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	<title>Designer &#8211; Ecoseven</title>
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	<description>Notizie sulla mobilità ecosostenibile</description>
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		<title>Case artistiche per insetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 14:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[case per insetti]]></category>
		<category><![CDATA[Designer]]></category>
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					<description><![CDATA[Una designer inventa delle sculture che possono essere rifugi per insetti che vivono nelle aree urbane La designer francese Marlène Huissoud&#160;ha appena presentato «Please Stand By», una serie di sculture progettate per essere rifugi sicuri per gli insetti che vivono nelle aree urbane. La collezione comprende una serie di «case» progettate specificamente per impollinatori come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una designer inventa delle sculture che possono essere rifugi per insetti che vivono nelle aree urbane</p>
<p>  <span id="more-38634"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">La designer francese <a href="http://www.marlene-huissoud.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marlène Huissoud</a>&nbsp;ha appena presentato «<a href="http://www.marlene-huissoud.com/please-sant-by-i-2019/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Please Stand By</a>», una serie di sculture progettate per essere rifugi sicuri per gli insetti che vivono nelle aree urbane.</p>
<p style="text-align: justify;">La collezione comprende una serie di «<strong>case» progettate specificamente per impollinatori come api, vespe e farfalle</strong>. Realizzate in argilla non cotta e in toni neutri, per mantenerle il più primitivi possibile, queste sculture sono rivestite con un legante naturale per renderle resistenti alle intemperie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sistemazioni degli insetti sono punteggiate da più fori per consentirgli di muoversi liberamente all&#8217;interno.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto raccontato dalla stessa Huissoud, la sua ispirazione per creare le case degli insetti si muove a partire da un recente studio scientifico che ha letto e che raccontava che oltre il 40% della popolazione degli insetti è in declino, con una situazione che peggiora di anno in anno. Al fine di attirare l&#8217;attenzione sulla difficile situazione della popolazione mondiale degli insetti, l&#8217;artista ha creato degli habitat adatti a loro, al fine di offrire un rifugio sicuro alle creature che nidificano e vanno in letargo nelle aree urbane.</p>
<p style="text-align: justify;">La collezione unica è stata presentata per la prima volta durante il <a href="https://www.londondesignfestival.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">London Design Festival</a>, ma ora può essere trovata nello studio di Huissoud a Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;artista spera di poter installare i suoi pezzi in vari giardini al fine di aiutare a sostenere la popolazione di insetti e dare quindi il suo contributo al dramma ambientale che abbiamo causato usando tutte le risorse del nostro pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dando una mano agli insetti gli permetterà di resistere, nonostante tutte le situazioni avverse.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spremute d&#8217;arancia in bicchieri di bucce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 14:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[arance]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastica]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Ratti Associati]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dispositivo di design usa le arance per produrre succo da servire in bicchieri usa e getta, creati con le bucce dei frutti che spreme Lo studio di design internazionale Carlo Ratti Associati&#160;ha sviluppato un macchinario che sembra un enorme spremiagrumi, ma che non si limita a servire spremute; ha una produzione circolare sperimentale, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-38400" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT.jpg" alt="" width="806" height="420" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT.jpg 806w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT-300x156.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/10/images_foto2019_Ottobre_2019_Spremuta_arance_CUT-768x400.jpg 768w" sizes="(max-width: 806px) 100vw, 806px" /></p>
<p>Un dispositivo di design usa le arance per produrre succo da servire in bicchieri usa e getta, creati con le bucce dei frutti che spreme</p>
<p>  <span id="more-38401"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di <em>design</em> internazionale <a href="https://carloratti.com/project/feel-the-peel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carlo Ratti Associati</a>&nbsp;ha sviluppato un macchinario che sembra un enorme spremiagrumi, ma che non si limita a servire spremute; ha una produzione circolare sperimentale, che gli permette di utilizzare il filamento ricavato dalle bucce di arancia che avanzano per stampare in 3D tazze usa e getta, permettendo di gustare il succo rinfrescante senza creare il rifiuto del bicchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa macchina si chiama <strong><em>«Feel the Peel»</em> </strong>e si trova nel «<em>Feel the Peel Juice Bar</em>», che è il nome dell&#8217;intero <strong>prototipo</strong>, un vero e proprio c<strong>hiosco di spremute</strong>, <strong>progettato in collaborazione con la società</strong> energetica globale <strong>Eni</strong>. Si tratta di una macchina spremiagrumi arancione alta 3 metri e sormontata da un&#8217;enorme cupola composta da una spirale circolare, che può contenere fino a 1.500 arance. La stampante 3D è installata alla base.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta effettuato l&#8217;ordine per il succo appena spremuto, parte la danza: le arance scivolano verso il basso fino allo <strong>spremiagrumi</strong>, che <strong>estrae il succo</strong> dalle due metà; <strong>poi le bucce</strong> cadono attraverso un tubo e vanno ad accumularsi sul fondo della macchina, dove vengono essiccate, macinate e mescolate con acido polilattico (PLA), che <strong>le converte in materiale bioplastico</strong>. A quel punto, la bioplastica viene riscaldata e fusa in un filamento, che viene utilizzato dalla stampante 3D integrata nella macchina per creare, sul posto, tazze riciclabili che vengono riempite con il succo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prototipo, molto innovativo, è uno studio di come anche le più semplici azioni quotidiane della nostra vita possano far parte di un&#8217;<a href="https://www.ecoseven.net/ambiente/economia/economia-circolare-oggi-possibili-modelli-sostenibili-di-business.html?highlight=WyJlY29ub21pYSIsImVjb25vbWlhJy4iLCJjaXJjb2xhcmUiLCJlY29ub21pYSBjaXJjb2xhcmUiXQ==" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>economia circolare</strong></a> a zero sprechi.</p>
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		<title>Piante che stanno bene anche senza di noi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/arredamento/piante-che-stanno-bene-anche-senza-di-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2019 18:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ingegneri inventano vasi auto-irriganti fatti con materiali riciclati al 100% Le nostre partenze, soprattutto nei mesi estivi (che vedono le temperature alzarsi e la vita idrica delle piante farsi più difficile), comportano una scelta: o mettiamo il nostro basilico in salvo da qualche amico, o mandiamo qualcuno a innaffiarci le violette oppure rischiamo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38306" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Vasi_autoirriganti_2_CUT.jpg" alt="" width="804" height="404" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Vasi_autoirriganti_2_CUT.jpg 804w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Vasi_autoirriganti_2_CUT-300x151.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/09/images_foto2019_Settembre_2019_Vasi_autoirriganti_2_CUT-768x386.jpg 768w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></p>
<p>Gli ingegneri inventano vasi auto-irriganti fatti con materiali riciclati al 100%</p>
<p>  <span id="more-38307"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Le nostre partenze, soprattutto nei mesi estivi (che vedono le temperature alzarsi e la vita idrica delle piante farsi più difficile), comportano una scelta: o mettiamo il nostro basilico in salvo da qualche amico, o mandiamo qualcuno a innaffiarci le violette oppure rischiamo di tornare a casa dopo le vacanze e trovare tutte le nostre amiche verdi in pessimo stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da oggi, però, c&#8217;è anche una nuova possibilità. Un <em>team</em> di ingegneri appassionati di piante, infatti, ha progettato degli <strong>innovativi vasi auto-irriganti</strong>: si chiamano&nbsp;<em><strong><a href="https://www.potrpots.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">POTR Pots</a></strong></em>: sono realizzati con materiali riciclati al 100% e danno alle piante la <em>chance</em> di gestirsi da sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Inventati dai<em> designer</em> scozzesi Andrew Flynn e Martin Keane, i <em>POTR Pots</em> sono stati lanciati su <a href="https://www.kickstarter.com/projects/potr/potr-eco-self-watering-origami-plant-pots-quickstarter" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Kickstarter</em></a>&nbsp;come prototipi di «vasi <em>eco-friendly</em> per il XXI secolo». I componenti con cui sono stati realizzati questi prototipi, in effetti, sono molto <strong>ecologici</strong>, visto che il <em>team</em> ha usato <strong>materiali riciclati al 100%</strong>, che possono, a loro volta, essere riciclati al termine della vita utile dei vasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, tutti i materiali utilizzati, principalmente il polipropilene riciclato, sono stati acquistati in luoghi vicini all&#8217;azienda, per ridurre l&#8217;impronta di carbonio complessiva del progetto; l&#8217;uso del polipropilene riciclato fa sì che i vasi, oltre ad essere ecologici, <strong>sono anche incredibilmente flessibili e resistenti</strong> – dovessero cadere a terra non si spezzeranno in migliaia di pezzi come fanno i normali vasi di terracotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra particolarità è che la struttura dei <em>POTR Pots</em> è pensata <strong>come un origami</strong>, quindi l&#8217;imballaggio del prodotto diventa praticamente bidimensionale: per aprirlo, basta tirare il piccolo cordone di cotone riciclato<em> <a href="https://bobbiny.com/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bobbiny</a></em>– in questo modo il vaso si allarga e si può posizionare dentro la pianta.</p>
<p style="text-align: justify;">Pratici e facili da usare, i vasi sono disponibili in varie dimensioni, per aiutarci a non fare avere sete ai nostri amati giardini urbani.</p>
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		<title>Jeans più sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2019 11:22:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[La Ellen MacArthur Foundation ha lanciato nuove linee guida per definire delle pratiche migliori nella produzione del denim Il jeans nasce come indumento da lavoro: dopo il suo brevetto, alla fine dell&#8217;Ottocento, era utilizzato come copertura sopra gli abiti per proteggere dallo sporco. Quando, poi, è diventato un pantalone ha comunque mantenuto il suo status [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-38057" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_jeans_sostenibili.jpg" alt="" width="800" height="396" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_jeans_sostenibili.jpg 800w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_jeans_sostenibili-300x149.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2019/07/images_foto2019_jeans_sostenibili-768x380.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La Ellen MacArthur Foundation ha lanciato nuove linee guida per definire delle pratiche migliori nella produzione del denim</p>
<p>  <span id="more-38058"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;">Il jeans nasce come indumento da lavoro: dopo il suo brevetto, alla fine dell&#8217;Ottocento, era utilizzato come copertura sopra gli abiti per proteggere dallo sporco. Quando, poi, è diventato un pantalone ha comunque mantenuto il suo status di abito destinato a durare. Almeno fino ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">I popolari pantaloni in denim sono spesso elastici, leggeri e talmente tinti (o stinti) che durano molto poco rispetto ai loro avi. Per questo, molti produttori e designer di jeans dicono da tempo che è arrivato il momento di ripensare il modo in cui questi sono realizzati.<br />Nel tentativo di risolvere questo problema, la <a href="https://www.ellenmacarthurfoundation.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ellen MacArthur Foundation</a>, che si occupa dal 2010 di «accelerare la transizione verso un&#8217;economia circolare», ha appena pubblicato una serie di linee guida denominate &#8216;The Jeans Redesign&#8217;, che mirano ad affrontare tutti i problemi legati ai rifiuti, all&#8217;inquinamento e alle altre pratiche dannose che sono provocate dall&#8217;industria del denim.</p>
<p style="text-align: justify;">Come hanno scritto nel loro <a href="https://www.ellenmacarthurfoundation.org/news/make-fashion-circular-launches-the-jeans-redesign" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunicato stampa</a>: «Le linee guida si basano sui principi dell&#8217;economia circolare e lavoreranno per garantire che i jeans durino più a lungo, possano essere facilmente riciclati e realizzati in modo migliore per l&#8217;ambiente e la salute dei lavoratori dell&#8217;abbigliamento».</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, secondo queste linee guida: i jeans devono essere progettati in modo che possano resistere ad almeno 30 lavaggi; devono avere informazioni chiare sulle etichette, contenere almeno il 98% di fibre di cellulosa prodotte con metodi di coltivazione rigenerativi, organici o di transizione; non devono utilizzare sostanze chimiche pericolose; non devono avere rivetti metallici (o ne devono avere un numero minimo); devono essere facilmente riciclabili e devono fornire informazioni su ogni componente del capo. Solo in questo modo, le aziende potranno utilizzare il logo &#8216;The Jeans Redesign&#8217; sui loro pantaloni, per il quale &#8211; comunque &#8211; verranno rivalutate ogni anno.<br />Entro il 2020 si potranno trovare in vendita jeans con queste caratteristiche, anche se ci sono già esempi virtuosi come la <a href="https://www.ecoseven.net/benessere/news-benessere/jeans-ecologici-per-ogni-occasione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">linea di jeans ecologici di Meridian Line.</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>La polvere di stelle arriva fino a noi</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/casa/news-casa/la-polvere-di-stelle-arriva-fino-a-noi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 14:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Designer]]></category>
		<category><![CDATA[Povere di stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Due designer olandesi stanno raccogliendo la polvere di stelle dai tetti per poterla utilizzare Molti nemmeno se lo immaginano ma, ogni anno, dalle 37.000 alle 78.000 tonnellate di polvere di stelle cadono sulla superficie terrestre. Si tratta di una polvere costituita da micrometeoriti che riescono ad attraversare l&#8217;atmosfera terrestre e arrivare fino a noi.&#160; Per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-35105" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design.jpg" alt="" width="889" height="593" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design.jpg 889w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design-300x200.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/11/images_polvere_di_stelle_design-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" /></p>
<p>Due designer olandesi stanno raccogliendo la polvere di stelle dai tetti per poterla utilizzare</p>
<p>  <span id="more-35106"></span>  </p>
<p>Molti nemmeno se lo immaginano ma, ogni anno, dalle 37.000 alle 78.000 tonnellate di polvere di stelle cadono sulla superficie terrestre. Si tratta di una polvere costituita da micrometeoriti che riescono ad attraversare l&#8217;atmosfera terrestre e arrivare fino a noi.&nbsp;</p>
<p>Per la prima volta qualcuno – ovvero due designer olandesi – ha deciso di raccogliere questo materiale raro dai tetti dei Paesi Bassi. Si chiamano <a href="http://kirstievannoort.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kirstie van Noot</a>&nbsp;e <a href="http://www.xandravandereijk.nl/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Xandra van der Eijk</a>&nbsp;le due designer e sono in esplorazione di varie modalità in cui usare questi mini-meteoriti, preziosa risorsa letteralmente caduta dal cielo.</p>
<p>Kirstie e Xandra ritengono che la polvere di stelle potrebbe diventare una nuova possibilità in un mondo che sta rapidamente dando fondo alle proprie risorse naturali, un&#8217;alternativa al fatto che sia tutto ciò che è indispensabile che ciò che ci sembra meramente necessario viene preso senza remore dalla terra, creando molti danni alla sopravvivenza delle specie con cui condividiamo questo pianeta e anche alla nostra.</p>
<p>Per recuperare la polvere di stelle, la coppia di artiste prima raccoglie il materiale dalle grondaie dopo le piogge e dai tetti delle case; poi incenerisce tutto e usa dei magneti per estrarre le particelle per un&#8217;ispezione e infine procede allo studio della forma e della composizione di queste particelle, per identificare quali di queste vengono dallo spazio.</p>
<p>Recentemente, le due designer hanno esposto in una mostra la polvere di stelle – una mostra dal titolo <a href="http://www.dutchinvertualscollected.nl/product/as-above-so-below/#.WejS2Ndl_IX" target="_blank" rel="noopener noreferrer">As above, so below</a>&nbsp;ovvero: «come sopra, così sotto» – al <a href="http://www.londondesignfestival.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">London Design Festival 2017</a>. La mostra comprendeva sia la polvere di stella sia un solido cubico in materiale meteoritico.</p>
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		<item>
		<title>Il lavoro del futuro? L&#8217;Innovation Designer! E c&#8217;è un corso gratuito per i giovani che vogliono imparare</title>
		<link>https://www.ecoseven.net/ambiente/news-ambiente/il-lavoro-del-futuro-l-innovation-designer-e-c-e-un-corso-gratuito-per-i-giovani-che-vogliono-imparare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Ecoseven]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2017 09:05:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Samsung Innovation Camp: il programma gratuito dedicato agli under 30 per diventare Innovation Designer.&#160;Il corso unisce formazione online di alta qualità a speciali contributi di esperti di marketing e tecnologia Il mondo del lavoro cambia a una velocità tale che ogni anno si affacciano sul mercato nuove figure professionali, soprattutto nel campo della tecnologia. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-33802" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2017/05/images_Samsung_Innovation_Camp.jpg" alt="" width="944" height="616" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Samsung_Innovation_Camp.jpg 944w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Samsung_Innovation_Camp-300x196.jpg 300w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2017/05/images_Samsung_Innovation_Camp-768x501.jpg 768w" sizes="(max-width: 944px) 100vw, 944px" /></p>
<p>Samsung Innovation Camp: il programma gratuito dedicato agli under 30 per diventare Innovation Designer.&nbsp;Il corso unisce formazione online di alta qualità a speciali contributi di esperti di marketing e tecnologia</p>
<p>  <span id="more-33803"></span>  </p>
<p>Il mondo del lavoro cambia a una velocità tale che ogni anno si affacciano sul mercato nuove figure professionali, soprattutto nel campo della tecnologia. Un esempio è l’Innovation Designer, che deve unire competenze di marketing, comunicazione e tecnologia per fare da “ponte” tra le aziende e i consumatori.</p>
<p>Samsung presenta l’Innovation Camp, un progetto sviluppato in collaborazione con Randstad e con Università Cattolica di Milano, che vuole accompagnare giovani under 30 (laureati, laureandi, così come diplomati, disoccupati), in un percorso formativo gratuito incentrato sull’innovazione, per trasformare il futuro in presente e aprire nuovi scenari professionali.</p>
<p>Come ha spiegato Anastasia Buda, responsabile corporate citizenship di Samsung Italia, “Il mondo accademico italiano fornisce una serie di competenze ma manca l&#8217;ultimo step cioe&#8217; il collegamento tra le esigenze dell&#8217;azienda e quelle del consumatore”.</p>
<p>Samsung Innovation Camp mette a disposizione degli studenti una piattaforma di e-learning costituita da lezioni e approfondimenti multimediali online più 23 ore di sessioni creative e interattive in aula, organizzate dall&#8217;Università Cattolica e tenute da esperti accademici.<br />“Il corso si compone di 7 moduli online che vanno dal business plan alla misurazione degli analytics al digital marketing e c&#8217;è una grossa parte dedicata al mondo della tecnologia e dell&#8217;innovazione”.<br />Gli studenti che concludono il percorso ricevono un titolo di alta formazione e hanno diritto a richiedere il riconoscimento fino a 3 crediti formativi.</p>
<p>Gli studenti che porteranno a termine l’intero percorso dell’Innovation Camp avranno diritto a richiedere il riconoscimento fino a 3 CFU.&nbsp;Per partecipare ad Innovation Camp è necessario iscriversi dal sito <a href="http://www.innovationcamp.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.innovationcamp.it</a>, entro e non oltre il 31 maggio 2017</p>
<p>Un’altra interessante opportunità per i giovani che vogliono reinventare il proprio futuro viene dal demanio, pronto a<a href="https://www.ecoseven.net//?p=33779" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> concedere gratuitamente immobili agli under 40</a> sui tracciati storico-religiosi e ciclopedonali per nuovi progetti legati al turismo “lento” e ciclopedonale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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