientare buona parte della politica economica e sociale sui temi della sostenibilità ambientale e della crescita economica coerente e compatibile con le &#8220;risorse finite del pianeta&#8221;, divergendo dalle mere logiche&nbsp;consumistiche&nbsp;e di pianificazione della crescita sinora attuate solamente sfruttando risorse, senza conformità con le esigenze reali e senza considerare i gravami che ne discendono.&nbsp; Questi temi sono oramai al centro dell&#8217;agenda di molti Paesi del mondo &#8211; soprattutto dei principali con i quali l&#8217;Italia deve confrontarsi &#8211; i quali, tuttavia, stentano ad affermarsi nel nostro.&nbsp;Eppure, sarebbe una scelta strategica di rilievo capace di rilanciare e realizzare importanti interventi in tema d&#8217;energia, infrastrutture, sostegno alla ricerca, valorizzazione delle risorse, delle idee e delle competenze speciali che l&#8217;Italia detiene e di innovazione tecnologica applicata.&nbsp; Vanno&nbsp;considerate&nbsp;le esigenze d&#8217;intervento strutturali, infatti, per gli effetti di lungo periodo. Il Governo deve guardare al futuro del Paese con coraggio ed&nbsp;ottimismo&nbsp;e, divergendo dalle pregresse malsane posizioni ed orientamenti, deve orientare un nuovo posizionamento sociale, allo stato attuale affatto in linea con le aspettative dei giovani delle famiglie, dalla&nbsp;tenera età alle fasce di popolazione attiva: il Paese sembra un paese per anziani, anziano che non si rinnova e non si evolve. Sinora, quando la politica si è in qualche modo attivata, ha mostrato di muovere i primi passi 3-5 anni dopo rispetto ai &#8220;first&nbsp;mover&#8221; ed al più appropriato tempismo, e questo ha fatto retrocedere l&#8217;Italia in numerosi comparti chiave, purtroppo. &nbsp;Il Governo deve operare con maggior attenzione alla reale tutela dell&#8217;ambiente ed alle esigenze della popolazione, con una lungimirante visione strumentale ad orientare il cambiamento ed il progresso valorizzando le numerose&nbsp;eccellenze&nbsp;presenti nel nostro Paese, creando &#8220;concrete&#8221; opportunità di sviluppo e di maggior forza competitiva&nbsp;dell&#8217;Italia, su&nbsp;scala globale.’</p>
<p class="MsoNormal">Idee chiare e precise su cosa dovrebbe fare il prossimo Governo sono quelle di <strong><a href="http://ambiente.ecoseven.net/inquinamento/viaggio-nello-smog-un-problema-di-polveritroppo-sottili-videoinchiesta-di-ecosevennet" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fulco Prates</a>i</strong>, Presidente Onorario del WWF Italia, che ad Ecoseven.net ha affermato: ‘Il Prossimo Governo deve occuparsi maggiormente di ambiente e risorse naturali, deve limitare lo sfruttamento del suolo, deve combattere l’inquinamento e l’uso dei combustibili fossili. Deve, anche, ridurre il numero dei deputati e ridurre la spesa pubblica. Il prossimo Governo&nbsp;<span style="font-size: 13px;">deve tenere duro’.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px;">Guarda in particolar modo alla mobilità sostenibile, invece, il pensiero e l&#8217;idea di <strong><a href="http://mobilita.ecoseven.net/auto/europa-piu-auto-elettriche-contro-lo-smog" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Andrea Baracco</a></strong>,&nbsp;</span><span style="line-height: 17.99715805053711px;">Automotive Advisor dell’associazione Nuvola Verde,&nbsp;</span><span style="font-size: 13px;">che ha dichiarato che il prossimo Governo &#8216;dovrebbe ampliare e migliorare la Legge relativa alla mobilità sostenibile, approvata il 7 di Agosto nella Legge di Stabilità. In particolare si dovrebbero ampliare e incentivare maggiormente gli aiuti economici per i veicoli a trazione elettrica. La stessa Legge dovrebbe differenziare agli aiuti economici all&#8217;interno dei veicoli ibridi, tra i veicoli &nbsp;ibridi classici dai veicoli ibridi range extendere, incentivando maggiormente questi ultimi: nei primi la trazione è data dal motore termico, nei secondi dal motore elettrico. I</span><span style="font-size: 13px;">l prossimo Governo dovrebbe dunque favorire in maniera decisa i veicoli elettrici, per riuscire a risolvere anche i problemi di inquinamento dell&#8217;aria&#8217;. &nbsp;</span></p>
<p class="MsoNormal">(gc)&nbsp;</p>
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