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	<title>ecosostenibile &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>ENERGIA SOLARE PER PRODURRE FREDDO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 13:55:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuova tecnologia solare a basso costo per il raffrescamento ambientale. Chi avrebbe mai detto che il Sole potesse essere necessario per il raffrescamento dell’aria? Sembra quasi un ossimoro: Sole e fresco… Nella stagione estiva, a causa dell’innalzamento delle temperature, in molti paesi del mondo sta diventando complicato sopravvivere senza un condizionatore nelle mura domestiche. Ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-51860" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/nature-3238991_1280.jpg" alt="solare" width="798" height="433" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/nature-3238991_1280.jpg 798w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/nature-3238991_1280-300x163.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2020/04/nature-3238991_1280-768x417.jpg 768w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /></h3>
<h3>Nuova tecnologia solare a basso costo per il raffrescamento ambientale.</h3>
<p><span id="more-51859"></span></p>
<p>Chi avrebbe mai detto che il Sole potesse essere necessario per il raffrescamento dell’aria?<br />
Sembra quasi un ossimoro: Sole e fresco…</p>
<p>Nella stagione estiva, a causa dell’innalzamento delle temperature, in molti paesi del mondo sta diventando complicato sopravvivere senza un <strong>condizionatore</strong> nelle mura domestiche. <strong>Ma possederlo, non è sempre una soluzione ecosostenibile</strong>: impiega fluidi refrigeranti ad alto impatto ambientale e richiede un elevato fabbisogno di elettricità.</p>
<p>Uno studio condotto dal Politecnico di Torino, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (<strong>INRiM</strong>) e pubblicato sulla rivista <a href="https://advances.sciencemag.org/content/6/11/eaax5015">Science Advances</a>, propone una tecnica per <strong>raffrescare gli ambienti senza l’utilizzo di energia elettrica</strong>, ma sfruttando direttamente la radiazione solare.</p>
<p>Come nei dispositivi tradizionali, anche questa nuova tecnologia diminuisce la temperatura di un ambiente sfruttando l’evaporazione di un liquido. Tuttavia, la chiave di questo progetto, è quella di <strong>usare semplice acqua e comune sale</strong> invece di composti chimici potenzialmente dannosi per l’ambiente.</p>
<p>“<em>Far evaporare acqua per ottenere una sensazione di fresco è una soluzione nota da millenni, come il sudore che evapora sulla pelle per raffrescarci o un fazzoletto imbevuto appoggiato sulla fronte nelle giornate più calde. La nostra idea permette di ingegnerizzare questa tecnologia, massimizzandone l’effetto e rendendola possibile in qualsiasi condizione ambientale. Anziché essere esposta all’aria, l’acqua pura bagna una membrana impermeabile che la separa da una soluzione di acqua e sale ad alta concentrazione. La membrana può essere immaginata come un setaccio con maglie grandi un milionesimo di metro: grazie alle sue proprietà idrorepellenti, questa membrana non viene attraversata dall’acqua liquida ma solo dal vapore. In questo modo, l’acqua dolce e salata non si mescolano, mentre il vapore d’acqua è libero di passare da una parte all’altra della membrana. In particolare, la differente salinità nei due liquidi consente all’acqua pura di evaporare più velocemente di quella salata. Questo meccanismo raffredda l’acqua pura, e può essere amplificato grazie alla presenza di diversi stadi evaporativi. L’acqua salata tenderà gradualmente a “raddolcirsi” nel tempo e dunque l’effetto raffrescante ad attenuarsi; tuttavia, la differenza di salinità tra le due soluzioni può essere continuamente &#8211; e in modo sostenibile &#8211; ristabilita tramite l’energia solare” </em><em> &#8211; </em>                                                                                                          <a href="https://www.nature.com/articles/s41893-018-0186-x">spiega</a> <strong>Matteo Alberghini</strong>, dottorando del Dipartimento Energia del Politecnico e primo autore della ricerca.</p>
<p>La caratteristica vincente del dispositivo risiede nella sua progettazione: l<strong>e unità refrigeranti possono funzionare sia autonomamente e sia in serie</strong>, impilandole e aumentando così l’effetto di raffrescamento.</p>
<p>Inoltre, per movimentare l’acqua, l’apparecchio non necessita di pompe o compressori. Essa si “sposta” spontaneamente grazie all’effetto capillare di alcuni componenti (ad esempio la carta da cucina) che riescono ad assorbire e trasportare il liquido anche contro le forze di gravità.</p>
<p>In diversi parti del Mondo stanno sperimentando strategie per il raffrescamento passivo, ad esempio quelle basate sulla dispersione di calore per effetto radiativo.</p>
<h4>Questi studi presentano però due grandi limiti: sono inefficaci in climi tropicali e nelle giornate tanto umide.</h4>
<p>Il prototipo passivo dell’ateneo torinese invece, basandosi sul raffrescamento per evaporazione di due soluzioni acquose a diverse salinità, potrebbe abbattere questi limiti, realizzando un effetto indipendente dall’umidità esterna.</p>
<p>Il potenziale basso costo di produzione e la semplicità dell’assemblaggio renderebbero il dispositivo ideale per essere installato anche in zone rurali, dove la scarsa presenza di tecnici specializzati può rendere difficoltosa l’installazione e la manutenzione dei sistemi tradizionali.</p>
<p>Ad oggi l’innovativa tecnologia non è ancora pronta per un’immediata commercializzazione, ma, in prospettiva, tale prototipo potrebbe affiancare gli impianti già esistenti alleggerendo il loro carico di lavoro e riducendo il consumo energetico a parità di effetto raffrescante.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Valigie sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 12:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[materiali riciclati]]></category>
		<category><![CDATA[phoenx]]></category>
		<category><![CDATA[valige]]></category>
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					<description><![CDATA[Phoenx lancia una linea di bagagli da viaggio fatti con materiali riciclati Non tutte le valigie sono uguali, lo sappiamo – e questo per diversi motivi. Capienza, resistenza, quantità di tasche, materiali di realizzazione: ogni volta che dobbiamo scegliere la nostra compagna di viaggio, insomma, abbiamo sempre a che fare con molte possibilità.&#160; E da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38641" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_valige.jpg" alt="" width="799" height="482" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_valige.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_valige-300x181.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/11/images_Immagini_ottobre_2019_valige-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Phoenx lancia una linea di bagagli da viaggio fatti con materiali riciclati</p>
<p>  <span id="more-38642"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le valigie sono uguali, lo sappiamo – e questo per diversi motivi. Capienza, resistenza, quantità di tasche, materiali di realizzazione: ogni volta che dobbiamo scegliere la nostra compagna di viaggio, insomma, abbiamo sempre a che fare con molte possibilità.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E da oggi abbiamo un&#8217;occorrenza in più con la quale fare i conti: l&#8217;ambiente. <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/phoenx.co/)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Phoen</a>x, infatti, ha lanciato sulla piattaforma di crowdfunding <a href="https://www.ecoseven.net/(https:/www.kickstarter.com/projects/phoenx/phoenx-sustainable-luggage-for-the-conscious-traveler)" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kickstarter</a> una <strong>nuova collezione di bagagli sostenibili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di valigie che presentano una calotta esterna interamente realizzata in policarbonato riciclato, con un <strong>manico in alluminio parzialmente riciclato</strong> (30%) e con dei rivestimenti interni in <strong>econyl</strong> (ovvero nylon rigenerato, ricavato da vecchie reti da pesca).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma oltre a tutte queste (ed altre) caratteristiche di materiale, ciò che distingue veramente il marchio di bagagli Phoenx è il fatto che <strong>tutte le parti delle sue valigie sono modulari e quindi sostituibili</strong>, in modo che, quando qualcosa inizia ad usurarsi o si rompe, si può sostituire senza dover riacquistare l&#8217;oggetto – come è noto, riparare è molto meglio che ricomprare, di qualsiasi oggetto si parli.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il nostro obiettivo aziendale in Phoenx», dicono i produttori su Kickstarter «è di applicare i principi della progettazione rigenerativa a un settore che deve valutare più da vicino il suo impatto ambientale. Miriamo a creare una valigia bella e funzionale acquistando e riutilizzando materiali sottoutilizzati».</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, tra le molte diverse caratteristiche delle valigie tra le quali è complicato scegliere quando si deve acquistare un bagaglio, la sostenibilità è quella più semplice e immediata da preferire alle altre – Phoenx, di certo, la pensa così.</p>
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		<title>Cosa si può creare riciclando?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 22:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce una nuova collezione di mobili realizzata con i paracadute usati Le innovative società di design Layer&#160;e RÆBURN&#160;sono note per la creazione di articoli straordinari, che partono da materiali usati, che loro riciclano e trasformano. Come era già successo, di recente, le due aziende si sono unite per creare una nuova interessante collezione, che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38569" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Paracadute_riciclati.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Paracadute_riciclati.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Paracadute_riciclati-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Paracadute_riciclati-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nasce una nuova collezione di mobili realizzata con i paracadute usati</p>
<p>  <span id="more-38570"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le innovative società di <em>design</em> <a href="https://layerdesign.com/#top-page" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Layer</em></a>&nbsp;e <a href="https://www.raeburndesign.co.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>RÆBURN</em></a>&nbsp;sono note per la creazione di articoli straordinari, che partono da materiali usati, che loro riciclano e trasformano. Come era già successo, di recente, le due aziende si sono unite per creare una nuova interessante collezione, che si chiama <em>Canopy</em> e che consiste in una serie di sedie e paraventi realizzati con ex paracadute militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le sedie, si tratta di una sei diverse sedie a dondolo ribassate: la base è fatta di un telaio in acciaio saldato e viene coperta da vecchi paracadute militari e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parafreno" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parafreni</a>&nbsp;degli aerei. I tessuti sono fissati e stirati con forza sul telaio, con una combinazione di cerniere nascoste e diverse tecniche tessili. I braccioli sono avvolti con materiale extra per un maggiore comfort.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tessuto paracadute, realizzato in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ripstop_nylon" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>ripstop nylon</em></a>&nbsp;ultrasottile, è incredibilmente resistente e ha perfettamente senso utilizzarlo nell&#8217;arredamento di tutti i giorni. Oltre alle sedie, la collezione comprende anche un separé riconfigurabile con tre pannelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Come anticipato, entrambi gli studi di <em>design</em> sono famosi per la loro dedizione nella creazione di prodotti responsabili e sostenibili, soprattutto quando si tratta di utilizzare materiali sottovalutati o scartati. All&#8217;inizio di quest&#8217;anno, RÆBURN aveva già fatto notizia per aver collaborato con <em>North Face</em> nel riciclo di vecchie tende, che sono state trasformate in borse.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Banane VS Plastica</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/economia-ambientale/banane-vs-plastica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 12:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[antibatterico]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso Un&#8217;organizzazione, chiamata Banana Leaf Technology, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo le foglie di banana come alternativa alla plastica.Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38460" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg" alt="" width="801" height="402" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano.jpg 801w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_banano-768x385.jpg 768w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<p>Ecco come utilizzare le foglie di banana come alternativa biodegradabile alla plastica monouso</p>
<p>  <span id="more-38461"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;organizzazione, chiamata <a href="http://www.bananaleaftechnology.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Banana Leaf Technology</em></a>, sta contribuendo ad affrontare la dura realtà dell&#8217;inquinamento da plastica che soffoca il nostro pianeta, proponendo <strong>le foglie di banana come alternativa alla plastica</strong>.<br />Le foglie di banana, organiche al 100%, diventano la materia prima di questa nuova tecnologia ecologica di conservazione, che ne trasforma la struttura cellulare migliorandone le proprietà in modo che le foglie rimangano verdi per un intero anno, senza sostanze chimiche. E non solo, riesce a prolungare la loro esistenza fino a tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il processo di conservazione, le foglie migliorate hanno altre capacità oltre alla durata, come la resistenza alle temperature estreme, l&#8217;elasticità e la flessibilità. Il sito web di <em>Banana Leaf Technolog</em>y spiega che le foglie trattate sono anche più resistenti ai patogeni, con proprietà antivirali, antimicotiche e antibatteriche, perché questa tecnologia, rafforzando le pareti cellulari delle foglie di banana, impedisce agli agenti patogeni di degradare le cellule del biomateriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, <strong><em>Banana Leaf Technology</em> offre 30 prodotti che utilizzano i suoi metodi di conservazione: piatti, tazze, coni, scatole, carta da lettere, buste</strong>. Poiché, però, questa tecnologia brevettata è personalizzabile, si prevede che saranno sviluppati in futuro altri prodotti, come delle alternative di imballaggio naturali.<br /><strong>Il giovane scienziato indiano che ha inventato questa tecnologia</strong>, l&#8217;ha formulata per la prima volta nel 2010, quando era praticamente un bambino: <strong>Tenith Adithyaa</strong>, infatti, allora aveva 11 anni e lavorava nel suo laboratorio artigianale. Da quel momento<em> Banana Leaf Technology</em> ha ricevuto sette premi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che l&#8217;azienda vuole fare con questa tecnologia è «risolvere la crisi climatica globale senza compromettere l&#8217;economia»: è questo il motivo per cui offre un&#8217;alternativa ecologica, sostenibile, biodegradabile, non chimica ed economica alla plastica monouso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un festival di musica fatto di legno riciclato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 15:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[cassette delle mele]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Oregon]]></category>
		<category><![CDATA[Pickathon Music Festival]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni studenti americani di architettura hanno costruito la sede per un rassegna musicale, riciclando 160 cassette per mele Il Pickathon Music Festival&#160;che si è tenuto a Happy Valley, in Oregon, ad agosto, ha ospitato una sede temporanea progettata dalla Portland State University School of Architecture, secondo criteri di sostenibilità. Il progetto fa parte di una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38404" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cassette_legno_CUT.jpg" alt="" width="806" height="427" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cassette_legno_CUT.jpg 806w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cassette_legno_CUT-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Cassette_legno_CUT-768x407.jpg 768w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></p>
<p>Alcuni studenti americani di architettura hanno costruito la sede per un rassegna musicale, riciclando 160 cassette per mele</p>
<p>  <span id="more-38405"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> <a href="https://pickathon.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Pickathon Music Festival</em></a>&nbsp;</strong>che si è tenuto a Happy Valley, in Oregon, ad agosto, ha ospitato una <strong>sede temporanea progettata</strong> dalla <a href="https://www.pdx.edu/architecture/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Portland State University School of Architecture</em></a>, <strong>secondo criteri di sostenibilità</strong>. Il progetto fa parte di una serie di diversificazioni di <em>design</em> di questa costruzione conosciuta come «<strong><em>Treeline Stage</em></strong>»: è dal 2014, infatti, che la scuola si occupa di costruire palco e dintorni per questo festival, ogni volta in maniera diversa. Il primo era stato realizzato da pallet di legno per spedizioni e dopo ci sono stati tubi di cartone, legnami, capriate in legno – ogni volta un diverso materiale da costruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno, <strong>il <em>design</em> è stato immaginato a partire dai fiori del melo e i materiali utilizzati sono stati proprio</strong> i contenitori del frutto, nello specifico, un totale di <strong>160 cassette in legno</strong>,<strong>&nbsp;</strong>precedentemente utilizzate per la raccolta delle mele da un produttore di frutta del Pacifico nord-occidentale. Grazie a queste cassettone sono state costruite delle torri, che arrivavano ad essere di 12 metri nel loro punto più alto e che offrivano ampio spazio per tutto, dalle apparecchiature audio a un&#8217;area dietro le quinte – inoltre anche lo spazio per venditori di cibo e quello per i posti a sedere del pubblico sono stati realizzati con le cassette. Infine, lo sfondo naturale del palcoscenico, un&#8217;area in cui il prato incontrava il bosco, aggiungeva un&#8217;atmosfera organica, naturale e anche un po&#8217; mistica alla struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il festival ha ospitato 65 gruppi diversi su sei palchi e un totale di 18 gruppi ha suonato sul <em>Treeline Stage</em>.<br />Ogni torre era composta da 15-30 cassettone, impilate strategicamente per assomigliare a grappoli pentagonali di fiori, che proiettavano ombre molto artistiche sia durante il giorno, grazie alla luce naturale, che durante la notte, grazie a delle luci a LED colorate incorporate nella struttura.<br /><strong>Alla fine del festival, le cassette delle mele sono state restituite all&#8217;azienda donatrice</strong>, per essere utilizzate di nuovo per il trasporto e la conservazione del frutto, il che significa che nessun materiale è andato sprecato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Alimentare un&#8217;isola dal mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 19:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solare]]></category>
		<category><![CDATA[carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare]]></category>
		<category><![CDATA[Lux* South Ari Atoll]]></category>
		<category><![CDATA[maldive]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforme galleggianti]]></category>
		<category><![CDATA[resort]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Il più grande impianto solare al mondo in mare è in un resort alle Maldive Il resort Lux* South Ari Atoll delle Maldive è una struttura a cinque stelle, situata sulla bellissima isola di Dhidhoofinolhu, ed è diventata famosa per aver iniziato una collaborazione con l&#8217;azienda di tecnologia solare galleggiante SwimSol, che fornisce il suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38386" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT.jpg" alt="" width="808" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT.jpg 808w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Settembre_2019_Resort_Maldive_CUT-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 808px) 100vw, 808px" /></p>
<p>Il più grande impianto solare al mondo in mare è in un resort alle Maldive</p>
<p>  <span id="more-38387"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il resort <em>Lux* South Ari Atoll</em> delle Maldive è una struttura a cinque stelle, situata sulla bellissima isola di Dhidhoofinolhu, ed è diventata famosa per aver iniziato una collaborazione con l&#8217;azienda di tecnologia solare galleggiante <a href="https://swimsol.com/#lagoon" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>SwimSol</em></a>, che fornisce il suo sistema brevettato <em>SolarSea</em> per aiutare nella fornitura dell&#8217;energia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia <em>SolarSea</em> è <strong>la più grande centrale solare del mondo situabile in mare</strong> e, in questo caso, aiuta a raccogliere energia solare per alimentare l&#8217;isola, resistendo alle condizioni spesso brutali causate da onde, tempeste e acqua salata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resort sta puntando da tempo a varie innovazioni per raggiungere l&#8217;obiettivo di ridurre al minimo la sua impronta ecologica e, infatti, prima di SolarSea, stava già utilizzando un sistema per il tetto, sempre della <em>SwimSol</em>. A questo, adesso, però, si sono aggiunte 12 piattaforme <em>SolarSea</em> sul mare, <strong>pannelli solari galleggianti che non fanno solo risparmiare denaro ma riducono l&#8217;impronta di carbonio del resort</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La capacità solare della proprietà è aumentata del 40% e ha raggiunto i 678 kWp – abbastanza per alimentare tutte le ville degli ospiti del resort nelle ore di punta. In questo modo, il <em>Lux* South Ari Atoll</em> sta risparmiando più di 260.000 litri di gasolio all&#8217;anno, che sono quelli che un tempo erano necessari per produrre la stessa quantità di energia, tramite i motori a combustione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ospiti possono vedere quello che accade, grazie a <strong>«localizzatore solare» in diretta</strong>, che è disponibile nelle ville e che <strong>mostra sia l&#8217;energia prodotta che il diesel e le emissioni di anidride carbonica risparmiati</strong>. <br />Oltretutto, le piattaforme solari galleggianti offrono anche riparo ai giovani pesci e, stando in superficie, sono anche in grado di stare ben al di sopra delle barriere coralline e delle creature che abitano dei fondali marini.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un casco da bici sostenibile, che si piega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 20:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[casco]]></category>
		<category><![CDATA[casco compatto,]]></category>
		<category><![CDATA[Cyclo]]></category>
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		<category><![CDATA[moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce Cyclo: un casco realizzato in plastica riciclata e facilmente imballabile Portare il casco salva la vita: vale per la moto, il motorino e la bicicletta, eppure è molto bassa la percentuale di persone che lo indossa – soprattutto per quanto riguarda la bici. I ciclisti dicono che un grande deterrente all&#8217;uso del casco è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-38104" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Bici_e_casco.jpg" alt="" width="796" height="471" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Bici_e_casco.jpg 796w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Bici_e_casco-300x178.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/08/images_foto2019_Agosto2019_Bici_e_casco-768x454.jpg 768w" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" /></p>
<p>Nasce Cyclo: un casco realizzato in plastica riciclata e facilmente imballabile</p>
<p>  <span id="more-38105"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Portare il casco salva la vita: vale per la moto, il motorino e la bicicletta, eppure è molto bassa la percentuale di persone che lo indossa – soprattutto per quanto riguarda la bici. I ciclisti dicono che un grande deterrente all&#8217;uso del casco è l&#8217;inconveniente di doverselo poi portare dietro una volta che la bici è stata assicurata a un palo o a una staccionata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione, è molto interessante la segnalazione dell&#8217;arrivo di questa nuova generazione di caschi che oltre ad essere belli e sicuri, sono anche compatti e portatili.<br />Attualmente in tendenza su <a href="https://www.indiegogo.com/projects/cyclo-packable-helmet-made-with-recycled-plastic#/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Indiegogo&nbsp;</a>è proprio uno di questi: il <a href="https://www.cyclotechnology.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">casco Cyclo</a>, creato da alcuni professionisti che hanno lavorato nel regno del design per un po&#8217;, con carriere di rilievo come ingegneri presso Aston Martin e Boeing.</p>
<p style="text-align: justify;">Cyclo offre agli utenti una ripiegabilità mai vista prima: grazie a un design unico, infatti, il casco ha un meccanismo con una clip che consente alla parte superiore arrotondata di ribaltarsi nella parte inferiore del telaio quando il casco non è in uso, permettendo di riporlo comodamente in uno zaino o in una borsa. Inoltre, assicura una forte resistenza delle parti mobili quando esso si trova sulla nostra testa durante una corsa – è stato ideato e costruito per superare tutti gli standard d&#8217;uso richiesti da Stati Uniti, Europa e Canada.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra caratteristica importante di questo casco è la sua sostenibilità: collaborando con <a href="https://plasticoceans.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Plastic Oceans UK</a>, Cyclo sostiene gli sforzi per <a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/carte-di-credito-provenienti-dall-oceano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ripulire l&#8217;inquinamento da plastica nell&#8217;oceano</a>: ogni casco rappresenta 20 bottiglie d&#8217;acqua rimosse dagli ecosistemi marini.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cuscini di grano saraceno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cecilia Maria Ferraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 11:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cuscini]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[grano saraceno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ottimali per dormire bene e non danneggiare l&#8217;ambiente Sembra una cosa molto strana a sentirsi un cuscino di grano saraceno eppure i vantaggi che si porta dietro questo innovativo guanciale sono ben documentati. I baccelli croccanti di questo cereale vengono impacchettati in cuscini densi e sorprendentemente pesanti che si conformano bene alle necessità uniche di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35688" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/03/images_grano_saraceno.jpg" alt="" width="800" height="423" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_grano_saraceno.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_grano_saraceno-300x159.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/03/images_grano_saraceno-768x406.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Ottimali per dormire bene e non danneggiare l&#8217;ambiente</p>
<p>  <span id="more-35689"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Sembra una cosa molto strana a sentirsi un cuscino di grano saraceno eppure i vantaggi che si porta dietro questo innovativo guanciale sono ben documentati. I baccelli croccanti di questo cereale vengono impacchettati in cuscini densi e sorprendentemente pesanti che si conformano bene alle necessità uniche di ogni nuovo proprietario, fornendogli il tipo di sonno di cui ha bisogno. Inoltre, i cuscini (se ben curati) durano più a lungo dei loro cugini tradizionali e, quando i gusci del grano inizieranno ad appiattirsi (a causa del tempo) sarà abbastanza facile sostituirli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa pianta altamente nutrizionale ha quindi davvero molto da offrire: innanzitutto è tipicamente coltivata senza diserbanti o pesticidi, in modo che essa non comporti danni ambientali; poi è ideale per un tipo di terreno che la maggior parte delle piante rifiuterebbe e aiuta a trattenere l&#8217;acqua nel campo, previene l&#8217;erosione e tiene a bada le piante infestanti – che poi è uno dei motivi per cui non necessita l&#8217;uso di pesticidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="https://hullopillow.com/buckwheat-pillow/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hullo</a>, produttore del cuscino, è perché il grano saraceno non «affonda» o collassa come la piuma o il memory foam che il guanciale di grano saraceno fornisce un supporto eccellente per il sonno – e non solo: oltre ad essere malleabile, il cuscino rimane fresco per tutta la notte poiché non trattiene il calore corporeo.<br />Visto che il fruscio del cuscino, il suo peso e la sua consistenza, comportano un certo tempo per far sì che ci si abitui, Hullo offre una garanzia di rimborso di 60 giorni per questi cuscini resistenti e traspiranti realizzati con una custodia di cotone organico al 100% riempita con attenzione di baccelli di grano saraceno – se il riempimento non è giusto, puoi toglierne fino a che non ti sembra la consistenza che desideri, grazie a una cerniera.</p>
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		<title>Le 7 regole per un Natale ecosostenibile</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/le-7-regole-per-un-natale-ecosostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 10:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[albero di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[green]]></category>
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		<category><![CDATA[verde]]></category>
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					<description><![CDATA[L’atmosfera natalizia è magica, ma il Natale, oltre a bianco, deve essere verde. Basta seguire poche semplici regole A Natale, si dice, siamo tutti più buoni. E sarebbe il caso di esserlo anche con l’ambiente, perché, tra luci, regali, pranzi e cene potremmo dimenticarcelo.&#160; A ricordarci le regole per un Natale verde ci pensa Greenpeace [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32946" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas.jpg" alt="" width="1600" height="1071" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas.jpg 1600w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas-1024x685.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas-768x514.jpg 768w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas-1536x1028.jpg 1536w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/12/images_Eco-Christmas-1200x803.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>L’atmosfera natalizia è magica, ma il Natale, oltre a bianco, deve essere verde. Basta seguire poche semplici regole</p>
<p>  <span id="more-32947"></span>  </p>
<p>A Natale, si dice, siamo tutti più buoni. E sarebbe il caso di esserlo anche con l’ambiente, perché, tra luci, regali, pranzi e cene potremmo dimenticarcelo.&nbsp;</p>
<p>A ricordarci le regole per un Natale verde ci pensa <a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Greenpeace</a> che ha stilato un decalogo per le feste. Ecco alcuni dei consigli per trascorrere delle feste amiche dell’ambiente.</p>
<p><strong>Lampade a basso consumo</strong>: ricordiamo che con la tecnologia led si risparmia fino all’80%. Anche il timer aiuta a risparmiare energia.</p>
<p><strong>No a piatti e bicchieri di plastica</strong>: se proprio ci serve l’usa e getta ci sono in commercio valide alternative biodegradabili</p>
<p><strong>Menu bio</strong>: cerchiamo prodotti a km0 da agricoltura biologica e ricordiamo che possiamo acquistare anche prodotti delle zone colpite dal sisma.</p>
<p><strong>Pesce fresco</strong>: meglio scegliere quello che offre la pesca local ed evitare merluzzo, salmone, gamberi, tonno rosso e pesce spada</p>
<p><strong>Regali</strong>: ricordiamoci che “meno è meglio”. Preferiamo prodotti ecosostenibili e facciamo attenzione all’imballo. Cerchiamo di fare regali “utili” che non finiscano dopo breve tempo nei rifiuti.</p>
<p><strong>Vestiti</strong>: secondo i dati, la durata media dei nostri capi sia dimezzata rispetto a 15 anni fa. Meglio puntare anche qui sulla qualità e sulla sostenibilità. Uno dei costi maggiori per il pianeta viene dal crescente uso di fibre sintetiche: il poliestere, in particolare, emette quasi tre volte più Co2 nel suo ciclo di vita rispetto al cotone. Questo materiale può impiegare decenni a degradarsi e contamina l’ambiente marino sotto forma di microfibre in plastica.</p>
<p><strong>Prodotti di bellezza</strong>: controlliamo se contengono le famigerate microsfere di plastica (compaiono tra gli ingredienti alla voce Polietilene o Polipropilene). Vengono inserite per il loro potere abrasivo e poi finiscono per contaminare il mare ed essere ingerite dai pesci che poi arrivano sulla nostra tavola.</p>
<p>E, dopo le feste, ricordiamoci di <a href="https://www.ecoseven.net//?p=15179" target="_blank" rel="noopener noreferrer">smaltire l&#8217;albero di Natale in maniera ecosostenibile</a>.</p>
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		<title>Una ruota ad acqua &#8220;fai da te&#8221; che genera elettricità</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/eco-invenzioni/una-ruota-ad-acqua-fai-da-te-che-genera-elettricita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 09:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eco-invenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[idroelettrico]]></category>
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					<description><![CDATA[Con le bottiglie di plastica riciclate ha costruito&#160;una ruota idroelettrica fai da te Si chiama Thomas Kim l&#8217;uomo che c&#8217;è dietro l&#8217;invenzione di questa incredibile ruota ad acqua generatrice di elettricità, totalmente fai da te: utilizzando bottiglie vuote di plastica e un po &#8216;di filo, Thomas Kim ha creato un dispositivo idroelettrico che può caricare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-32564" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/10/images_Thomas_Kin.JPG" alt="" width="1069" height="623" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Thomas_Kin.JPG 1069w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Thomas_Kin-300x175.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Thomas_Kin-1024x597.jpg 1024w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/10/images_Thomas_Kin-768x448.jpg 768w" sizes="(max-width: 1069px) 100vw, 1069px" /></p>
<p>Con le bottiglie di plastica riciclate ha costruito&nbsp;una ruota idroelettrica fai da te</p>
<p>  <span id="more-32565"></span>  </p>
<p>Si chiama Thomas Kim l&#8217;uomo che c&#8217;è dietro l&#8217;invenzione di questa incredibile ruota ad acqua generatrice di elettricità, totalmente fai da te: utilizzando bottiglie vuote di plastica e un po &#8216;di filo, Thomas Kim ha creato un dispositivo idroelettrico che può caricare un telefono cellulare o una lampada a LED nei boschi o in qualsiasi altro luogo ci trovassimo, disperati e senza possibilità di trovare energia. Sul suo canale YouTube, si può vedere il generatore in azione.</p>
<p>Oltre ad essere un inventore intrepido, Kim gestisce una centrale elettrica, quindi non è estraneo all&#8217;energia elettrica. <br />Tra i video ce n&#8217;è anche uno con un tutorial, attraverso il quale è facile vedere e replicare la costruzione di questa ruota: si deve ovviamente disporre di una serie di parti che, nella descrizione del video, sono indicate da Kim (bottiglie di plastica, piatti monouso, un motore trifase e un circuito raddrizzatore – che converte la corrente alternata in corrente continua, che è quella necessaria per caricare un dispositivo mobile).</p>
<p>Ovviamente, anche se questa ruota funziona, c&#8217;è da dire che Thomas Kim utilizza alcune componenti che un escursionista medio potrebbe non avere con sé, quando e se dovesse perdersi nel bosco – per esempio, sembra usare anche un regolatore di tensione, che è molto importante per l&#8217;invio dell&#8217;energia elettrica ad un dispositivo senza farlo esplodere.<br />In sostanza, questa invenzione magari non è un&#8217;opzione veramente probabile per chi si ritrova con la necessità di energia elettrica in uno scenario in cui la ruota idroelettrica è utilizzabile, ma è una bel progetto da realizzare se si vuole capire meglio come funzionano queste macchine. Magari, per chi abita nei pressi di un corso d&#8217;acqua, potrebbe anche essere un modo per tagliare un pochino i costi della propria bolletta. Chissà.&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/GT8X31XHy9Q" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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