<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>diatomee &#8211; Ecoseven</title>
	<atom:link href="https://www.ecoseven.net/tag/diatomee/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ecoseven.net</link>
	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Mar 2020 13:06:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Le alghe che manipolano la luce</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-alghe-che-manipolano-la-luce/</link>
					<comments>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-alghe-che-manipolano-la-luce/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 15:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[diatomee]]></category>
		<category><![CDATA[Diatomme]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mignani.it/?p=35114</guid>

					<description><![CDATA[Le diatomee potrebbero essere una risorsa per le tecnologie solari Probabilmente l&#8217;abbiamo studiata a scuola questa tipologia di alghe, le diatomee, che prolificano nelle acque marine, ma quello che sicuramente non ci è stato insegnato è che questi organismi monocellulari – che sono poco costosi e possono essere trovati in diversi tipi di acqua e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-35113" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_diatomee.jpg" alt="" width="450" height="289" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_diatomee.jpg 450w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_diatomee-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>Le diatomee potrebbero essere una risorsa per le tecnologie solari</p>
<p>  <span id="more-35114"></span>  </p>
<p>Probabilmente l&#8217;abbiamo studiata a scuola questa tipologia di alghe, le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bacillariophyceae" target="_blank" rel="noopener noreferrer">diatomee</a>, che prolificano nelle acque marine, ma quello che sicuramente non ci è stato insegnato è che questi organismi monocellulari – che sono poco costosi e possono essere trovati in diversi tipi di acqua e anche nelle cortecce degli alberi – sono in grado di manipolare la luce. Recentemente, gli scienziati hanno deciso di sfruttare questa caratteristica delle alghe per inserirle nelle celle solari organiche e migliorare la loro efficienza energetica.</p>
<p>La domanda, infatti, è: le diatomee potrebbero essere la chiave per una migliorata tecnologia solare?</p>
<p>Per questo, è nato lo <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1566119917304470" target="_blank" rel="noopener noreferrer">studio</a>&nbsp;condotto dal gruppo di ricerca di <a href="https://www.yale.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yale</a>, <a href="https://www.princeton.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Princeton</a>, <a href="http://www.lincoln.edu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lincoln</a>&nbsp;e del <a href="https://www.nasa.gov/centers/glenn/home/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Glenn Research Center</a>&nbsp;della NASA, per riuscire ad utilizzare queste alghe nelle celle solari organiche, un&#8217;alternativa a basso costo delle tradizionali celle solari.</p>
<p>Solitamente le cellule solari organiche soffrono di un problema di progettazione: avendo bisogno di strati sottili peccano spesso di un&#8217;efficienza limitata. Le nanostrutture che catturano e diffondono la luce possono aiutare a superare questo problema, ma in genere sono troppo costose per la produzione su larga scala. Le diatomee, invece, sono economiche e abbondanti sulla terra, per questo sono così interessanti. Gli scienziati le hanno messe proprio nel livello attivo delle cellule solari e hanno visto gli stessi livelli di uscita elettrica anche quando tagliano la quantità di materiale necessario per il livello attivo.</p>
<p>Si pensa che si potranno ottenere risultati ancora migliori utilizzando specie diverse e adattandole alle dimensioni corrette.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ecoseven.net/canali/speciali/le-alghe-che-manipolano-la-luce/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
