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	<title>Diga &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>LA NUOVA DIGA SUL NILO AZZURRO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 06:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
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					<description><![CDATA[Inaugurata in Etiopia ma non piace all’Egitto Forma di energia rinnovabile e pulita che origina dall&#8217;acqua, l&#8217;energia idroelettrica (detta anche energia idraulica) è l&#8217;energia che sfrutta grandi masse d&#8217;acqua movimentate dalla gravità o convogliate in dighe, chiuse, canali e ponti. L&#8217;acqua in caduta o in movimento produce energia cinetica, la quale a sua volta viene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 align="justify"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-143007" src="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/nile-4609697_1280.jpg" alt="diga sul nilo" width="800" height="533" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/nile-4609697_1280.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/nile-4609697_1280-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2022/03/nile-4609697_1280-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></h3>
<h3 align="justify">Inaugurata in Etiopia ma non piace all’Egitto</h3>
<p><span id="more-143006"></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a>Forma di energia rinnovabile e pulita che origina dall&#8217;acqua, <b>l&#8217;energia idroelettrica </b>(detta anche <b>energia idraulica</b>) è l&#8217;energia che sfrutta grandi masse d&#8217;acqua movimentate dalla gravità o convogliate in dighe, chiuse, canali e ponti. L&#8217;acqua in caduta o in movimento produce energia cinetica, la quale a sua volta viene trasformata in energia elettrica grazie ad appositi impianti muniti di turbine e alternatore.</p>
<p align="justify">Questa è l’idea per sfruttare al massimo l’acqua del Nilo Azzurro, grazie ad una Diga.</p>
<p align="justify">E’ un fiume dell&#8217;Africa, chiamato anche Abbai o Abai, lungo 1.610 km.</p>
<p align="justify">Ha origine dall&#8217;Altopiano Etiopico, presso il lago Tana. Dopo aver attraversato l&#8217;Etiopia verso sud, il fiume piega verso nord-ovest attraverso il Sudan, dove prende il nome di Bahr al Azraq. Giunto a Karthoum si unisce al Nilo Bianco, formando <b>il Nilo</b>.</p>
<p align="justify">La diga, chiamata Grand Ethiopian Renaissance Dam, o in sigla GERD, è il più grande impianto idroelettrico mai costruito in Africa e dal 2011, quando iniziò la sua costruzione, è al centro di una contesa tra l’Etiopia e l’Egitto.</p>
<h4 align="justify"><b>L’Egitto è preoccupato per la costruzione dell’impianto.</b></h4>
<p align="justify">Negli ultimi anni i governi dei due paesi si sono accusati reciprocamente di non rispettare le norme internazionali sulla gestione e lo sfruttamento dell’acqua del Nilo. L’Egitto ha sostenuto che un progetto come la diga non potesse essere realizzato senza il suo consenso, a causa di due accordi internazionali con il Sudan, uno risalente al 1929, durante l’età coloniale, e l’altro al 1959: il primo dà all’Egitto il potere di veto sulla costruzione di infrastrutture lungo il corso del Nilo; il secondo stabilisce che all’Egitto spetti circa il 66 per cento delle acque del Nilo, e il 22 per cento al Sudan.</p>
<p align="justify">Il governo etiope ha replicato di non riconoscere gli accordi, dato che furono firmati senza coinvolgere l’Etiopia, e di avere quindi il diritto di sviluppare il proprio progetto.</p>
<p align="justify">Sia il Sudan che l&#8217;Egitto temono che il processo di riempimento della diga possa influenzare pesantemente il livello dell&#8217;acqua del fiume nelle rispettive sezioni.</p>
<p align="justify">Ma il premier <b>Abiy Ahmed Ali</b> alla cerimonia inaugurale ha dichiarato: “<i>L&#8217;inizio della produzione di elettricità da questa diga è una benedizione non solo per noi, ma anche per l&#8217;Egitto e il Sudan&#8221;.</i></p>
<p align="justify">All’’inaugurazione (oltre alla presenza del primo ministro Abiy Ahmed) c’era anche Pietro Salini, amministratore delegato di<strong> WeBuild</strong>, la multinazionale di costruzioni italiana che fino al 2020 si chiamava Salini Impregilo. L’azienda ha costruito anche un’altra grande diga in Etiopia, sul fiume Omo: si chiama Gilgel Gibe III ed è stata completata nel 2015.</p>
<p align="justify"><em><strong>D.T.</strong></em></p>
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		<title>In Portogallo, la prima centrale idroelettrica al mondo che si combina con il fotovoltaico</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/in-portogallo-la-prima-centrale-idroelettrica-al-mondo-che-si-combina-con-il-fotovoltaico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 11:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
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		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Utilizzando celle fotovoltaiche galleggianti, la diga portoghese raccoglie la luce del sole durante il giorno e produce energia idroelettrica durante la notte (e durante le ore di punta) La diga Alto Rabagão, attualmente in servizio in Portogallo, è stata dotata di 840 pannelli solari galleggianti che aumentano la sua capacità totale di 68 MWh, rendendola [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-34420" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/08/images_Alto_Rabagao.png" alt="" width="700" height="434" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_Alto_Rabagao.png 700w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/08/images_Alto_Rabagao-300x186.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Utilizzando celle fotovoltaiche galleggianti, la diga portoghese raccoglie la luce del sole durante il giorno e produce energia idroelettrica durante la notte (e durante le ore di punta)</p>
<p>  <span id="more-34421"></span>  </p>
<p>La diga Alto Rabagão, attualmente in servizio in Portogallo, è stata dotata di 840 pannelli solari galleggianti che aumentano la sua capacità totale di 68 MWh, rendendola la prima centrale al mondo che unisce all&#8217;idroelettrico il solare fotovoltaico. Entro il suo primo anno, la stazione dovrebbe generare 332 MWh, abbastanza per alimentare 100 case per un anno.</p>
<p>I pannelli sono stati creati da Ciel&amp;Terre International (<a href="http://www.ciel-et-terre.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">C&amp;T</a>), sviluppatori del sistema solare <a href="http://www.ciel-et-terre.net/hydrelio-technology/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hydrelio</a>, un sistema progettato per consentire a pannelli fotovoltaici flottanti (FPV) realizzati in materiali riciclabili di essere installati su grandi corpi d&#8217;acqua piuttosto che occupare spazio prezioso sulla terra. I pannelli, inoltre, sono progettati anche per proteggere parzialmente l&#8217;acqua, contribuendo a ridurre l&#8217;evaporazione e la crescita delle alghe, e per ridurre l&#8217;erosione dello sponde, riducendo le onde all&#8217;interno del bacino idrico.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dei pannelli FPV di è quello di generare energia massimizzando l&#8217;uso di un corpo artificiale d&#8217;acqua: l&#8217;installazione dei pannelli sulle dighe rende gli impianti più redditizi e permette di generare più energia – i pannelli assorbono la luce del sole durante le ore diurne e l&#8217;idroelettrico può essere utilizzato durante la notte i picchi.<br />C&amp;T ha stimato che se solo il 10% delle 50 più grandi dighe del mondo fosse dotato di questi pannelli, potrebbero essere prodotti 400 GW di energia elettrica solare.</p>
<p>Il Portogallo ha creato il clima giusto per il successo di questo progetto, promuovendo forti politiche in materia di energie rinnovabili. Ne è un esempio questa soluzione ibrida, che mostra come i sistemi energetici esistenti possono essere potenziati da nuove tecnologie per creare soluzioni di energia pulita.</p>
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		<title>Salvo il cuore dell&#8217;Amazzonia: annullato il mega progetto della diga brasiliana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 08:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[indigeni]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli indigeni del popolo Munduruku festeggiano. Il loro territorio è salvo Il progetto della mega diga idroelettrica a São Luiz do Tapajós è stato annullato dall&#8217;Istituto Brasiliano delle Risorse Naturali Rinnovabili e Ambientali. Il cuore dell&#8217;Amzzonia è salvo e Greenpeace applaude alla decisione di annullare questa licenza: la diga avrebbe causato danni irreversibili per l&#8217;ambiente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-32242" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/09/images_Diga_Amazzonia_Brasile.jpg" alt="" width="799" height="536" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Diga_Amazzonia_Brasile.jpg 799w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Diga_Amazzonia_Brasile-300x201.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2016/09/images_Diga_Amazzonia_Brasile-768x515.jpg 768w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Gli indigeni del popolo Munduruku festeggiano. Il loro territorio è salvo</p>
<p>  <span id="more-32243"></span>  </p>
<p>Il progetto della mega diga idroelettrica a São Luiz do Tapajós è stato annullato dall&#8217;Istituto Brasiliano delle Risorse Naturali Rinnovabili e Ambientali.</p>
<p>Il cuore dell&#8217;Amzzonia è salvo e Greenpeace applaude alla decisione di annullare questa licenza: la diga avrebbe causato danni irreversibili per l&#8217;ambiente e minacciato le terre e la sopravvivenza del popolo indigeno Munduruku.</p>
<p>&#8220;Noi, gli indigeni Munduruku, siamo molto felici nell’apprendere questa notizia. Questo risultato è molto importante per noi. Ora continueremo a combattere contro le altre dighe che minacciano il nostro fiume&#8221;, ha commentato Arnaldo Kaba Munduruku, rappresentante generale del popolo Munduruku.</p>
<p>Ma ci sono altri 42 progetti idroelettrici previsti sul bacino del fiume Tapajós e molti altri in tutta l&#8217;area amazzonica. Secondo Greenpeace le dighe finora costruire in Amazzonia hanno avuto impatti significativamente negativi sulle comunità indigene, l&#8217;ambiente e sono state implicate in scandali di corruzione.</p>
<p>&#8220;Questa è una grande vittoria per gli indigeni Munduruku, che vivono nella regione Tapajós da generazioni e le cui tradizioni e diritti erano profondamente minacciati dalla diga. È una grande vittoria anche per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Foresta Amazzonica e dei suoi abitanti, umani e non, e che hanno voluto sostenere i Munduruku in questa battaglia&#8221; afferma Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia.</p>
<p>“Chiediamo al governo brasiliano di completare immediatamente la demarcazione ufficiale del territorio dei Munduruku e di scegliere un modello di sviluppo basato sull’efficienza energetica e l’impiego di energia veramente sostenibile, come quella solare ed eolica. Chiediamo inoltre a Siemens e tutte le altre aziende che avevano mostrato interesse a partecipare al mega-progetto di São Luiz do Tapajós di impegnarsi in favore della protezione dell’Amazzonia e di promuovere progetti lungimiranti, capaci di portare benefici all’ambiente e ai Paesi che li accolgono, invece di minacciarli” conclude Borghi.</p>
<p>E non ci sono solo le dighe a minacciare l&#8217;Amazzonia, <a href="https://www.ecoseven.net//?p=17745" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche le coltivazioni di soia sono un pericolo.</a></p>
<p><a href="https://www.ecoseven.net//?p=17745" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></p>
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		<title>Iraq, diga a rischio: una minaccia per milioni di persone</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/iraq-diga-a-rischio-una-minaccia-per-milioni-di-persone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Diga]]></category>
		<category><![CDATA[Mosul]]></category>
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					<description><![CDATA[La più grande diga irachena potrebbe crollare da un momento all&#8217;altro: sarà una ditta italiana ad occuparsene La guerra civile con l&#8217;Iran, la guerra del Golfo, il conflitto con l&#8217;Isis: l&#8217;Iraq è un Paese difficile, che si trova in un luogo complicato e pieno di storia. Nel tempo, tutte queste guerre hanno gravemente danneggiato le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-30960" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2016/03/images_igallery_resized_ambientetest_diga_mosul-17772-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La più grande diga irachena potrebbe crollare da un momento all&#8217;altro: sarà una ditta italiana ad occuparsene<br /></span></p>
<p>  <span id="more-30961"></span>  </p>
<p><span style="font-size: 12.16px; line-height: 1.3em;">La guerra civile con l&#8217;Iran, la guerra del Golfo, il conflitto con l&#8217;Isis: l&#8217;Iraq è un Paese difficile, che si trova in un luogo complicato e pieno di storia. Nel tempo, tutte queste guerre hanno gravemente danneggiato le sue infrastrutture, oltre a minare la sua stabilità politica. E, come se tutto questo non bastasse, <a href="http://iraq.usembassy.gov/consular/us/warden/security-message-to-u.s.-citizens-february-29-2016" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;allarme che è stato lanciato dall&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad </a>annuncia che il Paese potrebbe dover affrontare molto presto un&#8217;altra catastrofe: il crollo della sua più grande diga.</span></p>
<p>I funzionari americani a Baghdad hanno rivelato che la diga di Mosul potrebbe crollare e che l&#8217;inondazione che conseguirebbe al crollo potrebbe provocare lo sfollamento e la morte di oltre un milione e mezzo di persone.</p>
<p>Costruita nel 1984, questa diga regola il flusso del fiume Tigri per la fornitura dell&#8217;energia idroelettica a un milione di iracheni. La diga è in grado di contenere tre miliardi di litri d&#8217;acqua ed è  la chiave per la sopravvivenza nel deserto della nazione. Essendo stata costruita su una base di gesso, un minerale morbido che si scioglie facilmente in acqua, risente fortemente della costante erosione causata dalla stessa sostanza che contiene. Per questo, gli ingegneri hanno usato nella sua manutenzione un mix di boiacca di cemento per riempire i buchi che sono apparsi nel tempo.</p>
<p>Il problema è che questa manutenzione è stata interrotta nel mese di agosto del 2014, quando le forze dell&#8217;ISIS si sono impadronite della diga per oltre una settimana. Anche se i militanti non hanno danneggiato intenzionalmente la diga, la loro breve presenza ha causato conseguenze a lungo termine: molti dei lavoratori non hanno ripreso il lavoro e non si è potuti tornare a una manutenzione regolare. </p>
<p>Il rischio maggiore di collasso si verificherà tra la fine di febbraio e la metà di maggio, quando il fiume Tigri sarà al suo massimo, e il pericolo investirà la città di Mosul, con il rischio di morte per 500.000 persone, mentre un altro milione vedrebbe la propria casa distrutta. </p>
<p>È di qualche giorno fa la notizia che sarà proprio l&#8217;Italia ad occuparsi del problema: il governo iracheno ha firmato un <a href="http://www.trevispa.com/viewdoc.asp?co_id=87" target="_blank" rel="noopener noreferrer">accordo con la ditta Trevi</a>, una società italiana che curerà le molte riparazioni necessarie alla diga. Inoltre, il governo italiano invierà circa 500 militari per mettere in sicurezza il cantiere.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
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