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	<title>desertec &#8211; Ecoseven &#8211; Saper Vivere</title>
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	<description>Economia del Benessere e della Salute</description>
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		<title>Energia, Desertec il grande parco solare tunisino rifornira’ l’Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 07:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un grande parco solare nel deserto tunisino catturera’ i raggi solari del Sahara per trasformarli in energia elettrica, a beneficio di 700mila case europee L&#8217;energia solare si svilupperà nel deserto del Sahara. Infatti un grande parco fotovoltaico catturerà il sole tunisino e illuminerà le case degli europei, entro il 2016. È il progetto Desertec, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-5264" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2012/02/images_igallery_resized_energia_49814-3976-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p>Un grande parco solare nel deserto tunisino catturera’ i raggi solari del Sahara per trasformarli in energia elettrica, a beneficio di 700mila case europee</p>
<p>  <span id="more-5265"></span>  </p>
<p class="MsoNormal">L&#8217;energia solare si svilupperà nel deserto del Sahara. Infatti un grande parco fotovoltaico catturerà il sole tunisino e illuminerà le case degli europei, entro il 2016. È il progetto Desertec, che prevede la realizzazione di una rete di minicentrali, distribuite nel deserto tunisino, capaci di utilizzare la tecnologia del solare termodinamico.</p>
<p class="MsoNormal">In Tunisia con l’approvazione del&nbsp;progetto “TuNur”&nbsp;è stato dato il via alla costruzione di&nbsp;una megacentrale a concentrazione solare da&nbsp;2.000 MW di capacità. La realizzazione dell’impianto, progettato da Nur Ene, inizierà nel 2014 e nel 2016 potranno essere i primi rifornimenti di energia. Questa è una vera rivoluzione nel campo del solare,soprattutto se si pensa che in appena sei ore, i deserti del pianeta ricevono dal sole più energia di quella consumata dall’umanità nell’arco di un intero anno.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">A fare da ponte tra il sole Tunisino e l’energia elettrica Europea sarà l’Italia: un cavo sottomarino porterà l’energia del calore del deserto tunisino al centro Italia, poco a nord di Roma, per poi diramarsi nel Meridione e nel resto del territorio europeo.&nbsp;In particolare gli impianti solari di Tunisi riforniranno 2 gigawatts energia elettrica a più di 700mila abitazioni europee, grazie a un sistema di trasmissione in corrente continua. Ma come è facile immaginare, parte dell’energia derivante dal sole verrà utilizzata negli stessi paesi d’origine.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">Quello di Tunisi sarà solo un primo impianto che servirà come modello per lo sviluppo di altre centrali solari da localizzare nel Sahara e sarà utile anche per incoraggiare iniziative di produzione nel campo dell’energia eolica.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">(GC)</p>
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		<title>Centri solari nel deserto: un&#8217;idea davvero sostenibile?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 08:51:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solare]]></category>
		<category><![CDATA[approvvigionamento energetico europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[Se ne è parlato ancora una volta a Durban: fabbisogno energetico e produzione da fonti rinnovabili. Al vertice delle Nazioni Unite da poco terminato il solare è ancora per molti “La” soluzione. Leo Hickman sul Guardian parla dei deserti come possibile fonte di approvvigionamento Il tedesco Gerhard Knies dopo il disastro di Chernobyl dell&#8217;&#8217;86 stim&#242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-4237" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/12/images_igallery_resized_energia_deserto-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>Se ne è parlato ancora una volta a Durban: fabbisogno energetico e produzione da fonti rinnovabili. Al  vertice delle Nazioni Unite da poco terminato il solare è ancora per molti “La” soluzione. Leo Hickman sul Guardian parla dei deserti come possibile fonte di approvvigionamento</p>
<p> <span id="more-4238"></span>  </p>
<div>Il tedesco Gerhard Knies dopo il disastro di Chernobyl dell&rsquo;&rsquo;86 stim&ograve; che nei deserti ogni 6 ore si accumula pi&ugrave; energia solare di quanta non ne occorra all&rsquo;umanit&agrave; intera in un intero anno. Ci&ograve; significherebbe che con 30.000 chilometri quadrati di deserto si potrebbe alimentare l&rsquo;Europa intera. Su queste basi nasce nel 2003 una Societ&agrave;, la Desertec, che insieme alla Germania ha l&rsquo;obiettivo, entro il 2050, di arrivare a produrre il 15% dell&rsquo;energia necessaria all&rsquo;Europa. Nel progetto sono previste cetrali eoliche e solari installate in Medio Oriente e Nord Africa. Il problema della dispersione di corrente verr&agrave; risolto con l&rsquo;impiego di elettrodotti di nuova generazione, con una dispersione energetica ridotta al 3% ogni mille chilometri. L&rsquo;idea ha un costo stimato sui 400 miliardi di euro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Siamo nel 2009 quando nasce la Desertec Industrial Initiative, consorzio formato anche da Siemens E.ON e Deutsche Bank. Si annuncia la costruzione della prima centrale solare in Marocco proprio a ridosso del Sahara. Desertec dar&agrave; vita a dodici chilometri quadrati di impianto che potr&agrave; produrre fino a 500 Megawatt. Fin qui tutto bene. Ma ecco una serie di quesiti che rendono complicato lo sviluppo del progetto. Prima di tutto un discorso ambientale riferito al danneggiamento delle tecnologie: i granelli di sabbia nell&rsquo;ipotesi meno drammatica ricoprono i pannelli o gli specchi parabolici delle centrali, riducendone l&rsquo;efficienza. A questo punto c&rsquo;&egrave; necessit&agrave; di acqua per ripulirli periodicamente, acqua che, in caso venisse reperita localmente, intaccherebbe le risorse locali gi&agrave; scarse.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Poi si pongono almeno due problemi di non poca rilevanza. Il primo &egrave; l&rsquo;impatto ambientale che questo progetto potrebbe portare nei luoghi dove si svilupper&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di ridurre l&rsquo;impatto della produzione energetica sull&rsquo;ambiente europeo. Una coperta troppo corta che rende scettici molti esperti sul raggiungimento, per intero, degli obiettivi di programma. D&rsquo;altro canto i costi non sembrano essere di semplice sostenibilit&agrave;, soprattutto in un momento di crisi globale come quella che stiamo vivendo. Certo &egrave; che l&rsquo;ecologia ed un vivere equilibrato viaggiano di pari passo con la ricerca e lo sviluppo. Ma sempre che portino verso traguardi oggettivamente sostenibili.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>(Vincenzo Nizza)</div>
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		<title>Arriva Desertec, l&#8217;energia dei deserti africani e mediorientali</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 09:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[desertec]]></category>
		<category><![CDATA[progetto desertec]]></category>
		<category><![CDATA[progetto energetico afro- europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[il progetto energetico afro europeo dovrebbe trasferire in Europa i due terzi della sua produzione di energia: 500 megawatt tra solare termico e fotovoltaico. L&#8217;energia rinnovanile sarà prodotta nei deserti del Nord Afriva e del Medio Oriente. Un progetto di energia verde e sicura. Leggi in cosa consiste e guarda il video Desertec, il progetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-1471" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/images_igallery_resized_energia_desertec-250-200-90-c.jpg" alt="" width="250" height="200" /></p>
<p class='sommario'>il progetto energetico afro europeo dovrebbe trasferire in Europa i due terzi della sua produzione di energia: 500 megawatt tra solare termico e fotovoltaico. L&#8217;energia rinnovanile sarà prodotta nei deserti del Nord Afriva e del Medio Oriente. Un progetto di energia verde e sicura. Leggi in cosa consiste e guarda il video</p>
<p> <span id="more-1473"></span> </p>
<div><strong>Desertec</strong>, il progetto energetico afro- europeo, a cui partecipano le industrie Angelantoni di Massa Martana, ha compiuto i primi passi concreti in Marocco e se la situazione in quel paese rimarr&agrave; stabile nel 2015 dovrebbe trasferire in Europa i due terzi della sua produzione di energia: 500 megawatt tra solare termico e fotovoltaico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>I deserti sono la fonte di energia di gran lunga pi&ugrave; importante della terra. Ricavare &ldquo;energia dai deserti, come supplemento alle fonti europee di energie rinnovabili, pu&ograve; accelerare il processo di riduzione delle emissioni di CO2 e pu&ograve; aumentare la sicurezza delle forniture energetiche europee.&rdquo;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Il progetto Desertec</strong> &nbsp;ha come obiettivo la produzione e la trasmissione di energia solare ed eolica nelle aeree del Medio Oriente e del Nordafrica (MENA), sia per soddisfare il fabbisogno locale sia per essere in parte destinata alla rete europea.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tutte le tecnologie per la realizzazione del <strong>progetto Desertec</strong> sono gi&agrave; disponibili e, in parte, operative da decenni. Dati satellitari telerilevati e diversi studi dell&rsquo;Agenzia Spaziale Tedesca confermano l&rsquo;abbondante disponibilit&agrave; di energia solare.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center; "><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-1472" height="289" align="absMiddle" width="470" title="Desertec" alt="progetto desertec" src="https://www.ecoseven.net//wp-content/uploads/2011/05/www.ecoseven.net_dati__shared__ScreenShot118.jpg" srcset="https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2011/05/www.ecoseven.net_dati__shared__ScreenShot118.jpg 510w, https://www.ecoseven.net/wp-content/uploads/2011/05/www.ecoseven.net_dati__shared__ScreenShot118-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questi impianti sono in grado di coprire il fabbisogno crescente di desalinizzazione dell&rsquo;acqua marina e di produzione di elettricit&agrave; in tali paesi e inoltre di generare corrente pulita che pu&ograve; essere trasportata in Europa mediante cavi a corrente continua ad alta tensione &nbsp;con perdite complessive limitate al 10-15%. Per paesi come l&rsquo;Australia, la Cina, l&rsquo;India e gli Stati Uniti la realizzazione del <strong>progetto Desertec</strong> &nbsp;sarebbe per ovvie considerazioni geopolitiche considerevolmente pi&ugrave; semplice.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La tecnologia solare pi&ugrave; efficiente &nbsp;per la produzione di energia &egrave; quella termodinamica &nbsp;a concentrazione &nbsp;(Concentrating &nbsp;Solar Thermal &nbsp;Power, CSP). In tale tecnologia &egrave; previsto l&rsquo;uso di specchi per concentrare la luce solare &nbsp;e creare cos&igrave; del calore utilizzato per produrre il vapore necessario per il funzionamento delle turbine e dei generatori.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le centrali a concentrazione sono da preferire a quelle pi&ugrave; costosi fotovoltaiche in quanto sono in grado di produrre nell&rsquo;arco di tutte le 24 ore. L&rsquo;immissione nella rete europea di corrente fotovoltaica fluttuante dai paesi del MENA richiederebbe &nbsp;sistemi di pompaggio in Europa per l&rsquo;immagazzinamento e quindi un maggiore quantit&agrave; di linee elettriche a fronte di un numero minore di ore giornaliere d&rsquo;uso. (al.sfre.)</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong>Guarda il video</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<p><iframe loading="lazy" height="349" frameborder="0" width="470" allowfullscreen="" src="http://www.youtube.com/embed/RMuS7ZlZh_8?rel=0"></iframe></p>
<div>&nbsp;</div>
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