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	<title>discarica &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Da discarica a casa verticale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 12:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[nuova dehli]]></category>
		<category><![CDATA[oasi]]></category>
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					<description><![CDATA[A Nuova Delhi, un gruppo di architetti trasforma un luogo abbandonato in un&#8217;oasi urbana La Harsh Vardhan Jain Architect, un&#8217;azienda con sede a Nuova Delhi, ha trasformato un lotto abbandonato nel sud-est della città in una bella casa verticale, rivestita di pannelli di vetro e sormontata da un tetto verde. Gli architetti hanno progettato la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-37185" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/09/images_new-dehli-oasiurbana.jpg" alt="" width="800" height="394" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_new-dehli-oasiurbana.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_new-dehli-oasiurbana-300x148.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/09/images_new-dehli-oasiurbana-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>A Nuova Delhi, un gruppo di architetti trasforma un luogo abbandonato in un&#8217;oasi urbana</p>
<p>  <span id="more-37186"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://www.hvj-a.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Harsh Vardhan Jain Architect</a>, un&#8217;azienda con sede a Nuova Delhi, ha trasformato un lotto abbandonato nel sud-est della città in una bella casa verticale, rivestita di pannelli di vetro e sormontata da un tetto verde. Gli architetti hanno progettato la <a href="https://www.hvj-a.com/Terrace-Folly-3-Garden-Roof-Parasol-Sukhdev-Vihar" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Garden Roof Parasol</a>&nbsp;in modo da farla essere una specie di oasi cittadina per una coppia di sposi, piena di luce naturale e di vegetazione per creare un senso di serenità all&#8217;interno di un paesaggio urbano frenetico.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli architetti sono stati spinti a realizzare questo progetto proprio da una coppia di novelli sposi che stava cercando una casa in cui trasferirsi dopo il matrimonio. Il sito presentava una serie di sfide per le sue piccole dimensioni, che includevano una struttura di piani a una stanza, una tromba delle scale e un cortile. Per vincerle, gli architetti hanno deciso di utilizzare una combinazione di vetro, acciaio e piante. Secondo lo schema di progettazione, la strategia consisteva nel creare un tetto sovrastante, sulle strutture esistenti, per unificare lo spazio. Dando il via a un disegno verticale, gli architetti hanno potuto raddoppiare il volume della casa in altezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo edificio è incorniciato da travi in acciaio prefabbricate che servono anche a creare una solida piattaforma per il tetto e le pareti in muratura preesistenti sono state rinforzate e riempite con vetri isolanti. Una rampa esterna conduce fino alla via d&#8217;ingresso e un piccolo ponte con una scala a chiocciola fornisce l&#8217;accesso al terrazzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio abitativo interno, che è luminosissimo grazie alle facciate in vetro dal pavimento al soffitto, ha un arredamento minimale per ridurre l&#8217;ingombro.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti degli arredi sono flessibili e tutte le porte in vetro e acciaio si chiudono per separare le stanze o aprirsi per espandere lo spazio. <br />I due sposi saranno molto felici di questa riqualificazione.</p>
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		<title>Rifiuti, Galletti: intollerabile pagare ancora multe</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/rifiuti-galletti-intollerabile-pagare-ancora-multe/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 17:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[galletti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[termovalorizzatori]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministro Galletti si dice stanco di pagare multe sui rifiuti e spera nei termovalorizzatori   &#8216;Io non posso tollerare che abbiamo già pagato 40 milioni di euro per i rifiuti in Campania e stiamo pagando 120 mila euro al giorno. Non sono amico dei termovalorizzatori, sono invece nemico feroce della discarica. Ma oggi le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29071" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/10/images_igallery_resized_ambientetest_2015092964734_discarica-16779-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT"><span><span>Il Ministro Galletti si dice stanco di pagare multe sui rifiuti e spera nei termovalorizzatori</span></span></p>
<p>  <span id="more-29072"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><span><span>&#8216;Io non posso tollerare che abbiamo già pagato 40 milioni di euro per i <a href="ambiente/rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rifiuti </a>in Campania e stiamo pagando 120 mila euro al giorno. Non sono amico dei termovalorizzatori, sono invece nemico feroce della discarica. Ma oggi le Regioni non mi assicurano autosufficienza&#8217;, lo afferma il ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti, intervenendo al &#8216;Forum rifiuti&#8217; di Legambiente, parlando delle sanzioni Ue e dei possibili nuovi termovalorizzatori che dovrebbero assicurare una miglior gestione dei rifiuti.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>&#8216;Non voglio mettere a rischio le tasse degli italiani per colpa di alcuni che non hanno mantenuto le promesse &#8211; spiega Galletti &#8211; voglio un piano da parte di tutte le Regioni che assicurino che c&#8217;è una gestione corretta; se vengono con piani già approvati, con degli atti, che vanno verso la differenziata in modo talmente spedito che non hanno bisogno di termovalorizzatori, bene. Ma devono avere un piano approvato: io non mi fido più delle promesse&#8217;.</span></span></p>
<p> </p>
<p align="LEFT"><span><span>&#8216;Abbiamo comuni con differenziata altissima e altri da vergogna &#8211; conclude il ministro &#8211; Basterebbe applicare le regole che ci sono già, non tollero che si continui a mandare i rifiuti in discarica&#8217;.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>gc</span></span></p>
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		<title>Da discarica a Oasi della Biodiversità: l&#8217;esempio vincente dell&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/da-discarica-a-oasi-della-biodiversita-l-esempio-vincente-dell-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 08:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[discarica La Cornacchia]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
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					<description><![CDATA[Grazie ad un importante progetto nazionale, la discarica &#8220;La Cornacchia&#8221; è diventata Oasi della Biodiversità   Un&#8217;Italia da esempio: è stata inaugurata, a Moie di Maiolati Spontini, l&#8217;Oasi della Biodiversità presso la discarica &#8220;La Cornacchia&#8221;, gestita da Sogenus. Il progetto è rivoluzionario, nato nel 2011: obiettivo è il recupero della biodiversità locale all&#8217;interno di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-27009" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_discarica-15741-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Grazie ad un importante progetto nazionale, la discarica &#8220;La Cornacchia&#8221; è diventata Oasi della Biodiversità</span></span></p>
<p>  <span id="more-27010"></span>  </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Un&#8217;Italia da esempio: è stata inaugurata, a Moie di Maiolati Spontini, l&#8217;Oasi della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26291" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Biodiversità</a> presso la discarica &#8220;La Cornacchia&#8221;, gestita da Sogenus. Il progetto è rivoluzionario, nato nel 2011: obiettivo è il recupero della biodiversità locale all&#8217;interno di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">La riqualificazione è avvenuta nel rispetto delle normative vigenti, grazie a Sogenus e alle ricerche condotte dall&#8217;Orto Botanico &#8220;Selva di Gallignano&#8221; e da C.Re.Ha. Nature Soc. Coop., spin off dell&#8217;Università Politecnica delle Marche. Il primo paso di questo percorso è stato ridurre completamente l&#8217;impatto ambientale della discarica, ripristinando gli equilibri strutturali e funzionali dell&#8217;ecosistema. È stata realizzata una copertura vegetale, piantumando in 104 aiuole, 13.956 piantine di specie tipiche dell&#8217;ambiente collinare marchigiano autoctono.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">All&#8217;interno della <a href="https://www.ecoseven.net//?p=26962" target="_blank" rel="noopener noreferrer">discarica</a>, i responsabili di progetto, hanno dato vita ad un centro di salvaguardia e di diffusione della biodiversità: sono state messe a dimora specie erbacee e arbustive di notevole interesse mellifero e paesaggistico per innalzare la qualità ambientale e creare un vero e proprio giardino didattico.</span></span></p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Ruolo importante è riservato alle api, che segnalano lo stress ambientale da inquinamento chimico (prodotti fitosanitari, metalli pesanti e radionuclidi). All&#8217;interno dell&#8217;Oasi, è stata realizzata una stazione di biomonitoraggio composta da due arnie: ogni settimana vengono conteggiate le api morte che, al superamento della soglia critica pari a 200 esemplari, vengono sottoposte ad analisi cliniche per rilevare eventuali prodotti fitosanitari.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; border: none; padding: 0cm; orphans: 1;" align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">gc</span></span></p>
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		<item>
		<title>La discarica sotterranea più grande d&#8217;Europa è nella Terra dei fuochi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/inquinamento/la-discarica-sotterranea-piu-grande-d-europa-e-nella-terra-dei-fuochi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 09:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[terra dei fuochi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora brutte notizie dalla Terra dei Fuochi: altri 25 ettari contaminati Una notizia inquietante arriva da una zona già teatro di disastri ambientali. Secondo il Corpo forestale dello Stato, sta emergendo nell&#8217;area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) quella che potrebbe rivelarsi la discarica sotterranea più grande d&#8217;Europa. L&#8217;indagine, partita proprio dalla Forestale un anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26961" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/06/images_igallery_resized_ambientetest_terra_dei_fuochi-15719-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Ancora brutte notizie dalla Terra dei Fuochi: altri 25 ettari contaminati</p>
<p>  <span id="more-26962"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Una notizia inquietante arriva da una zona già teatro di disastri ambientali. Secondo il Corpo forestale dello Stato, sta emergendo nell&#8217;area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) quella che potrebbe rivelarsi la discarica sotterranea più grande d&#8217;Europa.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L&#8217;indagine, partita proprio dalla Forestale un anno fa, si è basata sulle denunce di due giornalisti locali; il reato ipotizzato è quello di disastro ambientale e ci sono già dieci persone, inclusi i proprietari dei terreni, iscritti nel registro degli indagati. </span></p>
<p>Nella zona sono infatti emersi dei fusti deteriorati contenenti solventi, vernici e tracce di idrocarburi, plastica lavorata dalle industrie, buste con Pvc. Il terreno ha colorazioni particolari: a volte rosso, altre azzurro o grigio. Una situazione preoccupante. Sono stati ritrovati rifiuti fino a una profondità di 8 o 9 metri. L&#8217;area interessata ha un&#8217;estensione di circa 25 ettari e si sospetta nasconda circa due milioni di metri cubi di rifiuti.</p>
<p>La procura fa sapere che &#8216;Il materiale è in fase di campionamento e solo all&#8217;esito delle analisi si potrà valutare l&#8217;effettiva natura dei rifiuti e quindi la loro eventuale potenzialità dannosa&#8217;.</p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=26912" target="_blank" rel="noopener noreferrer">E la difesa dell&#8217;ambiente è diventata anche tema dell&#8217;enciclica papale</a>: con questo documento, il Papa vuole assumere come compito del vescovo di Roma quello di custodire il creato, casa dell&#8217;umanità e non lasciare la difesa dell&#8217;ambiente soltanto agli ecologisti.</p>
<p>a.po</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Pannolini: tradizionali o di cotone? Quali sono i più ecosostenibili?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/pannolini-tradizionali-o-di-cotone-quali-sono-i-piu-ecosostenibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 12:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[cotone]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pannolini]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[usa e getta]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavabili o usa e getta? Quando è il momento di scegliere che tipo di pannolini usare si apre un bel dilemma Il pannolino usa e getta è usato dalla stragrande maggioranza delle famiglie. Tuttavia hanno iniziato a farsi largo anche quelli usa e getta. Li comprano i genitori che si sentono più responsabili verso l&#8217;ambiente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-26104" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/05/images_igallery_resized_ambientetest_Pannolini_riciclabili_VS_usa_e_getta-15288-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Lavabili o usa e getta? Quando è il momento di scegliere che tipo di pannolini usare si apre un bel dilemma</p>
<p>  <span id="more-26105"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il pannolino usa e getta è usato dalla stragrande maggioranza delle famiglie. Tuttavia hanno iniziato a farsi largo anche quelli usa e getta. Li comprano i genitori che si sentono più responsabili verso l&#8217;ambiente. Le ragioni sono ovviamente evitare l&#8217;usa e getta industriale e l&#8217;utilizzo di &#8216;materiali naturali&#8217; a contatto con la pelle del bambino. </span></p>
<p>In realtà il desiderio sacrosanto di sostenere l&#8217;ambiente potrebbe non sposare la causa del pannolino di cotone. Il cotone non è poi così ecocompatibile: la sua fabbricazione richiede un grande uso di sostanze chimiche che danneggiano sia gli operai che le coltivazioni. Per non contare l&#8217;intero ciclo produttivo, compresi i costi di trasporto e produzione. Inoltre i pannolini vanno lavati e il cotone richiede molta acqua per pulirsi<a href="http://www.washingtonpost.com/opinions/why-cloth-diapers-might-not-be-the-greener-choice-after-all/2015/05/08/32b2d8dc-f43a-11e4-bcc4-e8141e5eb0c9_story.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">. Si calcola che trenta pannolini di cotone coprano l&#8217;uso di 4.000 usa e getta</a>, ma richiedono un consumo di acqua 10 volte superiore. Infatti questi 30 pannolini di cotone avrebbero bisogno di 1221 metri cubi d&#8217;acqua per la loro produzione e il loro uso, mentre i 4000 usa e getta si fermerebbero a quota 141 metri cubi.</p>
<p>Dobbiamo calcolare che in India il terreno destinato alla produzione di cotone rappresenta il 5% di tutti i terreni agricoli, ma assorbe più della metà dei pesticidi utilizzati ogni anno.</p>
<p>I pannolini usa e getta invece inquinano in discarica dato che producono metano, un gas che è venti volte più pericoloso della Co2 per l&#8217;effetto serra.</p>
<p>La tecnologia sta compiendo comunque progressi nel settore e la quantità di petrolio utilizzata per produrre gli usa e getta sta diminuendo, allo stesso modo si utilizza sempre meno polpa di cellulosa. Alcune grandi aziende del settore stanno promuovendo politiche &#8216;verdi&#8217; e &#8216;responsabili&#8217; impegnandosi a utilizzare solo alberi provenienti da determinate foreste controllate.</p>
<p>Allo stesso tempo, anche nel tessile stanno avanzando prodotti certificati provenienti da coltivazioni responsabili nei confronti dell&#8217;ambiente e dei lavoratori.</p>
<p>Non esiste un pannolino totalmente ecocompatibile, è bene monitorare i comportamenti delle aziende, sia dell&#8217;usa e getta che dei pannolini di cotone per compiere la scelta più responsabile.</p>
<p>Comunque sia pensare in ottica di risparmio energetico ed ecosostenibilità è sempre un&#8217;ottima cosa:<a href="https://www.ecoseven.net//?p=15326" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> vediamo alcune buone pratiche per ridurre i rifiuti.</a></p>
<p>a.po</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Ritorniamo al Vuoto a rendere. Parte la petizione</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/rifiuti/ritorniamo-al-vuoto-a-rendere-parte-la-petizione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 09:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[petizione vuoto a rendere]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[vuoto a rendere]]></category>
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					<description><![CDATA[Tornare al vuoto a rendere: vantaggi ambientali ed economici   Ritorniamo al vuoto a rendere, ovvero alla riconsegna al fornitore di un contenitore ormai vuoto, in cambio, di una piccola somma di denaro. A dire il vero la pratica non è completamente sparita e in tanti supermercati ancora è in vigore, soprattutto per le bottiglie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-25338" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_download__1_-14916-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Tornare al vuoto a rendere: vantaggi ambientali ed economici</p>
<p>  <span id="more-25339"></span>  </p>
<p> </p>
<p>Ritorniamo al vuoto a rendere, ovvero alla riconsegna al fornitore di un contenitore ormai vuoto, in cambio, di una piccola somma di denaro. A dire il vero la pratica non è completamente sparita e in tanti supermercati ancora è in vigore, soprattutto per le bottiglie di vetro acquistate dai ristoranti.</p>
<p>Ma pensate se tutti noi restituissimo i contenitori ancora utilizzabili: eviteremmo la produzione di grandi rifiuti da imballaggio, con vantaggi ambientali ed economici indiscussi.</p>
<p>A chiedere che il vuoto a rendere torni in vigore in Italia, per tutti, è una <a href="https://www.change.org/p/ripristiniamo-il-vuoto-a-rendere?after_sign_exp=member_sponsored_donation#petition-letter" target="_blank" rel="noopener noreferrer">petizione</a> lanciata da <a href="http://www.change.org/">www.change.org</a>, grazie all’idea di Rossano Ercolini un maestro elementare di un piccolo comune della Toscana, in provincia di Lucca, che racconta: ‘Quando venni a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla mia scuola, decisi di intervenire: nel 2007 Capannori, il mio comune, fu il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, diventando in poco tempo il centro di un movimento straordinariamente vitale che, da Napoli a Milano, portò al coinvolgimento di tanti cittadini e di tanti amministratori. Nell&#8217;aprile del 2013, per questo mio impegno, ho vinto il Goldman Environmental Prize e sono stato invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Sono fortemente convinto che è solo con l&#8217;impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore’.</p>
<p> </p>
<p>‘La reintroduzione del vuoto a rendere (non solo per le bottiglie e il barattolame in vetro, ma anche per i contenitori in plastica PET e per le lattine ferrose e in alluminio) consentirebbe di sottrarre risorse preziose al costoso ciclo dei rifiuti, con significativi risparmi ecologici ed economici: tutte spese attualmente a carico dei cittadini. Si pensi che il solo recupero delle bottiglie di vetro, attraverso la sterilizzazione, consente un risparmio di energia 60 volte maggiore rispetto alla produzione di nuove bottiglie’. </p>
<p>gc</p>
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		<title>Sicilia: troppi rifiuti in discarica. E&#8217; maglia nera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 09:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tasso di raccolta differenziata della Regione Sicilia si attesta al 13,4%: troppi rifiuti finiscono in discarica   Il 93% del totale dei rifiuti, in Sicilia, finisce in discarica. Un percentuale molto alta che fa guadagnare alla regione la maglia nera in tema riciclo. Situazione leggermente migliore, invece, in Calabria, dove in discarica finisce il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24134" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_download-14307-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p align="LEFT"><span><span>Il tasso di raccolta differenziata della Regione Sicilia si attesta al 13,4%: troppi rifiuti finiscono in discarica</span></span></p>
<p>  <span id="more-24135"></span>  </p>
<p align="LEFT"> </p>
<p align="LEFT"><span><span>Il 93% del totale dei <a href="ambiente/rifiuti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rifiuti</a>, in Sicilia, finisce in discarica. Un percentuale molto alta che fa guadagnare alla regione la maglia nera in tema riciclo. Situazione leggermente migliore, invece, in Calabria, dove in discarica finisce il 77% dei rifiuti. Male anche Campania e Lazio, che &#8216;anno ricorso massiccio a impianti di trattamento localizzati in altre Regioni o all&#8217;estero&#8217;. Tra le migliori città per il riciclo, invece, spiccanoVeneto e Trentino Alto Adige che raggiungono quota 64,6%. A dirlo è </span></span>il ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti rilevando che &#8216;ci sono Regioni in cui il quadro impiantistico è molto carente o del tutto inadeguato&#8217;. </p>
<p>Quello che aiuta l&#8217;Italia, è il fatto che tra<span><span> il 2012 e il 2013 vi è stata &#8216;una diminuzione generalizzata della produzione regionale dei rifiuti urbani; contrazioni più evidenti in Basilicata, Valle d&#8217;Aosta, Marche e Abruzzo&#8217;, ha spiegato il ministro in audizione in Commissione Ambiente alla Camera.</span></span></p>
<p> </p>
<p align="LEFT"><span><span>La <a href="ambiente/riciclo" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Raccolta differenziata </a>dei rifiuti urbani funziona molto meglio al nord: dietro Veneto e Trentino Alto Adige, ci sono con il 60% Friuli Venezia Giulia (più precisamente 59,1%) e con più del 55% le Marche; tra il 50% e il 55% si collocano Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Per le regioni del centro, le percentuali scendono: dal 45,9% dell&#8217;Umbria al 42% della Toscana, mentre al 26,1% si attesta il tasso di raccolta differenziata del Lazio. Un&#8217;Italia più carente al sud Italia: bene la Campania, la cui percentuale di raccolta differenziata è pari al 44%. Anche l&#8217;Abruzzo supera il 40%, mentre al 25,8% e al 22% si attestano Basilicata e Puglia. Inferiori al 15% risultano, infine, i tassi di raccolta della regione Calabria (14,7%) e Sicilia (13,4%).</span></span></p>
<p align="LEFT"><span><span>gc </span></span></p>
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		<title>Roma: una discarica abusiva di 6mila metri quadri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 07:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[discarica Roma]]></category>
		<category><![CDATA[La Rustica]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[A Roma, in localita’ La Rustica, è stata scoperta una discarica di 6.000 metri quadri   È stata scoperta, in località La Rustica, dai forestali del Comando provinciale di Roma e da personale del Compartimento Polizia stradale del Lazio, una discarica abusiva di circa 6mila metri quadri, gestita soprattutto da nigeriani. L’operazione, denominata ‘Naira’ come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-19042" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/07/images_igallery_resized_ambientetest_download-11762-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">A Roma, in localita’ La Rustica, è stata scoperta una discarica di 6.000 metri quadri</p>
<p>  <span id="more-19043"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">È stata scoperta, in località <strong>La Rustica</strong>, dai forestali del Comando provinciale di Roma e da personale del Compartimento Polizia stradale del Lazio, una discarica abusiva di circa 6mila metri quadri, gestita soprattutto da nigeriani.</p>
<p class="MsoNormal">L’operazione, denominata ‘Naira’ come la valuta in uso nel paese africano, ha portato al sequestro di un’area recintata, in uso ad un italiano, in cui erano state individuate numerose piazzuole a cielo aperto destinate al deposito di materiali vari ed affittate per lo piu&#8217; a nigeriani. Nelle discariche vi erano <strong>rifiuti</strong> di ogni tipo: parti di veicoli, elettrodomestici usati, pneumatici, abiti e giocattoli nonche&#8217; 129 veicoli, nella maggior parte dei casi furgoni, risultati contenere una miscela delle diverse tipologie di rifiuti rinvenute allo stato sfuso.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">I reati contestati dal Corpo forestale e della Polizia di Stato sono <a href="ambiente/rifiuti"><strong>gestione illecita di rifiuti</strong> </a>e di abuso edilizio in relazione alla realizzazione del piazzale e delle strutture annesse su un terreno originariamente a destinazione agricola.</p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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		<title>Riduzione dei rifiuti, l&#8217;esempio dei supermercati neozelandesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 07:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[supermercati]]></category>
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					<description><![CDATA[Da 11 tonnellate al mese a sole 3,6 da inviare in discarica, ecco il piano di gestione dei rifiuti avviato da Foodstuff La più grande società proprietaria di supermercati in nuova Zelanda Foodstuff ha avviato un rivoluzionario piano di gestione dei rifiuti che promette di ridurre di centinaia di tonnellate gli scarti da destinare alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-18569" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/06/images_igallery_resized_ambiente_taglio.rifiuti.supermarket.neozelandesi-11510-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Da 11 tonnellate al mese a sole 3,6 da inviare in discarica, ecco il piano di gestione dei rifiuti avviato da Foodstuff</p>
<p>  <span id="more-18570"></span>  </p>
<p>La più grande società proprietaria di <strong>supermercati</strong> in nuova Zelanda Foodstuff ha avviato un rivoluzionario piano di gestione dei <strong>rifiuti</strong> che promette di ridurre di centinaia di tonnellate gli scarti da destinare alla <strong>discarica</strong>. </p>
<p>Sono state coinvolte due catene di supermercati Pak&#8217;n Saves e New World. Gli esercizi sono stati provvisti di macchine per la pressatura di scatole di cartone, i <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17877" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>rifiuti</strong></a> di <strong>carne</strong> e prodotti da forno vengono avviati alla trasformazione per diventare cibo per animali, gli scarti di frutta e verdura diventano compost, l’olio viene raccolto in appositi contenitori, il materiale elettrico avviato anch’esso al riciclo.</p>
<p>&#8216;Per arrivare ad attuare il piano nei primi <strong>supermercati</strong> abbiamo impiegato due anni. – spiega Mike Sammons, responsabile per la Sostenibilità di Foodstuff – Siamo partiti a marzo di quest’anno e il nostro obiettivo è arrivare a riciclare tutto quello che si può&#8217;. </p>
<p>La riduzione dei <strong>rifiuti</strong> da inviare in discarica permette anche all’azienda un grosso risparmio di costi. Il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17443" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>progetto</strong></a> ha obiettivi molto ambiziosi: arrivare riciclare l’80% dei <strong>rifiuti</strong> nel primo anno e il 90% in 24 mesi. I risultati ottenuti dai primi <strong>supermercati</strong> coinvolti nel piano sono davvero incoraggianti: il tasso di <strong>rifiuti</strong> riutilizzati si aggira intorno al 76% con una riduzione del materiale inviato in discarica sceso da 11 tonnellate al mese a sole 3,6. Per maggiori informazioni è possibile consultare questo <a href="http://www.foodstuffs.co.nz/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito</a>.</p>
<p>(A.S.)</p>
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		<title>Nuoro: una discarica abusiva in un’area da bonificare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 06:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti e riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[area bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[discarica abusiva]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[A Talana e’ stata scoperta una grande discarica abusiva, meta di chi vuole disfarsi di ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso per l’ambiente   Scoperta una discarica abusiva a Talana (Ogliastra): 5000 metri quadri su un terreno comunale in un&#8217;area di particolare pregio ambientale. La scoperta è avvenuta nel corso di un servizio per verificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-16545" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2014/04/images_igallery_resized_ambientetest_download-10490-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class="MsoNormal">A Talana e’ stata scoperta una grande discarica abusiva, meta di chi vuole disfarsi di ogni sorta di rifiuto, anche pericoloso per l’ambiente</p>
<p>  <span id="more-16546"></span>  </p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Scoperta una <strong>discarica abusiva a Talana</strong> (Ogliastra): 5000 metri quadri su un terreno comunale in un&#8217;area di particolare pregio ambientale. La scoperta è avvenuta nel corso di un servizio per verificare il corretto impiego delle risorse pubbliche stanziate dalla Regione Sardegna per la bonifica di vecchie discariche ormai in disuso. Nel corso del sopralluogo i militari hanno constatato che si e&#8217; formata, in modo disordinato e indifferenziato, una collina di rifiuti di varia natura costituita da pneumatici, batterie di automobili, elettrodomestici, parti di autoveicoli, scarti ferrosi, scarti di materiali edili, bombole del gas ed anche lastre di eternit e alcune fuoriuscite di liquidi inquinanti.</p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal">L’area dove si è formata la <a href="adnkronos/ultim-ora/m5s-venerdi-blitz-alla-discarica-di-malagrotta-ci-sara-anche-grillo"><strong>discarica</strong></a> è stata posta sottosequestro. Solo qualche anno fa l’area era adibita ad una discarica regolare autorizzata, poi con l&#8217;entrata in vigore delle nuove norme in materia di stoccaggio rifiuti, e&#8217; stata dismessa e sarebbe dovuta essere bonificata da parte del Comune. Ma, nonostante i fondi stanziati dalla regione per la bonifica, l&#8217;area e&#8217; in completo stato di abbandono. </p>
<p class="MsoNormal">gc</p>
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