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	<title>digiuno &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Mangiare a metà pomeriggio? Ottima idea!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 07:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cena]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[glicemia]]></category>
		<category><![CDATA[ossidazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è importante cosa introduci nel tuo corpo, ma anche quando lo fai Il ricercatori dell’Università di Alabama a Birmingham (UAB) hanno condotto uno studio sull’alimentazione, scoprendo che il digiuno può causare miglioramenti significativi della glicemia, della pressione e dello stress ossidativo. &#8220;Sappiamo che il digiuno, condotto a intermittenza, migliora il metabolismo e la salute&#8221;, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-36857" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2018/07/images_digiunoafasceroar.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_digiunoafasceroar.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_digiunoafasceroar-300x150.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2018/07/images_digiunoafasceroar-768x384.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<h3>Non è importante cosa introduci nel tuo corpo, ma anche quando lo fai</h3>
<p><span id="more-36858"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatori dell’Università di Alabama a Birmingham (UAB) hanno condotto uno studio sull’alimentazione, scoprendo che il digiuno può causare miglioramenti significativi della glicemia, della pressione e dello stress ossidativo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sappiamo che il digiuno, condotto a intermittenza, migliora il metabolismo e la salute&#8221;, ha detto Courtney Peterson, assistente professore presso il Dipartimento di Scienze della Nutrizione dell&#8217;UAB e uno dei ricercatori dello studio. &#8220;Tuttavia, non sapevamo se questi effetti dipendessero dalla <a href="scienze/scienze-della-salute/mangiare-di-meno-per-vivere-piu-a-lungo.html?highlight=WyJtYW5naWFyZSJd" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quantità di cibo introdotto</a> o dalla perdita di peso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Peterson e il suo team hanno deciso di testare gli effetti dell&#8217;alimentazione “a tempo limitato” (eTRF): secondo questo metodo, una persona è autorizzata a mangiare solo entro un determinato periodo (di solito 10 ore o meno) ogni giorno. La cena, così, avviene a metà pomeriggio e il resto della giornata viene dedicato al digiuno.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno reclutato otto uomini prediabetici, a cui è stato detto di seguire l&#8217;eTRF per cinque settimane e di mangiare normalmente per altre cinque settimane. Nel programma eTRF, i soggetti hanno mangiato entro un periodo di sei ore (tra le 6:30 e le 8:30 e non oltre le tre del pomeriggio) e hanno digiunato per le restanti 18 ore. Nel periodo di “dieta normale”, invece, gli uomini potevano mangiare i loro pasti nell&#8217;arco delle 12 ore. Ovviamente tutti ricevevano sempre gli stessi alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Peterson e i suoi colleghi <a href="https://www.uab.edu/news/research/item/9433-etrf-improves-blood-sugar-control-and-blood-pressure-pilot-study-says" target="_blank" rel="noopener noreferrer">hanno scoperto</a> che l’eTRF portava a una migliore sensibilità all&#8217;insulina, che portava a un migliore controllo della glicemia. Abbassava anche la pressione sanguigna e lo stress ossidativo, così come i livelli di appetito, specialmente la sera.</p>
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		<title>Una proteina contro le malattie legate all&#8217;obesità</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/alimentazione/news-alimentazione/una-proteina-contro-le-malattie-legate-all-obesita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 11:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[peso]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio per prevenire o invertire le infiammazioni causate dai problemi legati all&#8217;aumento patologico del peso Gli scienziati del National Institutes of Health hanno identificato un potenziale bersaglio molecolare per ridurre l&#8217;infiammazione legata all&#8217;obesità. I ricercatori sanno che l&#8217;eccesso di cibo (cioè il consumo eccessivo di calorie) da parte di individui affetti da obesità, spesso scatena [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-29745" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/11/images_igallery_resized_ambientetest_Obesit__-17140-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Uno studio per prevenire o invertire le infiammazioni causate dai problemi legati all&#8217;aumento patologico del peso<br /></span></p>
<p>  <span id="more-29746"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">Gli scienziati del <a href="http://www.nhlbi.nih.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">National Institutes of Health</a> hanno identificato un potenziale bersaglio molecolare per ridurre l&#8217;infiammazione legata all&#8217;obesità. I ricercatori sanno che l&#8217;eccesso di cibo (cioè il consumo eccessivo di calorie) da parte di individui affetti da obesità, spesso scatena un&#8217;infiammazione, che è stata collegata a malattie come asma e diabete di tipo 2. </span></p>
<p>Nel loro studio, pubblicato di recente su <a href="http://www.jci.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">The Journal of Clinical Investigation</a>, i ricercatori raccontano la scoperta di una proteina, conosciuta come SIRT3, che è capace di essere resistente a questa complicazione infiammatoria e che potrebbe potenzialmente prevenire o invertire le malattie associate all&#8217;obesità. </p>
<p>Hanno spiegato che, per comprendere il ruolo di SIRT3, hanno operato attraverso un&#8217;indagine che ha coinvolto 19 volontari sani che hanno digiunato per un periodo di 24 ore. Quindi, prima di tutto, la ricerca ha dimostrato che il digiuno intermittente (o una restrizione calorica che abbassa il numero di calorie per almeno un paio di giorni al mese) riduce l&#8217;infiammazione e, in secondo luogo, ha compreso che questa riduzione dell&#8217;infiammazione è mediata, in parte, dal fatto che a livello molecolare la SIRT3 blocca l&#8217;attività di un&#8217;altra molecola, un complesso proteico, l&#8217;inflammasoma NLRP3, che si attiva come risposta immunitaria intracellulare quando i mitocondri subiscono stress, come nel caso di assunzione di calorie in eccesso. </p>
<p>Utilizzando cellule prese da un gruppo di otto volontari che non hanno digiunato, il team di studiosi ha potuto mostrare che la SIRT3 può essere attivata non solo attraverso il digiuno, ma anche attraverso l&#8217;utilizzo di nicotinamide riboside, un derivato della vitamina B. </p>
<p>Questi primi risultati indicano, dunque, l&#8217;esistenza di un potenziale meccanismo per affrontare le infiammazioni legate all&#8217;obesità – e quindi l&#8217;asma, il diabete di tipo 2, l&#8217;artrite reumatoide e l&#8217;aterosclerosi ad essa collegate: un metodo per ridurre le condizioni che portano le persone affette dai problemi patologici di aumento del peso a una riduzione della qualità della vita e/o alla morte prematura. </p>
<p>E.C.</p>
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		<title>Cosa succede al tuo corpo quando digiuni?</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ecoseven/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-digiuni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 12:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ecoseven]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[intestino]]></category>
		<category><![CDATA[polmoni]]></category>
		<category><![CDATA[reni]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Periodo di depurazione o pratica ascetica? Il digiuno avrebbe degli effetti positivi, ma è meglio non improvvisare Nei periodi di digiuno il sangue è meno impegnato nell&#8217;apparato digerente e quindi può andare in altre parti del corpo, un cambiamento che ha dei lati positivi per la circolazione e le funzioni del cuore. Visto dai polmoni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-25710" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/04/images_igallery_resized_ambientetest_Digiuno_ecoseven-15093-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Periodo di depurazione o pratica ascetica? Il digiuno avrebbe degli effetti positivi, ma è meglio non improvvisare<br /></span></p>
<p>  <span id="more-25711"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Nei periodi di digiuno il sangue è meno impegnato nell&#8217;apparato digerente e quindi può andare in altre parti del corpo, un cambiamento che ha dei lati positivi per la circolazione e le funzioni del cuore.</span></p>
<p>Visto dai polmoni il digiuno accelera il processo di espulsione delle tossine.</p>
<p>Lo stomaco si pulisce e tutte le sostanze dannose vengono eliminate; lo stesso succede per l&#8217;intestino e grazie a questa purificazione il metabolismo è più efficiente.</p>
<p>Il digiuno può essere utile anche per i reni in quanto eliminano il sale e l&#8217;acqua in eccesso e questo stabilizza la pressione arteriosa.</p>
<p>Consideriamo queste indicazioni come uno spunto teorico perché poi bisogna aggiungere anche fattori come la fame e lo stress che potrebbero invece avere effetti negativi sull&#8217;organismo. Se vogliamo ridurre la nostra alimentazione o variare la dieta è sempre meglio prima confrontarci con un medico. Sicuramente gli effetti positivi del digiuno ci fanno capire che le abbuffate, al contrario, non fanno bene all&#8217;organismo. </p>
<p>Ricordiamo che ci sono teorie che consigliano il <a href="https://www.ecoseven.net//?p=24215" target="_blank" rel="noopener noreferrer">digiuno anche per combattere Alzheimer, diabete di tipo 2, aterosclerosi e sclerosi multipla</a>.</p>
<p>a.po </p>
<p> </p>
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		<title>Il digiuno combatte le malattie infiammatorie</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/scienze/il-digiuno-combatte-le-malattie-infiammatorie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 10:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[aterosclerosi e sclerosi multipla]]></category>
		<category><![CDATA[diabete di tipo 2]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[malattie infiammatorie]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro Alzheimer, diabete di tipo 2, aterosclerosi e sclerosi multipla la soluzione potrebbe essere il digiuno (o una dieta ipocalorica) Il digiuno potrebbe aiutare a sconfiggere le malattie da infiammazione come Alzheimer, diabete di tipo 2, aterosclerosi e sclerosi multipla. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare le cure fatta nell’ambito di uno studio dell’Università di Yale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-24214" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2015/02/images_igallery_resized_ambientetest_th__3_-14346-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Contro Alzheimer, diabete di tipo 2, aterosclerosi e sclerosi multipla la soluzione potrebbe essere il digiuno (o una dieta ipocalorica)</p>
<p>  <span id="more-24215"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Il digiuno potrebbe aiutare a sconfiggere le malattie da infiammazione come</span><a href="https://www.ecoseven.net//?p=23592" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer"> Alzheimer</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">, diabete di tipo 2, aterosclerosi e sclerosi multipla. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare le cure fatta nell’ambito di uno studio dell’Università di Yale pubblicato come ‘lettera’ su </span><a href="http://www.nature.com/nm/journal/vaop/ncurrent/full/nm.3804.html" target="_blank" style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;" rel="noopener noreferrer">Nature Medicine</a><span style="font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">, che promette buoni risultati anche con una dieta ipocalorica.</span></p>
<p>Il digiuno o la dieta ipocalorica andrebbero a produrre il beta-idrossibutirrato  (BHB). Questo metabolita si comporterebbe come un inibitore diretto dell’NLRP3 (NOD-like receptor (NLR) family, pyrin domain–containing protein 3), parte di un complesso di proteine, chiamato ‘inflammasoma’, che provoca la risposta infiammatoria che si ritrova alla base di tante patologie.</p>
<p>Il BHB  che il nostro organismo produce in assenza di energia esterna (che si può ottenere con una dieta ipocalorica o una dieta chetonica) andrebbe quindi a ridurre l’infiammazione. ‘E’ una scoperta importante  poiché metaboliti endogeni come il BHB, in grado di bloccare l’inflammasoma NLRP3 potrebbero rivelarsi di grande aiuto in una serie di contesti clinici, quelli delle malattie infiammatorie appunto e laddove vi siano delle mutazioni dei geni NLRP3. I risultati del nostro studio suggeriscono che la dieta chetogenica, il digiuno o l’esercizio fisico ad elevata intensità, portano l’organismo a produrre metaboliti quali il BHB, in grado di ridurre l’inflammasoma NLRP3’, spiega il professor VishwaDeep Dixit, Sezione di Medicina Comparativa presso la Yale School of Medicine (USA)<span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">.</span></p>
<p><span style="font-size: 11.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Calibri','sans-serif'; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">gc</span></p>
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