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	<title>ecoseven e dizionario architettura sostenibile &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Abitare sostenibile/ 10 i biomateriali, materiali a &#8216;impatto zero&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 06:27:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continua il viaggio del &#8216;dizionario&#8217; dell&#8217;architettura sostenibile di Ecoseven.net, oggi tocca ai biomateriali, tutte sostanza biodegradabili. Come si produce un biomateriale e come si smaltisce? E non deve creare problemi o nuocere alla nostra salute &#160; I biomateriali, o materiali per la bioedilizia, sono prima di tutto sostanze biodegradabili presenti in natura e lavorate il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-3021" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/09/images_igallery_resized_abitare_edilizia-bio-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Continua il viaggio del &#8216;dizionario&#8217; dell&#8217;architettura sostenibile di Ecoseven.net, oggi tocca ai biomateriali, tutte sostanza biodegradabili. Come si produce un biomateriale e come si smaltisce? E non deve creare problemi o nuocere alla nostra salute</p>
<p> <span id="more-3022"></span>  </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">I biomateriali, o materiali per la bioedilizia, sono prima di tutto sostanze biodegradabili presenti in natura e lavorate il meno possibile. Essi devono tendere ad un &ldquo;impatto zero&rdquo;, richiedendo per la fabbricazione e per il successivo smaltimento un consumo di energia che sia il pi&ugrave; ridotto possibile, generando, cos&igrave;, una produzione di rifiuti contenuta. Per classificare un materiale come biodegradabile, bisogna tenere conto di tutto il suo ciclo di vita e delle possibili ricadute che ogni fase pu&ograve; determinare sull&rsquo;ambiente.</p>
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<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">La biodegradabilit&agrave;, ovvero la propriet&agrave; di essere decomposti grazie a batteri saprofiti, &egrave; propria sia delle sostanze organiche, che di alcuni composti sintetici. Ad esempio, anche molti materiali non rinnovabili possono essere considerati sostenibili, purch&eacute; abbiano un processo produttivo efficiente dal punto di vista energetico, con basse emissioni inquinanti e una durata superiore a quella delle loro alternative rinnovabili. Tutti i composti organici naturali, come la carta, sono facilmente decomponibili, mentre tutti i prodotti sintetici moderni (esclusi quelli speciali, come la bioplastica) non possono essere decomposti dalla natura, poich&eacute; nessun batterio &egrave; capace di elaborare un enzima che semplifichi il materiale: il materiale, non verr&agrave;, quindi, assorbito dal terreno, restando identico nel tempo, contaminando l&rsquo;ambiente e producendo spesso sostanze altamente nocive per la salute di persone e animali.</p>
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<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Principalmente, sono tre i requisiti per classificare un materiale come sostenibile: processi produttivi energeticamente efficienti e con ridotte emissioni inquinanti; inesistenza di emissioni nocive negli ambienti domestici dopo la messa in opera; lunga durata ed elevata riciclabilit&agrave; al momento dello smaltimento. La bioedilizia privilegia la &ldquo;vicinanza&rdquo; e la facile reperibilit&agrave; del materiale, in modo da ridurre i costi e l&rsquo;inquinamento dovuto ai mezzi per il trasporto. Fattore altrettanto importante &egrave; la presenza di sostanze tossiche, ad esempio tinture e colle. Infine, i materiali sostenibili da scegliere dovranno avere qualit&agrave; di coibentazione, igroscopicit&agrave; (propriet&agrave; di assorbire l&rsquo;acqua), isolamento e accumulo del calore.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">I biomateriali pi&ugrave; utilizzati sono: il legno, ottimo per l&rsquo;isolamento termico, acustico, e per la sua elasticit&agrave;, flessibilit&agrave; e resistenza; la fibra di cellulosa, ottenuta dal riciclo e dalla trasformazione della carta, con buone capacit&agrave; coibentanti e isolanti; i laterizi, costituiti da un impasto di argilla, sabbia e acqua, per la costruzione di elementi strutturali e tamponature (la scelta deve cadere su prodotti con argille la cui radioattivit&agrave; sia inferiore ai limiti prefissati); i blocchi cassero in legno cemento, utili per la costruzione di murature portanti; i blocchi in calcestruzzo e argilla espansa, per la costruzione di parti strutturali, con buone caratteristiche meccaniche, di isolamento termico e acustico, resistenza all&rsquo;acqua, al fuoco, facilit&agrave; ed economicit&agrave; di posa in opera; il sughero, con ottime qualit&agrave; isolanti, idrorepellente, atossico, traspirante, ininfiammabile, anallergico, resistente all&rsquo;azione degli insetti e dei roditori, biologicamente puro e durevole nel tempo.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">(Flavia Dondolini)</p>
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