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	<title>Einstein &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>C’è un enorme buco nero al centro della nostra galassia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 08:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[buco nero]]></category>
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					<description><![CDATA[È storia. Per la prima volta fotografato Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea Guardatela bene, perché questa immagine comparirà sui libri di storia. È il cuore pulsante della nostra galassia, la prova inconfutabile che conferma quanto ipotizzato nel febbraio del 1974, quando per la prima volta si parlò della possibile presenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-149106" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/black-hole-4092609_1280.jpg" alt="buco nero" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/black-hole-4092609_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/black-hole-4092609_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/05/black-hole-4092609_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">È storia. Per la prima volta fotografato Sagittarius A*, il buco nero al centro della Via Lattea</h3>
<p><span id="more-149105"></span></p>
<p align="justify">Guardatela bene, perché questa immagine comparirà sui libri di storia. È il cuore pulsante della nostra galassia,<b> la prova inconfutabile che conferma quanto ipotizzato nel febbraio del 1974</b>, quando per la prima volta si parlò della possibile presenza di un buco nero supermassiccio proprio al centro della nostra galassia, la Via Lattea.</p>
<p align="justify">Questo bestione denominato <b>Sagittarius A*</b>, è distante dal nostro pianeta circa 27 mila anni luce e la sua stazza non trascurabile, ovvero <b>4 milioni di volte la massa del sole e un diametro circa 23 milioni di kilometri</b>, lo rendono <b>l’oggetto più grande a noi vicino</b>. Ma niente paura: è li già da tantissimo tempo e <b>non rappresenta alcun pericolo per noi</b>.</p>
<h2 class="western" align="justify">Ma cos’è che si vede in questa foto tutta sfocata e apparentemente incomprensibile? È presto detto.</h2>
<p align="justify">Siccome gli scienziati non sono molto bravi a dare nomi fantasiosi agli oggetti che scoprono, vi <b>basterà immaginare un buco nero proprio come un buco</b>, molto grande, e nero. La caratteristica principale di un buco nero è che, complice la sua massa spropositata che genera un enorme forza di attrazione, trascina ogni cosa al suo interno senza più lasciarla uscire, compresa la luce.</p>
<p align="justify">Una sorta di <b>imbuto spaziale</b>. E siccome nemmeno la luce riesce più ad uscire da un buco nero, questi ci appaiono scuri, privi di luce. Tuttavia, in forte contrapposizione con il centro buio di un buco nero, <b>l</b><b>a</b><b> regione più esterna, il bordo che lo circonda, è molto molto luminoso</b> a causa della materia (gas e polveri) che è in procinto di essere risucchiata al suo interno, vorticando intorno al buco a velocità fuori di testa prima di precipitare oltre “ l’ orizzonte degli eventi ” , il punto di non ritorno oltre il quale nulla torna indietro e tutto ci appare buio.</p>
<p align="justify">Tecnicamente <b>quello che si vede nella foto non è proprio il buco nero</b>, perché essendo un buco ed essendo privo di luce, non è possibile vederlo direttamente. Possiamo però osservare il suo “disco di accrescimento” ovvero il <b>vortice di materia che avvolge e gira attorno al buco nero </b>emettendo grandi quantità di energia e radiazioni che, se osservate con gli strumenti giusti, (telescopi sensibili alle onde radio) possono essere individuate anche dal nostro pianeta. La parte della foto che appare rossa, arancione e nei punti più caldi, bianca, per intenderci.</p>
<p align="justify">Ed è proprio in questo modo che siamo riusciti a scattargli questa bella foto ricordo, grazie ad un <b>incredibile collaborazione tra diversi laboratori di osservazione sparsi in tutto il mondo</b>, chiamata EHT, Event Horizon Telescope di cui fanno parte anche 5 scienziati italiani: Mariafelicia De Laurentis, Elisabetta Liuzzo, Roberto Neri, Ciriaco Goddi. Luciano Rezzolla.</p>
<p align="justify">Questa <b>rete EHT di 8 telescopi sparsi sul globo</b> è stata coordinata per formare un unico grande occhio in grado di farci raggiungere con lo sguardo il centro della nostra galassia, svelandoci il suo nucleo finora rimasto nascosto.</p>
<p align="justify">E se tutto questo non vi sembra ancora abbastanza, pensate che <b>Einstein </b><b>ne</b><b> aveva già predetto </b><b>le dimensioni</b>, basandosi sulla sua teoria della relatività, senza averlo mai visto, con uno scarto quasi nullo. Non è una cosa incredibile la scienza?</p>
<p align="justify"><i><b>Luna Riillo</b></i></p>
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		<title>Generare materia dalla luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 19:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[equazione di einstein]]></category>
		<category><![CDATA[generare materia dalla luce]]></category>
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					<description><![CDATA[Si … può… fare… Gli scienziati che studiano le collisioni di particelle presso il Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC), una struttura utilizzata dal Dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti per la ricerca sulla fisica nucleare, hanno definitivamente provato due fenomeni fisici previsti più di 80 anni fa. Nella scoperta principale, grazie a una straordinaria dimostrazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;" align="center"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-126641" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/grass-5788578_1280.jpg" alt="generare materia dalla luce" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/grass-5788578_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/grass-5788578_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2021/11/grass-5788578_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 style="text-align: left;" align="center">Si … può… fare…</h3>
<p><span id="more-126639"></span></p>
<p align="justify">Gli scienziati che studiano le<strong> collisioni di particelle</strong> presso il Relativistic Heavy Ion Collider (<a href="https://www.bnl.gov/rhic/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">RHIC</a>), una struttura utilizzata dal <strong>Dipartimento dell&#8217;Energia degli Stati Uniti</strong> per la ricerca sulla fisica nucleare, hanno definitivamente provato due fenomeni fisici previsti più di 80 anni fa. Nella scoperta principale, grazie a una straordinaria dimostrazione di una delle equazioni più famose di Einstein (E=mc<sup>2</sup>), <strong>i fisici affermano di aver creato la materia dalla pura luce per la prima volta.</strong></p>
<p align="justify">L&#8217;equazione di Einstein dice che se schiacci due fotoni sufficientemente energetici, o particelle di luce, l&#8217;uno nell&#8217;altro, dovresti essere in grado di creare materia sotto forma di un elettrone e il suo opposto di antimateria sotto forma di positrone.</p>
<p align="justify">Come spiega il <a href="https://www.bnl.gov/newsroom/news.php?a=119023" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a> del laboratorio, il processo è stato descritto per la prima volta, dai fisici americani Gregory Breit e John Wheeler nel 1934, ma arrivare a questi risultati è stato un lavoro lungo e difficile, principalmente perché <strong>i fotoni in collisione dovrebbero essere raggi gamma altamente energetici</strong> e gli scienziati non sono ancora in grado di realizzare laser a raggi gamma.</p>
<h4 align="justify">Esperimenti alternativi hanno mostrato che la materia viene prodotta da più fotoni, ma mai nel modo uno a uno necessario per dimostrare in modo più definitivo l&#8217;effetto.</h4>
<p align="justify">Ma i ricercatori del <strong>Brookhaven National Laboratory di New York</strong> ora credono di aver trovato una soluzione alternativa, pubblicata in uno <a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.127.052302" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a> su <strong>Physical Review Letters.</strong></p>
<p align="justify">Utilizzando il Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) del laboratorio, sono stati in grado di produrre misurazioni che corrispondono strettamente alle previsioni per questo strano atto di trasformazione – insomma, hanno avuto la giusta strumentazione per seguire i dettami di Breit e Wheeler.</p>
<h4 align="justify">Tuttavia, anche se sembrano comportarsi come particelle reali, i fotoni virtuali utilizzati nell&#8217;esperimento sono ancora innegabilmente virtuali.</h4>
<p align="justify">Ciò solleva la questione se l&#8217;esperimento sia stata una vera dimostrazione del processo Breit-Wheeler, ma è comunque un primo passo importante fino a quando i fisici non svilupperanno laser abbastanza potenti da mostrare il processo con fotoni reali.</p>
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		<title>Teletrasporto quantico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[elettroni]]></category>
		<category><![CDATA[entanglement]]></category>
		<category><![CDATA[teletrasporto quantico]]></category>
		<category><![CDATA[teletrasporto quantistico]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli scienziati dimostrano il teletrasporto quantico usando gli elettroni Il teletrasporto quantico, o entanglement quantistico, consente alle particelle di influenzarsi a vicenda anche se non sono fisicamente connesse. Si tratta di un fenomeno predetto da Albert Einstein, che ha sempre suscitato grande interesse anche tra i non scienziati – molto spesso l&#8217;entanglement viene romanticamente legato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-61680" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/atom-1222513_960_720.jpg" alt="teletrasporto quantico" width="799" height="484" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/atom-1222513_960_720.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/atom-1222513_960_720-300x182.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/07/atom-1222513_960_720-768x465.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></h3>
<h3>Gli scienziati dimostrano il teletrasporto quantico usando gli elettroni</h3>
<p><span id="more-61675"></span></p>
<p>Il teletrasporto quantico, o <strong>entanglement quantistico</strong>, consente alle particelle di influenzarsi a vicenda anche se non sono fisicamente connesse.</p>
<p>Si tratta di un fenomeno predetto da <strong>Albert Einstein</strong>, che ha sempre suscitato grande interesse anche tra i non scienziati –<strong> molto spesso l&#8217;entanglement viene romanticamente legato al concetto di amore.</strong></p>
<p>In ogni caso, per quanto riguarda il teletrasporto quantico, non bisogna immaginare una camera in cui si entra per essere spediti da qualche altra parte – come succede nei film di fantascienza –, <strong>si tratta, infatti, di un trasporto di informazioni più che di materia.</strong></p>
<p>In questo senso, gli scienziati hanno recentemente <a href="https://www.sciencealert.com/scientists-manage-quantum-teleportation-between-computer-chips-for-the-first-time" target="_blank" rel="noopener">dimostrato</a> che <strong>coppie di fotoni</strong> – particelle elementari prive di massa – <strong>potrebbero formare qubit intrecciati, ovvero unità di base delle informazioni quantistiche</strong>. La scoperta ha suggerito che questi qubit potrebbero trasmettere informazioni tramite teletrasporto quantistico.</p>
<h4>Nella nuova ricerca, per la prima volta, questo è stato dimostrato usando elettroni individuali per formare qubit.</h4>
<p>«Forniamo prove di &#8220;scambio di entanglement&#8221;, in cui creiamo entanglement tra due elettroni anche se le particelle non interagiscono mai, e di &#8220;teletrasporto del gate quantico&#8221;, una tecnica potenzialmente utile per il calcolo quantistico mediante il teletrasporto», ha dichiarato in una <a href="https://phys.org/news/2020-06-teleportation-quantum-world.html" target="_blank" rel="noopener">nota</a> John Nichol dell&#8217;Università di Rochester, coautore del nuovo <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-020-16745-0" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> pubblicato su <em>Nature Communications. </em></p>
<p><strong>«Il nostro lavoro mostra che ciò può essere fatto anche senza fotoni».</strong></p>
<p>Consentire agli elettroni di utilizzare le interazioni quantomeccaniche a distanza senza toccarsi potrebbe rivoluzionare lo sviluppo dei computer quantistici.</p>
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		<title>Le onde gravitazionali parlano anche italiano</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-onde-gravitazionali-parlano-anche-italiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 10:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Onde gravitazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche il nostro paese ha fatto la propria parte in quella che potrebbe essere la scoperta del secolo Dopo 100 anni la scienza ha confermato le intuizioni di Albert Einstein: le onde gravitazionali esistono davvero. Finalmente gli scienziati sono riusciti a captarne il segnale. Si tratta di increspature nello spazio tempo che vengono generate da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30732" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/02/images_igallery_resized_ambientetest_Onde_gravitazionali-17654-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Anche il nostro paese ha fatto la propria parte in quella che potrebbe essere la scoperta del secolo</p>
<p>  <span id="more-30733"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Dopo 100 anni la scienza ha confermato le intuizioni di Albert Einstein: le onde gravitazionali esistono davvero. Finalmente gli scienziati sono riusciti a captarne il segnale.</span></p>
<p>Si tratta di increspature nello spazio tempo che vengono generate da eventi cosmici di potenza elevatissima, ad esempio la collisione tra buchi neri o l’implosione di stelle. Eventi che possono accadere in punti remoti dell’universo e si ‘riverberano’ fino a noi.</p>
<p>Questo apre possibilità di osservazione e comprensione dell’universo fino ad ora inimmaginabili. </p>
<p>La notizia è stata data in una conferenza stampa che si è tenuta contemporaneamente a Washington, a Cascina di Pisa nella sede dello European Gravitational Observatory (EGO).</p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Il fisico Giovanni Prodi, coordinatore del Trento Institute for Fundamental Physics Applications ha spiegato all’Adn Kronos: ‘Sono almeno 50 anni che gli scienziati lavorano per captare questi segnali. È come cercare di ascoltare un bisbiglio in un mare di rumore di fondo», prosegue Prodi. &#8220;Per farlo impieghiamo strumenti di rilevazione dalle caratteristiche diverse e sempre più sofisticati. La nostra sfida è azzerare gli effetti dei disturbi ambientali, come gli eventi sismici, i fulmini e persino le onde del mare o i rumori di fondo dovuti all’attività umana. Ma anche la stessa attrazione della gravità degli oggetti vicini o i rumori termici e quantistici connessi ai processi stessi di misurazione, che possono interferire. La scoperta è eccezionale anche perché questo primo segnale che abbiamo intercettato porta già con sé informazioni preziose dal punto di vista scientifico. Ci ha detto che i buchi neri esistono davvero, non solo in teoria, e che questi possono fondersi tra loro’</span></p>
<p>Ieri quindi è stata un grande giorno per la scienza, un risultato frutto dello sforzo congiunto di un migliaio di scienziati di tutto il mondo. Ed era presente anche il nostro paese che vanta una tradizione nel campo della fisica. Pensiamo a Edoardo Amaldi, Guido Pizzella e Adalberto Giazotto.</p>
<p>Emerge grande soddisfazione dalle parole del Ministro dell’Istruzione Giannini: ‘Come quattro anni fa al Cern di Ginevra, l&#8217;Italia è oggi tra i protagonisti della scoperta, grazie all’intelligenza, alla caparbietà e all’impegno dei ricercatori della Collaborazione VIRGO, che fa capo all&#8217;interferometro dello European Gravitational Observatory (EGO), di Càscina, vicino Pisa, progetto ideato e realizzato dall&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal Centre National de la Recherche Scientifique francese’. </p>
<p>La ministra descrive il laboratorio come ‘un fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;eccellenza italiana, dei nostri scienziati e della nostra industria. Un esempio di come gli investimenti nella scienza e nelle grandi infrastrutture di ricerca siano essenziali per il progresso delle conoscenze e per lo sviluppo del Paese’. </p>
<p>‘Colgo l&#8217;occasione &#8211; chiude Giannini &#8211; per ringraziare tutti i ricercatori che, con questa fondamentale scoperta, ci permetteranno, d&#8217;ora in poi, di guardare il cielo con nuovi occhi. Come fece Galileo Galilei più di 400 anni fa’.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=28714" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Solo un anno fa le onde gravitazionali erano ancora un&#8217;ipotesi e si sperava di poterle cogliere grazie allo scontro tra buchi neri.</a></p>
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		<title>Chi è l&#8217;eroe di tutti i tempi? Una ricerca incorona Einstein</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 13:52:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Eroi]]></category>
		<category><![CDATA[jesus]]></category>
		<category><![CDATA[Madre Teresa]]></category>
		<category><![CDATA[Plos one]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[La classifica dei buoni e dei cattivi della storia condotta su 7000 studenti universitari di 37 nazioni Sono passati 100 anni dalla teoria della relatività ma l&#8217;immagine di Albert Einstein non teme confronti. Una ricerca ha chiesto a settemila universitari di tutto il mondo chi fosse in cima alla lista degli &#8216;eroi mondiali&#8217;. Dopo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26251" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_Einstein-15362-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>La classifica dei buoni e dei cattivi della storia condotta su 7000 studenti universitari di 37 nazioni</p>
<p>  <span id="more-26252"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Sono passati 100 anni dalla teoria della relatività ma l&#8217;immagine di Albert Einstein non teme confronti.</span></p>
<p>Una ricerca ha chiesto a settemila universitari di tutto il mondo chi fosse in cima alla lista degli &#8216;eroi mondiali&#8217;. Dopo il celebre fisico troviamo in classifica Madre Teresa, Gandhi, Martin Luther King, Newton. Gesù è &#8216;solo&#8217; al sesto posto.</p>
<p>Le risposte, provenienti da 37 nazioni, hanno anche preso in considerazione gli eroi negativi; tra questi, dopo Hitler, troviamo Osama Bin Laden, Saddam Hussein, George W. Bush, Stalin, Mao, Lenin, Genghis Khan, Saladino, l&#8217;imperatore Qin e Napoleone.</p>
<p>La ricerca pubblicata su <a href="http://www.plosone.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Plos One</a> conferma il fascino che Albert Einstein esercita ancora: una buona notizia per chi ama la<a href="https://www.ecoseven.net//?attachment_id=73"> scienza</a>, una passione che unisce tante nazioni, dall&#8217;Argentina al Giappone, dagli Usa al Pakistan alla Corea del Sud.</p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Vegetariani nella storia/3 Anche Einstein era vegetariano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 18:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Tolstoj]]></category>
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		<category><![CDATA[vegetariani nella storia]]></category>
		<category><![CDATA[Wagner]]></category>
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					<description><![CDATA[I vegetariani famosi sono tanti. Filosofi, scrittori e anche scienziati importanti come Einstein hanno eliminato dalla loro dieta la carne I vegetariani nella storia, continua il viaggio di Ecoseven.net. Dopo aver scoperto che Leonardo da Vinci e Socrate escludevano la carne dalla loro dieta, veniamo a conoscenza che anche un grande scienziato del Novecento era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5708" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/04/images_igallery_resized_enogastronomia_Albert_Einstein_theoretical_physicist_and_philosopher-4268-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I vegetariani famosi sono tanti. Filosofi, scrittori e anche scienziati importanti come Einstein hanno eliminato dalla loro dieta la carne <span id="more-5709"></span> </p>
<p class="MsoNormal">I vegetariani nella storia, continua il viaggio di Ecoseven.net. Dopo aver scoperto che <strong><a href="enogastronomia/vegetariani-nella-storia/1-pitagora-e-leonardo-da-vinci-non-mangiavano-carne" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonardo da Vinci </a>e <a href="enogastronomia/vegetariani-nella-storia/2-anche-socrate-e-rousseau-erano-vegetariani" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Socrate</a></strong> escludevano la carne dalla loro dieta, veniamo a conoscenza che anche un grande scienziato del Novecento era vegetariano. Chi? Vi diamo un indizio. Vi dice niente la parola <a href="ambiente/cosa-sono-i-neutrini-leggi-la-scheda-e-vedi-il-video" target="_blank" rel="noopener noreferrer">neutrini</a>? Sì, <strong>Albert Einstein, lo scopritore della Teoria della relatività,</strong>&nbsp;era vegetariano.</p>
<p class="MsoNormal">Ad affermare che <strong>Einstein</strong> era vegetariano è stato lui stesso. In una lettera a Hans Muehsam, datata 30 marzo 1954, ovvero circa un anno prima che Einstein morisse, lo scienziato ha scritto ‘Vivo quindi senza grassi, senza carne, senza pesce, ma mi sento piuttosto bene così facendo. Mi sembra sempre che l’uomo non sia nato per essere carnivoro’.</p>
<p class="MsoNormal">Ad esser vegetariano era anche il compositore&nbsp;<strong>Richard Wagner</strong>, che pensava che la vita è sacra e considerava il vegetarismo l&#8217;alimentazione naturale che allontana l&#8217;uomo dall&#8217;aggressività e lo riavvicina al ‘Paradiso perduto’. Ma anche <strong>Lev Tolstoj</strong>, lo scrittore russo, aveva scelto di esser vegetariano, nel 1885. In quell’anno, infatti, abbandonò lo sport della caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano, condannando l&#8217;uccisione di ogni animale.</p>
<p class="MsoNormal">(GC)</p>
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		<title>Cosa sono i neutrini? Leggi la scheda e guarda il video</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 15:39:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I neutrini non sono piu&#8217; veloci della luce. La teoria della relativita&#8217; di Einstein non e&#8217; in pericolo. Ma cosa sono i neutrini? Leggi la scheda di Ecoseven.net e guarda il video I neutrini non sono più veloci della luce. Era solo un falso allarme, Albert Einstein non sbagliava. Lo ha scritto la rivista Science, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-5217" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/02/images_igallery_resized_ambiente_861758_1294582737-3943-250-200-90-c.jpeg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>I neutrini non sono piu&#8217; veloci della luce. La teoria della relativita&#8217; di Einstein non e&#8217; in pericolo. Ma cosa sono i neutrini? Leggi la scheda di Ecoseven.net e guarda il video</p>
<p>  <span id="more-5218"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">I neutrini non sono più veloci della luce. Era solo un falso allarme, Albert Einstein non sbagliava. Lo ha scritto la rivista <em>Science</em>, sostenendo che il calcolo della velocità impiegata dai neutrini era sbagliato, a causa del malfunzionamento del cavo a fibre ottiche che collegava un computer con il ricevitore Gps utilizzato per misurare il tempo di percorrenza dei neutrini e della cattiva calibrazione dell’orologio di riferimento utilizzato.</p>
<p class="MsoNormal">Era settembre 2011 quando alcuni scienziati avevano annunciato che il tempo impiegato dai neutrini per viaggiare dal Cern di Ginevra al laboratorio del Gran Sasso avevano impiegato 60 miliardesimi di secondo in meno rispetto alla velocità della luce. La notizia aveva stupito un po’ tutti, mandando in crisi tutta la fisica che si basava sulla teoria delle relatività di Einstein, che faceva della luce una costante della fisica.</p>
<p class="MsoNormal">Ma cos’è il neutrino questo sconosciuto? Secondo la definizione dell’Enciclopedia universale del Garzanti, un neutrino è una particella elementare elettricamente neutra, con massa a riposo forse nulla, ipotizzata nel 1930 da Wolfgang Pauli e utilizzata da Enrico Fermi. Osservare un neutrino è cosa molto difficile, poiché presenta solo interazione debole. Un neutrino può esistere solo se associato ad un elettrone, ad un muone o alla particella tau.&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/9JCPHdvjd4U" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p class="MsoNormal">(GC &#8211; fonte: Rai.it)</p>
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